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venerdì 10 aprile 2020

ECCEZION FATTA!

UN AUGURIO


C’è un libretto, un classico ‘libro d’occasione’, creato cioè su spunto di una ricorrenza o su richiesta di qualche ente, dedicato, in collaborazione con la sezione italiana di Amnesty International, alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; e ha una firma di tutto rispetto, Chris Riddell. Mi è sembrato che fosse, suo malgrado, particolarmente calzante in questi giorni, perché mette tutti insieme, uno vicino all’altro, i principi fondamentali che tutti noi condividiamo: 


il Diritto alla Sicurezza, che declinato al tempo delle epidemie, potrebbe diventare il diritto di andare al lavoro, o a scuola, in piena sicurezza. E abbiamo tutti in mente il personale sanitario, ma anche gli operai nelle fabbriche, che hanno dovuto fare il proprio dovere mettendo a rischio la salute e la vita.

 
Il Diritto alla Vita e il Diritto alla Protezione, che, a quanto pare, in tempo di epidemia valgono solo per alcuni, lasciando indietro chi vive per strada, è povero, o subisce le guerre, le violenze, la fame, lasciando indietro chi attraversa il mare nonostante tutto


 
il Diritto alla Conoscenza, che in questi giorni di scuola virtuale ha diviso ancora una volta gli alunni e le alunne in due: chi ha di suo i mezzi per connettersi, e chi non li ha, sbriciolando quella connessione fra diversi, che la scuola promuove e consente, e che può colmare le distanze


il Diritto ad esprimere il proprio pensiero e a formarlo liberamente, associandosi con persone dello stesso orientamento

 
Infine il Diritto alla Libertà personale, teoricamente intangibile, oggi messa in discussione per motivi sanitari. Ed è questo un percorso davvero pericoloso, compreso l’uso della tecnologia per controllare i comportamenti degli individui.
Chris Riddell, magistrale illustratore fantasy, spesso sodale del grande Neil Gaiman, qui presta il suo tratto più gentile, quasi volesse essere lui a difendere tutti i bambini e le bambine che lo leggono e che animano le sue illustrazioni.
Ecco, nel fare a tutte e tutti un sincero augurio di festività serene, non posso che augurare in primo luogo che la ripresa, speriamo non lontana, riunisca nuovamente questi diritti e li riconosca a ciascuno e ciascuna, che sia un ragazzino dei bassi di Napoli, o un migrante alla deriva nel mediterraneo, o ciascuno di noi, che oggi siamo consapevoli di aver perso ben più di una fetta di reddito, o di lavoro.
Pensiamo il futuro partendo da qui.

Eleonora


“Il mio piccolo libro delle Grandi Libertà”, C. Riddell, White Star 2018





mercoledì 14 marzo 2018

FAMMI UNA DOMANDA!



DI FUCHI E DI FALENE


E’ quasi una festa quando possiamo sottolineare il lavoro ben fatto di equipe italiane, come quella, già conosciuta, della milanese Associazione Didattica Museale, qui assistita dalla brava Giulia De Angelis, specializzata nell’illustrazione scientifica.
Nel nostro caso si tratta di un’eccezione rilevante, se si pensa quanta parte svolga la divulgazione di lingua inglese, come più volte mi è capitato di sottolineare, nella nostra produzione editoriale.


In questo caso abbiamo due titoli, non so se appartenenti ad un progetto organico di collana rivolta a ragazze e ragazzi a partire dai nove anni, che si occupano di insetti particolarmente interessanti: le api e le farfalle. Il mondo delle Api e Il mondo delle Farfalle, pubblicati da White Star, rappresentano un’eccezione anche dal punto di vista del contenuto, rivolgendosi ad una fascia d’età superiore rispetto a quella cui sono destinati, solitamente, i libri sugli animali.
Si tratta di due libri ampiamente illustrati, ma densi di notizie su insetti familiari e disconosciuti, nel senso che solitamente ci si accontenta di fornire ai lettori/lettrici solo delle indicazioni di massima.
In questi volumi, invece, si approfondiscono aspetti di fisiologia, etologia e relazione, ovviamente problematica, con il mondo umano.


Per fare solo pochi esempi, vediamo come sia complesso il ruolo degli impollinatori nello sviluppo del mondo vegetale: quante piante, anche coltivate, dipendano dall’impollinazione operata dalle api; oppure apprendiamo l’affascinante argomento della ‘danza’ con cui le api bottinatrici comunicano la posizione dei fiori. Scopriamo anche che le specie sociali, cioè con una complessa struttura organizzata, siano in realtà un’esigua minoranza rispetto alle diverse specie di api.
Per quanto riguarda le farfalle, ne viene rappresentata la diffusione geografica, la variabilità delle dimensioni, le sorprendenti migrazioni; scopriamo anche come siano più numerose le specie di falene rispetto alle farfalle diurne.


Sia per quanto riguarda le api, la cui crisi demografica è ben nota e spaventa moltissimo gli agricoltori, che per quanto riguarda le farfalle, le modificazioni climatiche e l’inquinamento da pesticidi hanno messo a dura prova la capacità di resistenza di questi animali spesso spettacolari, ma anche del tutto inavvertiti all’occhio distratto di noi abitanti di metropoli, rischiando di modificare irreversibilmente il paesaggio che ci circonda.
Ben vengano testi rigorosi e attenti, capaci di focalizzare l’attenzione di bambini e adulti su animali così importanti per la vita del pianeta e per la nostra.


Come sempre, quando la 'matita' sicura di Giulia De Angelis cura le illustrazioni, le immagini sono precise e, nello stesso tempo, tali da incuriosire e affascinare anche la lettrice e il lettore più pigri. Forse l’unico appunto può riguardare i caratteri di stampa scelti e qualche appesantimento nell’impaginazione.
Questi libri sono dunque una valida, stimolante lettura per entomologhe ed entomologi in erba, molto motivati a conoscere in modo non superficiale l’affascinante mondo degli insetti.

Eleonora

Il mondo delle Api”, Banfi c, G. De Angelis, White Star 2018
Il mondo delle Farfalle”, M. Schiavo, G. De Angelis, White Star 2018





mercoledì 1 novembre 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


GATTI E SCIMMIE, PER CAMBIARE


Rappresentano una tappa obbligata nella carriera dei giovani lettori e lettrici: sono i libri sugli animali e poiché godono di tanta popolarità, non c'è natale che non porti fra gli scaffali delle libreria un discreto numero di novità sull'argomento; capiterà spesso, in questo periodo, che ne parli. E dopo aver parlato del bellissimo, affascinante libro di Dieter Braun , ecco un altro autore da tenere d'occhio, Owen Davey, di cui vi ho già parlato.


Anche Davey si segnala per il raffinato tratto grafico con cui descrive e fa vivere gli animali delle sue illustrazioni, anche se usa una gamma cromatica più vasta. La caratteristica principale di questa sua produzione è rappresentata dal proporre volumi monografici dedicati a specifici animali. Nel volume precedente si parlava di squali, in queste due recentissime novità si parla di felini e di scimmie. Matti per i “Gatti” e Matti per le scimmie rappresentano un incontro ravvicinato con due famiglie animali molto interessanti. E molto interessante è l'approccio usato dall'autore.


Prendiamo ad esempio il libro riguardante i felidi, la famiglia di mammiferi carnivori che affascinano più o meno tutti i bambini e le bambine; quando si tratta di predatori, è frequente l'uso di immagini 'forti' per suscitare emozioni nell'osservatore. Un leone piace perché è forte e temibile, ci si identifica per sentirsi come lui, o meglio come pensiamo si debba sentire il re della foresta. L'immagine delle sue fauci spalancate suscita paura e ammirazione. Bene, in questo libro non c'è niente di tutto questo. Si parla con precisione dei diversi sottogruppi, delle singole specie, anche di quelle meno conosciute, le si mette a confronto per sottolineare i diversi percorsi evolutivi. Tutto raccontato con equilibro, per aiutare i bambini a conoscere animali di rara bellezza e di grande fragilità.


Lo stesso si può dire anche per l'altro testo, che parte proprio dalla distinzione fra primati, gruppo che ci accomuna, fra gli altri, a scimpanzé e gorilla, e scimmie, del vecchio e nuovo mondo. Tante le curiosità, le diverse caratteristiche fisiche e le sorprendenti capacità intellettuali riscontrati in diverse specie di scimmie: capacità di tramandarsi abitudini alimentari, di utilizzare strumenti, di comunicare con consimili e altre specie di scimmie.


I testi, sintetici ma per niente banali, sono all'interno delle grandi tavole che prendono tutta la pagina: il primo impatto è prettamente visivo e l'occhio scorre da un soggetto all'altro per poi fermarsi sulle didascalie e sulle descrizioni. Uno stile molto contenuto, quindi, che non vuole suscitare emozioni violente, paura o repulsione, ma meraviglia, curiosità, interesse per un mondo che rischia di sparirci sotto gli occhi. Non a caso le ultime pagine sono dedicate ai temi ambientali e si sottolinea l'uso di carta proveniente da foreste certificate.
Eleganza e capacità di sintesi delle immagini, testi validi e tali da soddisfare le curiosità di bambine e bambini a partire dagli otto anni, sono tutti elementi che rendono pregevole questa produzione della inglese Flying eye books, che ha prodotto, fra l'altro, Il professor Astrogatto e che annovera fra i suoi autori quel Dieter Braun di cui ho parlato poco tempo fa.


Parliamo dunque di una tendenza interessante che fa del rigore estetico e della precisione di contenuti la sua cifra e finora non ci ha delusi. Mi rendo conto che le fauci spalancate dello squalo o il disegno di un T.Rex intento a pasteggiare possano avere un impatto diverso rispetto alle raffinate immagini di Owen Davey, ma bisogna dare il tempo per assimilare stili illustrativi diversi. E abbiamo avuto diverse prove che proposte innovative possono coniugarsi anche al successo commerciale. E non è un male.
Eleonora

“Matti per i 'Gatti'”, O. Davey , White Star kids 2017
“Matti per le scimmie”, O. Davey, White Star kids 2017


lunedì 23 ottobre 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


LA GEOMETRICA PERFEZIONE


Quando ho visto per la prima volta Il mondo degli Animali Selvatici nell'emisfero boreale, ho pensato subito di avere di fronte un libro di divulgazione diverso dagli altri, non tanto per l'impostazione, che ripercorre moduli già noti, ma per lo stile illustrativo dell'autore, Dieter Braun.
Solitamente le illustrazioni, che rappresentano il cuore dei repertori zoologici, sono di due tipologie: o sono fotografiche, e su queste ritornerò presto, o sono caratterizzate da un disegno estremamente dettagliato e realistico, come d'altra parte vuole la tradizione del disegno naturalistico; con le debite rilevanti eccezioni. D'altra parte, è bene ricordare che le illustrazioni non hanno solamente, soprattutto nei libri per bambini e ragazzi, un ruolo esplicativo, ma anche emozionale e, ovviamente, estetico. 


Pensiamo all'abbondanza di pose tenere dei cuccioli nei libri per i più piccoli, o, al contrario, alla rassegna di zanne e artigli in quelli per i più grandi. La rappresentazione della realtà non è mai neutra e quello che si decide di mostrare e il modo in cui lo si fa può fare la differenza.
Dieter Braun, nelle sue illustrazioni, non è mai tentato dal naturalismo estremo o dallo stile 'antichizzato', che rimanda ai bestiari e agli erbari del Settecento; mantiene uno stile squisitamente grafico, che descrive l'essenza dell'immagine animale con un sovrapporsi di geometrie, di semicerchi e angoli acuti che incredibilmente riproducono con assoluta fedeltà l'idea che abbiamo di quella creatura. Di estrema eleganza formale, le sue immagini, sia che rappresentino l'animale fermo, cristallizzato in un fermo-immagine, sia che ne voglia cogliere un accenno di movimento, sono come rarefatte, con uno sfondo neutro e pochi elementi di contorno. 


In questo volume, come recita il titolo, vengono rappresentati gli animali dell'emisfero boreale, il nostro, con grande abbondanza di tonalità calde, dal marrone all'ocra al grigio, con le dovute eccezioni: sono rappresentati anche gli animali marini, con il loro blu, e quelli polari, dove è d'obbligo giocare al bianco-su-bianco, con effetti sorprendenti.
Di tutti gli animali viene indicato il nome comune e quello scientifico; quelli più significativi sono accompagnati da una breve scheda che ne illustra le principali caratteristiche. A chi può essere regalato un libro così concepito e realizzato? Non deve ingannare la brevità dei testi, per apprezzarlo davvero ci vogliono occhi allenati a riconoscere la bellezza, l'eleganza, l'equilibrio delle immagini. Ma questo non vuol dire che sia un libro per pochi; può, al contrario, essere un libro dall'uso molteplice, in cui la curiosità di partenza, che accomuna bambine e bambini di tutte le età, può estendersi anche al lato estetico, diventare fonte d'ispirazione e di stimolo.


Su questa capacità delle immagini di cogliere l'essenza dell'animale rappresentato tornerò anche a proposito della fotografia, presente nelle uscite di questo finale di stagione. Quale sia il mezzo illustrativo che possa rendere meglio il carattere di un soggetto, all'interno di testi dall'evidente scopo divulgativo, è un interessante oggetto di riflessione, se e quanto si comunichi, insieme all'informazione, anche una percezione psicologica, etica, che modifica l'atteggiamento di chi guarda nei confronti dell'oggetto. Quello che viene raccontato non è mai neutro, una fredda esposizione di dati, è anche un'idea del mondo, della sua bellezza, della sua fragilità.

Eleonora

“Il mondo degli Animali Selvatici nell'emisfero boreale”, D. Braun, White Star kids 2017

lunedì 4 settembre 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


FINO A QUANDO LI VEDREMO


Quello della biodiversità e della sua fragilità è un tema che viene spesso trattato nei libri per bambini. Recentemente ho suggerito il libro di Nicola Davies  Tanti e diversi, che proprio ai bambini rivolge l'invito a proteggere quella molteplicità di forme che la vita assume nel nostro pianeta. Qui invece, con Animal Ark, possiamo esplorare una sorta di Arca di Noè virtuale, fatta di immagini fotografiche: Joel Sartore, famoso fotografo del National Geographic, insieme al poeta americano Kwame Alexander e alle sue collaboratrici, propone un testo che affianca alcune delle foto dell'Animal Ark ad alcuni haiku, brevi testi poetici che raccontano anch'essi per immagini la grandezza e la complessità del mondo animale.
Facciamo un passo indietro: 'Animal Ark' è un progetto di Sartore per il National Geographic, grande istituzione di ricerca e documentazione geografica e scientifica, che consiste nel fotografare il maggior numero possibile di animali in cattività, per documentarne anche lo stato, ovvero l'eventuale criticità sul piano della conservazione. Un grande patrimonio di immagini, a disposizione di tutti, per ricordare l'immensa ricchezza del mondo naturale e segnalarne l'eventuale fragilità. Le foto sono rigorosamente su sfondo bianco o nero, un ritratto vero e proprio che vuole mettere in primo piano la bellezza, la particolarità, l'unicità di ciascun animale. Sartore, come tutti i grandi fotografi naturalistici, fotografa anche sul campo e le sue foto e i suoi video sono visibili nel suo sito dedicato a questo progetto.

 
Che cos'è, allora, il libro Animal Ark. Poesia e immagini per celebrare la Natura ? E' il tentativo di seguire non una via didascalica, che insegni come e perché ciascun animale ha un suo posto nel mondo, appartiene a una nicchia ecologica, svolge un ruolo nell'equilibrio di un ecosistema, ma di colpire l'immaginazione e l'emotività del giovane lettore e lettrice attraverso l'associazione di immagini spettacolari, curiose, imprevedibili, con testi evocativi. E' un invito, espresso con grande immediatezza, a farsi prendere dall'infinita varietà e bellezza di questo fragile mondo e dei suoi occupanti animati. Grandi, piccoli, delicati o mostruosi, potenti o microscopici, comunque belli e soprattutto unici e irripetibili. Una specie di antidoto poetico all'ansia distruttrice che contraddistingue lo stare al mondo della specie umana, che ama farsi terra bruciata intorno, in certi casi in senso letterale, salvo poi infilare negli zoo o nei bioparchi gli ultimi esemplari rimasti di questa o quella specie.
Questo libro ha dunque due particolarità che lo rendono interessante: in primo luogo l'uso della fotografia, e non di una fotografia qualsiasi, che come sappiamo è poco utilizzata in questi anni nei libri di divulgazione; è un esperimento rilevante perché ripropone la fotografia d'autore e lo fa associandola a testi poetici. In secondo luogo, il messaggio non ha nulla di stucchevole o di rituale, come spesso avviene nei fotografici a tema, in cui gli animali sono il mezzo per stimolare facili emozioni, tenerezza versus consapevolezza. Qui il messaggio è chiaro: per continuare a godere di questa immensa ricchezza naturale tutti e ciascuno possono fare qualcosa. Gli autori non sollecitano i facili sentimenti che rendono godibile un libro di questo tipo, ma spingono ad aprire gli occhi e a farsi partecipi di un modo di pensare differente.
E' un libro per tutti e tutte, grandi e piccoli; sarebbe bello che su questo filone, della fotografia d'autore, ci si impegnasse di più. Può farlo sicuramente l'editore italiano del National Geographic, White Star, che ha a disposizione il pregevole patrimonio fotografico di un Ente così prestigioso.

Eleonora

“Animal Ark. Poesia e immagini per celebrare la Natura”, J. Sartore, testi di K. Alexander, White Star 2017

mercoledì 28 giugno 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


CONTINUANDO A GIOCARE


Forse per assecondare la richiesta di leggerezza, imposta dalle vacanze estive, continuano ad uscire titoli che si muovono sulla delicata linea di confine fra divulgazione e narrazione, informazione e gioco. La scorsa settimana vi ho parlato di libri gioco nelle diverse varianti e declinazioni; oggi vi parlerò di libri di divulgazione che sono anche qualcosa di diverso.
Comincio da Una fantastica avventura. Trova e conta i più bizzarri e straordinari animali della Terra, di Brendan Kearney, giovane e brillante illustratore inglese, coadiuvato per i testi e le ricerche da Anna Claybourne. L'editore è White Star kids, che, evidentemente, sta investendo molto in questa tipologia di libri. Le caratteristiche di questo lavoro sono quelle tipiche di un libro di divulgazione sugli animali, anche se già nella scelta degli ambienti descritti si colgono spunti originali: si tratta di un virtuale giro del mondo che si concentra su alcuni ambienti particolari, anche poco noti per il pubblico di giovani lettrici e lettori, intorno ai sei, sette anni. 
 

Si parla, per esempio, del deserto californiano, o del deserto del Gobi, indicando le specifiche caratteristiche di quell'ecosistema. D'altro canto la descrizione delle diverse specie è piuttosto sommaria e qualche definizione lascia un po' a desiderare. E il gioco dov'è? Il gioco consiste nel trovare nelle diverse tavole gli esemplari delle specie indicate in fondo o al lato della pagina. Il nostro lettore attento non avrà difficoltà, se non in poche occasioni, a trovare quanto richiesto. Se, come dicevo prima, il testo scritto è veramente succinto, alla fine del volume si approfondiscono alcuni argomenti. Si tratta dunque di un esperimento equilibrato, che unisce argomenti esplicativi e gioco, curato nell'impaginazione e nella distribuzione delle parti scritte; bambine e bambini ne possono fare l'uso che vogliono, prediligendo uno o l'altro aspetto.

L'altro libro, L'animale perfetto, di Raquel Diaz Reguera,  pubblicato da Nube Ocho, editore spagnolo da poco sbarcato in Italia, appartiene alla tipologia dell'albo illustrato. Racconta la storia di una bimba che per trovare il travestimento perfetto, esamina le caratteristiche di diversi animali; in ogni doppia pagina c'è dunque una breve descrizione e una piccola scheda. Se questo aspetto ne può fare un semplicissimo libro di divulgazione sugli animali, adatto anche a bambine e bambini dai quattro anni in poi, l'impianto è a tutti gli effetti quello di un albo illustrato: quello che più importa è l'immagine, con i buffi travestimenti della protagonista e il suo tentativo di trovare il mascheramento perfetto. D'altra parte le informazioni in quanto tali sono sommarie e non tentano nemmeno di soddisfare la curiosità del lettore o lettrice; non credo sia nemmeno questo lo scopo, quanto costruire un bel divertimento, che gira intorno alla grande curiosità che i bambini nutrono nei confronti del mondo animale e al gusto del travestimento.


In realtà la carrellata degli esperimenti, che fanno incontrare tipologie diversi di libri per bambini, non finisce qui; direi anzi che il momento è molto fertile per esplorare questi interessanti territori di confine, in cui possono nascere idee e suggestioni nuove; mi sembra cresciuta l'attenzione all'aspetto formale, così come mi sembra che i progetti all'origine di queste edizioni siano originali e portati avanti con serietà.
Per la gioia dei giovani lettori e lettrici.

Eleonora

“Una Fantastica Avventura. Trova e conta i più bizzarri e straordinari animali della Terra”, B. Kearney, White Star Kids 2017
“L'animale perfetto”, R. Diaz Reguera, Nube Ocho 2017


venerdì 16 giugno 2017

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


SE GUARDARE E' UN GIOCO

I libri gioco, i cerca-trova o aguzza la vista o i libri labirinto sono visti essenzialmente come passatempo, divertimento puro che non richiede particolare cura editoriale o ricercatezza estetica; ci sono però valide eccezioni, come lo strepitoso Immagina, di Messenger, o i libri di Barroux, che uniscono le caratteristiche di un albo illustrato alla struttura classica del cerca-trova.


Oggi propongo una carrellata di testi usciti quasi contemporaneamente, a dimostrazione di un rinnovato interesse per una categoria di libri troppo a lungo trascurata.
Le fasce d'età interessate sono diverse e questo appare evidente anche per il diverso livello di difficoltà.


Cominciando, quindi, dai più piccoli, ecco Nascondino, di Silvia Borando per Minibombo: abbiamo qui una successione di doppie pagine, coloratissime e vivaci, in cui si dispiega una discreta quantità di oggetti tutti uguali, pagina per pagina. In mezzo a questi, si nasconde un intruso, collegato coerentemente alla forma o al contesto della tavola. Ad esempio fra le foglie autunnali si nasconde un riccio, fra le forbici una libellula, fra i dadi una coccinella. L'individuazione del nostro oggetto clandestino non è facilissima, richiede attenzione e pazienza, doti importanti per i bimbi e le bimbe che crescono. Dunque non è solo un passatempo, per giovanissimi lettori a partire dai quattro anni; è anche una buona palestra per imparare a guardare.


Sempre per lettori al di sotto dei sei anni, Guarda, cerca... trova! Un libro titanico per contare centinaia di animali, di Agnese Baruzzi, pubblicato da White Star kids: di formato grande, procede per doppie pagine dove si affollano animali simili fra loro, mentre a fianco ci sono delle caselle in cui inserire il numero di individui dei diversi soggetti. Si susseguono pagine fitte o meno fitte, di animali diversissimi, dagli insetti agli uccelli, dagli animali della savana ai pesci. I diversi soggetti sono disposti staticamente nello spazio della tavola e spesso guardano direttamente il lettore, che si sente in qualche modo tirato dentro l'immagine. 


 Agnese Baruzzi, illustratrice poliedrica, qui fornisce una delle sue prove migliori, unendo precisione al senso dell'umorismo.


Si rivolge a lettori decisamente più grandi, dai sette anni, Un'avventura a forma di labirinto, dell'autrice polacca Aleksandra Artymowska, pubblicato da Terre di Mezzo: qui abbiamo una vera e propria traccia narrativa, c'è un bambino che vuole ricongiungersi con i suoi amici, che lo aspettano sotto un albero. Per raggiungerli, però, deve attraversare una serie di labirinti, ambientati nel sottosuolo, sulle cime degli alberi, in mezzo al mare. Le tavole sono molto belle, disegnate nel dettaglio e colorate con una tavolozza di delicate, fredde sfumature pastello. Questa quasi monocromia rende più difficile il lavoro del giovane avventuroso lettore, o lettrice, che deve individuare di volta in volta il giusto percorso. Anche qui le doti necessarie sono l'attenzione, il metodo, la pazienza, doti spesso carenti nei bambini, abituati al 'consumo' veloce dell'esperienza ludica.


I libri scelti questa volta sono tutti esteticamente rilevanti, curati nella veste grafica, pensati per essere apprezzati dalle bambine e dai bambini delle diverse fasce d'età. E' un vero peccato che spesso queste produzioni siano sottovalutate, come se fosse indifferente giocare con un bel libro o con un libro squisitamente commerciale. D'altra parte, esisteva una produzione interessante, lontana diversi decenni, incentrata per esempio sui libri game, di cui esistono ora solo pochissimi titoli.
Mi auguro di aver acceso un piccolo riflettore su un settore dell'editoria per ragazzi finora poco indagato.

Eleonora

Nascondino”, S. Borando, Minibombo 2017
Guarda, cerca...trova! Un libro titanico per contare centinaia di animali”, A. Baruzzi, White Star kids 2017
Un'avventura a forma di labirinto”, A. Artymowska, Terre di mezzo 2017




lunedì 12 giugno 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


INFOGRAFICA SPAZIALE


La spiegazione del cosmo, anche dal punto di vista grafico, è resa più difficile dalle dimensioni dell'oggetto e dalle affermazioni tutt'altro che intuitive che devono essere spiegate anche dalle immagini. Quello che i bambini e le bambine vedono è molto diverso da quello che viene loro raccontato: loro vedono muoversi il sole e noi affermiamo che sia la Terra a muoversi. Per questo motivo, credo, l'infografica si presta in modo particolare alla rappresentazione del cosmo: infatti sostituisce una visione intuitiva ad un'altra, permettendo di riprodurre in scala dimensioni e distanze ben poco rappresentabili nel mondo infantile.
C'è un libro uscito da poco per i tipi della White Star kids, Missione spazio. I misteri dell'universo spiegati in un colpo d'occhio, che corrisponde perfettamente a questo tipo di approccio. L'autrice, Giulia De Amicis, è una 'information designer' italiana, trasferita a Brighton; ed è veramente brava nello svolgere il compito fondamentale che le viene richiesto, rappresentare visivamente un'informazione complessa, rendendola immediatamente comprensibile.


Cosa racconta questo libro? E' la descrizione dell'universo, alla luce delle nostre attuali conoscenze, partendo dal sistema solare per arrivare alla Via lattea, la nostra galassia, e poi ai confini del cosmo. Ogni passaggio, la descrizione dei pianeti e delle loro lune, la struttura del sole, le esplorazioni spaziali, richiedono ovviamente degli approfondimenti che sono contenuti in testi brevi, molto chiari.
Se la descrizione dei pianeti del sistema solare sono più vicini alle conoscenze dei bambini, quanto più ci si allontana, concretamente e concettualmente, tanto più si fanno difficili i concetti, le dimensioni, la natura degli oggetti celesti. Di sicuro ci si sente piccoli, formichine sperdute su un piccolo pianeta di un piccolo sistema solare appoggiato su un ramo di una piccola galassia persa nell'immensità del cosmo. Percepire questa piccolezza non è un male, così come ragionare su una scala temporale non umana. Aiuta, se non altro, a relativizzare quello che ci sembra grande e assoluto. Ma forse non è questo che colpisce maggiormente la fantasia dei giovani lettori e lettrici; magari possono essere affascinati dal 'rumore' e dall'odore dello spazio, dalle missioni di esplorazione, dall'idea che forse un giorno vivremo anche altrove o incontreremo finalmente quegli 'alieni' che popolano la narrativa di fantascienza.
Nonostante la sinteticità del testo e l'intuitività delle immagini, questo è un libro per scienziati e scienziate in erba che abbiano almeno dieci anni, per la complessità dei concetti contenuti e per il livello di astrazione.


C'è, purtroppo, un errore, nelle prime pagine, non so se di traduzione o contenuto nel testo originale, che non impedisce di apprezzare l'elevata qualità di questa produzione. Semmai sottolinea come, recentemente, si risparmi troppo, forse, sul lavoro di revisione.

Eleonora

“Missione Spazio. I misteri dell'Universo spiegati in un colpo d'occhio!”, G. De Amicis, White Star kids 2017


mercoledì 22 febbraio 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


DENTI AGUZZI E PINNE



L'uscita di un bel libro dedicato agli squali, Matti per gli squali, mi consente di mostrare i diversi approcci stilistici ai testi di divulgazione, come ho più volte cercato di sottolineare.
Il testo in questione, del bravo Owen Davey, è pubblicato in Italia da White Star kids ed è un bell'esempio, ovviamente non l'unico, di attenzione al testo, con la supervisione scientifica di Helen Scales, coniugata a uno stile illustrativo raffinato. Non si ricorre alla fotografia per rendere conto della realtà naturale, e questa è una tendenza forte di questi ultimi anni, ma l'immagine svolge un ruolo fondamentale, esplicativo.



Lo squalo è un animale dalla storia antichissima e come tutti i grandi predatori, affascina e spaventa nello stesso tempo; e dunque il testo di Davey ne racconta la storia, descrive le diverse caratteristiche di pesci dalle dimensioni più varie e dalle diverse abitudini alimentari; l'approccio è scientifico, di rara chiarezza didattica nello spiegare anche argomenti complicati. 



Un esempio è la riproduzione: alcuni squali sono vivipari, cioè partoriscono piccoli squali, altre sono ovipari, cioè depongono uova nel cosiddetto borsellino della sirena, altri coniugano le due strategie riproduttive. Testo e immagine ci spiegano tutto questo con semplicità: il testo d'altra parte in sé è ridotto e un grande ruolo lo giocano le didascalie delle immagini. L'insieme delle informazioni riesce sicuramente a meravigliare il giovane lettore e la giovane lettrice, che non possono che incuriosirsi di tante particolarità, di tante spettacolari differenze del mondo marino.



La spettacolarità è la chiave anche di Squali. I più feroci predatori del mare. Scritto dal biologo marino Ben Hubbard, è pubblicato in Italia da Ideeali. Come racconta la copertina, e non potrebbe farlo più chiaramente, l'approccio, pur corretto nei reali contenuti, è sensazionalistico, punta sull'impatto visivo immediato, dato dalle foto che accompagnano il testo. L'obbiettivo è catturare quell'interesse, spesso esplicitato dai più giovani, verso i grandi predatori. Come dicevo, il testo è in sé corretto, ma l'insieme di fotografie, impaginazione e didascalie fanno pensare all'impianto di una rivista, in cui tutto sommato è importante soprattutto avere un'idea d'insieme.
Entrambi questi libri sono frutto della rigogliosa editoria britannica, che in campo divulgativo riesce ad offrire prodotti diversissimi. Sono entrambi recenti, ma sembrano appartenere a due mondi diversi e in un certo senso rispondono a domande diverse, comunque le si voglia giudicare. Da una parte libri più accurati, concepiti con grande attenzione al rapporto fra testi e immagini, consentono di affrontare anche argomenti complessi. Dall'altra libri che puntano all'impatto emotivo, all'immagine d'effetto, pur senza perdere rigore scientifico.

Quello che mi sembra al momento carente è l'utilizzo, nella divulgazione per ragazzi, di fotografie d'autore.


Basta pensare alla straordinaria bellezza dei reportage fotografici del National Geographic, per capire che esiste un grande repertorio che sarebbe bello mettere più frequentemente a disposizione di bambini e bambine. Acquisizione di informazioni, sviluppo delle curiosità ed educazione al bello non sono certo in contraddizione e abbiamo molti esempi, anche nelle pubblicazioni recenti, a conferma di questa tesi.
Se il testo di Hubbard piacerà soprattutto ai giovani scapestrati amanti delle avventure estreme, quello di di Davey mi sembra parli ad un pubblico più vasto di giovani scienziate e scienziati o semplici curiosi.

Eleonora


“Matti per gli squali”, O. Davey, White Star kids 2017
“Squali. Per conoscere i più feroci predatori del mare”, B. Hubbard, Ideeali 2016

mercoledì 28 settembre 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SOLLECITAZIONI VISIVE

Come altre volte, mi concedo una divagazione in una categoria di libri che, nell'ambito del no fiction, non ha particolari scopi educativi: i libri gioco.
Norman Messenger lo conosciamo bene, il precedente Immagina..., è libro pieno di sorprese fatto apposta per coinvolgere il lettore in una serie di giochi visivi strabilianti. Con lo stesso editore, White Star kids, esce ora Alfabeto d'autore, novità fresca di stampa e dedicata, come dice il titolo, a una raffinata esposizione delle lettere dell'alfabeto. Eliminati i giochi cartotecnici, resta l'illustrazione a dover spiazzare e sorprendere i lettori più o meno giovani: le lettere si susseguono ordinate, costruendo nello stesso tempo una raffinata galleria di soggetti stravaganti, piegati all'esigenza di dar vita alle lettere. 


Ecco bruchi armoniosi, gatti grandi e piccoli, grifoni e levrieri, ma senza trascurare i lacci da scarpa. Il vero scopo non è certo quello di proporre un abbecedario, quanto rappresentare un oggetto tanto comune in modo originale, così come facciamo dando un senso alla forma delle nuvole. Come sempre Messenger è un abile giocatore, che mira a nascondere quello che vuole mostrare. Se ci si diverte e ci si incanta a sfogliare le pagine di questo libro, il miglior omaggio al suo autore è raccoglierne l'invito a trasformare quello che vediamo, per svelarne le forme nascoste.


Ma se si preferisce interagire più direttamente con il libro, ecco un'altra proposta, basata su una grafica accurata: Labirinti, di Théo Guignard, riprende una tipologia di libro-gioco assai frequentata, quella appunto dei labirinti e lo trasforma in un divertente esercizio grafico, che modifica anche sul piano stilistico gli scenari in cui si ambientano i percorsi. 


In un labirinto bisogna essere abili a trovare la strada per uscirne vivi: possiamo trovarci nella giungla, o in un futuro robotico, su una spiaggia assolata o in una grande superstrada; in ogni caso l'occhio è catturato da queste grandi tavole colorate e dettagliatissime. Ci sono, ovviamente, labirinti più facili o dei veri rompicapo, in ogni caso ci si diverte un mondo a cercare la via di fuga dal diabolico labirinto. L'autore si sbizzarrisce a creare effetti ottici, a mescolare pixel con delicati paesaggi urbani. Per fortuna, in fondo al volume sono debitamente riportate le soluzioni dei giochi.


Se il libro di Messenger è praticamente senza età di riferimento, anche se ha una grafica che piace soprattutto ai più grandi, per il libro di Guignard la lettrice e il lettore ideali hanno almeno otto, nove anni, fermo restando l'interesse di un pubblico ben più esteso.


Entrambi i libri rappresentano validi esempi di come libri assolutamente tradizionali possano essere trasformati e rielaborati con una grande attenzione all'aspetto grafico e alla qualità dell'illustrazione. Per il divertimento di grandi e piccoli.

Eleonora

“Alfabero d'Autore”, N. Messenger, White Star kids 20016
“Labirinti”, T. Guignard, Gallucci 2016