giovedì 4 luglio 2013

ECCEZION FATTA

ovvero tutto ciò che ruota intorno al libro ma libro non è...


MARGHERITA, NON VIOLETTA



Il caso ha voluto che nel giro di poco tempo ci lasciassero alcune 'cattive ragazze', che davvero lasciano un vuoto , sia pure per motivi diversi: da Rita Levi Moltalcini a Franca Rame alla meravigliosa Margherita Hack; Margherita l'ho sentita parlare questa primavera a Bologna , nel corso dei festeggiamenti per i 20 anni di Editoriale Scienza, ed era come sempre generosa di sé, piena d'ironia e di intelligenza. Molti commentatori l'hanno ricordata per l'opera di divulgazione, indiscutibile e prolifica, e per l'intrasigente impegno politico, dimenticandosi che era stata la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico.
Donne straordinarie, dal fascino incrollabile a prescindere dall'età e dallo stile, dalle biciclette, ai colletti alti alle gambe mozzafiato. Belle, a prescindere. In nessun momento hanno rinunciato ad essere se stesse, con il corpo e con la mente. E che mente. Che intelligenze, che capacità, che incrollabili volontà.
Di fronte a questa grandezza, a questi esempi di successo vero, che ha reso più ricco il nostro miserando paese, cadono le braccia, ci viene quasi da piangere nel vedere quali miti inseguono le nostre bambine, le nostre ragazze. Davvero la bellezza è di plastica, l'arrendersi acritico ad un modello estetico, promosso e sostenuto dalla televisione e dai libri correlati? Davvero le nostro ragazze sono belle solo attraverso lo sguardo maschile, ovvero, prosaicamente, del mercato, che ti dice come vestirti, truccarti muoverti per essere ammessa nell'empireo (?) del mondo dello spettacolo, ma quale spettacolo!, unico giudice e garante della presentabilità sociale.
Basta. Diciamo basta, dite basta ai desideri posticci, alle mode che invece di valorizzare le diversità e i talenti omologano tutto in nome delle merci che così vengono spacciate come una droga.
Bambine, mamme, dite basta a Violetta, raccogliete l'eredità di Margherita e di Franca e di tutte le donne che hanno praticato la via della libertà. E leggete insieme Pippi Calzelunghe.

Eleonora


4 commenti:

  1. grazie Eleonora, come al solito non ti smentisci, sempre lì a battere il chiodo.

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    1. Lo so Gisella, sono anche ripetitiva e non a caso, perhè vedo intorno molta superficialità e indifferenza su questi temi; per fortuna non sono sola...grazie per la comprensione!!
      Eleonora

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  2. Io ho letto le storie di Pippi e di tutte le eroine della (vera) letteratura per ragazzi anche al mio maschiaccio seienne. Così impara fin da piccolo che se noi donne valiamo, non è certo per merito di un rossetto ;)
    Un abbraccio,
    Monica

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    1. Credo che il problema non sia tanto nei personaggi positivi o negativi che i bambini incontrano nelle storie, quanto nelle finalità che stanno dietro a prodotti, che non riesco a definire libri. Se tutto serve ad alimentare la commercializzazione di prodotti legati ad un marchio, capisci bene che il contenuto va a farsi benedire e restano solo tante esche pensate per acchiappare l'interesse dei bambini, visti come consumatori e così si veicolano anche pericolosi disvalori..Grazie per l'attenzione con cui ci segui, un abbraccio
      Eleonora

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