CAMPIONI IN NATURA
Non si tratta di libri come li abbiamo visti finora: le loro pagine sono cartonate e stondate, ma soprattutto sono mobili e ciascuna è forata in un angolo in alto. In questo buco passa un grande anello di metallo - difficilmente apribile, ma apribile - che le tiene insieme ma che permette nello stesso tempo a questo piccolo campionario illustrato di essere attaccato a un moschettone pendente dalla cintura di ogni giovane esploratore o esploratrice che voglia portarselo dietro.
Uno è dedicato agli uccelli, uno alle nuvole, uno agli alberi e uno agli insetti.
Così come concepiti, personalmente, mi hanno subito ricordato la mia passione infantile per i campionari di stoffe o di carte che giravano per casa: per ogni diverso esemplare un foglio a sé.
Tutti e quattro fanno parte di una stessa collana: il mondo in tasca (per una volta Terre di mezzo ha fatto di meglio dell'edizione spagnola originale che l'ha intitolata Fijate). Per ragioni di impaginazione, hanno una breve introduzione generale che è onnicomprensiva. Se la prima scheda contiene la copertina, il suo rovescio deve contenere un testo neutro di introduzione.
Per esempio quella sugli insetti recita così:
"Il mondo è pieno di bestioline. Qui scoprirai una piccolissima parte del gruppo più numeroso del pianeta: gli insetti. Possono essere molto diversi tra loro, ma tutti hanno sei zampe, il corpo suddiviso in tre parti e sono ricoperti da un esoscheletro più o meno rigido, che cambiano nella fase di crescita; inoltre molti subiscono una metamorfosi, cioè da piccoli sono molto diversi e vivono in modo ben distinto rispetto a quando sono adulti. Quasi sempre possiedono almeno un paio di ali , anche se alcuni le usano più di altri. Li troverai sotto le pietre, nell'acqua, sulle piante, negli escrementi... Un po' dappertutto!"
Sulla pagina di destra, ammesso che questo curioso oggetto lo si voglia sfogliare come un libro tradizionale, c'è l'immagine di un insetto, piuttosto che di un albero, o di un uccello o di una nuvola
e sul verso, ossia il rovescio della pagina stessa, si legge la scheda che racconta chi sia quell'insetto, albero, nuvola, uccello.
A logica, sarebbe stato più semplice mettere a sinistra l'immagine e a destra la scheda e avere tutto davanti, ma questo avrebbe impedito il gioco di poterle "liberare" dall'anello... quindi va bene così, anche se è un po' buffo vedere una cicala e leggere tutto quello che c'è da sapere su una forbicina.
Se si sfoglia "il libro" degli insetti si può verificare che la scelta è stata dettata da una drastica cernita che si concentra sulle tipologie più comuni, quelle appunto che un bambino europeo può davvero incontrare nelle sue esplorazioni. Libellula, cavalletta, grillo mantide, cicala ecc. ecc.
La scheda, giocoforza, deve essere brevissima: il nome comune, il nome della classificazione di Linneo, poi in poche righe si parla di tipo, di habitat e di dimensioni. Poi arrivano la decina di righe che raccontano due o tre cose interessanti da sapere.
Prima eccezione è rappresentata dal campionario delle nuvole: nessun nome in latino, ma invece l'altitudine a cui si possono trovare sopra le nostre teste. Anche per le nuvole esiste un'interessante scheda schematica di apertura che ci informa del tipo, della quota, di quanto sia raro vederle e quanto connesse siano con la pioggia.
Seconda eccezione: questo è l'unico tra i quattro campionari a essere della sola Anna Sanjuan. Mentre per gli altri, le illustrazioni sono affidate ad autori diversi.
Il progetto è davvero interessante e si può prevedere (per i primi due siamo già alle ristampe) che, con questa forma così bizzarra del libro a schede, attirerà la curiosità di molti. E il fatto che siano così concepiti presuppone forse una categoria di lettori non ancora veri e propri scienziati nerd, ma più semplicemente ragazzini e ragazzine incuriositi da ciò che hanno intorno: a terra o per aria.
La sfida, come sempre in questo genere di operazione editoriale di tipo divulgativo, sta nella scelta di cosa dire e come dirlo.
Qui lo spazio che Anna Sanjuan si concede è davvero esiguo. Questo fa sì che lei debba davvero scegliere con cura il tono con cui raccontare, a costo anche di sembrare incomprensibile talvolta, e naturalmente essere drasticamente selettiva su cosa raccontare.
Quella bella possibilità di usare un lessico esatto anche se difficile, per poi darsi la possibilità di sciogliere e spiegare nodi come ripariale, parlando di alberi o codrione, parlando di uccelli, o spiritromba, parlando di insetti, talvolta funziona, talvolta invece richiede la ricerca del significato da parte del lettore: cosa questa che non è per nulla disdicevole.
Ogni potenziale lettore, ovviamente, sarà istintivamente attratto da un gruppo diverso, siano alberi, siano insetti, o nuvole o uccelli.
Su tutti e quattro si diffonde un'alta qualità del disegno.
Tuttavia, nel metterli a confronto l'uno con l'altro, si potrebbero comunque notare delle piccole varianti interne: laddove per gli insetti sulla morfologia si fa anche affidamento all'immagine, non si può dire lo stesso nel campionario per gli uccelli che sono descritti spesso con una certa minuzia anche nel testo, negandosi talvolta la possibilità di raccontare qualcosa di più sui loro comportamenti.
Le nuvole sono quelle che di più escono dal canone, ma sono di certo il soggetto più interessante e - presumo - anche quello meno frequentato.
Sono ormai una minoranza residuale quelli che camminano con il naso per aria...
Carla
Nuvole, Anna Sanjuan, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2025
Uccelli, Anna Sanjuan, Ramon Baucells, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2025
Alberi, Anna Sanjuan, Carmen Clopès, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2026
Insetti, Anna Sanjuan, Alex Nogues, (trad. Luigi Cojazzi), Terre di mezzo 2026












































