mercoledì 25 novembre 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GRUPPO DI FAMIGLIA 

Quattro ragazzi per due papà, Dana Alison Levy, (trad. Aurelia Martelli)
EDT Giralangolo 2015



NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)

"Eli sedeva sugli scalini di legno della veranda, pigiato tra i fratelli, mentre papà Jason armeggiava con la macchina fotografica. Alla sua destra sedeva Frog, il più piccolo che fremeva di eccitazione. alla sua sinistra i due fratelli più grandi, tutt'altro che entusiasti. 'Scatta. 'Sta. Foto' grugnì Sam a denti stretti. Evidentemente la sua pazienza per il rituale della Foto del Primo Giorno di scuola si era esaurita, ora che stava per cominciare le medie."

Gruppo di famiglia in un esterno. Quattro fratelli, dai 6 ai 12 anni, tutti adottati e provenienti da diversi angoli del mondo. Loro sono i giovani Fletcher, e qui sono ritratti in uno dei tanti rituali di questa movimentata famiglia, che prevede anche due padri, un gatto e un cane. A vederli non sembrano fratelli, tranne per il particolare delle ginocchia sempre verdi di erba. Vivono in una bella villetta alla periferia di una cittadina di provincia con il mare vicino (è importante avere il mare vicino...) e oggi sono tutti schierati ai blocchi di partenza per il loro nuovo anno scolastico. Frog (all'anagrafe Jeremiah, ma nessuno lo chiama mai così), il più piccolo, un fisico da quattrenne e una volontà da seienne al quadrato, non vede l'ora di cominciare la sua nuova avventura. Eli, esile e biondino, geniale a tal punto da voler frequentare una scuola per ragazzini superdotati, è un po' tremante all'idea dell'impegno che lo aspetta. Jax, sempre all'ombra del suo fratello grande Sam, di cui coltiva il mito, ha davanti a sé un anno difficile perché il suo amico del cuore ha deciso di tenerlo a distanza e un compito scolastico piuttosto impegnativo lo attende al varco. E in ultimo c'è lui, Sam che in questo nuovo mondo della scuola media scoprirà un suo talento, una nuova passione e una inaspettatata determinazione nel perseguirla.
Questi sono i piccoli Fletcher. Le quasi trecento pagine di questo romanzo sono occupate da loro. Gli adulti si muovono ai margini o, per meglio dire, nel back stage. Dei due padri, Jason e Tom, sappiamo poco, ma li conosciamo attraverso il regolamento che hanno stabilito per governare questa piccola comunità in crescita. Il misterioso e burbero vicino di casa, il signor Nelson, scompare spesso dietro la porta di casa sua e il più delle volte, sbattendola in faccia ai suoi vicini. Le zie, meravigliose, vanno e vengono: sono meteore luminose. Dunque tutto il tempo sono loro, i quattro ragazzi Fletcher, a prendersi la luce della ribalta. La loro quotidianità fatta di sport, ricerche scolastiche, amicizie che nascono o che sembrano finire, amici reali e immaginari, paure, conquiste, insicurezze, ingenuità, sincretismi religiosi, campeggi autunnali, in sintesi è il felice racconto del loro stare insieme in armonica e rumorosa baruffa.

Quattro ragazzi per due papà ha due grandi forze e una lieve debolezza.
La sua forza consiste proprio nel racconto complesso, attento e sensibile di quattro diverse infanzie, raccontate - e qui sta la bravura della Levy - nel loro intrecciarsi, ma soprattutto nel loro essere prese singolarmente come diversi gradini di un unico percorso di crescita. La scelta di raccontare gli entusiasmi di un ragazzino di 6 anni, le prime insicurezze di due ragazzini di 10 anni, seppure molto diversi tra loro, e la nascente consapevolezza di sé di un ragazzo di 12 anni, è una scelta complessa coraggiosa che ha meritato, evidentemente (si leggano le due pagine di ringraziamenti dell'autrice), una lunga gestazione e un approfondito lavoro di analisi psicologica, di limatura dei testi e di ricerca di equilibri nella costruzione del plot. Quest'ultimo è l'altro grande pilastro su cui poggia il libro: convincente, mai incongruente, mai ripetitivo, coerente nei personaggi e divertente nel susseguirsi delle azioni e dei dialoghi, davvero esilaranti (e qui va anche il plauso alla traduttrice italiana).
L'incrinatura, la lieve debolezza, sta invece nel titolo scelto per l'edizione italiana. Testimonia una, purtroppo, diffusa esigenza di dover dire/dichiarare/spiegare tutto e subito. Penso che sarebbe stato meglio non dichiarare fin dal titolo la omogenitorialità di questa famiglia, non per nasconderla (e magari puntare a un pubblico anche di meno vedute meno larghe), ma per renderla 'normale', così come accade in tutte le pagine del libro. Tom e Jason sono due padri grandiosi, così come lo sono le due madri di Coccinella Li che arrivano in fondo al racconto, ma non c'è nemmeno una riga che alluda ai perché e per come del loro essere genitori dello stesso sesso insieme.
Credo che la costruzione del pensiero di un giovane individuo (anche di uno adulto, in verità) passi attraverso la presa di coscienza che è normale che al mondo coesistano vari e diversi modi essere, di sentire e di amarsi. Trovare un titolo più fedele all'originale, The misadventures of the Family Fletcher, sarebbe stata una scelta più coerente, più coraggiosa, più condivisibile e, a mio modo di vedere, più efficace per la causa comune.

Carla

Noterella al margine: un po' di link interessanti su autrice e libro




3 commenti:

  1. Great!
    Il link al sito e blog dell'autrice è molto interessante. Grazie Carla!

    RispondiElimina
  2. E ha anche ragione sul titolo. Fa pensare a certe serie americane anni '80, Otto lo chiamano papà, due cuori in affitto ecc
    :-)

    RispondiElimina