“La vicina di casa” è il secondo titolo di Kęstutis Kasparavičius, apparso recentemente in Italia per i tipi di Iperborea. Lo stesso editore nel 2023 aveva pubblicato il suo “Storia a strisce”. Negli anni passati erano transitati sul territorio nazionale altri due titoli che ora sono introvabili (2010, edizioni Comma 22).
Autore di testi ma anche illustratore, in Lituania è molto noto e prolifico avendo illustrato una sessantina di libri e avendone scritto una quindicina.
Selezionato più volte per la Mostra degli Illustratori alla Bologna Children’s Book Fair, ha ottenuto nel 1994 il premio «Illustratore dell’Anno» dell’UNICEF e nel 2003 l’«Award for Excellence».
In effetti le illustrazioni richiamano presto l’attenzione e già le copertine catturano lo sguardo trattenendolo intorno all’infinità di dettagli con cui l’artista sceglie ogni volta di rappresentare scene e personaggi. Tanti particolari, dunque, con i quali iperrealisticamente Kasparavičius racconta storie abbastanza irreali. Si tratta di animali (ma forse dei peluche, viste le loro pose quasi sempre statiche) trattati come umani: stanno su due zampe, sono vestiti di tutto punto con tanto di occhiali, borsette e cappelli e bijou. Anche gli ambienti sono dettagliati minuziosamente: il selciato di strade e marciapiedi, la mattonatura dei palazzi, gli infissi di porte e finestre, le screpolature degli intonaci, le decorazioni di vasi e suppellettili, servizi da tè e relativi manicaretti. Eccetera eccetera.
Di Rosinello, il coniglio tutto bianco col nasino rosa, protagonista di questa storia, sappiamo già da subito che ha una gran paura dei serpenti. In verità mai ne ha visti con gli occhi suoi, ma la paura -come si sa- si attacca spesso a ciò che non si conosce. Si dà il caso che al piano di sotto sia arrivata una nuova vicina e Rosinello, che è un coniglietto davvero ben educato, bussa alla sua porta per fare la sua conoscenza quando una voce dall’interno sibila: “Mi dispiace ma in questo momento non sono quasi più in casa”.
Non essere quasi più da qualche parte. Ma che significherà mai?
La nuova vicina è uscita dalla finestra del suo appartamento ed è così lunga, ma così lunga che la parte finale del suo corpo è ancora in casa mentre il resto ha già girato l’angolo: Rosinello non potrà far altro che mettersi in cammino e percorrere la vicina in tutta la sua lunghissima lunghezza. Una storia che dura tutta la distanza tra una coda e una testa, potremmo dire.
Il bello è che, mentre seguiamo il coniglietto impegnato nella sua ricerca, noi non possiamo far altro che attardarci ad un incrocio per sbirciare i passeggeri accomodati nel bus, oppure alzare lo sguardo e riconoscere il signor alce dietro la finestra. Ci sperdiamo nelle architetture, strade e cortili, su diversi piani di profondità. E andiamo avanti, curiosi e determinati proprio come Rosinello. E poi si sa, ogni domanda ti mette in cammino e, anche se il coniglietto avrà solo girato in tondo, tornerà a casa con una paura in meno e una vicina in più.
Anche “Storia a strisce” è una storia in cammino.
“Se per caso ci perdiamo, cerca delle strisce”, così dice mamma zebra alla piccola Zebrina. Ma al mercato i banchetti sono tanti e pieni di ghiottonerie (che poi, per una zebra si tratta di cavolfiori, verze, cavoli cappucci bianchi e rossi, e consimili) e la piccola zebra puntualmente si perderà.
Ligia alle raccomandazioni, si incamminerà alla ricerca di strisce che però troverà più o meno dappertutto ma… la cravatta a strisce della tigre non è la sua mamma, e nemmeno le strisce pedonali...tanto meno i tasti di una fisarmonica. È così che Zebrina, seguendo le strisce, si ritroverà ad andare - anche lei in cammino - per strade, giardini, spiagge, perfino in fondo al mare. Ogni volta ponendo la sua domanda “Scusi, lei è una zebra?” oppure “Ha visto per caso delle strisce?”.
Come è prevedibile, le strisce materne saranno ritrovate in fondo alla storia e noi insieme a Zebrina avremo scoperto che non bastano delle strisce per fare una mamma.
Due belle storie dal testo ben più corposo rispetto allo standard di un albo illustrato che potranno certamente essere proposte a bambini e bambine fra i 3 e i 5 anni. Volendo ci si potrà anche inoltrare in una piccola caccia al tesoro alla ricerca di tutti i personaggi che attraversano entrambe le storie.
Patrizia
“La vicina di casa”, Kęstutis Kasparavičius, (traduzione Adriano Cerri), Iperborea 2026
"Una storia a strisce", Kęstutis Kasparavičius, (traduzione Adriano Cerri), Iperborea 2023



.jpeg)
.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento