venerdì 19 luglio 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


RIBALTIAMOCI SUL FURGONE DEI RUBERSON


Una storia un po' strampalata e destinata a lettori pazienti: La mia estate con i Ruberson della finnica Siri Kolu; strampalata perché, sul filo di un'avventura fuori dal comune, essere rapiti da una banda di predoni, ribalta una serie di luoghi comuni su ciò che è giusto o è sbagliato. E un po' di pazienza ci vuole perché, nonostante il ritmo incalzante, ha un andamento e un numero di pagine che richiede una certa esperienza di lettura, almeno dagli undici anni.
La trama è presto detta: Vera, la piccola protagonista, viene rapita da una sgangherata banda di predoni, che assalgano le loro vittime per sottrarre loro ciò che gli serve, a partire dai dolciumi e dai maglioni neri. Dopo il primo smarrimento, Vera si adatta alla vita randagia e diventa anche lei parte attiva della banda, dando il proprio contributo alle delittuose imprese della famiglia Ruberson. L'aspetto più gustoso di questo romanzo sta nelle sottili allusioni alla nostra vita 'per bene': il capofamiglia, Karlo il Terribibile, è diventato predone dopo aver perduto il lavoro di operaio specializzato in una fabbrica che ha deciso di delocalizzare. Le vittime predestinate sono dei MeBo, ovvero persone comuni che desiderano apparire e quindi investono molto in comfort e accessori, così come le vendite on line sono dipinte come forme raffinate di furto, operato a partire dalle debolezze e dai sogni dei creduloni. Quindi un gran bel ritratto del nostro stile di vita.
In questa storia si ritrova tutta l'ironia e il gusto della libertà di Pippi; c'è un'evidente intenzione di smascheramento dei luoghi comuni e una forte critica del perbenismo. Sono più etici questi predoni che tentano di rispettare le loro regole, per quanto stravaganti, di quanto non siano le loro vittime, private della loro umanità dal grigiore del conformismo.
Ci sarà un consapevole ritorno a casa, ma la piccola Vera tornerà a far parte della banda ogni estate a venire. Una sana lettura con un pizzico di anarchismo.

Eleonora

La mia estate con i Ruberson”, S. Kolu, Feltrinelli 2013


mercoledì 17 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

ASINO CHI RESTA

Il viaggio dell'asino, Isabelle Grelet, Irène Bonacina,
Edizioni Clichy 2013
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Laggiù nella fattoria, dalle parti di valle Pourçon, vive UN ASINO che si annoia.
E tutti i giorni, tutti i giorni... il GALLO si sgola sul suo pagliaio, il MAIALE sguazza nel trogolo, il CONIGLIO batte la zampa nel cortile, la CAPRA mastica le foglie di nocciolo.
L'asino, che gira in tondo, ha bisogno di qualcosa di diverso per essere felice.
QUALCOSA DI DIVERSO, SÌ MA COSA?"



Un furgoncino Citroën, quelli che giravano per l'Europa cinquant'anni fa (e io me li ricordo), sta invecchiando nel fienile. Una buona revisione e si può partire. Ma l'asino, come nella migliore tradizione, non parte da solo, ma a lui si affiancano, uno dopo l'altro, gli altri animali della fattoria. Ognuno di loro offre il proprio contributo al mood del viaggio: chi canterà alle stelle, chi si porterà sulla schiena i bagagli... 


Il viaggio procede per il meglio. Durante il percorso, però, ogni animale del gruppo riconosce nei diversi luoghi il proprio posto del cuore: la capra scende dal furgoncino per rimanere sulle bianche montagne. Il coniglio si ferma invece vicino al circuito automobilistico di Nogaro, il maiale, contrariamente a quanto pensano i maligni, è un raffinato amante dell'arte e quindi scende al Guggenheim di Bilbao. Il gallo si ferma a Siviglia, incantato dal flamenco.

 
L'asino cocciuto prosegue il suo viaggio per poter raggiungere il suo obiettivo, lo Stretto di Gibilterra. Solo, seduto lungo il molo, all'ombra di un ombrellone, l'asino è contento ma non può dirsi felice: gli manca qualcosa e -inevitabilmente- ricomincia a girare in tondo. 



Il trambusto che fuoriesce da sotto un pedalò attira la sua attenzione e gli fa chiedere se può essere dell'equipaggio. Nascosto quasi per intero, c'è un valente meccanico: un'asina dalle volitive trecce che sarà capitano di quel viaggio lungo una vita e per nulla noioso. Viaggio dal quale nessuno dei due mai più tornò...


La passione per gli asini -animali impastati di cocciutaggine, forza fisica, abnegazione, tenerezza nello sguardo- è una vecchia storia, per me.Credo dipenda un po' dal fatto che mi par di assomigliar loro, soprattutto nella cocciutaggine.
Di questa storia mi piacciono varie cose. La prima: l'idea del viaggio che cresce nella testa di ognuno per togliersi dalla noia. La seconda: lo schema che si ripete come una serie di cerchi concentrici. La terza: i caratteri isoliti dei personaggi; a partire dall'asina esperta di meccanica al maiale fine conaisseur d'art. Quarta: il fatto che si racconti ai bambini che nel mondo ognuno ha il diritto di trovarsi il proprio luogo ideale e abbia il diritto di fermarvisi. Quinta: l'idea che nella vita bisogna avere un obiettivo nella vita, in questo caso per l'asino partire dalla Francia per andare a vedere Gibilterra. Sesta: il colore del mare e il colore del cielo. Settima: i disegni di Irène Bonacina. Qui il suo sito e i bei disegni ad acquerello del suo bestiario.

Carla

lunedì 15 luglio 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LUNGO & CORTO



I libri sui contrari rappresentano un classico fra i cartonati per la prima infanzia: su, giù sopra sotto per la felicità dei bimbi piccoli. Quello che qui vi propongo, Lungo & corto di Guido van Genechten, così come Su & Giù è appena un po' più complesso dei più semplici analoghi, ed è dedicato a bimbi/e di più di due anni. Infatti si chiede loro di guardare con attenzione le immagini, per individuare, per esempio, l'elefante più grande, o quale zebra ha appena fatto la cacca o quale pulcino è pronto ad andare ad una festa. Le tavole, dunque, non rappresentano delle coppie di immagini che rendano immediatamente evidenti le caratteristiche opposte; l'immagine, che copre entrambe le facciate, descrive un'azione in cui tutti personaggi fanno una stessa cosa, ma c'è quello che guarda dall'altra parte, c' quello allegro e quello triste e spesso compare un personaggio attrezzato per andare ad una festa; si immagina quindi che con l'aiuto dell'adulto il bambino sia spinto ad osservare e immaginare nello stesso tempo. Quindi nell'impianto assolutamente classico, dell'affiancare immagini per aiutare ad individuare le condizioni opposte, si introduce un elemento di gioco che aiuta a focalizzare le caratteristiche delle singole immagini, fornendo anche spunti per una storia che su questa base l'adulto può inventare, magari sul tema della festa che compare in diverse tavole.
Dunque gradevole, intelligente e divertente per i piccoli lettori.


Eleonora

Lungo & corto”, G. van Genechten, Clavis 2013


sabato 13 luglio 2013

TORTA CAPRESE



Per chi ama il cioccolato anche d'estate. 
Ricetta molto facile e avuta direttamente da mani napoletane e leggermente diversa dalle varie versioni che potete trovare in rete e non. Divergenza che ho scoperto solo dopo averla fatta e gustata, molto. E dato che le voci che girano dicono che l'origine della preparazione risalga al solito 'sbaglio', in questo caso alla dimenticanza di un ingrediente (la farina), e il risultato merita, ritengo che il tutto sia perfettamente coerente con la sua storia e ve la propongo così.



Ingredienti

250 gr di mandorle sgusciate, meglio se con la buccia
160 gr di zucchero
200 gr di cioccolato fondente
4 uova
80 gr di burro
5/6 gr di lievito
1 bicchierino di limoncello o altro liquore
10 biscotti secchi (tipo Oro Saiwa)
sale

Per prima cosa mettete a fondere a bagno maria il cioccolato.
Intanto mescolate le uova intere con lo zucchero e un pizzico di sale. Potete farlo con un cucchiaio non c'è bisogno di emulsionare molto con la frusta elettrica. Aggiungete il burro fuso.
Nel frattempo avrete frullato velocemente le mandorle (devono restare dei pezzi ben visibili) con i biscotti che ora unirete al resto.
Unire il cioccolato e successivamente il limoncello e per ultimo il lievito.
Versate il composto in una teglia imburrata o con carta da forno, livellatelo e infornate a 180° per circa 25/30 minuti. Dovete fare attenzione a non cuocerla troppo perché questa è una torta che deve restare umida all'interno.



Fate raffreddare e cospargetela con zucchero a velo.

Gabriella


mercoledì 10 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

Quando le mamme non ci sono (più)

DI BOCCA IN BOCCA
Andiamo papà!, Praline Gay-Para, Rémi Saillard
Edizioni Clichy 2013

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
 

"Mentre suo padre prepara da mangiare, Jo Junior sente montare la rabbia.
Si siede sugli scalini, è tutto arrabbiato.
Ne ha abbastanza! è furioso! Vuole sparire!
Vede una nocciolina per terra, proprio di fronte ai suoi piedi.
Pensa con tutte le sue forze: «Voglio sparire dentro quella nocciolina!»
E immediatamente Jo Junior sparisce."

Ora Jo Junior è dentro la nocciolina. La rabbia di questo bambino nasce dal fatto che suo padre questa mattina lo ha svegliato proponendogli di andare a pesca insieme, ma prima di uscire occorre fare colazione, lavare i piatti e pulire la casa e anche preparare il pranzo. E' troppo anche per il bambino più paziente del mondo. E allora la rabbia gli fa nascere il desiderio di sparire dentro l'unico oggetto che ha davanti ai suoi occhi: un'arachide. E come per incanto Jo Junior si finisce dentro, ma adesso comincia davvero la sua avventura...Una gallina ingorda, una volpe vorace, un lupo famelico e un pesce gatto insaziabile sono coloro i quali lo 'accolgono' dentro di sé, lui e il suo guscio di nocciolina che lo avvolge. Per arrivare al finale, non bisogna dimenticare che il papà non ha desistito dal suo intento di andare a pesca. E cosa c'è di meglio di un pesce gatto 'farcito'?


Storia di origine congolese che è passata di bocca in bocca, proprio come capita a Jo Junior. L'autrice si è liberamente ispirata alla versione americana di una leggenda raccolta dall'etnologo britannico John H. Weeks e poi riportata sotto forma di racconto scritto negli anni dieci del Novecento in Congo Life and Folklore, 1911.
Come tutte le storie che hanno un'origine orale, anche questa ha la sua bellezza nella struttura, in qualche modo circolare, che torna e ritorna sullo stesso punto, quasi come una cantilena con ritornello. Già il dialogo con il papà che promette una gita sul fiume per pescare ma poi mette sempre un nuovo ostacolo alla loro uscita anticipa la sequenza del 'mangia che ti mangio' che parte dal momento centrale della fiaba, vero e proprio snodo 'magico': la sparizione nella nocciolina. Simmetrico e regolare nel suo andamento circolare questo racconto risente nella sua asciuttezza testuale di una sapienza narrativa molto profonda che arriva dall'autrice che di mestiere fa la conteuse, o se preferite, la story teller, o la narratrice di storie, in una diretta discendenza occidentale da un griot africano, e dalla sapienza di Céline Murcier che lo ha reso perfetto per musicalità, pensandolo per lettura ad alta voce ai più piccoli. Praline Gay-Para racconta storie raccolte in giro per i continenti e le traduce in spettacoli di narrazione. Pesca sapientamente tra il repertorio popolare o nella letteratura classica e contemporanea e crea, in modo autoriale, trame ancora diverse. 


Nel caso di Andiamo papà! sembra di ritrovare frammenti presi da mille altri libri, mille altre storie. Il gioco da parte del lettore sarà quello di riconoscere, come ogni buongustaio, i diversi sapori miscelati e nascosti.

Carla


Noterella al margine: la freschezza del racconto si ritrova tutta nell'illustrazione di Rémi Saillard che ha un registro illustrativo molto vivace, ricco di particolari ma nello stesso tempo stilizzato, giocato spesso sugli affetti di ombra e luce, con una gamma di colori molto piacevole e raffinata, e con un allestimento grafico degno di un pubblicitario, quale lui in passato è stato.

lunedì 8 luglio 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

BISOGNA PUR CREDERE A QUALCOSA!!


Fresco di stampe, un romanzo di formazione pubblicato nella collana Contemporanea della Mondadori: Il giorno in cui imparai a volare, di Dana Reinhardt, americana. Nonostante alcuni clichè, che ritroviamo molto spesso nei romanzi dedicati ai preadolescenti, questa storia presenta diversi spunti originali. La storia è presto detta: Robin Drew è una tredicenne che vive con la madre vedova; del padre, morto precocemente, le rimangono pochi ricordi e un quaderno pieno di liste, di cose amate e odiate, di cose da fare. La madre ha aperto un negozio di formaggi in cui lavora un ragazzo, Nick, bello e appassionato di surf. Ovviamente Robin ne è infatuata, ma non sarà lui a dare una svolta alla sua vita, ma Emmett, un ragazzino scappato di casa per realizzare un sogno impossibile. Fra i due cresce, infatti, un sentimento nuovo per entrambi, forse una vera amicizia, forse qualcosa che si avvicina all'amore. Dunque il vero filo conduttore del romanzo è la scoperta dei sentimenti, delle ambiguità, delle ambivalenze che rendono così complessi i rapporti umani. Il sogno di Emmett è raggiungere una sorgente termale, descritta in una leggenda dei nativi americani, dai poteri forse miracolosi; c'è un fratello da salvare, una famiglia da ricomporre. Robin resterà al fianco di Emmett, anche a costo di doversi separare dal suo amatissimo ratto domestico, anche a costo di affrontare un pericoloso distacco dalla famiglia. Il tuffo dei due ragazzi è la chiara metafora del primo iniziatico passaggio dalla famiglia al mondo, credendo ciecamente nella possibilità di farcela.
Messa così potrebbe sembrare una storia edificante e un po' retorica, ma l'autrice è stata abile nel costruire il personaggio principale Robin/passerotto, chiamata Drew in memoria del padre, con sensibilità e arguzia. C'è molta consapevolezza in questa ragazzina e c'è, cosa rara, la capacità di leggere nei propri sentimenti. L'affermazione bisogna pur credere in qualcosa, che potrebbe sembrare di assoluta banalità, in realtà esprime la necessità per un/a ragazzino/a che si affaccia alla vita vera, che comincia ad affrontare il mondo adulto, di credere in se stessi, mettendosi in gioco, rischiando, alla faccia delle ansie dei genitori, cui spetta il compito di tessere un invisibile telo di protezione.
D'altra parte, anche noi scettici cinici smaliziati adulti di atti di fede ne facciamo: per quanto mi riguarda, l'affermazione che il mondo possa essere migliorato, che le cose possano cambiare grazie al contributo e alla partecipazione delle persone ha ricevuto una serie di smentite veramente notevoli. Ma senza questo pensiero, senza l'utopia che lo sottende, sarebbe sicuramente più difficile vivere e crescere figli.

Eleonora

“Il giorno in cui imparai a volare”, D. Reinhardt, Mondadori 2013



venerdì 5 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


I musicanti della Nuova Brema, Pierre Deleye, Cécile Hudrisier
Edizioni Clichy, 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Nella foresta lontana, si sente il caribù.Canta sempre, Franky il caribù.Sogna di diventare un cantante.Tra i caribù, non si è mai vista una cosa simile.
C’è da dire che qui non si canta molto: mangiare, bere, dormire, crescere dei piccoli caribù... e nient’altro! Tutti gli altri gli dicono:- Smettila, Franky. Ma perché non sei come noi? Allora, un giorno d’autunno, nel bosco d’oro e di acagiù, Franky se ne va verso ovest. Parte per la Nuova Brema, la città che ama i musicisti."

Un caribù che ama cantare va verso ovest; un castoro che ama le percussioni, anche lui guardato male dalla comunità per la sua insolita passione, va verso est; un procione che ama gli strumenti a fiato si allontana dal suo villaggio perché è stanco di vivere mascherato e si dirige verso sud; last but not least c'è Charlie il grizzly che vuol stare con la testa fra le nuvole e suonare con i piedi per terra e si dirige sculettando verso nord.


Va da sé che tutti e quattro stanno per incontrarsi al crocevia e che tutti e quattro decidono di andare verso la Nuova Brema. E come nella fiaba dei Grimm, i quattro amici decidono di trovarsi un rifugio coperto per passare la notte. Abitano quella bella casetta non i consueti briganti, ma bracconieri altrettanto fifoni. 


Messi in fuga dal frastuono fatto dai quattro, si allontanano a gambe levate. Il malcapitato mandato a capire cosa succede, viene ricacciato da dove è venuto e quella baracchetta nel bosco diventa La cabane a sucre, un locale alla moda dove si fa buona musica jazz e dove il crooner Frankie (Sinatra) sussurra le sue melodie nel microfono...e la Nuova Brema ancora una volta resta senza i suoi musicanti.


La fiaba, come molte fiabe, ha una struttura molto resistente. Talmente resistente da subire mille trasformazioni senza mai perdere la sua smagliante freschezza. Funziona soprattutto perché si fonda su uno schema semplice e ripetuto quattro volte (cosa che gli esperti considerano la fortuna di questo tipo di fiabe tra i più piccoli lettori) e porta con sé un profondo significato in valori quali l'amicizia, la riscossa contro il destino avverso, la forza data dalla condivisione, l'avere un sogno nella vita.
In questa ultima versione arrivata dalla Francia che Edizioni Clichy ha portato in Italia, due sono gli aspetti che vengono accentuati, da un lato la coscienza critica dei quattro animali nei confronti della caccia e dall'altro l'aspetto musicale, direi sonoro, che è davvero molto evidente, anche tenendo conto dei nomi dei quattro musicanti: Pum pum pam, popu pum pam, perepépé, pé pé pé, perepepépépé, perepépéperepépépépé...tatum tatum tatum dum dum dim dum dum....
Viene voglia di suonarlo mentre lo si legge!


Carla

Noterella al margine. Le illustrazioni della Hud: divertenti le soluzioni trovate nella carta a strappo. Molto carini gli animali, molto meno gli uomini, ma questo lo si constata tante volte anche nella vita vera...


giovedì 4 luglio 2013

ECCEZION FATTA

ovvero tutto ciò che ruota intorno al libro ma libro non è...


MARGHERITA, NON VIOLETTA



Il caso ha voluto che nel giro di poco tempo ci lasciassero alcune 'cattive ragazze', che davvero lasciano un vuoto , sia pure per motivi diversi: da Rita Levi Moltalcini a Franca Rame alla meravigliosa Margherita Hack; Margherita l'ho sentita parlare questa primavera a Bologna , nel corso dei festeggiamenti per i 20 anni di Editoriale Scienza, ed era come sempre generosa di sé, piena d'ironia e di intelligenza. Molti commentatori l'hanno ricordata per l'opera di divulgazione, indiscutibile e prolifica, e per l'intrasigente impegno politico, dimenticandosi che era stata la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico.
Donne straordinarie, dal fascino incrollabile a prescindere dall'età e dallo stile, dalle biciclette, ai colletti alti alle gambe mozzafiato. Belle, a prescindere. In nessun momento hanno rinunciato ad essere se stesse, con il corpo e con la mente. E che mente. Che intelligenze, che capacità, che incrollabili volontà.
Di fronte a questa grandezza, a questi esempi di successo vero, che ha reso più ricco il nostro miserando paese, cadono le braccia, ci viene quasi da piangere nel vedere quali miti inseguono le nostre bambine, le nostre ragazze. Davvero la bellezza è di plastica, l'arrendersi acritico ad un modello estetico, promosso e sostenuto dalla televisione e dai libri correlati? Davvero le nostro ragazze sono belle solo attraverso lo sguardo maschile, ovvero, prosaicamente, del mercato, che ti dice come vestirti, truccarti muoverti per essere ammessa nell'empireo (?) del mondo dello spettacolo, ma quale spettacolo!, unico giudice e garante della presentabilità sociale.
Basta. Diciamo basta, dite basta ai desideri posticci, alle mode che invece di valorizzare le diversità e i talenti omologano tutto in nome delle merci che così vengono spacciate come una droga.
Bambine, mamme, dite basta a Violetta, raccogliete l'eredità di Margherita e di Franca e di tutte le donne che hanno praticato la via della libertà. E leggete insieme Pippi Calzelunghe.

Eleonora


martedì 2 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (lbri per incantare)


I numeri, Gli opposti, I colori, Le forme, Xavier Deneux
La Margherita, 2013

ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)


"Un pagliaccio, due ruote, tre lumachine, quattro bolle, cinque macchie..."


"Quadrato, rotondo, bianco, nero, alto, basso, pieno, vuoto, in gabbia, libero"



Quattro librotti quadrotti, dagli angoli smussati, bianchi con una copertina 'in bassorilievo'.
Pubblicazione decisamente per piccolissimi, finalmente!
Arrivati direttamente dalla Francia (edition Milan) questi quattro titoli sono parte di una collana più ampia pensata per i lettori piccoli piccoli.
Disegno molto leggibile e di forte impatto grafico, tondeggianti e rassicuranti le forme, colori pieni e primari, queste sono le caratteristiche comuni dei primi quattro numeri della collana. Ma il loro ulteriore pregio sta nell'uso tattile che un lettore giovanissimo può farne tenendoli in mano e facendo scorrere il dito sulle superfici che si modificano pagina dopo pagina.


Nel libro I numeri, per esempio, la parte in rilievo sulla pagina di sinistra è fatta da diversi dischetti di cartone che segnano in rilievo il particolare cui allude il testo: due ruote, quattro bolle, otto pulcini. E inoltre i dischetti in rilievo si vanno a incastrare perfettamente nel numero grande che invece è in bassorilievo sulla pagina di destra.


Analoga soluzione compare anche negli altri tre titoli, dove la scala del gatto in rilievo combacia con la grande buca che ospita la talpa, o ancora l'ovale di un dirigibile si inserisce perfettamente nell'ovale del nuvolone in primo piano nella pagina accanto o i castelli sono perfetti riempitivi dei buchi corrispettivi della figura del quadrato.
Un libro che è già comunque molto visuale, per forme e colori diventa immediatamente un libro tattile.


Molto carini tutti e quattro, ma decisamente meglio riusciti sono I numeri. Anche il grado di difficoltà sembra crescente, laddove dopo il facilissimo I numeri, vengono a seguire I colori (il meno riuscito a mio giudizio perché non sempre così stringente è il nesso tra la pagina di sinistra e quella di destra), quindi i più 'complessi' Le forme, dove queste ultime non lasciano deroghe alla precisione geometrica e Gli opposti che richiede una competenza di lessico e di logica già da più emancipato lettore.


Carla

lunedì 1 luglio 2013

ECCEZION FATTA

ovvero tutto quello che libro non è ma ci ronza intorno...

DUE ANNI E NON LI DIMOSTRA



Siamo arrivate al secondo giro di boa, quasi senza accorgercene; di novità quest'anno ce ne sono state diverse, dallo 'sbarco' su facebook, per raggiungere un numero crescente di lettrici/lettori, alla nuova sezione, che ospita contributi 'esterni'. Un filo conduttore e un impegno: il filo conduttore si esprime nel tentativo difficile di mantenere l'equilibrio fra informazione e riflessione, approfondita, ma non pedante; insomma serie, ma non noiose.
E poi, dare ragione, così come più volte abbiamo detto, dei diversi aspetti dell'editoria per ragazzi, dalla divulgazione alla poesia, dai libri illustrati alla narrativa. E qui l'impegno, che crediamo aver mantenuto, di guardare ad ogni libro con il massimo di onestà intellettuale di cui siamo capaci; evitando con cura mode e tendenze commerciali.

Per quanto mi riguarda, mi sono permessa qualche accorata invettiva proprio in relazione alle più tristi espressioni di un mercato editoriale, talvolta dominato dalle più deleterie logiche di marketing. Non so se vi farà piacere, ma continuerò a farlo, perchè dal mio osservatorio di libraia accedo ad una realtà che spesso sfugge anche allo sguardo più attento. E poiché questo blog è un luogo di libertà in cui si possono svelare anche gli arcani meccanismi del mercato, non smetterò di mettere in guardia genitori, insegnanti, bibliotecari/e dalle insidie nascoste in alcune tipologie di libri. Non posso quindi che ringraziare ancora chi ci segue con tanta pazienza, promettendo che accanto a tanta serietà non mancheranno le delizie del palato e la giusta dose d'ironia.

Eleonora

Un blog che è fatto soprattutto di pensieri notturni, di silenzio intorno nel momento della riflessione e della scrittura. Un blog che viene curato soprattutto nel momento in cui tutti si fermano, in cui i negozi son chiusi, le luci si spengono anche nelle case. Quando tutti riposano noi ci attiviamo e cerchiamo di esservi utili nel momento della scelta di un libro, di esservi vicini nel momento in cui siete in cerca di una narrazione.
La grande passione, un po' di esperienza, un cincino di sapienza sono le cose che non ci fanno sentire stanchezza....
Continuate a leggerci

Carla