SOLO DI NOTTE
Corraini Edizioni 2026
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
"Grazie anche a Manuel Marsol e Maria Chiara Di Giorgio, i cui libri sono stati indispensabili per realizzare il mio"
Queste sono le poche parole che compaiono in questo libro e sono una dedica affettuosa a due grandi illustratori e amici. Magari inconsapevolmente (anche se quella torcia noturna...) ma un debito lo contrae anche con Flashlight di Lizi Boyd del 2014 (poi tradotto in Italia, Terre di mezzo, come Giochi di luce nel 2016)
La storia raccontata solo per immagini è presto detta: si tratta di un'escursione che un ometto fa nell'arco di 24 ore, o giù di lì.
Parte con il suo zaino e il suo bastone una mattina. Il sole rosso splende nel cielo. Lui si incammina lungo un sentiero di montagna tra boschi e fungaie. Attraversa un fiume su un lungo ponte sospeso. Sotto di lui i salmoni saltano e gli orsi si procacciano il cibo.
Arriva in vetta che il sole sta calando, continua sul suo sentiero in discesa e quando arriva l'imbrunire, si accampa. Monta la sua tenda canadese - una tenda rossa - in una radura. Fa un fuoco, mangia un panino e quando il fuoco si è consumato si infila in tenda per dormire...
Quello che succede intorno a questa tenda da questo momento in poi ha dell'incredibile...
Il libro vince nel 2023 il Premio Internazionale di Illustrazione Bologna Children's Book Fair e Fundación SM e quindi dalla stessa Fundación viene pubblicato in Spagna nel 2024.
In Italia arriva nel 2026 ed è pubblicato da Corraini che è uno degli editori di riferimento di Andrea Antinori.
Se c'è una bella distanza tra il modo di disegnare di Mariachiara Di Giorgio e Antinori, per quanto concerne Marsol i punti di contatto a livello visivo sembrano più facili a trovarsi.
Primo fra tutti è l'omino.
Per chi ricorda Yokai (Fulgencio Pimentel, 2017, Manuel Marsol e Manuela Chica ai testi e Marsol da solo alle matite), libro geniale che ha avuto tante edizioni per il mondo - dalla Francia alla Corea del Sud, passando per l'Olanda - ma che in Italia non è stato pubblicato, sarà facile imbastire un legame tra l'omino in cima al monte e quello di Yokai, così come anche i due giganti, quello di Antinori e quello di Marsol (O tempo do gigante, Orfeu Negro 2015, Manuel Marsol e Manuela Chica) condividono la tenerezza, ma anche un po' l'iconografia 'pelosa' e soprattutto l'habitat, in mezzo agli abeti, come li potrebbero disegnare dei bambini.
Ma a parte tutta questa fitta rete di legami, il libro di Antinori, come spesso quelli di Marsol o di Di Giorgio, dimostra quella magnifica capacità nel cavalcare l'immaginazione e darle tutta la briglia e tutto lo spazio di cui ha bisogno per correre e scatenarsi. Essere capaci di far vedere con tanta naturalezza l'impossibile, senza mai perdere il controllo non è da tutti.
Andrea Antinori qui si diverte parecchio.
Come vuole il canone di storie di questo genere - solo per citare due cardini, Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak oppure La notte di Wolf Erlbruch, si parte da un dato di realtà a cui si resta di fatto agganciati fino alla fine, ma a un certo punto da questa realtà ci si stacca e si decolla. E solo a fine libro si riatterra non lontano da dove si era partiti: di nuovo nella realtà.
Felicemente e sani e salvi si torna a casa tra le cose conosciute. In questo senso anche MVSEUM - di nuovo Marsol su sceneggiatura di Javier Sáez-Castán, è emblematico.
La notte, nella maggior parte dei casi, è l'habitat naturale per dar spazio all'immaginazione. A patto che non si cada nel tranello del sogno: vero spauracchio di tutti i buoni scrittori di storie per bambini...
Così come non sognava il Max di Sendak, altrettanto non dormiva il Fons di Erlbruch.
Anche se l'omino di Antinori si ritira nella sua canadese rossa (esce solo in mezzo alla notte per una pipì urgente) e quindi non può dirsi obiettivamente testimone di ciò che gli accade intorno, tuttavia neanche per un secondo siamo portati a credere che la fantasmagoria che avviene là intorno non sia reale.
Quel tempo e quello spazio non appartengono alla realtà, ma sono comunque lì a testimoniare la loro presenza. E la loro verità. E il divertimento sta proprio in questo.
Come in un film di Hitchcock o comunque in un film di suspense, i lettori sono i testimoni consapevoli di quello che sta capitando a un protagonista inconsapevole.
In un thriller si trema, in un libro per bambini si ride a crepapelle.
Ed è esattamente quello che accade in questo bel libro.
Carla
















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