GUTEN MORGEN, SONNENSCHEIN!
La Nuova Frontiera Junior 2026
NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)
"Nostra madre se n'era andata per sempre a a gennaio. Quando a febbraio ci avevano spento il riscaldamento, Peter aveva proposto di spostarci in soffitta. Lassù faceva più caldo e, anche se l'ambiente era polveroso e sapeva di muffa, per me c'era una sorta di atmosfera magica, un po' come quella che doveva avere una casa sull'albero, nella mia immaginazione. Tra l'altro la soffitta era anche più lontana dai rumori della strada: il clangore dei procioni nel vicolo, le risse fuori dal pub in fondo alla via. Ci eravamo costruiti una tenda con una lampada da terra e un lenzuolo. Ci piaceva da matti quella tenda."
A raccontare è Tig, diminutivo di Tigro, una ragazzina quasi quattordicenne che stila liste di obiettivi e, come unica lettura, ha un dizionario. In questo preciso momento la sua vita con la madre alcolizzata e il suo compagno Eddy, violento, è cosa passata. Anche i mesi trascorsi in solitudine assoluta nella casa con l'obiettivo di non farsi scoprire dai servizi sociali sono dietro le sue spalle e dietro quelle di Peter.
Ora è stata appena affidata alle cure dello zio Scott e del suo compagno Manny. Da una casa in condizioni disastrose, fredda e sporca, passa a vivere in una casa 'di pan di zenzero': pulita, ordinata, accogliente e piena di dolcezza...
Da una vita davvero complicata sta entrando in una vita che potrebbe essere finalmente tranquilla.
Ma.
Tig e, in qualche modo, anche Peter, il fratello di un anno più grande di lei, non sembrano disposti ad accettare in modo positivo il cambiamento.
La rabbia, il rancore nei confronti degli adulti e la paura collezionata nel tempo fanno di questa ragazzina una ribelle aggressiva, polemica, bugiarda e anche un po' ladra.
Bisogna dire che si impegna parecchio e fa di tutto per rendersi antipatica e soprattutto caparbiamente decisa a non cedere all'amore. Non è roba per lei: troppe delusioni accumulate nel tempo.
Questa è la storia tra passato e presente di Tig, Peter e degli zii affidatari e del nuovo cane Guten Morgen. Una storia fatta di brutti ricordi, di probabili amicizie nate sul pendio di una collina, di frequenti prove di corse inseguendo una ruota di carriola, di un cane con cui addormentarsi, di gesti affettuosi che hanno come obiettivo, per questo insolito ménage, quello di diventare sempre di più qualcosa di simile a una famiglia.
Un libro pieno di cose, su cui tutti i critici si sono gettati a pesce, premiandolo più e più volte: una storia sul lutto, sulla perdita, sulla consapevolezza di sé, anche in qualche modo su una neurodivergenza, sulle relazioni affettive, sul senso di appartenenza, sul senso profondo del concetto di famiglia, sull'amicizia, sulla solitudine, sul rapporto con il mondo adulto.
Effettivamente tutto questo c'è.
Ma.
Non riesco a togliermi dalla testa che le due cose che mi hanno colpito maggiormente sono la costruzione stessa della storia e come questa sia lì a parlare di trasformazione.
A prescindere da un uso calibratissimo dei flashback, affondi in un passato brutto che stanno lì a fare luce su atteggiamenti, frasi, reazioni aggressive e provocatorie che hanno luogo nel presente e che ne giustificano la ragione e il senso, c'è anche molto altro che compone l'architettura di questa storia che la rende una struttura perfetta e solida.
È divertente scoprire che la scintilla di partenza è un documentario sulla gara di rotolamento del formaggio e una ragazzina in crisi, amica della figlia di Heather Smith. Il colpo da maestra, degno di un bel coraggio e di una buona dose di immaginazione, è stato metterle insieme. E costruire intorno a questi due punti una storia che ha un inizio che non può minimamente far prevedere il finale.
Vari salti mortali nel corso della lettura: una vera goduria, compreso quello finale che ti suggerisce di ricominciare daccapo per goderti l'inganno fin dal principio...
Una ragazzina impastata di incertezze e fragilità, varie forme di formaggio iniziali, un cane che è una bella metafora di tutta la storia, un fratello che si assume il ruolo di essere in primo luogo voce interiore di Tig, e due adulti pieni di impaccio che non smettono mai di provarci. Tutti questi Heather Smith li prende per mano, li fa recitare e, come se nulla fosse, li porta anche altrove...
Saper stupire e lasciare basiti, con un palmo di naso, i propri protagonisti e con loro i lettori, anche quelli più giovani, è un'arte rara. In particolare, questi ultimi, i lettori a cui la Smith sta raccontando, in una storia così imprevista, così profonda, ma anche così lieve e divertente, si sentono liberi di riderci sopra. In questo modo si evita loro la pesantezza di inutili sermoni su come uscire da una crisi e su come superare le proprie difficoltà.
E questa è cosa buona e giusta!
Carla







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