Quando ho avuto tra le mani Forme della natura – Un caleidoscopio del mondo naturale, edito da Giunti, non avevo ancora ben presente chi fosse Ben Hoare. Così ho fatto la cosa più semplice da fare di questi tempi e sono andata a sbirciare nella sua pagina web: che salto sulla sedia ho fatto quando ho letto di avere molte cose in comune col giornalista britannico, prima di tutte quella di possedere un “flock of unruly chickens”, ossia “uno stormo di polli indisciplinati”. Anche io li ho!
La seconda cosa che abbiamo in comune è l’amore per la natura, anche se il mio sentimento ha basi molto emotive, mentre il suo poggia su fondamenta scientifiche.
La terza cosa è che amo due elementi che costituiscono Forme della natura e che in genere girano per il mondo a braccetto: le categorie e gli elenchi.
Il libro, dopo un breve preambolo in cui Hoare scrive che il suo lavoro si basa su accostamenti e differenze di elementi naturali viventi e non, si apre con la prima voce: Api.
La doppia facciata è composta da una breve didascalia sulle api a cui si affianca un’enorme ape a sua volta composta da decine e decine di api diverse. Ogni piccolo insetto è numerato e nominato nella parte bassa della pagina. Quanti tipi di api vi vengono in mente quando pensate al piccolo insetto impollinatore? Una? Due? Beh, qui ne sono fotografate e nominate ben 134. L’ape mellifera, quella più comune, quella a cui tutti pensiamo quando si pronuncia la parola “ape” è posizionata in maniera isolata; è l’ape-archetipo che pare guidarci alla scoperta delle sorelle.
Nella doppia pagina successiva ci troviamo di fronte a un affondo informativo sull’insetto, che descrive caratteristiche più o meno note accompagnate da fotografie. Per esempio: quanti occhi ha un’ape? Cinque! Oppure: alcuni insetti si travestono da api per non farsi prendere dai predatori. O ancora: alcune api possono essere verdi.
Giriamo pagina di nuovo e…. farfalle! Tante farfalle che formano una farfalla e la doppia pagina successiva informativa.
Giriamo di nuovo: falene. Ora abbiamo capito l’andatura del volume e così, girando di nuovo, Hoare ci spiega perché le falene hanno la pelliccia.
Cosa succede di straordinario in questo libro?
Che non si riesce a smettere di guardarlo e sfogliarlo.
Primo, perché vuoi sapere cosa viene dopo.
Poi perché vuoi scoprire di quella specifica categoria quali insetti conosci e quali no, perché non li conosci, come si chiamano, che differenze hanno rispetto agli altri. E a questo ritmo vorticoso la doppia pagina informativa suggerisce un respiro più largo, dice: aspetta, fermati, leggi qui perché i bruchi hanno sempre fame.
La scelta degli elementi che si susseguono ha sempre una sua logica, logica che cambia però di volta in volta. Dalle farfalle passiamo alle falene (similitudine) e poi passiamo ai bruchi (che diventeranno o farfalle o falene). E dopo i bruchi? Non vedo l’ora di scoprirlo! Giriamo pagina.
Certo: bozzoli e crisalidi.
Che gioia per gli occhi è questo libro, e che gioia poter comparare, trovare le differenze ma anche le comunanze. E notare che non sono solo gli esseri viventi a poter avere il privilegio di essere oggetto di questo gioco, che molte, anzi tutte le categorie contengono elementi uguali così come elementi estremamente diversi l’uno dall’altro.
Sappiamo così poco della natura, o meglio: presumiamo di sapere e invece no, questo anche racconta questo libro. Le classi di animali sono tantissime e ogni classe a sua volta è composta da decine e decine di specie.
Cosa pensate se dico “lumaca”?
Non pubblichiamo la doppia facciata delle lumache, ma è veramente strabiliante. Dovete vederla.
Penso a quanto possa piacere questo libro a bambini e bambine nerd della natura, ai classificatori, agli esploratori in erba (mai espressione fu più azzeccata), e quanto possano apprendere osservando la varietà di cui è composto questo mondo meraviglioso.
Il libro di Hoare fa diventare più curiosi, che a ben pensare è proprio ciò che dovrebbe fare un museo.
Un’ultima cosa: il libro è uscito in Inghilterra nel 2006 e pubblicato solo ora in Italia. Pensate a quanta saggistica di qualità per bambini dobbiamo recuperare.
Valentina
Forme della natura – Un caleidoscopio del mondo naturale di Ben Hoare, trad. di Arianna Branelli, Giunti 2026
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