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venerdì 28 giugno 2024

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

GHIAIA IN MOVIMENTO

Una parola molto larga, Giusi Quarenghi Giovanni Colaneri 
Franco Cosimo Panini 2024 


POESIA 

"Fratelli e sorelle  petali e spine 
bacche di boschi conchiglie col mare 
raccolte di perle e sassolini 
quello che conta è che ci sono 
che gusto litigare 
le mani per sberle e pizzicotti 
carezze, solletico, dispetti e spintoni 
stare insieme nella tana non tremare 
sapere nostri i luoghi segreti." 


Famiglie che sono in partenza: madri, padri sorelle, fratelli, nonni, nonne zie e zii, cugini, persino i vicini. Famiglie che approdano diverse in chiusura, legate alle prime da un sottile filo di senso. Tra loro, ordinatamente disposti, i parenti sembrano esserci tutti, tutti in elenco. E noi. Noi che siamo noi. L'intelaiatura di questo libro si chiarifica cammin leggendo e, occhio, che nulla è casuale: dalle maiuscole ai doppi spazi. 
In questo largo contenitore, che dapprincipio mostra qualcosa di grande e composito e poi si focalizza su qualcosa di molto più singolare per poi riallargarsi alla fine per tirare le fila, si agitano sassolini in movimento continuo, parole che Giusi Quarenghi canticchia e ripete sottovoce, come fosse una lettura veloce di pagina di appunti, un elenco di suggestioni. 
E magicamente succede questo: ogni parola si lega all'altra grazie a un legame di senso e di suono che ciascuno può cogliere per sé - fanno così le buone storie. E tale sequenza, nonostante la sua curiosissima forma, ha la sicurezza di diventare narrazione, o meglio narrazioni. Ognuno, la propria. I nessi di Giusi Quarenghi non è affatto detto che siano quelli del lettore, ma evviva così. 
A lei di certo va il merito di aver saputo cogliere e restituire in estrema sintesi - fa così la poesia - una sorta di mappa interiore dell'anima che ci tiene tutti insieme. 
Il modo che ha escogitato, più ci penso, più mi pare geniale. Ha pulito ogni riga dalle impurità e ha lasciato in fila solo parole chiave, conferendo loro suono rime e ritmo: non sono casuali i doppi spazi che sono piccolissimi silenzi che dividono, per esempio, i fratelli e le sorelle dai petali e dalle spine. Nulla è lì per caso anche se fa di tutto per sembrarlo. Neanche la rima che non sembra mai cercata. E non è casuale questa capacità e volontà che dimostrano le parole che prima sono singole, saltellano da sole, e poi rallentano e diventano frasi, usano aggettivi rassicuranti, come a voler restituire il senso profondo dell'essere madri, dell'essere fratelli. 
E ancora, questo modo sembra elettivo per poter lanciare le parole, ma soprattutto i significati che gli diamo, in mille direzioni anche lontane. D'altronde se la parola è molto larga, non potrebbe che essere così. 


E allora succede che dei nonni le cose che passano, almeno che hanno bucato la mia di testa, sono l'essere quelli che ci sono, quelli che mancano (applauso sul doppio significato) e quelli che non si ricordano di chi sono, sono il loro essere infaticabili, un po' duri d'orecchio e in mezzo a tutto questo che suona come una descrizione - seppure sincopata - si insinua il lessico dei nonni : non gridare, cos'hai detto, non così, andiamo, facciamo, vi aspettavo, non mi ricordo... 
E degli zii, figure eterne o solo di passaggio, la piacevolezza quasi mitica da un lato, di solito con gli zii giovani o coetanei dei nostri genitori, e certa pudica ritrosia, di solito con quelli che hanno l'età di un nonno: con questi "pochi baci per favore veri finti" "spuntati da dove e come e quando". E i cugini che spesso con gli zii arrivano al seguito. Il loro arrivo e passaggio è "grandi fuochi d'artificio" "più che amici più che fratelli" e in ultimo come succede in ogni buon spettacolo pirotecnico c'è la strenta dove Quarenghi spara una quindicina di animali parenti, fino ai tarli, che sono "il colpo oscuro finale". dopo il quale c'è il silenzio. Almeno un po'. 


Volutamente zitta sono stata su padri e madri e sul finale, ovvio, e su quel sottile filo che lo lega al suo principio. 
Non so se sia andata davvero così - sono arrivata ai saluti di commiato quando Giusi Quarenghi in fiera da una poltroncina ne ha parlato - ma ho come la sensazione che a Colaneri abbiano tremato i polsi nel dover afferrare un punto di partenza da questa ghiaia in movimento.


Con i suoi pennarelli - anche lui è nel gruppo degli illustratori poco più che trentenni che nei pennarelli e in quel tipo di disegno hanno la loro cifra - ha, credo fatto la cosa giusta: si è divertito, ha raccolto e restituito cose che tornassero utili, ha possibilmente anche aggiunto qui e là, pescando dal proprio immaginario di famiglie e ha prodotto una serie di tavole a doppia pagina (chiedo scusa formalmente a tutti qui ma ho il libro e non un pdf, quindi lo scanner nelle mie mani inette ha fatto quel che ha potuto) che hanno una loro grazia complessiva. E tanto movimento, figurine, nuvole e colore. 

 Carla

lunedì 14 febbraio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

VIVA DARWIN (PARTE PRIMA)


Ho già segnalato la collana di biografie ‘irriverenti’ dal titolo invitante ‘Losche storie’, pubblicata da Franco Cosimo Panini. L’ultimo volume, pubblicato da poco, è dedicato a Darwin: ‘Charles Darwin. Viziato Ipocondriaco Rivoluzionario’ è sicuramente una delle migliori biografie dedicate a questo straordinario personaggio della storia della scienza.
Intanto è molto curata la ricostruzione d’ambiente, l’Inghilterra vittoriana, l’agiata famiglia d’origine, la cui ricchezza consentì al giovane svogliato Darwin di portare avanti le sue ricerche e di finanziare il viaggio sulla Beagle. In secondo luogo, emerge un ritratto dello scienziato sfrondato dalla consueta agiografia, che spesso caratterizza i testi dedicati ai ragazzi. Infine, coglie a pieno quella portata rivoluzionaria che la teoria dell’evoluzione ancora esprime.
Vediamo i singoli punti: per comprendere l’eccezionalità del pensiero darwiniano bisogna comprendere come i cosiddetti ‘filosofi naturalisti’ inglesi all’inizio dell’Ottocento fossero permeati dalla cultura cristiana espressa dalla chiesa anglicana. Che la natura fosse espressione dell’intento creatore di Dio era fuori discussione. Le evidenze che mettevano in discussione l’interpretazione letterale della Bibbia, con un unico atto creatore, il diluvio universale e la perfezione umana come atto finale del processo creativo, erano in qualche modo trasformate per non contraddire il verbo biblico. Esisteva il problema dei fossili e delle estinzioni, esisteva il problema del tempo della Terra, delle ere geologiche e degli sconvolgimenti, di cui si trovavano molte tracce, che ne avevano modificato l’aspetto: cosa ci poteva fare una conchiglia fossile in mezzo alla campagna inglese?
Era dunque il tempo per vedere le cose in un modo diverso.
A seguire il percorso di vita e di studi del giovane Darwin si stenta a credere che sia stato lui il grande pensatore che ha rivoluzionato la biologia. Da ragazzo non era stato uno studente modello, preferiva di gran lunga la caccia e la ricerca di coleotteri, di cui era appassionato collezionista.
Destinato a proseguire il lavoro del padre, medico di grande fama, lasciò gli studi dopo due anni, disposto anche ad accettare la carriera di diacono piuttosto che continuare gli studi di medicina. La proposta di imbarcarsi sul brigantino Beagle lo tolse dall’impiccio di doversi dedicare agli studi di teologia; il viaggio di cinque anni, dal dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, lo portò a fare un lunghissimo viaggio di esplorazione che toccò Sud america, Africa, Polinesia, Australia.
Non mi soffermo su questo aspetto della sua vita, già ampiamente trattato da altri interessanti testi. Qui emergono due aspetti attinenti al lavoro dello scienziato: la paziente, metodica raccolta e catalogazione dei reperti, un lavoro di raccolta di dati senza il quale non esiste ricerca attendibile; e poi la gestazione del nuovo punto di vista, quello destinato a cambiare il mondo, che non si afferma come una subitanea illuminazione, ma è il frutto di riflessione, confronto e anche reticenza ad ammettere qualcosa che può cambiare il modo di pensare di tutti. Mentre il racconto del viaggio sulla Beagle, ‘Viaggio di un naturalista intorno al mondo’, ebbe grande successo, ‘L’origine delle specie’, che Darwin concepiva come un primo approccio ad una nuova teoria della vita, fu pubblicata nel 1859 e suscitò un vespaio. Nel frattempo anche un altro naturalista, Wallace, era arrivato alle stesse conclusioni.
Ed ecco il terzo aspetto, la portata rivoluzionaria dell’evoluzionismo: il mondo dei viventi, oggi la chiameremmo la biosfera, non è più il frutto di singoli atti creatori, ma il frutto di un processo naturale fatto di ereditarietà dei caratteri, variazioni casuali e selezione naturale. Il principio creatore esce di scena, l’uomo perde definitivamente la sua centralità.
Ma il bello di questa collana, curata dalla brava Paola Cantatore, che è anche autrice di questo testo, è mettere insieme serietà e ironia, fornita dalle pungenti incursioni di Alessandro Vicenzi. A completare la cura editoriale ci sono le illustrazioni di Federico Manzone.
Ottima proposta di divulgazione intelligente, puntuale e divertente nello stesso tempo.
Consiglio caldamente la lettura a ragazze e ragazzi curiosi, ma anche a chi vuole farsi un’idea più precisa della scienza e della sua storia, a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Charles Darwin. Viziato Ipocondriaco Rivoluzionario”, P. Cantatore e A. Vicenzi, ill. F. Manzone, Franco Cosimo Panini 2022



mercoledì 20 maggio 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

DIQUA’-DILA’


Una nuova collana, pubblicata da poco da Franco Cosimo Panini, arricchisce le proposte per i più piccoli: si chiama DiQua-DiLà ed è opera della francese Martine Perrin, che riprende un format già presente nei suoi lavori, la pagina intagliata che, aprendosi, svela una forma coerente con quello che si era intravisto. 


I lavori dell’artista francese sono stati tradotti dalle Edizioni Nord-Sud quasi già dieci anni fa con il titolo di collana Gira e Rigira. Più recentemente, il suo progetto editoriale si è articolato in proposte diverse, acquisite a questo punto dalla Franco Cosimo Panini; ricordiamo ad esempio, ‘Nel bosco’, oppure il più recente ‘Dov’è il lupo?’. In particolare in quest’ultimo, un cerca-trova graficamente raffinato, vengono messi insieme diversi tipi di animazione e di giochi visivi, in realtà non sempre di immediata comprensione per i bambini piccoli cui il libro è rivolto.


Questo esempio mostra come anche nel libro gioco si possano trovare sperimentazioni grafiche davvero interessanti, come, per fare un esempio, nel caso di Norman Messenger.
DiQua-DiLà è una collana che non utilizza i consueti argomenti, utilizzati per questa fascia d’età, anzi si propone di raccontare ai più piccoli civiltà lontane, come quella cinese o dei nativi americani.


La struttura è semplice ed è basata su un indovinello che pagina per pagina spinge ad andare avanti per trovare la risposta; ogni indovinello comprende due doppie pagine, la prima a destra presenta un intaglio che richiama un oggetto o un animale contenuto nel testo; questo chiede al piccolo lettore e alla piccola lettrice di indovinare cosa è nascosto sotto e che è proprio l’oggetto dell’indovinello; girando la pagina si scioglie l’enigma, svelando chi o cosa compie un’azione. La pagina con l’intaglio non perde di significato, perché girata e appoggiata sulla precedente pagina di sinistra riprende la sua forma con decori differenti.

 
L’indovinello è in rima e questo aiuta a trasformare la lettura in un gioco di scoperte.
Come si vede, il meccanismo è ben consolidato e molto semplice, mentre il testo un po’ più elaborato, con termini non sempre di uso quotidiano, seleziona un lettore ideale dai tre anni in poi, anche se le pagine cartonate rendono il libro resistente agli strapazzi e all’uso giocoso da parte anche dei più piccoli. E’ d’altra parte interessante il tentativo di ampliare gli argomenti messi a disposizione dei più piccoli, tralasciando animali e mezzi di trasporto per occuparsi di luoghi e popoli lontani.
La Perrin si conferma come un’illustratrice dal solido gusto grafico, che qui si concede delle belle invenzioni, con grande padronanza del mezzo tecnico dell’intaglio del cartone; è una tecnica che arricchisce e rende ancora più facile il meccanismo del cucù, con le immagini che saltano fuori da una pagina all’altra, modificandosi. In questo caso è ancor più evidente il gioco con l’aspetto grafico che utilizza la decorazione geometrica per passare dall’animato all’inanimato e viceversa. Il segno grafico molto netto, i colori sgargianti rendono questi piccoli libri godibilissimi, allenando l’occhio di bambine e bambini a cogliere quello che nelle immagini è nascosto.

Eleonora

“Dov’è il lupo?”, M. Perrin, Franco Cosimo Panini 2019
“DiQua-DiLà nell’America degli Indiani”, M. Perrin, Franco Cosimo Panini 2020
“DiQua-DiLà in Cina”, M. Perrin, Franco Cosimo Panini 2020


mercoledì 10 luglio 2019

FAMMI UNA DOMANDA!


MA CHE STORIE SONO QUESTE?!

Come ho avuto modo di sottolineare più volte, il successo delle ‘Storie della buonanotte per bambine ribelli’ ha dato nuova gloria alle biografie di personaggi famosi, per tutte le fasce d’età possibili e immaginabili.
Qualcuna più curata, altre più ripetitive, l’editoria per bambini/e e ragazzi/e deve aver pensato che questo relativo vuoto andasse riempito con una ridda di proposte sostanzialmente simili.


Per questo mi sembra particolarmente significativo il progetto proposto da Franco Cosimo Panini, con un team italiano composto da Antonella Vincenzi, Paola Contatore e Alessandro Vicenzi per i testi, Federico Freddie Tanto, Daria Tommasi, Giovanni Munari, Margherita Vecchiati e altri collaboratori. Perché lo sottolineo? Perché l’impianto di questa collana di biografie, Grandi/Losche Storie, richiama un po’ lo spirito trasgressivo e ironico delle mai dimenticate collane delle Brutte Storie, Morto che parla, Brutte scienze e così via, prodotto inglese tradotto dalla Salani parecchi anni fa.
La caratteristica in comune è appunto l’uso dell’ironia, il ricorso alla battuta per raccontare in modo disincantato, e realistico, le vite di alcuni personaggi ‘maledetti’. In realtà ci aveva provato, con poco successo, anche Baccalario con la serie del Professor Strafalcioni, che era, in effetti, un divertente libro gioco.
Qui ci si rivolge ad una diversa fascia d’età, dai dieci anni in poi: le biografie sono approfondite, un centinaio di pagine dense di informazioni, e la struttura del racconto si capisce già dalla copertina, dove all’impianto classico, titolo e collana, si sovrappongo gli interventi di Alessandro Vicenzi che, sottolineando, cancellando, sovrascrivendo traduce in termini più espliciti le espressioni più moderate del testo originale. Così è per tutto lo svolgimento della narrazione, in cui ci si dilunga anche nel merito delle produzioni dei singoli protagonisti.
Come ho detto all’inizio, i personaggi scelti non sono casuali e incarnano bene l’idea di storie ‘maledette’, in cui la sfortuna, i pregiudizi e le scelte dei protagonisti determinano storie del tutto inconsuete.


Per darvi un’idea, ho scelto le biografie di Mary Shelley, l’autrice di ‘Frankenstein’, e di Nikola Tesla, inventore geniale e incompreso.
Di Mary Shelley viene raccontato l’amore burrascoso e sconveniente con il poeta romantico, Percy, particolarmente attratto dalle sedicenni; viene descritto con cura l’ambiente che, per quanto fosse illuminato e predicasse la fine del matrimonio, in realtà isolò la coppia dello scandalo, Mary e Percy, rimasti spesso senza mezzi di sostentamento. Soprattutto la sovrascrittura di Vicenzi, che usa un linguaggio diretto ed esplicito, mette in evidenza le contraddizioni di un mondo maschile che, nonostante la visione illuminata, continuava a vedere il ruolo femminile in modo tradizionale.
Nello stesso modo, la vita avventurosa di Nikola Tesla diviene lo spunto per raccontare anche, oltre alle sue ossessioni e manie, anche la spregiudicatezza dei capitalisti che sfruttavano le invenzioni dello scienziato che, pur lavorando alacremente, riuscì a morire sostanzialmente povero.


Si tratta, insomma di storie che non raccontano il lato più conosciuto, ed edificante, di questi personaggi, ma di storie con seri tratti realistici, descrizioni d’ambiente efficaci e con la grande dote dell’ironia che rende spigliata la trattazione. D’altro lato, gli interventi di Vicenzi sono rappresentati graficamente come correzioni di un testo sottostante ‘politicamente corretto’, gioco che consente al lettore e alla lettrice di entrare e uscire dalla storia, di fare le proprie valutazioni, di farsi un’idea più complessa del personaggio storico di cui sta leggendo.
Mi sembra una bella proposta, intelligente, originale, che ha scelto un taglio critico interessante per raccontare il passato alle giovani lettrici e lettori; e interessante anche l’idea di proporre personaggi che si contraddistinguono per essere ‘fuori dal coro’.

Eleonora

Collana “Losche Storie”, AA.VV., Franco Cosimo Panini 2019


mercoledì 6 marzo 2019

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SIRENE


Questo albo, ‘Julian è una sirena’, pubblicato qualche mese fa in Italia da Franco Cosimo Panini, è di una semplicità disarmante nel presentare una situazione che potrebbe imbarazzare qualcuno e indurre qualche solerte amministratore veneto ad applicare un’inesorabile censura.
La storia, raccontata con delicatezza dall’americana Jessica Love, vede un bambino, Julian, incontrare per caso tre bellissime signore travestite da sirene.
E’ una folgorazione, anche lui vuole diventare una sirena; si guarda allo specchio e si immagina fra le onde, con una lunga chioma e una splendida coda da sirena; lo dice alla nonna, che sul momento non reagisce. Lui allora, mentre la nonna è occupata, si attrezza da solo per il travestimento, utilizzando quello che trova in casa: qualche ramo di felce in testa, abbellito con fiori freschi, una tenda annodata che diventa un lungo mantello, con la coda. Eccola lì la sirena, pronta ad affrontare il giudizio della nonna, che non apre bocca , ma regala a Julian una bella collana.


Poi, insieme, vanno ad una festa mascherata sulla spiaggia, piena di coralli, pesci, e, naturalmente, sirene.
Come si vede, niente retorica, niente lezioni impartite nello stile politically correct, niente spiegazioni e manifesti. Una storia semplice, delle scelte semplici: Julian che decide di vestirsi da sirena, la nonna che decide di assecondarlo, senza enfasi, solo con grande naturalezza.
E’ bello pensare di poter diventare ciò che si vuole, anche se in quel momento è solo un gioco.


L’albo, con una calda ambientazione all’apparenza caraibica, popolato da belle signore dalle forme abbondanti e altre belle ragazze piene di allegro splendore, racconta senza commentare, mostra senza giudicare e questo credo sia il suo più grande punto di forza.
Le illustrazioni, realizzate con acquarello, guazzo e inchiostro, sono state realizzate in un primo momento su carta bianca e poi su carta colorata, di un caldo ocra chiaro. Tutti i personaggi sono ‘afro’, realizzati con una fresca stilizzazione. Due sono i personaggi in primo piano: la nonna, compassata, presa dalle sue occupazioni, che guarda al bambino con il solo sguardo possibile, quello dell’affetto; e Julian, indeciso, poi via via più determinato vivere quel sogno che gli si è presentato in treno, allegro e stupito di se stesso.


Jessica Love è una giovane autrice di talento, con un segno grafico sicuro, molto ‘tradizionale’, nello stesso tempo con una grande capacità di sintesi: le sue tavole raccontano moltissimo attraverso lo scambio di sguardi fra nonna e nipote, mentre il testo si limita quasi esclusivamente ai dialoghi. La narrazione scorre fluida da una pagina all’altra, lasciando un senso di solare allegria.
L’albo è stato premiato come Opera Prima alla Fiera Internazionale del Libro per ragazzi di Bologna. Lo consiglio caldamente per la sua semplicità a lettrici e lettori a partire dai sei anni.



Eleonora

“Julian è una sirena”, J. Love, Franco Cosimo Panini 2018


venerdì 10 novembre 2017

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


TEMPO, UNA PAROLA ELASTICA



Un bel libro, sorprendente, di Pia Valentinis e Giancarlo Ascari, dedicato a un concetto intuitivo, all'apparenza, ma in realtà soggetto a molteplici interpretazioni.

 
Gong! Viaggio nel tempo, questo è il titolo del libro illustrato pubblicato da Franco Cosimo Panini, è davvero un libro pieno di sorprese che prende la parola 'tempo' e la declina in diverse accezioni, scandagliando il tempo misurato, quello che passa con il ticchettio dell'orologio; il tempo esistenziale, il tempo della musica, il tempo delle generazioni e, infine, il futuro, come lo immaginiamo. Il materiale è complesso, parliamo di un concetto astratto su cui si sono misurate generazioni di scienziati e di filosofi; ma anche la grande complessità può essere raccontata con sapiente leggerezza, e questo libro ne è la prova.
Ogni capitolo un concetto, un evento storico che fa collocare, appunto in una scala temporale, invenzioni determinanti come il calendario e l'orologio, nell'ansia umana di dare ordine allo scorrere inesorabile della vita. 

 
C'è l'orologio interno a ciascun vivente, che regola i cicli vitali, che ci fa svegliare o dormire, che si esprime con il ritmo delle stagioni e nel passare dei giorni.
Ma il tempo 'misurato' è anche il tempo del lavoro, il ritmo della catena di montaggio, è il valore di un oggetto misurato con il tempo necessario a costruirlo.
Poi c'è il tempo soggettivo, il tempo che non passa, il tempo lento della siesta e il ritmo vorticoso della metropoli.


Modi di dire, gesti scaramantici, come le capsule del tempo, destinate ai posteri; e ancora temi e riflessioni che troveranno sicuramente una valida sponda nelle menti aperte di lettrici e lettori dagli otto anni in su.
Anche il libro ha un ritmo veloce, passa da un argomento all'altro aprendo molte questioni e dando qualche interessante risposta. E questo libro mi piace anche per questo, perché sollecita interrogativi grandi e piccoli, curiosità sparse, compreso un Nicolas Flamel, alchimista francese che ricompare nei romanzi fantasy. E se tutta questa allegra serie di questioni più o meno importanti non bastasse, ci sono le immagini sapienti dei due autori, che si alternano nel più assoluto anonimato, proponendo piccole immagini esplicative a belle tavole suggestive. L'accuratezza nella descrizione si affianca alla scelta di colori squillanti, a continui cambi di stile.


Gong! È un libro dai colori vivaci, dai pensieri veloci e dalle molte sfaccettature, allegro e nello stesso tempo riflessivo, un esempio di quella linea di confine, molto stimolante, fra la divulgazione e l'illustrato. 
 
Eleonora

“Gong! Viaggio nel tempo”, G. Ascari e P. Valentinis, Franco Cosimo Panini


venerdì 15 luglio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


GIOCANDO CON I LIBRI


Ritorno a parlare di libri per piccoli, che utilizzano ancora una volta gli strumenti tipici dell'interazione, come alette, inserti tattili, sorprese, ma anche il più diretto coinvolgimento del piccolo lettore o lettrice, come era stato nel pluripremiato Un libro.

 

Ma l'approdo sarà quello dei libri da fare, colorare, interpretare.
Il più tradizionale di tutti è il divertente Pussa via, mosca! di Emile Jadoul, pubblicato quest'anno da Gallucci. Una mosca fastidiosa viene attratta da tanti dettagli di animali, sapientemente occultati dalle bandelle; sollevandole, il bambino scopre a chi appartiene quella coda o quel corno. Tutti gli animali scacciano la mosca, anche se, all'ultimo momento, intervengono per mettere in fuga un intruso dalla lunga lingua appiccicosa. 



Qui, dunque, c'è una storia, c'è la scoperta, c'è il gusto della ripetizione di una situazione sempre uguale, salvo colpo di scena finale. Chi si lancia direttamente nel gioco è Hervé Tullet, di cui molto si è pubblicato in Italia, senza mai ripetere il successo di Un libro. Da qui, da quella perfetta sintesi di capacità di coinvolgimento e di composizione grafica, riparte l'autore, con uno sviluppo sulla medesima struttura del precedente.  



Un gioco, sempre pubblicato da Franco Cosimo Panini, riprende lo schema dei pallini colorati e dell'intervento 'magico' dei piccoli lettori e lettrici: con un percorso più lungo e articolato, fra un battito di mani, un soffio e una formula magica, il pallino giallo volteggia sulle pagine, sparisce, ricompare in testa al lettore, riprende la via verso la fine del libro, che, come sappiamo, non è che una tappa nella reiterazione compulsiva del percorso: rispetto al precedente, Un gioco non ha ovviamente il vantaggio della novità dell'impianto, particolare irrilevante per i piccoli lettori. 


E' un po' più lungo e forse a tratti forzato, ma funziona perfettamente nel catturare e coinvolgere i più piccoli.
Ma se si deve giocare, che si giochi veramente: Franco Cosimo Panini e Edizioni Clichy riprendono due libri gioco, rispettivamente di Tullet e di Jadoul, usciti già da qualche anno con Tate publishing e con Casterman. Quanto sia importante proporre ai bambini e alle bambine, fin dalla più tenera età, libri con un'adeguata cura grafica e con un'impostazione creativa, stimolante, credo lo possiamo dare per scontato. 



Basta sfogliare le pagine di Il grande colouring book di Tullet o Il mio album da colorare di Jadoul, per cogliere la differenza con analoghe produzioni; d'altra parte non sono i soli artisti ad aver prestato matita e pennello a libri che in qualche modo pensiamo siano di serie b. Ricordiamo l'intelligenza dei libri di Taro Gomi, o le tovagliette da disegnare con il Piccolo Bruco Mai Sazio.


L'intelligenza, l'ironia, la capacità inventiva trasuda dalle mille soluzioni inventate su una tipologia di libro già sperimentata mille volte. Ma se l'obbiettivo è che la bimba o il bimbo familiarizzino con le lettere dell'alfabeto o che imparino ad usare liberamente i colori, sarà più divertente e stimolante farlo con i personaggi ammiccanti di Jadoul o con le cornicette di cui sono pieni i libri usati alla scuola materna? Sarà meglio imparare a smontare e rimontare un'immagine, sperimentando diversi materiali, o ripetere, per quel che si può, un'immagine stereotipata? La domanda è retorica e ancora di più lo è la risposta; resta inspiegabile il ritardo con cui arrivano queste proposte, a fronte di una produzione editoriale che sembra sopravvivere solo grazie ai colouiring book. Bisogna anche dire che spesso i genitori sono orientati dalla riconoscibilità delle immagini, per esempio i personaggi dei cartoni animati, o dal costo dei libri. Difficile far capire che non è proprio la stessa cosa, colorare Peppa Pig o un gufetto di Jadoul.


Ben vengano, in ogni caso, queste proposte, volte ad allietare bambini dai due ai cinque anni.

Eleonora

Pussa via, mosca!”, E. Jadoul, Gallucci 2016
il mio album da colorare”, E. Jadoul, Clichy 2016
Un gioco”, H. Tullet, Franco Cosimo Panini 2016
Il grande Colouring Book”, H. Tullet, Franco Cosimo Panini 2016

giovedì 10 marzo 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


AUTORITRATTI A SCELTA


Nella categoria dei libri-da-fare, che comprendono tutti quei libri che richiedono la manipolazione creativa da parte del lettore, spiccano i libri dedicati alla storia dell'arte, che tentano di insegnarla attraverso spunti e attività di diverso tipo.
Sicuramente ricorderete, ad esempio, la collana Pippo, di Topipittori, ma ci sono stati altri esempi di didattica tradotta in libri da colorare, tagliare, completare.
Di Patricia Geis abbiamo già parlato qui; oggi di questa autrice vi propongo un interessante e colto libro-da-fare, mi auguro il primo di una collana: Quaderni d'artista. Autoritratti, pubblicato da Franco Cosimo Panini.


Come dice il titolo, si tratta di una carrellata di autoritratti d'autore, che spaziano da van Eyck a Vik Muniz, praticamente fino ai giorni nostri.
A ogni autoritratto, che varia moltissimo per tecniche, stile, ambientazione e, potremmo dire, filosofia, si affianca una pagina con uno sfondo preimpostato e qualche elemento che possano aiutare il giovane artista nel farsi un autoritratto nello stile di.
Per ogni opera ci sono poche e sagge righe di spiegazione, perché il maggior lavoro lo deve fare l'occhio, lo spirito di osservazione, la capacità di immedesimarsi nel quadro. Facoltà di cui abbondano i bambini e le bambine, quelli che non si nutrono solamente di cartoni animati televisivi.


Abbiamo, per esempio, un invitante specchio vuoto in cui disegnare la nostra immagine riflessa, o un cappello che sembra volteggiare sul nulla, affiancato all'autoritratto di van Gogh. E poi seguono molti altri artisti, da Frida Kahlo a Rembrandt, da Tamara de Lempicka a Marcel Duchamp.
Come si vede è un'idea stimolante, creativa, dotata, tra l'altro, di materiale di ottima qualità, bella carta che consente gli strapazzi degli esperimenti artistici. Chiudono il volume altri fogli utilizzabili come sfondi o per collage.
Davvero un bel libro, intelligente, capace di stimolare le già vulcaniche menti degli artisti più giovani, a partire dai sette, otto anni. Da questi esperimenti può nascere di desiderio di saperne di più, di andare a vedere dal vivo, di sperimentare altre tecniche o di inventarne di proprie. E' il pregio maggiore di questo genere di libro, che può aprire percorsi infiniti.


Ci si possono divertire anche i grandi, ricomponendo, nello stesso tempo, la carrellata di ricordi di un museo virtuale.
Buon divertimento, dunque, a tutte e a tutti.
Eleonora

“Quaderni d'artista. Autoritratti”, P. Geis, Franco Cosimo Panini 2016




lunedì 30 novembre 2015

FAMMI UNA DOMANDA!


IMPARA L'ARTE, FACENDO


Mi è già capitato, recentemente, di raccontare un giardino, quello di Monet, nella versione data da Pia Valentinis e Giancarlo Ascari; ora, di colore in colore, approdiamo a Il Giardino di Matisse, un opera realizzata per il MoMA di New York da Samantha Friedman e Cristina Amodeo. La versione italiana è pubblicata da Fatatrac e mostra quel particolare aspetto dell'arte di Matisse rappresentato dal collage. 

Nella finzione narrativa si immagina il pittore francese alle prese con un uccello bianco ritagliato nella carta e poi accostato ad altri elementi, foglie, rami. Dalle piccole dimensioni alle grandi dimensioni, dal bianco ad una vasta gamma di colori puri, nei più vari accostamenti. Ecco che intorno al pittore si ricostruisce un giardino immaginario, multicolore, in cui le forme si sono affrancate dal realismo e costituiscono degli oggetti in sé. Per raccontare i diversi aspetti di questa tecnica, all'apparenza molto facile, nel libro si riproducono in grandi pagine otto opere di Matisse. Le illustrazioni sono realizzate tutte con la tecnica del collage.
Semplice, chiaro, direi contagioso nel rendere evidente il processo artistico che porta da una modalità all'altra, questo libro è un bell'esempio di didattica dell'arte che coniuga un buon testo divulgativo e delle immagini coinvolgenti.

Ma se si ha voglia di farsi coinvolgere, come non pensare alla mitica collana Pi.P.Po., di Topipittori, che propone, in questo scorcio di fine anno, Occhio al mosaico, di Francesca Zoboli e Marta Sironi.
Il mosaico si presta bene, nella forma appunto del papier collé, alla riproduzione didattica. Ecco, quindi, le autrici proporci frammenti, particolari, di mosaici presi ai quattro angoli del globo, alternati a pagine colorate che i bambini dovranno ridurre a tessere da accostare le une alle altre nei disegni incompleti o su disegni propri, sperimentando così il senso di profondità, le sfumature e i contrasti di colore. Bella la gamma cromatica proposta e le sfumature che si possono ottenere affiancando le diverse tessere. Come nei precedenti, mi sembra sacrosanto l'invito a utilizzare Google per vedere la riproduzione integrale delle opere citate e la visita al museo come ultimo approdo di una ricerca divertente e istruttiva, che vede come primo passo proprio il fare.

Questa collana meriterebbe una visibilità ben maggiore nelle librerie e direi l'uso obbligatorio nelle scuole.
Ma se tutto questo non vi dovesse bastare, ecco la proposta di fine anno di Franco Cosimo Panini editore: nella collana Guarda che artista!, di Patricia Geis, arriva Vincent van Gogh.

La struttura del libro appare più tradizionale: il centro della narrazione è la vita del pittore, soprattutto il periodo trascorso ad Arles, il rapporto con il fratello Theo e con Paul Gauguin, i momenti felici e la disperazione. Ma la realizzazione è, come nei titoli precedenti, estremamente accurata e ricca di sorprese, con pop up, animazioni, libretti che si aprono per approfondire un aspetto citato nel testo; alla fine è possibile costruire un modellino della famosa stanza della casa di Arles, ben raccontata da Rosetta e Margherita Loy in La cameretta di van Gogh. Il giovane lettore non si annoia mai, anzi, ogni pagina è ricca di spunti e di belle immagini.

Tre libri con approcci diversi, ma con una visione moderna, stimolante, della didattica dell'arte, costruiti con cura, con una grande qualità visiva e uno sforzo di fedeltà agli originali. Impaginazione perfetta e testi agili, ma precisi, ne fanno degli ottimi strumenti didattici, utili non solo nell'utilizzo scolastico, ma soprattutto come supporto alle sperimentazioni artistiche che tanti bambini e tante bambine amano fare.
Nutrire la loro creatività con libri belli, ben fatti, stimolanti e creativi mi sembra un buon modo per proteggerla dalla banalità delle immagini stereotipate con cui sono bombardati, anche nostro malgrado.

Eleonora

“Il Giardino di Matisse”, S. Friedman e C. Amodeo, Fatatrac 2015
“Occhio al Mosaico”, F. Zoboli e M. Sironi, Topipittori 2015
“Vincent van Gogh”, P. Geis, Franco Cosimo Panini 2015