Kalandraka 2026
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
"Papà si alzava molto presto per cuocere il pane, la pizza, i biscotti.
Alle sette faceva le consegne alle panetterie e quello che avanzava lo vendeva in giro.
I filoni emanavano un profumo delizioso, ma la gente del posto raramente si fermava a comprare qualcosa da lui.
Quando arrivò l'autunno, i miei genitori impacchettarono tutte le nostre cose e le caricarono nel furgone.
Ci trasferimmo in un paese dove speravano che gli affari sarebbero andati meglio."
Certo la casa nuova era più grande dell'appartamento precedente e aveva una gran vista, dato che era su un cucuzzolo appena fuori dal villaggio.
L'attività del fornaio riprese ma qui come in città nessuno comprava.
E anche dopo aver girato per tutta la domenica nelle strade del villaggio offrendo alle persone assaggi del loro pane e dei loro biscotti, le cose cambiarono.
Forse dipendeva dal fatto che loro erano diversi, erano lupi? Gli unici lupi in quel paesino di mucche, maiali e leprotti.
Anche quando tutto il villaggio si allagò per la tempesta e l'unica casa a rimanere all'asciutto era quella del fornaio in cima alla collina, nulla cambiò. E anche quando, passati tre giorni, nel paese isolato dal fango, cominciava a scarseggiare il cibo, i paesani vollero assaggiare il pane del fornaio.
Erano di nuovo sul punto di caricare i bagagli sul furgone per partire di nuovo in cerca di miglior fortuna quando una pecora si avvicinò...
Beh, come potrebbe andare a finire questa storia, non sarà poi troppo difficile immaginarlo.
Se per di più si tiene conto del fatto che la prima cliente sia proprio una pecora...
Gli ingredienti sono tutti presenti; la famiglia di fornai, che è nuova e soprattutto diversa, viene guardata con sospetto dal resto della comunità. E per chi non l'avesse capito ancora, loro sono i primi e unici lupi in un paesino popolato da altri animali...
Il loro continuo arrendersi e quindi spostarsi in cerca di miglior fortuna è un altro gancio simbolico della realtà che ci circonda.
La mansuetudine nei modi, nelle azioni, nei goffi tentativi di farsi accettare da parte di fornaio e famiglia, il suo stesso mestiere, è simbolo.
Insomma: il tentativo di trovare il proprio posto nel mondo, il desiderio di essere accettati, e di contro invece la diffidenza nei loro confronti, perché stranieri, - a guardarli, anche fisicamente diversi - sono le questioni, non esattamente nuove e originali nei libri per bambini, che attraversano questo albo illustrato.
È probabile dunque che anche questo libro possa diventare strumento per ragionare sull'accettazione dell'altro da te. È di nuovo un libro in cerca di un destino segnato, o forse si potrebbe dire meglio cercato e voluto.
Eppure. Eppure c'è qualcosa che lo rende più aggraziato di altri.
E credo che questo qualcosa che mi solletica sia principalmente nelle sue illustrazioni e nel modo in cui si dipanano sulle pagine e le occupano.
Innanzitutto il bianco e nero di una matita.
Forse dipende dal fatto che è una tecnica familiare e riconoscibile all'istante dai nostri occhi. Ma subito dopo se ne percepisce la difficoltà: se utilizzata, come fa qui David Lorenzo, in cerca del chiaroscuro e di ogni volume, diventa una tecnica molto complessa e raffinata e soprattutto lunga e attenta. L'esatto contrario del gesto estemporaneo di una pennellata.
Colpisce la copertina in cui si vede un cucciolo che preme le sue zampe su un vetro. Viene subito in mente - visto il titolo che è scritto più in basso - che il piccolo stia desiderando un panino in vetrina...
E invece, no. Chi avrà modo di sfogliare il libro capirà che si tratta di un altro vetro, ma di un'analoga malinconia.
Sono interessanti gli scorci, uno è addirittura una citazione (inconsapevole o no?) della tavola della Cenerentola di Innocenti.
Interessanti sono i volumi che crea - dalle case vuote, alle botteghe, ai forni, passando per i cofani pieni di valigie - e la luce che li attraversa.
Interessante è scoprire alcuni dettagli - compiacersi della passione per Keith Haring che si manifesta sui muri e nei portachiavi e compiacersi anche della presenza discreta di un fratellino minore. Lui, alla fine, forse lo hanno preso al nido comunale, dato che, nelle ultime tavole, sparisce allo sguardo.
Chissà.
Carla


































