venerdì 1 maggio 2026

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

C'ERA UNA VOLTA...

Questa mia nonna
, Kim Fupz Aakeson, Stian Hole (trad. Lucia Barni) 
Beisler 2026 


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni) 

"Un giorno suonano alla porta. Sono appena tornata da scuola e sono a casa da sola. Quando apro, trovo la nonna. 
Nonna? la saluto sorpresa. Sei scappata dalla casa di cura? 
Ho sete, dice lei, allora vado a prendere dell’acqua con il ghiaccio e ci sediamo fuori al sole. Il nostro giardino è noioso, c’è solo erba tagliata e poco più. 
Poi dico: C’era una volta. 
Allora lei sorride. Annuisce. Ripete: C’era una volta, sì. 
Ma poi non aggiunge altro. Sorride e basta." 

Alla fine questa sua nonna l'hanno affidata a una casa di riposo per vecchietti, come lei. Ma prima questa sua nonna era proprio una gran nonna. 


Grande raccontatrice di storie, preferibilmente davanti a una tazza di caffè e a un vassoio di lingue di gatto, lei è sopravvissuta al suo marito dal dente d'oro e ai suoi due cani. Scorrazzava con la sua Toyota argento anche nelle siepi (e così anche la macchina le hanno tolto). Poi ha cominciato a usare la bici alta, ruzzolando talvolta (e così anche la bici le hanno tolto). Di case ne aveva due: una piccola e storta al mare e una grande e bella in città, con il giardino che anno dopo anno sembrava sempre più una giungla (e così anche la casa le hanno tolto). 
Ma lei non ha mai smesso di pensare alle sue storie. 
E se anche la voce, come la memoria, l'hanno abbandonata, non è proprio detto che le fiabe ora le siano estranee. E se a raccontarle è questa sua nipote, pescando qui e là nei ricordi e mischiandoli come fosse un racconto tutto nuovo ma anche vecchio, perché non crederle e andarle dietro? 

Tre cose colpiscono.
La prima: ciò che dichiara Kim Fupz Aakeson a proposito della letteratura per ragazzi. Lui, che di mestiere fa lo sceneggiatore, dichiara: "La letteratura per ragazzi è diventata la mia casa di campagna. È lì che mi rilasso. La letteratura per ragazzi è un campo molto più coraggioso dell'industria cinematografica. Nel cinema c'è più ansia perché ci sono in ballo somme di denaro enormi. La letteratura per ragazzi è infinitamente più ricca rispetto ai film per ragazzi..."
La seconda: come è stata concepita la sinossi dell'edizione italiana. 
Apre così:"Come si fa a raccontare ai bambini e alle bambine l’Alzheimer se anche gli adulti, davanti a un loro caro malato, faticano ad affrontarlo? 
E poi prosegue, soffermandosi sul decorso della malattia, alludendo al fatto che la nonna smette di ricordare e deve (!) trasferirsi in una casa di cura... Poi si allude alla demenza senile che ha qualcosa di affine alla fanciullezza e si legge "chi meglio di una bambina [...] può relazionarsi con la nonna che lentamente è entrata nel tunnel della demenza? " 


La terza: le figure concepite da Stian Hole, che sembrano ignorare l'Alzheimer della nonna e concentrarsi molto più giustamente sulle sue rughe. E sui suoi sguardi furbetti. 


Procediamo con ordine. 
Sulla prima cosa, ovvero che lo scrivere libri per ragazzi lo rilassa, forse ha senso soffermarsi e farsi venire un dubbio. Ma ne parliamo in conclusione. 
Sulla seconda e sulla terza, dopo aver letto e riletto il libro, trovo ci sia da dire un bel po'. 
Certamente questa sua nonna sta invecchiando, certamente sta perdendo e prendendo un sacco di colpi (a cui i due zelanti genitori cercano di porre rimedio). Altrettanto certamente sta perdendo la memoria e certamente questo la porta a beccarsi la diagnosi di Alzheimer, o più genericamente di demenza senile. 
Ma la storia che sprizza da parole e immagini è qualcosa di ben più complesso. 
E ha a che fare con le relazioni umane piuttosto che con le diagnosi cliniche! 
A me pare evidente che la storia trasudi freschezza, bellezza, dolcezza e complicità, ma soprattutto vivacità. 


Tutte cose lontanissime dal peso di un libro che abbia la pretesa di spiegare l'Alzheimer ai bambini. Questo libro racconta piuttosto e, mi permetto di aggiungere, fortunatamente, l'intesa profonda tra questa sua nonna (con l'Alzheimer) e questa sua nipote. 
E come accade? 
Con un testo da cui sprizza a ogni rigo quanto quelle due si intendano e siano alleate nello sguardo reciproco e in quello comune che hanno sul mondo. 
Per converso, emerge altrettanto quanto siano pesanti i grandi che per tutto il tempo non fanno altro che demolire la vita precedente di questa rugosa e smemorata vecchina, fattasi rischiosa, in nome di una sua nuova esistenza, in cui sicurezza e noia siano assicurate. 
E ancora, questo accade guardando la struttura della narrazione: per metà del libro ci viene raccontato con brio il declino fino al punto di non ritorno : "aggrotta la fronte e non sa di cosa parliamo..." 
E solo due pagine dopo tutto si ribalta, salta letteralmente per aria: la nonna bussa alla porta della casa della nipote (è sfuggita al suo cerbero) e parte così il loro viaggio folle e magnifico in cui tutti quei dettagli che si erano accumulati nella prima parte del racconto si mischiano senza nessun ordine. 
Stanno lì a testimoniare quello che sono diventati: dei ricordi, con cui la nipote cucina un meraviglioso e saporitissimo frappè per la nonna. 
E per noi che leggiamo. 
Infine ci sono le figure di Stian Hole. Visionario, originale e decisamente insolito anche dopo quindici anni dai suoi pochi libri pubblicati in Italia. Riconoscibile a grande distanza, attraverso la sua rielaborazione di immagini fotografiche, collage e disegno dà il meglio di sé in questa storia che offre all'immaginazione un bel po' di spunti. Sa essere folle nell'illustrare nonna e nipote su un aereo in fuga, o a cavallo di un unicorno nel cielo, ma sa anche essere struggente nel ritrarre la nonna con il suo biscotto in mano. 


Sa essere ironico e sa turbare lo sguardo del lettore con figure mostruose. Costruisce scenari pieni di dettagli che animano gli spazi: polpi nell'armadio e boschi pieni di uccelli e occhi che ti puntano. Dimostra una grande sapienza nel connettere anche visivamente la successione delle varie tavole (un esempio per tutti: le scale della cantina che si allungano per diventare quelle dell'ospizio), nel giocare tra pieni e vuoti ed è un vero drago del colore. 
Difficilmente, anche e soprattutto soffermandoci sulle immagini, si percepisce un qualsiasi senso di malinconia o di cupezza: al contrario, tutto ciò che percepisce lo sguardo è decisamente folle, pur restando agganciato al reale. 


Ecco. 
Volendo tirare le somme, io è questo che leggo in questo libro coloratissimo e allegrissimo. 
Quindi, giocoforza, dubito di essere nel giusto a pensarlo così. Allora vado a controllare per pura curiosità la sinossi danese/norvegese di Cappelendam (l'editore originale) e leggo quanto segue: 
"Eventyr" (avventura) è un bellissimo albo illustrato che racconta come storie, avventure e ricordi leghino nipoti e nonni. La nonna sta invecchiando e la sua memoria non è più quella di una volta. Ma è ancora bravissima a raccontare fiabe! È solo questione di iniziare: "C'era una volta...". Le illustrazioni oniriche di Stian Hole, ricche di colore e vitalità, si sposano perfettamente con il testo fantasioso di Kim Fupz Aakeson. E come lettore, avrai voglia di intraprendere anche tu delle avventure! "Eventyr" è un connubio tra maestri danesi e norvegesi, due amatissimi e pluripremiati artisti di albi illustrati. In questo libro, Stian Hole e Kim Fupz Aakeson parlano con affetto e calore del rapporto tra nonni e nipoti."
Ed ecco che si torna al punto di partenza: rilassato, nella sua "casa di campagna" Aakeson (in tandem con Stian Hole) inventa una storia di vecchiaia, una storia che non si esaurisce in una vecchietta con l'Alzeheimer, ma diventa una storia allegra e un po' folle - che si intitola Avventura -  e che ruota intorno al senso più universale della frase che tiene insieme questa sua nonna e questa sua nipote: c'era una volta... 

Carla