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mercoledì 25 febbraio 2026

FAMMI UNA DOMANDA!

QUALE PRINCIPIO 


Ci sono delle volte in cui il sottotitolo di un libro riesce a descrivere il suo senso ultimo in modo molto più pregnante del titolo stesso. 
È questo il caso di Bang! (la vita per quel che ne sappiamo) con il testo di Ziggy Haraor e le illustrazioni di Cristobal Schmal, edito da Quinto Quarto. 

Sappiamo che certe cose sono vere. 
Sappiamo Pensiamo che certe cose sono vere. 
Sappiamo Pensiamo che certe cose siano vere delle verità. 

Questo è l’incipit di questo albo in forma di saggio. 
Si potrebbe dire senza problemi che questo è l’incipit dell’incipit visto che il libro tratta del vasto tema del Big Bang e dell’evoluzione della vita sulla Terra. 
L’autrice chiarisce fin da subito il focus del viaggio che ci vuole far fare: non solo un percorso che ricostruisce le tappe dell’evoluzione, quanto piuttosto un interrogarsi su ciò che l’umanità sa di questo meraviglioso e sorprendente processo. 


Il tema del dubbio mette radici già nel principio, “che non era un principio perché il tempo non esisteva”. Siamo solo a pagina tre e già il libro intesse con arguzia un filo rosso a unire scienza e filosofia. Che cos’è il tempo? Cosa c’era prima del tempo? Se non c’è un tempo, come si fa a iniziare? 
Una volta stabilito che in principio (non principio) tutto era compresso in un puntino, che possa partire la danza delle illustrazioni: che cosa è un puntino piccolo?
E può un puntino piccolo creare qualcosa di così grande? 
Certo che può: ecco illustrato il “famoso” Big Bang. 
La parola “famoso” è appoggiata sulla pagina che quasi sembra per caso, eppure anche lei concorre a dare profondità al libro, perché Hanaor pare voglia raccontarci una versione diversa della storia. 
Sembra dirci: suvvia il Big Bang lo conosciamo no? L’avete studiato! Rivolgendosi così a un doppio pubblico: quello dei bambini grandi, che già sanno (o degli adulti) e quello dei più piccoli (dai 5 anni), propensi ad ascoltare per la prima volta questa Storia delle Storie. 
Le illustrazioni di Schmal sono a volte evocative, a volte molto particolareggiate, proposte con tecniche miste che vanno dall’acquarello al collage. 
I tempi della Terra sono mastodontici come gli animali che la popoleranno. 
Come fare a dare l’idea di tempo lungo? 

“Se conti da uno a un miliardo ci metti 37 anni” 

Nell’avvicendarsi di tavole a tutta pagina e tavole più piccole, assistiamo alla storia evolutiva (e incredibile) del nostro pianeta. 


Vediamo la nascita delle piante, dei pesci, dei dinosauri, la loro estinzione. E di nuovo la vita che ricomincia e cambia e muta e si trasforma, si adatta. La varietà delle specie emerge ed emerge anche uno strano animale, un ‘ominide’. E gli ominidi facevano cose che gli altri animali non facevano. 


Arriviamo così alle ultime pagine: il mondo naturale si ritrae nelle illustrazioni, di un poco. Vediamo elencate le abilità degli uomini e delle donne. E da questo momento in poi, tutte le cose che succedono non possiamo più metterle nella categoria “eventi naturali”, ma in quella più complicata di “cose che fanno gli umani”. 
E queste cose non paiono belle ma d’altro canto non parevano belli nemmeno i cataclismi naturali dei terremoti e dei meteoriti, in effetti. 
Eppure c’è qualcosa sotto, che vince sempre e che è la trasformazione, il cambiamento, l’adattamento, ossia quella cosa che chiamiamo vita. 
Vita e morte sono intrecciate, eterne. Questo è ciò che sappiamo con certezza. 
Su tutto il resto rimangono dei dubbi, a certe domande non ci sono risposte, mentre ad altre a volte abbiamo risposto semplicemente male. 
Ma che la vita si rinnovi, quello è un punto fermo. 
Un punto come quello dell’ultima tavola: la nostra Terra, al centro di un universo nero, a fare da contralto al bianco del principio. Principio? Ma era un principio? 

Valentina 

"Bang! (La vita per quel che ne sappiamo)", di Ziggy Hanaor e Cristobal Schmal, trad. Gioia Guerzoni, Quinto Quarto 2026

mercoledì 10 settembre 2025

FAMMI UNA DOMANDA!

FACCIAMO CHE IO ERO… 


Stare, andare, essere, cambiare. Ritornare. 
Paradigmi dell’esistenza che si pongono solo apparentemente agli antipodi. La semplificazione conduce sempre a ragionare in modo binario, la divisione permette la differenziazione e una più rapida ed immediata individuazione delle caratteristiche. Questo non conduce però necessariamente a una comprensione approfondita. 
La scienza si è sempre mossa secondo assi, in alcuni casi verticali, in altri orizzontali, generando una ricchezza di nozioni che si sono sommate alle precedenti elaborate sulla base di un criterio stabilito. 
Che cosa succede però quando le ragioni con cui abitualmente giudichiamo un essere vivente, o un organismo in generale, vengono sbaragliate, quando cioè non ci avviciniamo al nostro oggetto di osservazione giudicandolo secondo le consuete classificazioni, ma cercando qualcosa che possa accomunarlo agli altri, anziché differenziarlo? 
Per accogliere una lettura di questo tipo occorre che ci si muova non più su uno spazio, ma sul tempo. Non ragionando più, o meglio non esclusivamente, su quello che può essere descritto in modo definitivo, ma su quanto ha ragione d’essere in relazione a un prima e a un dopo
Così la classificazione per specie non costituisce più il punto di partenza e quello dell’habitat è solo un aspetto che ci consente di comprendere meglio ciò che la natura è in grado tutte le volte di inventare; il sapere comune attribuisce alla scienza una grande capacità di osservazione, calcolo e deduzione, raramente di invenzione. 
Eppure la bibliografia in materia di scienziati e storia della scienza degli ultimi anni ci ha abituato a considerare come elemento essenziale per il lavoro di uno scienziato la sua capacità di immaginare. Se ci limitiamo a ipotizzare soluzioni unicamente logiche, a scegliere cioè solo quello che conferma il paradigma appreso in quell’ambito di indagine, probabilmente non andremmo molto lontano. Solo ammettendo che le soluzioni possono essere di gran lunga più estroverse possiamo riconoscere come plausibile ciò che apparentemente non lo è. E questo è un grandissimo esercizio di pensiero, perché spinge ad elaborare ipotesi al di fuori di un orizzonte esclusivamente umano. 
Se prendiamo ad esempio le età di alcune specie, ci rendiamo conto che quella che noi giudichiamo una fase iniziale della vita, accostabile all’infanzia, in alcuni casi può avere una durata di gran lunga superiore a quella della così detta età adulta. E dunque lo stesso valore attribuito ai concetti di infanzia e maturità sarà messo in discussione, vista la notevole differenza di durata rispetto a quello che accade nella specie umana. Vale allora per tutti riconoscere nella prima fase della vita una crescita progressiva e una preparazione al completamento della fase conclusiva? 


La scelta del titolo credo non sia casuale: cambiare, e non per esempio cambiamenti o trasformazioni. Il verbo all’infinito potrebbe essere anche un invito rivolto a tutti i lettori e quindi contenere già in partenza una connotazione di valore, una sorta di let’s change! Quante possono essere le ragioni per cui si cambia? il libro le esplora tutte indicandoci per ognuna il nome scientifico preciso e soprattutto ragionando e mostrando come questa adottata sia una soluzione alla quale le specie sono pervenute dopo secoli di evoluzione. In pratica nessuna di queste rappresenta l’unica possibile, o quello che potremmo dire la migliore in assoluto, ma quella che ha consentito la sopravvivenza in un contesto naturale particolare. E soprattutto nessuna di queste appartiene in esclusiva a una specie, ma possiamo rintracciarla in tante e scoprire come ogni volta sia stata adeguata a una necessità differente.  


D’altro canto Darwin ci ha insegnato che non è l’individuo più forte che sopravvive, bensì quello che meglio degli altri è in grado di adattarsi. L’evoluzione è ancora sotto i nostri occhi e appartiene ad ogni specie, compresa la nostra! L’illusione dell’uomo probabilmente è tutta nella presunzione della scelta e nella convinzione che quella compiuta sia la migliore possibile.


Ciò che questo libro racconta e dimostra invece è che ogni cambiamento ha un costo e che il lungo tempo impiegato da ogni specie per metter a punto questo processo è servito in gran parte anche a renderlo più tollerabile. 
I cambiamenti sono di forma, di dimensione, di colore, di sesso, di luogo. La migrazione fa parte di questa casistica perché gli ambienti per primi sono soggetti a cambiamento e chi li abita deve adeguarsi, attrezzarsi, in alcuni casi spostarsi. 
A corredo di questi contenuti ci sono gli agili e quasi guizzanti disegni di Francesca Ballarini che bene si adattano ad illustrare proprio quello che non può restare fermo e immobile. Le sue tavole, che pure restituiscono una rappresentazione senza dubbio realistica, rivelano un certo gusto per il “non finito”, come schizzi veloci di una mano che non può indugiare a lungo sul soggetto. 


Sebbene l’uomo sia incluso tra le specie animali e sia stato ovviamente oggetto di evoluzioni e cambiamenti morfologici e funzionali, a lui il libro dedica le ultime pagine attribuendogli un tipo di mutazione differente da tutte le altre: quella culturale. Quella sola che consente di fatto di simulare, riprodurre, riformulare tutte le altre, di compiere quegli atti cioè che appartengono all’arte, alle religioni, alla scienza e non meno al gioco. 

Teodosia 

Cambiare. Trasformismi, metamorfosi, migrazioni nel regno animale di Federica Buglioni, illustrazioni di Francesca Ballarini, Topipittori 2025 


lunedì 14 novembre 2022

FAMMI UNA DOMANDA!


L’ANIMALE PIU’ PERICOLOSO DEL MONDO


Yuval Noah Harari, storico e filosofo, ha raggiunto un successo planetario con il saggio ‘Sapiens. Da animali a dei’ e poi con la versione a fumetti, in due volumi; tutti titoli pubblicati in Italia da Bompiani. Ora, lo stesso editore pubblica una versione per ragazzi, intitolata ‘Noi inarrestabili. Come ci siamo presi il mondo’, con le illustrazioni di Ricard Zaplana Ruiz.
La questione di fondo, posta dal libro di Harari, riguarda la comprensione della diversità umana rispetto al mondo animale cui appartiene e la specificità del Homo Sapiens rispetto alle specie umane con cui ha convissuto nella Preistoria.
Per dare risposta a una domanda così complessa, l’autore racconta con brevi capitoli ed una terminologia molto chiara l’evoluzione della specie umana e i profondi cambiamenti portati dalle prime grandi invenzioni ‘tecnologiche’: il fuoco, l’uso di strumenti in pietra e così via.
Quello che però contraddistingue soprattutto, ma non esclusivamente, la specie Homo Sapiens è il pensiero astratto, quindi la capacità di unire le comunità con un ‘racconto’ comune, e l’organizzazione di grandi gruppi che questo consentiva. La tesi, che denota un approccio soprattutto antropologico, è che la capacità di creare un universo simbolico abbia fornito ai nostri progenitori la possibilità di compiere un salto di qualità nella caccia alle grandi prede. Esempio, fra tutti, l’estinzione della mega fauna in Australia e in America, successiva all’arrivo dei Sapiens in quei territori.
Interessante la descrizione della vita delle comunità di cacciatori raccoglitori, così come il confronto con la nostra dimensione sociale contemporanea. Il libro ha due evidenti finalità: spiegare ai più giovani la storia della comunità umana cui tutti apparteniamo e, nello stesso tempo, sottolinearne l’immenso potenziale distruttivo, già evidenziato nel Pleistocene e poi continuato con le numerose estinzioni provocate dalla presenza umana. Il libro termina con un esplicito invito ai più giovani a farsi parte attiva nel modificare quello che non è un destino, ma una precisa scelta.
La finalità di Harari, di rendere maggiormente consapevoli i più giovani delle responsabilità della nostra specie nel futuro del mondo, è, con qualche riserva, condivisibile e importante. Forse un po’ forzato cercare nella Preistoria le radici di un modo di stare al mondo, un modo predatorio, ma l’intento è nobile, mostrandoci un ritratto a tinte forti della nostra specie. In particolare trovo che sia parziale il punto di vista che ci attribuisce solo un ruolo da spietati distruttori: infatti, come spesso si è sottolineato, non siamo solo i carnefici, ma anche le vittime, quelli la cui vita è messa a repentaglio dai cambiamenti climatici, e non solo, da noi stessi alimentati. Non è nemmeno detto che il mondo finisca con noi, ci sono molte specie resilienti, capaci di sopravviverci.
Inevitabilmente c’è qualche semplificazione: la coesistenza fra Sapiens e Neanderthal in Europa è stata molto più lunga di quanto Harari faccia supporre e così anche per altri aspetti.
Trovo comunque meritoria e stimolante questa traduzione della Preistoria in chiave ‘presente’, come annunciasse già le contraddizioni che abbiamo davanti agli occhi, quella grande potenza creatrice e, nello stesso tempo, un altrettanto grande potere distruttivo.
Consiglio la lettura a ragazzi e ragazze interessati alla storia, ma anche a quelli che vogliano trovane nuovi argomenti alla critica del mondo attuale, a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Noi inarrestabili. Come ci siamo presi il mondo”, Y. N. Harari, ill. di R. Zaplana Ruiz, Bompiani 2022





 

venerdì 18 febbraio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

VIVA DARWIN (SECONDA PARTE)


Con tempismo perfetto, esce per i tipi di Editoriale Scienza un bel libro dedicato al padre dell’evoluzionismo: ‘Charles Darwin. L’origine delle specie’, scritto da Anna Brett e illustrato da Nick Hayes.
Le prime pagine di questo volume di grande formato sono dedicate ai cenni biografici su cui non mi soffermo, rimandando all’eccellente libro già esaminato
Il testo prosegue esaminando le idee in voga ai tempi del giovane Darwin, raccontando in breve le teorie di Erasmus Darwin, nonno di Charles, del geologo Lyell, di Lamarck. Segue la breve descrizione del viaggio sul Beagle, per poi affrontare il cuore dell’evoluzionismo darwiniano.
Con grande chiarezza, l’autrice descrive in termini generali la teoria evoluzionistica: la presenza di variazioni spontanee nella trasmissione di caratteri ereditari all’interno della stessa specie e la lotta per la sopravvivenza, che consente il prevalere dei soggetti più adatti, realizzando quello che chiamiamo selezione naturale. Ad influenzare il pensiero di Darwin concorre la teoria sulle popolazioni di Malthus: sulla Terra le risorse naturali crescono più lentamente delle popolazioni che li utilizzano; ne consegue una costante lotta per la sopravvivenza.
La biosfera dunque, non è l’espressione di un progetto divino, che ha collocato ciascun tipo di animale in un habitat a lui destinato: le specie sono, al contrario, continuamente mutate e alcuni di questi cambiamenti sono risultati favorevoli rispetto all’ambiente, anch’esso soggetto a cambiamenti. Proprio questi cambiamenti sono stati all’origine del fenomeno delle estinzioni.


Fa parte del patrimonio ereditario anche quell’insieme di comportamenti che consentono la sopravvivenza, concetto che sarà alla base della moderna etologia.
Darwin notò anche che la competizione fra membri della stessa specie non riguardava solo le risorse alimentari, ma anche la possibilità di riprodursi: il soggetto con maggiori capacità ‘seduttive’ aveva dunque anche maggiori probabilità di avere una numerosa discendenza.
Non erano pochi i problemi teorici da affrontare: come si trasmettessero i caratteri tipici di una specie e quali meccanismi ne determinassero i mutamenti; il tempo richiesto per l’effettivo affermarsi di nuovi becchi, nuove ali, nuovi zoccoli; il senso di caratteri non più utili, che tuttavia permanevano, nonché variazioni del tutto inessenziali alla sopravvivenza; la difficoltà di ricostruire, considerata la scarsa quantità di fossili, le forma intermedie fra due tipi, antico e recente, della stessa specie; la spiegazione dell’altissima specializzazione di organi e morfologie, che hanno sempre fatto pensare ad un disegno divino.
A risolvere in parte questi quesiti hanno contribuito la genetica e la geologia. La genetica ha spiegato i meccanismi di trasmissione dei caratteri e le loro mutazioni; la geologia ha descritto i mutamenti della Terra, lo spostamento dei continenti, i sommovimenti della crosta terrestre. L’albero della vita immaginato da Darwin ha acquisito nuova concretezza e numerosissimi dettagli.


Così siamo arrivati ai giorni nostri, con questa interessante, approfondita carrellata su una delle teorie scientifiche più ‘scandalose’ della storia recente.
Di questa appassionante storia il libro scritto con precisione da Anna Brett è una sintesi preziosa, forse il miglior libro sull’evoluzionismo, dedicato ai ragazzi, che abbia letto finora: è estremamente chiaro anche nei passaggi più complessi, ricostruisce il clima culturale dell’epoca, sottolineando l’impatto rivoluzionario nel contesto dell’Inghilterra vittoriana. Infine mette in luce quelle problematicità che solo lo sviluppo successivo della biologia ha potuto superare.
Come è giusto che sia, si fornisce a ragazze e ragazzi un’immagine complessa della scienza, del suo faticoso farsi strada per comprendere al meglio ciò che ci circonda.
Consiglio caldamente la lettura a ragazze e ragazzi curiosi e appassionati di scienza, a partire dagli undici anni, così come indicato dall’editore italiano. Dispiace notare che l’editore anglosassone indica i nove anni come età di riferimento.
Abbiamo ancora molta strada da fare.

Eleonora

“Charles Darwin. L’Origine delle specie”, A. Brett e N. Hayes, Editoriale Scienza 2022



venerdì 27 settembre 2019

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


QUESITI NASCOSTI FRA LE RIGHE


E’ forse il libro recente, e ne sono usciti diversi sull’argomento, più completo nel trattare il tema dell’evoluzionismo: ‘Meravigliosa evoluzione. Il viaggio della vita’, di Anna Claybourne, autrice
scozzese di testi di divulgazione, con le illustrazioni di Wesley Robins, è pubblicato dall’impareggiabile Editoriale Scienza.
Si tratta di un libo non facilissimo, adatto a lettrici e lettori dai dieci anni in poi, che affronta il tema fondamentale dell’infinita varietà dei viventi. Finalmente c’è una descrizione abbastanza dettagliata dei motivi fondanti dell’evoluzionismo: la varietà e le continue variazioni spontanee su cui opera la selezione naturale, l’adattamento all’ambiente, la nascita di nuove specie. Nel dare finalmente visibilità ad Alfred Russell Wallace, naturalista contemporaneo di Darwin, si rende più chiaro il clima dell’epoca, le molteplici ricerche che portarono a ‘L’origine delle specie’. Ma si parla anche di convergenze evolutive,
di estinzioni, della storia della vita sulla terra. Tutto, con un linguaggio molto chiaro e con approfondimenti nelle didascalie. Non può mancare l’evoluzione umana e il nostro essere parte di un ‘tutto’ vivente, con cui condividiamo un bel pezzo di Dna.


E’ davvero un bel libro, ricchissimo di informazioni, organico, capace di dare risposte ai giovani naturalisti che cominciano ad approfondire l’argomento. In questi casi, in cui si affrontano tematiche importanti e complesse, è importante tutto lo staff che sta dietro il lavoro dell’autore: consulenti, revisori,collaboratori, traduttori che rafforzano la qualità del testo.
Ma quello che mi ha colpito, in un’esposizione in gran parte assertiva, sono i potenziali dubbi e le domande che possono sorgere, o si possono far sorgere: ad esempio il concetto di specie, che ci porta dritto dritto a parlare dello ‘statuto’ dei concetti scientifici. Se noi consideriamo specie diverse quelle che non danno ibridi fecondi, come spieghiamo gli incroci fra lupi e cani?
L’albero della vita, lo schema con cui spesso si rappresenta il processo evolutivo, indica realmente un ‘progresso’? Si potrebbe continuare, e mi auguro che tanti insegnanti utilizzino questo libro anche in classe, cogliendo di pagina in pagina gli spunti offerti da un testo molto ricco. Se posso individuare dei difetti, questi si riducono ad aver lasciato poco spazio alla storia della scienza, e a tutti i suoi dubbi, e ad avere illustrazioni non sempre all’altezza, nonostante l’indiscutibile validità dell’autore.


Con un approccio opposto, l’originale ‘Come sono arrivato qui?’, di Philip Hunting, pubblicato da Nord-Sud edizioni: qui il focus è sull’evoluzione umana, non dimenticando però quanto è successo prima. Il testo è breve ed improntato all’ironia, ben supportato dalle immagini, che sostengono l’approccio apparentemente scanzonato.
Ma nello stesso tempo si enunciano concetti importanti, come per esempio che siamo tutti, ma proprio tutti, fatti delle particelle originarie, che risalgono al big bang, tanto per dirne una. La strada scelta, rispetto al libro di cui ho parlato prima, è opposta: il testo è ridotto al minimo , ma quel minimo è di grandissima densità, e l’immagine chiarisce quello che il testo non dice.
Anche la fascia d’età è differente: qui possiamo proporre la lettura a naturalisti e biologhe in erba a partire dai nove anni, purché dotati di grandi curiosità.


Il ‘natale’ scientifico, cioè le proposte editoriali pensate per le strenne di fine anno, al momento si concentrano proprio su due grandi argomenti: l’evoluzionismo e la storia della vita, da una parte, e l’universo e le esplorazioni spaziali dall’altra, con risultati, a volte, eccellenti, come nei due esempi che vi ho riportato. Mi auguro sia davvero il segno di un rinnovamento di questo settore dell’editoria per ragazzi, che sconta ancora qualche ritardo rispetto alla produzione internazionale.
Buona lettura!

Eleonora

“Meravigliosa evoluzione. Il viaggio della vita”, A. Claybourne e W. Robins, Editoriale Scienza 2019
“Come sono arrivato qui?”, P. Bunting, Nord-Sud Edizioni 2019

mercoledì 29 novembre 2017

FAMMI UNA DOMANDA!

INSETTI E GALLINE, PER MENTI BRILLANTI

Oggi vi presento due libri di divulgazione scientifica che hanno molti punti in comune: sono un eccellente prodotto made in Italy, sono rivolti a un pubblico di ragazze e ragazzi con uno spiccato interesse per la scienza e qualche nozione di biologia e, infine, sono fatti con testi precisi e approfonditi, accompagnati da un adeguato apparato iconografico.


Il primo che vorrei sottoporvi è Il mondo segreto degli insetti. Una guida alla scoperta degli animali più incredibili e numerosi del Pianeta, pubblicato da Editoriale Scienza. L'autore, Marco Di Domenico, è un biologo, ottimo divulgatore, nonché illustratore in prima persona delle immagini 'scientifiche'. Lo affianca, con le altre illustrazioni, Laura Fanelli. Per dirla in sintesi, questo è un vero libro sistematico sugli abitanti più numerosi della Terra, che rappresentano l'ottanta per cento delle specie viventi, e parliamo ovviamente delle specie conosciute.

Bene, in questo babilonico microcosmo, il nostro autore ci conduce per mano descrivendo con precisione le caratteristiche anatomiche e funzionali degli insetti; ci mostra come volano, come mangiano, come si riproducono. Infine racconta quell'aspetto misterioso e affascinante che riguarda la vita sociale di api e formiche.

 
Molti gli aneddoti, ma soprattutto tanta informazione, con alcune schede finali che consentono ai giovani scienziati e scienziate di riconoscere gli insetti che popolano i nostri terrazzi e giardini. Mi ha colpito la capacità di sintesi e la chiarezza dei testi, pur nella precisione della esposizione. Molti appassionati/e di questo argomento trovano finalmente un testo all'altezza delle loro aspettative.


L'altro libro riguarda un argomento popolare, i dinosauri, ma anche questo è un testo che punta sull'informazione competente e attenta, sottolineando un aspetto di solito poco trattato: il legame evolutivo fra antichissimi animali estinti e quelli che oggi popolano la Terra. Il libro è il prodotto del lavoro di Cristina Banfi, Cristina Peraboni e Rita Mabel Schiavo dell'Associazione Didattica Museale di Milano, con le belle, efficaci illustrazioni di Roman Garcia Mora; il titolo, efficacissimo, è Questo pollo è un T-Rex. Il grande libro dell'evoluzione animale, pubblicato dal National Geographic kids. 

 
I capitoli non sono molti ma sono molto chiari attraverso un'esposizione lineare e immagini che contribuiscono ad esplicitare il testo. Gli argomenti principali riguardano gli uccelli, a partire dalle nostre galline fino agli struzzi, i felini, i coccodrilli, i proboscidati, i marsupiali, i bradipi. Ce n'è da stuzzicare l'attenzione di non poche ragazzine e ragazzini, dotati di qualche nozione di biologia.
Finalmente un libro sui dinosauri che non punti all'effetto paura di fronte a quelle gigantesche macchine di predazione. Finalmente un libro che spieghi in modo chiaro le parentele e i fili che legano il presente e il passato, mostrando con quale metodologia si eseguono questi raffronti. L'unica aggiunta che avrei fatto, per rendere tutto più chiaro, una linea del tempo per collocarvi gli esemplari trattati.


Come ho spesso sottolineato, è importante nutrire le esplosive intelligenze dei più giovani con testi che rispettino la loro intelligenza, che ne stimolino l'infinita curiosità per ampliare ancora il loro campo d'interesse. E' una grande soddisfazione constatare che l'editoria italiana può produrre da sé risultati eccellenti.
Mi sembrano delle belle proposte, in questa chiusura d'anno fin troppo affollata di 'strenne'. Grazie agli editori che riescono a distinguersi per lungimiranza e qualità delle proposte.

Eleonora

“Il mondo segreto degli insetti. Una guida alla scoperta degli animali più incredibili e numerosi del Pianeta”, M. Di Domenico, ill. L. Fanelli, Editoriale Scienza 2017

“Questo pollo è un T-Rex. Il grande libro dell'evoluzione animale”, ADM Milano, ill. R. Garcia Mora, National Geographic kids 2017


lunedì 22 maggio 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


LA VITA E IL SUO MISTERO


Il libro di Jan Paul Schutten, Il mistero della vita, pubblicato ora da L'ippocampo è una miniera di sorprese. E che sorprese!
La prima, se vogliamo la più semplice, è rappresentata dal fatto che è uno dei pochi preziosi libri di divulgazione dedicati a ragazze e ragazzi dai dodici anni in poi. Un libro che parla di tematiche estremamente complesse: la nascita della vita sulla Terra, la teoria dell'evoluzione di Darwin, la genetica, la possibilità della esistenza della vita in altri pianeti. Su alcuni argomenti magari ci si sofferma poco, ma la sintesi è uno dei pregi maggiori del testo.


Tematiche affascinanti, dunque, trattate in modo sintetico, ma molto preciso e, qui la seconda sorpresa, con un linguaggio ironico che alleggerisce e non di poco l'andamento della trattazione. Sono molti i concetti difficili, i passaggi delicati, che sono sottolineati anche grazie alle metafore divertenti e agli esempi che fanno riferimento alla vita quotidiana.
La terza sorpresa sta nel libro inteso come oggetto: la qualità della carta, la cura dell'impaginazione, le belle illustrazioni di Floor Rieder sottolineano quanto questo libro voglia essere un libro importante: una sorta di bibbia laica che introduce i giovani lettori e lettrici ad alcuni dei più grandi misteri teorici, che hanno assillato pensatori, scienziati, filosofi e teologi da quando l'uomo ha l'uso di tramandare il proprio pensiero.


E qui, l'ultima sorpresa, la più significativa: dove tutta l'argomentazione porta, cioè all'interrogativo principe che avvolge la nostra esistenza. Nei capitoli finali di questo libro ecco apparire in tutta la sua chiarezza l'interrogativo se la vita sulla Terra e, in ultima analisi, il senso della nostra esistenza, siano da far risalire all'intervento divino o siano il frutto dell'azione di forze naturali. Più e più volte, nel corso della trattazione, l'autore fa riferimento alle teorie creazioniste, esponendone le argomentazioni, e conclude riassumendo la propria posizione e quella, quantitativamente non secondaria in alcuni paesi, di fa risalire ogni cosa all'atto creatore di una entità divina.
Giustamente termina con un invito, rivolto ai giovani lettori e lettrici, a farsi una propria opinione, anche se tutto il testo è una pacata e seria confutazione delle tesi creazioniste.


Abbiamo di fronte, quindi, uno di questi testi che segnano un prima e un dopo, nell'ambito dei testi di divulgazione: così come per Mappe, Zoottica, Il libro delle Terre immaginate e altri che non cito, questo Il mistero della vita segna una svolta, dimostrando che si possono proporre testi impegnativi, argomenti importanti e controversi, a ragazzi e ragazze che vogliano approfondire tematiche così fondamentali. Non l'informazione veloce e sintetica di internet, ma un testo che insegna a ragionare sulle informazioni, a farsi domande e ancora altre domande, che insegna a non accontentarsi delle risposte facili. Che aiuta, in poche parole, a costruirsi un sano spirito critico, la capacità di formarsi proprie opinioni, autonome dai 'rumors' mediatici.
E ancor di più dimostra che con i più giovani si può e si deve ragionare su tutto, aiutandoli a trovare una propria strada e magari un percorso di studi.
Senza togliere a un argomento così vasto e così affascinante quel senso di stupore e di meraviglia che è all'origine di ogni pensiero.

Eleonora

“Il mistero della vita”, J.P. Schutten, con le illustrazioni di F. Rieder, L'Ippocampo edizioni 2017


venerdì 18 marzo 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


 LA STORIA DI GEA


Secondo la mitologia greca, Gea, la Terra, è una divinità primordiale, seconda solo a Chaos. Ed è questo nome che Luca Novelli attribuisce alla protagonista del suo libro, della collana I genietti: Ciao, sono Gea. Vera storia di un pianeta unico nell'universo, pubblicato da Valentina Edizioni.
Con la consueta abilità narrativa, l'autore ci racconta, dunque, la storia della Terra, dalla sua nascita 4,5 miliardi di anni fa fino all'affermazione del più potente bipede, l'Homo Sapiens.


Con grande interesse seguiamo le vicissitudini di questo ammasso incandescente, da cui per uno 'sfioramento' da parte di un grande asteroide è nata anche la Luna. Per capire come da un ambiente del tutto inospitale possa essere nata la vita, bisogna avere qualche nozione di chimica: l'autore ci prende per mano e con grande semplicità ed efficacia ci racconta cosa sono gli atomi e le molecole, cosa sono gli elementi e quale fortunata reazione ha dato vita, nel brodo primordiale, ad una molecola specialissima, a doppia elica, capace di dividersi e riprodursi.
Da qui inizia un'altra storia che ci porta a parlare di evoluzione, di forme di vita primordiali, della pikaia e dei trilobiti, di dinosauri e di estinzioni di massa. Fino ad arrivare ad argomenti più conosciuti dai giovani lettori, relativi alla preistoria.


L'argomento è complesso e affascinante, appartiene a quella categoria di domande 'cosmiche' che spesso mettono in difficoltà genitori ed insegnanti. Luca Novelli è un vero maestro della sintesi, riesce a sciogliere la complessità in un'esposizione chiara e dettagliata, dove semplificare non è mai banalizzare. Lo fa utilizzando una forma espressiva molto discorsiva, che utilizza l'ironia per colpire la fantasia e rendere 'digeribili' quei concetti astratti che sono necessari a comprendere un determinato argomento.
E' un libro agile, alleggerito dalle efficaci e divertenti illustrazioni dello stesso autore; può essere usato a fini didattici, e in questo è ben più divertente di tanti libri di carattere 'enciclopedico', ma può essere anche una lettura di approfondimento per quei non pochi lettori e lettrici che hanno voglia di saperne di più, dagli otto, nove anni in poi.


Alla fine della lettura si ha la piacevole sensazione di padroneggiare, almeno un po', alcuni fra gli argomenti più affascinanti della scienza: la storia del nostro pianeta, la nascita della vita e la sua evoluzione fino al mondo naturale come lo conosciamo oggi. Non mancano gli interessanti riferimenti alle mitologie, che potrebbero, per esempio, invitare a riprendere in mano testi come Il libro delle Terre immaginate o Sotto terra. Sott'acqua, uscito poco prima di Natale.
Curiosa la scelta di inserire un 'forse' nel titolo, ripetuto nell'ultima pagina, ad indicare che in realtà non sappiamo se ci sono in effetti altri pianeti abitati nell'universo, solo alla fine del libro. Quasi a significare che qualsiasi acquisizione ci sia, non farà altro che generare nuove e feconde domande.
E sicuramente condivisibili le citazioni presenti all'inizio e alla fine del testo, fra cui quella di Andy Warhol: 
 
Avere una Terra
e lasciarla com'è
è la miglior forma d'arte
che si possa fare

Eleonora

“Ciao, sono Gea”, L. Novelli, Valentina Edizioni 2016

mercoledì 3 giugno 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CALPURNIA, PIU' GRANDE


Il mondo curioso di Calpurnia, ovvero un nuovo anno da vivere con l'intrepida ragazzina texana, capace di rivoluzionare il rigido mondo dei proprietari terrieri.
Siamo nel capodanno del 1900, ma il nuovo secolo non segna grandi cambiamenti nel modo di pensare della famiglia Tate. Calpurnia, fra una lezione di piano ed una di maglia, come si conviene ad una signorina di buona famiglia, continua a coltivare scientificamente la sua passione naturalistica, annotando ogni osservazione sul prezioso Taccuino Scientifico, con l'aiuto e la complicità del nonno. Insieme spaziano da un ambito del sapere ad un altro, cogliendo di volta in volta gli spunti che la vita di campagna fornisce generosamente. Sono tanto bravi da prevedere, non creduti, un uragano che sconvolge le coste del paese, catapultando una cugina sfollata nella vita della nostra protagonista. Si tratta dell'uragano che sommerse effettivamente la città di Galveston nel 1900, sommergendola.
Ma torniamo alla nostra storia: il momento sembra davvero difficile per Calpurnia, non compresa dai suoi genitori, che insistono a proporle un futuro di sposa e di madre, al massimo di maestra; sfrattata dal suo letto dalla scostante cugina, che accumula risparmi per un progetto che si svela solo alla fine; coinvolta dal fratello Travis, l'unico che condivide a modo suo l'interesse naturalistico, nelle imprese più disperate di salvataggio di animali selvatici. Lei si sente davvero una 'cittadina a metà nella sua stessa casa'.
Ma parliamo di una ragazza piena di risorse, determinata a raggiungere i suoi obbiettivi, ed eccola inventarsi lavoretti, imparare a scrivere a macchina, convincere il veterinario testé arrivato in paese ad accoglierla come aiutante, imparando così un'infinità di cose sull'anatomia animale. E poi c'è il nonno, che non la abbandona mai, anzi sostiene con forza la causa delle ambizioni universitarie di questa nipote speciale.

Abbiamo molto apprezzato L'evoluzione di Calpurnia.
Le 'seconde prove' sono sempre difficili, il rischio di deludere il lettore è grande, ma qui, lo dico sinceramente, Jacqueline Kelly è molto brava nello sviluppare la trama senza un momento di cedimento, senza digressioni eccessive, al contrario delineando sempre meglio il profilo dei personaggi; direi esemplare la descrizione del clima familiare, quell'abbraccio affettuoso che nello stesso tempo nega l'uguaglianza fra i figli maschi e la figlia femmina; non crudeltà, prepotenza o soprusi, al contrario il pensiero che il meglio per una ragazza non possa essere altro che accasarsi.
Seguiamo quindi Calpurnia nella sua lotta per affermarsi, per esistere come individuo senziente, capace di scelte; tenacia, consapevolezza di sé, percezione dell'ingiustizia che pure non mina i legami familiari. La vediamo esplorare nuovi confini del sapere, senza spaventarsi, ma con umiltà e determinazione, applicando i consigli del nonno. A fare da guida ancora le parole di Charles Darwin: se a introdurre i capitoli del primo romanzo c'erano brani tratti da L'origine delle Specie, qui i brani sono tratti da Viaggio di un naturalista intorno al mondo. La sottolineatura non è casuale: la rivoluzione personale di Calpurnia si intreccia strettamente alla rivoluzione culturale del darwinismo.
Ma seguiamo anche Travis combattere la sua battaglia per poter accudire gli animali selvatici che raccoglie da tutte le parti, nascondendoli e nutrendoli in modi rocamboleschi.
E poi l'imprevedibile cugina, che, da brava ragazza, tutta ricami e romanzi rosa, alla fine fugge con il fidanzato.
Il Novecento che si affaccia in questo sperduto paesino texano è un secolo di grandissimi cambiamenti, di cui in questo romanzo si trovano solo alcuni, determinanti accenni, come, ad esempio, l'apertura dei primi pozzi petroliferi.
Siamo di fronte a un grande romanzo, una storia 'necessaria' nel descrivere con pacatezza e lucidità la cultura americana agli albori della modernità. Ma è anche 'necessario' nel descrivere le disparità, le ineguaglianze, quello status femminile 'diverso', che ancora oggi condiziona, e pesantemente, il destino di tante ragazze. Calpurnia può diventare a buon diritto l'esempio, il paradigma della nascente libertà femminile.

Eleonora

Il mondo curioso di Calpurnia”, J. Kelly, Salani 2015