lunedì 2 novembre 2015

FAMMI UNA DOMANDA!


 SCIENZA, FEMMINILE SINGOLARE

Vi parlo di tre libri di divulgazione, usciti recentemente, che in qualche modo hanno un filo conduttore: stimolare le curiosità che spontaneamente sgorgano dalle zucche dei nostri pargoli e dar loro una forma, un indirizzo, una prospettiva. Nel far questo s'inciampa, quasi involontariamente, in una questione apparentemente solo nominalistica, evidente in uno di questi libri, ma che riporta per l'ennesima volta la questione delle differenze di genere. La scienza è maschio o femmina?


Nel lasciare sospesa questa domanda, che è una semplice provocazione, vi illustro il percorso che ho immaginato. In primo luogo la scienza è ribelle, tesi che non posso che condividere: è quello che sostiene Dan Green autore, insieme all'illustratore David Lyttleton, di Scienziati ribelli, pubblicato da De Agostini. 'I più grandi ricercatori della storia (...)si sono presi dei rischi, hanno infranto le regole, sono stati pericolosi..Insomma dei veri Ribelli'.
Per essere onesti hanno fatto di peggio, seguendo idee assurde e litigando duramente con i propri rivali, ma questo in fondo è secondario. Il libro, con una struttura agile e un linguaggio molto chiaro, costruisce un percorso fra le più importanti scoperte scientifiche, mettendo a confronto le idee diverse che si sono scontrate nella ricerca della 'verità', ma anche le convinzioni e le ricerche sterili, finite nel cestino della Storia. Sono numerosi i rimandi da un argomento all'altro e i sotto percorsi che si possono costruire in base alle proprie personali inclinazioni. Si parla ovviamente di cosmologia, dal sistema tolemaico a quello copernicano, di fisica, di strutture atomiche e particelle elementari, di tavole degli elementi e di Dna. La maggior parte dei personaggi raccontati è di sesso maschile, anche perché la scienza è stata appannaggio di una elite intellettuale, come dimostra la storia della povera Rosalind Franklin che si vide scippato il riconoscimento per la scoperta del Dna dalla più nota coppia di scienziati Watson e Crick.
Ne deriva un libro piuttosto impegnativo, ma molto stimolante, con la giusta dose di ironia, data soprattutto dalle illustrazioni, nel ritrarre il gotha della scienza mondiale. L'unica perplessità, non aver nemmeno vagamente menzionato Darwin e l'evoluzionismo. Sarà ancora troppo rivoluzionario?


In secondo luogo la scienza è facile: a dimostrarlo ci pensa Editoriale Scienza con La scienza intorno a te, partorito dalla redazione della Weldon Owen, che ha prodotto anche il libro precedente, sulla base del materiale didattico dell'Exploratorium di San Francisco. La struttura è decisamente originale: in ogni momento della giornata, vengono descritti degli esperimenti di semplice realizzazione ma molto interessanti, realizzabili con comuni oggetti e materiali domestici: come ottenere dei filamenti di Dna dalla propria saliva, oppure come pesare l'aria con un palloncino, o come imbalsamare un wurstel...vedo già le mamme terrorizzate all'idea di una cucina invasa dai novelli Einstein.


In terzo luogo, la scienza si può fare: se dopo tutte queste prove dovesse emergere un vero talento, una grande passione, c'è un libro che può indirizzarla verso delle vere e proprie professioni; è Voglio fare lo scienziato, di Elena Gatti, pubblicato da Mondadori. Ai giovani e alle giovani aspiranti scienziati/e vengono proposte delle descrizioni abbastanza precise del lavoro di antropologi, archeologi, primatologi, biologi marini, paleontologi, botanici e così via. Per ogni scheda vengono descritti l'oggetto della ricerca, gli strumenti, ma anche le doti personali che è opportuno avere, se si vuole, per esempio studiare i primati in libertà o scendere nelle grotte per cercare reperti. Ovviamente pensato per ragazzini e ragazzine più grandicelli, ha l'unico limite, dettato forse dalla necessità di evitare la pedanteria, di riportare i termini solo ed esclusivamente al maschile, anche quando il femminile esiste. Nel testo e nelle immagini compaiono, come è normale e giusto, sia giovani studiosi che studiose, la stessa copertina riporta l'immagine della grande Jane Goodall, ma l'impressione resta e rende difficile proporre questo pur utile libro a mamme e nonne già piene di pregiudizi sui cosiddetti mestieri 'maschili'. E che la questione dei nomi non sia una questione di lana caprina, lo testimoniano gli studi e le indicazioni emerse anche a livello istituzionale.
Detto questo, proponete in tutta tranquillità e con qualche entusiasmo questi libri a bambine e bambini, dai nove ai dodici anni, certi che qualche germoglio geniale, e ribelle, vedrà la luce.

Eleonora

Scienziati ribelli”, D. Green e D. Lyttleton, De agostini 2015
La scienza intorno a te”, Editoriale Scienza 2015
Voglio fare lo scienziato”, E. Gatti, Mondadori 2015

2 commenti:

  1. Per quale età sono consigliati questi libri? Mia nipote ha sette anni,riuscirà a leggerlo autonomamente?

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    1. Nel post è scritto chiaramente: proponete in tutta tranquillità e con qualche entusiasmo questi libri a bambine e bambini, dai nove ai dodici anni, certi che qualche germoglio geniale, e ribelle, vedrà la luce....
      a sette anni sarebbe bello che una bambina scienziata, nella fattispecie la sua nipotina, potesse condividere con un adulto queste sue prime letture 'di formazione', non crede?

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