martedì 11 marzo 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CONIGLIO NERO
Ecco qui un buon emulo di Stephen King, Kevin Brooks con il suo L’Estate del Coniglio Nero, pubblicato da Piemme nella collana Freeway, che pubblica narrativa di genere dedicata soprattutto agli adolescenti, o quasi. Questa è una di quelle collane che fanno impazzire i librai, perché sono, come dire, di frontiera, al confine fra un genere e altro, fra una fascia d’età e l’altra. E questo romanzo esprime in pieno questa ambiguità e questa difficoltà di collocazione. Indiscutibilmente a tinte forti, con allusioni al sesso, alla droga e all’alcol, ma nello stesso tempo privo delle connotazioni tipiche dell’horror, o del realismo esplicito di molti romanzi di genere e non. Dunque un romanzo per ragazzi, dai quattordici anni in poi, ma godibile anche per un adulto. La trama è presto detta, un gruppo di ragazzi , un tempo, amici, si ritrova prima della partenza di due di loro. A questa serata speciale partecipano il protagonista, Pete, e il suo amico del cuore Raymond, da tutti considerato uno ‘strano’, che vive isolato dagli altri, convinto di conversare con il suo coniglio nero. La serata, fra oscuri presagi, finisce in un luna park e nel corso della notte due ragazzi spariscono, Raymond e Stella, una giovane star anche lei ex compagna di scuola del gruppo. Stella viene ritovata morta, Pete fa le sue indagini parallele per trovare e proteggere Raymond. Le indagini mostrano però quanto le loro vite siano lontane dall’infanzia, quanto siano cambiati e quanto siano pieni di segreti.
Al di là del ritmo serrato, che sostiene con facilità le quattrocento pagine, al di là dell’atmosfera coinvolgente, fra il thriller e il mistery, ho trovato efficace la descrizione di quel difficile momento in cui ci si ritrova improvvisamente grandi, ci si lasciano alle spalle le modalità infantili e si entra nel mondo reale, dove ogni errore si paga in prima persona. Mi ha ricordato, per certi versi, L'estate del coprifuoco di Daniel Kraus, uscito tre anni fa. Tutte le dinamiche riguardano il cerchio di adolescenti, il mondo adulto non comprende quello che succede, i genitori scoprono di non conoscere veramente i propri figli. Il protagonista, che caparbiamente ignora le raccomandazioni paterne, deve affrontare la paura, i suoi stessi errori per arrivare allo scioglimento del nodo che racchiude la verità.
Al centro del romanzo, l’amicizia fra il protagonista e Raymond, il ragazzo perso nel suo mondo ‘parallelo’; mostra come sia un sentimento fondante dell’adolescenza e, potrei dire, ben oltre. Pete è molto protettivo nei confronti del suo amico d'infanzia, è forse l'unico a non considerarlo un ritardato e magari condivide con lui la capacità di ascoltare i conigli. Nel nome di questa forte amicizia, vengono superati i limiti del consueto, del buon senso e anche della legge, come si conviene al mondo ribelle dell'adolescenza.
Eleonora
“L’estate del Coniglio Nero”, K. Brooks, Piemme 2014


3 commenti:

  1. IL coniglio nero sembra un'immagine speculare del grosso coniglio bianco Harvey.
    Nel film omonimo, del 1950 con James Stewart, bellissimo, il protagonista è un uomo convinto di dividere la propria vita con un grosso coniglio bianco, del tutto immaginario.
    Nel film James Stewart interpreta il ruolo del protagonista ed è un personaggio apparentemente evanescente, in realtà ben più profondo nella sua consapevolezza di ciò che lo circonda.
    Grazie ancora per i preziosi suggerimenti,
    Sara

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    1. Grazie per il collegamento ad un altro coniglio 'parlante'. Tieni presente che qui siamo in atmosfere molto vicine a quelle dei romanzi di Stephen King, quindi molto inquietanti. Eleonora

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    2. A dire la verità Harvey, il grosso coniglio bianco, amico immaginario, è un Pooka. Un'entità mitologica.
      E comunque lui è bianco e, non a caso, l'altro è noir.
      Sara

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