lunedì 20 agosto 2012

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


PETER PAN AL FEMMINILE



Seita Parkkola è una scrittrice finlandese di cui è uscito il secondo romanzo, pubblicato in Italia dalle Edizioni San Paolo: Le vetrine del Paradiso. In comune col precedente romanzo, L'ultima possibilità, c'è un personaggio molto interessante, India, e le cupe atmosfere di un opprimente Altrove. Queste atmosfere si riallacciano con chiarezza a quelle della fantascienza 'sociologica', quella cioè che immagina e descrive gli orrori possibili del nostro modo di vita, portato alle estreme conseguenze. Le città alveare, i disastri ambientali, il controllo sugli individui operato da un potere invisibile, l'assenza di libertà. Fra i due romanzi, il secondo raccoglie questa eredità con maggiore originalità, immaginando una città dai confini indefiniti e sostanzialmente divisa in due: il Grande Magazzino, cuore della vita sociale, di cui detta i ritmi e i riti, e, dall'altra parte, gli edifici abbandonati, le rive di un fiume traboccante rifiuti. Fra questi due mondi si muove la protagonista, Brina, e il suo amico Kodak, a metà strada fra il mondo di facciata del Grande Magazzino e il mondo degli invisibili, i reietti, fra i quali agisce una banda di ragazzini, rigorosamente tredicenni. Brina e Kodak entreranno in contatto con questa banda per aiutare il figlio della direttrice del Grande Magazzino a fuggire da quella immensa trappola dorata. Qui davvero ci guardiamo allo specchio e, se sostituiamo un Centro Commerciale qualsiasi al Grande Magazzino del romanzo, il gioco è fatto. Vetrine costruite per creare bisogni e illusioni, promozioni, pubblicità che mobilitano gli animi più di qualsiasi ideale. Mentre intorno la povertà cresce, lo racconta il romanzo, e a scuola si riciclano libri vecchi, perché non ci sono soldi per comprarne di nuovi. Sullo sfondo di questo scenario si gioca la guerra fra il bene e il male, nella complicata età di passaggio fra infanzia e adolescenza.
Brina è proprio questo, una ragazza troppo alta, troppo impacciata, troppo impaurita dalla banda di bulli, guidata dalla sua ex amica del cuore. Questa battaglia senza quartiere è condotta da Brina e Kodak insieme alla banda di ragazzini guidati da India, l'altro trait d'union con il romanzo precedente: questa Peter Pan coraggiosa e senza macchia, ferma il tempo nei tredici anni, e l'Isola che non c'è è nel sottosuolo, nei cunicoli che attraversano la città, dove la banda si muove non vista. Straccioni invisibili, e anche qui come non guardarsi allo specchio!, abilissimi a sfruttare le crepe del sistema.


Lo stesso personaggio di India compare anche nel romanzo precedente, L'Ultima possibilità, con atmosfere ancora più cupe, immaginando l'azione all'interno di una scuola di recupero (l'ultima possibilità, appunto) per ragazzi difficili, ovvero non allineati. Lì un'insegnante a dir poco perversa sperimenta metodi fantascientifici per rendere docili e obbedienti i ragazzi indisciplinati; il protagonista Borea, inserito nella scuola degli orrori dagli ingenui genitori, è lì solo perché ama lo skate ed è abbastanza refrattario alle regole. E, ancora una volta, per sconfiggere il male camuffato da persone 'perbene', sarà indispensabile l'aiuto dei ragazzini che da quella scuola sono già riusciti a fuggire, guidati appunto da India, che si appunta fra i capelli ossicini di pollo e lecca lecca.
Entrambi i romanzi, più riuscito il secondo, hanno il pregio di fissare lo sguardo su quell'infelice età di mezzo che non è infanzia e non è ancora adolescenza; racconta il faticoso divincolarsi dei ragazzini dall'abbraccio soffocante dei riti familiari legati all'infanzia; di questo passaggio l'autrice racconta la solitudine, l'incertezza, la paura di fare tutto troppo in fretta; nello stesso tempo descrive bene l'insopprimibile e confuso desiderio di libertà. Direi troppo pessimistica l'immagine di un mondo adulto che, quando non è ostile, è soggiogato al conformismo e lontano dal mondo dei ragazzi.
Alla fine de Le vetrine del Paradiso, Brina comunque, a differenza di India, tornerà a casa, più forte e più consapevole di sé e dei propri sentimenti. Perché se almeno qualcuno di questi ragazzi non crescerà, chi manderà avanti il mondo?
Come si può capire, sono letture per lettori grandi, da dodici anni in su e non solo per la possibilità di identificarsi nei personaggi, ma anche perché le tematiche sono forti, le atmosfere da fantascienza post apocalittica, lo stile, per altro coinvolgente con la narrazione in prima persona, è spigoloso e duro quanto lo richiede la situazione descritta.

Eleonora

L'ultima possibilità”, Parkkola S., Edizioni San Paolo 2011
Le vetrine del Paradiso”, Parkkola S., Edizioni San Paolo 2012

2 commenti:

  1. Ciao Carla, ho appena letto l'ultimo post di biblioragazzi, il libro è "Educazione allo shopping" di Claudia Selmi, Rizzoli. Leggero`entrambi i libri per vedere se posso utilizzarli con i miei alunni, quinta elementare, per riflettere con loro sulla smania compulsiva di acquistare che ci ossessiona. Grazie mille per questo come per tutti gli altri consigli del blog, sei una risorsa preziosissima!
    Antonella

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  2. Grazie a te per la pazienza con cui ci segui; comprendo la difficoltà di 'smontare' l'attrazione fatale dell'acquisto compulsivo, ma questo libro, qui segnalato, è davvero per lettori un po' più grandi, non lo proporrei a ragazzini delle elementari.
    Eleonora

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