martedì 29 aprile 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


FORSE...
(IL SONNO VISTO DA CHI RESTA SVEGLIO)

Sonno gigante sonno piccino, Giusi Quarenghi, Giulia Sagramola
Topipittori, 2014


POESIA

"Questa sera sul cuscino
non trova sonno il mio bambino [...]

Forse gli balla qualcosa in testa
forse ha voglia di fare festa
forse non so forse chissà...
piccolo sonno passa di qua."

Tra questi versi si scioglie la ninnananna di Giusi Quarenghi, in cerca del sonno di un bambino che questa sera non ha tanta voglia di dormire.
Un viaggio immaginato, creato dai tanti 'forse' che nel percorso segnano bivi di fantasia: forse è andato a fare un giro o forse ha incontrato un ghiro, forse nuota in mezzo al mare, forse vola su un cammello o galoppa su un uccello.
Forse.
In tutta questa incertezza, una sola cosa è certa, lui, il bambino, si sta divertendo un mondo. In quel mondo che è al di là della veglia.
Ma questo bambino non è l'unico a spassarsela. Con lui si devono essere molto divertite anche le autrici, Giusi Qarenghi e Giulia Sagramola, che hanno costruito un viaggio, giocando con il senso delle parole e con il senso delle immagini e con il senso del tempo che va.
Così come Giusi Quarenghi colora di nuovo senso le parole, per cui una stella si beve e una camomilla si guarda, un cammello decolla e un uccello galoppa (è normale non prendere sonno con questa confusione...), altrettanto fa Giulia Sagramola con le immagini.
Fotografie in bianco e nero dell'infanzia di nonni e genitori che, sapientemente ritoccate, prendono colore e si arricchiscono di particolari per assumere nuovi significati. 


Nella fotografia scattata alla festa di compleanno del piccolo Giancarlo (il papà di Giulia) ci si aspetterebbe di vederlo mentre soffia sulla torta, ma il pennello di Giulia (figlia di Giancarlo) ha 'ritoccato' quella situazione e così ora noi lo vediamo mentre beve con la cannuccia da un tazzone di camomilla...
I giochi con le parole della Quarenghi poi si intrecciano con quelli delle figure della Sagramola (o viceversa?) in modo che il dialogo tra testo e immagine sia continuo e vivace. 
E qui il divertimento lievita ancora un po'. 
In tal senso mi piace immaginare che Giulia, mettendo una cuffia a Nazzarena, abbia suggerito a Giusi l'inciampo sul berretto, oppure quella foto di Giulio, Domenico e Paola (rispettivamente nonno, zio e madre di Giulia) con l'aggiunta di un cerbiatto,abbiano fatto nascere in Giusi il salto della montagna


Nella realtà, nella veglia potrei anche dire, le cose però sono andate diversamente: sono nate prima le parole e poi le immagini e così è stato il volo in aeroplano pensato da Giusi che ha trasformato una bimbetta che corre lungo una ringhiera in un pilota con l'aria nei capelli.
Poco importa, perché a noi 'inguaribili sonnatori' piace comunque perderci in posti lontani o andare a fare un giro (e magari incontrare il ghiro...)
Si legge con il sorriso, con la tenerezza che genera tanto il sonno visto da chi resta sveglio, quanto lo sfogliare vecchie foto di un album di famiglia.
E tutto scorre come musica nelle orecchie e negli occhi.

Carla


Noterella al margine. Sulle affinità: la ninnananna è un canto familiare. È quella che che ci hanno cantato genitori o nonni, è fatta di parole che vengono sempre dal passato, così come vengono da genitori e nonni quelle foto 'formato cartolina', con il bordino frastagliato in cui si vedono bambine e bambini con braghini corti o gonnelline a pieghe, cappottini a doppio petto e calzettoni colorati, sandali coi buchi e ginocchia sempre al vento.



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