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venerdì 24 maggio 2019

FAMMI UNA DOMANDA!


VOLATILI!

Per una curiosa coincidenza, almeno credo che sia così, escono quasi in contemporanea tre libri sugli uccelli e sul volo.


Il più erudito, ed esteticamente rilevante, è un libro olandese, che avevo segnalato a Bologna; si tratta di un libro, illustrato con le immagini originali, ispirato ad un libro naturalistico di fine ‘700, un grande repertorio sugli ‘Uccelli Olandesi’. 


Le tavole originali, qui riprodotte con grande efficacia, erano dipinte ad acquarello, copia per copia, e rappresentano uno di quegli esempi di illustrazione ‘enciclopedica’ che caratterizza gli erbari e i bestiari prima della fotografia. Il testo è di un’autrice olandese, una specialista di divulgazione, Bibi Dumon Tak, che ha reso ‘leggera’ la lettura, con schede degli uccelli scelti e un commento garbatamente spiritoso, relativi alle immagini selezionate dal testo originale.
Il volume è di grande formato ed è una vera gioia per gli occhi, con le tavole dettagliatissime e i disegni più verosimili del vero; l’editore italiano, Rizzoli, ha scelto il titolo, non troppo originale, ‘Il Grande Libro degli Uccelli’, che non rende ragione della bella operazione editoriale.


Di tutt’altro stile, e tutt’altro livello, ‘Il Libro degli Uccelli’, di Yuval Zommer, con le immagini di Barbara Taylor, pubblicato da Electa kids: come i precedenti dell’autore, si alternano tavole con temi di carattere generale, come la costruzione del nido o le uova, ad altre tavole con gruppi particolari di uccelli, per esempio gli uccelli che non volano, o singole specie. Il libro, che ad un primo sguardo non mi sembra presenti le sbavature rilevate in almeno un precedente lavoro, è anche un libro-gioco, del tipo cerca-trova, con particolari nascosti nell’immagine. 


La fascia d’età di riferimento è ovviamente diversa; il volume olandese richiede una lettrice e un lettore non solo motivato, ma anche capace di cogliere la bellezza delle riproduzioni. Il lettore del libro Electa è intorno ai sette, otto anni ed è mosso essenzialmente dalla curiosità, che il mondo degli uccelli sicuramente alimenta. Qui l’immagine, nella funzione esplicativa, prevale sul testo e trasmette uno sguardo divertito sul mondo animale, pullulante di creature buffe e originali.
Ma se si volesse allargare lo sguardo e si volesse fare un bel ripasso di inglese, c’è un altro libro che mi sento di suggerire: ‘Book of Flight. 10 records-breaking animals with wings’, di Gabrielle Balkan con le illustrazioni di Sam Brewster, pubblicato da Phaidon. 


Ciascun animale trattato viene introdotto con un indovinello , tipo chi è il volatore più veloce? Ne segue una descrizione precisa, accompagnata da un’illustrazione nitida, ma schematica, segno bianco su sfondo blu; nella doppia pagina successiva c’è l’immagine a colori, con una sottolineatura tattile, accompagnata dalla spiegazione. In questo caso non si tratta solo di uccelli, ma in generale di animali dotati di ali, quindi, per esempio, libellule, pesci volanti, scoiattoli e così via.


Contenti di questa abbondanza editoriale saranno tutti gli appassionati di ornitologia, piccoli e grandi, ma anche chi apprezza le belle edizioni, ben progettate, fatte salve poche distrazione nelle traduzioni.

Eleonora

“IL grande Libro degli Uccelli”, B. Dumon Tak, Rizzoli 2019
“Il libro degli uccelli”, Y. Zommer e B. Taylor, Electa kids 2019
“Book Flight. 10 Record-Breaking Animals with Wings”, G. Balkan e S. Brewster, Phaidon 2019


lunedì 13 maggio 2019

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


PROCURATEVI UN PIATTO...

Una festa in via dei Giardini. Con le ricette del mondo, Felicita Sala
(trad. Lucia Moretti)
Electakids 2019

ILLUSTRATI

"Che buon profumo al numero 10 di via dei Giardini: odori deliziosi, che sanno di festa! Nella sua cucina Pilar frulla i pomodori in una grande pentola.
Nell'appartamento a fianco il Signor Ping fa rosolare in una padella dei broccoli. Huan, suo nipote, li chiama 'gli alberelli'.
Al pianterreno Maria schiaccia gli avocado con una forchetta."


Piano terra, mezzanino, primo piano, secondo piano e mansarda. Sul retro, ampio giardino privato: au 10, Rue des Jardins. Al 10 di via dei Giardini abitano nei 15 appartamenti ben più di quindici persone e tutte, o quasi, sono intente a preparare qualcosa da mangiare. Dal Salmorejo di Pilar alla zuppa di fagioli neri della Señora Flores, dagli spaghetti al pomodoro della Signora Lella al Baba Ganoush di Ibrahim, dai cookies di Jeremy che sta all'attico fino al Guacamole del pianterreno preparato anche con l'aiuto di Maria.
All'opera non ci sono solo i grandi, ma una squadra di valenti aiutanti, chiamati a svolgere mansioni altrettanto importanti, ma più adatte a mani piccole.
E chi non è impegnato a polpettare, schiacciare e mescolare è comunque lì ad assaggiare, a osservare. Tutti e tutte però, sebbene siano impegnati in attività differenti, hanno in comune un sorriso, magari anche solo accennato, al pensiero di ciò che li attende.

Un libro grande e pieno di cibo, facce e colori. 


Un palazzo è il contenitore ideale per raccontare tante storie contemporaneamente.
Per forma architettonica, per luogo di nascita del libro, per dimestichezza con il melting pot, mi pare evidente che la storia non sia roba di casa nostra, ma sia invece ambientata Oltralpe, in Francia.
Non è esattamente un dettaglio folkloristico il fatto che tutte queste persone abbiano fisionomie, culture, tradizioni alimentari, religioni, lingue tra loro diverse e che, tuttavia, si sentano serenamente parte di una piccola comunità, come può essere quel condominio a Rue des Jardins.
Un po' più consueto è il fatto che essi abbiano deciso di comune accordo di mettere insieme i loro saperi in fatto di cucina: intorno a un tavolo, spesso si diventa amici o quanto meno si fa conoscenza...
Gli abitanti di quel palazzo, è piuttosto chiaro, infatti si conoscono tra loro ed è evidente che hanno una gran voglia di mettere in comune pezzetti della loro storia, della loro cultura, delle loro tradizioni. Su una grande tavolata. Non sembra proprio che questa sia la prima volta che mangiano assieme.
Meno scontata è la circostanza che il muro di cinta che chiude lo sguardo sul giardino, sia valicato da ammiccamenti di persone di passaggio, che in questo mood di festa vengono invitati a entrare da chi è già dentro: prendete una sedia e procuratevi un piatto, questa è una festa per tutti.
Tutto questo apre diverse questioni più generali che possono trovare esito in belle chiacchierate da 'intavolare' con i bambini e le bambine, chiedendo loro di mettere in comune il proprio vissuto su questa questione. Anche se non è esattamente una novità che il cibo sia stato, ovunque ma anche in Italia, uno dei primi vettori di conoscenza e inclusione all'interno di comunità già consolidate di persone di altri paesi. Già vent'anni fa nelle mense scolastiche ai ravioli nel menu settimanale si alternava il cuscus, con risultati anche piuttosto sorprendenti di bambini che sostenevano il non plus ultra del gusto nel mangiare uno strato di cuscus e uno strato di ravioli, uno strato di cuscus a uno di ravioli.


Più interessante è il discorso sul valore sociale che ha la condivisione del cibo e su cui poggia (con la consueta freschezza che contraddistingue la più recente produzione di Felicita Sala) questo libro, il primo in solitario datato 2018 in Francia, di ricette dai quattro angoli del globo. 
Un filo rosso le tiene insieme: la loro facilità nella realizzazione. Pur non essendo espressamente cibi pensati per bambini, per accessibilità, sono facilmente cucinabili anche da piccole mani. 


Il libro si inserisce in questa sempre più diffusa ricerca di ibridazione tra generi, ovvero tra libri di stampo più divulgativo e libri di finzione, gli albi, che fondendo i loro due linguaggi più peculiari danno origine a questo interessante risultato.
Dal punto di vista più strettamente narrativo, è bello vedere all'opera vecchi, giovani, donne sole, uomini soli, mamme e figlie, sorelle, ragazzetti, nonni e nipoti che - sorridendo - cucinano per qualcun altro. È bello vederli nelle loro case che sono, al pari degli ingredienti che manipolano, espressione di mondi e culture molto diversi fra loro. 
Dal punto di vista più legato all'informazione, è bello vedere gli ingredienti disposti sulla pagina di destra che contiene le poche righe della ricetta, con la consueta visione un po' distorta e un po' cubista. 
È bello vedere i dettagli con cui Felicita Sala puntella le grandi tavole di sinistra che fanno da scenario all'atto del cucinare. E su tutto è bello vedere l'armonia nell'uso dei colori e l'equilibrio compositivo nello specchio della doppia pagina.


Insomma, un bel libro da maneggiare.

Carla

lunedì 5 novembre 2018

FAMMI UNA DOMANDA!


ALBERI


Nella divulgazione per ragazze/i gli argomenti botanici molto timidamente stanno acquisendo una maggiore importanza. Considerato un argomento ‘noioso’, rispetto agli animali, all’universo, ai fenomeni e alle curiosità naturali in genere, il mondo delle piante viene affrontato raramente, ma con un discreto successo.
Ci sono due fattori che spingono in questa direzione: l’intensa produzione sulla vita degli alberi, in particolare, nella produzione editoriale per adulti, corrisponde a una sorta di cambiamento di paradigma, una nuova visione del mondo vegetale che gli attribuisce capacità e risorse finora negate; e poi la contingenza dei fenomeni più recenti, che hanno portato all’onore (triste) della cronaca i boschi alpini. Tutto questo non è all’origine della ideazione di ‘IL Regno degli Alberi’, l’ultima affascinante creatura di Piotr Socha e Wojciech Grajkowski, ma può aiutarne la popolarità.



Questo grande libro illustrato rispecchia la struttura del precedente ‘Il Regno delle Api’, che ci aveva stupito per l’attenzione al dettaglio, nel testo come nella immagine.
Qui pariamo di alberi, delle loro caratteristiche strutturali, della loro diversità, con focus successivi su alcune tipologie, sulle specie rare, sul micro ambiente che si sviluppa intorno ad essi, animali che ci vivono, che se ne nutrono, altre piante che interagiscono.
Poi c’è il lato antropico: l’uso che nel tempo abbiamo fatto del legno, dalle case alle maschere, dagli strumenti musicali alle navi. Infine l’aspetto simbolico , l’albero della vita, quello che descrive l’evoluzione, l’albero genealogico e poi l’aspetto religioso o letterario, dall’albero di Adamo ed Eva, fino alla meditazione del Buddha.


Anche in questo libro, pubblicato da Electa kids, gli autori hanno curato i testi con attenzione nel mantenere un linguaggio semplice e chiaro, pur con un testo abbastanza approfondito. Le immagini sono di grande impatto, assolutamente precise nel loro aspetto più descrittivo e suggestive laddove evocano argomenti più complessi, di ordine religioso e simbolico, non senza un pizzico di ironico stupore.


Colpiscono le immagini degli alberi più grandi, resi in tutta la loro maestosa bellezza, così come sono divertenti le tavole che enumerano soggetti viventi e non, dove gli autori cercano di rendere conto delle molteplicità, una sorta di sintetica catalogazione visiva.
Ci si potrebbe chiedere a quale tipo di domande un libro concepito così possa rispondere, se c’è un effettivo interesse da parte di bambini e bambine rispetto all’argomento; è ovvio che molti animali hanno un fascino speciale, esercitano un’attrazione particolare nei confronti dei bambini, anche per il valore simbolico che gli attribuiamo; ma è anche vero che la percezione di distanza parte dagli adulti, dal loro scarso interesse e dalle poche cognizioni in materia botanica. Il mondo vegetale e, più in generale, quello naturale possono essere raccontati in modo diverso e in questi anni gli spunti in questa direzione, anche nella produzione editoriale per ragazzi, sono stati molteplici. Mi riferisco, per esempio, all’insuperato 'Il mondo segreto delle piante' pubblicato da Editoriale Scienza, in cui si utilizzano, per descrivere le piante, le stesse categorie riguardanti gli animali.

 
Tutte queste riflessioni, che riguardano le intelligenze animali o le ‘capacità’ espresse dagli alberi, stanno determinando un cambiamento di prospettiva interessante, che credo si rifletterà sempre di più nei libri per i lettori e le lettrici più giovani. Nuove domande, nuovi orizzonti per lettrici e lettori, che, con approccio diverso, possono dilettarsi con questo libro a partire dai sette anni.


Eleonora

“Il Regno degli Alberi”, P. Socha e W. Grajkowski, Electa kids 2018

mercoledì 22 marzo 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


PAGINE AFFOLLATE DI ANIMALI SELVATICI


Il titolo del nuovo libro di Yuval Zommer, Il libro degli animali selvatici, pubblicato da Electa kids, è leggermente fuorviante, poiché l'oggetto vero di questo libro sono i mammiferi selvatici.
Come nei precedenti suoi libri, in Italia è stato tradotto Il Libro degli insetti, l'autore inglese, coadiuvato dalla consulenza scientifica di Barbara Taylor, si rivolge in modo particolare a un pubblico di lettrici e lettori intorno ai sei, sette anni. Anche quando accenna alla classificazione, lo fa con grande semplicità, senza appesantire mai il testo con eccessivi approfondimenti.


Dunque, una volta presentati i mammiferi in generale, Zommer ne illustra le caratteristiche: come si difendono, come comunicano e così via. Seguono poi diversi capitoli dedicati, ciascuno, a un diverso animale: volpi, tigri, leoni, iene, ma anche pipistrelli, istrici, tassi e tanti altri; nella doppia pagina dedicata a ciascuno di essi sono descritte alcune caratteristiche salienti, mentre a lato della pagina a sinistra si ricorda dove vive quel determinato animale. I capitoli finali sono dedicati ai mammiferi estinti e a quelli a rischio d'estinzione, nonché a quei simpatici clandestini che ogni tanto si affacciano, o si stabiliscono, nelle città.
Se tutto questo non bastasse, all'inizio del libro viene indicata un'impronta da ricercare nelle tavole successive, indovinello opportunamente svelato alla fine.


Come ne Il libro degli insetti, anche qui c'è un'assoluta predominanza dell'immagine, che spiega con chiarezza, anche prima di aver letto il breve testo, quale caratteristica dell'animale viene posta in evidenza. Le illustrazioni sono improntate a un accenno ironico che sottolinea l'aspetto giocoso della lettura. E, ovviamente, descrivendo animali e ambienti così vari, variano anche le tonalità che contraddistinguono i diversi habitat.
Sicuramente divertente e stimolante, dai colori vivaci, rappresenta bene quel tipo di libro che unisce informazione e intrattenimento, inserendo il gioco direttamente nel corpo del libro, rendendolo fruibile anche a bambini e bambine con scarsa dimestichezza con la parola scritta.

Peccato alcune inesattezze, che non so se provengano dal testo originale, certo non così gravi da inficiare la validità di questo testo; forse una più attenta revisione avrebbe potuto facilmente evitarle.
Credo che la maggioranza dei lettori, intenti a cercare l'impronta sospetta, non se ne accorgerà nemmeno.

Eleonora

“Il libro degli animali selvatici”, Y. Zommer, Electa kids 2017




lunedì 13 febbraio 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


LE PIU' VARIE MERAVIGLIE


Quasi in contemporanea, l'editore Electa kids propone due novità, perfettamente coerenti con il suo progetto editoriale. Si tratta di due testi che coniugano una grande ricercatezza formale con testi aggiornati e precisi, entrambi di provenienza britannica.
Il primo, Botanicum, ci riporta la brava illustratrice Katie Scott,  che avevamo già visto all'opera con Animalium, mentre i testi sono curati da Kathy Willis, direttrice dei Royal Botanic Gardens di Kew. 
Anche in questo caso, come nel precedente volume, il giovane, appassionato lettore o lettrice viene preso per mano e portato a visitare un museo virtuale, in cui, sala per sala, si seguono le vicende evolutive del mondo vegetale, la classificazione, le diverse particolarità che contraddistinguono diversi tipi di piante.

Dalle più antiche, alle specie botaniche più recenti frutto anche della selezione genetica operata dall'uomo, alghe, alberi, ecosistemi importanti, come le foreste pluviali, e ancora piante grasse o carnivore, ogni tipo viene descritto con termini precisi che richiedono una certa dimestichezza con la terminologia scientifica. I testi sono brevi e non mancano le curiosità, come quella riguardante l'orchidea bianca del Madagascar: questa particolare orchidea fu mandata a Darwin che dedusse, dalle sue dimensioni, che doveva esistere un insetto impollinatore dalle dimensioni particolari, insetto, una falena molto grande, che fu trovata solo venti anni dopo la morte di Darwin; al nome scientifico di questa bellissima pianta fu aggiunto il termine praedicta, a sottolineare il grande intuito dello scienziato inglese.


Si tratta di un testo orientato alle scienziate e scienziati in erba con uno spiccato interesse per l'argomento e sensibili alla perfezione formale delle tavole, vicine alle tavole naturalistiche di Ernst Haeckel, grande naturalista e artista ottocentesco, cui Katie Scott esplicitamente si ispira.


Più semplice, per certi versi, Mirabilia. I record della natura , con i testi di Kate Baker e Zanna Davidson e le illustrazioni di Page Tsou, più volte presente alla Bologna Children's Bookfair. L'illustratore, nato a Taipei e cresciuto artisticamente a Londra, si ispira alla pittura a china tradizionale cinese, ai manga, alle illustrazioni degli anni '60.
Il progetto di questo libro è ambizioso: rivisitare uno dei più classici e tradizionali libri di divulgazione per ragazzi: i libri delle curiosità, quei libri, cioè, in cui non si segue un criterio sistematico, ma si affiancano argomenti diversi, cercando di evidenziare i viventi o i fenomeni naturali più estremi. E così si susseguono tavole in cui sono descritti gli insetti più grandi, o i terremoti più devastanti, o le forme di vita più longeve o più numerose.


Sicuramente raffinato non solo nell'illustrazione, ma anche nell'impianto grafico e nell'impaginazione, è tutt'altro che banale anche nei testi. Tuttavia, l'impatto sul pubblico dei bambini e bambine , dai sette anni in poi, forse non è così forte come quello di analoghi testi, usciti anche recentemente, fondati su un'impaginazione più vivace e sull'immagine fotografica.
C'è una grande distanza, e salutare, dalle immagini, a colori sgargianti, delle app e dei giochi 'social'; questo è un libro da sfogliare attentamente, in cui i dettagli vanno cercati, le spiegazioni comprese, in cui non basta, insomma, il colpo d'occhio. La velocità, che è una delle caratteristiche del nostro presente, non si addice a questo tipo di testo e quindi, da questo punto di vista, rende questo tipo di libri di divulgazione più 'difficili'. Ma non è detto che la richiesta di testi 'facili' vada sempre assecondata. Insegnare i tempi più lunghi dell'approfondimento, della fruizione non passiva potrebbe essere un obiettivo involontario di questi pregevoli libri.


Eleonora

Botanicum”, K. Scott e K. Willis, Electa kid 2017
Mirabilia. I record della natura”, P. Tsou, K.Baker e Z. Davidson, Electa kids 2017




domenica 1 gennaio 2017

ECCEZION FATTA!

I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
E PER FARE FESTA


Il meglio di...
un anno di libri, un anno di ragionamenti,  
un anno di recensioni su Lettura candita
Per ogni libro, il nostro perché

(BUM!)



Gennaio 2016

perché:
"Troppo crudele? Troppo esplicito? Troppo politicamente scorretto per i bambini nostrani? Eppure il suo segno appare nel solco di autori molto amati, come Solotareff, in ogni caso pienamente in quella tradizione francese che è una costante presenza nel panorama degli albi illustrati tradotti in Italia. Ma, anche nel disegno, con un quid che lo rende 'pericoloso' e 'dissacrante' agli occhi dei più tradizionalisti. Tuttavia, sebbene anche il disegno prenda direzioni inaspettate, come per esempio quel bel sedere a cuore che corona l'ultima tavola di questo libro, sono piuttosto convinta che la remora che ci ha privato di Mets finora dipenda principalmente da cosa scrive e da come lo scrive.


perché:
"Più è contenuto il segno e più il segno ha contenuto.
Dov'è lo zoo? si muove nella medesima direzione. Nulla di esornativo e di superfluo, solo poco rosso e molto nero, distribuiti tra disegno e testo,una sequenza ordinata e ripetuta di quest'ultimo, quasi un ritornello, un ordine altrettanto preciso nella disposizione degli animali nella pagina di sinistra che vanno accumulandosi fino ad arrivare a riempire quasi del tutto lo specchio della pagina conclusiva con il gufo sul ramo
A seguire, il colpo di teatro finale, preannunciato in verità già dalla copertina e nei risguardi, in cui il rosso entra con prepotenza e il nero pieno si stempera nei toni acquarellati di grigio.
Il vero colpo di coda finale, tuttavia, arriva ancora dopo. Gli animali sono spariti, forse hanno fatto propria la lezione del gufo o forse hanno tristemente e semplicemente abbandonato la ribalta. Al loro posto è comparsa la frase che segna la svolta, ovvero lo scarto che un pensiero divergente genera sul lettore intelligente."

Febbraio 2016

perché: 
"Man mano che ci si avvicina al momento clou della narrazione, il tono perde la sua leggerezza e l'aura di beata incoscienza che permea i primi capitoli. E si finisce col chiedersi come dei bravi ragazzi possano diventare dei piccoli mostri. Salvo poi redimersi, perché siamo pur sempre in un libro per ragazzi. E' sicuramente la parte più originale ed incisiva di tutto il racconto, con la descrizione precisa del meccanismo mentale che porta un gruppo di persone ad avere comportamenti che i singoli non avrebbero mai.
Bella materia di riflessione, descritta in modo non moralistico, al contrario molto aderente alla realtà psicologica dei gruppi di ragazze o ragazzi: l'esclusione e l'inclusione, il farsi trascinare in situazioni sbagliate, il senso di colpa e, perché no?, la presa di coscienza, che può essere il passaggio al diventare grandi."


perché:
"Bello, intelligente, poetico.
La prima cosa che colpisce è la cura formale che gli ha dedicato Amy Nielander, al suo primo albo. La sua formazione da designer affiora in ogni dettaglio: centinaia di coccinelle, disegnate con precisione assoluta, tanto che ognuna di esse ha sul foglio l'esatta misura reale. Il secondo elemento è il punto di osservazione, zenitale rispetto alla pagina. Tutte disegnate in scala 1:1, le coccinelle creano una macchia di colore che attraversa il foglio, che da questo viene 'mangiata', per poi ricomparire in forme geometriche che, come in una stop motion, ricordano le figure stupefacenti che fanno gli stormi di storni nei cieli delle città o le riprese dall'elicottero che sorvola le grandi maratone.
L'effetto visivo è stupefacente e permette all'occhio di 'muoversi' da una visione d'insieme, che altro non è che una forma geometrica multicolore costruita da molti puntini diversi, coleotteri come pixel, a una visione del dettaglio in cui ogni livrea raffigura caso a sé (d'altronde le coccinelle si suddividono in più di 6000 specie diverse).
L'intelligenza, suo secondo pregio, risiede ovviamente nelle idee che il libro contiene. Per prima cosa l'effetto sorpresa che esso crea nel lettore quando dal piano 'narrativo', ovvero dal racconto senza parole di una gara tra piccoli insetti, si passa ad un linguaggio che si occupa della forma. Della forma del libro in sé."

 Marzo 2016
perché:
"Quest'opera di Selznick, forse la più bella, è tante cose contemporaneamente, che meriterebbero tutte di essere approfondite: è un atto d'amore nei confronti del teatro, della sua storia, delle sue leggende; è un atto d'amore nei confronti della città di Londra e delle sue memorie; è un'apologia dell'amore, capace di sopravvivere al tempo e alle ingiurie della malattia. Un amore comunque declinato, fatto di condivisione profonda, di sogni comuni e di grande generosità.
Questo romanzo vale più di decine di storie 'politicamente corrette', volte a rappresentare le diverse facce dell'amore. Più di tutto valgono le testimonianze di vita, talvolta più sorprendenti di qualsiasi invenzione."

perché:
"Irresistibile e necessario. Per vari motivi. Il primo, il più evidente, il disegno dell'architettura e degli interni. Protagonista discreta ma sempre presente, una cittadina del Nord Europa con le sue case viste da fuori e viste da dentro (veri volumi che contengono il quotidiano), probabilmente case di un quartiere popolare, ritratte in alcune giornate con il cielo terso attraversato da una luce tagliente. La luce è infatti la seconda grande protagonista, come testimonia una storia a lei totalmente dedicata. Terzo elemento è il tono che attraversa il racconto: un tono che, già notato, è spiazzante. In una trama costruita sulla assoluta quotidianità, sulla più ovvia normalità, si inseriscono vere e proprie scosse di follia: fulmini a ciel sereno. E' la libertà fatta pensiero che poi diventa narrazione."

 Aprile 2016
"Ci pare di poter cogliere un senso ulteriore che tutta la storia ha in sé. Questo continuo fraintendimento di parole tra gli adulti e il bambino che attraversa l'intera vicenda in cerca di una cena per suo padre non è solo un esercizio di stile, ma piuttosto una spia di una diffusa incomprensione, forse vera e propria incomunicabilità tra i due mondi. Un continuo e ripetuto errore di 'ricezione' che tanto mi ricorda Rodari quando, sul diretto Capranica-Viterbo, raccontava di un uomo vecchio con un orecchio acerbo, che serviva a facilitare una comunicazione tra grandi e piccoli. 
Il cerchio potrebbe chiudersi qui.   
Così facendo, però, non si metterebbe in luce la qualità altissima del disegno, il raffinato gioco finale che fa chiudere in bonaccia la altrimenti turbinosa vicenda. 
Con il crescere della forza del vento, è l'immagine stessa a deformarsi. Prospettive di visione sempre più ardite, con lesine, punteruoli e trincetti che si inclinano sul fondo della pagina, tessuti che si alzano o che si incollano ai corpi, giocattoli che fluttuano, viali alberati che diventano gallerie del vento in cui è impossibile non decollare..."


perché: 
"Possiamo divertirci un mondo con Il libro degli insetti, raffinata produzione inglese firmata da Yuval Zommer e pubblicata in Italia da Electa Kids: serissime tavole, affollate da insetti ed altri invertebrati, che descrivono in estrema sintesi api, formiche, farfalle, blatte, coccinelle, ma non dimenticando altri abitatori del microcosmo come ragni, lumache e lombrichi.
Le descrizioni sono chiare e precise, l'autore si è avvalso della consulenza scientifica di Barbara Taylor, le schede contengono i dati essenziali, ma sopra tutto c'è la qualità dell'illustrazione, precisa senza essere pedante, l'impaginazione movimentata, che impedisce la noia, la presenza del gioco, con un piccolo cerca & trova sparpagliato fra le pagine, che incentiva le già sviluppate capacità di osservazione dei nostri pargoli. Sarà un libro sicuramente apprezzato dai piccoli scienziati/e a partire dai sette anni, ma può essere utilizzato anche prima."
[continua]

lunedì 21 novembre 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


 FARE FILO'


'Fare filò' è un'espressione dialettale che viene dalla tradizione contadina, veneta ed emiliana: descrive il raccontare storie davanti al fuoco, o nelle stalle, nelle lunghe sere d'inverno. I grandi raccontano ai piccini storie vere e fantastiche, di quelle che fanno trattenere il fiato.
Il ritorno dei Cantalamappa, dei magici Wu Ming, con le illustrazioni di Daniele Castellano, mi ha ricordato proprio questo, così come me lo raccontava mio padre quand'ero piccola. Gli episodi di questo nuovo viaggio fantastico ai quattro angoli del pianeta sono in parte veri, con documentata fonte storica, in parte un po' romanzati e c'è sempre qualcosa di inventato per il gusto di stupire il pubblico di ragazzine e ragazzini, del tutto ignari degli episodi di cui si va parlando, veri o fantasiosi che siano.


Vero l'episodio dell'isola Ferdinandea, emersa nel 1831 al largo della Sicilia, per poi sprofondare nuovamente negli abissi marini. Vero l'incredibile episodio dell'Arbez Hotel, collocato a metà fra il territorio francese e quello svizzero, salvezza di un partigiano in fuga, durante la Seconda Guerra Mondiale, e di chissà di quanti altri inseguiti dai Biechi Bruni.
Veri ed emozionanti gli episodi ambientati in America Latina, in particolare quello che si riferisce alla cosiddetta 'guerra dell'acqua', in Bolivia, dove un nugolo di ragazzini, a capo di un ben più minaccioso branco di cani randagi, è riuscito a mettere in fuga l'esercito mandato a reprimere una rivolta popolare contro il potere di una multinazionale dell'acqua.


Dunque si parla di leggende, di animali estinti, di cattivi veri come i Biechi Bruni e i Biechi Neri, o la SuperBanca InterMondiale, di popoli oppressi e animali dimenticati; di occidentali creduloni e di aborigeni discriminati.
Con penna leggera e molta ironia Wu Ming  riesce ad aprire molte finestre sul mondo e sulla storia, dimostrando che quello che è avvenuto e che avviene magari qualche chilometro più in là può essere importante anche per noi.
Procedendo fra realtà e finzione, con i nomi trasfigurati e qualche avventura messa lì a dare più sapore al racconto, il nostro inesauribile collettivo di scrittori dimostra la propria capacità di proporre uno stile narrativo efficace ed intellettualmente onesto, dichiarando sempre da quale parte del mondo ci si schiera e non è certo la parte dei biechi bruni di qualsiasi latitudine e nemmeno di una multinazionale pronta a vendere a caro prezzo l'acqua ai contadini.

 
Come nel precedente, Cantalamappa, la cornice narrativa è costituita dai racconti di un'anziana coppia di viaggiatori, che nei brevi passaggi in quella che considerano casa raccontano al simpatico vicino, l'io narrante della storia, le avventure che hanno vissuto e gli strani personaggi incontrati. Ciascuno dei diversi episodi può essere lo spunto interessante per approfondire e per capire meglio il mondo in cui viviamo, provando a leggerlo dalla parte dei più deboli, con intelligenza e curiosità, e con un pizzico di necessaria indignazione.
Lettura piacevole e stimolante, per ragazze e ragazzi combattivi, a partire dai dieci anni.

Eleonora

“Il ritorno dei Cantalamappa”, Wu Ming, Electa kids 2016