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mercoledì 31 dicembre 2025

ECCEZION FATTA!

  I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
 CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE 
 PER FARE RUMORE 
 PER FARE MERAVIGLIA 
 Il meglio di... un anno di libri, 
 un anno di ragionamenti, 
 un anno di recensioni su Lettura candita. 
 Per ogni libro, il nostro perché 
 (BUM!) 


luglio 2025


Il compleanno dello scoiattolo, Toon Tellegen, Kitty Crowther (trad. Laura Draghi Salvadori) 
Feltrinelli Kids 2025 

perché

"Nel suo piccolo mondo brulicante di animali tra loro anche molto diversi - in cui il grande assente è l'uomo, mentre molto presenti sono i suoi sentimenti - c'è la consueta atmosfera piena di grazia. 
Ciascuno di loro ha caratteristiche proprie: ci sono i golosi, ci sono i timidi, ci sono gli affettuosi, ci sono i curiosi, ci sono i quieti e i festaioli, ci sono quelli che abitano sotto terra e quelli che si illuminano, volando. 
Ma tutti proprio tutti vivono in armonia, perché tra loro c'è comprensione e rispetto reciproco. 
Tutti sanno godere della propria gioia come di quella degli altri. 
E chi legge avverte chiara e forte la loro voglia di essere lì con gli altri, in quel preciso momento."



"Lezioni di cose. Un universo a portata di mano", Gustavo Puerta Leisse, Elena Odriozola (trad. Maura Romeo), Quinto Quarto 2025

perché

"La scelta degli oggetti (che poi è il modo migliore per capire il pensiero di chi l'ha scritto) mi pare davvero attenta al pubblico di riferimento, ovvero i bambini curiosi e bellamente ignora i possibili timori di genitori benpensanti. 
Senza nessuna censura si parla di come uccidere le mosche e si discute di coltelli. 
Ci sono oggetti che fanno parte del loro parco giochi - la palla, il frisbee e forse il dado. Gli altri, che comunque appartengono al loro universo visivo, sono dentro per due ragioni diverse: da una parte è proprio molto interessante e utile capire come funzionano - il volante, il bottone - dall'altra sono così tanto apparentemente semplici da lasciare basiti nell'apprendere quanto in realtà complessi siano, fisica e chimica per capirne di più - il mattone, il liquido, e l'imbuto..."


agosto 2025


La ragazza e il masso, Kristien In-'t-Ven, Martha Verschaffel (trad. Valentina Freschi) orecchio acerbo 2025 

perché

"Questo libro ha la caratteristica di generare giudizi tra loro contrastanti, in alcuni casi agli antipodi. Alcuni non ne hanno colto subito il senso profondo e la grande metafora che lo attraversa, altri lo hanno considerato "a tema", essenzialmente perché pone una grande questione (cosa altro dovrebbero fare i buoni libri, se non generare domande e mettere in moto le menti dei lettori, spostandoli di un po' dalle loro posizioni iniziali?). Altri ancora lo hanno reputato un libro bellissimo e quindi necessario. Tra questi, gli editori che l'hanno pubblicato nei Paesi Bassi e in Italia. Tra i molti che lo hanno considerato un gran libro, con una grande storia raccontata, sono nate interpretazioni molteplici. In sostanza tutti hanno cercato, in base alla propria esperienza, in base al proprio modo di leggere il mondo e la realtà, di dare un senso e un nome a ciò che si nasconde dietro (o forse sarebbe più corretto dire dentro) quel masso."


Questa non è una carota., Dylan Hewitt  orecchio acerbo 2024 

perché

"La terza cosa importante che questo libro fa riguarda la letteratura in genere e il nostro rapporto con lei. E qui entra in gioco Coleridge che di questo rapporto ha messo in evidenza un carattere fondamentale: la temporanea sospensione dell'incredulità, the suspension of disbilief! senza la quale la letteratura di finzione non avrebbe avuto alcun senso di nascere ed esistere. 
Si tratta di un patto, solido quanto silenzioso, tra chi scrive e chi legge: "scrivi e io ti crederò. Bene, allora io scrivo perché so che tu mi crederai!" 

settembre 2025


La scuola degli animali, María José Ferrada, Issa Watanabe (trad. Marta Rota Núñez) Topipittori 2025 

perché

"Questa è la piccola meraviglia che accade a ogni nuova frase: non poter prevedere neanche un po' la direzione che le sue piccole storie prenderanno. 
Bello così, farsi portare un po' qui un po' là: celebrare la Festa della Grande Cipolla, andar dietro alle oche che hanno scoperto un sentiero che comincia alla fine del ponte e si inerpica su fino alla luna, un sentiero di aria pieno di stelle. Necessaria sarà la scala.
Cucù! Lo stupore per l'inaspettato è la molla che ha messo in moto tutto; in ognuno dei piccoli racconti trova forme diverse: dal cilindro, o forse dovrei dire dal cerchio in fondo all'armadio, non escono solo conigli... e dai cavolfiori di cartone escono invece agnellini, ma fanno cucù anche oche, galli, volpi e bambine con questo passo saltellante e incerto attraversano il libro per intero."


Il bello di Kerstin, Helena Hedlund, Katarina Strömgård (trad. Samanta K. Milton Knowles) La Nuova Frontiera Junior 2025 

perché

"Il bello di Kerstin è che è bugiarda e - inconsapevolmente - anche ladra. E si auto assolve e si macera il giusto. 
Il bello di Kerstin è che ha una bella confusione in testa e nell'anima, adesso come adesso. 
Il bello di Kerstin è il suo saper bene quale sia la teoria, ma nella pratica le capita di inciampare più e più volte. E non è la sola. 
Il bello di Kerstin è che sa fare squadra con chi è più in difficoltà di lei. 
Il bello di Kerstin è che si è andata a incastrare da sola in una situazione che con il passare del tempo le scoppia tra le mani e diventa sempre più complicato per lei uscirne illesa. Ma ci riesce con la complicità di un amico vero, un paio, anzi tre, bravi genitori e un buon piano! 
Il bello di Kerstin è che è meravigliosamente piena di difetti: nulla di incorreggibile, s'intende. Tuttavia, in questo suo ribollire emotivo fa tutti quegli errori "previsti dal codice" che la fanno essere "doppia" e che le permettono di essere accettata senza troppo sforzo dagli altri. Compresi alcuni adulti che, anche da grandi, continuano a inciampare, esattamente come lei, davanti a lei."

ottobre 2025


Lento lentissimo, Jon Fosse, Lucio Schiavon (trad. Eva Valvo) 
Iperborea 2025 

perché

"Quel ragazzino di parole, carta e pennelli è proprio un bell'esempio di ragazzino in carne e ossa. 
Jon Fosse non si preoccupa minimamente di mettere in una storia per bambini altri bambini che siano bugiardi, furbetti, codardi e ritardatari. 
Questo è un bello scarto. Credo che il Nobel per la letteratura nel 23 non glielo abbiano dato a caso. 
E a parte questo che è già tantissimo, secondariamente, si potrebbe anche notare che una casa editrice italiana, seppure lasciando maturare al punto giusto le coscienze italiane per più di trentacinque anni, si assume questo rischio e pubblica questo testo. Magari confidando che l'adulto compratore non sia troppo perbenista e bacchettone e che nella capriola finale riesca a cogliere il sapore di una redenzione. Quale di fatto parrebbe essere."



Il rospo. E altre storie di Hans Christian AndersenValentina Pellizzoni, Silvia Molteni Topipittori 2025 

perché

"Rendere quei racconti - non credo sia un caso quella parola 'storie' nel sottotitolo - di nuovo attuali, svecchiare le sue ottocentate (e con esse tutto il lato religioso è saltato via) e mettere di nuovo in circolazione altro materiale che attesta una volta di più la potenza di un autore 'scomodo' agli occhi di un pubblico che ha cercato di fare di tutto per travisarlo. A partire dallo scempio fatto alla Sirenetta e al suo finale autentico, e alla scelta di selezionare solo ciò che non avrebbe urtato troppo i pensieri dei più piccoli: I vestiti nuovi dell'imperatore, Il brutto anatroccolo, Il soldatino di stagno, La piccola fiammiferaia. 
In tutte queste è chiara la morale, ma non fa loro mai troppo male. 
Valentina Pellizzoni ci dice che la sua scelta è stata dettata dal desiderio di sintonia con l'immaginario di Silvia Molteni, ma non è solo questo. 
Il motivo dell'ottima scelta di queste sei fiabe sta anche nel loro essere così sorprendentemente attuali e leggibili, a chi se la sentisse, da diventare fondanti moniti riguardo a questioni giganti..."

novembre 2025


 “Buon compleanno!” Heena Baek, (traduzione di Dalila Immacolata Bruno), Terre di Mezzo Editore 2025 

perché

"Buon Compleanno! non è solo una storia sul tempo e sugli effetti che esso provoca su grandi e piccoli di giorno in giorno. È forse soprattutto un racconto che mette a fuoco il punto di equilibrio dove si toccano mutamento e identità. Perché l’infanzia è tradizionalmente il momento dello stupore assoluto, ma anche il tempo in cui quello che è certo muta repentinamente. Ed è questo che Baek riesce a raccontare in questo albo traversale: quel mischiarsi agrodolce di emergente consapevolezza e residuo incanto tipico di ogni momento di crescita." 




L'ometto a cui non piaceva nulla, Pépito Matéo, Irène Bonacina (trad. Eleonora Armaroli) Terre di Mezzo 2025

perché

"La lettura di questa storia la si potrebbe paragonare a una giovane pattinatrice che fa scorrere veloce le lame dei suoi pattini, si muove con sicurezza, accelera verso il centro del suo esercizio, e quando è lì fa salti e piroette in aria. E poi riatterra per chiudere in bellezza con un inchino. 
Se il testo, così pieno di poesia (con un sacco di rime) e di filosofia, letteralmente canta nel leggerlo ad alta voce, dimostra tutta la sua difficoltà nell'essere illustrato..."

dicembre 2025



L'albero e il drago, Pierdomenico Baccalario, Chris Riddell, Il Castoro 2025 

perché

"L'albero e il drago è proprio una bella storia rotonda, ossia ha un preciso punto di partenza che diventa, come per incanto, anche punto di arrivo. Nel suo centro ne succedono diverse, ma la sua bellezza sta proprio in quel suo mordersi la coda. In quel suo acciambellarsi sul finale proprio nello stesso punto da cui tutto è nato. 
Ma come è giusto che sia, tanto è cambiato da quell'inizio con un drago cucciolo e goffo e un albero saggio, pieno di consigli e di suggerimenti. Ora alla fine della storia abbiamo un drago che si è fatto coraggioso e leale e un albero rimasto fedele alla sua consegna di fare da rifugio sicuro a chi vorrà sedercisi sotto."


Il re e il mare, Heinz Janisch, Wolf Erlbruch (trad. Angela Ricci) Gallucci editore 2025 

perché

"Il libro che nasce in Germania nel 2008 è perfettamente in linea con gli altri grandi libri di Erlbruch, e con quella cifra illustrativa, quella degli anni Duemila che arriva fino a L'orso che non c'era. 
Pochi segni sulla faccia del re per dargli forte espressione e ribadirla con la postura del corpo: occhioni sgranati, pochi segnetti su naso orecchie e guance e un tratto sicuro per la bocca e per gli occhi quando sono chiusi in estasi o in riflessioni. E su tutti questi re, la necessaria corona, a tre punte. Né piccola, né grande. 
I 21 incontri che il re fa con mare, gatto, ombra, pioggia, albero o scoiattolo ecc. ecc. sono delle pietre preziose che prendono luce dal loro essere molate alla perfezione. Sono dialoghi brevi, talvolta brevissimi, intorno a cui si costruisce il contesto che è ridotto all'osso. 
Non ci sono parole superflue, descrizioni inutili, aggettivi accessori. Si va dritti al finale che contiene in sé il nocciolo di senso. E ognuno troverà il proprio. 
Parrebbe che la chiave di tutto stia proprio in quella corona e in quel sentirsi re. 
Re del mondo. 
Ma al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, questo sovrano regna sul nulla, in tutta serenità..."


FINE

lunedì 28 luglio 2025

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LA GRAZIA

Il compleanno dello scoiattolo
, Toon Tellegen, Kitty Crowther 
(trad. Laura Draghi Salvadori) 
Feltrinelli Kids 2025 


NARRATIVA ILLUSTRATA PER MEDI (dai 7 anni) 

"Un po' più in là, in un angolo dove lo scoiattolo non andava quasi mai, c'era attaccato un altro biglietto, ma era così distante che lo scoiattolo lo leggeva solo una volta l'anno. Sopra c'era scritto: 'Il mio compleanno' . 
Una mattina, dopo aver letto per due volte il biglietto con la scritta 'Ghiande di faggio' e meditato davanti a quello con la scritta 'Essere allegro', lo scoiattolo rivide il terzo biglietto. 'Il mio compleanno' lesse. Allora si batté la fronte, strinse gli occhi e disse: - È vero! me n'ero quasi scordato! Il mio compleanno... Il cuore gli batteva forte. 
 Era quasi il suo compleanno." 

Per non dimenticarsi le cose Scoiattolo si appunta dei bigliettini sulle pareti di casa. Su uno c'era scritto La formica su un altro Ghiande di faggio...


Quello su cui era scritto Il mio compleanno gli fece venire in mente di organizzare una grande festa. Tutti invitati. Proprio tutti ricevettero la succinta lettera di invito scritta sulla corteccia di betulla. E tutti risposero entusiasti all'invito con un bel sì. 
A questo punto lo scoiattolo cominciò a curare l'organizzazione: preparò torte a non finire. Ognuna pensata in base ai gusti degli invitati. E lavorò alacremente e finì solo quando la festa era in procinto di iniziare. 
Nel frattempo gli invitati dalla loro parte preparavano regali: ognuno il proprio. Grandi o piccoli o minuscoli era tutti confezionati con cura. Poi passarono a pensare cosa indossare. A una festa non si può andare vestiti con ciò che si indossa ogni giorno... Tutt'al più lo si mette al rovescio! 
Poi si misero in cammino, uno dietro l'altro. 
Il primo ad arrivare (e meno male che arrivò perché lo scoiattolo era già lì che temeva di restar solo) fu l'orso che si informò delle torte... 
A ruota arrivarono tutti gli altri. 


Tutti, felici, consegnato il regalo e fatti gli auguri, mangiarono allegri e poi ballarono fino ad essere esausti, ma proprio in uno stato di grazia. 
Proprio una gran bella festa, nessuno avrebbe potuto dire il contrario. Quando si fece l'ora di tornare a casa, tutti, con i piedi stanchi, si rimisero in cammino, non prima di aver ringraziato e salutato con affetto sincero lo scoiattolo. Seduto nel silenzio sotto il faggio, sotto la luna si guardò intorno e concluse che era stata proprio una bella giornata... Poi si arrampicò sul faggio con tutti i regali che erano una pila. E poi si sedette sul tavolo con le gambe a penzoloni. Ed è proprio in questo momento, quando la notte arriva, dopo una giornata così importante, che nel cuore dello scoiattolo nasce un nuovo sentimento... 
E intanto la notte prosegue nel suo cammino. 

Un altro libro meraviglioso di Toon Tellegen, qui illustrato da Kitty Crowther. 
Si potrebbe chiedere di più? 
Pochi giorni fa, parlando con una amica, ho detto: a mio parere, tutto quello che è stato scritto finora, potrebbe essere assolutamente sufficiente per soddisfare l'intera umanità dei lettori. Per millenni si potrebbe campare di rendita. 
E lo penso davvero: a me, in tutta sincerità, basterebbero una trentina di libri del genere, di autori e autrici come questi due, per potermi sentire appagata come lettrice. Fino all'ultimo mio giorno, non credo di aver bisogno di altro. 
Forse non sono l'unica a pensarla così, visto che Feltrinelli adesso lo ripubblica, dopo averlo fatto uscire per la prima volta nel 2003. 
Toon Tellegen e Kitty Crowther, chi mi conosce lo sa, sono due stelle che hanno illuminato e guidato e ancora oggi fanno una bella luce nel mio firmamento personale. E mi indicano la rotta. 
In queste nove storie che hanno a che fare con il festeggiare e che sono abitate dai suoi magnifici animali del bosco si ritrovano i toni propri di tutti gli altri racconti di questo straordinario autore. 
Nel suo piccolo mondo brulicante di animali tra loro anche molto diversi - in cui il grande assente è l'uomo, mentre molto presenti sono i suoi sentimenti - c'è la consueta atmosfera piena di grazia. 
Ciascuno di loro ha caratteristiche proprie: ci sono i golosi, ci sono i timidi, ci sono gli affettuosi, ci sono i curiosi, ci sono i quieti e i festaioli, ci sono quelli che abitano sotto terra e quelli che si illuminano, volando. 
Ma tutti proprio tutti vivono in armonia, perché tra loro c'è comprensione e rispetto reciproco. 


Tutti sanno godere della propria gioia come di quella degli altri. 
E chi legge avverte chiara e forte la loro voglia di essere lì con gli altri, in quel preciso momento. 
Scoiattolo, uno dei personaggi di punta dell'immaginario di Tellegen, è pieno d'affetto per i suoi amici e li vuole tutti intorno a sé, prepara torte per tutti, conoscendo e assecondando i gusti di tutti. E tutti contraccambiano il piacere di stare con lui. Ognuno a modo proprio. Ed è in questo che Tellegen dà il meglio di sé: nel portare il proprio lettore in giro a vedere cosa significhi vivere bene, in una comunità, tra tanti e così diversi: una gioia leggere i differenti tipi delle torte - quelle pesanti che sprofondino all'occorrenza nel terreno, quelle di miele, quelle di erba, quelle color sangue per la zanzara. 
E ancora le varie mise che ciascun invitato sceglie per sé - dalle giacchettine rosse agli spolverini, dai berrettini lilla o verdi ai papillon gialli del tricheco. 
E ancora il confezionamento dei regali - grandi piccoli, rossi caldi o freddissimi. 
Una gioia profonda andargli dietro, pagina dopo pagina, nella costruzione di un mondo di pace e armonia... Un mondo di creaturine e creaturone, un mondo luminoso ma anche nero come la pece, di notte, un mondo assolutamente ideale per Kitty Crowther che le corrisponde fin nel profondo.
 

Insieme sono uno dei rari casi di binomio felice, oppure di assoluta perfezione raggiunta nella vicinanza: come pane e burro... 
E questa era solo la prima delle nove... 

Carla

Noterella al margine. Per saperne di più circa la mia passione per Tellegen e Crowther si può fare anche solo una ricerca qui in Lettura candita...

mercoledì 19 febbraio 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


RIPETERE NON GUASTA


Sorprendentemente, di anno in anno si moltiplicano le pubblicazioni che, sfruttando la data del 27 gennaio, raccontano in vari modi la Shoah. Tema spesso in passato affrontato con una certa svogliatezza, ora sembra essere nuovamente attuale, almeno a giudicare dalla quantità di titoli nuovi pubblicati sull’argomento. Un po’ sulla lunghezza d’onda delle polemiche provocate da un negazionismo mai sopito, un po’ per l’efficacia di testimonianze come quella di Liliana Segre, sembra davvero cresciuto il desiderio di informazione sull’argomento. E questa è una cosa buona, che fa in qualche modo da contrappeso agli episodi sempre più frequenti di antisemitismo e di rivalutazione delle figure criminali di Hitler e Mussolini.
Fra i testi usciti questo gennaio c’è anche ‘La musica del silenzio scritto da Luca Cognolato e Silvia Del Francia, già autori di un altro testo dedicato a Perlasca; in questo libro, pubblicato da Feltrinelli Kids, raccontano un episodio vero legato all’azione dell’uomo che, fingendosi prima console poi ambasciatore di Spagna, nella Budapest occupata dai nazisti, riuscì a mettere in salvo migliaia di ebrei. Raccontano la storia vera di due bambini, fratello e sorella, che nel giro di poco tempo passano da una vita agiata e gradevole alla condizione di emarginati, condizione che peggiora sensibilmente dopo l’invasione dell’Ungheria da parte dell’esercito tedesco. Non è solo la stella gialla, l’esclusione dalla vita civile, le angherie e gli insulti: essere ebreo, in quelle condizioni, fra i bombardamenti russi e l’occupazione nazista, vuol dire rischiare la vita ogni giorno. Lo sport, la musica i giochi della bimba più piccola sono solo un ricordo, mentre con l’avanzare dell’esercito russo aumenta la ferocia nazista. Comincia per i due bambini una fuga rocambolesca, con l’aiuto di persone che erano disposte a rischiare la propria vita; in questo modo i bambini raggiungono una casa protetta, che però resterà tale solo per poco. Ecco che compare in scena Perlasca, Jorge Perlasca, finto diplomatico spagnolo, che batteva le case protette per mettere in salvo gli ebrei che lì si erano nascosti.
Ai due bambini, la cui madre è stata portata via durante un rastrellamento e il cui padre è disperso, non resta che affidarsi a quest’uomo qualunque che ha saputo fare la scelta giusta nel momento più difficile.
La storia in sé ha il valore della testimonianza, il ricordo vivido dei gesti di coraggio che comunque, nel male dilagante della Seconda Guerra Mondiale, qualcuno ha avuto il coraggio di compiere. Attuale perché, di fronte a chi tenta improbabili rivalutazioni dei personaggi del regima nazi-fascista, mostra che anche nelle condizioni peggiori è possibile opporsi alla dittatura. Così come altre testimonianze, anche questa ricorda quale fosse la posta in gioco in quel conflitto e da quale parte, sia pure contraddittoriamente, stesse la ragione.
E’ una storia trattata con garbo, senza retorica, nello stile dello stesso Perlasca, che mai si vantò delle sue imprese. Una lettura scorrevole, quasi didattica per ragazzini e ragazzine dai dieci anni in poi.

Eleonora

“La musica del silenzio”, L.Cognolato e S. Del Francia, Feltrinelli kids 2020




lunedì 30 maggio 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


PERSI NELLO SPAZIO

La ormai celebre coppia Mizielinska e Mizielinski, i due autori polacchi conosciuti soprattutto per Mappe e Sottoterra. Sott'acqua, ritornano sulla scena italiana grazie a Mondadori, che ha pubblicato in questi giorni un testo di qualche anno fa. Voi siete qui! è un'impegnativa passeggiata nel cosmo che si svolge, come nei successivi titoli, mettendo insieme testo e immagine, per rendere più accessibile quello che è indiscutibilmente complesso.


Parliamo dell'universo e dei suoi confini, cominciando, per prima cosa, col definire le dimensioni del sistema solare. E già qui, se qualcuno ritiene che il nostro mondo sia metaforicamente al centro dell'universo, deve velocemente ricredersi: siamo piccoli piccoli, anche nel sistema solare non siamo certo i primi per dimensione. E poi, siamo forse soli nell'universo, argomento su cui presto torneremo, grazie ad un altro libro uscito recentemente, e siamo in grado di colonizzare altri pianeti, ricreando le condizioni di vita terrestri?


Altro argomento importante è quello dell'esplorazione dello spazio, attraverso le sonde e i satelliti, mentre le stazioni orbitanti intorno alla Terra sono degli importanti laboratori di ricerca. Ovviamente, molte pagine parlano dell'universo, dalle galassie ai buchi neri, riferendosi via via agli scienziati che ne hanno parlato: da Stephen Hawking, conosciuto al grande pubblico per i suoi affascinanti testi divulgativi, a Alan Stern, planetologo, o Freeman Dyson, fisico.


Ci sono domande filosofiche, che riguardano l'unicità della nostra esistenza, o più pratiche, se un giorno potremo sfruttare le risorse o abitare su altri pianeti.
Anche qui i due autori propongono una tipologia di testo divulgativo cui siamo poco abituati: si tratta infatti di un testo impegnativo, cento pagine dense di argomenti, proposti in modo semplice grazie all'uso delle illustrazioni, senza per questo togliere nulla alla correttezza delle informazioni. Il limite di questa edizione è data dal formato, più piccolo rispetto a quello usato nei testi successivi, dall'uso di una carta lucida, che non valorizza le immagini e da un rapporto ancora non perfetto fra testo e illustrazioni. Questo non toglie che costituisca una importante proposta per una fascia d'età poco considerata.


Ma se l'esplorazione dello spazio è un argomento affascinante per le nostre giovani lettrici e i giovani lettori, abbinerei alla lettura del testo anche il libro che Samantha Cristoforetti ha scritto insieme a Stefano Sandrelli, con le illustrazioni di Alessandro Baronciani: Nello spazio con Samantha, pubblicato da Feltrinelli.


Sulla traccia della corrispondenza della nostra popolare astronauta con una coppia di ragazzini selezionati all'uopo, il libro ricostruisce le esperienze vissute nello spazio, all'interno della Stazione Spaziale Internazionale. La corrispondenza diventa una sorta di diario, che descrive la vita di bordo, gli esercizi, gli esperimenti, affrontando, in schede di approfondimento, anche alcuni aspetti più teorici legati all'esplorazione dello spazio. Se quindi si svelano dettagli e curiosità della vita di bordo, scopriamo anche molte ricerche, svolte nelle condizioni particolari date dall'assenza di peso.


Tutto è molto scorrevole e all'apparenza naturale, quando in realtà è la descrizione di un'esperienza straordinaria.
Si tratta come si vede di testi impegnativi, che richiedono lettrici e lettori ben motivati, ma che non deluderanno gli appassionati scrutatori del cielo stellato, a partire dai dieci anni.

Eleonora

“Voi siete qui!”, A. Mizielinska e D. Mizielinski, Mondadori 2016
“Nello spazio con Samantha”, S. Cristoforetti e S. Sandrelli, Feltrinelli kids 2016


martedì 8 marzo 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LA POESIA SEI TU


Feltrinelli Kids ci regala l'ultima storia di Polleke, La poesia sei tu, dell'olandese Guus Kuijer: la ragazzina che avevamo lasciato, nella storia precedente, alle prese con la morte del nonno, ora deve fare i conti con il lutto, con il senso di vuoto che la perdita di una persona cara impone.
E' l'ultima estate prima dei tredici anni, quando cioè andrà al liceo e si separerà da tutti i suoi amici, da Consuelo a Mimun. Andare in scuole diverse non vuol dire perdersi, ma certo apre prospettive differenti, percorsi di vita che si stanno avviando in altre direzioni.
In questa storia sia Mimun che Consuelo hanno un ruolo fondamentale: Mimun, che come sempre passa l'estate in Marocco, torna con un dono, un bellissimo velo scelto insieme alla madre e con la bella notizia che non l'aspetta più un matrimonio combinato. Consuelo, che continua a mescolare spagnolo e tedesco, porta la sua cultura messicana a conforto del lutto di Polleke. Insieme vanno sula tomba del nonno e Consuelo ha portato da mangiare e da bere per i defunto: il suo punto di vista è che lui sia lì con loro e condivida quel pasto. Polleke non ha una visione religiosa e non sa come colmare il vuoto che sente, la profonda ingiustizia di aver perso una delle persone più amate. Si sente lontana dai riti della religiosità formale dei concittadini della nonna e per questo la conforta condividere con Consuelo un modo più solare di vivere la lontananza. Capisce alla fine che il miracolo non sta nel pensare il nonno vivo, intento a fare colazione con loro, ma nel conforto che i gesti di condivisione possono dare a chi resta.
Le due coppie formate da i suoi genitori separati sembrano avviate alla normalità, con tutti gli alti e bassi che questo comporta. Tutti insieme, compreso Mimun e Consuelo, vanno alla cerimonia di posa della lapide sulla tomba del nonno, ciascuno con i propri ricordi e col proprio diverso dolore. Polleke in quel momento comprende il senso della circolarità degli affetti, della condivisione anche nella diversità. Per volersi bene non è indispensabile pensarla proprio allo stesso modo, stare sotto lo stesso tetto o frequentare la stessa scuola.
Nello stesso tempo la ragazzina non smette di interrogarsi sul suo scrivere versi, strani, con la rima e senza, curiose sintesi di stati d'animo e sentimenti. Proprio quando pensa che il suo scrivere non abbia senso, arriva Walter, il nuovo compagno della madre, a rimettere a posto le cose.
Finisce l'estate, Polleke compie tredici anni e si avvia ad una svolta nella sua vita. Anche l'altra Polleke, la vitellina, è diventata una giovenca. Questo è diventare grandi, accettare che le cose, e le persone, cambino.
Con questa storia si conclude la vicenda della ragazzina meravigliosa creata da Kuijer, giustamente, con l'approssimarsi dell'adolescenza. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione di come la leggerezza possa veicolare nello stesso tempo una storia di crescita, in una vita molto vicina al vero, con le separazioni, le delusioni, l'inizio e la fine di amicizie o con la costruzione di qualcosa che resterà nel tempo. Nello stesso modo si parla di sentimenti veri, di dolori che capita di dover affrontare anche precocemente, di domande che i più giovani pongono e che gli adulti vorrebbero ignorare: se l'amore è davvero eterno, se ci si può voler bene da lontano, e poi la morte, la perdita, la fede. Tutto con una semplicità e un'immediatezza che fanno sparire gli imbarazzi e le mezze risposte.
Le storie di Polleke sono anch'esse una lettura necessaria per diventare grandi, così come lo sono per gli adulti che non sanno trovare le parole e la forza per spiegare.
Eleonora

“La poesia sei tu”, G. Kuijer, Feltrinelli Kids 2016


venerdì 5 febbraio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CORPO PRIGIONE


E' una curiosa coincidenza che mi sia capitato di leggere, a distanza di pochi giorni, due romanzi diversissimi, ma in cui il tema del corpo ha un'assoluta centralità.
Se nel romanzo della Oates, è la ricerca del corpo perfetto, contrapposto al corpo malato, a essere al centro della narrazione, in Melody, di Sharon M. Draper, tutto ruota intorno al corpo-prigione dell'undicenne, protagonista della storia, costretta su una sedia a rotelle e impossibilitata a parlare.
Passano ben undici anni della sua complicata vita, in cui dispone di rudimentali mezzi di comunicazione, perché qualcuno la doti di un sofisticato apparecchio che consente di verbalizzare i suoi pensieri.
Melody è intelligente e ha voglia di imparare, ma lo sa solo lei; lo pensano, contraddittoriamente, i suoi genitori, la signora V, cui viene affidata, e Catherine, l'ultima insegnante di sostegno capace di affiancarla nel difficile inserimento nel mondo dei 'normali'. I primi anni di scuola, infatti, li passa insieme ad altri bambini disabili, con capacità intellettive molto diverse. Poi, finalmente, questo gruppo di ragazzi viene inserito in una classe normale. Con l'aiuto della nuova 'macchina' parlante, Melody riesce finalmente a mostrare le sue capacità, tanto da essere inserita nella squadra che partecipa ad una gara a quiz per classi delle elementari.
Tutto sembra andare a meraviglia, salvo che, quando si tratta di partecipare alla finale, una serie di eventi casuali, e non, le impediscono di partecipare; non solo, un incidente mette a repentaglio la serenità della famiglia, coinvolgendo la sorellina più piccola.
Questo è lo snodo importante nel racconto: se fino a quel momento poteva sembrare una storia coronata dall'inevitabile lieto fine, ricordando da vicino Wonder, la presa d'atto che una condizione di minorità fisica non si modifica dall'oggi al domani rappresenta un solido aggancio con la realtà, quella fatta di pregiudizi, esclusioni, diffidenza, imbarazzo. Difficile fare amicizia con una bambina che a volte non controlla i propri movimenti, che sbava quando mangia, che è esteticamente 'diversa'. Bisogna essere 'speciali' per superare il muro dell'incomprensione: non a caso l'idolo di Melody è Stephen Hawking. D'altra parte, è anche comprensibile come la piccola protagonista si senta anche responsabile, colpevole degli 'incidenti' che le capitano.
L'autrice, madre di un bambino disabile, conosce bene la durezza della realtà e racconta con partecipazione cosa possa voler dire sentirsi imprigionati in un corpo che non obbedisce ai desideri, che non si muove come quello degli altri, sentendosi capace di dire moltissime cose senza essere in grado di pronunciare verbo.
Come in Wonder, anche qui i giovani lettori vengono coinvolti molto sul piano emotivo, ma il finale problematico consente anche di fare un passo indietro e di guardare a questa storia con una maggiore lucidità alle tante diversità che arricchiscono la nostra varia umanità, alle difficoltà che incontrano i disabili, alle incomprensioni di cui siamo tutti, chi più chi meno, portatori.
Lettura coinvolgente per ragazze e ragazzi a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Melody”, S.M. Drapner, Feltrinelli kids


sabato 2 gennaio 2016

ECCEZION FATTA!


Maggio 2015

Feltrinelli Kids 2001, 2015


perché...
"È, dunque, un continuo carosello di personaggi che si ripresentano con stravaganti variazioni, come se lo scrivere lettere fosse il vero senso della vita, la modalità principale con cui si allacciano relazioni, si fanno esperimenti, si risolvono problemi, in fondo ci si sente meno soli, come nel caso della talpa, che, dalle profondità delle sue gallerie sotterranee, scrive a se stessa per il piacere di trovare, di quando in quando, una lettera da leggere."




perché...
"Un equilibrato fondersi tra potenza e tenerezza, tra grandi e minuscoli attraversa l'intera storia. Il bambino e i suoi sei gatti che punteggiano le illustrazioni sono scriccioli di fronte al papà pescatore, alla spiaggia e al mare infiniti.
Tutta la storia è giocata su piccoli gesti, su sguardi che non sempre si incrociano, su atmosfere di grande suggestione, raccontate attraverso piccoli segni che il lettore può interpretare da sé. Molto di questa storia non è raccontato con le parole ma, efficacemente, attraverso la narrazione per immagini che penetra in chi legge senza fare rumore."

Giugno 2015



perché...
"Ella e i suoi amici sono personaggi indimenticabili, ingenui quanto richiede la loro età e, nello stesso tempo, fonte permanente di un allegro caos, che parte dal fraintendimento costante del significato delle parole per finire in un groviglio di azioni di cui il maestro è spettatore e vittima nello stesso tempo.La lettura è adatta a giovanissimi lettori e lettrici anche alle prime armi, ma è davvero gustosa anche per lettori più grandi. Anzi, consiglierei vivamente una lettura condivisa: i grandi sapranno godere del raffinato gusto dell'assurdo, i piccoli si divertiranno con queste storie in cui vince il pensiero bambino."



perché...
"La copertina sembra un manifesto che allude al senso più profondo della storia: nello sguardo dell'infanzia c'è un mondo fantastico. E quel lieve sorriso che è accennato sulle labbra è una sorta di marameo al mondo degli adulti, come a dire: io vedo cose che voi neanche potete immaginare...La curiosità di quel bambino e il desiderio di distinguersi dalla massa, informe e uniforme, che ingloba in se stessa ogni cosa, sono la sua energia per il tuffo. Il premio per aver avuto il coraggio di non omologarsi, di non essere ingranaggio di quel grande meccanismo, è il mondo di sotto, quel mare, profondo e senza limiti, in cui nuotano creature fantastiche e tanto colorate. Un mondo immaginario e immaginato che, ad evidenza, non è per tutti."



Luglio 2015



perché...
"Il romanzo cresce e, cammin leggendo, si irrobustisce e si articola in molti diversi intrecci che alla fine, letta l'ultima pagina, ne attestano la complessità, la profondità di analisi e la bellezza.
Insomma una storia piena di spunti interessanti in cui le mani del lettore affondano in temi tra loro molto diversi, ma sempre importanti: la morte, l'omosessualità, la violenza, l'affettività, l'accettazione di sé, l'amicizia, la lealtà, la diversità."





perché...
"Come sempre la Houdart indaga, va al cuore del tema e poi mischia le carte e ci illude. Come in una tavola di anatomia, lei ci fa conoscere la superficie e il cuore delle cose, poi tutto si intreccia: il grande con il piccolo, il giovane con il vecchio, il maschile con il femminile, tutti gli elementi si incastrano alla perfezione in una trama di oggetti e luoghi allo stesso tempo realistici, allusivi ed evocativi. Le sue immagini di grande impatto hanno la capacità di mischiare le carte in tavola, sotto gli occhi del lettore."


Agosto 2015





perché...
"L'infanzia è popolata di personaggi straordinari, del bene e del male che si combattono senza esclusione di colpi, di drammi infinitesimali che cambiano il corso della vita. Questo mondo di mezzo, fra realtà e fantasia, pieno di inquietudini, di oscurità, Neil Gaiman lo descrive con maestria: chi non ha combattuto epiche battaglie, avventure straordinarie, in compagnia dei personaggi che popolano la fantasia, non legga questo libro [...]
perché...
Diventare grandi è anche fare i conti con un desiderio che appare ancora oscuro, imbarazzante, colpevole. Ed è il confronto con un amico vero, disposto ad ascoltare l'alfabeto del silenzio, che consente di ritrovare la strada della normalità, l'affermazione di una verità liberatoria. Dunque, una grande storia di amicizia e una storia che ruota intorno al tema della paura di diventare grandi, del senso di colpa che ne deriva e del rifiuto del mondo adulto, segnato dall'inganno."



perché...
"I magnifici cinque è una storia allegra, piena di humor, di sensibilità, con risvolti inaspettati. Una storia in cui si respira l'aria dell'estate, dell'estate dei ragazzini. Quell'aria fatta di stupori, super poteri e, soprattutto, di gioco di squadra che sono i tre elementi che mi auguro siano presenti nell'estate di ogni ragazzino."

[continua]