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giovedì 25 giugno 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

LIBRI PER FARE E PER GIOCARE, IN ESTATE

Bella stagione, finite le scuole, finalmente tempo libero da spendere un po' come si vuole, centri estivi permettendo.
Ecco, allora, una rassegna di libri che suggeriscono giochi o che sono a loro volta un gioco da fare o costruire.


Comincio volentieri dal libro di Francesco Guccini, Il piccolo manuale dei giochi di una volta, pubblicato da Mondadori e con le illustrazioni di Giovanni Manna; è esattamente quello che dice di essere, un manuale molto pratico che consente di fabbricarsi da solo gli strumenti per invidiabili giochi all'aperto: barchette fabbricate con i gusci di noci, archi e frecce, fionde, i tappini di metallo per farsi i soldatini e così via. Insieme alle istruzioni per costruirsi gli elementi del gioco, ovviamente sono fornite le regole, condite dai ricordi di chi ha vissuto un'altra epoca. Nell'introduzione Guccini racconta: Molti giochi oggi verrebbero considerati pericolosi. Può darsi. Eravamo bimbi che avevano vista la guerra, finita da poco: di cose pericolose ne avevamo viste davvero. Non avevamo mezzi, solo una grande fantasia e una grande voglia di giocare. E' una specie di viaggio nel tempo, ci viene raccontato un mondo in gran parte dimenticato; e si tocca con mano quanto distante e diversa fosse la vita infantile qualche decennio fa. Se è ovvio che è cambiato il contesto e quindi risulta improbabile pensare i nostri ragazzini con archi e frecce fatti in casa, è anche vero che ci sono giochi e suggerimenti che sarebbe un peccato relegare nell'ambito della memoria.


Per bambini, ma anche per gli stressati genitori, ci sono numerosi libri che costituiscono un prezioso passatempo: per i più pazienti armati di matite e pennarelli, propongo Mirabilia Animalia, di Millie Marotta, pubblicato da White Star: è un colouring book dedicato al mondo animale, abbastanza difficile da richiedere precisione e pazienza, ma non tanto da disarmare i volonterosi artisti, grandi e piccoli.


Per bambini e bambine un po' più piccoli, un altro libro da fare: Amici della giungla, con animali di carta e paesaggi da costruire, di Madeleine Rogers, pubblicato da Electa kids: il libro è costituito di due parti, una che racconta la giungla e i suoi abitanti, con un testo molto ridotto, e la seconda raccoglie il materiale per costruirsi modellini tridimensionali degli animali e scenario di cartoncino; le figure sono fustellate, è quindi facile assemblare i vari pezzi. Bella la grafica, consente di realizzare un gioco coloratissimo adatto ad ospitare tante storie avventurose.
Per i più piccoli, ma decisamente orientati verso il pasticcio creativo, un albo da colorare del tutto originale: si tratta infatti di tovagliette da disegnare e colorare, e questo in effetti si è già visto, ma completando i disegni del grande Eric Carle, con i suoi meravigliosi animali, dal mitico Bruco in poi.


Anche i passatempi possono rappresentare un esercizio di bellezza, e di tempi lenti lontani dallo stress quotidiano che contagia anche i più piccoli.

Eleonora

Il piccolo manuale dei giochi di una volta”, F. Guccini, Mondadori 2015
Mirabilia Animalia”, M. Marotta, White Star 2015
Amici della giungla con animali di carta e paesaggi da costruire”, M. Rogers Electa kids 2015
Animal Place Mats”, E. Carle, Penguin Press 2013

venerdì 29 novembre 2013

OLTRE IL CONFINE (libri dall'estero)


Dedicato a titti e mav.
SAPEVO CHE SARESTI ARRIVATO

Friends, Eric Carle
Puffin (Penguin) 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Once there were two friends who were always together.
Together the played and ran and danced and told each other secrets.
But one day, the boy was all alone. His friend was gone.
She had moved far away."


Che fare? La sua amica di sempre, con cui giocava, correva, ballava e con la quale condivideva ogni segreto è andata via, lontano.
Ma a lui manca e quindi decide di andarla a cercare. Lungo respiro, contare fino a dieci e poi, via andare. Attraversa un largo fiume con l'acqua gelida, e durante la notte le stelle vegliano sul suo sonno e poi montagne ripide da salire e ridiscendere, prati umidi da attraversare e poi la pioggia e le nuvole, e ancora foreste ombrose fino a sbucare in un giardino pieno di fiori. Fiori che, raccolti, diventano un bel mazzo per quella bambina ora ritrovata.


Lui lo sapeva che alla fine l'avrebbe ritrovata così come lei anche ne era sicura che lui un giorno sarebbe arrivato...
Ricominciarono a giocare, correre e a raccontarsi tutti i segreti e poi... e poi si sposarono.

Capita di rado di comprarsi un libro ancor prima che sia pubblicato. Ma in questo caso così è andata. D'altronde è Eric Carle.
Come sempre è un racconto breve, di semplicità disarmante ma pieno di mille sfumature. Costruito con pochi elementi ben riconoscibili da ogni bambino, ha un sacco di piccole sfumature che lo rendono leggibile a diversi livelli. 


Per esempio la rappresentazione del viaggio che anche a parole diventa un po' surreale, nei disegni è resa in modo astratto. L'intera tavola ha un colore dominante, il colore che nell'immaginario di un bambino si può facilmente legare al fiume, al prato, al cielo. Queste bellissime pagine tutte colorate sono quelle stesse che di norma Carle usa per i suoi collage, a parte che qui sono viste nella loro interezza. 




Alla fine del viaggio, quando i due amici si ricongiungono, lo stile torna ad essere figurativo, ma ciò nonostante Carle ci comunica altre piccolissime cose, per esempio la tenerezza nei confronti di quei due bambini e nel far indossare loro abiti da cerimonia decisamente sovradimensionati per la loro 'piccolezza': scarpone rosse coi tacchi per lei e pantaloni e maniche del vestito gessato pieni di pieghe per lui. Tutto questo come a dire che forse quel lungo viaggio non ha portato via neanche un minuto di tempo, perché forse è solo il frutto di un sogno o di un desiderio di non smettere mai di avere vicino quella sua cara amica.
Che quell'amicizia sia per sempre.


Per rivedere gli amici si possono fare molti chilometri, anche solo per passarci qualche ora assieme: mangiare solo un gelato in sua compagnia e poi riprendere la lunga strada di casa, oppure decidere di non lasciarsi più e sposarsi, chissà...

Carla

Noterella al margine: Eric Carle dedica il libro a una sua carissima amica: la moglie Bobbie con la quale  sta condividendo un lungo pezzo della sua colorata vita.

lunedì 27 maggio 2013

CORTESIE PER GLI OSPITI (libri preferiti da altri)


ESSERE VIVI

The Principles of Uncertainty, Maira Kalman,
The Penguin Press, 2007


Ammetto che questo libro difficilmente potrebbe dirsi per bambini. Le sue 324 pagine illustrate (tutte, dalla prima all’ultima – con l’aggiunta di divertenti inserti fotografici) potrebbero tuttavia essere considerate un manuale di filosofia 'applicata' imperdibile per gli adolescenti. Che, all’utilità di leggere un Inglese piano e colloquiale, sommerebbero una valanga – letteralmente – di spunti.
Maira Kalman (che negli anni ’70 ha fondato con il marito Tibor un famoso studio newyorkese di grafica e design) autrice prolifica come pochi, ha illustrato per un anno intero i suoi pensieri quotidiani ed una messe infinita di ricordi, partendo dalla domanda Chi sono io? Chi sei tu? Che cos’è tutto?'. E ha ritratto persone, scorci di paesaggio, cibo, interni, merci, e ogni genere di cosa che le tornasse alla mente, nello sforzo di districarsi tra la pulsione a vivere intensamente e creativamente e la malinconia (mai enfatizzata) che ci accomuna, nella consapevolezza che tutto è caduco. Il registro del suo originalissimo diario è un’ironia sottile, a tratti folgorante. Un tripudio di piccole epifanie che si dipanano attraverso l’osservazione delle cose comuni, tante e tanto varie da fare di tutte le nostre vite, senza distinzione, un palcoscenico di fatti speciali. A volerlo. A volerci impegnare nell’essere attenti, curiosi e attivi.


Maira coglie in essenza l’identità di tutto quanto la circonda, lo fa usando il pennello e brani di testo sempre molto divertenti. La sua natura vivace e ricettiva la rende capace di uno sguardo fulmineo, la sua presa sulla realtà è veloce e il modo in cui ce la porge è al tempo stesso ingenuo e finemente pedagogico. Quanti ragazzini riescono, oggi come oggi, a guardare ed a vedere quello che li circonda? La ricchezza di dettagli che si sommano formando interi microcosmi, tutto intorno a noi. Senza contare che, nel suo inventario colorato e vorticante, Maira ci sfida continuamente attraverso associazioni spesso colte e tuttavia facili da decrittare. Magari con l’aiuto di una vecchia, cara enciclopedia…


I Principi dell’Incertezza è un libro strano, vivo e saltellante, una sequenza interminabile d’immagini e di riflessioni che risucchia l’attenzione creando sorpresa e generando commozione. E’ un’opera complessa, eppure facilissima da 'attraversare'''. È un concentrato di bellezza reso con rapidi guizzi. Se avessi un figlio adolescente, glielo prescriverei proprio come un balsamo, contro la noia e il male di vivere…
(… non avendolo, da illustratore, posso dire che è sul mio comodino 'pronto all’uso' da diversi anni. Quando lo sfoglio, mi riversa addosso una sferzata di energia sempre nuova, il bene di un’incertezza esistenziale che diventa subito una gran voglia di partecipare, raccontandolo, del Tutto).

Daniela (Tordi)