SPECULARE!
Edizioni Lapis 2026
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
"Un giorno proprio nella prima pagina di questo libro apparve qualcosa di molto strano.
'Non ho mai visto nulla di simile!' disse Bradipo.
Mandrillo fece un passo avanti, sospettoso, mentre Pinguino aveva già iniziato a zampettarci su, tutto eccitato.
'Attento, non saltarci sopra!' disse Bradipo. Poi raccolse la strana cosa, la girò su un lato e la mise dritta. Proprio in mezzo al libro!"
Adesso quella strana cosa, che a vederla sembrerebbe un rettangolo di un materiale simile a vetro, è lì perfettamente a metà del libro, esattamente dove le due pagine - quella di sinistra e quella di destra - si toccano. Tutti gli animali ci vanno davanti e cominciano a osservare ciò che ci vedono dentro.
Il primo è Piccolo Gorilla che vede un suo simile, ma proprio molto simile, e quindi lo invita a giocare. Il secondo è Iguana che vede qualcosa che ritiene davvero brutto, il terzo è Leone che invece al contrario si innamora all'istante di chi ha davanti: praticamente un gemello. Al punto di allungare le labbra per scambiarsi un bacino. Grande Gorilla, al contrario, davanti a un suo sosia si innervosisce parecchio. Come sempre è una questione di carattere...
Ma spetta a Piccolo Elefante la grande scoperta: quello che ha davanti a lui è proprio lui stesso, medesimo, attaccato per la proboscide. Altro che gemelli e sosia...
Vuoi vedere che quel rettangolo di quel materiale simile al vetro forse potrebbe essere uno specchio?
La forma di un libro è allo stesso tempo un limite, ma anche una bella opportunità per chi ci debba scrivere o disegnare sopra. In particolare il taglio tra le pagine è stato sempre un demone da sconfiggere per gli illustratori che sognano la doppia pagina per tenere la loro tavola disegnata come una unità indivisibile. Però, come di fronte a qualsiasi difficoltà, il cimento di superarla rendendola addirittura un'opportunità, addirittura in senso narrativo, è stato obiettivo di molti. Pensiamo a L'onda di Suzy Lee (e da lì le riflessioni messe in ordine dentro il suo La trilogia del limite), ma si può anche ricordare Jon Agee che trasforma il taglio in un muro invalicabile. Ma gli esempi potrebbero essere anche molti altri e anche di un bel po' precedenti a Suzy Lee.
Mark Janssen si cimenta nella stessa direzione e usa il limite tra pagina di sinistra e di destra per ficcarci dentro uno specchio (semplicemente alludendovi a parole, è ovvio!)
Va da sé che Janssen vuole portare i suoi piccoli lettori ad arrivarci per gradi di difficoltà sempre maggiori. Così, visivamente, il gioco all'inizio funziona molto chiaramente e noi siamo dentro una bella illusione, ossia vediamo una cosa che oggettivamente non possiamo vedere. Vediamo il Piccolo Gorilla come se fossimo nei suoi occhi. E questo succede con Iguana, Leone e Grande Gorilla. In sostanza vediamo, o meglio ci facciamo l'illusione di vedere l'animale e il suo riflesso, rispettivamente nella pagina di sinistra e di destra, nello stesso tempo.
Facile (anche se impossibile).
Poi le cose vanno avanti, ma con una consapevolezza diversa. Adesso tutti cominciano a toccare lo specchio e quindi le immagini diventano meno leggibili, ossia si sdoppiano in una simmetria che però ha dei punti di contatto lungo la linea che separa i due fogli: la proboscide di Piccolo Elefante, il sedere di Iena. Siamo di fronte a immagini che ricordano le ali di una farfalla o le macchie di Rorschach...
Ancora ciò che vediamo ci risulta facilmente leggibile (anche se impossibile).
Janssen disegna l'animale e con l'aiuto del digitale lo fa ruotare intorno a un perno - proboscide o sedere che sia.
Ma poi la cosa si complica ancora di più.
Gli animali da Grande Elefante in poi si mettono davanti allo specchio in pose ancora più improbabili. E le simmetrie non riusciamo più a coglierle, avendo invece davanti agli occhi un risultato che è davvero esilarante: quattro zanne, otto zampe e due proboscidi per un animale che ormai solo lontanamente ricorda un elefante... Lo stesso può dirsi per Zebra, Leopardo, Rinoceronte e Pavone.
Un caso a sé lo rappresenta Piovra che quanto a simmetrie non la frega nessuno...
Insomma, da questo punto in poi, nulla è più riconoscibile, salvo usando un foglio bianco che nasconda la metà dell'animale originario per riuscire a capirci qualcosa in più.
Ma il gioco è proprio questo, si direbbe: quello di creare delle creature (!) mai viste che solo molto alla lontana possono avere qualche somiglianza con i protagonisti che sfilano, pagina dopo pagina, così come il testo ci suggerisce, davanti a quel "misterioso" rettangolo vetroso.
Purtroppo per chi è superstizioso nel finale travolgente, grazie al goffissimo rinoceronte, accade l'irreparabile, nel senso più letterale del termine!
Carla
Noterella al margine. Lascerei ad altri i seppure interessanti ragionamenti che si possono fare su quello che - nella vita vera - vediamo riflesso, quando ci poniamo davanti a uno specchio. I narcisi, gli aggressivi, i critici, i confusi...
Bella idea!













































