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mercoledì 13 giugno 2018

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CON LE PAROLE COME CON I NUMERI



Chi si è divertito con ‘Sbagliando s’impara. La matematica della vita’ può ricominciare a farlo con la nuova proposta di Loricangi, sempre per Artebambini: ‘Sbagliando s’inventa. Le parole della vita’.
Il titolo è un esplicito riferimento a Gianni Rodari, grande maestro dei giochi di parole e del loro valore creativo.
Il libro è in sintesi una proposta di giochi linguistici noti e meno noti, con altrettanti suggerimenti di attività: si va dai giochi linguistici veri e propri alle sciarade, ai rebus e agli anagrammi. Si gioca con i sensi figurati, per approdare al Limerick, di Edward Lear, re del nonsense, e al misterioso Caviardage.
Fin qui tutto come in un normale libro di giochi linguistici se non ci fosse la mano sapiente di Loricangi, ovvero Loredana Cangini, che è davvero brava a mescolare i linguaggi, parole, e spiegazioni, insieme alle immagini, non solo accurate ed ironiche, ma capaci di suggerire il lato surreale, l’immaginazione, l’assurdo.


Sicuramente in ‘Sbagliando s’impara’  ci aveva sorpresi di più, per l’originale invenzione di utilizzare il linguaggio dei numeri per raccontare storie; qui si corre su un terreno già battuto e inventarsi qualcosa di nuovo sui giochi di parole non è semplice. Tuttavia, trovo che i giochi, gli esempi scelti, l’impaginazione e l’illustrazione misurata e divertita ne facciano un libro ben fatto, ben costruito e divertente per un pubblico di bambine e bambini dai sette anni in poi. Apprezzabile la scelta di dichiarare, ad inizio libro, la tecnica e i materiali utilizzati per l’illustrazione. Giocare con le parole, provando a smontarle, a costruire frasi che seguono regole nascoste è un ottimo esercizio in tempi di grande povertà lessicale. Mettersi alla prova, inventando frasi con la costrizione delle regole del gioco, implica anche appropriarsi di parole nuove, di significati diversi.
Anche in questa occasione, l’editore è Artebambini, che ripropone un modello di successo.


Vedrei ben questo libro, come il precedente, come allegro sostegno dell’insegnamento dell’italiano, ma è un libro divertente anche da fare insieme a mamma e papà.

Eleonora

“Sbagliando s’inventa. Le parole della vita”, Loricangi, Artebambini 2018



venerdì 11 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!


LIBRI PER CONOSCERE IL MONDO

Nel corso della Fiera della Piccola e Media editoria, Più Libri Più Liberi, si sono svolti degli incontri con alcuni dei membri del comitato scientifico del Premio Biblioteche di Roma. All'interno di questa serie, mi è stata data l'opportunità di parlare di quella parte dei libri 'non fiction' concernenti la divulgazione.
Tralasciando dunque i libri gioco, i libri fatti ad arte, o i libri da fare, vediamo come la produzione editoriale in materia di divulgazione sia percepita come una sorta di cenerentola, un ramo minore su cui non è necessario soffermarsi più di tanto.
Ma. C'è un'obiezione gigantesca: i bambini e le bambine sono portatori primari di domande di grandissimo impatto, della meraviglia che consente di interrogarsi su cose grandi e piccole, in un susseguirsi inesauribile di perché. Saper tenere vivo in loro e in noi il senso dello stupore, ci rende individui aperti al cambiamento di prospettiva, alla visione nuova e rivoluzionaria, approccio necessario alla crescita del sapere.
Fornire ai bambini e alle bambine strumenti idonei, stimolanti, aggiornati, creativi è quindi indispensabile, non un orpello o un di più inessenziale rispetto al contenuto nudo e crudo delle nozioni. Va detto anche che, nonostante tutto ciò che teoricamente si afferma, sul terreno dei libri di divulgazione si operano spesso, da parte dei fruitori adulti, delle inutili discriminazioni nei confronti delle bambine, considerate poco interessate agli argomenti che non coincidano con il senso estetico o l'insorgente maternage.
Sono spesso le mamme, le amiche delle mamme, le nonne che ci oppongono rifiuti perplessi di fronte al suggerimento dell'acquisto di un libro di scienza o di storia. Quanto poco questo corrisponda al mondo infantile è facile dimostrarlo, parlando con le dirette interessate, le bambine e le ragazzine che, come i coetanei maschi, hanno la testa piena di curiosità.


Fino a pochi anni fa, quando si parlava di divulgazione venivano in mente soprattutto i grandi editori di lingua inglese, come la Dorling & Kindersley o la Quarto Publishing, che tuttora producono testi divulgativi di grande livello, accurati, aggiornati, dotati di un valido apparato iconografico. Recentemente, si sono affermate, però, anche nuove tipologie di testi divulgativi, in cui l'immagine non è solo ancillare rispetto al testo, ma contiene percorsi esplicativi, attraverso didascalie, finestrelle, animazioni, che possono mutare ogni volta che si sfoglia il libro, unendo approccio intuitivo e approfondimento: sono così Mappe, Sotto terra. Sott'acqua, Il libro delle Terre immaginate, Zoottica, portati in Italia da Electa Kids e L'Ippocampo junior.


Lo stesso discorso si può fare per Il Mondo segreto delle piante, tradotto e pubblicato da Editoriale Scienza, il nostro più valido editore specializzato in divulgazione per ragazzi, cui va il merito di avere individuato il meglio della produzione internazionale e di aver promosso delle valide collane di divulgazione quali Lampi di Genio, di Luca Novelli, Teste toste, di Federico Taddia, Donne nella scienza, in cui sono uscite delle belle biografie di scienziate, fra cui Siate gentili con le mucche, scritto da Beatrice Masini.



Nell'ambito delle biografie, va segnalato anche l'ottimo Primati, pubblicato da Il Castoro: un testo che coniuga l'originalità del linguaggio, la graphic novel, con l'attenzione sulla vita e gli studi di tre grandi primatologe, Jane Goodal, Dian Fossey e Biruté Galdikas, che hanno contribuito a modificare la visone dell'uomo nell'ambito della storia evolutiva. 



Anche l'editore romano Lapis ha dedicato diverse collane alla divulgazione, dalle guide archeologiche, alla collana Ah, saperlo!, alle biografie romanzate di grandi personaggi, nonché l'imperdibile Geniale...anche tu!, che cerca proprio di spiegare quali meccanismi, quali circostanze, quali metodologie e quali azzardi e follie abbiano guidato i più grandi geni dell'umanità.
Appunto, la divulgazione non è solo scienza: non possiamo infatti dimenticare la nutrita produzione riguardante le arti, di cui o avuto spesso modo di parlare; sulla didattica dell'arte si sono spesi soprattutto Artebambini e Lapis, con alcune incursioni di altri editori, come Gallucci, con la bella collana di testi di Rosetta e Margherita Loy. Mentre per la parte di biografie storiche non possiamo non segnalare la nuova collana che ha segnato l'ingresso di un grande editore, Laterza, nel mondo dell'editoria per ragazzi: la collana Celacanto, che ha avuto fortune alterne, anche per un format, grande libro illustrato con un testo impegnativo dedicato alla fascia d'età fra i nove e gli undici anni, non immediatamente compreso. Ed è proprio nell'ambito storico che si sono viste delle belle novità, come il libro di Pommeaux, Siamo noi la storia, pubblicato da Babalibri e, per esempio, Al tempo dei primi uomini di Editoriale Scienza.


Da i pochi elementi che qui ho riassunto, e mi scuso con tutti gli editori e gli autori colpevolmente non citati, si vede come vi sia un panorama ricco di novità e di sorprese, di grandi potenzialità, in cui l'editoria italiana crede ancora poco. Se guardiamo la ricchezza della produzione anglosassone o francese, emerge con chiarezza la scarsa fiducia e lo scarso coraggio che gli editori italiani ripongono in un settore importante della produzione editoriale, rifugiandosi nel noto, come fanno i grandi editori, da Mondadori a De Agostini a Giunti, e investendo ben poco nella sperimentazione e nella scoperta delle nuove tendenze, o limitandosi a cogliere il meglio dell'editoria straniera, ma tralasciando moltissimi testi. Bisogna riconoscere anche una certa disattenzione da parte della critica, e anche una notevole lentezza del mercato ad accogliere nuove proposte. Ma il caso di Mappe dimostra quanto siano grandi le potenzialità anche commerciali. 




Molti bambini e bambine vivono il loro primo approccio con il mondo del libro attraverso, per esempio, un libro sugli animali o sui dinosauri: che sia un bel libro, capace di aprire universi, di stimolare nuove domande, agile, informato, interattivo, o che sia la noiosa ripetizione del già visto fa una differenza grande come il futuro di generazioni di pargoli alla conquista del mondo.

Eleonora


martedì 14 aprile 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SE LA MATEMATICA SPIEGA LA VITA


Questa volta vi propongo un illustrato pubblicato da poco da Artebambini, editore che ho spesso menzionato per le pubblicazioni relative alla didattica delle arti.

Qui, invece, abbiamo un illustrato classico, frutto del lavoro di Loredana Cangini, in arte Loricangi: Sbagliando s'impara. La matematica della vita.
L'idea di partenza la conosciamo, possiamo tradurre una situazione in una semplice operazione aritmetica: se divido otto pesci profumati per due gatti magri, avrò alla fine due gatti pasciuti e soddisfatti.
Fin qui l'idea base, che poi si articola di situazione in situazione, parlando di cerotti e di coraggio, di giochi e di fratelli, di barconi e di papà, che insieme danno un triste addio.

Questo illustrato è un manifesto della sintesi: l'artificio del linguaggio matematico consente di usare poche parole e belle immagini per sfidare l'intuito e l'immaginazione del bambino e della bambina che lo sfogliano; ma la cosa che forse lo rende ancor più stimolante è proprio il suggerimento di linguaggio che propone, un modo divertente per raccontare situazioni che poi ciascuno può interpretare e sviluppare come meglio crede.
Insomma, una matrice di storie, una fucina di racconti brevi, che possono risolversi in quattro passaggi come un haiku, una piccola sfida a chi inventa la formula più efficace nel raccontare con ironia, se si vuole, la vita quotidiana e non solo. Se mettiamo una libraia stanca più una pila di libri, avremo una bella pagina bianca che lampeggia sullo schermo del pc.

Certo non è esattamente la matematica che bisogna saper padroneggiare a scuola, ma sottolineo come la notazione matematica di un pensiero non è una stravaganza, anzi corrisponde ad una precisa branca della logica. Ma naturalmente è cosa ben più difficile e noiosa.
Qui non ci si annoia affatto: alla fine del libro l'autrice propone due situazioni 'aperte', la cui conclusione è lasciata al lettore, personalmente non avrei indicato una soluzione 'giusta', avrei lasciato più libertà d'invenzione. Ma possiamo immaginare soluzioni infinite e magari provare anche ad illustrarle.

La nostra Loricangi in questo è molto brava, nell'indicare e nel suggerire, nell'utilizzare uno stile 'antico', a richiamare lontani tempi di scuola, fatti di lavagne e gessetti, macchie sulle pagine dei quaderni con gli sguardi dei bimbi che volano fuori dalla finestra.

Se volete divertirvi a sfogliare questo libro, il link è qui.
Eleonora

Sbagliando s'impara. La matematica della vita”, Loricangi, Artebambini 2015

martedì 10 febbraio 2015

FAMMI UNA DOMANDA

PITTORI, VIAGGI E GATTI
Balthus è uno dei più discussi pittori del Novecento e raccontarlo ai bambini schivando accuratamente gli aspetti più ambigui della sua produzione è una bella, e riuscita, sfida.


Barbara Florinda Barbantini e Alex Raso, in Il Re dei gatti, raccontano la storia di un quadro, raffigurante una bambina seduta su un divano e che rivolge uno specchio verso un gatto grigio,seduto regalmente sullo schienale. Gatti e fanciulle, agli occhi dell'artista, sono enigmatici, portano con sé il mistero della loro naturale grazia.


Complesso il rapporto fra il pittore francese, di origine polacche, le sue giovani modelle, fra cui spicca proprio la ragazzina qui rappresentata, e i suoi gatti: la gatta Komikè e il gatto smarrito di un vicino di casa, cui dedica le illustrazioni di un libro che ne racconta le imprese.
Ma in questo agile libro illustrato vediamo l'essenzialità di una pittura, la sua luce, la fissità delle pose, la voluta enigmaticità degli sguardi. E l'assenza totale di sorrisi. C'è anche un autoritratto in cui Balthus si definisce Re dei gatti, a suggellare il legame con il misterioso mondo felino.


A dicembre avevamo segnalato un altro titolo di questo editore, Artebambini, così attento alla didattica dell'arte, in tutte le sue manifestazioni. In quel caso si parlava di Paul Klee.
E di questo pittore si parla ancora in La finestra viola, un illustrato di formato più grande, di Fuad Aziz. 


Questa volta, di Klee ci viene raccontato un viaggio in Tunisia. L'autore immagina due ragazzini, amici, sulle due sponde del Mediterraneo, con le case di pescatori che si affacciano sul mare: quelle italiane tutte colorate, quelle tunisine bianche. Il ragazzo tunisino vuole anche lui colorarle e convince tutto il villaggio a seguirlo in questo sogno. Da lì passa Paul Klee e imprime il suo segno, dipingendo di viola una finestra.


Forse lo schema narrativo è un po' fragile, ma belle le immagini e interessante e stimolante sottolineare l'influenza che i viaggi di Klee ebbero sulla sua pittura, le luci mediterranee, i colori che hanno riempito i suoi quadri.
Ancora due esempi, dunque, di come ci si può avvicinare all'arte attraverso l'espediente narrativo. Ma non è l'unico modo per farlo e avremo modo di raccontarvi anche altre strade che possono far vivere l'arte ai bambini e alle bambine.

Eleonora

“Il Re dei gatti”, B.F. Barbantini e A. Raso, Artebambini 2015
“La finestra viola”, F. Aziz, Artebambini 2015



giovedì 18 dicembre 2014

FAMMI UNA DOMANDA!


UN PAUL KLEE SORPRENDENTE



In effetti, Paul Klee è stato uno dei maestri del primo Novecento, un grande innovatore e anche un vero maestro, con le sue memorabili lezioni alla Bauhaus. Parliamo degli anni Trenta in Germania, della repubblica di Weimar e di un grande esperimento didattico, in cui si sono avvicendati personaggi come Gropius, Klee, Kandinskij. Una stagione di speranze e di grande libertà espressiva, stritolati successivamente dall'avvento del nazismo. Delle preziose, illuminanti lezioni di Klee alla Bauhaus la Feltrinelli fece, decenni fa, una bella e rara edizione.


In Che sorpresa Paul Klee!, di Paola Franceshini, non abbiamo certo la resa di questo importante impianto didattico, ma un libro d'arte per ragazzi veramente ben fatto, che rende l'idea della ricerca di Klee sul piano grafico e pittorico e anche della cerchia di amici, quel clima così straordinario che consentì capolavori che hanno profondamente influenzato l'arte successiva.
Attento studioso dell'espressione estetica infantile e delle leggi della percezione, Klee produsse opere solo all'apparenza elementari, in realtà frutto di una profonda ricerca.


L'autrice è veramente efficace nel rendere tutta questa densità di significati in un libro godibilissimo, chiaro per i giovani lettori ed estremamente stimolante sul piano didattico, utilizzabile per infinite sperimentazioni. Se volete farvi un'idea più precisa, potete sfogliare il libro qui.


Se, invece, mi chiedete per quale fascia d'età possa andar bene, vi direi che, a diversi livelli, può essere usato dai quattro ai novantanove anni.

Eleonora

Che sorpresa Paul Klee!”, P. Franceschini, Artebambini 2014


giovedì 30 maggio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

COME PESCE

Il mistero di Cola Pesce, Daniela Iride Murgia
Artebambini, 2013


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"Nettuno ti prenda e come pesce ti faccia schiavo!
Le sue parole si fecero realtà, ma solo a metà.
Cola diventò metà uomo e metà pesce.
Un essere unico al mondo,
un mammifero con le branchie.
La madre vide il figlio scivolarle dalle mani
e pianse e si contorse fino a strapparsi le viscere.
Si chiuse a riccio e morì."


Così ha inizio la leggenda tragica di Cola Pesce. Nasce con un anatema sconsiderato di una madre che non può sopportare che suo figlio sia sempre tra le onde a nuotare meglio dei pesci.
E così Cola, metà uomo metà pesce, un ibrido, un sireno, diventò così tanto famoso che il re in persona volle conoscerlo. Ma purtroppo, si sa, i re sono insaziabili e insaziabile fu la curiosità del sovrano della Sicilia.
Da Cola voleva sapere che sorprese riservasse il mare sotto l'isola e così, immersione dopo immersione, Cola ogni volta riemergeva con notizie sempre più allarmanti: sotto il faro dell'isola il mare non ha fondo, il mare laggiù è nero e terribile. L'isola appoggia su tre puntelli che non sono solidi e a loro volta essi non poggiano su nulla...


E ogni volta Cola si ributtava nel mare profondo per il re che non era mai soddisfatto e sempre di più bramava di sapere. Ma ciò che l'uomo pesce vedeva era solo fumo denso e scuro e pesci dai denti terribili.
Fino a che, divorato dal terrore, Cola disse al re che per nulla al mondo si sarebbe rituffato. Ma il sovrano sapeva come costringerlo. E per questo gettò la sua Corona nel mare profondo. A Cola non restò che lanciarsi in acqua per recuperarla. Ma prima chiese delle fave da portare con sé; se il re le avesse viste tornare galla avrebbe capito che per Cola era finita...


Le fave riemersero dopo anni e c'è chi crede che Cola le abbia lasciate andare tra le dita per non essere più schiavo del re e poter finalmente nuotare negli abissi come aveva sempre desiderato. Ma c'è qualcun altro -e sono i più- che crede che Cola nel mare di Sicilia abbia trovato la morte. Ma forse Cola non è morto e non è scappato ma è invece ancora lì a sorreggere l'isola...

Una delle più suggestive leggende italiane che io conosca. Nelle sue molte declinazioni, la storia di Cola Pesce compare in tutto il suo splendore a buon diritto anche nella parte dedicata alla tradizione di Sicilia delle Fiabe italiane, curate da Italo Calvino. Ed è quella la versione che ho amato di più.
In questa, ideata da Daniela Iride Murgia, le singole varianti compaiono in sinergia a comporre un testo complesso ed articolato.
Come complessi sono anche i disegni, frutto di un elaborato gioco di collage tra forme e mezzi differenti. Al delicato e sfumato disegno a matita che compone il Cola Pesce fanno da sfondo stampe antiche, cupe e dense di inchiostro oppure ritagli di vecchi indici di libri, oppure ancora elementi fotografati e ritoccati a pennello quel tanto da farli sembrare altro.
Utilizzati solo due colori base: il colore della sabbia e un azzurro grigio che preannuncia il finale tragico della leggenda.
Sottili ironie qua e là: nell'alludere al nome del protagonista che cavalca la bottiglietta simbolo dell'omonima bevanda, oppure nel cappello da cuoco che affonda al posto di un più regale copricapo...
Daniela Iride Murgia è ogni giorno più matura nel suo modo di illustrare, o forse dovrei dire meglio,  di concepire libri. Se metto a confronto questo Cola con le sue opere più recenti, mi pari salti agli occhi un percorso fatto, durante il quale si è consolidato lo stile e la cifra.  
Ma già in Cola mi paiono insoliti, colti, raffinati anche se non sempre riusciti al meglio (devo essere sincera, non mi convince la tavola con la disperazione della madre di Cola Pesce), i disegni di Daniela Iride Murgia ci restituiscono tutta la drammaticità della storia antica e struggente di una creatura che fu sempre due cose...

Carla

Noterella al margine: un bel refuso in ultima pagina, che sembra essere uno scherzo della sorte, in questa storia di 'trasformazione'....
Comprate il libro, leggetelo perché merita, e poi, a tempo perso, provate a trovare l'errore e sorrideteci sopra.

martedì 24 luglio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


MA CHI ESISTE SENZA AMORE? (Serge Gainsbourg) 

MOLTO PRIMA DI TE, Rascal, Mandana Sadat
Cult Jeunesse, 2012


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

Molto prima di te...
Ho fatto un omino di macchie e il lavandaio l'ha cancellato.
Ho fatto un omino di pane e gli uccelli l'hanno beccato.


Con un vago sorriso sulle labbra, un bambino-omino vestito di nero con radi capelli in testa costruisce omini diversi, fatti di caramelle, di fil di ferro o di sabbia e ogni volta qualcosa interviene e li fa sparire: un goloso si mangia quello fatto di caramelle, acqua e vento arrugginiscono quello di fil di ferro, il mare ruba quello di sabbia. Testimone sempre presente e muto, un gatto 'liquido' di un azzurro intenso.


Nessuno degli omini fatti dall'omino nel corso della sua vita in solitudine riesce a durare, ma un bel giorno, portata da una barchetta fatta con un foglio di carta a pois, arriva una donnina, dai radi capelli lunghi, vestita di blu. 
E le cose cambiano, perché tra omino e donnina nasce l'amore che genera un ultimo e duraturo omino, fatto d'amore. Lui non sparisce, lui resta. Come pure la barchetta...

Una storia di poche parole, ma di grande intensità, poetica come una bella poesia.
In un perfetto connubio tra testo e immagine, questo albo illustrato è raffinato bello in ogni sua parte.
Grande sensibilità nella narrazione e nelle immagini e forte capacità evocativa di entrambe.
A lungo potrei ragionare sulla profondità e sulla leggerezza che caratterizza Molto prima di te. A partire dal titolo con quel molto che apre e che dice o suggerisce una precisa prospettiva di lettura.
Rivolto ad un piccolo da parte di un padre, il discorso che si apre con quel molto ha un sapore 'rassicurante'. Ciò che sto per raccontarti, sembra dire Rascal, è successo tanto tempo fa e con te non ha nulla a che spartire: tu, bambino mio, hai una storia tutta tua, fatta di qui e ora, ed è una storia diversa dalle precedenti, la tua durerà nel tempo.
Apriamo il libro e la storia comincia: un susseguirsi di tentativi di far nascere qualcosa che duri nel tempo, un crescendo di parole (in una buona traduzione di Tommaso Gurrieri) che evocano la complessità della maturazione di un uomo, fino al momento dell'amore e della voglia di fare un figlio.
Mandana Sadat 'dà corpo' al bel testo di Rascal e a quel 'molto prima di te' del titolo, dà forma all'idea che questo omino costruttore sia stato prima un bambino, quindi un ragazzino, poi un ragazzo e infine un adulto, ma ci racconta anche che i suoi occhi, con il passare degli anni, si velano di malinconica solitudine, fino all'arrivo di una compagna da amare e con la quale costruire quel 'qualcosa' che duri nel tempo.
Il mare si è portato via l'ultimo omino e il mare, secondo la Sadat, in cambio porta l'amore che dura.


Mandana Sadat regala al lettore un gatto blu che fino all'ultimo si limita ad esserci senza scopo apparente e che solo all'ultimo trova il suo posto nel mondo. Forse quel gatto blu non è altro che 'la spensieratezza' che ognuno ha fino al momento in cui non diventa genitore e che, all'atto della nascita,'regala' al suo piccolo?

Carla

Noterella al margine. Spero abbiate presente La grande question (Editions Etre, 2003), il libro di Wolf Erlbruch (La grande domanda, e/o, 2004). Di nuovo la grande question che attraversa un altro libro. È un libro per raccontare ad ogni bambino perché si nasce. Un libro per raccontare ad ogni bambino la strada che ha dovuto percorrere prima di essere ciò che è. Un libro per raccontare ad ogni bambino chi è il suo papà... e anche la sua mamma.

Altra noterella al margine. Mandana Sadat a me piace molto per la sua capacità evocativa che avevamo già visto in Italia in libri bellissimi come Dietro l'albero (Artebambini, 2004), Il giardino di Babai (Jaca book, 2004), o L'altro Paolo (Orecchio acerbo, 2006) o ancora nelle illustrazioni di una poesia di Jorge Lujan da titolo Sera d'inverno (Bohem Press, 2006). Consiglio anche visita al sito di Didier Jeunesse per capire ancora di più Rascal e il suo bel libro.

venerdì 27 aprile 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

TI AUGURO TEMPO


CAVALIERE SOUVENIR, Lucia Scuderi
Artebambini, 2012

ILLUSTRATO PER PICCOLI (dai 5 anni)
"POESIA INDIANA. NON TI AUGURO UN DONO QUALSIASI, TI AUGURO SOLTANTO QUELLO CHE I PIÙ NON HANNO. TI AUGURO TEMPO PER DIVERTIRTI E RIDERE; SE LO IMPIEGHERAI BENE POTRAI RICAVARNE QUALCOSA. TI AUGURO TEMPO PER IL TUO FARE PER IL TUO PENSARE, NON SOLO PER TE STESSO, MA ANCHE PER DONARLO AGLI ALTRI. TI AUGURO TEMPO, NON PER AFFRETTARTI E CORRERE, MA TEMPO PER ESSERE CONTENTO."



Nei risguardi di copertina di questo libro, fitta fitta, scritta in bianco su fondo rosso, tutta a stampatello, si legge una poesia indiana sul tempo. Su un tempo per trovare se stessi, per crescere, per stupirsi, per fidarsi e non soltanto per guardarlo nell'orologio. Tempo per la vita.
Eustachio, lui, non ha mai tempo, è occupato in mille affari. Corre sul suo cavallo e quando questo si ferma per brucare, lui non può indugiare, ma deve proseguire.
Si arrampica a piedi e in tutta fretta su un gigante che lo invita a fermarsi. Impossibile, occorre andare. Anche quando incontra su un albero una bella ragazza che gli fa girare la testa, deve continuare in tutta fretta il suo percorso. 


Precipita in un fiume, ma non c'è tempo per nuotare, bisogna andare e andare. Davanti a un drago che lo asciuga e gli propone un'avventura, Eustachio non coglie l'occasione ed è di nuovo in cammino. Ormai è davvero molto stanco e vorrebbe un po' sostare, ma no continua a camminare. Ma come al solito succede, sono dei bambini a chiarire la questione: Ma dove corri, dove vai e cosa diamine cerchi? E così Eustachio finalmente si ferma, si siede a raccontare di giganti, donne belle e draghi, ma i bambini, eccitati da tanta avventura, si azano di scatto e lo trascinano con loro verso un nuovo gioco...non c'è tempo da sprecare.


Libro su un tema a me caro che mi ha conquistato per questo e per il fatto che è illustrato da Lucia Scuderi, i disegni della quale di solito mi piacciono. È curioso da dire, ma la cosa più bella, dal punto di vista del contenuto del libro, sono i suoi risguardi che contengono una poesia indiana che, come un mantra, rievoca il senso che ognuno di noi dovrebbe dare al proprio tempo.
Velocità, tempo, pausa, ricordo.
L'ultima tappa è proprio il ricordo, cui allude il nome del Cavaliere Souvenir, alias Eustachio, il quale si ferma alla fine del suo viaggio, per ricordare, 'souvenir' di cose trascorse. Ed è proprio quello che succede: una precipitosa corsa verso non si sa che cosa, per poi fermarsi a guardare indietro ciò che si è lasciato indietro.
Il percorso che il cavaliere, simbolo della velocità, intraprende lo porta a 'toccare', solo 'toccare' una serie di personaggi che invece varrebbe la pena di conoscere meglio, meriterebbero altra attenzione, altro tempo.
Lucia Scuderi si riconferma nel suo modo di disegnare. La sua scrittura in versi avrebbe richiesto forse maggiore meditazione. Come Eustachio, anche lei ha corso troppo, ma come Eustachio, alla fine del libro, avrebbe dovuto sedersi un po' più a lungo, a guardarsi indietro prendendo per sé un poco più di tempo...


Carla

domenica 8 aprile 2012

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

ALBERI: RAGIONE E SENTIMENTO

Vi propongo un curioso percorso che parla di alberi, in varie forme; di libri dedicati agli alberi non ce ne sono moltissimi, non hanno il ghigno feroce dei T.Rex,non hanno lo sguardo tenero dei cuccioli. 


Eppure…per parlare di alberi partirei da un libro del 2010, direi quasi ignorato dal pubblico: si tratta de Le Isole del Tempo, libro di, pensate un po’, paleobotanica, ovvero concernente le piante preistoriche, illustrato con grande cura da Riccardo Merlo; una ricostruzione puntigliosa del mondo preistorico tanto frequentato dai bambini, dal punto di vista delle piante. Un libro raffinato e inusuale, che ne racconta con grande semplictà e precisione, l’evoluzione. 


Altrettanto raffinato Alberi, di Pia Valentinis e Mauro Evangelista : una rassegna, insieme didascalica e poetica, delle specie arboree nostrane, affiancate da spiegazioni e poesie: cosi si susseguono ulivi, meli, ciliegi (e qui una digressione sulla cultura giapponese), querce, olmi, con il loro carico di foglie, di fiori e di racconti. 


Cultura contadina ed emozioni, spiegazioni scientifiche e poesie prese dalla cultura europea. Compagni di vita, fonte di ricchezza, irrinunciabile presenza del nostro paesaggio; maestosi, lineari, tormentati e attorcigliati, simboli muti, amati e detestati. 


Non so se vi capita mai di assistere alla potatura degli alberi di un parco o di un viale cittadini: i miserabili tronconi che ne risultano sembrano testimoniare più che altro il fastidio, cui va posto rimedio, che provoca la presenza di tanti rami, di tante foglie; che importanza fa, se in estate sentiremo più caldo, tanto c’è l’aria condizionata, la nostra vita è concepibile solo se inscatolata, dentro una macchina o dentro una casa. Per non parlare di potature e abbattimenti criminali di alberature secolari. E’ come se non fossimo in grado di vedere,o se non lo volessimo fare, questa vita che cresce nonostante noi, in qualche modo incastonata nella struttura urbana,come se la comunità cui apparteniamo non considerasse quella vita un valore.
E invece, eccoli, questi monumenti viventi alla pazienza, alla lenta costruzione, che vivono e crescono ignorandoci , alimentando, proteggendo, ospitando miriadi di animali grandi e piccoli, di cui spesso ignoriamo l’esistenza. 


Ce lo ha raccontato, sinteticamente, il libro Un albero è… di Marina e Fabrizio Barbero, oppure, in modo divertente e giocoso,  



Saremo Alberi di un altro Mauro Evangelista, scomparso prematuramente nel 2010: descrivere e disegnare gli alberi con un pezzo di corda, un percorso visivo e tattile contemporaneamente.


A raccontare la difesa di un albero pensa Gary Crew in Memorial, illustrato da Shaun Tan: un ragazzino cerca di impedire il taglio di un albero secolare che, guarda caso, ‘e’ un pericolo per il traffico, dicono. Sta sollevando l’asfalto. Ricopre le auto di semi’ e così via. La vita sporca, impiccia, vorremmo piante che non devono essere innaffiate, cani robot che non fanno la cacca, bambini che non strillano in mezzo alla strada. Per fortuna, almeno finora, l’incredibile insieme di viventi che si è evoluto sul nostro pianeta, anche a costo di estinzioni e ripopolazioni, riesce a resistere all’ansia distruttiva, qualche volta anche inconsapevole, che le nostre comunità riescono ad esprimere. 
 

Ho titolato ragione e sentimento proprio per questo, perché possiamo guardare alla vita, cercando di capirne i molteplici aspetti e la storia, le ragioni di esistenze tanto disparate; e possiamo guardarla animate da stupore (quello filosofico di Platone e Aristotele) per l’incredibile bellezza e molteplicità che abbiamo la fortuna di poter ammirare. Questo stupore e questa ammirazione, così come la curiosità di comprendere, esaminare e catalogare, lasciamola fiorire, è il caso di dire, nei nostri bambini.


Eleonora

Alberi”, P. Valentinis  e M. Evangelista, Rizzoli 2012
Un albero è…” M e F. Barbero, B edizioni design 2007
Memorial”, G. Crew e S. Tan, Elliot 2011
Isole del tempo. Avventure nel mondo verde preistorico”, M. Mazzanti, G. Bosi, R. Merlo, Editoriale Scienza 2010
Saremo alberi”, M. Evangelista, Artebambini 2011

giovedì 5 gennaio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

FAR ENTRARE LA BUFERA

DA PICCOLINO CADDI IN UNA PAGINA-Abbecedario letterario, Antonio Ferrara
Edizioni Artebambini, 2011

NARRATIVA (?) PER GRANDI (dai 13 anni)

INIZIO - La magia delle povere cose
"[...] E prima o poi qualcosa arriva, sempre, ecco, lo sapevi. Il sole trova una finestra aperta, la scrittura si presenta all'improvviso come una vecchia ragazza, giovane ed esperta, saggia e bellissima, e ti sorride.
Sta davanti al mare. Arriva con in mano un vassoio col caffè caldo. Per te.
Ovunque si posa una ricchezza senza fine.
Appoggi una mano sul suo braccio che regge il vassoio.
Le porcellane tremano, il suo cuore pure.
Nelle tazze si raffredda il caffè.
Si scaldano le parole.
La storia comincia. [...]"(p. 35-36)

Le ventisei lettere di un alfabeto internazionale, quello che compone il 'nocciolo' di una tastiera di computer, danno vita a questo abecedario (io lo scrivo con una sola b) per chi di libri si occupa, ovvero per chi si appresta a scriverli (soprattutto) e per chi li legge e, più in generale, per chi li ama.

Alla F di Finzione - Così finto che sembra vero recita il sottotitolo, si ragiona di una scrittura che nasca da una ferita, da un turbamento che è comune per molta umanità e quindi riconoscibile come autentico, ma nello stesso tempo si dice che nella scrittura i pensieri si deformano fino a diventare falsi. Mi pare di ritornare su quanto Italo Calvino faceva dire a Marco Polo in uno dei suoi dialoghi con il Kublai Kan nelle Città invisibili a proposito del linguaggio ingannevole. La lettera D è dedicata al concetto di Durevolezza che ogni scrittore si augura per i propri libri: anche quando il libro sarà chiuso continui a risuonare nella testa del lettore. La Q di Quassù, ovvero stare sulla pagina è dedicato al rapporto che ogni scrittore ha con i propri personaggi: bisogna guardarli quando non sanno di essere guardati. Loro fanno il possibile per farsi notare, per farsi scegliere.
Ogni lettera porta con sé una riflessione che, sebbene talvolta sia un po' troppo ombelicale, offre tuttavia ricchezza di spunti.
Il tessuto narrativo è talvolta un po' faticoso e forse oscuro per un giovane lettore, ma ha un grande pregio: quello di offrire frequenti occasioni di riflessione, racchiuse in brevi frasi che trovano il loro valore più alto nell'essere isolate dal contesto generale.
Alla voce Scoperta è lo stesso Ferrara a dichiarare che spesso nello scrivere le idee o gli spunti germogliano da altri libri. Cito:
"Leggi e leggi, salti da un libro all'altro, rovisti nei cassetti delle pagine, cerchi aiuto nelle parole degli altri scrittori. Ma niente.
Poi qualcosa ti capita di trovare. Copi da un libro che non ti piace una frase amica, che brilla, la escludi dal rifiuto per tutto il resto, senza sapere perché, forse soltanto per il piacere di salvare qualcosa, come da un campo di macerie, raccogli un frammento di legno o di pietra. La tua scoperta te la metti in un taccuino come un sasso entra in una tasca. Te la tieni stretta.
E' buio, piove per strada e sul mondo, fa freddo ma tu sorridi.
Vai a casa e scrivi."
Questo libro sembra un po' questo: un terreno smosso dove non tutto attira il tuo sguardo, ma dal quale emergono frammenti che catturano la tua attenzione e che generano in te che leggi nuovi pensieri e nuove idee.
Un ulteriore punto di forza di questo strano libro sta nella scelta delle parole chiave che definiscono la prospettiva di lettura dei singoli temi trattati.
Aver scelto Cadenza, Durata, Empatia oppure Laggiù, Mistero, Nostalgia come definizioni, dandogli quindi in apparenza un valore circoscritto, al contrario nella realtà tali definizioni assumono una inaspettata valenza di evocazione e provocazione nei confronti del lettore e quindi di apertura e non di chiusura. In questo 'taglio' interpretativo è leggibile, in trasparenza, la capacità che Ferrara, ogni volta che si appresta a scrivere una storia, dimostra nel costruire un punto di vista originale. Lui stesso scrive nella seconda di copertina che lo scrittore deve inquietare, deve spalancare finestre serrate, far entrare la bufera.
Se da un lato sono state le poche frasi che ho letto in una rumorosa fiera di libri a colpire la mia immaginazione, dall'altro la seconda grande ragione che mi ha spinto a comprare questo libro è rappresentata dalle immagini che lo illustrano. Sono di grande bellezza e intensità.
Le raffinate incisioni di Lucia Sforza occupano quasi per intero tutte le pagine di sinistra.
Alludono, nella composizione generale, alla lettera dell'alfabeto, come accade spesso negli abecedari, che viene 'abitata' - come avveniva nei codici medievali - quale moderna iniziale da oggetti, uomini, animali. Il talento di Lucia Sforza mi pare si trovi massimamente espresso nella capacità di aver dato forma e corpo a una idea e nell'aver saputo cogliere alcune suggestioni che il testo propone e averle a sua volta arricchite di ulteriori significati (un esempio per tutti può essere la lettera Q in cui i personaggi letterari sembrano affacciarsi ad una vera da pozzo e guardare verso lo scrittore, ma contemporaneamente e specularmente sono visti da chi ha la pagina davanti, come a farsi notare e a dire noi siamo Qui).


In tal modo si crea quel meraviglioso e alchemico dialogo tra parola e immagine, laddove entrambe si arricchiscono a vicenda, dando origine a volte anche inconsapevolmente a 'qualcosa' che è altro ancora.

Carla

Due noterelle al margine. Prima noterella: questo libro rientra perfettamente nella filosofia editoriale di Bonobo che al momento mi sfugge se sia una collana all'interno di Artebambini o sia diventata 'grande' e abbia cominciato a camminare da sola come casa editrice a sé.
Seconda noterella: mi rammarico che a Lucia Sforza siano state date ancora poche occasioni di mostrare il suo talento. A me risulta un libro per Tolbà edizioni ancora in coppia con Ferrara e due per Sinnos. Troppo poco, credetemi.