venerdì 7 novembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


BISOGNA PUR CRESCERE!


Piccolo Elefante è pronto: ad affrontare un viaggio periglioso, che richiede adeguata preparazione. Innanzitutto, doppia razione di cena e una bella torta tutta per sé. Poi, bisogna trovare gli abiti adeguati, la pelliccia di Zio Elefante e il cilindro di Nonno Elefante; naturalmente anche gli stivali di Papà Elefante. Infine, bisogna prepararsi ad affrontare chissà quale pericolo, è quindi d'obbligo avere una lanterna e una spada. E ricordarsi di portare Orso, e una scorta di cibo, non si sa mai.


 Una pazientissima Mamma Elefante asseconda la preparazione del prode Elefantino, che affronterà con coraggio il percorso verso la sua meta. E la meta è la sua cameretta, dove per la prima volta dormirà da solo. E saranno squilli di tromba e sonar di fanfare ad annunciare il successo nell'affrontare, da solo, le ombre della notte.


Piccolo di formato, piccolo il protagonista, ma grande davvero, questo libro ripescato dagli anni Sessanta, autori Sesyle Joslin, con le illustrazioni di Leonard Weisgard.
Crescere è faticoso, costringe ad affrontare prove all'apparenza semplici, in realtà gigantesche.
Dormire per la prima volta da soli, guardare le ombre, immaginare tutto quello che possono nascondere. E affrontare la paura, coraggiosamente, primo eroico passo verso il diventare grandi.
Weisgard si diverte, nell'illustrare questa 'piccola' storia, a giocare sull'essenziale, una gamma di grigi e il rosa, che rende tutto il calore di un affettuoso focolare domestico. 

Eleonora

 
Piccolo Elefante cresce”, S. Joslin e L. Weisgard, Orecchio Acerbo 2014

3 commenti:

  1. Buonasera Carla, ho acquistato questo delizioso volumetto, anche se non è uno dei miei Weisgard preferiti, dove ho trovato la sua bella traduzione per la quale le faccio i complimenti ! Ora sono in attesa, l'ho appena ordinato, dell'anastatica (edita da Quodliber, non so se lei l'abbia già preso) di "Tre per un topo" del grandissimo Toti Scialoja, che sono felicissimo faccia la sua ricomparsa in libreria - ho anche visto il William Heath Robinson, ma sa che sfogliandolo mi ha messo angoscia ?! dunque per il momento l'ho lasciato sullo scaffale; ancora complimenti, e alla prossima traduzione ! Marco.

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  2. caro marco come va? grazie dei complimenti alla traduzione, ma è stata frutto di un'attività extravagante. Ora svelo una piccola curiosità cosa che rendeva il testo ancora più d'antan era l'epiteto Sir con il cui Piccolo Elefante si rivolge a nonno e padre: ma è stato cassato sull'altare della contemporaneità. Toti Scialoja è - come suol dirsi - in canna anche da queste parti! Heath Robinson, invece, mi ha fulminato anche se non so quanto un ragazzino potrebbe apprezzarlo per intero.

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  3. Davvero un peccato aver cassato il Sir, diciamo però che qui starebbe per Signore, forse sarà sembrato un pò troppo arcigno :) con attività "extravagante" lei intende che ha tradotto nel tempo libero ? beh, nulla cambia, mi auguro, se è la prima volta, che non sia l'ultima ! Concordo sul fatto che Hearh Robinson non sia del tutto adatto ad un bambino, che forse apprezzerebbe la spettacolarità delle immagini ma farebbe un pò fatica a decifrarle (chissà che ne direbbe la nostra famosa Sara, mi piacerebbe leggere un suo commento in proposito ;) !! sia detto senza cattiveria, ovviamente) - infatti, qui alla Feltrinelli, non era sullo scaffale dedicato all'infanzia, ma appena prima di quelli sull'arte e il design ...

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