ALLA LETTERA
Il Barbagianni 2026
NARRATIVA ILLUSTRATA PER MEDI (dai 7 anni)
"'Ho una lista di faccende che mi aspettano.' E invece rimase ancora un po' ferma a pensare. 'Voglio fare una bella sorpresa ai signori Rogers. Preparerò una torta meringata al limone. Sono brava con le torte'.
Così Amelia Bedelia andò in cucina. Riempì una ciotola con un pizzico di questo e un pizzico di quello. Poi mescolò e impastò.
In un attimo la torta fu pronta per essere infornata. 'Toh!' disse Amelia Bedelia. 'Ecco fatto.'
Ora vediamo cosa dice la lista.'"
I problemi arrivano ora. Sebbene sia un talento nel fare le torte, Amelia non è altrettanto brava a capire le faccende che le vengono richieste in quella lista.
Appena assunta, i signori Rogers, la lasciano da sola a casa con una lunga lista di incombenze da sbrigare. Cose semplici, almeno in apparenza, come cambiare gli asciugamani nel bagno o staccare la luce, una volta messo in ordine il salotto. Stando alla lista, a lei tocca anche preparare gli ingredienti per la cena per gli ospiti che arriveranno in serata. Roba anche questa piuttosto facile: misurare due tazze di riso o preparare il pollo per la cena elegante...
Ubbidiente a quanto la signora Rogers le aveva detto, ossia di seguire alla lettera le istruzioni della lista, Amelia Bedelia tagliuzza gli asciugamani nel bagno per cambiarli di foggia, svita e stende tutte le lampadine per staccare la luce. Prende un metro e misura due tazze di riso in altezza e veste il pollo il più elegante che può...
Al loro ritorno, i signori Rogers capiscono che qualcosa è andato storto e che la loro cena è in serio pericolo.
Ma quella torta meringata al limone scongiurerà il licenziamento in tronco della povera Amelia?
Considerando il fatto che Amelia Bedelia negli anni Sessanta fino agli anni Ottanta è stata un personaggio di culto e che a lei è dedicata una serie con una dozzina di titoli, c'è da pensare che forse il licenziamento l'abbia solo sfiorata.
Amelia Bedelia esce dalla penna di Peggy Parish, il cui nipote, nel dedicarle un libro, ha affermato che fosse l'incarnazione vivente del suo personaggio.
La scintilla originale che ha generato questo suo personaggio che ha il vezzo di prendere tutto alla lettera nasce in una classe di terza elementare dove Peggy era maestra. I suoi scolari, come peraltro molti altri bambini nel mondo, amano prendere tutto alla lettera e quindi interpretano a modo loro i giochi di parole o i modi di dire di senso comune. Cose come "fai un bucato di lenzuola..." nella testa di un bambino potrebbero significare qualcosa di molto diverso dal metterle in una tinozza per lavarle.
Ecco, Amelia Bedelia, come un bambino, avrebbe preso delle forbici e avrebbe cominciato a sforacchiarlo.
Insomma, tutto quel bel portato metaforico che colorisce ogni lingua parlata, le frasi idiomatiche - gliene ho cantate quattro, mi ha attaccato un bottone, mi sono arrampicato sugli specchi - nelle teste dei bambini e soprattutto in quelle di Amelia Bedelia diventano qualcos'altro, che le rende immediatamente ridicole e buffe.
Amelia Bedelia, infatti, è molto buffa e ha fatto ridere varie generazioni di bambini - dei suoi libri ne sono stati venduti milioni, nel corso degli anni.
Amelia Bedelia è anche una sorta di rivoluzionaria in crestina e grembiulino, perché tutto sommato non se la sente di obbedire in modo automatico alle richieste dei suoi datori di lavoro, anzi! Smonta davanti ai loro occhi esterrefatti la consuetudine del lavoro domestico. Porta confusione dove gli altri vorrebbero regnasse ordine e pulizia.
Adesso arriva in Italia attraverso il Barbagianni, casa editrice che delle serie di libri da considerare come prime letture con un font adatto per l'alta leggibilità ne ha fatto una propria missione personale. Dopo il Grande Nate e dopo Ramona ecco Bedelia!
Qui con Amelia Bedelia il cimento si fa più difficoltoso: il lavoro coraggioso di chi lo ha tradotto deve essere stato davvero spinoso.
Le frasi idiomatiche in inglese sono inevitabilmente distanti da quelle italiane e provare a trovare la quadra non deve essere stato una passeggiata, anche per la brava Laura Bernaschi.
In alcuni casi, la soluzione trovata si è rivelata calzante, in altri si avverte un po' di scricchiolio che però, forse, potrebbe essere attribuito a un linguaggio forbito dei signori Rogers. Forse.
Insomma, anche sul finale la scelta di sostituire l'improbabile "ritrai le tende" (draw the drapes in inglese funziona molto meglio) con il più consueto "chiudi le tende" o ancora "stacca la luce" (obiettivamente, ma chi lo direbbe intendendo con questo verbo l'atto di spegnere un lampadario dall'interruttore, e non invece di staccare l'energia dal contatore? ma vabbè) con il più calzante "spegni la luce" sono lì a dirci qualcosa sulla fatica fatta!
Per capirci, nel testo originale si legge "lights out" che effettivamente significa anche spegnere la luce (più correttamente sarebbe turning off lights) ma se lo si legge in senso letterale, come avrebbero per l'appunto fatto i suoi scolari di terza elementare di New York, significa davvero "luci fuori", che è esattamente quello che fa Amelia, stendendo le lampadine all'aria aperta, per arieggiarle, come si fa con i cuscini.
Rimane solo da chiudere il cerchio tra il verbo "staccare" e l'atto di appenderle con le mollette sullo stendino in giardino...
Io qui il cerchio non riesco proprio a chiuderlo, se non a costo di produrre quello scricchiolio...
Carla




















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