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mercoledì 1 novembre 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


GATTI E SCIMMIE, PER CAMBIARE


Rappresentano una tappa obbligata nella carriera dei giovani lettori e lettrici: sono i libri sugli animali e poiché godono di tanta popolarità, non c'è natale che non porti fra gli scaffali delle libreria un discreto numero di novità sull'argomento; capiterà spesso, in questo periodo, che ne parli. E dopo aver parlato del bellissimo, affascinante libro di Dieter Braun , ecco un altro autore da tenere d'occhio, Owen Davey, di cui vi ho già parlato.


Anche Davey si segnala per il raffinato tratto grafico con cui descrive e fa vivere gli animali delle sue illustrazioni, anche se usa una gamma cromatica più vasta. La caratteristica principale di questa sua produzione è rappresentata dal proporre volumi monografici dedicati a specifici animali. Nel volume precedente si parlava di squali, in queste due recentissime novità si parla di felini e di scimmie. Matti per i “Gatti” e Matti per le scimmie rappresentano un incontro ravvicinato con due famiglie animali molto interessanti. E molto interessante è l'approccio usato dall'autore.


Prendiamo ad esempio il libro riguardante i felidi, la famiglia di mammiferi carnivori che affascinano più o meno tutti i bambini e le bambine; quando si tratta di predatori, è frequente l'uso di immagini 'forti' per suscitare emozioni nell'osservatore. Un leone piace perché è forte e temibile, ci si identifica per sentirsi come lui, o meglio come pensiamo si debba sentire il re della foresta. L'immagine delle sue fauci spalancate suscita paura e ammirazione. Bene, in questo libro non c'è niente di tutto questo. Si parla con precisione dei diversi sottogruppi, delle singole specie, anche di quelle meno conosciute, le si mette a confronto per sottolineare i diversi percorsi evolutivi. Tutto raccontato con equilibro, per aiutare i bambini a conoscere animali di rara bellezza e di grande fragilità.


Lo stesso si può dire anche per l'altro testo, che parte proprio dalla distinzione fra primati, gruppo che ci accomuna, fra gli altri, a scimpanzé e gorilla, e scimmie, del vecchio e nuovo mondo. Tante le curiosità, le diverse caratteristiche fisiche e le sorprendenti capacità intellettuali riscontrati in diverse specie di scimmie: capacità di tramandarsi abitudini alimentari, di utilizzare strumenti, di comunicare con consimili e altre specie di scimmie.


I testi, sintetici ma per niente banali, sono all'interno delle grandi tavole che prendono tutta la pagina: il primo impatto è prettamente visivo e l'occhio scorre da un soggetto all'altro per poi fermarsi sulle didascalie e sulle descrizioni. Uno stile molto contenuto, quindi, che non vuole suscitare emozioni violente, paura o repulsione, ma meraviglia, curiosità, interesse per un mondo che rischia di sparirci sotto gli occhi. Non a caso le ultime pagine sono dedicate ai temi ambientali e si sottolinea l'uso di carta proveniente da foreste certificate.
Eleganza e capacità di sintesi delle immagini, testi validi e tali da soddisfare le curiosità di bambine e bambini a partire dagli otto anni, sono tutti elementi che rendono pregevole questa produzione della inglese Flying eye books, che ha prodotto, fra l'altro, Il professor Astrogatto e che annovera fra i suoi autori quel Dieter Braun di cui ho parlato poco tempo fa.


Parliamo dunque di una tendenza interessante che fa del rigore estetico e della precisione di contenuti la sua cifra e finora non ci ha delusi. Mi rendo conto che le fauci spalancate dello squalo o il disegno di un T.Rex intento a pasteggiare possano avere un impatto diverso rispetto alle raffinate immagini di Owen Davey, ma bisogna dare il tempo per assimilare stili illustrativi diversi. E abbiamo avuto diverse prove che proposte innovative possono coniugarsi anche al successo commerciale. E non è un male.
Eleonora

“Matti per i 'Gatti'”, O. Davey , White Star kids 2017
“Matti per le scimmie”, O. Davey, White Star kids 2017


domenica 10 maggio 2015


MONKEY BREAD - scimmie e serendipità


Alle volte le coincidenze mi sembrano assumere valore emblematico.

Ieri un post sul bel libro a fumetti dal titolo Primati, il cui tema sono, ovviamente, le scimmie e le tre donne che hanno dedicato la loro vita e prendersene cura nel loro habitat. Il post avrebbe serenamente attraversato l'intero week-end di Lettura Candita, perché lo spazio dedicato alle prodezze in cucina in questo ultimo periodo langue un po'...Nessun problema. Se non fosse che la mia preziosissima app da cellulare Piccole Ricette, ieri sera come ricetta del giorno ha mandato The Monkey Bread. Impossibile non cogliere il segno, la premonizione, la coincidenza, la serendipità...
Come una furia mi attivo ed ecco che oggi a tempo di record produco la mia versione del Pane delle scimmie.
Dalla mia fonte Piccole Ricette apprendo che è un dolce di matrice statunitense ma che ha molto a che vedere con le scimmie e con i frutti morbidi del baobab, albero detto anche Monkey Bread Tree.
La dose in Piccole ricette è per sei. Noi, attualmente, in famiglia siamo solo due scimmie e un cane, quindi ho ridotto tutto della metà. 
Voi decidete in base al vostro branco di appartenenza...

Ingredienti (per tre scimmie)
125 farina 00
125 farina Manitoba
1 pizzico di sale
125 ml di latte tiepido
4 gr di lievito di birra secco
1 cucchiaino di miele
25 ml di acqua tiepida
1/2 uovo sbattuto e 1 tuorlo
marmellata di pesche
40 gr burro fuso
100 gr zucchero di canna
2 cucchiaini di cannella


Per l'impasto
Mischiate le due farine con il sale e con il lievito precedentemente disciolto in poco latte tiepido con il miele. Aggiungete alle farine e al lievito il resto del latte e l'acqua, quindi il mezzo uovo battuto e il tuorlo.
Impastate a mano eventualmente aggiungendo un po' di farina se dovesse essere troppo appiccicoso il composto (il mio lo era). Ungete quindi una ciotola e mettete a riposare per un'ora nel forno spento ma con la lucina accesa la pallina lavorata, avendo la cura di ricoprire la ciotola con la pellicola.
Lei, la pallina, in quel tempo dovrebbe raddoppiare di volume. Nel mio caso in forno ha stazionato per un'ora e mezza abbondante (me la ero dimenticata...)
Tolta dalla ciotola, la pasta va di nuovo lavorata con un po' di farina su un piano di lavoro, quindi da morsotti della misura di una noce dovete ricavare dei dischetti che, stesi sul piano infarinato, vanno riempiti con un cucchiaino di marmellata di pesche. Vanno richiusi con cura a formare così degli agnolotti molto irregolari. Nel frattempo avrete fuso il burro e preparato un mix di zucchero di canna e cannella in un piatto largo. Pennellate ciascun agnolotto -o frutto di baobab- con il burro e poi 'impanatelo' nello zucchero e cannella. Quindi prendete uno stampo da ciambella (il mio è di 20 cm di diametro) ungetene la superficie e disponete in tondo e in più strati i singoli agnolotti. Ricoprite la teglia con la pellicola e rimettetela nel forno spento ma illuminato (!) per un'altra oretta. Deve lievitare ancora.
Quindi toglietela e piazzatela altrove e scaldate il forno a 190° quindi cuocete il Monkey Bread per 50 minuti.


Va mangiato tiepido e non dura morbido per l'eternità....



Carla

giovedì 27 dicembre 2012

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

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UMANI TROPPO UMANI



Di Anthony Browne Carla ha già ampiamente parlato nel post dedicato a King Kong. Qui invece parliamo di un altro suo libro, uscito nel 2011 e pubblicato recentemente da Kalandraka: Un gorilla. Un libro per contare. Eh, sì, si tratta di un ‘semplice’ libro per contare: un gorilla, due oranghi, tre scimpanzé…ma che sguardi, che umanità negli atteggiamenti, nelle espressioni! L’autore, evidentemente, sente, e descrive con stupefacente efficacia, la vicinanza fra noi ‘umani’ e i nostri cugini, da cui ci divide un’anticchia di dna.


Che dire delle espressioni complici dei mandrilli, o dei macachi che immaginiamo immersi nelle calde acque termali del Giappone. Il libro termina con un autoritratto e la dicitura: Tutti primati, tutti una famiglia, tutti la mia famiglia. Tutti la nostra famiglia, di cui siamo gli esponenti con le maggiori capacità creative e distruttive.
Direte: troppo? Sull'auto consapevolezza dei primati si dibatte da decenni, sulle capacità inventive ormai ci sono prove inconfutabili; pensate che è stata dimostrata sperimentalmente la capacità dei cani di leggere le espressioni umane, figuriamoci quanto di inespresso o incompreso può esserci nella testa di un primate.
Ma se anche questo non vi turba, l’illustrato di Browne è una straordinaria prova di bravura, che in più instilla qualche salutare dubbio, non sul sistema decimale, ma sull’unicità dell’essere umano.




Eleonora


“Un gorilla. Un libro per contare”, A. Browne, Kalandraka 2012


sabato 21 aprile 2012

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


Fra le novità de Il Castoro, assuefatto ai grandi numeri del Diario di una schiappa, ho scelto due illustrati molto diversi fra loro: Ti mangio dello scozzese John Fardell, è un classico illustrato, con una storia dal ritmo frenetico, che richiama alla lontana il Fortunatamente di Charlip: due bambini fanno una gita nel bosco e non avrebbero mai dovuto farlo, perché un Inghiottone dei boschi ecco che si mangia in un boccone il fratellino più piccolo; ma la sorellina Sara parte all’inseguimento del cattivo Inghiottone; ora un nuovo colpo di scena, l’Inghiottone è a sua volta un bocconcino prelibato per uno Gnammete Alato, brutto cattivo e ancor più grande del primo mostro; la sorellina non si da per vinta e costruisce una sorta di pedalò per raggiungere il nido dello Gnammete; ma ecco che l’Acchiappone marino balza fuori dall’acqua e si pappa l’uccellaccio. Come si può capire la storia continua così con un crescendo di situazioni assurde e di invenzioni linguistiche, fino all’eroico intervento che di mostro in mostro, di pancia in pancia libererà i due bambini dagli stomaci capienti dei vari mostri. Non svelerò il finale, salvo dirvi che tutto è legato ad una rana singhiozzina… Un illustrato divertente e scanzonato, dal ritmo di una comica del cinema muto, da leggere ad alta voce e da mimare, fatto per ridere a crepapelle senza troppi pensieri.


L’altro illustrato, Io..Jane, è di Patrick McDonnell, autore americano dei fumetti Mutts, amico degli animali e si vede, perché ha scelto di raccontare in un libro illustrato, la vita di Jane Goodall, ovvero colei che ha studiato sul campo, ovvero in Africa, il comportamento dei nostri parenti più prossimi, scimpanzé e bonobo. 


I suoi studi, degli anni Sessanta, hanno rivoluzionato il modo di guardare a questi animali quasi umani (ma io lo direi anche dei miei cani). Come raccontare questo ai bambini? 


Descrivendo la sua infanzia, le sue avventure con la scimmietta di pezza chiamata Jubilee, le sue incursioni nel pollaio della nonna, per studiare le galline. E poi il primo viaggio in Africa e da lì una straordinaria carriera come scienziata, impegnata, con la sua fondazione, a proteggere l’ambiente naturale in cui gli scimpanzé vivono; una bella storia, un grande sogno realizzato con ostinazione, un’avventura durata una vita, fatta, ancora una volta, di ragione e sentimento, di studi sul campo e di un grande amore per la natura e per quel tipo di animali, cui non vorremmo assomigliare tanto. Il libro che racconta questa vita straordinaria è, in fondo, una bella favola, raccontata con leggerezza, adatta soprattutto a quei bambini che hanno l’abitudine di parlare ai loro animali, anche di pezza.

Eleonora

Ti mangio!”, J. Fardell, Il Castoro 2012
Età di lettura consigliata, dai cinque anni

Io…Jane”, P. McDonnell, Il Castoro 2012
Età di lettura consigliata, dai sette anni.