venerdì 16 giugno 2023

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

CAMMINARE DRITTO  

Il duello, Inês Viegas Oliveira (trad. Matteo Francini) 
Edizioni Clichy 2023


 ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni) 

"Spettabilissimo signor Rodin Rostov, ci siamo. 
Mi sembra ancora di sentire la vostra voce, parola per parola, lettera per lettera. 
I vostri affronti hanno ferito le mie orecchie, i miei timpani, il mio cuore, e posti anche più profondi dentro di me, che non si trovano in nessun libro di anatomia. 
Dovevo farlo, capite? Uno, due, tre, quattro, quanti passi ci separano?" 

Schiena contro schiena, con le rispettive pistole rivolte verso l'alto, i duellanti si allontano. 
Solo di uno però possiamo seguire il tragitto. E solo di uno sappiamo i pensieri. Non si rivolge più al signor Rodin Rostov, e lo si capisce perché dalla seconda plurale si passa alla terza persona singolare delle tante domande che si pone. 
Il vento soffierà a suo favore? E i suoi stivali lo renderanno più veloce? 
Le gambe più lunghe saranno un vantaggio per lui? Mentre è lì che mette passo dopo passo, la sua testa si arrovella. 
 Poi, nonostante la distanza, è di nuovo al signor Rodin Rostov che pone una grande questione: circa l'indossare i panni di un altro. Voi signor Rostov avete mai provato per caso a mettervi nei panni di un altro? anche solo per scoprire che sono un po' troppo larghi e terribilmente stretti? 
C'è da dubitare che Rostov lo possa sentire. Riprende così il suo rimuginare tra sé e sé. 
Questa volta è il cibo che cattura i suoi pensieri. Certo che ormai di ore ne sono passate parecchie, magari sta pensando che io sia fuggito o magari perso. 
E dopo tutto questo camminare effettivamente anche i motivi del duello sembrano essersi allontanati e sembrano sopraggiungere una serenità e una disponibilità tutte nuove. Magari dipendono da ciò che gli occhi vedono, il naso annusa e le orecchie sentono? Anche il nome di Rostov sembra addolcirsi, e così il suo ricordo. A tal punto che forse vale la pena scrivergli due righe, affidarle a degli uccelli, per comunicargli che sarebbe bello rivedersi. Come due vecchi amici 
È facile, basta continuare ad andare dritti. Avanti sempre avanti. 

Sophie Van Der Linden, a proposito dei meccanismi che regolano un buon albo illustrato, parla di uno spazio vuoto che deve esistere tra il testo e l'immagine e l'oggetto che ne deriva, ossia il libro in carta e ossa, in modo che, come capita a una qualsiasi articolazione, le singole parti possano muoversi agevolmente e in autonomia non ostacolandosi, pur essendo una dentro l'altra. Lavorare in squadra.
Il duello ne costituisce un esempio eccellente. 


Sfruttando la legatura delle pagine i duellanti si mettono, come vuole l'iconografia, spalla contro spalla e visto che lo fanno dove il foglio si divide, immediatamente si mettono a dialogare con lo spazio della pagina che diventa teatro, ossia scenario. E che scenari! 
Da lì si allontanano in modo quasi speculare, avvolti nella nebbia di circostanza. Il limite della pagina diventa un elemento di attesa nel lettore: cosa può succedere? Entrambi usciranno di scena? No. solo uno sparisce, ma non è difficile immaginarselo mentre conta i passi andando verso sinistra, in direzione opposta al quella del protagonista di cui vediamo l'incedere verso destra, che poi è il senso della lettura, e di cui sentiamo la voce. 
La cosa che succede allo sguardo è quella di notare come le figure colorate si trasformino sotto gli occhi: da alberi spogli si passa a un esercito di soldati in marcia che, girata la pagina diventa una parata di suonatori di trombe e tamburi che subiscono un'altra metamorfosi diventando acrobati da circo, in uno scenario da parco dei divertimenti. Ancora una pagina girata e arrivano i teatri che si affastellano con fondali e scene tutte diverse, davanti a un pubblico rivolto verso la scena con le spalle a noi lettori. Oramai è notte e gli scenari cittadini restituiscono locali dove mangiare: ristoranti, caffè e anche i poster attaccati sui muri pubblicizzano pizza e panini. 


Gli scenari si avvicendano e diventano sempre più complessi. Ma lui continua ad attraversarli fedele alla consegna iniziale. La città è finita. Arriva il verde, gli animali, la campagna sotto la luna è deserta e poi la pioggia. Tutto quel verde trascolora nel celeste dell'acqua del mare che attraversata porta a un'isola verdeggiante da cui spedire la lettera di invito a incontrarsi, dopo aver deposto le armi. 
Parole che vanno in un senso e figure che ne raccontano un altro. Eppure. 
Si sfiorano ancora una volta, i ristoranti quando si parla di cibo, i panni da indossare quando si vedono i teatri, il vento quando si vedono le trombe. 
Non si tratta di coincidenze casuali, ma di una volontà precisa di far parlare le tre lingue in accordo. E così accade che in quello spazio vuoto tra testo, immagini e libro la prima a introdursi è proprio lei l'autrice. Con un obiettivo impegnativo. 
E quindi, brava Inês Viegas Oliveira che giovane già maneggia con tanta disinvoltura un oggetto così complesso, quale può essere l'albo illustrato. 
E ancora più brava si dimostra nell'aver messo su carta una questione potente e averla raccontata in un modo così originale. 


In fondo quello che l'occhio percepisce, quelle forme che si trasformano, quel mondo sempre più colorato, sempre più complesso e vivace che lo sguardo attraversa e quel camminare dritto attraverso, se messi insieme danno il senso a tutto. 
E come se non bastasse, usa proprio tutti gli strumenti che sa di possedere: attraverso lo stemperarsi delle parole, sempre più miti, attraverso la distanza - una giusta distanza - le cose si possono vedere in modo diverso. Attraverso una composizione di alto valore estetico, attraverso un sapiente uso del colore che inversamente all'affievolirsi delle parole, si carica di forza.

E poi tutto, ma proprio tutto, converge a dare coerenza, compresa la linea azzurra che attraversa silenziosa ma piena di significato i risguardi, per non parlare del bel gioco tra copertina e controcopertina... 


Bella prova! 

Carla

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