mercoledì 1 febbraio 2012


I CACCIN DELL'ULTIMO MOMENTO

© Margherita Zanini

Quando la Stelvia annuncia, Stasseia femu duì caccin, ovvero stasera facciamo due focaccine di castagne, vuol dire due cose:
1) fa un gran freddo
2) lei è di buon umore
Per entrambe le circostanze noi in famiglia ci freghiamo le mani.
Fare i caccin significa: accendere il camino e far un gran fuoco

© Margherita Zanini

su cui arroventare la dozzina di testi di terracotta che sono presenti in ogni casa ligure dell'interno che si rispetti. Significa mettere a bagno per tempo le foglie di castagno, raccolte con la luna nuova (o con la luna piena o con la luna nera o tenendosi in equilibrio su un piede solo...insomma una di quelle scaramanzie di cui i vecchi ammantano il loro sapere) e fondamentali per accogliere l'impasto prima della cottura. 

© Margherita Zanini
© Margherita Zanini

Significa avere la farina di castagne buona, meglio di tutte è quella della Grande Nella, ora purtroppo volata in un bosco celeste, spero silenzioso quanto quello terreno in cui si era rintanata con i suoi cani. Significa avere una squadra di giovani e meno giovani che ti aiuta nella difficilissima arte della cottura e della sbucciatura da cotti, ma che poi pretende almeno due caccin di paga...

© Margherita Zanini


mi rendo conto di chiedere un po' troppo e quindi vi passo la ricetta dei caccin dell'ultimo momento, molto meno coreografici, molto meno tradizionali e solo poco meno saporiti.

per quattro focaccine rispettabili occorrono:

200 gr di farina di castagne nuova
1 gran bicchiere di latte
1/2 bicchiere di acqua tiepida
1 pizzico di sale
un po' d'olio per ungere la padella antiaderente


Per prima cosa setacciate la farina, quindi mettetela in una terrina e versatevi piano piano il latte e quindi l'acqua, poco per volta, mischiando con una frusta in modo che non si formino grumi. Aggiungete il sale a questa pastella, molto simile per consistenza a quella dell normali crepes, e quindi scaldate la padella unta per bene con l'olio. Quando è calda, versatevi un abbondante ramaiolo di impasto e, muovendo in su e in giù la padella, fatelo spandere sull'intero fondo. Fate cuocere lentamente da ambo i lati in modo che si asciughi la superficie della focaccina ma all'interno resti un po' umida. 


A questo punto la tradizione può riprendere il sopravvento e potete farcirle con gli stessi ingredienti con cui si riempoiono i caccin, ovvero lo stracchino (elettivo, a mio giudizio), la salsiccia fresca morbida, il salame, la coppa, la ricotta ... non tutti insieme, ovvio, uno per volta.

Carla


2 commenti:

  1. Garantisco personalmente che sono una bontà e mi trovo pienamente d'accordo sulla farcitura con lo stracchino.
    ...adesso faccio una proposta, farciti con la marmellata di marroni? Come saranno?
    Gisella

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  2. Povera te! forse non ricordi che tu sei stata coinvolta nella fase sperimentale e che ti sei mangiata tutto il pappiccio appiccicato...
    sulla marmellata di marroni non c'è che da provare. A me persoonalmente piacciono più con il salato perché trovo buffo il contrasto tra il lieve dolce della farina e il lieve acido dello stracchino, ma sono aperta a ogni esperienza
    tienici aggiornate!

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