Nonna Top, Gunnar Helgason (trad. Silvia Cosimini, Francesca Giona)
Uovonero 2026
NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)
"Ero al capolinea. Non ci sarebbe stata nessuna cresima. Nessun viaggio a Copenaghen. La mamma aveva invitato tutti e adesso avrebbe dovuto mandare un... disinvito. O forse no? Certo, poteva semplicemente trasformare la cresima in un funerale. Tanto gli invitati sarebbero stati gli stessi. Che fortuna che stavo per morire proprio adesso, solo una settimana prima della cresima.
Guardai la mia cameretta per l'ultima volta..."
Stella è a otto giorni dalla cresima e ha, come da giorni, pensieri foschissimi. Nonostante all'orizzonte ci siano due eventi per lei importantissimi: la gara di velocità su sedia a rotelle e la cresima. E nonostante la presenza della sua nonna preferita, nonna Köben, eccezionalmente arrivata in Islanda da Copenaghen per l'evento.
In effetti il suo conto alla rovescia comincia un po' prima: a due settimane e tre giorni dalla cresima. In quel giorno infaustissimo le succede una cosa terribile quanto imbarazzante, che le rovinerà il tempo a venire: è a un passo dal suo primo incontro romantico, di sicuro dal suo primo bacio, con un ragazzino cotto di lei.
Sera, casa libera, o quasi, lui suona alla sua porta con una cassetta per vedere insieme un film in camera sua. Tutto converge verso un finale romanticissimo, quando lei si sposta dalla sedia a rotelle e si accomoda accanto a lui sul letto. È esattamente in questo momento tanto atteso che invece l'atmosfera intorno ai due ragazzi prende un odore disdicevole. La schiena di Stella è attraversata da una fitta lancinante e una improvvisa caccona si gonfia nei pantaloni... Fugge come può in bagno e si chiude dentro. Ma cosa sta succedendo al suo corpo? Costretta dalla vergogna e dalla certezza di non confessare nulla al malcapitato, lo caccia in malo modo, da dietro la porta chiusa a chiave... E come se non bastasse, anche la carta igienica è finita!
Questa è la storia piuttosto rocambolesca di una quindicina di giorni della sua vita!
Stella ha tredici anni, quasi quattordici. Per essere nata con la spina bifida è sulla sedia a rotelle da sempre, ma la sua vita corre alla stessa velocità di tutti gli altri. Amiche e amici, anche qualche nemico, un ragazzino che stravede per lei, gli allenamenti per la gara, la preparazione in chiesa per la cresima. Una fantastica famiglia che la circonda: un papà e una mamma, per ragioni diversissime, davvero speciali, quanto i suoi due fratelli - Palli in maggiore che è lì per sdrammatizzare e Siggi il piccolino che è lì per filosofare. Due nonne, una snob che abita vicino e una cool che abita lontano.
Stella l'abbiamo conosciuta nel 2023 quando ci ha raccontato della sua mamma. E poi di nuovo nel 2025 quando ci ha raccontato di suo padre.
In questo ultimo libro sono le nonne a essere raccontate.
Tra loro diversissime, sembrerebbero essere una mai apprezzata appieno a causa di certe sue rigidità, e l'altra mai così tanto amata come ora che è addirittura partita da Copenaghen per presenziare alla cresima della sua unica nipote femmina.
Ma, come succede spesso, mai dire mai...
Lo schema del conto alla rovescia si ripete anche in questa occasione e ha il merito di creare, come se ce ne dovesse essere bisogno, una giusta tensione narrativa. E come negli altri due libri la focalizzazione su un componente particolare della famiglia è in qualche modo strumentale per dare profondità a lei, la protagonista assoluta, Stella. Nei due episodi precedenti, mamma e papà, qui le due nonne sideralmente lontane tra loro, sono tutti lì per fare da specchi riflettenti dell'immagine di questa ragazzina in crescita, e per darle spunto di riflettere su se stessa e sul complicato mondo che la circonda, con particolare attenzione a quello degli adulti, sempre un po' contraddittorio.
Specialissimi sono i suoi fratelli, in particolare Siggi che si dimostra ancora una volta un asso nella manica...
Ma la cosa che colpisce di più nella lettura di questo terzo, ma mi augurerei non ultimo, episodio è la velocità di azione che ricorda molto le accelerazioni dei vecchi cartoni animati o dei film comici in bianco e nero, in cui si rotola nell'assurdo in due capriole.
E anche, mi si conceda, la velocità del pensiero di un'adolescente e l'altrettanto repentino cambio del suo umore!!!
Chi ha avuto una tredicenne per casa sa che passare dal pianto più disperato alla risata più spensierata è 'n attimo!
Basterebbe anche solo leggere la prima dozzina di pagine in cui accade l'incredibile per capire a cosa alludo.
Qui tutto ha la capacità di accadere in un istante e chissà che questo non derivi dall'altro mestiere di Gunnar Helgason, ossia il suo essere attore e regista.
Eppure in questo rotolare continuo da un assurdo all'altro, si trova anche il tempo di riflettere su un paio di questioni piuttosto nodali.
Una arriva dal "catechismo" a cui Stella deve partecipare per racimolare i suoi punti-cresima ed è la domanda che il prete pone a tutti i cresimandi, prima di cominciare: qual è lo scopo della vita?
La seconda ha molto a che fare con la prima: come ci si deve mettere di fronte alla morte?
Niente paura: entrambe le domande sono incastonate nella comicità più schietta e non generano magoni di sorta.
Di una cosa mi pare si possa essere certi: la filosofia che attraversa questo microcosmo familiare così tanto originale, anticonformista, libero da stereotipi e convenzioni, direi vulcanico(!) è il risultato dell'aria dell'Islanda.
Una terra e un popolo diversi da tutto - giocoforza - sempre un po' distanti e un po' anomali di fronte ai panorami e all'omologazione europea.
E naturalmente il suo cantore, Gunnar Helgason, per parte sua racconta di aver avuto alle spalle una famiglia molto movimentata e piena di inventiva e allegria e quindi di averne creato una letteraria (ma forse anche una vera, in carne e ossa) altrettanto buffa!
Carla
























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