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lunedì 30 giugno 2025

FAMMI UNA DOMANDA!

ENTOMOLOGHE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!


La nostra specie combatte da sempre una guerra contro le zanzare. 
Una guerra che, a tutt’oggi, stiamo perdendo: ogni estate questi insetti ci pungono, e in tante parti del mondo iniettano microrganismi patogeni. 
Se da una parte, infatti, i nostri schiaffi, le bonifiche e gli insetticidi sono armi poco efficaci, dall’altra le zanzare si difendono e ci attaccano con sistemi biologicamente avanzati elaborati in milioni di anni di selezione naturale. Attenzione però: l’entomologo olandese Bart Knols ha messo a punto l’arma definitiva, quella che cambierà le sorti di questa guerra infinita e che ci porterà alla vittoria. L’esercito delle zanzare verrà sconfitto da un’arma potente e pestilenziale: l’odore dei nostri piedi! 

Il punto di partenza di questo libro è un accorato j'accuse nei confronti della società civile che si è dimenticata fino a oggi degli entomologi: neanche una strada, o anche solo un vicoletto, intitolati a qualcuno di loro. 
Ma adesso è giunto il momento di dire basta. E a dirlo, va da sé, è un entomologo. 
Gianumberto Accinelli si è preso la rivincita di pubblicare un libro in cui 14 tra entomologi ed entomologhe hanno cercato di dimostrare al mondo il valore delle loro ricerche e il più delle volte il mondo si è girato dall'altra parte... 
Si parte da una storia che, invece, dovrebbe interessare tutti: le zanzare. 
Bart Knols, quando si accorse che durante la notte le zanzare andavano solo da sua moglie, ignorando lui decise di capire quale fosse la differenza 'olfattiva' tra la sua pelle e quella della moglie. Ma prima di partire con la ricerca, decise di delimitare il campo di odori che emettiamo nelle diverse parti del corpo. Scoprì, dopo essersi fatto rinchiudere in una campana di vetro con molti esemplari di zanzare comuni, che esse si fanno guidare dal nostro respiro, e amano pungere nella parte superiore del nostro corpo, mentre le molto più pericolose Anopheles (altra campana di vetro e altri esemplari) sono attratte da un odore particolare che emettiamo dai piedi, possibilmente sudati e poco puliti: l'acido butirrico. E amano caviglie e gambe. 
Produrre l'acido butirrico in laboratorio è troppo costoso, in particolare per i paesi poveri colpiti dall'Anopheles. 


Fortunamente Knols era olandese e riconobbe che un famoso formaggio, costoso, ma non quanto l'acido butirrico sintetico da laboratorio, il Limburger, si distingue per l'ottimo sapore e il pessimo odore... così portò a termine il suo esperimento in vitro, attirando un enorme numero di zanzare anopheles intorno al suo pezzo di formaggio... 
La cosa che colpisce di tutto il racconto è lo spirito di sacrificio che ha contraddistinto l'operato di Knols. Credo che non tutti si sarebbero immolati per la causa, facendosi rinchiudere per del tempo in una campana di vetro con centinaia di esemplari di zanzare, solo femmine in cerca di proteine per le larve e per questo letteralmente fameliche... 
Le altre tredici storie si concentrano su altrettanti uomini e donne di scienza che hanno avuto, per la maggior parte, il compito di aver trovato una soluzione a una sempre più difficile convivenza tra uomo e insetto: uno troppo ingombrante rispetto all'altro molto più numeroso, ma decisamente più piccolo... 
La storia delle coccinelle è un altro bel racconto. 
Anche i bambini piccoli sanno, ammesso che qualcuno abbia letto loro almeno una volta nella vita La coccinella prepotente di Eric Carle, che le coccinelle sono ghiotte di afidi e pidocchi delle piante! Sono le antagoniste naturali di un gran numero di parassiti che decimano intere coltivazioni. L'allevamento di coccinelle è diventato ben presto un metodo di trattamento in agricoltura, ossia rappresenta la risposta naturale a molti dei problemi di infestazioni da parassiti. 
Ma il mondo è una roba complessa così l'allevamento delle coccinelle aveva delle controindicazioni. Nel loro periodo di allevamento, essendo loro molto voraci, arrivavano persino a cannibalizzarsi, con grosse perdite e costi che lievitano per gli stessi allevatori e di conseguenza degli agricoltori che provano a non usare i pesticidi. 
Fino al giorno in cui, di nuovo un entomologo, il cui nome è segreto, ha scoperto, quale sia il loro cibo preferito e ne ha venduto la ricetta, a carissimo prezzo, a una biofabbrica, perché lo produca. ricchissimo lui, ricchissima la biofabbrica. e noi che siamo in fondo alla filiera, un po' più tranquilli di non avvelenarci ogni volta che mangiamo una pera. 
Insomma 14 storie che, anche se non tutte colpiscono il nostro interesse allo stesso modo, possono essere lette per vedere in trasparenza anche come si sono mossi e si muovono- umanamente parlando - gli uomini e le donne che hanno fatto della scienza il loro mestiere. 
Per esempio sarà facile notare quanto le donne siano ancora e da sempre in minoranza rispetto ai loro compagni uomini, oppure verificare con piacere che tra scienziati, seppure dell'Ottocento, potesse esistere una deontologia e un grande fair play reciproco. 


Comportamenti del genere oggi stupirebbero molti. 
Per esempio, stupisce il fatto, nonostante l'importanza dei propri studi, si può essere dimenticati dall'intera comunità accademica per interi decenni. 
Si colgono le delusioni, la caparbietà, il coraggio, le intuizioni, i colpi di fortuna, la fiducia, la solidarietà tra colleghi, il sostegno tra allievi e docenti, insomma - alla fine delle 14 storie - si ha una bella panoramica della complessa rete di relazioni che tengono insieme, o separano irrimediabilmente, uomini e donne di scienza.
 

Una riflessione che dovrebbe ronzare nelle orecchie... 

 Carla

Storie di ordinaria entomologia, Gianumberto Accinelli, Cristina Trapanese 
Nomos 2025

mercoledì 29 maggio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

QUANTO FORTE BATTE IL CUORE


Un viaggio multidisciplinare nell’anatomia umana viene proposto da Noemi Fabra, autrice e illustratrice catalana: si tratta di ‘Un cuore. Storia, scienza e tanto amore’, pubblicato in Italia da Nomos Edizioni.
L’oggetto, come dichiara il titolo, è il cuore, visto dal punto di vista anatomico, letterario, antropologico, storico.
In primo luogo c’è la descrizione dell’anatomia e della fisiologia di uno degli organi più importanti del nostro corpo: al centro del torace, fra sterno e colonna vertebrale. Governa il flusso di sangue verso e da i polmoni e poi verso tutto il corpo. L’autrice lo racconta nel suo sviluppo, a partire dalla gestazione, per poi confrontarlo con i fenomenali organi cardiaci delle altre specie: chi, come noi, ha un solo cuore e chi ne due o più.
Come è noto, al cuore sono state attribuite, nel corso del tempo e nelle diverse civiltà, funzioni disparate: al tempo dei Faraoni, il cuore era l’unico organo a rimanere nel corpo mummificato, perché Osiride lo potesse pesare e stabilire la purezza dell’anima del defunto. Per altre culture, per esempio quella cinese, il cuore è sede della coscienza e della saggezza; per il sufismo, il battito del cuore è al centro dell’ipnotica danza rituale che tutti conosciamo.


L’associazione cuore-sentimenti è ben presente nella nostra cultura, al di là di quello che sappiamo sulle reali funzioni di questo organo. Il cuore come sede simbolica dell’amore, rappresentato dalla classica immagine, per altro ispirata al seme di silfio, perdura tuttora, nell’iconografia come nel linguaggio: ‘parlare con il cuore’, ‘avere il cuore spezzato’. Che dire poi dei cuori di Keith Haring, usati così spesso come elementi decorativi. Se l’immagine dei cuoricini può risultare banale, l’autrice ci ricorda l’origine ‘colta’ di questo simbolo dei più nobili sentimenti, rimandando alle grandi storie d’amore nella Storia.


Dunque, l’autrice propone uno sguardo a 360 gradi su una parte così simbolicamente importante del nostro corpo e lo fa utilizzando la vivacità delle illustrazioni, un’impaginazione non scontata, che affianca pagine in cui il testo prevale ad altre dedicate alla sola illustrazione. Concepito così, il libro può incuriosire bambini e bambine che amino la scienza, ma anche la storia, o le immagini iconiche del mondo contemporaneo, nelle sue diverse manifestazioni.
Mai noioso, può essere proposto a giovani lettori e lettrici a partire dagli otto anni. L’unico neo, non citare le fonti e non proporre una bibliografia a chi avesse voglia di approfondimenti.

Eleonora

“Un cuore. Storia, scienza e tanto amore”, N. Fabra, Nomos Edizioni 2024





 

lunedì 18 marzo 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

ROSSO


Preceduto da ‘Blu’, è in libreria da pochi mesi ‘Rosso’, scritto ed illustrato da Cristiana Valentini e pubblicato da Editoriale Scienza.
Il libro esprime un approccio multidisciplinare al tema della storia dei colori: c’è una spiegazione squisitamente tecnica, ma per niente noiosa, che racconta l’evoluzione dei pigmenti utilizzati per realizzare il colore, c’è la storia della simbologia legata al suo uso, c’è qualche accenno di storia dell’arte.
Il ‘rosso’, nella forma delle terre argillose, è il primo colore utilizzato nella preistoria e rappresenta una costante nello sviluppo delle civiltà: spesso simbolo di potere, o di fortuna e prosperità, è arrivato fino ai giorni nostri, acquisendo valore politico, simbolo delle rivoluzioni socialiste, o commerciale, trasformando il Babbo Natale dai molti colori nell’omone vestito di rosso, grazie a una pubblicità degli anni ‘30.
Oltre a un approccio storico, e antropologico, è molto interessante il racconto dell’evoluzione dei pigmenti utilizzati nella produzione delle diverse sfumature di rosso: dal cremisi, o scarlatto, prodotto dai Greci e dai Romani a partire dalla femmina di cocciniglia, al porpora, sempre di derivazione animale, usato dai fenici, al rosso carminio, derivato dalla lavorazione delle uova di cocciniglia, tipica del Messico, al cinabro, o vermiglione, pigmento di origine minerale usato da Cinesi, Greci e Romani. Fino ad arrivare alla rivoluzione della chimica, che nell’Ottocento ha consentito di produrre svariati pigmenti di sintesi.
Al ‘rosso’ sono state attribuite valenze diverse: simbolo di potere e di status, colore augurale in Oriente, è stato in realtà anche associato al male, all’inferno con le sue fiamme.
L’autrice utilizza una sequenza di doppie pagine che esauriscono ciascuna un argomento, collocando il testo, stampato a caratteri di diversa dimensione, all’interno della grande tavola che lo ospita. Nonostante la terminologia sia precisa e in parte specialistica, non si intravedono particolari difficoltà di lettura, tutto viene spiegato in modo chiaro e lineare. Lettrici e lettori più piccoli possono divertirsi nello scoprire usi e costumi delle diverse epoche storiche, i più grandi possono approfondire anche gli aspetti tecnici. Non guasta, in ciascuna tavola, la presenza di un discreto cerca-trova, che invita lettrici e lettori a guardare con attenzione le immagini.
Pensato per curiosi appassionati di storia e di arte, a partire dai dieci anni, il libro si presta, con una lettura guidata, a essere utilizzato anche dai bambine e bambini un po’ più piccoli.

Eleonora

“Rosso”, C. Valentini, Editoriale Scienza 2024



 

venerdì 20 ottobre 2023

FAMMI UNA DOMANDA!



LUPI PER PASSIONE


Il fascino dei lupi è fuori discussione, così come la loro presenza nel nostro immaginario; ma, proprio il lato simbolico, immaginifico che rivestono implica molti fraintendimenti e disinformazione sul loro reale comportamento.
Niente di meglio, per riportare le cose alla loro giusta dimensione, che far raccontare i lupi a chi li conosce veramente bene e combatte per proteggerli.
A raccontarceli, nel bel libro ‘Lupi. Storie vere’, pubblicato recentemente da L’Ippocampo, è Michał Figura, naturalista polacco specializzato nel monitoraggio della situazione di lupi e linci selvatici. I questo libro sono raccontate le ricerche svolte insieme ai biologi Sabina Novak e Robert Mysłajek.
Questo fa sì che il racconto abbia un taglio di assoluto rigore scientifico, ma, nello stesso tempo, grazie ai contributi ai testi e alle immagini di Alexandra Mizielinska e Daniel Mizielinski, abbia anche il fascino di un racconto avventuroso ed emozionante.
Il linguaggio scelto è quello del fumetto, in cui le minuziose tavole dei due autori polacchi ospitano i testi, sempre precisi, ma sintetici.


La struttura del libro prevede l’esposizione delle storie di otto lupi, o famiglie di lupi, in diverse parti dei parchi naturali polacchi. Ciascuna storia diventa l’occasione per parlare del comportamento di questi splendidi animali, sfatando numerosi luoghi comuni che li riguardano; delle tecniche utilizzate per rintracciarli; degli strumenti usati per monitorarli, dai radiocollari alle foto trappole. Viene esposta una vasta casistica, dall’animale che ha subito un incidente al cucciolo ritrovato, per seguirne gli sviluppi e mostrare quanto sia duro e difficile il lavoro di chi si dedica alla salvaguardia degli animali selvatici.
Da questi racconti, che in parte si potrebbero sovrapporre a quelli di chi svolge lo stesso lavoro in Italia, emergono secondo me due due aspetti: da una parte la consapevolezza che la salvaguardia della natura richiede persone dotate di altissima professionalità, ma anche animate da una passione così grande da far dimenticare i sacrifici, la fatica e la frustrazione di un lavoro difficile e poco riconosciuto. Dall’altra, si vede con chiarezza quanto una filosofia di rispetto e conoscenza della natura sia ancora minoritaria rispetto a chi vorrebbe continuare nel distruttivo sfruttamento di ogni forma vivente; sfruttamento o distruzione, come nel caso dei lupi, ma anche degli orsi. Facile fare spot pubblicitari che parlano di natura incontaminata, altra cosa è saperla preservare. Poi c’è l’indistruttibile lobby dei cacciatori, che vorrebbe eliminare qualsiasi limite all’attività venatoria. E poi, c’è chi vive di sensazionalismo e inventa false notizie per ottenere popolarità sui social.


Per fortuna, in questa nebbia di cattive intenzioni, c’è chi si muove per fare luce e lo fa con grande professionalità.
Questo libro va esattamente in questa direzione: precisione dei contenuti, ma anche delle immagini, alcune delle quali tratte direttamente dalle immagini delle foto trappole; documentazione minuziosa, anche nell’esposizione delle fonti scientifiche; ma anche una grande passione che traspare nella preoccupazione, nella cura, nell’attenzione rivolta al benessere degli animali.


Le immagini prodotte dagli artisti polacchi Mizielinski e Mizielinska sono come sempre attente al dettaglio, minuziose, suggestive, la cornice perfetta per un racconto di questo tipo.
A mio avviso questo è un libro che può piacere a molti: a bambine e bambini dai dieci anni in poi, ma anche ai più grandi che siano appassionati ai temi della salvaguardia della natura e che qui possono trovare un approccio che unisce il fascino dell’avventura all’amore per la natura.
Lo consiglio caldamente a tutti i giovani naturalisti che cerchino serietà e attendibilità, questo libro è davvero un esempio di quanto al divulgazione possa dare ai giovani lettori.

Eleonora


“Lupi. Storie vere”, M. Figura, A, Mizielinska, D. Mizielinski, L’Ippocampo 2023



lunedì 2 ottobre 2023

FAMMI UNA DOMANDA!

I DUE ASPETTI DELL’EROISMO


Sono davvero pochi i libri che riescono a sorprendermi: uno di questi è sicuramente ‘Andrej Sacharov. L’uomo che non aveva paura’, dell’autrice russa Ksenija Novochat’ko, illustrato da Evgenija Rojzman, Ol’ga Terechova e Polja Plavinskaja. Arriva sugli scaffali delle nostre librerie, con la traduzione di Tatiana Pepe, grazie all’editore Caissa Italia.
Come dicevo, si tratta di un libro sorprendente, per vari motivi. Strutturalmente, si tratta di un ibrido, frutto della contaminazione fra libro illustrato per ragazzi e graphic novel, con un’impaginazione coraggiosa, in cui il testo, corposo, si articola in diversi riquadri, dando voce ai diversi soggetti in campo. Sorprendente è anche la complessità dei temi trattati, espunti dai diari, lettere, appunti dello scienziato e dissidente sovietico; complessità che tuttavia è esposta con grande chiarezza, un linguaggio essenziale e richiami storici precisi.
E poi, forse su tutto, la tematica trattata, che, pur essendo essenzialmente biografica, abbraccia una parte considerevole della Storia e della Scienza del Novecento.
Il cuore della narrazione, infatti, riguarda in primo luogo la corsa agli armamenti nucleari, considerata essenziale in Unione Sovietica, non appena si seppe degli esperimenti del progetto Manhattan, che negli Stati Uniti stavano portando alla creazione della prima bomba atomica, sul finire della Seconda Guerra Mondiale. In secondo luogo, il libro affronta il tema della progressiva presa di coscienza di uno scienziato, padre dell’atomica sovietica, insignito dei più importanti premi in patria, che progressivamente si allontanò dal bellicismo del governo per approdare a un accorato pacifismo, in sintonia con quanto accadeva nel resto del mondo. L’azione di Sacharov si allargò anche al tema dei diritti umani in Unione Sovietica, dove la fine dell’era staliniana non aveva portato a una maggiore libertà d’espressione. Sacharov, inattaccabile per il ruolo avuto nello sviluppo della scienza russa, non perse occasione per far arrivare in Occidente le notizie e gli appelli in favore degli intellettuali perseguitati. Fu insignito, nel 1975, del Premio Nobel per la pace, mentre in patria veniva isolato, denigrato, vessato in tutti i modi che non fossero la detenzione e l’esilio.
Solo con la perestrojka di Gorbacev la figura di Sacharov è stata riabilitata; per sua fortuna è deceduto, alla fine del 1989, prima di vedere l’inquietante evoluzione politica della Federazione Russa, guidata da Putin.
Quello che trovo più apprezzabile in questo libro illustrato è la capacità di mostrare l’intreccio, nel corso concreto della Storia, fra la scienza, le sue frontiere, i suoi limiti, la politica degli Stati, la coscienza delle persone. Storia delle idee, rivoluzioni che hanno attraversato in moltissimi ambiti la cultura e la vita reale di generazioni. La scienza, dunque, non solo come scontro e incontro di idee, rivoluzionarie o meno, ma anche come espressione di una rinnovata visione del mondo. Pensiamo al ruolo di Einstein come uno dei padri della fisica contemporanea e, nello stesso tempo, all’origine delle ricerche sulla bomba atomica. O a come lo sviluppo della genetica molecolare, negli anni Cinquanta, abbia dato corpo ai timori per gli effetti a lungo termine delle esplosioni nucleari.
Incredibilmente, dopo gli accorati dibattiti, la politica del disarmo praticata da Kennedy e Krusciov, nonostante i movimenti pacifisti non abbiano mai abbandonato la scena occidentale, siamo di nuovo qui, ad assistere all’osceno spettacolo della minaccia nucleare, usata come deterrente nel conflitto in corso in Ucraina.
Per tutti questi motivi trovo questo libro, uno dei migliori dedicati quest’anno alla divulgazione, come necessario alla formazione di ragazzi e ragazze che comincino a porsi serie domande sul mondo di oggi. Perfetto per l’uso scolastico, ne consiglio caldamente la lettura a partire dai tredici anni.

Eleonora

“Andrej Sacharov. L’uomo che non aveva paura”, K. Novochat’ko, ill. E. Rojzman, O. Terechova, P. Plavinskaja, trad. T. Pepe, Caissa Italia 2023




giovedì 31 agosto 2023

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


STORIA DI DUE SEMI


L’ultimo libro che Brian Selznick ha firmato, ‘Grande Albero e il sogno del Mondo’, pubblicato come sempre da Mondadori, sorprende il lettore per l’originalità della storia e per la fondatezza dei suoi riferimenti.
La nascita di questo libro è anomala: deriva, infatti, dalla mancata sceneggiatura per un film che avrebbe dovuto realizzare Spielberg; ha, in effetti, l’ambizione e la spettacolarità di un grande film a tema. La versione letteraria di certo perde in parte la suggestione del grande schermo, ma acquista quell’unitarietà di stile che Selznick, giostrando fra testo e immagini, sa immettere nei suoi libri.
I protagonisti di questa storia sono due semi di sicomoro, nati più o meno alla fine del Cretaceo.
La loro mamma, un imponente e saggio sicomoro, li espelle proprio qualche attimo prima che si verifichi una rovinosa eruzione vulcanica.
Da quel momento comincia l’avventuroso viaggio di Merwin e Louise, lui pragmatico e razionale, lei fantasiosa e creativa. Insieme affrontano varie vicissitudini, ritrovandosi su una roccia, poi in fondo al mare, infine, quando tutto sembra perduto, per l’imminente impatto di un asteroide, si separano, per poi ritrovarsi milioni di anni dopo.
Quello che ho raccontato della trama è veramente poco, per lasciare al lettore e la lettrice lo stupore per una storia assolutamente immaginifica, ma , al contempo fondata su dati scientifici attendibili.
Alla fine del libro l’autore spiega alcuni passaggi e il ruolo di alcuni personaggi ed espone le fonti, fra le più prestigiose, a partire dallo Smithsonian Institution.

Nulla è casuale nella costruzione del racconto: i sicomori sono realmente alberi presenti sulla Terra da ere geologiche; così come il ruolo degli ‘Ambasciatori’, ovvero dei funghi, nel trasmettere informazioni fra le piante presenti in un bosco, è ormai acclarato ed oggetto di approfonditi studi. Nello stesso modo, si parla di protozoi antichissimi, i foraminiferi, la cui presenza in quasi qualsiasi ambiente li rende straordinari testimoni dei tempi passati, che nel libro diventano gli ‘Scienziati’.

Naturalmente non stiamo parlando di un saggio divulgativo: è giustamente prevalente l’aspetto narrativo, che ha una forte valenza emotiva, sostenuta dalle immagini che, come sempre in Selznick, esplicitano, suggeriscono, integrano il testo.
Il tema di fondo è, senza mezzi termini, quello della salvezza del Pianeta. Allora, lo spargimento nell’aria dei semi, come estremo atto di sopravvivenza, è forse una metafora valida anche per l’umanità nella attuale contingenza. Senza eccessi di pessimismo, il libro propone una visione tarata sui tempi lunghi delle ere geologiche, riferendosi alle grandi sfide che la vita sulla Terra ha già affrontato.
Un grande tema, dunque, trattato con la levità dei semi trasportati dal vento ad affrontare una nuova vita, in continuità con i temi già affrontati dall’autore in precedenza.
Da sottolineare, perché inconsueto in ambiti narrativi, la correttezza e l’accuratezza dei riferimenti scientifici, che possono costituire un importante riferimento per chi volesse costruire storie con un esplicito sfondo scientifico.
La lettura, scorrevole come sempre, è consigliata caldamente a ragazzi e ragazze con gli occhi aperti sul mondo, a partire dai dieci anni.

Eleonora

“Grande albero e il sogno del Mondo”, B. Selznick. Mondadori 2023




 

giovedì 24 agosto 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


ANEDDOTI E NOTIZIE SULLA NATURA IN ITALIA


Entomologo e divulgatore, Gianumberto Accinelli torna in libreria con un interessante libro sulla natura in Italia: ‘Verde come l’Italia. Cento anni di storia del nostro paese attraverso i cambiamenti della natura’, pubblicato da Piemme.
L’andamento è aneddotico, presentando diversi casi che spaziano dalla intelligenza dei corvi all’obesità dei gabbiani, ma il filo conduttore è comune: mostrare ai giovani lettori e lettrici quanto il comportamento umano influenzi il mondo naturale e quanto questo possa costituire un problema per il nostro futuro.
A tenere insieme le diverse narrazioni, ogni capitolo racconta un diverso ‘caso’, c’è l’unità di luogo, parliamo della natura in Italia, e di tempo, l’ultimo secolo, un secolo che ha visto profonde trasformazioni, da paese agricolo a industriale.
Come in tutte le buone narrazioni divulgative, il libro di Accinelli rifugge dal sensazionalismo e presenta le situazioni anche critiche con oggettività, sfatando spesso leggende metropolitane.
Ad esempio, l’espansione dei lupi in pianura, soprattutto in Val Padana, non è dovuta ad una preoccupante espansione dei predatori, ma dal fatto che in quelle zone sono stati chiusi gli allevamenti di nutrie, per le pellicce, liberando gli animali in natura; le nutrie si sono adattate benissimo all’ambiente fluviale riproducendosi oltre modo e diventando, così, delle prede perfette, ben più facili da catturare rispetto agli ungulati, per i lupi. Insomma, i lupi in pianura ce li abbiamo portati noi.
Un altro aspetto interessante è rappresentato dall’introduzione di creature ‘aliene’ nel nostro ambiente. Un esempio noto a tutti è quello della zanzara tigre; meno conosciuti i casi di parassiti delle piante, la tingide del platano e la cicadella bisonte, che imperversarono nei primi anni ‘60 in Italia, portati, come si scoprì dopo, dalle navi e dai mezzi della Nato, provenienti dall’America.
Su questo interessante argomento, delle specie ‘aliene’ che si sono ben adattate dalle nostre parti, era già uscito il brillante libro di Editoriale Scienza ‘Per un pugno di ghiande’. 
Un ulteriore aspetto, in questo complesso rapporto fra natura e storia, natura e cambiamenti sociali, è rappresentato dagli effetti dell’urbanizzazione che, a partire dagli anni del boom economico degli anni Sessanta, ha modificato l’aspetto di montagne e campagne, lasciando spazio a specie animali e vegetali, e ha modificato anche l’aspetto delle città, dense di persone, di rifiuti e di animali che di questi si cibano.
Un esempio particolare è rappresentato dalla presenza dei gabbiani a Roma: le scelte dell’amministrazione capitolina, infatti, hanno determinato l’andamento della presenza dei pennuti in città, divenuta dilagante soprattutto dal 2013, anno in cui fu chiusa la discarica di Malagrotta. I gabbiani dovettero scegliere se tornare alla vita marina o approfittare dei debordanti cassonetti romani. Sappiamo bene com’è andata a finire. L’autore è convinto che una migliore gestione dei rifiuti, e già solo pensarla è un’azzardata utopia, e la presenza di qualche predatore, possa limitare, in futuro, la presenza prepotente dei gabbiani.
Da questi esempi e dagli altri presenti nel libro emerge un’immagine di complessità del rapporto che come comunità umana abbiamo con la natura; una complessità che andrebbe in primo luogo compresa e poi gestita. Mi auguro che tanti ragazzi e ragazze leggano questo libro, che consiglio a partire dai dieci anni, proprio per farsi carico di questa complessità, imparando a conoscerla e preparando un futuro meno incerto, comunque più consapevole.

Eleonora


“Verde come l’Italia”, G. Accinelli, Piemme 2023



mercoledì 22 marzo 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


L’INFINITO E TANTE ALTRE COSE


Barbara Gallavotti è una nota giornalista divulgatrice, che da anni lavora in numerose trasmissioni televisive ed è ora ideatrice e conduttrice di una nuova trasmissione dedicata alle tematiche della scienza. Ha scritto diversi libri su tematiche scottanti, come quello delle epidemie, e approda ora alla divulgazione rivolta a ragazze e ragazzi.
Il testo che ci propone, pubblicato da De Agostini, s’intitola ‘L’infinito dentro di me’ ed è un coraggioso percorso che partendo, molto sinteticamente, dalla descrizione delle particelle elementari che costituiscono la materia, approda al cuore della trattazione, gli organismi viventi.
Nell’arco di circa duecento pagine affronta, con un linguaggio semplice e preciso, tematiche come l’origine della vita; l’universo rappresentato dagli organismi microscopici, batteri e virus; le caratteristiche del mondo vegetale e animale; il DNA e l’evoluzione; l’adattamento; l’evoluzione umana; i problemi legati al cambiamento climatico, che affliggono il nostro presente.
Tantissimi argomenti, proposti a lettrici e lettori voraci, trattati in modo sintetico, ma mai approssimativo, con un linguaggio ‘leggero’, colloquiale, che non banalizza mai gli argomenti presi in esame. Sottolineo questo aspetto proprio perché è decisivo, se si vuole fare buona divulgazione: semplificare, rendere comprensibile non è mai banalizzare, semmai è un attento lavoro di traduzione di una terminologia tecnica nel linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
L’altro aspetto interessante è rappresentato dalla capacità di mettere in fila gli argomenti, collegandoli efficacemente, mostrando quanto, nelle scienze della vita, sia interconnesso; in questo modo lettori e lettrici possono costruirsi una visione d’insieme, che può aiutarli a comprendere la complessità dei temi.
Lateralmente alle questioni principali, vengono affrontati temi particolarmente sentiti, come quello delle epidemie e i modi per fermarle; oppure la confutazione scientifica delle presunte basi genetiche delle ‘razze’. Non sfugge l’attenzione dedicata alla scienziata Rosalind Franklin, scopritrice del DNA insieme a Watson e Crick, ma mai premiata con il Nobel.
Ne emerge un’immagine della scienza tutt’altro che lontana dai problemi che la società affronta, spesso con scarsi strumenti e tanta disinformazione.
Una visione così limpida e razionale è un ottimo antidoto al veleno delle fake news, dei complottismi, del negazionismo irrazionale.
La quantità di informazione è notevole e richiede lettrici e lettori motivati, che abbiamo almeno dodici anni; è un testo che può essere utile anche a quegli adulti che vogliano ripassare i principali argomenti della biologia e farsi un’idea delle tematiche più scottanti del nostro presente.

Eleonora

“L’infinito dentro di me”, B. Gallavotti, De Agostini 2023







 

venerdì 17 marzo 2023

FAMMI UNA DOMANDA!

METALLO


Lo sviluppo della produzione di testi divulgativi segue strade diverse: mentre si fa un gran parlare della relazione fra questi e gli albi illustrati, esce con Nomos un libro che rimanda all’impostazione classica del libro informativo: si tratta di ‘Metallo’, un libro illustrato dedicato a quel gruppo di elementi così denominati.
‘Metallo. Dal cuore della terra alla civiltà umana’ è scritto da Petra Paoli, esponente dell’Accademia Drosselmeier, artigiana ceramista e molto altro, ed è illustrato da Marco Sandreschi.
L’intento del libro è dichiarato dal titolo, fornire una rassegna dei diversi metalli, e delle leghe da questi derivati, dedicando a ciascuno una doppia pagina e talvolta qualcosa di più; nella pagina colorata di sinistra di ciascuna doppia pagina sono descritte le caratteristiche fisico chimiche dell’elemento in questione, di cui viene riportata la sigla e il numero atomico. A destra gli elementi storici che raccontano da quando quel determinato metallo è stato utilizzato e per cosa; come e quando sono state inventate le leghe, che hanno dato vita a materiali di primaria importanza, come il bronzo e l’acciaio.


Rilevanti sono i riferimenti storici, non solo per quello che riguarda la storia della tecnologia, ma anche per gli aspetti politici e sociali: si racconta la vicenda della più grande miniera di rame in Cile, di proprietà americana e successivamente nazionalizzata da Salvador Allende (e ogni riferimento al golpe e alle sue motivazioni non è affatto casuale): oppure si parla delle condizioni di sfruttamento dei bambini nelle miniere africane, o del monopolio detenuto dalla Cina sulla lavorazione delle cosiddette terre rare.
Si tratta, dunque, di un libro che tiene bene aperti gli occhi sul presente e sulle sue contraddizioni, senza per questo dimenticare l’oggetto principale, che è la descrizione di un gruppo specifico di elementi naturali che hanno cambiato il corso della Storia e che condizionano la nostra vita, con la miriade di oggetti fabbricati con questi materiali: dalle opere d’arte agli oggetti della vita quotidiana, fino alle grandi costruzioni, come la Torre Eiffel o la Statua della Libertà, monumenti simbolo di due metropoli occidentali, costruite appunto in metallo.
Quanto alle opere d’arte non possono mancare i riferimenti ai ritrovamenti anche recentissimi, di statue in bronzo, diventate simbolo della classicità.
Impaginazione, grafica, tipologia della carta utilizzata sono di alto livello e rendono il libro un oggetto curato e accattivante, a partire dalla bella copertina, come dovrebbe sempre essere nell’ambito dei libri per ragazzi e ragazze; il linguaggio è chiaro e preciso, salvo qualche piccola incertezza lessicale. Alla fine del volume c’è il glossario e una sintetica bibliografia, in cui spicca l’insuperato saggio di Jared Diamond ‘Armi, acciaio e malattie’.


L’editore Nomos dimostra di saper scegliere con oculatezza i testi di divulgazione che pubblica, da quelli della Säfström  a Bunting.
La lunghezza e la tecnicità del testo lo rendono adatto a lettrici e lettori dai dieci anni in poi. Può piacere a chi apprezza la scienza, la tecnologia, la storia; ma lo può leggere con piacere anche un adulto, che voglia rinfrescarsi la memoria su alcuni aspetti della chimica, ma anche del mondo contemporaneo.

Eleonora


“Metallo. Dal cuore della Terra alla civiltà umana”, P. Paoli, ill. M. Sandreschi, Nomos edizioni 2023