lunedì 10 giugno 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

TUTTO È POSSIBILE, NELLE STORIE

Giovanna prende il treno, Kathrin Schärer,
LO editions 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"E' il principio di una storia? Gira la pagina, su,
così ti racconto di più. Un treno attraversa la campagna.
Un treno di vagoni pieno,
sulle rotaie senza freno,
e con cento scompartimenti almeno."

Nel primo scompartimento una mucca, nel secondo un cane e nel terzo una capretta e nel quarto?


Che sia pieno di viaggiatori un po' esotici lo si capisce subito. Quindi nessuno stupore se nel successivo scompartimento c'è un maialino, anzi una maialina. Appena disegnata dalla matita colorata dell'autrice. La storia fino a questo punto è ancora da terminare: i disegni sono schizzi e l'unica cosa colorata è la pelle rosa a macchie dell'insolita viaggiatrice. Ma appena si gira la pagina la storia decolla. La maialina ora è pronta per il suo viaggio. Si piazza davanti al finestrino e in sequenza cerca di sapere il suo nome, cerca di farsi disegnare un vestitino, cerca di non far succedere un guaio (e mandando indietro di una pagina il racconto si possono fare tali meraviglie), cerca di guardare nelle case lungo la ferrovia e cerca di fare amicizia con un dirimpettaio di treno...

Tutto è possibile, nelle storie. E ancor di più se la storia è ancora aperta, ovvero se la pagina è intesa come campo di scambio, di dialogo tra personaggio e autore.
In Giovanna va in treno la relazione tra chi scrive e disegna e chi agisce sul foglio è serratissima e anche piuttosto contrastata e vivace. Il divertimento di chi legge sta soprattutto nei dialoghi tra Giovanna, maialetta volitiva e la Schärer, scrittrice obbediente ma burlona.

I disegni della Schärer a me sono sempre piaciuti molto. Ne ho comprati parecchi di suoi libri nel corso delle diverse edizioni della Fiera di Bologna nello stand di Bajazzo. Sono libri e disegni molto tradizionali, colorati a pastello, ma li trovo spiritosi ed espressivi.

Sono storie di animali, trapiantati il più delle volte in ambiti tutti umani e comunque con problemi tutti umani. In particolare Giovanna va in treno appartiene alla categoria dei libri dialogati che sono piuttosto diffusi al momento: dialoghi tra personaggio e lettore, tra personaggio e autore/illustratore.
Rispetto al libro tedesco che comprai qualche anno fa, questa edizione italiana mostra una differenza che, a mio parere, si poteva anche evitare. Penso a quel gioco che attraversa tutti i dialoghi e che vede la maialina finire ogni frase con un sonoro Oink! Nell'edizione tedesca non c'è e io non ne ne sentivo la mancanza. Credo che il gioco sonoro abbia lo scopo di 'fare l'occhiolino' al lettore. Un'occasione per parlagli con una sorta di birignao che i bambini non si meritano. Ma in realtà quest'aggiunta ha il difetto di interrompere il serrato ritmo dei dialoghi che io trovo la cosa più divertente del libro. E, in qualità di lettrice ad alta voce, mi sarei voluta riservare il diritto di aggiungere eventuali suoni e versi; quando e dove a mia discrezione. E quindi, non se ne dispiacciano le traduttrici o l'editore, ma in direzione opposta e contraria, mi riservo il diritto di non leggerlo quel superflo OINK...

Carla

Noterella al margine. Un acuto osservatore potrebbe chiedersi perché Giovanna quando scrive sul finestrino il suo nome lo scriva in tedesco.La risposta la sapete...






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