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martedì 2 ottobre 2012

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

CONIGLIETTI MALIZIOSI E AFFETTUOSI




Questa volta il nostro coniglietto Simone, notissima creatura di Stephanie Blake, si arrovella su una domanda davvero imbarazzante: C’è un bambino nella pancia della mamma?; la mamma si porta nella pancia un fratellino o una sorellina, ma come ha fatto ad entrarci e come ne uscirà? Il papà, sui due piedi, non riesce a trovare una risposta soddisfacente e rimanda la spiegazione alla sera; Simone va a scuola con questo pensiero che gli ronza in testa e non riesce a non pensarci. Per fortuna ha un’amichetta, Lulù, molto sveglia, guarda caso, e gli si apriranno gli orizzonti della conoscenza. Questo episodio è davvero calzante, descrive bene le domande angeliche dei bambini, la loro versione delle spiegazioni che adulti imbarazzati gli propinano a mezza bocca. Divertimento assicurato per genitori disinibiti e bambini curiosi.


Ancora un coniglietto protagonista in Bacioespresso di Emile Jadoul: cosa può pensare un povero coniglietto se il suo papà non fa altro che correre al lavoro, rispondere al telefono, piazzarsi la sera davanti al computer, trovando il tempo solo per qualche velocissimo bacio espresso? Non può far altro che mettere fine alle corse trafelate del papà reclamando la giusta e doverosa dose di coccole. Perché i coniglietti, e i bambini, hanno bisogno anche delle coccole del papà. Potrei dire che anche i papà hanno bisogno delle coccole dei loro figli. Viva la tenerezza!
Eleonora






C’è un bambino nella pancia della mamma?”, S. Blake, Babalibri 2012
Bacioespresso”, E. Jadoul, Babalibri 2012
Per entrambi, età di lettura consigliata: a partire dai quattro anni.







venerdì 24 agosto 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


SOGNO NEL CASSETTO

FOCACCINE AL MIELE, Zeynep Cemali
Rizzoli 2012



NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)

"Mi fermai un attimo in cima alle scale che portavano al mio sogno diventato realtà poi scesi il primo scalino. Appena sfiorai l'interruttore sotto la scala a chiocciola si illuminò tutto quanto. Mi sembrava che il mio cuore avesse iniziato a battere per la prima volta in quel momento..."

Sila, quattordici anni, agnellino con l'henné, come ama chiamarla la zia, è in cima alle scale della sua casa ed è lì a guardare il suo desiderio che ha preso forma. Per tanti anni con la sua mamma aveva sognato di aprire in città, Istanbul, una caffetteria delle focaccine al miele. Ogni sera Sila, con la madre, aveva fantasticato e insieme ne avevano scritto via mail al padre sempre lontano per lavoro. Con la morte della madre tutto cambia: il padre, tornato a casa, lasciato il lavoro, si dedica a quello che era stato il sogno di moglie e figlia e lo fa diventare realtà. Acquistata la bottega dell'elettricista sotto casa, la trasforma (è un valente architetto, d'altronde) in una caffetteria che rispetti in tutto e per tutto le aspettative di chi l'aveva tanto immaginata e desiderata.
"...Un po' come una biblioteca. Un posto dove i vecchi possano leggere i giornali e le riviste, gli studenti trovino i libri di riferimento, i giovani passino il tempo. Non molto grande: sei, sette tavoli. Un posto dove trovi tè e caffè, bevande tradizionali tipo sorbetto di gelso, sciroppo di papavero..." e naturalmente le focaccine al miele, di cui Siva è maestra indiscussa.
Nella caffetteria un tavolino sarà del padre per tenere i conti e per continuare a fare i suoi progetti d'architetto, un tavolo sarà per la giovane zia, Rana, esuberante disegnatrice di gioielli, e nell'aria tutt'intorno si respirerà l'odore dei dolcetti e sarà un posto accogliente.
Questa è la storia di Sila, che si sveglia al mattino presto per sfornare e poi si mette il grembiule e va a scuola, ma è anche la storia di tutti coloro che frequentano la sua caffetteria. Giovani e vecchi, saggi o strampalati, i loro destini spesso li troviamo intrecciati e le loro storie, raccontate un po' come nelle Mille e una notte, laddove le narrazioni di Siva, piccola Sharazade, si 'incastonano' l'una nell'altra, tutte comunque contenute entro una storia cornice che è quella della caffetteria delle focaccine al miele.

Questo romanzo corale dal forte sapore mediorientale ha conquistato un posto nel mio cuore e ne consiglio vivamente la lettura a tutti. A mio avviso, le ragioni per farlo sono molte. Provo ad elencarle.
È una storia che parte da un sogno nel cassetto. Mi piacciono le persone che ne hanno, soprattutto se sono ragazzini.
È una storia di una bella paternità. Mi piacciono le storie con padri che fanno i padri e anche un po' le madri, qualora ce ne sia bisogno...
È una storia piena di umanità. Mi piace conoscere uomini goffi che sanno essere anche eroi, donne volitive che sanno anche riconoscere l'autorità, ladruncoli che hanno anche un gran cuore, ragazze e ragazzi, uomini e donne che riescono a superare i loro limiti, le loro difficoltà: persone che amano, che han paura, che si perdono, che si ritrovano, che regalano, che dimenticano,  che ricordano, che son mangiate dal rimorso o dalla gelosia, che si innamorano, senza accorgersene...
È una storia ben intrecciata. Mi piace farmi stupire da una narrazione che non sia lineare, che mi porti in giro per spazi e tempi diversi, imprevisti e che poi, alla fine, riconnetta il tutto in insieme armonico generale.
È una storia piena di odori e sapori. Mi piacciono le storie che hanno un profumo, un gusto, un sapore che posso immaginare e che mi accompagni nella lettura. Mi piacciono le storie che parlano di cibo e mi piace vedere che intorno al cibo si costruiscono relazioni (non a caso siamo in Lettura candita).

Carla

Noterella al margine. Confesso che esiste un'ulteriore ragione che mi fa amare questo libro: vorrei essere io al posto di Siva; con lei condivido il sogno...e chissà che anch'io, in vecchiaia,non possa magari 'aprire' il mio personalissimo angolo accogliente con pochi tavoli, biscotti allo zenzero e polpette di ogni sorta...

Seconda noterella al margine. Va da sé che la ricetta in coda al romanzo vada provata...ne sentirete parlare ancora, di focaccine al miele, tra sabato e domenica, direi.

martedì 24 luglio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


MA CHI ESISTE SENZA AMORE? (Serge Gainsbourg) 

MOLTO PRIMA DI TE, Rascal, Mandana Sadat
Cult Jeunesse, 2012


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

Molto prima di te...
Ho fatto un omino di macchie e il lavandaio l'ha cancellato.
Ho fatto un omino di pane e gli uccelli l'hanno beccato.


Con un vago sorriso sulle labbra, un bambino-omino vestito di nero con radi capelli in testa costruisce omini diversi, fatti di caramelle, di fil di ferro o di sabbia e ogni volta qualcosa interviene e li fa sparire: un goloso si mangia quello fatto di caramelle, acqua e vento arrugginiscono quello di fil di ferro, il mare ruba quello di sabbia. Testimone sempre presente e muto, un gatto 'liquido' di un azzurro intenso.


Nessuno degli omini fatti dall'omino nel corso della sua vita in solitudine riesce a durare, ma un bel giorno, portata da una barchetta fatta con un foglio di carta a pois, arriva una donnina, dai radi capelli lunghi, vestita di blu. 
E le cose cambiano, perché tra omino e donnina nasce l'amore che genera un ultimo e duraturo omino, fatto d'amore. Lui non sparisce, lui resta. Come pure la barchetta...

Una storia di poche parole, ma di grande intensità, poetica come una bella poesia.
In un perfetto connubio tra testo e immagine, questo albo illustrato è raffinato bello in ogni sua parte.
Grande sensibilità nella narrazione e nelle immagini e forte capacità evocativa di entrambe.
A lungo potrei ragionare sulla profondità e sulla leggerezza che caratterizza Molto prima di te. A partire dal titolo con quel molto che apre e che dice o suggerisce una precisa prospettiva di lettura.
Rivolto ad un piccolo da parte di un padre, il discorso che si apre con quel molto ha un sapore 'rassicurante'. Ciò che sto per raccontarti, sembra dire Rascal, è successo tanto tempo fa e con te non ha nulla a che spartire: tu, bambino mio, hai una storia tutta tua, fatta di qui e ora, ed è una storia diversa dalle precedenti, la tua durerà nel tempo.
Apriamo il libro e la storia comincia: un susseguirsi di tentativi di far nascere qualcosa che duri nel tempo, un crescendo di parole (in una buona traduzione di Tommaso Gurrieri) che evocano la complessità della maturazione di un uomo, fino al momento dell'amore e della voglia di fare un figlio.
Mandana Sadat 'dà corpo' al bel testo di Rascal e a quel 'molto prima di te' del titolo, dà forma all'idea che questo omino costruttore sia stato prima un bambino, quindi un ragazzino, poi un ragazzo e infine un adulto, ma ci racconta anche che i suoi occhi, con il passare degli anni, si velano di malinconica solitudine, fino all'arrivo di una compagna da amare e con la quale costruire quel 'qualcosa' che duri nel tempo.
Il mare si è portato via l'ultimo omino e il mare, secondo la Sadat, in cambio porta l'amore che dura.


Mandana Sadat regala al lettore un gatto blu che fino all'ultimo si limita ad esserci senza scopo apparente e che solo all'ultimo trova il suo posto nel mondo. Forse quel gatto blu non è altro che 'la spensieratezza' che ognuno ha fino al momento in cui non diventa genitore e che, all'atto della nascita,'regala' al suo piccolo?

Carla

Noterella al margine. Spero abbiate presente La grande question (Editions Etre, 2003), il libro di Wolf Erlbruch (La grande domanda, e/o, 2004). Di nuovo la grande question che attraversa un altro libro. È un libro per raccontare ad ogni bambino perché si nasce. Un libro per raccontare ad ogni bambino la strada che ha dovuto percorrere prima di essere ciò che è. Un libro per raccontare ad ogni bambino chi è il suo papà... e anche la sua mamma.

Altra noterella al margine. Mandana Sadat a me piace molto per la sua capacità evocativa che avevamo già visto in Italia in libri bellissimi come Dietro l'albero (Artebambini, 2004), Il giardino di Babai (Jaca book, 2004), o L'altro Paolo (Orecchio acerbo, 2006) o ancora nelle illustrazioni di una poesia di Jorge Lujan da titolo Sera d'inverno (Bohem Press, 2006). Consiglio anche visita al sito di Didier Jeunesse per capire ancora di più Rascal e il suo bel libro.

martedì 5 giugno 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


DOPO UNA LUNGA STORIA D'AMORE

GENITORI FELICI, Laëtitia Bourget, Émmanuelle Houdart
Logos, 2012



ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"I due innamorati esultarono, pensando che di lì a poco avrebbero scoperto la gioia di essere genitori. Si prepararono al lieto evento immaginando i meravigliosi momenti che avrebbero condiviso."

Vi ricordate il principe e la principessa innamorati che nel bellissimo L'aprentissage amoreux, tradotto in Italia da Motta junior con il titolo Una lunga storia d'amore (2008) sfidavano anche quei piccoli inconvenienti che con l'amore puro ed idealizzato hanno poco a che fare? Vi ricorderete certo il dilemma di fronte all'ultimo esemplare di gelato preferito (da entrambi), o al dubbio di non essere poi un principe così charmant, russando la notte, o una principessa sublime con tutti quei brufoli arrossati, o ancora la difficoltà nel trovare un accordo sul nome di battesimo da dare al loro futuro bambino.
Bene, ora ci siamo. C'è da sperare che nel frattempo abbiano trovato un nome che sia gradito ad entrambi, perchè ora il loro futuro bambino è stato 'messo in cantiere'.
In Genitori felici i due innamorati, principe e principessa, dopo aver trascorso in una indissolubile unione le serate alla luce dorata del crepuscolo tra suoni melodiosi, stanno per assaporare le gioie dell'essere genitori. Ma sono del tutto ignari delle prove cui stanno andando incontro. Dalle 'bizzarre voglie della principessa abitata' alle rughe inaspettate del bebè appena nato. Poche ore di sonno, pannolini puzzolenti, gelosie, incomprensioni, appetiti improvvisi, domande difficili, divergenze d'opinione in fatto di educazione sono sono le prime tappe del difficile mestiere di genitore.
Io personalmente molte di queste tappe le ricordo con grande lucidità e l'ultima in ordine di tempo, la partenza della figlia per Bologna, la rivedo qui.


 



















Allo stato attuale penso di poter condividere anche la risposta che la Bourget dà alla domanda delle domande: ma come avranno fatto a restare vicini malgrado tutte queste prove?

È uno di quei libri che si possono far leggere ai piccoli, in mezzo alla loro carriera di figli, ma anche e ai figli ormai già grandi, ma anche e soprattutto ai nostri compagni o compagne con i quali condividiamo il mestiere di genitore.
Tanto il testo di Laëtitia Bourget, quanto i disegni di Émmanuelle Houdart sono catalizzanti. Entrambe hanno infatti la rara capacità di condensare con estrema raffinatezza l'essenza di molte verità. È davvero molto quello che si 'coagula' in un testo poco più che scarno e in un disegno ricchissimo. La Houdart in Italia si è fatta conoscere al grande pubblico soprattutto nel suo gigantesco (in molti sensi) I Mostri ammalati (Il castoro, 2005). Non conosco bambino o ragazzino che, nel vederlo sullo scaffale di una libreria o di una biblioteca, non ne sia stato attirato e quindi 'catturato' nei mille canali, arterie pulsanti, in cui le grandi figure si animano. Già allora, ma anche oggi, il tratto inconfondibile, la cifra stilistica dell'illustratrice svizzera sta nella cura delle scelte cromatiche (spesso c'è una dominante di colore che cambia di tavola in tavola), nella resa di molti particolari come le texture, le suppellettili, gli arredi, nella sensualità delle figure. Il suo strabordante immaginario è capace di spaziare dalle tavole di anatomia alla mitologia classica, dallo stereotipo culturale all'impercettibile particolare dell'abbigliamento. Quest'ultimo aspetto, che forse non consapevolmente quanto un adulto, colpisce anche i più piccoli che a guardare i personaggi delle sue tavole si incantano, e nel contempo, possono conoscere e assaporare il 'bello', è l'elemento più eclatante, ma non è l'unico. Raffinatissimi rimandi, molteplici allusioni, simbolismi catturano di continuo l'attenzione degli adulti che hanno la fortuna di sfogliare questi libri accanto a un bambino.
All'ombra di un albero di succose ciliegie e di biberon, la principessa allatta il suo secondogenito e tiene un enorme portauovo sulle ginocchia mentre il principe offre su un vassoio una pietanza con contorno di piselli alla figlia più grande. A voi perdervi nella ricerca dei dettagli e degli echi tra un'immagine e l'altra.

Carla