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venerdì 15 maggio 2020

FAMMI UNA DOMANDA!


LA BIBLIOTECA DEI SAPERI


Finalmente un libro interamente dedicato ai libri di divulgazione, con accenni alla loro storia recente e con una panoramica delle tendenze contemporanee. Grazia Gotti, insegnante, libraia della conosciutissima ‘Giannino Stoppani’ e consulente del Bologna Children's Book Fair, scrive per i tipi di Lapis ‘La Biblioteca dei saperi’, nato dalla convergenza delle diverse esperienze professionali dell’autrice.


La parte secondo me più interessante è la prima, dove vengono analizzati alcuni autori d’epoca, come Marie Reidemeister Neurath, inventrice, nel primo dopoguerra, della cosiddetta infografica, Herbert Spencer Zim, autore di una collana di divulgazione che la Fabbri tradusse in italiano; Ruth Bartlett ed Erik Nitsche.


In questa galleria di autori che ci stupiscono per la bellezza e la ricchezza dei loro libri, compaiono anche gli italiani Piero Ventura e Gian Paolo Ceserani, il cui insegnamento mi sembra sia stato ripreso da La Biblioteca, editrice piccolissima, che ha avuto una certa fama nel decennio passato.


A questa prima carrellata, ne segue un’altra che individua le principali case editrici, e relative collane, che hanno segnato la divulgazione negli anni ‘80 e ‘90: la francese Gallimard, le cui collane furono tradotte da E.Elle, la Dorling Kindersley, tradotta da De Agostini, a rappresentare il filone della divulgazione di lingua anglosassone, qui relegato solo al periodo della fine dello scorso millennio, mentre rappresenta tuttora un filone importantissimo, soprattutto della divulgazione scientifica. E poi la gloriosa Editoriale Scienza, che annovera nel proprio catalogo titoli importanti, sia di produzione diretta, che tradotti.
La terza carrellata riguarda le ‘editorie emergenti’, cioè di quei paesi da cui sono arrivate le proposte più innovative degli ultimi anni: la Polonia della coppia Mizielinska e Mizielinski, il Portogallo di Planeta Tangerina, l’Ucraina di Romanyshyn e Lesiv, e il regno Unito con il Professor Astro Gatto.
Come è evidente, la selezione è attenta in modo particolare all’aspetto formale, ma anche utilizzando questo principale criterio dimentica, per esempio, gli autori polacchi de ‘il Regno degli alberi’, che pure hanno proposto libri di assoluto rilievo.
La quarta carrellata riguarda gli autori: il francese Guillaume Duprat, autore de ‘Il libro delle Terre immaginate’, ‘Universi’ e altri, la britannica Nicola Davies, fra le autrici più prolifiche e rilevanti del panorama contemporaneo, e gli italiani Telmo Pievani e Gianumberto Accinelli.

Seguono accenni ad altre discipline: le riduzioni letterarie di Aristarco, o i libri di ‘filosofia’ per bambini, dove primeggia il discutibile Galimberti e manca quel capolavoro che è ‘Cosa diventeremo?’, per finire con i libri che parlano delle problematiche sociali contemporanee.
Nel voler parlare di tanto, ovviamente non si rende giustizia a molti, è inevitabile. Mancano, forse perché non apprezzate, le nuove tendenze nella divulgazione per piccolissimi, sposate da Il Castoro ed Editoriale Scienza; e questo è un esempio. C’è solo un accenno a Jenni Desmond, che rappresenta un interessante mix di divulgazione ‘narrativa’. E’ poco indagata la divulgazione anglosassone, che rappresenta la fetta più importante della produzione mondiale.
C’è dunque un interessante, colto approccio al ‘come’ viene raccontato il mondo, nei suoi diversi aspetti. E’ più limitata l’analisi del cosa, dei linguaggi e dei concetti utilizzati, delle tendenze in chiave di discipline ora esplorate: dalle teorie evoluzioniste, che fino all’anno scorso non erano state oggetto di libri specificamente dedicati, all’area tecnologica, al coding, che pure rappresenteranno una nuova frontiera di conoscenza.
Andrebbero analizzati anche i linguaggi, non solo quelli visivi, la capacità di rendere comprensibili concetti complessi, astratti. E qualche esempio, nel corso degli anni, è stato evidenziato su questo blog.
Non ci si chiede per quale motivo non ci sia sperimentazione, anzi possiamo dire che c’è pochissima produzione, nell’ambito della divulgazione storica, con l’unica eccezione della preistoria e della storia antica. Davvero i lettori e le lettrici si disinteressano totalmente al passato?
E poi il punto dolente, che riguarda ancora l’ambito del contenuto conoscitivo dei testi: gli errori. Errori di traduzione, errori di contenuto che evidenziano una scarsa cura del prodotto editoriale anche da parte di editori importanti, con l’eccezione, luminosa, di Editoriale Scienza e L’Ippocampo, che dedicano una cura meticolosa all’editing.
Con questi limiti, peraltro inevitabili, nel voler affrontare sinteticamente un argomento così vasto, il libro di Grazia Gotti è un libro prezioso, che colma una clamorosa lacuna nell’indagine sui testi per ragazzi e costituisce un importante spunto per ulteriori approfondimenti.
Lettura quasi obbligata per libraie e librai, insegnanti e divulgatori e per tutti i curiosi del mondo dell’editoria per ragazzi.

Eleonora

“La Biblioteca dei Saperi”, G. Gotti, Lapis 2020

venerdì 4 agosto 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


 A CHE PUNTO SIAMO

Nel corso di questo primo semestre del 2017 ho spesso sottolineato come nell’ambito della produzione editoriale no-fiction ci fossero aspetti positivi e negativi.
Intanto, i cambiamenti: negli ultimi anni abbiamo visto un profondo mutamento dei libri di divulgazione e dei libri ‘da fare’, cambiamenti caratterizzati da un maggior peso della cura grafica del libro e dal ruolo dell’illustrazione.
Esempi caratterizzanti sono stati i libri di Duprat e della coppia polacca Mizielinski, con libri che hanno sensibilmente mutato l’approccio ai libri di divulgazione. Il fatto che questi libri avessero un importante apparato iconografico e che l’immagine assumesse un ruolo centrale non significa che si trattasse di libri semplici. Al contrario, il contenuto di Il libro delle terre immaginate o di Sottoterra/Sottacqua è consistente e articolato. Dunque questi mutamenti non vedono una maggiore semplicità del contenuto, ma l’uso dell’immagine come veicolo di concetti e nozioni anche difficili.
Nello stesso tempo, le collane PiPPO e PiNO, di Topipittori, ad esempio, hanno portato nell’ambito dei libri ‘da fare’, a scopo didattico e non, la raffinatezza e la qualità editoriale propri dell’albo illustrato.
Mentre resiste, ma in misura molto ridotta rispetto al passato, l’illustrazione fotografica nel libro di divulgazione, con la anglosassone Dorling & Kindersley, come sempre all’avanguardia, si sono fatte strada altre tendenze, miranti a mescolare i linguaggi dell’albo illustrato a quelli del libro informativo, non sempre con risultati esaltanti.

Se, quindi, appare evidente un ripensamento del libro che non racconta storie o che nel farlo parla anche d’altro, si sono evidenziate anche delle criticità. Intanto, la selettività degli argomenti trattati, che rendono scarsa o nulla la produzione in alcuni ambiti o escludono lettori e lettrici della fascia d’età delle medie, per i quali la produzione è molto ridotta. Scandalosa la scarsità dei titoli in ambito storico, o la scomparsa di argomenti molto richiesti. In secondo luogo, ho trovato sconcertante la presenza di errori, e non solo di refusi, in libri che provengono da editori importanti, che dovrebbero essere in grado di garantire la qualità dei propri libri. E’ una questione di onestà intellettuale, non si possono propinare a bambini/e e ragazzi/e dei testi inesatti, facendo conto sul fatto che non sono in grado di cogliere immediatamente le differenze. I bambini non vanno mai presi in giro, proponendogli versioni 'aggiustate' di aspetti della realtà, né tanto meno rimasticature di teorie più o meno antiche. Che dire della teoria dei quattro elementi, ancor viva da Empedocle fino alla sapienza alchemica, che ogni tanto risorge nei progetti di qualche maestra?
Il primo requisito di un buon libro di divulgazione è che il suo contenuto sia corretto, espresso con un linguaggio chiaro e comprensibile, che vengano definiti concetti e parole chiave, che non si diano per acquisite nozioni, che magari ad alcuni possono risultare oscure. Il secondo requisito, che non si sostituisce al primo, è la leggibilità, l’approccio visivo che aiuta a comprendere intuitivamente i concetti più difficili; la vivacità di un testo che non annoi, la capacità di incrementare la spontanea tendenza dei più piccoli a guardare al mondo con mente aperta. Il terzo, l'aggiornamento necessario rispetto ai contenuti, l'evidenza anche dei lati oscuri, o contraddittori, di quello che ancora non si sa.

Infine, la solita nota dolente, che riguarda un po’ tutti noi, insegnanti, bibliotecari, librai: il ritardo culturale con cui guardiamo al settore dei libri no fiction, ritardo che limita anche la nostra produzione editoriale. Basterebbe osservare la differenza fra l’editoria anglosassone e la nostra per capire quanta strada ci sia ancora da fare. Ma se poi, anche di fronte al poco che abbiamo, pensiamo che questi testi vengano dopo, che non hanno la stessa rilevanza dei testi di narrativa o degli albi, è evidente che faticheremo a raggiungere quella ricchezza di proposte che è necessaria per dare risposte adeguate ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze che continuano imperterriti a farsi e farci domande.

Eleonora



mercoledì 8 febbraio 2017

ECCEZION FATTA!


DI LIBRI VENDUTI E LETTI 
E DI SOMARI A SCUOLA


Sono usciti in contemporanea, o quasi, due testi che inducono a una necessaria riflessione: l'annuale rapporto Aie, l'Associazione Italiana Editori, e la lettera firmata da 600 docenti universitari, che lamenta lo stato disastroso delle competenze linguistiche degli studenti universitari.
Lasciamo stare la difesa d'ufficio delle diverse categorie coinvolte, genitori, insegnanti, bibliotecari e anche librai. Vorrei provare a mettere insieme questi dati, per darne una lettura quasi coerente.
Partiamo dal rapporto Aie: la sostanza dice che aumenta il valore del mercato del libro, ma diminuiscono le copie vendute. Tradotto, vuol dire che è una crescita fittizia, dettata solo dall'aumento del prezzo unitario del singolo libro venduto. Tengono bene i lettori forti, soprattutto quelli dai 45 anni in poi, in particolare gli ultrasessantenni, quelli cioè, che sono cresciuti col mito della cultura che emancipa dalla povertà, non solo intellettuale; tengono bene i libri per ragazzi, quanto a vendite, ma la lettura nella fascia d'età 6-17 anni diminuisce, il che fa pensare male, se non malissimo, sul prossimo futuro.
Aumenta, come è logico aspettarsi, il settore dell'e-commerce e il download dei libri digitali, crolla la vendita nella grande distribuzione, aumenta nelle librerie di catena, diminuisce la presenza di librerie indipendenti. Come interpretare questi dati? La grande distribuzione non offre niente di più al cliente se non l'esposizione di una gamma limitatissima di titoli; cosa hanno in più, rispetto alle librerie indipendenti, l'e-commerce e le librerie di catena? Lo sconto: una leva ben più potente della competenza di un libraio, soprattutto in tempi di crisi e di impoverimento generalizzato.
E considerate che nei dati Aie la quota detenuta dal gigante Amazon è solo ipotizzata.
Se poi andassimo più a fondo, mi chiederei anche quanto incidano, sui dati generali, quelli relativi ai fenomeni commerciali degli youtuber, cioè quegli oggetti dalla parvenza di libri che vendono migliaia di copie senza nemmeno passare nelle librerie. Per intenderci, quelli che inutilmente sconsiglio a ragazzini e ragazzine, bambini e bambine, che per altro mi guardano con un certo disgusto. Se dunque togliessimo queste vendite, che poco hanno a che fare con la lettura, cosa resterebbe dei dati relativi ai lettori più giovani?
E' da considerare esaurito il ruolo delle librerie, specializzate o no, che basano la loro proposta sulla professionalità, sul 'consiglio' ritagliato su misura sulle esigenze dei lettori?
Non c'è davvero nulla da fare, rispetto all'efficacia dello sconto e alla comodità di un e-book? Intanto, mi verrebbe da dire, ci vorrebbe una vera legge sul libro, che impedisse la concorrenza sleale ai giganti dell'e-commerce, con uno sconto massimo al 5% e uguale per tutti i soggetti in campo, come avviene in altri paesi europei.
Cosa c'entra tutto questo con la lettera dei docenti universitari? C'entra moltissimo, perché il futuro di tutta la filiera dell'editoria, dagli autori agli editori ai librai, dipende dalla capacità complessiva di crescere generazioni nuove di lettrici e lettori, senza le quali andremmo tutti a coltivare la terra.
Il breve documento dei docenti universitari non fa che registrare un dato che è sotto gli occhi di tutti: la scarsa padronanza della lingua scritta e parlata da parte degli studenti alla fine del loro ciclo di studi. Mi sono sempre chiesta come fosse possibile che a dieci anni io fossi in grado di leggere un romanzo, mentre i bambini e le bambine di oggi tracollano di fronte alle famose 100 pagine; non solo, se sono 100 pagine di descrizioni, di introspezione, apriti cielo! Ogni giorno sento genitori che si lamentano perché l'insegnante li costringe a leggere un libro al mese (poverini!), ogni giorno sento altri genitori che serenamente mi dicono che nella classe dei figli non sono previste attività di promozione della lettura.
Non penso il problema sia nei singoli insegnanti, ma nell'impianto di una scuola che non mette al centro dei propri obbiettivi anche la competenza linguistica, la comprensione dei testi, l'aggiornamento continuo dei docenti, lasciati soli a far da sé, quando e come si può.
Se non si investe sulle biblioteche scolastiche, che dovrebbero essere presenti in ogni istituto scolastico, se non si investe sulla formazione, se non si investe sulla qualità della proposta editoriale, e qui entrano in gioco le librerie con alto grado di professionalità, continueremo a produrre povertà intellettuale di massa, nascosta da statistiche rassicuranti o quasi, il famoso analfabetismo funzionale, messo in evidenza dal rapporto Ocse, che ci pone in fondo alla graduatorie dei diversi paesi. Ci sono molti centri abitati al di sopra dei 10.000 abitanti che non hanno né biblioteche né librerie.
Dunque ancora una volta, manca una visione politica che metta al centro della famosa 'crescita' la scuola e quello che giro attorno ad essa.
Infine, un'ultima osservazione: credo proprio che sia arrivato il momento di mettere in discussione il modello educativo con cui stiamo crescendo generazioni di web-dipendenti. Se il tempo libero di bambini e ragazzi, dopo la scuola, il nuoto, pianoforte, danza, catechismo e chi più ne ha più ne metta, viene occupato strutturalmente da giochi e attività online, come pensate che possa crescere l'abitudine alla lettura, come può svilupparsi una capacità critica, un punto di vista autonomo? Come può arricchirsi il linguaggio, come si può imparare davvero ad esprimersi correttamente? Come si può venire a contatto con idee nuove, proposte e stimoli che non siano di ignota provenienza, come accade sul web?
Per fortuna, c'è la scuola, nonostante tutto.

Eleonora


















venerdì 16 dicembre 2016

ECCEZION FATTA


COME UN BUCANEVE

Ecco ritornare, implacabile come ogni anno, la resa dei conti delle vendite natalizie. Se l'anno ha avuto alti e bassi, dicembre non si è annunciato nei migliori dei modi, calato in un'atmosfera sospesa da giorno del giudizio universale.
Roma, in particolare, mi sembra soffrire un'aria triste, spenta che dalla città si riflette anche negli umori dei consumatori.
Eppur bisogna festeggiare, ovvero reiterare il rito delle festività di fine anno. Nonostante non mi sia mai piaciuto il clima da consumismo sfrenato che contraddistingue questa parte dell'anno, non posso che invitare tutte e tutti voi a comprare un libro, e magari anche tanti di più, come regalo natalizio. E vi invito a comprarlo nelle librerie fisiche, quei luoghi, dai più considerati obsoleti, in cui le persone i libri li possono prendere in mano, sfogliare, possono chiedere suggerimenti a quei dinosauri, a mala pena sopravvissuti, dei librai e delle libraie che quei libri li scelgono, li espongono, li propongono.
Si dice che la modernità sia fatta di velocità, di acquisti online, di negozi virtuali che nascondono, dietro la modernissima cura del cliente (custumer care) l'antichissimo sfruttamento del lavoro, di marxiana memoria. Quegli sconti che i colossi dell'e-commerce regalano a voi sono possibili grazie alle condizioni di lavoro primordiali cui sono costretti moltissimi giovani.
La professionalità è obsoleta, la competenza, che si costruisce nel tempo con anni di duro lavoro e di pensiero, è inutile? Troviamo tutte le informazioni che ci servono nel mondo della Rete? Ma per favore! Quanti consumatori e consumatrici hanno il tempo di confrontare e di verificare quanto propone il mondo più incontrollabile e incontrollato della comunicazione virtuale?
La realtà è che molti libri, per essere venduti, devono quanto meno essere presentati, se non altro per motivare il senso di un costo che non corrisponde alle esigenze del lettore: parlo, in primo luogo dei libri con le figure, che siano albi illustrati o libri di divulgazione. Motivare la peculiarità di un libro non è un gioco da ragazzi, richiede quella professionalità che viene considerata da tanti un costo inutile. E' invece indispensabile per inventare, pubblicare, distribuire e proporre libri che hanno uno specialissimo contenuto di ricerca, di pensiero, di immagini non eguagliabili.
D'altra parte, esiste un nesso evidente fra indici di lettura e sviluppo economico, come si è sottolineato in un convegno alla Fiera della piccola e media editoria; e non crescono gli indici di lettura se non c'è la presenza di strutture, biblioteche e librerie, che la promuovano. Fulgido esempio, a questo riguardo, il lavoro svolto in Sardegna da librerie e biblioteche organizzate in rete.

Per questo, per sostenere gli autori, gli editori e i librai che consentono di valorizzare il meglio della produzione editoriale, andate a scegliere i vostri regali, quelli per bambini e bambine, ma non solo quelli, in una libreria: grande, piccola, specializzata, di quartiere, con un grande marchio alle spalle o con una piccola insegna, dove troverete persone in grado di aiutarvi a fare la scelta migliore.
Nell'inverno dello spirito*, arrivato ormai da tempo, i vostri libri saranno come bucaneve in un prato innevato, capaci di annunciare una primavera che ancora non si vede.

Eleonora


*'Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire', Memorie di Adriano, M. Yourcenar

giovedì 7 gennaio 2016

FUORI DA GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


UN CAVALIERE PROFUMATO

Solo pochi anni fa ci si lamentava della scarsa attenzione dedicata da molti editori nei confronti della narrativa per le prime fasce di lettura, dai sette ai nove-dieci anni: il mercato era orientato dai cataloghi storici delle grandi case editrici, Mondadori, Salani, Einaudi Ragazzi, con la Piemme impegnata a estendere il dominio del topo e a far crescere infinite collane commerciali, quasi tutte dalla vita brevissima. Paradossalmente, oggi, in una situazione editoriale molto diversa, queste stesse collane vengono sottoposte a numerosi interventi di maquillage, del tutto inutili. In questo varco si sono inseriti progressivamente diversi editori: da una parte gli editori con i cataloghi più ricchi, li hanno opportunamente aggiornati e riproposti, rimettendo in circolazione testi importanti; dall'altra alcuni piccoli e medi editori hanno investito significativamente anche in questo ambito: prima Lapis, poi Sinnos, Beisler, Uovonero, La Nuova Frontiera, Biancoenero, e altri, con una serie di proposte interessanti, alcune di tutto rilievo.
Collane tascabili, formato maneggevole, incursioni nel campo del fumetto e della graphic novel per i più grandi, buone traduzioni e proposte di autori italiani per testi che non escludono la presenza delle illustrazioni. 

 
Abbiamo parlato, quest'anno, di diversi titoli di questo genere; fra i tanti che per motivi di tempo e di necessaria selezione non abbiamo già trattato, posso citare, come esempio, Il Cavaliere saponetta, protagonista della storia raccontata da Kristien In-'t-Ven e illustrata da Mattias De Leeuw e pubblicato da Sinnos: si chiama così perché ama lavarsi in continuazione e se c'è una cosa che non sopporta è trovarsi sporco e puzzolente davanti a una bella dama. Ma è esattamente quello che gli succede in questa avventura in cui deve liberare il reame di Re Felix Primo Tra Tanti da un drago molto sospetto. Affiancato dal prode scudiero Elmo, deve subire però la sleale concorrenza del Conte Grigio, molto meno pulito del protagonista, ma capace di ordire losche trame per impossessarsi del trono. In una storia come questa potevano mancare le pulzelle? Naturalmente no, ma la scelta finale del nostro eroico protagonista non è esattamente da copione. Molte avventure e qualche colpo di scena, tutto sul filo dell'ironia, come già il titolo dichiara, è una storia che ama molto i ribaltamenti di ruoli, con un cavaliere schizzinoso e una dama scapestrata, che si incontrano perfettamente.
Dedicata ai lettori dai sette anni e stampata con la font Leggimi, utilizzato dall'editore Sinnos, è una storia che scorre via veloce, con qualche passaggio esilarante e qualche discontinuità.
Non so dire se il fiorire di buone proposte per le prime letture abbia inciso negativamente sulla fortuna commerciale del settore degli albi illustrati; non sono molto propensa a pensarlo, anche se l'aumento dell'offerta indiscutibilmente può far emergere alcune debolezze, nelle proposte di quest'anno. Quando un libro ha dalla sua ragioni forti, vengono meno moltissime obiezioni solitamente opposte agli albi illustrati: il prezzo, il testo troppo corto, nonché le numerose varianti del tema 'per maschi per femmine'. In ogni caso mi sembra un segnale estremamente positivo l'arricchimento della proposta per una fascia d'età prima poco seguita; si traducono testi interessanti della produzione estera più recente , nascono nuove collane, che dimostrano particolare sensibilità nei confronti dei lettori con qualche difficoltà.
La lettura sembra in effetti essere diventata una delle frontiere più difficili per i nostri giovani interlocutori: chi fatica ad affrontare la lunga pagina scritta e chi, più grande, proprio arranca alle prese con i romanzi d'avventura e i classici.
Molto positive dunque le sperimentazioni che mirano a facilitare la strada di chi incontra delle difficoltà. Così come importante proporre dei testi che non solletichino soltanto le passioni estemporanee dei giovani lettori, ma ne favoriscano la crescita con testi validi, divertenti, ben tradotti e ben proposti da vesti grafiche e impaginazioni in cui non è esclusa l'illustrazione.

Eleonora

“Il Cavaliere Saponetta”, K. In-'t-Ven, M. de Leeuw, Sinnos 2015


mercoledì 30 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!


LUCI E OMBRE

La fine dell'anno è alle porte, e possiamo archiviare anche questa stagione commerciale, fra soddisfazioni, incertezze e qualche perplessità. Una luce chiara e fortissima ci mostra, almeno nell'ambito ristretto a me noto, una costante crescita delle vendite per quel che riguarda il settore editoriale dedicato a bambini e ragazzi; e, cosa ancor più rilevante, una crescita anche nei confronti dei prodotti che in questi anni si sono affiancati ai libri, settore che attrae l'interesse di molti librai. Dunque il libro tiene, il classico libro cartaceo, quello con cui sono cresciuta. E di questo mi compiaccio. Anche la qualità dei libri venduti sale: nella classifica di vendite nella fascia 6-14 anni, nella nostra libreria a dicembre vince alla grande Sepulveda, ed è il secondo in termini assoluti nelle vendite, con la sua Storia dei un cane che insegnò a un bambino la fedeltà, seguito dall'ultimo Diario di una schiappa. Portatemi a casa!, che comincia a perdere un po' del suo smalto.
Il terzo è, incredibilmente, Cuori di Waffel, ovvero non una novità di quest'anno. E fra i primi dieci compare anche Tutto può cambiare, una bella storia presentata dalla Giunti direttamente in edizione tascabile. E poi, come sempre, anche topi glitterati e guerre stellari in tutte le salse. Ma a Natale è fisiologico. Anche nei libri per i più piccoli vince un libro che non è affatto una novità, Un libro, di Tullet, e poi tanti titoli di Nathalie Choux, pubblicati da Gallucci.
Dunque vince soprattutto il cosiddetto 'catalogo', quell'insieme di titoli, che alcuni librai detestano, che costituiscono l'anima di una libreria: il senso delle scelte, delle selezioni, delle proposte, a prescindere dalla data di pubblicazione, viene messo alla prova e premiato da quei tanti lettori e lettrici che cercano proprio il 'consiglio' del libraio. Vincono i buoni libri, quelli le cui vendite crescono con il passaparola e con il contagio positivo da un lettore a un altro. 

 
Se tutto questo è positivo, vedo però un elemento di criticità, quest'anno, nell'ambito dei libri illustrati, meno capaci, rispetto all'anno passato, di convincere il nostro pubblico: soffrono le seconde prove, da Lindbergh a Mole town, da Mappe a Sottoterra sott'acqua. I libri della coppia Mizielinsky hanno comunque una marcia in più e funzionano efficacemente nel lungo periodo. Nello stesso modo è andato molto bene un altro libro 'vecchio', Zoottica, mentre le pur valide novità di quest'anno si sono attestate su valori non elevatissimi.
Non sono in grado di dire se questa preferenza data alla narrativa, rispetto all'albo illustrato, esprima una tendenza o solo una momentanea distrazione dovuta forse ad un'offerta non abbastanza convincente. Più e più volte abbiamo proposto albi e gli sono stati preferiti altre tipologie di libri.
Anche il vasto mondo dell'editoria per ragazzi sta cambiando: diversi editori della piccola e media editoria, la cui produzione ha letteralmente colmato dei vuoti nella proposta editoriale, sono cresciuti in modo considerevole. Altri si consolidano sempre di più, non potendo più essere considerati editori 'piccoli'. Altri ancora si concentrano su specifiche fasce d'età, con una proposta anche eccessiva. E c'è chi resta inchiodato nella sua posizione 'di nicchia'. Il che è più che legittimo, se non ci fossero poi delle aspettative rispetto alla vendita.
Dunque, una certa stanchezza nei confronti dell'albo illustrato, in un mercato, quello romano, che già non brillava da questo punto di vista.
E se vogliamo parlare di ombre, non posso che chiudere pensando proprio alle librerie romane: come molti e molte sanno, un'intera catena di librerie indipendenti è a rischio di chiusura e quest'eventualità segnerebbe l'ulteriore impoverimento di una 'piazza' già in grande sofferenza. Non ha senso ricordare quante piccole librerie, specializzate o no, hanno già chiuso e come le nuove aperture o la crescita qua e là di alcuni punti vendita non compensi minimamente quello che si è perduto. Roma è una città non molto amica dei libri, non è molto amica dei lettori e delle lettrici, delle biblioteche e dei bibliotecari. Fatico a pensare che possa definirsi amica di bambine e bambini. 
Il declino si vede anche da questo.

Eleonora

venerdì 11 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!


LIBRI PER CONOSCERE IL MONDO

Nel corso della Fiera della Piccola e Media editoria, Più Libri Più Liberi, si sono svolti degli incontri con alcuni dei membri del comitato scientifico del Premio Biblioteche di Roma. All'interno di questa serie, mi è stata data l'opportunità di parlare di quella parte dei libri 'non fiction' concernenti la divulgazione.
Tralasciando dunque i libri gioco, i libri fatti ad arte, o i libri da fare, vediamo come la produzione editoriale in materia di divulgazione sia percepita come una sorta di cenerentola, un ramo minore su cui non è necessario soffermarsi più di tanto.
Ma. C'è un'obiezione gigantesca: i bambini e le bambine sono portatori primari di domande di grandissimo impatto, della meraviglia che consente di interrogarsi su cose grandi e piccole, in un susseguirsi inesauribile di perché. Saper tenere vivo in loro e in noi il senso dello stupore, ci rende individui aperti al cambiamento di prospettiva, alla visione nuova e rivoluzionaria, approccio necessario alla crescita del sapere.
Fornire ai bambini e alle bambine strumenti idonei, stimolanti, aggiornati, creativi è quindi indispensabile, non un orpello o un di più inessenziale rispetto al contenuto nudo e crudo delle nozioni. Va detto anche che, nonostante tutto ciò che teoricamente si afferma, sul terreno dei libri di divulgazione si operano spesso, da parte dei fruitori adulti, delle inutili discriminazioni nei confronti delle bambine, considerate poco interessate agli argomenti che non coincidano con il senso estetico o l'insorgente maternage.
Sono spesso le mamme, le amiche delle mamme, le nonne che ci oppongono rifiuti perplessi di fronte al suggerimento dell'acquisto di un libro di scienza o di storia. Quanto poco questo corrisponda al mondo infantile è facile dimostrarlo, parlando con le dirette interessate, le bambine e le ragazzine che, come i coetanei maschi, hanno la testa piena di curiosità.


Fino a pochi anni fa, quando si parlava di divulgazione venivano in mente soprattutto i grandi editori di lingua inglese, come la Dorling & Kindersley o la Quarto Publishing, che tuttora producono testi divulgativi di grande livello, accurati, aggiornati, dotati di un valido apparato iconografico. Recentemente, si sono affermate, però, anche nuove tipologie di testi divulgativi, in cui l'immagine non è solo ancillare rispetto al testo, ma contiene percorsi esplicativi, attraverso didascalie, finestrelle, animazioni, che possono mutare ogni volta che si sfoglia il libro, unendo approccio intuitivo e approfondimento: sono così Mappe, Sotto terra. Sott'acqua, Il libro delle Terre immaginate, Zoottica, portati in Italia da Electa Kids e L'Ippocampo junior.


Lo stesso discorso si può fare per Il Mondo segreto delle piante, tradotto e pubblicato da Editoriale Scienza, il nostro più valido editore specializzato in divulgazione per ragazzi, cui va il merito di avere individuato il meglio della produzione internazionale e di aver promosso delle valide collane di divulgazione quali Lampi di Genio, di Luca Novelli, Teste toste, di Federico Taddia, Donne nella scienza, in cui sono uscite delle belle biografie di scienziate, fra cui Siate gentili con le mucche, scritto da Beatrice Masini.



Nell'ambito delle biografie, va segnalato anche l'ottimo Primati, pubblicato da Il Castoro: un testo che coniuga l'originalità del linguaggio, la graphic novel, con l'attenzione sulla vita e gli studi di tre grandi primatologe, Jane Goodal, Dian Fossey e Biruté Galdikas, che hanno contribuito a modificare la visone dell'uomo nell'ambito della storia evolutiva. 



Anche l'editore romano Lapis ha dedicato diverse collane alla divulgazione, dalle guide archeologiche, alla collana Ah, saperlo!, alle biografie romanzate di grandi personaggi, nonché l'imperdibile Geniale...anche tu!, che cerca proprio di spiegare quali meccanismi, quali circostanze, quali metodologie e quali azzardi e follie abbiano guidato i più grandi geni dell'umanità.
Appunto, la divulgazione non è solo scienza: non possiamo infatti dimenticare la nutrita produzione riguardante le arti, di cui o avuto spesso modo di parlare; sulla didattica dell'arte si sono spesi soprattutto Artebambini e Lapis, con alcune incursioni di altri editori, come Gallucci, con la bella collana di testi di Rosetta e Margherita Loy. Mentre per la parte di biografie storiche non possiamo non segnalare la nuova collana che ha segnato l'ingresso di un grande editore, Laterza, nel mondo dell'editoria per ragazzi: la collana Celacanto, che ha avuto fortune alterne, anche per un format, grande libro illustrato con un testo impegnativo dedicato alla fascia d'età fra i nove e gli undici anni, non immediatamente compreso. Ed è proprio nell'ambito storico che si sono viste delle belle novità, come il libro di Pommeaux, Siamo noi la storia, pubblicato da Babalibri e, per esempio, Al tempo dei primi uomini di Editoriale Scienza.


Da i pochi elementi che qui ho riassunto, e mi scuso con tutti gli editori e gli autori colpevolmente non citati, si vede come vi sia un panorama ricco di novità e di sorprese, di grandi potenzialità, in cui l'editoria italiana crede ancora poco. Se guardiamo la ricchezza della produzione anglosassone o francese, emerge con chiarezza la scarsa fiducia e lo scarso coraggio che gli editori italiani ripongono in un settore importante della produzione editoriale, rifugiandosi nel noto, come fanno i grandi editori, da Mondadori a De Agostini a Giunti, e investendo ben poco nella sperimentazione e nella scoperta delle nuove tendenze, o limitandosi a cogliere il meglio dell'editoria straniera, ma tralasciando moltissimi testi. Bisogna riconoscere anche una certa disattenzione da parte della critica, e anche una notevole lentezza del mercato ad accogliere nuove proposte. Ma il caso di Mappe dimostra quanto siano grandi le potenzialità anche commerciali. 




Molti bambini e bambine vivono il loro primo approccio con il mondo del libro attraverso, per esempio, un libro sugli animali o sui dinosauri: che sia un bel libro, capace di aprire universi, di stimolare nuove domande, agile, informato, interattivo, o che sia la noiosa ripetizione del già visto fa una differenza grande come il futuro di generazioni di pargoli alla conquista del mondo.

Eleonora


lunedì 31 agosto 2015

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


LA SCELTA DELL'EDITORE


Il confronto che oggi vi propongo è fra due romanzi pubblicati dallo stesso editore, che li ha virtualmente collocati in scaffali lontani, la narrativa per ragazzi e il romanzo fantastico, o fantasy, se preferite. Quest'ultimo, L'oceano in fondo al sentiero (qui l'autore che legge) di Neil Gaiman, in America è proposto ai più giovani, mentre qui la collocazione nella collana Strade blu, ora in Oscar, della Mondadori lo colloca nella narrativa 'per grandi', e dunque ha raggiunto solo i giovani lettori più informati. E' vero che Gaiman è uno scrittore duttile, che spazia dal fumetto alle storie esplicitamente per bambini, e spesso è difficilmente riducibile a un genere o all'altro. Vi racconto, allora, brevemente la trama: la narrazione parte con un protagonista adulto, che torna nei luoghi della sua infanzia, in occasione di un funerale; qualcosa lo spinge a cercare una casa, dove vive l'enigmatica signora Hempstock, sul cui terreno si trova uno stagno. Sedendosi qui, su una panchina a contemplare l'acqua, ricorda cosa successe quando aveva sette anni. Tutto cominciò con la morte del suo gatto e col suicidio di uno strano visitatore, cui seguì l'incontro con una famiglia di sole donne, la più giovane delle quali, Lettie, era poco più grande di lui, ed è lei che lo aspetta ancora, nello stagno dietro la casa delle signore Hempstock, la cui memoria arriva all'inizio dei tempi.
Dunque, per buona parte del romanzo abbiamo per protagonista un bambino di sette anni che la sorte spinge ad incontrare il labile confine fra questo ed altri mondi.
L'infanzia è popolata di personaggi straordinari, del bene e del male che si combattono senza esclusione di colpi, di drammi infinitesimali che cambiano il corso della vita. Questo mondo di mezzo, fra realtà e fantasia, pieno di inquietudini, di oscurità, Neil Gaiman lo descrive con maestria: chi non ha combattuto epiche battaglie, avventure straordinarie, in compagnia dei personaggi che popolano la fantasia, non legga questo libro; come lo stesso protagonista, appartiene alla categoria di persone che hanno dimenticato un bel pezzo della propria infanzia. Diventare grandi implica davvero dimenticare i mostri, le streghe buone, le battaglie contro le oscurità misteriose e maligne? Come si vede, dietro la linearità di una trama fantastica e un linguaggio spesso infantile, si cela una complessità e una domanda che può essere di vitale importanza per un adolescente, un ragazzo o una ragazza che ancora non sa che fare della propria infanzia.
'I bambini, come dicevo, usano vie traverse e sentieri nascosti, mentre gli adulti seguono le strade maestre e i percorsi stabiliti.'


L'altro libro che vorrei proporvi è L'alfabeto del silenzio, che ha una storia per certi versi speculare; romanzo a tutto tondo, con elementi di interesse anche per i ragazzi più grandi, è stato ristampato, da una prima edizione scolastica, direttamente nella collana Oscar junior, escludendo un lettore più maturo. Qui troviamo una bella storia d'amicizia fra Connor, l'io narrante, e Brandwell, immerso in un improvviso mutismo dopo un evento traumatico. E' stato forse lui il responsabile della caduta della piccola Nikki, la sorellastra ora in coma?
Il romanzo parte da qui, da un amico messo di fronte al dubbio di una tragedia sfiorata; ma un amico è un amico, e Connor ce la mette tutta nel cercare la verità, che non può passare altro che da quello che Brandwell dirà; ma come comunicare con lui? E' necessario inventare un nuovo alfabeto, un nuovo linguaggio, per scoprire una verità che, ovviamente, non è quella che appare.
La trama non può essere svelata più di così, se non aggiungendo che svolge un ruolo importante la baby-sitter Vivian, oggetto del desiderio del preadolescente diventato muto. Di cosa realmente si sente in colpa, forse dell'attrazione provata nei confronti di questa ragazza più grande, esibizionista e maliziosa? Diventare grandi è anche fare i conti con un desiderio che appare ancora oscuro, imbarazzante, colpevole. Ed è il confronto con un amico vero, disposto ad ascoltare l'alfabeto del silenzio, che consente di ritrovare la strada della normalità, l'affermazione di una verità liberatoria. Dunque, una grande storia di amicizia e una storia che ruota intorno al tema della paura di diventare grandi, del senso di colpa che ne deriva e del rifiuto del mondo adulto, segnato dall'inganno.

Vi ho proposto questi due libri, entrambi adatti a giovani lettori e lettrici dotati di una certa maturità personale, dai tredici anni in poi, perché sono ottimi romanzi e, nello stesso tempo, rappresentano bene gli strani meccanismi editoriali: attribuire un testo a una certa collana implica predeterminarne la collocazione in libreria. Sbagliare collana, così come copertina o formato, può significare far morire un libro senza che sia mai sottoposto al giudizio del suo pubblico ideale. Questo è ancor più vero soprattutto perché buona parte dei lettori si serve da librerie, fisiche o virtuali, in cui il filtro critico del libraio è stato eliminato.

Eleonora

L'oceano in fondo al sentiero”, N. Gaiman, Mondadori 2013
L'alfabeto del silenzio”, E.L. Konigsburg, Mondadori 2002, 2015






lunedì 22 giugno 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LIBRI E LIBRAI(E)

Ho letto con attenzione il libro di Grazia Gotti Ne ho vedute tante da raccontar, il cui filo conduttore è l'intreccio strettissimo fra vita personale e professionale.
L'autrice, insegnante e poi fondatrice, insieme a Simona Pomelli, Tiziana Roversi, Silvana Sola e Giampaola Tartarici, della libreria per ragazzi di Bologna, Giannino Stoppani, e poi della scuola di perfezionamento per librai e giocattolai Accademia Drosselmeier, ci racconta il suo percorso di vita e di lavoro attraverso le tappe segnate da una sorta di mappa ideale della letteratura per l'infanzia. I libri letti al figlio, i libri studiati sono i punti di riferimento di una bibliografia esistenziale, che nello stesso tempo descrive una sorta di lista di libri indispensabili.
Almeno questi, sembra suggerire l'autrice, devono diventare capisaldi nel percorso professionale di ogni buon libraio/a per ragazzi. Nel racconto della Gotti si susseguono autori come Carle e Lionni, Munari e Rodari, Sendak, Browne, Altan e molti altri, che hanno popolato l'infanzia di suo figlio di personaggi e di storie straordinari.
Questo libro, organizzato in brevi ed efficaci capitoli dedicati a un autore, a un genere letterario o a una casa editrice, è indiscutibilmente uno strumento di lavoro per chi volesse avvicinarsi al mondo dell'editoria per ragazzi e a quello delle librerie specializzate.
In tempi di approssimazione e di superficialità, questo richiamo alla professionalità e all'approfondimento mi sembra davvero importante. E' un approccio metodologico serio e appassionato, ben difficile da trovare in un mercato segnato da tutt'altri criteri.
Quello che più di tutto mi ha colpito, però, è l'intreccio profondo fra la vita professionale, di maestra e di libraia, e quella familiare, con le tante letture ad alta voce che l'hanno arricchita. Mi riconosco pienamente in questa osmosi fra una dimensione e l'altra, il leggere per il o i figli, e riportare in libreria quell'esperienza, e anche al contrario portare a casa i libri più belli per condividerli con il nostro pubblico più severo.
Si costruisce così, negli anni, una sorta di repertorio personale, ricchissimo di richiami affettivi, di grandi e piccoli capolavori, di libri, di film, di storie e di ricerche che si sono susseguite negli anni, assecondando e segnando la crescita comune, fra madre e figlio o figlia.
Sono grata a Grazia Gotti per aver condiviso il suo.
Una cosa però non riesco a condividere, l'incrollabile ottimismo verso il futuro del mondo delle librerie, almeno per come le abbiamo concepite finora.

Eleonora

“Ne ho vedute tante da raccontar. Crescere con i libri”, G. Gotti, Giunti 2015


mercoledì 29 aprile 2015

ECCEZION FATTA!


SE I LIBRI PER RAGAZZI SI VENDONO, 
MA NON VENGONO LETTI



In occasione della Fiera di Bologna vengono pubblicati, e analizzati, i dati economici concernenti l'editoria per ragazzi; nello stesso tempo si aggiornano quelli relativi all'andamento della lettura nel nostro paese.
Qui emerge un grande paradosso: infatti anche per il 2014 l'editoria per ragazzi, in controtendenza con gli altri settori dell'editoria, continua a crescere, sia come produzione sia come vendite. 
Ma continua a calare il numero dei lettori nelle fasce d'età dai sei ai quattordici anni; non ho i dati per vedere l'indice di lettura fra gli adolescenti, ma credo sia in coerenza con quanto detto sopra, così come è accaduto negli anni passati. Per farvi un esempio, fra i bambini dai 6 ai 10 anni, i non lettori sono passati, in tre anni, dal 45% al 55%; fra i ragazzi dagli 11 ai 14 anni, nello stesso periodo, sono passati dal 39% al 44%.
Dunque, l'editoria per ragazzi, soprattutto, direi, la piccola e media editoria, grazie anche al grande slancio dato da campagne nazionali come Nati per leggere al comparto dei libri per i più piccoli e al libro illustrato, cresce, cresce il suo mercato potenziale, anche se diminuiscono sistematicamente, è una tendenza che dura da qualche anno, i suoi lettori, tranne che per la fascia 0/6. 
Da un'indagine Doxa appare come dagli otto anni in su la preferenza dei piccoli internauti vada alle nuove tecnologie; il libro viene considerato 'faticoso' sia dai genitori sia dai bambini. E se la partenza è questa, figuriamoci quando i lettori diventano più grandi e vengono catturati dalla rete dei social network.
Molti, secondo me miopi, vedono solo il bicchiere mezzo pieno, di un settore in crescita commerciale, che ha premiato chi ha saputo ben investire, acquisendo diritti da editori stranieri e progettando linee editoriali innovative; e ha premiato anche quelle librerie che hanno puntato con intelligenza sull'editoria per ragazzi.

MiYoung-Jung
A me, però, fa paura il bicchiere mezzo vuoto: se dovesse proseguire questa tendenza alla disaffezione alla lettura, in un paese già molto arretrato da questo punto di vista, quale sarà il futuro di editori, librai, autori e tutto ciò che ruota intorno al mondo del libro? Che paese avremo, quale bibliodiversità potrà mai affermarsi in un mondo dominato dai social?
I bambini  non lettori difficilmente diventeranno lettori e lettori forti da grandi e tutto il comparto editoriale rischia di essere così messo globalmente in discussione.
Se questa è la fotografia della situazione, è necessario e urgente pensare ai rimedi: intanto, così come è stato fatto per Nati per leggere, ci vorrebbe un forte investimento pubblico rivolto alle scuole perché abbiano biblioteche e progetti di lettura, con annessa formazione costante degli insegnanti. Poi, un maggiore sforzo da parte degli editori per la narrativa nelle fasce d'età maggiormente colpite dalla disaffezione alla lettura: decenni di serie commerciali, di noiose ripetizioni, di prodotti legati a brand di successo hanno impoverito gravemente l'offerta, come sottolinea Pierdomenico Baccalario in una bella intervista, che spiega con grande chiarezza come le politiche commerciali dei grandi gruppi puntino esclusivamente al prodotto di (presunto) successo, unendo il lato editoriale alla gamma di prodotti che ne derivano. In realtà, inseguire il marchio di successo, come le Peppe e le Violette, produce una fiammata effimera di vendite e non costruisce mai lettori, non insegna ad appassionarsi alla lettura, non costruisce un ponte per il futuro.

Quentin Blake
Quanto ai librai, che sono in fondo mediatori culturali, dovrebbero smetterla di cercare la vendita sicura! 
Se si guardano le classifiche di vendita, divise per fasce d'età, sicuramente alterate dai dati della Grande Distribuzione, viene da piangere: quanti dei miei colleghi e colleghe si accontentano di riempire spazi espositivi in base alle offerte commerciali dei distributori, quanti ignorano il contenuto di ciò che vendono, quante grandi librerie, quelle di catena in primo luogo, rinunciano ad avere proposte di qualità nel nome del (presunto) massimo guadagno? 
In realtà stanno alacremente segando il ramo su cui sono seduti. Non si costruiscono lettori, i lettori e le lettrici del futuro, con libri mediocri, alternativa ben scarsa all'appeal del mondo della rete.

Eleonora

I dati, i riferimenti a riflessioni e interviste si rifanno agli articoli del Giornale della Libreria di marzo 2015:
G.Peresson, “L'areodinamica del calabrone”
Il polso del mercato. Intervista a Cristina Liverani”.
Se il libro lo salvano i ragazzi. Intervista a Francesca Archinto”
Perchè i bambini non leggono più?” intervista con Orietta Fatucci, Renata Gorgani e Teresa Porcella” 
P. Baccalario, “Sempre la stessa storia”

G. Pepi, “Il 2015 dei ragazzi”.
Consiglio anche di leggere i dati della rivista Liber, sempre molto attenta all'andamento dell'editoria italiana.

mercoledì 8 aprile 2015

ECCEZION FATTA


QUATTRO APPUNTI SU BOLOGNA

Scrivo questo commento sulla Fiera, dopo aver sedimentato le impressioni di quattro giorni molto intensi, ma con un profondo disagio.
Quanto accaduto in Kenya, con la strage di 147 ragazze e ragazzi selezionati perché cristiani, torturati e barbaramente uccisi, fa sentire questo lavoro di commento, che vorrebbe essere di ausilio ai nostri lettori e alla nostre lettrici, profondamente inutile e lontano dal mondo. Se si vuole colpire una comunità, la si colpisce in quello che ha di più prezioso, le figlie e i figli, pieni di promesse e di speranza, in una parola il futuro. Ragazze e ragazzi che studiavano in un campus universitario, ancor di più esecrabili agli occhi di questi pianificatori di morte. Se sapessi il nome di almeno una o uno di loro, potrei dire: io sono...ma a questi giovani non è dato nemmeno l'onore della cronaca.
Queste righe, comunque, in stridente contrasto con l'entità di questa tragedia, le voglio dedicare a loro.

Le mie impressioni, dunque: in termini molto generali, credo si possa dire che sia cresciuto , e di molto, il livello medio delle proposte editoriali: i giganti dell'editoria a livello mondiale e locale, penso per esempio al gruppo Edicart, o ai giganti cinesi o indiani, che producono linee decisamente commerciali, hanno un impatto inferiore rispetto agli altri anni. Si stabilizzano progetti editoriali già emersi negli anni passati, come gli editori messicani ed iraniani, per citarne alcuni; anche fra gli editori italiani aumenta la proposta di qualità grazie soprattutto ad editori piccoli e piccolissimi e anche negli stand dei più grandi si fanno strada le linee editoriali più interessanti.
Purtroppo tutto questo riguarda quasi esclusivamente i libri illustrati, perché sulla divulgazione e la narrativa non si riesce a raccogliere molti dati, sia per il poco tempo a disposizione, sia per l'impenetrabilità di alcuni stand.
Questa crescita qualitativa riguarda in modo particolare l'editoria italiana: i libri per ragazzi, soprattutto nella fascia zero-cinque anni, vedono crescere le loro vendite, in assoluta controtendenza rispetto ai libri per adulti. E' visibile soprattutto un aumento del volume del fatturato, mentre il numero di copie vendute aumenta molto meno. Quest'anno l'Aie non ha distribuito i dati relativi alla lettura da parte di bambini e ragazzi, dai sei ai diciotto anni; l'anno scorso e così anche per il precedente hanno segnato una decisa flessione nella propensione alla lettura in ragazzi e ragazze delle scuole medie e superiori. Mi auguro che si innesti presto una seria controtendenza. Ma la crescita qualitativa dell'editoria italiana per ragazzi è testimoniata anche dall'aumento dell'export dei libri italiani, e non è poco.

Un altro aspetto interessante riguarda il ruolo, secondo me crescente, del settore non fiction: credo che uno dei libri più belli, fra i premiati, sia proprio La fora, della portoghese Planeta Tangerina, una sorta di enciclopedia naturalistica, innovativa, ma densa di informazioni. Ecco il link con il sito dell'editore.


Basta pensare, d'altra parte, a Mappe, a Prima e dopo, per comprendere come anche in questo terreno la ricerca stilistica arricchisca considerevolmente l'efficacia del contenuto. Molta ricerca e molta produzione si fa anche sui libri interattivi, libri da fare o per fare. Qui il ventaglio di proposte si allarga moltissimo, comprendendo i colouiring book, i manuali naturalistici, i libri che si trasformano nelle mani dei bambini.

L'incontro più interessante è stato quello con Aidan Chambers, davvero un maestro della promozione della lettura, capace, lui sì, di spaccare la crosta gelata che congela i nostri cervelli, con l'accetta di un'intelligenza lucida e appassionata. Bravi gli editori, Equilibri, che hanno raccolto i sui studi sul ruolo della lettura nella crescita di ragazzi e ragazze.



E poi gli incontri, gli amici e le amiche ritrovati, la mole di lavoro che ci aspetta, la pila di libri da leggere che aumenta ogni giorno. Ma questo è un bel lavoro.

Eleonora