venerdì 21 marzo 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IL BAMBINO DI EMMANUELLE

Va tutto bene Merlino!, Emmanuelle Houdart
Logos 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

"Chi ha preso il mio biberon?
Va tutto bene Merlino: è la sirena dal canto argentino!
E chi gioca con i miei cubi?
Va tutto bene Merlino: è il drago dai calzoni arlecchino!
E chi è seduto sul mio vasino?
Va tutto bene Merlino: è un diavoletto un po' birichino!"


Tutto comincia con una tenda a grandi pois che forse nasconde qualcosa. Per definizione, una tenda chiusa è simbolo di mistero. E così comincia questo gioco dello svelamento per il piccolo Merlino. Lo immaginiamo girare per la casa, in tutti i suoi luoghi consueti: la vasca da bagno, la poltrona a fiori, la carrozzina, a scoprire cosa essi nascondano, o forse dovrei dire meglio chi essi nascondano.
Merlino, l'amato bambino dell'autrice con un nome che arriva da un mondo di magia, troverà tutti quei personaggi che popolano le fiabe e, da lì, il nostro immaginario e, da lì ancora, i libri della sua mamma: diavoli, sirene, draghi...Tutti affettuosi e accoglienti.

Émmanuelle Houdart, ancora una volta, racconta con il mondo degli affetti e lo traspone in quello che è il suo mondo figurativo, fatto di personaggi inconfondibili e indimenticabili che sfilano sulle pagine bianche, come vere e proprie apparizioni costruite sulla potenza del disegno, del colore. Il 'popolo' della Houdart è testimone di un mondo quotidiano e al tempo stesso di un mondo fiabesco, di grande forza evocativa.
Un grande coniglio rosa che indossa un soprabito nero a fioroni (se lo trovassi, lo comprerei all'istante) e un paio di Birkenstock modello Arizona (quelli li ho già e tutti ne hanno avuto almeno un paio nella vita) che spinge un passeggino da sinistra a destra della copertina del libro e ha un lieve sorriso sognante nel vedere il piccolo Merlino giocare contento con due foglie che fluttuano nel nulla davanti alle sue mani protese: ecco che il quotidiano si intreccia con il fantastico, come se nulla fosse.


I libri con il cucù sono solitamente libri per piccolissimi e come tali fanno riferimento a un contesto riconoscibile di vita quotidiana: mangiare la pappa, piuttosto che i cubi con cui costruire instabili torri, il vasino e il bagnetto. E in questo contesto fatto di oggetti conosciuti e di consuetudini si inserisce il fantastico. Irrompe con forza attraverso un segno preciso, quasi maniacale nella cura del dettaglio, e trasforma ogni cosa. I personaggi arrivano quasi tutti da un aldilà archetipico di sirene, liocorni o draghi. E ogni cosa è filtrata attraverso l'uso di un raffinatissimo repertorio di textures che possono essere considerate vera a propria sigla di Houdart, al pari del suo uso di corredare i personaggi di piccole corna o alette. Compiaciuti e talvolta ridondanti sono i frequenti richiami interni alle singole tavole: tessuto con i pulcini per il pigiama del pulcino, tessuto con le uova per il suo copri piumino....
In questa sua fedeltà a un repertorio iconografico che sembra ripetere sempre se stesso, salvo poi essere ogni volta diverso e nuovo, pare quasi che l'autrice voglia educare lo sguardo dei piccoli lettori. Educarli ad un tipo di illustrazione che poi matura in libri come Il denaro (Logos 2013) o Una lunga storia d'amore o Genitori felici (Logos 2012) o l'amatissimo -fino alla consunzione- I Mostri ammalati (Il Castoro 2005), che in Italia la rese famosa.



Carla

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