domenica 9 dicembre 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


QUANDO STRAPPARE LE PAGINE 
NON E' UN PECCATO...
 
LIBRETTO POSTALE, Franco Matticchio
Vànvere, 2012

ILLUSTRATI (per tutti)

 
"Che tu stia facendo wind-surf a COPACABANA scalando in solitaria l'HIMALAYA attraversando su una canoa il lago TITICACA rincorrendo una lepre nella Foresta Nera o aspettando il treno con 15 minuti di ritardo a CANEGRATE, ricevere una cartolina fa sempre piacere."

Molto vero: ricevere cartoline a me fa molto piacere e siccome non tutti la pensano come me, spesso mi capita di farne espressa richiesta a chi sta partendo. So di dar loro una difficile incombenza, ovvero trovarne una carina, trovare il venditore di francobolli per affrancarla, trova la cassetta della posta per imbucarla, ma tant'è il desiderio che la richiesta parte comunque.
Mandare cartoline è un usanza che sta cadendo in disuso, scalzata da SMS o da MMS, ma noi teniamo duro e adesso più che mai, visto l'ultimo 'libro' di Matticchio per la giovane e gagliarda Vànvere.
È un 'libro' che si smonta, che manda in giro per il mondo una parte di sé, pagina per pagina, cartolina per cartolina.


Se siamo i mittenti a noi resterà la mezza pagina interna, quella tenuta insieme dalla rilegatura e potremmo sfogliarla con nostalgia ricordando l'altra metà della pagina che invece è partita per il suo viaggio postale. Ma a noi mittenti restano anche i sedici strepitosi disegni di Matticchio che sono sulle pagine pari, nonché i sedici francobolli da collezione. Non è poco.
Così le sedici cartoline partono con un nostro pensiero scritto nell'apposito spazio bianco retrostante, ma partono anche con un nostro pensiero inespresso che è quello che abbiamo fatto nello scegliere un disegno preciso per quella persona precisa.
L'arte di mandare cartoline sta proprio in questo: nel saper scegliere il messaggio illustrato per il destinatario a cui stiamo pensando. È un gesto di affetto, di attenzione, di cura verso un vecchio amico, una nonna rimasta a casa, un collega rimasto in ufficio, un amico conosciuto in vacanza...
Mandare cartoline mette in comunicazione, con una modalità magari desueta, con tempi dilatati (che bello!!) ma con un valore in più, quello di non poter sparire con una ditata sul tasto delete. La cartolina resta e resta il pensiero che porta su di sé.
L'altro grande pregio di questo Libretto postale sta nel fatto che, sfogliandolo, ogni disegno di Matticchio ci 'suggerisce' involontariamente un potenziale destinatario. È un esercizio molto divertente quello di immaginare di collegare un disegno a una persona: lo si può fare ragionando per contenuti, ovvero quello scoiattolo che cucina nella sua tana si potrebbe mandare ad un'amica cuciniera. Per un criterio di somiglianza manderei quella con il cane che fa pipì sulla lampada al piccolo Arturo, bassotto della mia amica Gisella, che spisciazza per casa mia ogni volta che viene a trovarmi...Ma le associazioni possono essere mille altre. Ognuno troverà le proprie.


E quindi questo 'libro' si rivela ben più di quello che sembra. Non è solo un libro di cartoline, è anche un libro girovago, un libro che ti fa ridere, un libro che ti fa pensare agli amici, un libro che mette in comunicazione...ed è un soprattutto un imperdibile 'bestiario', fatto di immaginazione, di assurdo, di stupore e di molta poesia. Ogni piccolo francobollo, ogni cartolina e ogni pagina, spalancano mondi sempre diversi e sono tra loro in comunicazione pagina dopo pagina, pinguini con pinguini, elefanti con elefanti, gatti con gatti.
Non dimenticate che questo è un libro che non si può non avere sempre a disposizione sulla scrivania o, partendo, nella valigia delle vacanze....
(qui per acquistarlo).

Carla


Noterella al margine. Difficile classificare questo 'libro'. Non è propriamente un libro, non è propriamente un albo illustrato, non è propriamente narrativa, non è propriamente poesia, ma è propriamente un po' di tutte queste cose insieme. Ed è soprattutto una grandiosa idea. Terzo libro degno di nota dalla fiera.

1 commento:

  1. Prima di tutto tanti auguri a Vànvere, ottima la scelta di pubblicare questo libro!
    Chiedo pubblicamente scusa per tutti i "regalini" che Arturo lascia a casa di Carla quando andiamo in visita.
    Ci sto lavorando molto sulla sua educazione, anche se Arturo è un osso duro. Gisella

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