mercoledì 3 gennaio 2018

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


UN PIZZICO DI FORTUNA


Michael Byrne, autore di Lottery Boy, non è il primo a raccontarci l'esistenza miserabile di bambini lasciati vivere ai margini della società e nemmeno il primo a immaginarne il casuale riscatto grazie al classico colpo di fortuna; solo che qui non siamo nell'immensa periferia di una metropoli del terzo mondo, come immaginato in Trash ; siamo a Londra, quella città che in tanti considerano uno dei centri vitali dell'occidente sviluppato, all'avanguardia su tutto, o quasi. 
Il romanzo, pubblicato da Salani nel 2017, gira tutto intorno a quel 'quasi': ovvero al mondo sommerso di povertà ed emarginazione che le belle, luminose metropoli tendono a lasciare nell'ombra. In questa ombra, nei meandri di una città per il resto popolata da zombi indifferenti, ovvero le persone comuni che rifuggono lo scandalo della povertà, si muove la coppia protagonista, Bully e Jack, una buffa meticcia molto combattiva.
I due 'soci', così intende la relazione il dodicenne Bradley, in arte Bully, da qualche tempo vivono in strada, da quando, cioè, la mamma di Bradley è morta lasciandogli in eredità un biglietto sonoro, in cui è registrata la sua voce. Non era possibile vivere con il compagno della mamma, indifferente, se non ostile. E' così cominciata la vita vagabonda, capace di cancellare l'eredità scolastica, col tempo scandito più o meno dalla durata di un cartone di Scooby doo; tanta incertezza e tanta precarietà legata all'occasionale generosità di qualche passante, sempre che in zona non ci fosse il perfido Janks e i suoi pitbull da combattimento.
La mamma, però, non ha lasciato a Bradley solo il biglietto d'auguri, al suo interno è nascosto un biglietto, vincente, della lotteria, in scadenza entro pochi giorni.
Bully commette l'errore di chiedere l'aiuto a una coppia di barboni suoi 'amici', perché è molto lontano dalla maggiore età e non può riscuotere il premio. Il biglietto vincente fa gola a tutti, prospettando una imprevista vita migliore.
Comincia così un inseguimento infernale in cui tutti i derelitti di Londra si coalizzano contro di lui, guidati dal malefico Janks, disposto a tutto pur di impossessarsi del biglietto milionario.
A Bully e Jack ne succedono di tutti i colori, in un crescendo di situazioni drammatiche ed emozionanti, in cui c'è solo una momentanea, fragile isola di pace presso una famiglia che non gli chiude la porta in faccia. Alla fine sembra tutto perduto, ma l'autore ci regala un rassicurante finale in cui i nostri fragili eroi riescono a salvare la pelle, a costo di una zampa dell'eroica Jack. Per fortuna, sarebbe stato troppo incredibile il contrario, il finale è interlocutorio, ma pieno di possibilità per il futuro, con una vita normale, una famiglia 'quasi' normale e la possibilità di lasciarsi alle spalle un mondo quanto mai violento.
La storia in sintesi è questa e il merito principale di questo romanzo è nella costruzione di un meccanismo narrativo senza pause, con un ritmo serrato e incalzante, in un continuo ribaltamento di situazioni che tengono il lettore o la lettrice incollati alla pagina.
Se questo è indiscutibilmente un merito, lo è anche aver scelto di descrivere in modo tutt'altro che edulcorato l'ambiente di chi vive in strada, la solidarietà, poca, e le molte violenze che regolano la vita dei senza tetto. Cosa può fare un bambino, o poco più, lì in mezzo? Crearsi un mondo, delle abitudini, delle relazioni essenziali, perdendo via via pezzetti del senso comune del vivere civile, misurando il tempo con la fame, scegliendo di restare sporchi, soli, affamati, fidandosi solo del proprio cane, unica creatura affidabile.
Un bel ritratto delle nostre città, in cui la povertà va nascosta alla vista dei comuni cittadini, diventati emotivamente 'zombi', dei morti che camminano.
Non so se fosse intenzione dell'autore accendere l'attenzione su questo aspetto del nostro presente, sta di fatto che si finisce il libro, nonostante il finale, con un grande senso di amarezza per una situazione che non abbiamo scelto, ma che tolleriamo.
Lo stile di Byrne, che tratta la storia come un action movie, è asciutto, essenziale, non risparmiando al lettore e alla lettrice anche scene decisamente forti.
Per questo consiglio la lettura a ragazze e ragazzi a partire dai tredici anni.

Eleonora

“Lottery Boy”, M. Byrne, Salani 2017




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