domenica 15 dicembre 2013

ECCEZION FATTA


PANE PROFUMATO DI ARANCIA E CANNELLA


Questo è il pane di natale dell'illustratore. 


Oscar Sabini, in arte Oscar Sabini,  da un po' di tempo ronza intorno agli omini di  pan di zenzero, perché ha in cantiere laboratori con i bambini (per esempio a bologna per il 21 dicembre). 
Io amo gli omini di pan di zenzero e se posso, me ne circondo, quindi lo contatto e cominciamo a discutere animatamente sul tema. Lui li fa di cartone e io protesto, lui insiste e io mi oppongo, lui continua con il cartone e io mi arrabbio, lui persiste e io mi arrendo...
Mi rabbonisce e così dal pan di zenzero al pane di natale il passo è breve. Il buon Oscar mi manda per vie segrete la ricetta, io la provo al volo e mi pare degna di nota. Lo tiro dentro Lettura candita e lui accetta. Evviva!

Ed ecco anche per voi la sua ricetta di un pane di natale
 
100 gr. di lievito madre
350 gr. di farina tipo 0
80 gr. di zucchero
100 ml di latte
un cucchiaino di sale
due cucchiaini di cannella in polvere
la buccia di un arancia grattata
50 gr. di buccia di arancia candita
30 gr. di uvetta


Scaldare il latte, con lo zucchero, fino al completo scioglimento dello zucchero e lasciare intiepidire. Nel frattempo mescolare il lievito madre con la farina, la cannella, la buccia di arancia e il sale.
Unire il latte intiepidito fino a raggiungere la consistenza di un impasto morbido e asciutto e, se fosse necessario, aggiungere dell’acqua tiepida.
Continuare ad impastare per una decina di minuti e lasciare lievitare al caldo per tre ore.
Passate le tre ore sgonfiare l’impasto e aggiungere la buccia di arancia candita tagliata a cubetti e l’uvetta. Impastare, non troppo energicamente, fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo, aggiungendo se necessario altra farina.
Lasciare lievitare al caldo per un’ora.
Infornare a 250° per i primi 20 minuti e per i restanti 40 minuti a 160°.



Per farlo desistere dal cartone per gli omini di pan di zenzero dell'albero di natale, manderò un mio fidatissimo emissario a bologna che avrà argomenti forti con sé...

Oscar & Carla

 


venerdì 13 dicembre 2013

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


CORPI E SENTIMENTI
Una componente della fantascienza, quella nata soprattutto nel secondo dopoguerra, si è affannata a descrivere le devastazioni successive ai conflitti mondiali, o gli sviluppi inquietanti delle società di massa. Queste narrazioni distopiche dell’altrove, spaziale e temporale, stanno riprendendo piede, concentrandosi soprattutto, ma non esclusivamente, sul secondo aspetto: come immaginiamo il futuro e cosa può salvarci dalle pericolose evoluzioni dello stato di cose presente.

Trovo interessante sottolineare come un aspetto molto sentito , nell’immaginare il peggio del nostro futuro, sia l’assenza di emozioni ed affettività in un mondo governato dalla dura razionalità. E già qui ci sarebbe tanto da discutere. Era così in Terrestre, di Mourlevat, ed ora in Il colore della Libertà di Yael Hassan: si immagina il nostro mondo futuro come una dittatura che elimina contemporaneamente libertà d’espressione di pensieri divergenti e sentimenti. Un ragazzino, figlio di un resistente, scopre attraverso i libri e i film, gelosamente nascosti e conservati, la bellezza del tempo che viviamo oggi, mentre i suoi coetanei aderiscono entusiasti alle direttive del governo. Forse mi sbaglierò, ma a me sembra che il potere sia un luogo privilegiato di passioni densissime e difficili da contenere e lo spettacolo triste della politica, quale la viviamo da almento qualche decennio, ne è un’evidente dimostrazione. Questa visione apocalittica, molto legata alla memoria delle dittature novecentesche, mi pare non colga gli elementi più inquietanti del nostro presente.
Al contrario, mi sembrano più calzanti quelle descrizioni, come in Thypos o L’ordine delle cose, della Capriolo, che colgono due aspetti decisivi del presente e del futuro: la manipolazione del desiderio, sfera squisitamente emotiva, e il controllo dell’informazione. Se c’è qualcosa che m’inquieta e non poco, dei tempi che viviamo, è proprio la manipolazione della emotività a scopi commerciali, una perversione davvero pericolosa: e qui mi direte, Ancora! Eh sì, lo ripeto: se centinaia o migliaia di ragazzine seguono senza traccia di senso critico un telefilm mediocre, comprandosi tutto ciò che è acquistabile con quel marchio, qualcosa che non va c’è, eccome! Così come non va per niente l'acriticità con cui queste tendenze spesso vissute da genitori e insegnanti. Ma questa acriticità non è altro che il frutto avvelenato di una informazione carente, di un pensiero critico che stenta a circolare.
Certo, poi c’è la ‘rete’. E qui vedo una grande lacuna della narrativa dedicata ai ragazzi, perché se si sfogliano questi e altri libri, la rete, la comunicazione immateriale hanno spesso un valore salvifico, accostato soprattutto alla generazione dei nativi digitali. Come mai a nessuno è venuto in mente di ragionare sul nuovo tipo di socialità, che si sta diffondendo fra i giovani e gli adolescenti, che sostituisce gli archeologici ‘muretti’ con lo scambio virtuale e soprattutto togliendo di mezzo, nelle relazioni interpersonali, il corpo? Ne emerge una nuova dimensione della socialità, dell'amicizia, dell'amore. Abbiamo di fronte una semplice evoluzione delle relazioni interpersonali o c'è qualcosa di più?
Brillanti autori, come mai non avete ancora esplorato questo mondo, secondo me inquietante? Si possono vivere emozioni posticce, deprivate dei sensi, si può costruire un’educazione sentimentale e un senso della comunità prescindendo dall’universo desiderante dei corpi adolescenziali


Su questo piano mi sembra illuminante, al di là delle trattazioni psicologiche o sociologiche, il libro di Michele Serra, Gli Sdraiati, affettuoso e preoccupato ritratto di un generazione mutante; personalmente sono molto grata all'autore per il finale tutto sommato positivo. Ma resta, ovviamente, una questione aperta, su cui vale la pena discutere, soprattutto con i diretti interessati.
Eleonora
 
“Terrestre”, J.-C. Mourlevat, Rizzoli 2012
“Il colore della libertà”, Y. Hassan, Lapis 2013
Typos01. Verità, P. Baccalario, Fanucci 2012
L’ordine delle cose”, P. Capriolo, Edizioni E.Elle 2013-12-11
“Gli sdraiati”, M. Serra, Feltrinelli 2013


giovedì 12 dicembre 2013

ECCEZION FATTA

SEGNALI DI LETTERATURA
-incontro di formazione-
il panorama critico sull'albo illustrato e sulla narrativa di qualità
tra piccoli e medi editori
 
 II e ultima puntata
 
 
Su molti di questi libri esiste in questo blog un commento cui rimandiamo.

 
PER I PIÙ GRANDI
Sophie, Dieuaide, Pensieri di Manon D su me stessa, Lapis
Bruce Weistein, E se nessuno mi becca?, Il castoro

PER I MEDI
Cary Fagan, La strana collezione di Mr. Karp, Biancoenero
Blexbolex, Ballata, Orecchio acerbo
Roberto Piumini, Carll Cneut, La casa di Topo Pitù, Topipittori
Francesca Bazzurro, Viva la natura morta!, Topipittori
Anthony Browne, Ilmaialibro, Kalandraka
Heinrich Böll, Emile Bravo, Bernard Friot, Lezione di pesca, Baopublishing
Daniela Iride Murgia, Il mistero di Colapesce, Artebambini
Alessio D'Ellena, Abbecedario città, Corraini

PER I PICCOLI
Salina Yoon, Pinguino e Pigna, Lapis
Okido, Com'èfatto?, Gallucci
Frank Asch, Marc A. Stamaty, Giallo giallo, Orecchio acerbo
Isabel Minhos Martin Bernardo Carvalho, Andirivieni, La nuova frontiera
Thè Tjong-Khing, Tortinfuga, Beisler
Roberta Angeletti, Questione di ingranaggi, Uovonero
Jean Leroy, Un lupetto bel educato, Babalibri
 

mercoledì 11 dicembre 2013

ECCEZION FATTA


SEGNALI DI LETTERATURA
-incontro di formazione-
il panorama critico sull'albo illustrato e sulla narrativa di qualità
tra piccoli e medi editori


Negli anni passati questo incontro si chiamava Visti in fiera, visita guidata sedentaria trai migliori libri visti in fiera.
Il senso ultimo non è cambiato. Questi sono i primi titoli, quelli che nella qualità hanno dimostrato un quid in più.

Su molti di questi libri esiste in questo blog un commento cui rimandiamo.

IL LIBRO CHE NON C'ERA E ORA C'È
Alessio Di Simone, Alessandro Di Sorbo, Il mare chiuso, Verbavolant


PER I PIÙ GRANDI
Valentina Paravano,Clandestini, Edizioni Corsare
Bruce Weistein, E se nessuno mi becca?, Il Castoro
Andreas Steinhofel, Rico e Oscar e i cuori infranti, Beisler
Hank Zipfer, La pagella nel tritacarne, Uovonero
Bettina Obrecht, Castelli di fiammiferi, Uovonero



PER I MEDI
Bruno Tognolini, L'attacchino, Gallucci
Doreen Cronin,Grosso guaio nel pollaio, Il Castoro
Beatrice Fontanel, Tartattà in prima media, La nuova frontiera
Chris Van Allsburg, La scopa della vedova, Logos
Shel Silverstein, Alla ricerca del pezzo perduto, Orecchio acerbo



PER I PICCOLI
Vincent Cuvellier, La prima volta che sono nata, Sinnos
Cristina Bellemo, Alicia Baladan, La leggerezza perduta, Topipittori
Susanna Mattiangeli, La mia scuola ha un nome da maschio, Lapis
Sandrine Bonini, June e Lea, Settenove
Chinto e Pinto, Racconti per bambini, Kalandraka

 Carla

(continua)

martedì 10 dicembre 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LEGGERE È SOGNARE PER MANO ALTRUI  
Fernando Pessoa
 
Dall'angolo G24 si ha una buona visione dell'andirivieni che per quattro giorni riempie il grande salone del Palazzo dei Congressi dell'EUR a Roma, dove da una dozzina d'anni si svolge la Fiera della piccola e media editoria, Più libri più liberi.
A giudicare dall'afflusso di gente che mi è passata davanti, si direbbe che l'Italia è il Paese dei libri...bah!

Nel paese dei libri, Quint Buchholz  
Beisler 2013 (IN LIBRERIA DALL'8 GENNAIO)

ILLUSTRATI PER TUTTI


 
"C'è chi scruta paesi sconosciuti
E chi legge per lenti minuti
C'è chi colleziona magiche parole
E chi lavora per un tempo a venire."

Valeva la pena sfidare il gelo romano per averlo con sé in borsa da giovedì. Al piccolo stand di Beisler, ne tenevano una torretta disposta in bell'ordine e in bella mostra con un cartellino che recitava: NOVITÀ.
Rilegato, con la costa rosso mattone e una copertina piena di quel celeste dei cieli rarefatti di Buchholz, il libro Nel paese dei libri è una delle chicche di questa fiera. È talmente tanto una novità che non è ancora in vendita nel circuito delle librerie e nella pagina dei crediti si legge © 2014 Beisler.


Una poesia di Quint Buchholz dedicata ai libri e all'atto del leggere.
Un testo rarefatto cui fa da contrappunto un'illustrazione altrettanto lieve ma di impatto emotivo sempre molto forte. Il dialogo continuo che si instaura tra parola e immagine è talvolta ironico, talvolta commovente, ma sempre pieno di significato. 


Dal tuffo reale che illustra il tuffo tutto simbolico di chi ama leggere d'avventura alla mano che spunta dalla pagina di un libro di chi ama leggere l'assurdo... è un continuo rimbalzo tra immagine e testo, a tal punto imprescindibile l'una dall'altro, che è davvero quasi impossibile isolare il secondo dalla prima e leggerlo come una poesia, senza volgere lo sguardo al suo esito figurato, inevitabilmente catturato dalla sua profondità e dalla sua bellezza.
Buchholz ragiona e riflette sul senso che la letteratura può avere per ciascuno di noi: un libro può farci leggere il mondo sotto una luce differente, non ci lascia mai da soli di fronte alla notte, ci può rendere ciechi, ci aiuta a preparare il domani. 


Attraverso questo suo mondo sospeso, silenzioso, pieno di mistero, 'congelato' in un attimo di vita che ha qualcosa di reale ma anche tanto di sognato, Buchholz ci racconta che cosa sia per lui il libro e la sua lettura, ma nello stesso tempo offre al lettore lo spunto di trovare nei suoi disegni un propria chiave interpretativa. Delle sue tavole dice: "I'm not the one who finishes a painting. It is the viewer who is completing the story." E se questo è vero per le illustrazioni lo è anche di più per quel che riguarda il testo.
La rarefazione di testi e immagini lascia aperte mille possibilità interpretative da parte del lettore: ognuno può cucirsi addosso un abito fatto di tinte pastello e parole evocative.
C'è chi colleziona magiche parole e chi lavora per un tempo a venire, piantando su un terreno fertile le parole/piantine germogliate tra le righe delle pagine. Ecco, io vorrei essere quella che semina oggi e raccoglie giovani lettori domani...


Carla

lunedì 9 dicembre 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


PAGELLE A RISCHIO
Ritroviamo un altro eroe, cui ci eravamo affezionate, Hank Zipzer, il ragazzino dislessico già protagonista del precedente Hank Zipzer e le cascate del Niagara; nella nuova storia, da poco sugli scaffali delle librerie, Hank è nuovamente alle prese con la terribile maestra dal nome inquietante, signorina Adolf. Questa volta lo aspetta una dura prova, una verifica di ortografia, dagli esiti disastrosi, e la conseguente pagella, con annessa lettera ai genitori. Il nostro protagonista teme la delusione dei genitori e cerca di occultare l'imbarazzante documento. Nella confusione che si crea nella gastronomia in cui la mamma prepara i suoi salami alla soia, uno dei suoi amici involontariamente fa cadere la pagella nel tritacarne, con il risultato che si può immaginare. Ma il problema vero sorge dal fatto che il salame così 'inquinato’ dev’essere portato ad un potenziale acquirente, il signor Gristediano, molto importante per la mamma di Hank. Quindi, è necessario che il protagonista e i suoi fedeli amici organizzino un piano efficace per evitare di mandare a monte quello che potrebbe diventare un contratto importante per la cuoca vegetariana. Ragazzini, nonno comprensivo e il cane Cheerio partono per l'impresa impossibile, che, nonostante lo scompiglio e lo sconcerto collettivo, porterà ad un chiarimento decisivo, non senza che Hank abbia confessato le motivazioni del suo ingenuo raggiro. Finalmente i genitori e gli insegnanti sapranno qual è il vero problema di Hank, la dislessia, e lui capirà che avere tempi più lenti non significa essere stupidi.
Ritroviamo anche in Hank Zipzer e la pagella nel tritacarne tutti gli ingredienti che hanno caratterizzato anche la storia precedente: il focus sul problema della dislessia, che accomuna il protagonista ed il suo autore, la sensibilità con cui viene descritto lo smarrimento, l'insicurezza che accompagna l'esperienza scolastica di Hank; la difficoltà del mondo adulto di vedere ed affrontare questo tipo di diversabilità.
Nell’essere storie a ‘tema’, quelle di Henry Winkler e Lin Oliver hanno il grande pregio di puntare su un ritmo sostenuto, una grande ironia e una carrellata di personaggi dalla simpatia travolgente, a partire dal protagonista. La descrizione delle difficoltà di Hank, la solidarietà molto creativa dei suoi amici, la famiglia tutt’altro che tipica, tutto concorre a creare empatia nei confronti di un ragazzino diversamente abile, ovvero estremamente brillante e simpatico, ma limitato in alcune sue modalità di apprendimento. Lettura agile, scorrevole, all’insegna di un umorismo mai grossolano, il secondo libro non delude, anzi accresce la simpatia nei confronti dei personaggi; stampato con le caratteristiche dell'alta leggibilità, che contraddistingue questa e poche altre case editrici, il libro è sicuramente adatto alla lettura a partire dai nove anni.
Eleonora
“Hank Zipzer e la pagella nel tritacarne”, H. Winkler e L. Oliver, con le ill . di G. Orecchia, Uovonero 2013

domenica 8 dicembre 2013


SOVRAPPONENDO FOGLI SU FOGLI


Pensavo che avrei voluto scrivere qualcosa sulla pasta sfoglia, ma non la ricetta, che si trova da tutte le parti sui libri, in internet e, fra l'altro, corredata da ottime fotografie che illustrano le famose piegature e la loro sequenza.
Non mi interessa scrivere la ricetta del fine settimana, ma mi piacerebbe riuscire a convincere anche una sola persona a sperimentare questa pasta.
Certo ci vuole un po' di tempo e di attenzione, ma vedere come dalla sovrapposizione di pastello e burro si formano croccanti strati che si sciolgono in bocca è uno spettacolo quasi commovente. Quindi, se avete una giornata da trascorrere a casa, non fatevi spaventare e provate a cimentarvi con questa preparazione senza andare a comprarla già fatta. Non è difficile!

La mia prima pasta sfoglia, uno dei compiti a casa della scuola di pasticceria, è stata utilizzata per preparare dei ventaglietti.



La prima fotografia di oggi documenta un mio errore: i ventagli pallidi nella parte alta sono quelli sbagliati: ho dimenticato di mettere lo zucchero sulla pasta e quindi non si sono caramellati come quelli in basso.



In questa, invece, i migliori sono già in scatola per essere sottoposti al giudizio del grande Maestro.

Lulli




venerdì 6 dicembre 2013

LA BOSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


MANIFESTI, MANIFESTI, MANIFESTI!
Attacchino, Bruno Tognolini, Gianni De Conno
Gallucci 2013


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"Piero Colla, Carlo Tacca, Mario Piccia in quella giornata fecero cose straordinarie.
Se nelle fiabe si incontrano tipi che messi alla prova sanno arare e seminare e raccogliere tutto in un giorno, loro in quel solo unico giorno fecero molto di più.
Taglia e incolla, strappa e attacca, appiccica tutto e via!
Strade e piazze, muri e pali, facciate, vetrate, inferriate, avanti avanti!"


Tre attacchini che lavorano alacremente ad appiccicare sui muri della città residui e pezzi di poster di passate pubblicità. Loro che, invece, per contratto sono chiamati ad essere precisi e minuziosi nel far combaciare immensi lenzuoli di carta con pezzi di automobili o porzioni di faccioni... Ma la gravità della situazione lo richiede: il figlio di 11 anni dell'attacchino Piero Colla, Giovanni, è andato via di casa. Ha lasciato un biglietto con scritto basta ed è sparito. Voleva due piccioni da allevare, ma i genitori hanno detto no, voleva dei pantaloni larghi alla moda ma i genitori gli hanno detto no. Alla gita con la scuola hanno detto no, al computer hanno detto no. Troppi no, e allora basta!
La madre in ansia e la polizia che lo cerca, ma lui ha preso la sua decisione: almeno per tre giorni a casa non si torna. Non ha fatto però i conti con quell'inaspettato sistema di comunicazione che ha messo in piedi suo padre. 


"Prosciutti e profumi, cieli e computer, orti e vallate, fresche fragranze, donne spogliate, viaggi e vacanze, vecchi sereni, medici onesti...manifesti, manifesti, manifesti!" questi sono gli attrezzi da lavoro di Piero Colla, questo il lessico che nella città si usa per parlare, questo è il modo che suo padre sa essere efficace. E così Piero Colla e i suoi due colleghi 'costruiscono' un discorso con le parole dismesse della pubblicità per rendere grandi, anzi, più grandi, grandi come facciate di palazzi, i desideri di quel ragazzo. E desiderio dopo desiderio, sogno dopo sogno, Giovanni -con il naso per aria a guardare ciò che i tre avevano usato per incartare la città- si lascia convincere da quella pubblicità senza parole, si lascia condurre come per magia a tornare sui suoi passi, sui suoi passi ... verso casa.


Ah, che bella idea. Tognolini ancora 'ronza intorno' al tema della pubblicità (Manifesti, Franco Cosimo Panini 2011), per raccontare una bella storia di padri e figli. Una storia di incomprensioni e di chiusure che poi diventano aperture e avvicinamenti.
Che bello far partire tutto dalla poesia di questo mestiere 'nascosto' che sta proprio nell'essere invisibile rispetto alla vistosità del suo risultato. E Tognolini, come anche a me è capitato più volte, deve essersi soffermato a guardare con ammirazione il certosino lavoro di uomini armati di secchi di colla, spazzoloni e grandi fogli di carta sottile, lì comporre con precisione estrema figure e immagini di misura esagerata. Quelle figure ci guardano e ci chiedono di essere guardate al nostro passaggio in quel preciso punto del nostro percorso.


E che bello organizzarci intorno una storia di difficili relazioni tra genitori e figli, con un padre che finalmente capisce il disagio del figlio e cerca di fargli sapere che lui è dalla sua parte, che lui condivide i suoi desideri di ragazzo, che lui gli vuole bene.
E che bello affidare una storia così delicata a un illustratore, tre i miei prediletti, così onirico e poetico come è Gianni De Conno.
Suggestive come sempre sono le grandi tavole che, tuttavia, a mio parere, nella parte centrale del racconto non riescono ad eguagliare le 'immagini' della parola scritta.
Veri e propri cammei in rima si incastonano nella narrazione come a volerci ricordare una cosa importante da sapere nella vita: Tognolini, di mestiere, fa il poeta.


Carla

giovedì 5 dicembre 2013

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


LA FILOSOFIA DEL CALZINO

Vediamo se ci riesce di proporvi un settimana intera di libri divertenti, accantonando per un momento i drammi, le storie problematiche, le riflessioni profonde, anche se…
Stamattina è piombato in libreria Il Pianeta dei Calzini Spaiati, autrice una rapper, La Pina, e illustratrice Irene Frigo: primo impatto, oddio no, un altro libro da guardare... Poi sfogliandolo scopriamo che è una storia piccina sì, ma intelligente. Tutte/i noi abbiamo vissuto e viviamo l’esperienza mistica di ritrovarci, a bucato steso, un numero indefinito di calzini spaiati. Eppure alberga la certezza dell'esistenza dei calzini dispersi. Dove andranno i calzini ‘ribelli’? Forse in un pianeta felice, pulito e profumato, in cui i calzini possono, finalmente liberi dal matrimonio ‘combinato', felicemente accoppiarsi con chi vogliono, gambaletti, calzini, calzettoni; noi tristemente al di qua dell’oblò della lavatrice, possiamo solo immaginare le fantastiche coppie variamente assortite. Quindi, consiglio pratico, ributtate il calzino spaiato in lavatrice, prima o poi riuscirà ad imboccare la porta per l’ ‘altro’ mondo, quello felice, libero e profumato.


Ma siccome mi è sembrato un invito a nozze, aggiungerei un consiglio filosofico per tutte quelle bambine che crescono sognando il calzino perfetto, ovvero il principe azzurro, con cui costruire la coppia perfetta. Non esiste il calzino perfetto, che ci corrisponde in ogni sua maglia, in ogni sua piega, accettiamo allegramente la diversità e l’imperfezione, matrice delle migliori invenzioni.
Sulla via di questi pensieri anarchici, non poteva che tornarmi in mente un capovaloro del compianto Pablo Prestifilippo, il Manuale dei calzini selvaggi, che, come ricorderete, descrive la strana genìa dei calzini fatti con lana selvaggia, proveniente da pecore selvagge, assolutamente ribelli e scorbutiche, tosabili solo a tradimento. Notoriamente i calzini selvaggi, ingovernabili e puzzolenti, appartengono soprattutto a bambini, ma si racconta che anche i papà ne possiedano alcuni. Naturalmente si nutrono di schifezze e rifiutano di lavarsi, quindi sono rigorosamente felici.
Anche a distanza di molti anni questo libretto mi sembra uno dei libri più esilaranti e liberatori che abbia mai letto, in un crescendo di assurdità non tanto lontane dal vero. 
Piccoli libri, storie un po’ strampalate, che hanno in comune la difesa ad oltranza della libertà di pensiero dei bambini, e quindi degli adulti di domani: non tutto quello che è ordinato va bene, non tutto quello che è apparentemente perfetto, perfettamente accoppiato, perfettamente simmetrico, è buono.
Per chi mi volesse seguire sul filo di questo pensiero libertario, consiglio la lettura di un racconto di Harlan Ellison, se riuscite a trovarlo: 'Pentiti Arlecchino!' Disse l’Uomo del TicTac.
Eleonora
Noterella al margine: Lettura dedicata a Sara e alle sue 'Scosse'.

“Il Pianeta dei Calzini Spaiati”, La Pina, Add edizioni 2013
“Manuale dei calzini selvaggi”, P. Prestifilippo, Orecchio Acerbo 2008

mercoledì 4 dicembre 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


PIÙ CE N'È, MEGLIO È!

Tortinfuga. Ma le torte dove vanno?, Thé Tjong-Khing
Beisler 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

Chi fa le torte, le fa sempre. E così la tenera coppia di cani che già avevamo visto all'opera in Tortintavola (Beisler 2011) continua a sfornare meravigliose leccornie farcite e a più strati. Questa volta i potenziali destinatari delle due belle torte sono un gruppo di animali diversi, dai conigli alle capre, passando per scoiattoli e rane e come sempre, ognuno di loro, sia in gruppo sia come singolo individuo, è occupato in una attività prevalente. C'è chi lavora a maglia, chi sta andando al mare chi parte per una vacanza, chi cerca di far alzar l'aquilone e c'è chi, in sedia a rotelle si fa spingere, sornione.
L'intera popolazione così affaccendata si muove, però, tutta nella medesima direzione che, guarda caso, è quella delle due torte portate con cautela su una barella, sottratta per la circostanza al piccolo ospedale.

Come vuole la tradizione, le torte che tutti pensano arrivate a destinazione per una festa collettiva, in realtà sono scomparse. L'armonia che prima legava la combriccola di anziani, adulti, giovani e bambini ora sparisce proprio come è successo alle due torte. Tutti sospettano di tutti e poi si accusano a vicenda tra urla, parole grosse (??) e accuse reciproche. Ma come spesso accade anche nella vita vera, è più comodo e facile trovare un capro espiatorio che la paghi per tutti. E chi meglio dei due topetti venditori ambulanti di bastoni da passeggio? Il loro abbigliamento, e certo pregiudizio che li anticipa li rende automaticamente colpevoli agli occhi dell'intero gruppo di gitanti. Contro di loro si scatena la rabbia generale.

In una baraonda gigante al grido di Dalli all'untore! vengono catturati e il fagotto azzurro che potrebbe contenere il bottino viene ispezionato: tutto da rifare! I topi nel loro involto portano solo i bastoni da passeggio. Le torte sono occultate altrove. Così, in un'atmosfera di riscatto sociale per i due poveri topi, per pure casualità saltano fuori i due veri ladri. Insospettabili, come spesso accade nella vita vera...

Come già nel primo libro senza parole di Thé Tjong-Khing, anche in questo nuovo titolo si ripete l'impostazione generale divertentissima per il piccolo lettore. Anche in questo secondo titolo possiamo divertirci a ripercorrere a ritroso le singole vicende per capire, per esempio, perché quel povero topino stia vomitando, in modo molto discreto, nell'angolino in basso dell'ultima pagina.
Forse un po' meno concitato del precedente, Tortinfuga questa volta fa un passo ulteriore verso una ricerca di senso che nel primo libro non mi era parso di cogliere. Là mi era sembrato prevalente il divertimento e la 'impossibile' precezione di un tutto, colto nella sua contemporaneità. Gustoso era per il lettore seguire le singole storie dei singoli personaggi, ma altri spunti non ne avevo visti. Qui, oltre a questo irrefrenabile gusto per farsi catturare dai disegni, mi pare ci sia anche dell'altro: chissà se la circostanza di una falsa accusa e del successivo riscatto di due innocenti apre spiragli di riflessione ulteriore, a volerli approfondire....

Carla


Noterella al margine. Altra significativa differenza tra il primo episodio e il secondo: le torte sono aumentate del 100%. Più ce n'è meglio è!