mercoledì 14 gennaio 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


STORIE DI NATALE PER AGOSTO

Che notte è questa! Otto racconti di Natale
Baccalario, Gatti, Masini, Milani, Nanetti, Piumini, Puricelli Guerra, Sgardoli, Gaia Stella
Einaudi Ragazzi 2014


NARRATIVA PER MEDI (dai 6 anni)

"E fu qui che accadde l'inatteso. O anzi, l'incredibile. Non tutti i letti furono occupati. Uno rimase vuoto.
Quello di Piera. S'erano ammalati tutti, lei no. Stupefatta, quasi spaventata, non aveva avuto diarrea, né febbre, né tosse, né dolori. Nulla."


Al Villino San Rocco vivono in undici e in dieci si sono ammalati di Spagnola. E' il 1918, la guerra è appena finita e ora arriva questa altra brutta storia: una dannata malattia che in Italia di morti ne ha fatti ben più che la guerra mondiale. E questo è il racconto di cosa accadde a Piera Castelli, quattordici anni e una salute di ferro. In suo ricordo scrive il figlio, Mino Milani, che apre la serie di otto racconti e che dà il titolo all'intero libro.
La storia di questa coraggiosa ragazzina nella campagna milanese è, come sempre quando è Mino Milani a raccontare, impastata di Storia, quella con la S maiuscola e quindi, necessariamente, di asciutta verità.
Con un finale tutto dickensiano e fiabesco è il racconto successivo, quello di Pierdomenico Baccalario. Il Natale di Marley Bloome, broker algido in una Londra festante e convulsa, è sull'orlo del rivelarsi disastroso ma, complice una provvidenziale nevicata, il protagonista e noi lettori ci ritroviamo in una dimensione 'd'altri tempi', silenziosa e misteriosa e, inaspettatamente, calorosa. E, come nelle migliori novelle di Natale e nei sogni, alla fine tutto si conclude positivamente.


Toccante, come Piumini alle volte sa essere, è la storia di Batur e Seral, giovani sposi in cerca di un figlio che non vuole nascere. Per le strade dell'Anatolia, tre giorni di viaggio a dorso d'asino per arrivare a Mabayak, dove una vecchia guaritrice potrebbe aiutarli, i due incontrano un destino del tutto diverso.
Giulio Bandini, fante in fuga dalla trincea, rischia la corte marziale per passare qualche ora serena con la moglie e il figlio. E' il protagonista del racconto di Guido Sgardoli.
Michele/Dudù per aver perso temporaneamente il contatto con la sua mamma sulla Torre Eiffel, da quel giorno festeggia due compleanni: uno il 10 luglio e l'altro la notte di Natale, quando arriva puntuale la telefonata di Youssuf, il senza tetto che a Parigi lo prese con sé nella sua 'dimora' sotto il ponte.
Pieni di neve sono le due notti di Natale di Giorgio, piccolo detective uscito dalla penna di Alessandro Gatti, e di quel bambino di città e del suo vecchio nonno, protagonisti del racconto di Beatrice Masini. Quest'ultimo, notabile per la delicata riflessione su come i vecchi possano rivelarsi preziose e silenziose guide per i piccoli alla scoperta della bellezza.


Lo ammetto: ho sempre guardato con sospetto i libri di narrativa dichiaratamente natalizi. Sono spesso costruiti in modo artificioso a scapito della qualità ed esauriscono la loro funzione solo in quelle due settimane dell'anno: un po' come accade alla tovaglia rossa con l'agrifoglio stampato che ognuno di noi ha riposta nell'armadio e che fa bella mostra di sé solo una volta all'anno. Con Che notte è questa!, però, siamo di fronte a qualcosa di diverso: un gruppo di scrittori di calibro hanno saputo dare a 'quella notte' un senso più profondo, un respiro più ampio, a tal punto che del libro ne parlo provocatoriamente a festa finita. D'altronde, glissando sul sottotitolo, questo può essere un libro per tutte le stagioni. 
Non per tutti, ma almeno per la maggior parte di essi mi pare si possano cogliere significati che vanno al di là della 'retorica' natalizia: un episodio autentico di un passato ormai lontano, quello raccontato da Mino Milani, in cui si può ragionare sull'incerta salvezza rispetto alle epidemie che ci sfiorano ma che potrebbero facilmente anche colpirci e sul senso ultimo di fare 'squadra' contro le difficoltà. Al racconto di Baccalario riconosco una struttura senza sbavature, con un bel ritmo e un colpo di scena finale che lo fanno essere un 'oggetto narrativo' molto piacevole alla lettura.


Tenera la Masini che si insinua tra un nonno e un nipote e li guarda nelle loro complicità fatte di silenzi ed occhiate furtive.
Complessa, suggestiva, piena di significati impliciti è la narrazione di Piumini che leggerei a dei bambini anche in pieno agosto....

Carla

Noterella al margine. Di Gaia Stella mi piacciono  soprattutto le copertine (che, in un libro, non è poco). 
Anche questa non fa eccezione. Mi sembra invece che la sua voluta ritrosia ad essere narrativa e il fatto di avere a disposizione una unica tavola per ogni racconto, non aggiunga nulla ai testi ,anzi, in alcuni casi, addirittura ne 'congeli' un po' troppo il calore della narrazione.


Noterella al margine. Per la sua dichiarata appartenenza al genere Libro di Natale Che notte è questa!  rischia di scomparire presto dagli scaffali delle librerie, risucchiato nel gorgo delle 'rese'. Ne va tenuto conto, in caso di acquisto.

2 commenti:

  1. Una bella pubblicazione e una bella recensione. Concordo sul commento ai racconti e anche sull'idea delle pubblicazioni dichiaratamente natalizie.
    Non concordo invece sulle illustrazioni. Se per narrativo si intende didascalico sicuramente non lo sono, ed è questo a mio avviso il punto di forza, lasciano ai lettori lo spazio di interpretare, leggere e viaggiare tramite queste.
    Trovo che le illustrazioni diano forza a questo volume e lo valorizzino con classe ed eleganza.

    grazie

    giacomo

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    1. grazie a te giacomo dell'attenzione. A proposito delle illustrazioni di Gaia Stella con la parola 'narrativo' non intendevo didascalico, lungi da me. Trovo che però in alcune tavole, in particolare penso a quella che illustra il racconto di Piumini o quella legata al racconto della Masini, non ci sia quasi nulla di detto attraverso l'immagine: tutto qui.

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