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mercoledì 1 febbraio 2017

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


ERA UN MELO, L'ALBERELLO

Ghirighì, Georgina Ponce Blasco, Ilaria Dal Canton
Passabao 2016


ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)

"Stretto stretto a casa mia
c'era un monte fatto a punta,
lassù in cima un alberello
tutto carico di mele (era un melo l'alberello)."

Quando un uccello passò vicino all'alberello sentì ridere. E poi gli venne fame e, quando fu vicino a una certa mela, la risata fu più forte. E perché quella melina rossa rideva a più non posso? Perché proprio lei tra le tante mele rosse che quell'albero di melo, che cresceva in cima al monte a punta, non lontano da casa mia, al suo interno aveva un verme che le faceva ghirighì, il solletico!


Seconda prova di Ilaria Dal Canton, la filosofa prestata all'editoria per l'infanzia, su testo di brava maestra di nido valenciana. Come si dice, Squadra che vince, non si cambia!
Il progetto che ha visto la luce l'anno passato con Vita da rana, condivide con esso alcuni elementi costitutivi: una dominante cromatica unica, una onomatopea che spinge all'interazione tra chi legge e chi ascolta, una marcata impronta grafica, un'attenzione al risparmio assoluto dei costi di produzione (il libro come già in Vita da rana comincia e termina sui risguardi).
Di Ghirighì, più di ogni altra cosa, considero interessante la costruzione narrativa, ovvero una sorta di continuo avvicinamento e distanziamento da un punto ideale della visione. E questo viavai avviene sia nel testo sia nelle immagini.


Provo a spiegare: si parte da un punto intermedio, ma naturalmente nodale per far cominciare ogni storia: casa mia. Da lì ci si allontana subito dopo per vedere la casetta diventare minuscola rispetto al grande monte. Poi la telecamera 'virtuale' si riavvicina a una distanza media e mette a fuoco l'alberello, poi di nuovo si accosta all'uccellino e ai rami con le mele, e poi sempre di più si avvicina, a tal punto che l'uccellino entra in un primissimo piano. Dal momento che la mela ridanciana arriva a occupare la pagina, come protagonista unica, tutto poi lentamente si allontana, in un percorso a ritroso, divertente e, in qualche misura, rassicurante per lettori e lettrici piccolissimi. Una volta tranquillizzati gli animi, in un ripercorrere una sequenza narrativa già esperita, si è pronti per scoprire, nel gran finale, con il consueto suono e gesto, cosa effettivamente fa ridere la mela.
Se avevo trovato molto convincente dal punto di vista illustrativo il libro Vita da rana, e avevo gioito per le scelte non sempre facili, ma di certo coraggiose che presupponevano l'intento di educare i giovani sguardi al bello, qui mi pare di percepire una maggiore 'fatica' nella ricerca di soluzioni originali. Alcune ridondanze nell'uso dei 'bolli' rossi che alludono alle mele, soprattutto nel lettering, ma pare creino un disordine formale e una leggibilità non immediata.
La qualità molto alta del segno - ribadita con perfetta rispondenza nel testo - si perde un po' in alcuni dettagli forse in cerca di mimesi, e mi riferisco agli occhi e la bocca della mela o alle zampe e ai ciuffetti del bruco, oppure in una sintesi grafica non del tutto risolta, e mi riferisco all'uccellino in volo. 


Insomma il coraggio di andare verso la grafica perde di slancio in alcuni momenti, e ciò nonostante non riesce a raggiungere una caratterizzazione dei protagonisti soddisfacente. Non suoni come una critica, quanto piuttosto come un incoraggiamento a osare di più...
Al contrario, trovo semplicemente perfette le pagine che raccontano una montagna con una linea di sinusoide oppure quelle che accolgono il melo disegnato in cima al monte con la sua chioma fattasi pallino rosso al centro della pagina. Ecco qui, la ideale sintesi è raggiunta.
Mi ripeterò forse con quanto detto già l'anno passato: onore al merito a questa piccola squadra di lavoro per aver contribuito all'apertura di una breccia nel panorama dei libri per la primissima infanzia con due proposte originali e consapevoli, in particolare questa, della grande esperienza di certa illustrazione 'rivoluzionaria' degli anni Sessanta, l'età d'oro del design italiano.



Carla

Noterella al margine: standing ovation per la legatura con il filo rosso!!


mercoledì 13 aprile 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LA RANA BEBÈ

Vita da rana, Georgina Ponce Blasco, Ilaria Dal Canton
Passabao 2016



ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)

"C'era una volta una rana grande grande e verde verde.
Abitava in uno stagno che più verde non si può.
Nello stagno spensierata trascorreva la sua vita."

La rana gracidava. Con la lingua acchiappava le mosche. Di giorno saltava e di notte dormiva.
Così passava il tempo. E ne passò parecchio, giorni, mesi e anni, fino a che all'improvviso una mano l'afferrò e una bocca la baciò.
Si sa, baci e rane producono effetti inaspettati e anche questa volta successe un fatto strano. La bella rana verde diventò blu, ebbe una corona in testa e, girata anche l'ultima pagina del libro, è svelata finalmente la sorpresa.



Piccolo libro di formato quadrato. Con un colore dominante che lo attraversa: il verde. Poche parole, che hanno una loro musica interna. Poche immagini, che hanno una loro geometria interna. 

 
Un finale rumoroso sia dal punto di vista del suono, uno schiocco di un bacio, sia dal punto di vista dell'immagine che esplode in un gioco grafico, in qualche modo già preannunciato dal resto del libro.
Primo di una serie, l'autrice sta già lavorando al secondo titolo che ha il rosso come colore dominante e ruota intorno ad un abitante della mela, Vita da rana è pensato per i bambini piccoli piccoli. Dai 18 mesi ai 24 possono godersi il colore nel vederlo sfogliare da chi lo legge con loro, possono godersi il ritmo delle assonanze che il testo qua e là suggerisce

...nello stagno spensierata trascorreva la sua vita...

Nato all'interno di un progetto molto 'privato' elaborato dall'esperienza di una brava maestra valenciana che leggeva questa piccola storia alle bambine e ai bambini della sua classe, Vita da rana, grazie alle illustrazioni di Ilaria Dal Canton e a un concept studiato con Silvia Albesano, diventa libro.


Tuttavia, per dare gambe ai libri occorre farli nascere in ambiente adatto: una casa editrice, seppur minuscola, Passabao, e un bravo stampatore, AZ Arti grafiche, che con i libri per bambini di mezzo mondo ha grande familiarità.
il filo rosso che unisce i primi due titoli sta nella ripetizione di due elementi che lo compongono: un gesto e la sua onomatopea.
In Vita da rana sono rispettivamente il bacio che schiocca sul finale e lo smack che lo segna. Nel secondo si preannuncia il sollettico e il ghiri ghiri di rito.
La particolarità di questo libro, a parte il fatto di non essere cartonato, sta nel tipo di disegno piuttosto insolito per un oggetto pensato per bambini così piccoli, ma anche molto coerente con lo stile di Ilaria Dal Canton che già abbiamo visto in Piccolo dizionario per animali poliglotti (Corraini, 2013).
Molto grafico, con un tratto sintetico, Vita da Rana riesce comunque a rimanere molto leggibile. Gli occhi della rana, grandi e rotondi, la testa poco più che un triangolo rovesciato, il corpo che pare alludere a quello di un bebè. Il giorno e la notte raccontati per simboli: un cerchio rosso e una falce bianca in campo blu che si alternano a segnare il tempo che passa. A questo si aggiungano una serie di vere e proprie digressioni: le mosche che si creano attraverso schizzi di colore, le mani date da due impronte rosse sovrapposte, il lettering delle pagine finali che allude all'Art Nouveau.


Suggestioni diverse che hanno origini anche lontane tra loro e che convergono sulle pagine di un unico libro.
Ora non si deve far altro che metterlo alla prova.



Carla