venerdì 19 giugno 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


A SETTECENTOTRENTACINQUE CHILOMETRI ALL'ORA...

Weekend con la nonna, Stefan Boonen, Melvin (trad. Laura Pignatti)
Sinnos 2015


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Oggi la nonna ci viene a prendere. Ci dà un bacio e una pacca sulla spalla. 'Dove andiamo adesso?' ci chiede. 'A casa' dico io. 'A casa del gigante' gridano gli altri. Lei sgrana gli occhi. 'Ma non sarà pericoloso?' 'Nooo!' 'O magari troppo spaventoso?' 'Nooo!' 'E tu, piccoletto, te la senti di andare?' Di solito noi stiamo nel pulmino della nonna e i bagagli stanno sul tetto. Altre volte invece..."

... i bagagli nel pulmino e sul tetto i ragazzini.


È venerdì. Una nonna, un piccoletto, i suoi nove cugini e un gatto passeranno insieme questo fine settimana che si preannuncia piuttosto movimentato. Dopo una ordinata partenza, con le ultime solite raccomandazioni da parte dei genitori, tutto prende un andamento inaspettato e bizzarro. La prima è la casa del gigante che li aspetta in mezzo al bosco e contiene un letto enorme, una scala a cui manca uno scalino e, in cantina, uno stivale che sa di gorgonzola. Se apri le finestre entra il bosco, ci sono ragni con zampe grosse come tronchi.La seconda è proprio lei, la nonna. Racconta storie di bava e di paura e quando è l'ora di spegnere la luce non dà baci, ma morsetti sulle guance. E se la testa non è ancora stanca, e il sonno fatica ad arrivare, lei ti porta in cima al tetto e, seduti sulla grondaia, comincia a raccontare. 


In un batter d'occhio arriva sabato: passeggiate avventurose nei boschi in cerca del cinghiale, intorno al fuoco a parlar di lupi e poi si torna a casa. La domenica c'è il bagno nella tinozza giù in giardino e poi la gita lunga con guado, al cimitero a trovar nonno, in barchetta e quindi tuffo a cercar grigni. degna conclusione è un gelato per tutti.
Quando scende la sera, però, il pulmino si riempie di nuovo e si riparte verso casa. Di ritorno, quando i genitori chiedono come andata, la risposta è secca, laconica e vera: bene. E nulla più. Chissà perché?

Saranno i colori di copertina (che poi sono anche quelli di tutto il libro), sarà la nonna che l'attraversa attaccata a una liana come Tarzan, sarà il bacetto furtivo che appiccica sulla testa del piccoletto che le sta appeso al fianco, sarà la grafica potente, ma questo libro ti chiama dallo scaffale. Lo si sente vibrare ancora da chiuso. Nel silenzio della libreria si sentono tonfi, risate e berci di bambini scatenati al suo interno. Ed è esattamente ciò che 'prorompe' davanti al lettore quando lo apre e gira le pagine, una dopo l'altra: colore, movimento, allegria, spensieratezza, vacanza e affetto.
Il ritmo della storia di questo fine settimana con una nonna, che tutti i bambini vorrebbero per sé, è mozzafiato. Non c'è sosta, tutto è raccontato da dialoghi serrati, molti cartelli, lettere cubitali, sempre in stampatello, e un disegno che sconfina spesso nella graphic.
Sulla pagina nulla è mai fermo, nulla è mai silenzioso, nulla è mai noioso. Tutto ha la velocità del pensiero a briglia sciolta di un ragazzino.
Si respira quell'atmosfera un po' da 'caserma' che si crea quando i cugini si rivedono, quel gusto per l'infrazione delle regole che fa sentire grandi.


A Roma da una settimana le scuole hanno chiuso i battenti e bambini e ragazzi circolano in libertà. Al loro fianco, si sono accorpati plotoni di nonne e nonni che gli trotterellano dietro. Alcuni li portano al parco, altri in piscina, altri ancora a far la spesa, qualcuno in libreria (ieri, per esempio, su cinque clienti, tre appartenevano alla categoria dei nonni con nipote al seguito).
La nonna di piccoletto e degli altri nove scalmanati, però, è un po' diversa: lei è una forza della natura. Per quanto le è possibile, non cerca mai di metter freno alla conquistata libertà di quei bambini senza scuola. Anzi, ne potenzia l'immaginazione, l'autostima e il divertimento per il divertimento. E pur essendo una capobanda scherzosa, sa essere anche silenziosa e delicata quando c'è da esserlo. Che tipo di nonna sia, lo si intuisce fin dalla copertina e dalle prime frasi di Stefan Boonen: dietro quel saluto fatto di un bacio e di una pacca sulla spalla si nasconde un mondo...



Carla

Noterella al margine. Standing ovation per Boonen e per la sua traduttrice, per Melvin che accende e agita nel disegno ciò che è già movimentato nel testo, per Sinnos che continua a 'pescare' bei libri nel catalogo De Eenhoorn.
Questo libro andrebbe regalato a ogni genitore perché prenda coscienza di cosa può accadere ad affidare un bambino a una nonna. E andrebbe regalato a tutte quelle nonne che non hanno il pulmino, non frequentano le grondaie e non sanno cosa è un grigno.

3 commenti:

  1. Senza riferimento diretto al libro che non ho letto, questa idea, ormai predominante da per tutto, che i nonni debbano essere forzatamente giovanili e fuori di testa la trovo fastidiosa. Che il nonno faccia fare al/ai nipote/i cose che i genitori, e lui quando era genitore, non lasciano fare va bene. Ma che un nonno possa essere saggezza, serenità, pazienza e dolcezza, no ?

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    1. Questo è esattamente quello che succede nel libro. Mi sembra di aver scritto con chiarezza che la nonna è nel contempo una generatrice di divertimento e un luogo caldo dove rifugiarsi con le proprie insicurezze.
      Il problema che lei solleva circa i nonni giovanili a mio avviso non sta nei nonni in quanto tali, ma negli individui, ovvero in quella pervicace tendenza che ha certa umanità a non voler invecchiare e che si esplica per esempio, ancor prima che nonni, in quelle madri e in quei padri tonici, un po' artefatti e giocherelloni oltre ogni aspettativa. Ma questo è un problema sociale e culturale e non ne parlo in un commento a un commento su un libro.
      Per rimanere sui libri, invece, lei saprà meglio di me che c'è fior di letteratura ottima su nonni saggi, sereni, pazienti e dolci. A voler fare una stima a spanne, direi che sono molti di più i nonni 'naturalmente saggi' rispetto ai nonni 'forzatamente giovanili'.
      Ultima riflessione: essere fuori di testa ha parecchio a che fare con il 'far fare a un nipote cose che i genitori non lasciano fare'.
      Direi quindi auspicabile per la sana crescita di un bambino avere accanto un nonno anche un po' fuori di testa, non importa se per follia innata o per leggero svampimento dato dall'età che avanza...
      Se ne ha tempo e voglia, continui a seguirci e a commentare quanto scriviamo. Saremo liete di leggerla.

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  2. È vero che la nonna evoca saggezza, ecccc..., però, a pensarci, questo non corrisponde del tutto alla realtà. Mia nonna la rivedo benissimo nell'immagine geniale di copertina. Era un miscuglio buffo di conservatorismi imbarazzanti (en fa uscire d'acsé ovvero non sta bene uscire così, improbabili cannottiere di lana alla minima pioggerellina estiva, insopportabili giacchetti imposti perché la sera è freddo...) e audacie selvatiche, tipo avvolgerci insieme, maschi e femmine, in una coperta e farci rotolare il pomeriggio giù per ildeclivio verde di un parchetto pubblico, noi bambini della via. Chi lo farebbe oggi? Altro che trasgressione, sarebbe al limite dell'eversione!

    Grazie sempre per questo blog e per la possibilità di commentare.
    Sara

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