martedì 5 maggio 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


BERRETTI ROSSI

Il segreto di Espen, Margi Preus (trad. Aurelia Martelli)
EDT Giralangolo 2015

NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)



"'Devi fare molta attenzione con questi', gli aveva sussurrato il professore quel pomeriggio nel consegnargli i due fogli dopo che i suoi compagni avevano lasciato l'aula. 'Nascondili bene. Potrebbero esserci pattuglie tedesche in giro. Pare che stiano cercando...' poi d'un tratto si era messo a parlare a voce molto alta, '...il modo migliore per coltivare patate in giardino'."

Ecco il primo segreto di Espen. Il suo professore gli ha appena consegnato dei fogli in codice da portare alla Tana delle volpi. 
A questo primo segreto ne seguiranno molti altri.
Espen ha appena quattordici anni e vive in un piccolo centro della Norvegia. La sua vita, fino all'aprile del 1940 era fatta di scuola, amici, partite di pallone, famiglia...ma adesso il suo piccolo mondo si è rovesciato. Il 9 aprile di quell'anno la Norvegia, fino a quel giorno paese neutrale, viene occupata dalle truppe tedesche che in un mese arrivano a controllare l'intero paese. Il re viene esiliato e al governo si insedia il Partito Nazista norvegese. La Germania, pensando che la Norvegia avrebbe accolto con entusiasmo gli invasori in nome di una presunta protezione nei confronti dei russi 'bolscevichi', si trova invece a dover far fronte ad una rete di opposizione capillare che attraversa l'intera nazione. La società civile si organizza in diversi movimenti di Resistenza, Milorg, Civorg, Xu, tutti coordinati dal KK.
Di questa rete fanno parte molti dei personaggi di questa storia. Primo fra tutti Espen, nome di battaglia Odino. Ragazzi, adulti, vecchi, uomini, donne, preti tutti fanno la loro parte per contrastare l'invasione tedesca e l'ideologia aberrante che essa sottende. Ma non tutti hanno avuto il coraggio, la forza di scegliere di stare dalla parte giusta: Aksel, per esempio, poco più che un ragazzo, sceglie, per un motivo di vendetta pregresso, di schierarsi al fianco dei nazisti con il solo scopo di vedere soccombere tutti i ragazzi, di cui non è mai riuscito a conquistare la stima e l'affetto. Lo stesso Kjell, il miglior amico di Espen, sceglie di stare dalla parte degli invasori, sotto ricatto per poter essere d'aiuto a sua nonna malata.
Dal '40 al '44 seguiamo, attraverso gli occhi di una piccola comunità, il destino più grande di un intero paese. Espen che da staffetta per il movimento di Resistenza diventa informatore, la sua piccola sorella Ingrid che orgogliosa decide di passare anche lei all'azione, sfamando come può i prigionieri di guerra nel campo, che un giorno le sfilano davanti e che le 'aprono gli occhi' su come possa un uomo ridursi così...Tante Marie, una vecchia Resistente piena di saggezza, che insegna ad Espen che nella vita occorre tenere entrambi gli occhi ben aperti e che Pensiero e Memoria non ci devono mai abbandonare. Solveig, l'amore inconfessato di Espen, che si rivela fondamentale nel nasconderlo e proteggerlo dal Servizio di Lavoro Obbligatorio e i molti nemici che gli danno la caccia. E poi Leif, Ole, Stein, Per e Gust, i suoi compagni di squadra con cui costruire nel bosco l'Oleanna, un fondamentale rifugio e deposito di munizioni. Accanto a questi che hanno un nome di battesimo, ce ne sono molti altri - mødre og fedre - madri e padri che dalle loro case e dai loro posti di lavoro contribuiscono alla causa comune. Una intera comunità che indossa berretti rossi: disubbidisce, si oppone, resiste, coopera nell'ombra.

In una bibliografia su libri di guerra Il segreto di Espen non deve mancare. Per cinque principali ragioni che elenco in ordine sparso. 
La prima: racconta la guerra di chi non è andato in guerra. La lotta, o meglio la 'Resistenza', di chi è rimasto a casa. È una guerra poco spettacolare, senza fragore, ma fatta di piccole azioni, atti quotidiani di un esercito di uomini e donne qualsiasi. È la lotta di chi la guerra non l'ha voluta. La guerra che combattono i civili, che non hanno quasi mai l'onore della ribalta.
La seconda ragione: la storia della Norvegia e della sua neutralità può essere, come lo è stata anche all'epoca dei fatti, simbolo di una risposta diversa e controcorrente che si può dare alle ideologie imperanti. Di stringente attualità, purtroppo.
La terza ragione è proprio nel fatto che è una voce fuori dal coro: non si tratta infatti di una storia di casa nostra. Racconta la Norvegia, un paese che, per certi versi, è lontano anni luce da noi.
La quarta ragione: è un buon romanzo: avvincente, incalzante, corale. Un crescendo di tensione, fino all'inseguimento finale, sorta di duello a distanza tra i due principali avversari, giocato su uno sfondo immacolato. Quello che non ha convinto appieno altri, ovvero una certa asciuttezza nella descrizione dei personaggi, io, invece, lo considero un ulteriore punto di forza del libro.
Quinta ed ultima ragione che a mio giudizio gli conferisce una sorta di plus soprattutto agli occhi dei giovani lettori: siamo davanti a una storia piuttosto vera. La storia di Erling (Espen, Odino) e Aase-Berit (Solveig) Storrusten, che all'epoca dell'occupazione tedesca viveva a Lillehamer, ha ispirato la maggior parte degli episodi raccontati dalla Preus. A lei il merito di aver voluto mettere in una nota finale, a rischio di parere didascalica, l'origine del tanto materiale grezzo da cui è nato questo buon romanzo.

Carla

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