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venerdì 25 luglio 2025

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

I TAMBURI DELLA PENULTIMA PAGINA 

Una cosa che si dovrebbe cercare di raggiungere, raccontando una storia con le immagini, è la piccola o grande capriola finale, il colpo di scena! 
Stupire il proprio lettore è cosa buona e giusta. 
Il piccolo o grande salto di senso, la risata, lo sgranare gli occhi sono tutte reazioni che se messe ad arte intorno all'ultima pagina, non possono che far bene alla storia, al libro. 
La forma di un albo illustrato, tra le sue tante doti, ha quella di essere fisicamente adatto a questo genere di emozioni e reazioni. Il giro di pagina sembra essere lì a bella posta. Il tempo che occupa, poco più di un secondo, in cui cosa ci sarà dietro non è dato sapere, è assolutamente un tempo ideale perché il cervello rimanga in stand by lungo la strada segnata. E se invece c'è un bel tornante, una curva secca su un altro panorama sarà tutto più gustoso. 
Va da sé che con altrettanta arte la capriola finale va preparata con cura. Ovvero il lettore va spedito in una direzione, va rassicurato che tutto sta andando nel verso previsto. Per assurdo, potrebbe quasi annoiarsi di tanta prevedibilità ed è allora che bisogna colpire! 


Tutto questo è per dire che ho sotto mano due libri che hanno la stessa firma, Matilde Tacchini e che finiscono entrambi con delle belle capriole. 
Nel primo caso lei è autrice del solo testo, Questo è molto strano... mentre le matite sono di Mercé Galì, una sua vecchia conoscenza. 
Nel secondo lei è autrice unica e la capriola che fa fare ai suoi lettori è ben più spettacolare e durevole... Non schiacciate quel bottone! 
Questo è molto strano... più che una storia vera e propria è un lungo elenco, una sorta di catalogo, dei vezzeggiativi, paragoni bestiali (nel senso letterale del termine), che di solito i genitori (o chi per essi) usano nei confronti dei piccoli: il piccolo koala di mamma, il topolino di papà, un maialino a tavola, un ghiro a letto, in piscina un pesciolino e via andare... 


Tutto chiaro? Il finale deve prevedere un capovolgimento che puntualmente arriva in un ribaltamento di ruolo: sparisce all'istante la tenerezza del koala per lasciare il posto alla rabbia vera che finisce in un urlaccio di quel povero ragazzino, finalmente solo ragazzino, senza peli o zanne, che rivendica, dopo aver ruggito ben bene, la propria identità. 
Ma questa capriola, sebbene scandita a chiare lettere, è fin troppo telefonata... 
E poi siamo alla penultima pagina, dove il rullo di tamburi si fa sentire.... 
E infatti, non poteva finire così, la vera capriola la vedremo solo quando anche l'ultima pagina è andata... 
Ancora più chiaro il meccanismo appare nel suo ultimo libro per Nomos Edizioni. 
La tensione emotiva si percepisce fin dalla copertina, con quel titolo che è un comando, con tanto di esclamativo! 


La situazione, anche in questo caso, non è certo la prima volta che la si incontra, tuttavia qui è giocata meglio che altrove. 
Contesto: esterno spoglio con solo un ramo visibile su cui far sostare in quota gufo e scoiattolo. Gli altri animali presenti sono tutti sul terreno, ovvero poggiano su una linea nera continua, Il pulsante è l'anomalia che getta scompiglio nella routine degli abitanti di quel boschetto: orso, fagiano, lepre, volpe, scoiattolo e gufo. 
Ognuno di loro si schiera e si fa carico di un'indole umana: c'è l'ottimista, il riflessivo, il prudente, il curioso e via andare... 
Naturalmente ognuno di loro si prefigura cosa potrebbe succedere a premere il pulsante rosso: caldo fulminate, glaciazione istantanea, gli alieni. Naturalmente in tutto questo crescendo di ipotesi qualcuno cerca di mantenere la barra del timone diritta. 


Ma si sa che, come succede anche nella vita vera, il chiacchiericcio intorno a un fatto non fa che accrescerlo, renderlo sempre più sospetto e potenzialmente pericoloso. 
Ciò che non si conosce è per definizione qualcosa che potrebbe portare guai. 
Così il loro cicaleccio ai piedi del ramo, intorno al pulsante, si fa sempre più fitto. Si invoca persino uno dei cardini della democrazia (quando si è in un numero maggiore di uno, accade): il voto. 
Poi come altrettanto spesso accade, soprattutto in questi ultimi balordi tempi, uno decide per tutti: il più grosso... 
E siamo alla penultima pagina... 

Carla 

"Questo è molto strano..." Matilde Tacchini, Mercé Galì, Kalandraka 2025 
"Non schiacciate quel bottone!", Matilde Tacchini, Nomos 2025

lunedì 30 giugno 2025

FAMMI UNA DOMANDA!

ENTOMOLOGHE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!


La nostra specie combatte da sempre una guerra contro le zanzare. 
Una guerra che, a tutt’oggi, stiamo perdendo: ogni estate questi insetti ci pungono, e in tante parti del mondo iniettano microrganismi patogeni. 
Se da una parte, infatti, i nostri schiaffi, le bonifiche e gli insetticidi sono armi poco efficaci, dall’altra le zanzare si difendono e ci attaccano con sistemi biologicamente avanzati elaborati in milioni di anni di selezione naturale. Attenzione però: l’entomologo olandese Bart Knols ha messo a punto l’arma definitiva, quella che cambierà le sorti di questa guerra infinita e che ci porterà alla vittoria. L’esercito delle zanzare verrà sconfitto da un’arma potente e pestilenziale: l’odore dei nostri piedi! 

Il punto di partenza di questo libro è un accorato j'accuse nei confronti della società civile che si è dimenticata fino a oggi degli entomologi: neanche una strada, o anche solo un vicoletto, intitolati a qualcuno di loro. 
Ma adesso è giunto il momento di dire basta. E a dirlo, va da sé, è un entomologo. 
Gianumberto Accinelli si è preso la rivincita di pubblicare un libro in cui 14 tra entomologi ed entomologhe hanno cercato di dimostrare al mondo il valore delle loro ricerche e il più delle volte il mondo si è girato dall'altra parte... 
Si parte da una storia che, invece, dovrebbe interessare tutti: le zanzare. 
Bart Knols, quando si accorse che durante la notte le zanzare andavano solo da sua moglie, ignorando lui decise di capire quale fosse la differenza 'olfattiva' tra la sua pelle e quella della moglie. Ma prima di partire con la ricerca, decise di delimitare il campo di odori che emettiamo nelle diverse parti del corpo. Scoprì, dopo essersi fatto rinchiudere in una campana di vetro con molti esemplari di zanzare comuni, che esse si fanno guidare dal nostro respiro, e amano pungere nella parte superiore del nostro corpo, mentre le molto più pericolose Anopheles (altra campana di vetro e altri esemplari) sono attratte da un odore particolare che emettiamo dai piedi, possibilmente sudati e poco puliti: l'acido butirrico. E amano caviglie e gambe. 
Produrre l'acido butirrico in laboratorio è troppo costoso, in particolare per i paesi poveri colpiti dall'Anopheles. 


Fortunamente Knols era olandese e riconobbe che un famoso formaggio, costoso, ma non quanto l'acido butirrico sintetico da laboratorio, il Limburger, si distingue per l'ottimo sapore e il pessimo odore... così portò a termine il suo esperimento in vitro, attirando un enorme numero di zanzare anopheles intorno al suo pezzo di formaggio... 
La cosa che colpisce di tutto il racconto è lo spirito di sacrificio che ha contraddistinto l'operato di Knols. Credo che non tutti si sarebbero immolati per la causa, facendosi rinchiudere per del tempo in una campana di vetro con centinaia di esemplari di zanzare, solo femmine in cerca di proteine per le larve e per questo letteralmente fameliche... 
Le altre tredici storie si concentrano su altrettanti uomini e donne di scienza che hanno avuto, per la maggior parte, il compito di aver trovato una soluzione a una sempre più difficile convivenza tra uomo e insetto: uno troppo ingombrante rispetto all'altro molto più numeroso, ma decisamente più piccolo... 
La storia delle coccinelle è un altro bel racconto. 
Anche i bambini piccoli sanno, ammesso che qualcuno abbia letto loro almeno una volta nella vita La coccinella prepotente di Eric Carle, che le coccinelle sono ghiotte di afidi e pidocchi delle piante! Sono le antagoniste naturali di un gran numero di parassiti che decimano intere coltivazioni. L'allevamento di coccinelle è diventato ben presto un metodo di trattamento in agricoltura, ossia rappresenta la risposta naturale a molti dei problemi di infestazioni da parassiti. 
Ma il mondo è una roba complessa così l'allevamento delle coccinelle aveva delle controindicazioni. Nel loro periodo di allevamento, essendo loro molto voraci, arrivavano persino a cannibalizzarsi, con grosse perdite e costi che lievitano per gli stessi allevatori e di conseguenza degli agricoltori che provano a non usare i pesticidi. 
Fino al giorno in cui, di nuovo un entomologo, il cui nome è segreto, ha scoperto, quale sia il loro cibo preferito e ne ha venduto la ricetta, a carissimo prezzo, a una biofabbrica, perché lo produca. ricchissimo lui, ricchissima la biofabbrica. e noi che siamo in fondo alla filiera, un po' più tranquilli di non avvelenarci ogni volta che mangiamo una pera. 
Insomma 14 storie che, anche se non tutte colpiscono il nostro interesse allo stesso modo, possono essere lette per vedere in trasparenza anche come si sono mossi e si muovono- umanamente parlando - gli uomini e le donne che hanno fatto della scienza il loro mestiere. 
Per esempio sarà facile notare quanto le donne siano ancora e da sempre in minoranza rispetto ai loro compagni uomini, oppure verificare con piacere che tra scienziati, seppure dell'Ottocento, potesse esistere una deontologia e un grande fair play reciproco. 


Comportamenti del genere oggi stupirebbero molti. 
Per esempio, stupisce il fatto, nonostante l'importanza dei propri studi, si può essere dimenticati dall'intera comunità accademica per interi decenni. 
Si colgono le delusioni, la caparbietà, il coraggio, le intuizioni, i colpi di fortuna, la fiducia, la solidarietà tra colleghi, il sostegno tra allievi e docenti, insomma - alla fine delle 14 storie - si ha una bella panoramica della complessa rete di relazioni che tengono insieme, o separano irrimediabilmente, uomini e donne di scienza.
 

Una riflessione che dovrebbe ronzare nelle orecchie... 

 Carla

Storie di ordinaria entomologia, Gianumberto Accinelli, Cristina Trapanese 
Nomos 2025

venerdì 27 dicembre 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

DA PRODIGIO E RICORDO DI INFANZIA 
A OGGETTO DI STUDIO


C’è chi si prepara e l’aspetta e chi non l’ha mai conosciuta. C’è chi la teme, chi la studia, chi sorride davanti a quel suo sbriciolarsi dolce e silenzioso come il sonno di un bambino. Come cosa viva la neve ci parla, e parla al campo, alla strada, al bosco con una voce gelata e rigorosa. La neve celebra l’arrivo dell’inverno, una stagione che immobilizza, intorpidisce... e richiama Persefone verso il buio degli inferi.”

Quinto volume di una bella serie che comprende Nuvolario, Ondario, Ventario e Cometario, Nevario completa l'esplorazione del mondo vivente attraverso quegli elementi considerati meno, se non all'interno di studi di settore specifici. 
Eppure, a meno che qualcuno di noi non abbia una formazione scientifica o abbia, per ragioni legate al proprio lavoro, necessità di conoscere qualcuno di questi argomenti, difficilmente possediamo anche solo superficialmente le nozioni contenute in questa collana. L'editore ha scelto coraggiosamente di proporre un approfondimento su temi poco frequentati anche nella divulgazione per ragazzi e lo ha fatto scegliendo di non lesinare sulle nozioni, ma al contrario, di offrirne una approfondita esposizione corredata però da illustrazioni dal ricercato gusto grafico e che prediligono l'uso di due soli colori e da un interessante sezione di narrativa.


Ciò che sorprende leggendo le pagine dedicate alla descrizione della morfologia di un fiocco di neve è la sua straordinaria complessità e varietà. Ogni cristallo di neve è il risultato di un processo di formazione lungo che può presentare moltissime variabili, parte dal germe di cristallo fino ad arrivare al cristallo di neve e da qui a quello che comunemente definiamo fiocco. A sua volta la neve, formata da migliaia di quei fiocchi risulterà diversa a partire dalle condizioni ambientali e meteorologiche. Il libro ci mostra prima una descrizione sintetica ed esaustiva del cristallo, poi in una tabella elenca i diversi tipi di grani. E ognuno di questi viene poi proposto come protagonista dei brevi brani di narrativa che seguono. Non racconti originali, ma riferimenti a episodi storici e/o romanzi importanti come Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern in cui la neve ha rivestito un'importanza centrale, ma nella sua forma generica, bensì in una di quelle classificate e individuate a partire dal tipo di grano.


Le particelle sono quelle che compongono la neve naturale, ma sono quelle che formano la neve artificiale: e nel confronto tra questa e il modello al quale si ispira la riproduzione, c'è tutta la distanza tra un elemento che in sé reca i segni e le tracce di vita e di tempo e un'altra che impoverita propone un agglomerato di acqua e aria compressa.


La neve si può sentire e allora ci potrà apparire polverosa, o crostosa, sarà ventata o primaverile; e allora sarà quella che introduce la bella stagione e che potrà quindi nascondere pericolose insidie come quelle incontrate da Christopher McCandless nel 1990 e che gli sono costate la vita.


Libro da esplorare autonomamente a partire dai 10 anni di età.
Teodosia

"Nevario. Le forme della neve"  S. Zambello, ill. S. Zanella, Nomos 2024


mercoledì 29 maggio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

QUANTO FORTE BATTE IL CUORE


Un viaggio multidisciplinare nell’anatomia umana viene proposto da Noemi Fabra, autrice e illustratrice catalana: si tratta di ‘Un cuore. Storia, scienza e tanto amore’, pubblicato in Italia da Nomos Edizioni.
L’oggetto, come dichiara il titolo, è il cuore, visto dal punto di vista anatomico, letterario, antropologico, storico.
In primo luogo c’è la descrizione dell’anatomia e della fisiologia di uno degli organi più importanti del nostro corpo: al centro del torace, fra sterno e colonna vertebrale. Governa il flusso di sangue verso e da i polmoni e poi verso tutto il corpo. L’autrice lo racconta nel suo sviluppo, a partire dalla gestazione, per poi confrontarlo con i fenomenali organi cardiaci delle altre specie: chi, come noi, ha un solo cuore e chi ne due o più.
Come è noto, al cuore sono state attribuite, nel corso del tempo e nelle diverse civiltà, funzioni disparate: al tempo dei Faraoni, il cuore era l’unico organo a rimanere nel corpo mummificato, perché Osiride lo potesse pesare e stabilire la purezza dell’anima del defunto. Per altre culture, per esempio quella cinese, il cuore è sede della coscienza e della saggezza; per il sufismo, il battito del cuore è al centro dell’ipnotica danza rituale che tutti conosciamo.


L’associazione cuore-sentimenti è ben presente nella nostra cultura, al di là di quello che sappiamo sulle reali funzioni di questo organo. Il cuore come sede simbolica dell’amore, rappresentato dalla classica immagine, per altro ispirata al seme di silfio, perdura tuttora, nell’iconografia come nel linguaggio: ‘parlare con il cuore’, ‘avere il cuore spezzato’. Che dire poi dei cuori di Keith Haring, usati così spesso come elementi decorativi. Se l’immagine dei cuoricini può risultare banale, l’autrice ci ricorda l’origine ‘colta’ di questo simbolo dei più nobili sentimenti, rimandando alle grandi storie d’amore nella Storia.


Dunque, l’autrice propone uno sguardo a 360 gradi su una parte così simbolicamente importante del nostro corpo e lo fa utilizzando la vivacità delle illustrazioni, un’impaginazione non scontata, che affianca pagine in cui il testo prevale ad altre dedicate alla sola illustrazione. Concepito così, il libro può incuriosire bambini e bambine che amino la scienza, ma anche la storia, o le immagini iconiche del mondo contemporaneo, nelle sue diverse manifestazioni.
Mai noioso, può essere proposto a giovani lettori e lettrici a partire dagli otto anni. L’unico neo, non citare le fonti e non proporre una bibliografia a chi avesse voglia di approfondimenti.

Eleonora

“Un cuore. Storia, scienza e tanto amore”, N. Fabra, Nomos Edizioni 2024





 

sabato 30 dicembre 2023

ECCEZION FATTA!

  I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 

CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
 
Il meglio di... un anno di libri, un anno di ragionamenti,   
un anno di recensioni su Lettura candita 
Per ogni libro, il nostro perché
(BUM!) 


Gennaio 2023


Tutti i cari animaletti, Ulf Nilsson, Eva Eriksson (trad. Laura Cangemi) 

perché

"Illuso e miope è quell'adulto che pensa di nascondere il più a lungo possibile un fatto di così capitale importanza agli occhi del proprio bambino. Facendolo, produce in quella piccola testa una visione distorta di come va la vita. E quando poi la morte, inevitabile, si presenta quello stesso bambino sarà sguarnito, debole e senza strumenti per superare il dolore. 
E allora ben venga Ester e il suo amico, ben venga anche Putte che come utensili ha solo gli occhi per piangere, perché lui di cosa significa morire non ne sa niente, ma al contrario conosce bene il dolore dell'ineluttabile: quell'insormontabile 'per sempre', quello sì che lo fa disperare. 
Ben vengano tutti gli aspetti più formali della questione: dal tipo di bara, alla localizzazione della fossa, dalle lacrime alle parole di addio in rima, dall'arredo della tomba con fiori e cartigli ai battesimi prima delle sepolture per finire con la scelta dei diversi materiali per le singole croci. "




perché

"Gli argomenti sono tanti e vanno dalla ricerca di fonti di energia alternative e che quindi non comportino l’emissione di anidride carbonica, al problema della sussistenza di miliardi di esseri umani, con la sperimentazione di fonti proteiche diverse: insetti, alghe, funghi; l’utilizzo delle deiezioni animali e umane per la produzione di energia; la progettazione di materiali da costruzione provenienti dal riciclo; le sperimentazioni per ripulire gli oceani dalla micro plastica o per difendere le città costiere dal probabile innalzamento del livello dei mari. Insomma, moltissimi argomenti, che si intrecciano fra loro in una fitta rete di idee e invenzioni che forse in futuro aiuteranno l’umanità a sopravvivere a se stessa."

                                               Febbraio 2023



perché

"Che Moeyaert sia un eccellente scrittore e la Pignatti la sua valente voce italiana per Sinnos, non credo vada ancora dimostrato, ma in Morris, con le sue scarse sessanta pagine, riesce a concentrare così tanto valore che diventa anche difficile ragionarci senza perdersi pezzi importanti lungo la strada. 
Forse la cosa che appare più evidente è la sua capacità di essere elusivo. In qualche modo dimostra di saper usare uno degli strumenti principali dello scrittore, ossia il silenzio. 
Moeyaert tace. Sa tacere quando è il momento giusto per farlo. Per esempio, avvolge nel silenzio le prime 5 pagine. Tace su quel 'è meglio così' e lascia a chi legge il compito di annodare i fili."




perché

"In questo romanzo, che consiglierei a lettrici e lettori dai dodici anni in poi, si intravedono moltissime tematiche: dal rapporto fra le generazioni, alle difficoltà della crescita, alla scoperta della propria identità sessuale. Un romanzo denso che in nessun momento scade nel didascalico, al contrario riveste i personaggi con uno sguardo ironico e affettuoso nello stesso tempo, osservando gli ingenui tentativi dei più giovani con la stessa partecipazione con cui descrive la malinconia dei vecchi."

Marzo 2023


Come dinosauri dopo l'asteroide, Gayle Forman (trad. Alice Casarini) 

perché

"E così al valore di una storia costruita su un grande silenzio che prende una china verso una inevitabile collisione, se ne aggiungono altri: primo fra tutti appunto la capacità dimostrata nel dare crescente spessore e complessità ai diversi personaggi, ottenuto con un sapiente e parco dosaggio di informazioni. Ma ancora, a mettere sul piatto un buon numero di questioni e di saperle intrecciare senza mai cadere nell'ovvio o nella didascalia. 
L'amore, la solitudine, le dipendenze, la disabilità, il lavoro di squadra, l'amicizia, la ricerca di sé, i libri, la musica, le seconde possibilità, l'abbandono, la morte, la paura, i problemi finanziari, la passione, l'ottimismo e la sfiducia. Non è poca roba. 
E tutto questo, per sapiente costruzione narrativa, trova un suo preciso posto."


perché

"Syberia’, come dicevo all’inizio, è un romanzo complesso, che utilizza almeno due registri: quello del romanzo di avventura, rimandando a London, a Krakauer, a Conrad, dipingendo con infiniti accurati dettagli la meraviglia e l’orrore di una natura incontaminata e ostile; e quello del romanzo di formazione, del viaggio inteso come trasformazione, se non trasfigurazione, una ricerca del vero sé allontanandosi dal mondo." 


Aprile 2023


Il giorno in cui la talpa (quasi) vinse la lotteria
Kurt Bracharz, Tatjana Hauptmann (trad. Valentina Freschi) 

perché

"Dunque, le piccole comunità boschive. Credo che la bellezza possa nascondersi lì, in quella piccola e semplice società animale che d'incanto diventa, tra zampe e pellicce, riflesso brillante di una società ben più grande e complessa. Complice anche il sapiente pennino di Hauptmann che con Brachartz condivide più di un intento, su tutti l'ironia puntiforme e lieve che si concede qui e lì, ma anche il piacere di uscirsene dalle cornici e da certe convenzioni. Il meccanismo è rodato e funziona: piccoli animali del bosco che hanno le loro tane arredate come casette, che hanno abitudini europee nel prendere un tè assieme, che hanno un servizio postale lento ma efficiente, che procedono con contratti e verbali in fatto di transazioni commerciali, che credono di curare la loro salute con un sistema di welfare celere e affidabile, che sconfiggono la congenita miopia con occhiali, che scrivono e firmano atti importanti con penne stilografiche di pregio, che si divertono e sperano nel futuro con le lotterie, che mangiano gomme americane e che usano principalmente il trasporto su gomma. 
Ecco fatto: ci siamo dentro con tutte le scarpe, dentro scenari del genere."


perché

"Letture e mondi immaginari ad esse collegati, quanto possono essere importanti nella crescita di un ragazzo, o di una ragazza, e quanto condividerle crei una comunità che si riconosce in un immaginario; e quanto è importante portarsi questo bagaglio nella vita e potervi ritornare, magari cambiati, quando se ne sente la necessità (…) "

Maggio 2023


Da grande sarò una foca, Nikolaus Heidelbach (trad. Valentina Vignoli) 

perché

"E qui si apre uno dei tanti scenari scomodi, quegli stessi scenari scomodi che Heidelbach cerca con determinazione e costanza con l'obiettivo di metterli dentro un libro illustrato per farli arrivare a chi di dovere. 
Credo di non allontanarmi troppo dal vero se penso che il buon Heidelbach lo faccia in modo programmatico, con l'intento di voler raccontare la verità, di voler raccontare la complessità dell'infanzia per quella che è e quindi scompaginare certe sicurezze, che appartengono al mondo degli adulti e che gli adulti si danno un gran daffare a inculcare nella testa dei bambini. 
Una di queste - peraltro distante da quella che è l'esperienza del reale che molti bambini possono aver sperimentato - è quella che mamma non ti lascerà mai. Affermazione che già di per sé crea un bel po' di guai. 
La seconda, da questa derivante, ha a che fare con la lontananza che non è di per sé - ad eccezione del territorio italiano - un sinonimo di disinteresse o mancanza d'affetto verso chi si lascia. 
Non a caso, Heidelbach dice la sua al riguardo, senza spendere neanche una parola, ma disegnando una scena che in questo senso è inequivoca. Ma forse per un adulto, non abbastanza rassicurante. 
Arriva con chiarezza addirittura a libro chiuso."



perché

"è a suo modo un romanzo esemplare nel saper trattare con delicatezza un tema tanto drammatico e spesso stigmatizzato nella letteratura per ragazzi. I personaggi sono destinati a restare nel cuore di lettrici e lettori proprio per la loro fragilità, incoerenza, rabbia. Nello stesso tempo si parla di morte senza eufemismi, senza inganni consolatori, parlando del dolore e del lutto per quello che sono realmente."

Giugno 2023


perché

"Almeno tre sono le questioni che questo libro norvegese, tradotto ovunque e pluripremiato anche con il Deutscher Jugendliteraturpreis nel 2021, mette nero su bianco. 
La prima, decisamente la meno scontata e la più felice anche in senso letterario, è il grande 'progetto' di questi due ragazzini che non vanno in vacanza. 
Pieni di bellezza e tenerezza gli esiti cui porta. 
La seconda, non esattamente una novità nella letteratura rivolta ai più giovani, ruota intorno a una questione centrale: la pressione che ogni persona avverte su di sé da parte del prossimo. In questo caso appare declinata in un contesto in cui ragazzi e ragazze dodicenni, più o meno consapevolmente, la esercitano e la subiscono giorno dopo giorno. Soprattutto tra i banchi di scuola. Va da sé che la storia metta davanti ai lettori la grande domanda: qual è il prezzo che si è disposti a pagare per essere accettati dagli altri? "




perché

"un interessante approccio al libro di divulgazione, dove si affiancano contenuti prettamente scientifici a suggestioni narrative o artistiche, quasi a suggerire la complessità dell’oggetto indagato, al di là del più stretto tecnicismo. Si tratta di un esperimento interessante che allarga anche il bacino dei potenziali lettori e lettrici: non solo ragazzi appassionati di mare, non solo estimatori di libri illustrati. Lettrici e lettori, in base alle proprie propensioni e competenze, potranno trarre informazioni e suggestioni fra loro connesse; possono essere, come dicevo, ragazze e ragazzi, ma anche adulti, che apprezzino in particolare i libri ben fatti, ben pensati e ben costruiti."

[continua]



lunedì 11 maggio 2020

FAMMI UNA DOMANDA!


CUCCIOLI E AFFINI


Uscito a gennaio, il terzo libro di Maja Säfström dedicato agli animali ha avuto la sfortuna di incappare nel lungo periodo di chiusura delle librerie e in pochi hanno potuto notare la bella copertina rossa di ‘Il Piccolo Libro dei grandi segreti animali. Cuccioli’, pubblicato da Nomos edizioni.
Come i precedenti, l’autrice prosegue l’illustrazione delle particolarità animali, rinunciando a qualsiasi tipo di trattazione sistematica.
Se il mondo animale è di per sé meraviglioso, e su questo nessun bambino o bambina ha dei dubbi, allora mettiamo insieme quanto di più stupefacente ci sia. Questa volta il tema è la nascita e l’allevamento della prole. Sono quindi raccontate le gesta di mamme e papà straordinari: dalla femmina di polpo gigante che si barrica in una grotta e smette di nutrirsi fino a che i piccoli non sono in grado di uscire e affrontare il mondo da soli, ai maschi di cavalluccio marino, che si portano i piccoli nella tasca addominale, alle società di elefanti o di orche, che creano legami familiari che durano tutta la vita.


La casistica è lunga, il libro conta più di cento pagine e ogni doppia pagina ospita una specie diversa e, come nei libri precedenti, non si accenna a nient’altro oltre l’argomento preso in esame: non la tassonomia, non la fisiologia o quanto altro possa aiutare a conoscere i singoli soggetti. La pagina è occupata integralmente dall’illustrazione, rigorosamente in bianco e nero, e le didascalie, molto sintetiche, si collocano al suo interno, come un commento, o una breve spiegazione.
Questo è un tratto distintivo dei libri della Säfström, mettere insieme una raccolta di istantanee legate da un tema specifico. Cosa coglie questo approccio dei gusti dei bambini: sicuramente la curiosità un po’ anarchica, e sicuramente asistematica, dei bambini più piccoli, che si nutrono di curiosità onnivore e indiscriminate. Ma coglie anche il desiderio di divertimento, l’ironia, il lato buffo e grottesco di tanti comportamenti animali: dal pulcino di oche facciabianca che si deve buttare giù da un dirupo per raggiungere i genitori, al piccolo di koala che deve mangiarsi un po’ di cacca materna per poter digerire l’indigesto eucalipto.


Questo filone, della divulgazione in chiave ironica, che sottolinea il lato comico di quello che si rappresenta, ha trovato un validissimo esempio in ‘Strana Enciclopedia’, di Adrienne Barman. In quest’opera l’autrice svizzera aveva avuto l’idea geniale di raggruppare gli animali secondo criteri tutt’altro che scientifici, quelli tutti bianchi o tutti neri, gli estinti o i chiassosi, per citare solo alcune categorie, e di rappresentarli in modo comico, divertente, con gli occhietti vispi fissi sul lettore o lettrice.
Sono tipologie di libri in cui si ride parecchio, si apprezzano i dettagli buffi, si impara a inventare anche altre categorie di classificazione, senza perdere di vista comunque un contenuto di informazioni che resta impresso per la vivacità del messaggio.
Ecco, i libri della Säftröm sono così, pieni di spunti, divertenti, ma anche ricchi di informazioni non sistematiche, che però possono essere reperite in altri testi più tradizionali.


Alcuni ritratti di questo libro rimarranno sicuramente impressi: personalmente, sceglierei i ghepardi, nella cui specie i fratelli restano insieme anche tutta la vita, o gli elefanti che sanno costruire legami familiari fortissimi (e celebrano anche i funerali dei loro cari, ma qui non lo dice). Oppure i paguri in fila per cambiare casa, ovvero conchiglia.
Insomma, questa è una lettura istruttiva e divertente per bambini e bambine a partire dai cinque anni.

Eleonora


“Il piccolo libro dei grandi segreti animali”, M. Säfström, Nomos edizioni 2020