LESS IS MORE
Tundra 2026
"the house
the tree
the garden
me
some birds
a treat..."
Il libro funziona così: su ogni pagina c'è un'immagine a sinistra e a destra c'è un testo (già questo è anomalo). Brevissimo, scritto in stampato minuscolo che, in qualche modo, funziona come una didascalia.
Le pagine e quindi i soggetti illustrati sono una dozzina.
Solo in due casi il disegno occupa l'intera doppia pagina e il testo quindi sale nella fascia superiore bianca.
Il libro è quadrato, cartonato, con gli angoli stondati.
La copertina che, come sempre nei libri, dovrebbe essere perfetta, effettivamente lo è: in alto corre una fascia bianca dove si legge il titolo, in stampatello, su due righe di corpo differente e il nome dei due autori in maiuscoletto alto e basso.
Nella metà inferiore c'è il disegno di copertina, ossia una fascia con un pattern che si appoggia su due occhi spalancati, coprendoli leggermente. Da qui il senso del titolo: ora vedo, ma sarebbe più adatto tradurre con scopro, l'autunno. Nella quarta di copertina, ovviamente spariscono gli occhi e nella fascia bianca compare una sorta di colophon, con i crediti. Il che vuol dire che se apriamo il libro, all'interno ci sono solo testo e immagine e nulla che "sporchi" o interrompa la loro armonia.
Se uno lo guarda con superficialità, capisce subito una cosa: di avere per le mani un librino per piccolissimi, diciamo da 12 mesi in su.
Presuppone anche - correttamente - che questo libro sia solo uno di quattro.
Gli altri saranno dedicati all'estate, all'inverno e alla primavera. Ed è proprio così che è andata.
Bene, siamo di fronte all'ennesima versione di un librino per piccolissimi che intrattenga i suoi giovani "lettori", parlando delle stagioni. Ne esistono milioni, per piccolini, sulle stagioni.
Ma attenzione!
Credo sia utile notare che per produrre questo oggetto ci si sono messi in due! E che due!
Chi è avvezzo a frequentare la letteratura illustrata (e anche un po' di saggistica sul tema) spero noti che questi due sono tra i più grandi autori degli ultimi anni.
A questo punto a me piacerebbe che si capisse di avere per le mani un oggetto a suo modo perfetto.
Il suddetto librino è frutto di molto pensiero, teso a creare un piccolo meccanismo esemplare.
E infatti lo è.
Nei quattro volumetti, le copertine sono assolutamente identiche, tranne per il nome della stagione e per il pattern sottostante che, nonostante le apparenze ha un suo precisissimo senso e valore allusivo. Gli occhi sgranati continuano a scrutare (non tanto la stagione) quanto il proprio lettore.
Se si prende in esame il testo, si noterà subito che nella sua sequenza si allontana dall'imagier consueto, ossia abbecedario illustrato: la casa e c'è il disegno della casa, l'albero e c'è il disegno dell'albero, e via andare, con le necessarie variazioni legate alla stagione.
No. Qui accade qualcosa di simile a quello che ha fatto Blexbolex con Stagioni.
Il rapporto tra testo e figura è talmente pregnante che stupisce anche l'adulto, purché sia attento, attento come lo può essere solo un bambino. E funziona magnificamente anche nel confronto della stessa immagine attraverso le 4 stagioni!
Va detto inoltre che c'è moltissimo ragionamento nella scelta dei soggetti da mettere in elenco.
Ragionamento che Barnett passa nelle mani di Klassen perché si diverta e inventi il suo racconto per immagini.
A parte i tre iniziali - la casa, l'albero, il giardino - il resto è il risultato di una sapientissima selezione. Chissà quanto avranno discusso nel loro solito caffè per fare la scelta migliore e più efficace...
Parole come: me, some birds, a treat (that's nice and sweet), the wise old cat, something red e la magnifica ultima doppia pagina diventano un magnifico innesco nelle mani di Klassen, maestro assoluto e ineguagliabile del less is more. Italo Calvino nella sua lezione sulla Leggerezza, se mai l'avesse potuta tenere, li avrebbe portati come libri-canone, se mai fossero già stati pubblicati all'epoca...
La grande lezione che si impara guardando con attenzione i quattro libri è la seguente: quanto si può dire con sole 37 parole e con sole 12 immagini e quanto fondamentale sia la cura ossessiva del layout da parte di Klassen!
A chiudere. Sarebbe utile, per tutti quelli che studiano i libri illustrati e per tutti quelli che li creano, riflettere su libri del genere. E magari notare quanto sia difficile il mestiere: quanto libero e arioso deve essere lo spazio che il testo offre e quanto potente deve rivelarsi la conquista di chi decide di occuparlo con il disegno, o per meglio dire con il minimo necessario del disegno...
Carla
Noterella al margine. Sia detto solo en passant a gennaio escono tutti e quattro per Rizzoli che sulla traduzione del titolo ha già avuto un piccolo inciampo rispetto ai due occhioni allusivi... Ma è un peccato veniale.













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