giovedì 15 dicembre 2011

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


A VOLTE RITORNANO

Questo libro lo avevo 'ibernato' tra i libri da non recensire. I motivi li potrete capire da voi. Poi, alcune circostanze inaspettate, hanno fatto sì che anche dal ghiaccio sia potuto tornare...

THE FROZEN BOY, Guido Sgardoli
San Paolo Edizioni, 2011

NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni) 
 

In una base scientifica in Groenlandia, un solitario e taciturno professore di fisica che ha sulla coscienza il peso di aver contribuito alla realizzazione della bomba atomica, un matrimonio fallito alle spalle e un figlio perduto in guerra, ha deciso di porre fine ai suoi giorni. E' a un passo dal gesto definitivo quando qualcosa attira la sua attenzione: nell'acqua gelida in cui sta per gettarsi galleggia, come in una bara di cristallo, il corpo ancora in vita di un bambino che un secolo prima aveva fatto naufragio nel suo viaggio da emigrante dall'Irlanda all'America insieme a tutta la sua famiglia.
Uno scienziato, seppure aspirante suicida, non può perdere un'occasione del genere: è troppo allettante dal punto di vista scientifico. Ma questo che sembra essere il motivo dominante per accantonare temporaneamente il suicidio, lascia spazio ad una seconda ragione, tutta emotiva, di riscatto 'umano' del professore. Nella decisione di prendersi cura del ragazzo, si gioca la sua seconda possibilità: quella che lo vede finalmente capace di amare.

Di questo libro ho sentito spesso parlare bene. Talvolta mi son sentita dire che è buona l'idea e che la prima parte sta su, ma poi cede, talaltra mi hanno detto che avrebbero salvato solo le prime 25 pagine... Ma nessuno si sbilancia di più. Forse per non incorrere nel reato di lesa maestà?
Beh, lo faccio io ora: a me non è piaciuto.

Concordo sul fatto che lo spunto di partenza e il nocciolo dell'intero romanzo potrebbero essere interessanti, ma entrambe le cose mi sembano offuscate dall'inverosimiglianza sistematica dell'intera costruzione letteraria. 
In questo romanzo di Sgardoli tutto ha la pretesa di essere molto realistico, ma nulla ha la capacità di essere men che meno verosimile. Alludo per esempio alle capacità da super eroe del professore che è in grado di guidare qualsiasi mezzo di locomozione si metta sotto il sedere. Il suo girovagare con un bambino 'metà ottocento' ogni giorno più rinseccolito, per l'intera America (con anche un po' di Canada). Il pervicace mutismo del piccolo protagonista che non parla e pare non farsi neanche troppe domande su ciò che gli succede attorno, salvo poi rispondere in perfetto gaelico all'intuitiva e materna vicina di casa.
Mi pare inoltre che Sgardoli peschi a piene mani da una serie di stereotipi letterari (ma purtroppo sembrano essere soprattutto anche televisivi): la fuga con lo scambio di persona nascosta in un grande cappuccio; i poliziotti della Cia in nero con gli occhiali da sole; la vicina di casa cicciottella (magari anche con due bigodini in testa), vetero femminista ma risolutiva per l'intera vicenda; l'ambiente rude dei militari alla base in Groenlandia.
Un altro non trascurabile difetto del libro sta nella prospettiva di lettura che mi pare molto adulta e non so quanto 'leggibile' da un ragazzo. Senza contare che il finale, così come è costruito, non lascia scampo al giovane protagonista: un po' difficile da spiegare ai ragazzi che lo leggeranno che il sacrificio del giovane è il prezzo da pagare per dare al professore la sua seconda seconda chance. Soprattutto in tempi come quelli in cui viviamo.
D'altronde, per come è concepita la vicenda, Sgardoli non poteva prevedere altro finale che questo.
L'unica cosa che mi pare funzionare nell'intero romanzo è lo stile: fluido e avvincente.
Troppo poco per far sbollire la rabbia di un lettore che non sia proprio alle prime armi. 
 
Carla

noterella al margine: mi pare degno di nota sottolineare comunque la coraggiosa e in qualche modo vincente scelta editoriale di San Paolo Edizioni di continuare a pubblicare libri 'difficili' e 'pieni di questioni aperte' . Da Le Lacrime dell'assassino in poi.

3 commenti:

  1. oggi mi sono risfogliata tutto il vostro blog in cerca di libri per pablo da mettere nel sacco di Babbo Natale. E per l'ennesima volta ho pensato: ma quanto è bello questo blog?
    ho inoltrato, anche a chi l'avevo già detto, il vostro link alle mie amiche mamme, merita davvero di diventare un punto di riferimento per genitori, insegnanti, chiunque voglia fare ad un bambino il regalo più bello: un libro.
    Vi abbraccio!

    RispondiElimina
  2. Mi è ben piaciuto leggere questo tuo post. Quando ho letto "The Frozen Boy", sono rimasta spaesata e a scriverne anche di più. Perché a me il libro non è dispiaciuto, però non credo lo consiglierei a nessun giovane lettore. Mi sembra un libro per quarantenni e più, sulle seconde possibilità della vita.

    RispondiElimina