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domenica 31 dicembre 2017

ECCEZION FATTA!

I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
E PER FARE FESTA
 
Il meglio di... un anno di libri, un anno di ragionamenti,   un anno di recensioni su Lettura candita Per ogni libro, il nostro perché
(BUM!) 

Gennaio 2017



 perché
"La vicenda è appassionante, lettori e lettrici sono portati a fare il tifo per questo ragazzino così fragile e pauroso, costretto però ad affrontare le sue peggiori paure per salvare il fratellino. Steve è un anti-eroe, è un ragazzino che ancora non ha lasciato l'infanzia, con tutto il suo 'pensiero magico', ma nello stesso tempo sa prendere decisioni, affrontare pericoli, anche suo malgrado. Chi legge resta nel dubbio: i sogni di Steve sono davvero il territorio in cui si incontrano mondi diversi, o sono solo le sue elaborazioni fantastiche di una situazione insostenibile.."





perché 
"Gioca Morpurgo con la doppia identità del suo padre naturale, così come fa anche Felicita Sala, tra la figura e la sua ombra. E questo crea una intrinseca ironia che dal titolo in poi 'sdrammatizza' sulla serietà del tema, ovvero quello di non aver mai conosciuto il proprio padre e, più in generale, di dover fare i conti con il proprio passato.
Nessuno può, o deve, sapere quali siano i fili di verità di questa storia, ma sono sotto gli occhi tutti i punti in cui il racconto tocca vertici di tensione emotiva che lo rendono una storia struggente e, a mio parere, di grande autenticità..."
 
 Febbraio 2017
 
 
perché  
"Quella di Lobo è una storia forte, che mette sotto il naso della giovane lettrice e del giovane lettore la violenza con cui si è caratterizzata la 'civilizzazione' dell'America e giustamente viene sottolineato, soprattutto nelle immagini che accompagnano il testo, come questa violenza e questa prevaricazione si sia rivolta in primo luogo contro i nativi americani.
Non si può non essere dalla parte di Lobo, animale intelligente e leale, contrapposto a un'umanità dedita all'inganno..."
 


Perché 
"Parecchie sono le cose da notare. Prima fra tutte, il silenzio delle parole che raccontano un dialogo affettuoso fatto di piccoli gesti significativi: il venirsi incontro di un piccolo con un grande. Una mano che si tende, una risata all'unisono, un braccio sulla spalle.
Ulteriore particolare che colpisce è lo stile del disegno: grafico, sintetico, che gode ne prendersi alcune libertà, nei tagli, nel moltiplicarsi del motivo della grande goccia o nella visione zenitale del tavolo da lavoro ingombro di tanti strumenti..."



Marzo 2017

 “Perché non fiorisci?”, K. Macurova, Nord-Sud edizioni 2017



perché
"Una storia molto semplice e molto divertente, in cui da subito i bambini e le bambine comprendono l'ingenuità di un personaggio e la furbizia degli altri. Ma in questo quadro, che sta alla base di moltissime storie, non c'è traccia di cattiveria, anzi, alla fine in un certo senso l'orsetto trova quello che stava cercando, anche se il risultato è diverso da quello che si aspettava..."
 
perché  
"La provincia americana, raccontata superbamente da una delle penne più felici e più premiate del panorama statunitense, è lo sfondo di questa storia intrecciata di tre bambine che, a modo loro, cercano di trovare una loro personale e meritata felicità. Lo stile di Kate Di Camillo si riconosce per la sua fluidità, la schiettezza, l'ironia e un'ineguagliata leggerezza e grazia. La sua poetica si riconosce ancora una volta nella sua determinata volontà di affrontare temi spinosi, quali la frequente inadeguatezza e la negligenza del mondo degli adulti..."
 
 Aprile 2017
 
 
 
perché  
"Non poteva che essere concepita così questa storia, con un testo che è un elogio dell'anarchia della vita, della confusione che la presenza di un altro, un diverso da sé, inevitabilmente comporta; le immagini sono l'adeguato contraltare, la vita ordinata, graziosa, un tantino fru fru della protagonista. I suoi cappelli adornati con grazia, i fiori freschi posti nel vaso in salotto, l'arredamento così squisitamente femminile..."
 
perché  
"a grappolo, si snocciolano una serie di esilaranti siparietti tra il coccodrillo e l'uomo vestito di rosso. Il primo riguarda la non remota possibilità che l'uomo sia stato truffato, il secondo si centra sull'ampolla con l'acqua di fiume che diventa la prova regina del fatto che il fiume venduto non è più quello attuale, il terzo è una succinta lezione di fisica dei solidi e anche dei liquidi, il quarto ha il merito di essere un piacevole divertissement linguistico e il quinto assume un vago sentore di sermone ambientalista ed ecologico.
E poi arriva lui, quel 'rugliare' che non ti aspetti e che ti incolla definitivamente al libro e alla storia che contiene: "E poi i coccodrilli rugliarono e diedero un colpo di coda sull'acqua..." Rugliare è il verbo perfetto..."
 
[continua]
 

 

lunedì 3 luglio 2017

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


PROFUMO DI MOFFETTA


Ci sono dei personaggi che provocano, nelle lettrici e nei lettori, una sorta di dipendenza, un legame affettivo che richiede di essere rinfrescato con nuove letture e nuove avventure.
Così vale, nonostante molti abbiano considerato il primo romanzo 'difficile'  , e ancora mi chiedo il perché, per Calpurnia, l'intraprendente ostinata ragazzina impegnata a diventare una valente naturalista. Ritorna ora in un romanzo breve, dedicato a lettrici e lettori più giovani, dal titolo molto evocativo Puzzole che puzzano, con le illustrazioni di Jennifer Meyer. Si tratta, in realtà, di una serie intitolata Il mondo di Calpurnia, che mi auguro l'editore Nord Sud, dello stesso gruppo cui appartiene anche Salani, provveda tempestivamente a tradurre.
Di che si tratta? Come ricorderete, Calpurnia è la giovane protagonista di due romanzi scritti dalla talentuosa scrittrice Jacqueline Kelly; l'azione si svolge vicino alla cittadina texana di Fentress, a cavallo fra Ottocento e Novecento. Lei è l'unica ragazza in un nugolo di fratelli, sei. Ed è proprio con uno di questi, Travis, che Callie condivide, in questa storia, la sua avventura.
Travis, come sanno i lettori dei precedenti romanzi, è il fratellino col cuore tenero, quello che raccoglie animali selvatici, tentando di trasformarli in pacifici animali domestici, con risultati poco apprezzati dai genitori.


Anche in questo caso, è proprio la sensibilità di Travis a dare origine a una montagna di guai. Il ragazzino trova, nella cavità di un albero, un cucciolo di moffetta, grazioso animale col difetto di avere una micidiale arma di difesa: lo spruzzo di una sostanza dal fetido e persistente odore. Travis non ci pensa su due volte, raccoglie il cucciolo e se lo porta a casa; lo sistema in una gabbia per conigli vuota e lo nutre amorosamente. Calpurnia lo scopre ed è costretta dall'amore fraterno ad aiutarlo, anche quando, dalla stessa cavità, spunta un altro cucciolo, molto malmesso. Così Puzzetta la Moffetta e Occhiolino lo Scartino entrano a far parte della famiglia animale che popola questa grande casa di campagna.
Ovviamente non tutto fila liscio: per prima cosa uno dei cani da caccia, il preferito del Babbo, scova la gabbia e scatena un putiferio, col risultato di ritrovarsi malconcio e puzzolente. Ma le disavventure non finiscono qui: Travis ha la pessima idea di portarsi i cuccioli a scuola, con i risultati che si possono immaginare.
Come si capisce da questa breve sintesi della trama, si tratta di una storia dalla struttura semplice, con pochi formidabili personaggi, moffette comprese, e questo ne fa una lettura scorrevole e molto divertente per lettrici e lettori alle prima armi, dagli otto anni in poi. Ma nell'essere appunto una storia semplice, non perde alcuni dei punti di forza dei primi romanzi: primo e il più importante, l'ironia con cui le vicende sono raccontate, la leggerezza che accompagna i momenti più seri e quelli votati alla risata più travolgente; la forza dei personaggi, la loro credibilità e umanità che consente con facilità di rispecchiarsi nelle vicende della giovane naturalista, votata alla scienza, e del più giovane Travis, dal cuore così grande da contenere più o meno tutti gli animali del creato, il Nonno e il resto della famiglia, che si muovono sullo sfondo con pochi risolutivi interventi.


E' insomma una bella lettura, leggera e intelligente, apprezzata sicuramente da chi ama la scienza, gli animali e la bella scrittura, grande antidoto alla banalità delle produzioni seriali.

Eleonora

“Puzzole che puzzano. Il mondo di Calpurnia”, J. Kelly con le illustrazioni di J. Meyer, Nord Sud edizioni 2017

venerdì 3 marzo 2017

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


TONTO E CONTENTO


Ci sono libri che sono di una semplicità essenziale, per la storia che raccontano, per il meccanismo narrativo che crea un'immediata complicità con il lettore. E' questo il caso dell'albo illustrato di Katarina Macurova.

 
Come dichiara immediatamente la copertina, abbiamo due personaggi, simmetricamente disposti nell'immagine, perplessi di fronte a una grande carota. Sembrano tutto sommato dalla stessa parte, ma la storia dimostrerà che c'è fra loro una grande asimmetria intellettuale.
L'orsetto è un bravo giardiniere, che cura con attenzione le sue rose; è perplesso però, di fronte a quel ciuffo verde che non si decide a fiorire. Ma già alla seconda tavola scopriamo che sotto terra sta crescendo una meravigliosa gigantesca carota. E se l'orsetto guarda perplesso il ciuffo, il coniglietto che si è trovato la carota nella tana mette su un paio di baffi da chef francese e studia come imbandire un banchetto, a base di kebab di carota, per i suoi interessati sodali. Nel frattempo, l'orsetto continua a prendersi cura del ciuffo verde che cresce e cresce, ma non fiorisce.


Di sotto, intanto il coniglio chef ha chiamato a raccolta tutti i conigli del circondario e inizia una gran festa: della carota, alla fine, non resta un granché e i conigli satolli se ne vanno a dormire.



Di sopra l'orsetto, tirando il ciuffo verde, si ritrova in mano un mozzicone arancione, una carota smangiucchiata, ma potrebbe essere anche una strana rosa, questione in fondo di punti di vista.


Storia semplice semplice, che si fonda sulla partecipazione complice della piccola lettrice o del piccolo lettore, dai quattro anni in poi: ogni tavola racconta uno spaccato del terreno, con l'orsetto non proprio furbo che sul terreno, di sopra, si prende cura delle sue piante e i furbi coniglietti, nella tana di sotto, che fanno baldoria alle spalle dell'ingenuo orsetto.
Una storia molto semplice e molto divertente, in cui da subito i bambini e le bambine comprendono l'ingenuità di un personaggio e la furbizia degli altri. Ma in questo quadro, che sta alla base di moltissime storie, non c'è traccia di cattiveria, anzi, alla fine in un certo senso l'orsetto trova quello che stava cercando, anche se il risultato è diverso da quello che si aspettava.


Già rodato in libreria, piace ai bambini che amano sorridere delle piccole disavventure di piccoli eroi in una storia leggera e condotta con equilibrio, divertente senza cattiveria con il gusto sottile di immaginare presto come va a finire.

Eleonora

“Perché non fiorisci?”, K. Macurova, Nord-Sud edizioni 2017


mercoledì 16 settembre 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


GUIDA ILLUSTRATA PER CANI


Come può un cane essere felice? In primo luogo deve cercarsi un padrone e poiché sembrano tutti uguali, bisogna cercare con attenzione quello giusto. La seconda cosa, in ordine temporale e di importanza, è cercarsi la cuccia giusta, la più comoda possibile, per quanto possa risultare improbabile.
Poi bisognerà imparare le buone maniere dimostrandosi affettuosi con il proprio amico umano e con gli ospiti; seguono ancora molti buoni consigli per una felice convivenza, nonché trucchi e sotterfugi per ottenere con facilità ciò che si vuole.
Il tutto, si sarà capito, dal punto di vista canino, con il naturale sovvertimento che ne deriva, facendo ben intendere che noi umani, avvolti nella nostra presunzione, siamo spesso abbindolati dai nostri compagni a quattro zampe.


Non è certo il primo libro che racconta il vasto mondo delle relazioni fra cani e bambini dal punto di vista del canide, e per chi ha qualche dimestichezza con questo argomento è di solito un approccio esilarante, che fa leva su quello che noi, bambini compresi, già sappiamo: quanto siamo 'fessi' di fronte ai nostri cani e quanto ci piace esserlo.
Il breve manuale illustrato della Williamson, Vita da cane o, ancor meglio nell'originale inglese, How to be a dog, funziona per la sua semplicità e per l'assenza di eccessive pretese. Non retro pensieri o messaggi nascosti, solo la divertita e affettuosa descrizione di una relazione che ci accompagna dalla notte dei tempi, descritta ad altezza bambino, sottolineando quella straordinaria complicità che corre fra animale e cucciolo d'uomo, che condividono la stessa antipatia per le regole, in qualunque forma si presentino. Certo, qualche compromesso va fatto, ma sempre in attesa di quel momento magico in cui si può sguazzare nel fango, mangiare di nascosto gli avanzi della torta, giocare sotto il tavolo.


Si tratta, quindi, di una divertente lettura per giovanissimi/e cinofili, a partire dai cinque anni, allietata dalle ironiche illustrazioni che esplicitano il gusto del ribaltamento.


La Williamson è una giovane illustratrice passata recentemente dal design di moda all'illustrazione per bambini. Qui il suo sito.


Eleonora

Vita da cane”, J. Williamson, Nord-Sud 2015


martedì 17 febbraio 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


AFFINITÀ (E)LETTIVE

Che differenza c'è tra un libro e un bambino?, Anna Sarfatti, Sara Benecino
Nord-Sud 2015


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Ai libri piace stare accanto ad altri libri, si fanno compagnia e si sostengono a vicenda...anche ai bambini.
I libri hanno un indice...i bambini di solito ne hanno due.
Ai libri piace avere una copertina...anche ai bambini."

A ben vedere i punti di somiglianza tra un bambino e un libro sono parecchi. Affinità elettive? Le differenze, molto meno numerose: i bambini possono fare a scambio di figurine, mentre tra i libri lo scambio di figure è vietato dalla legge. I libri dormono sotto il cuscino, mentre i bambini sopra. I bambini divorano i libri, ma è impossibile che accada il contrario. I libri devono essere rilegati, farlo con i bambini sarebbe reato. I libri conservano foglie tra le pagine, mentre i bambini collezionano sassi nelle tasche. I bambini hanno molte costole, i libri ne hanno una sola ma stanno lo stesso in piedi...



Una trentina di sapidi paragoni tra libri e bambini che giocano soprattutto con la ricchezza naturale della lingua italiana: attraverso i bisensi, ovvero i doppi significati di alcune parole (carattere, indice, orecchie, copertina e collana ne sono esempio), attraverso giochi di parole come il cambio tra lettere, come figli e fogli... o assonanze, passeggini e passaparola. Ma la maggior parte delle relazioni che si stabiliscono tra bambino e libro è fatta di affinità profonde: bambini e libri hanno diritto di andare a scuola, bambini e libri si mettono nelle mani di chi si occupa di loro, libri e bambini hanno molto a che fare con la libertà, entrambi possono essere impegnativi, ai bambini piacciono i libri colorati e viceversa.


Chi ha immaginato questo libro, Anna Sarfatti, dimostra di amare tre cose: i bambini, i libri e la lingua italiana. Per i primi due, resta poco da aggiungere. Ma per il terzo elemento va fatta una precisazione. La sua ottima capacità di giocare con l'italiano l'ha dimostrata in una buona porzione della sua attività letteraria. Una attività che troppo spesso rimane in ombra: la traduzione. Ad Anna Sarfatti, infatti (ecco la rima) si devono, tra le altre, le traduzioni più che brillanti di tutti i libri del Dottor Seuss, da Prosciutto e uova verdi, fino al Lorax. E già solo per questo dovremmo tutti esserle grati, fino alla fine dei giorni.
Qui, come allora, ritrovo l'ironia di cui questo libro è pieno e che viene in luce, appunto, attraverso la manipolazione felice dell'italiano. Ma a parte questa felicità di stile, mi pare necessario sottolineare anche un aspetto più profondo che tocca, con la consueta leggerezza della Sarfatti, temi più pregnanti: il diritto di bambini e libri di avere un nome, una casa e un indirizzo, il diritto di andare a scuola, di essere trattati con cura e di essere presi o letti per il giusto verso.


Tanto mi sembra bello e intelligente il testo, altrettanto non mi sento di dire per le sue illustrazioni. A parte un superficiale ed effimero piacere che si ha nello sfogliare pagine così colorate, non mi pare ci sia altro. Libri con braccia e gambette e stilizzate faccine mi pare siano una soluzione piuttosto povera di inventiva, per dire che anche i libri sono in qualche modo creature viventi, al pari dei bambini e delle bambine con cui condividono la superficie del foglio. Un immaginario così tanto povero che una stessa tavola ha bisogno di essere ripetuta due volte...
Sempre pedissequi rispetto al testo, i disegni mi sembrano davvero la debolezza del libro. Peccato.


Figure a parte, attraverso una lettura condivisa, questo piccolo libro può diventare un buon trampolino di riflessione con i piccoli lettori su libri e -volendo esagerare- sulla lettura.
E guarda il caso, la frase che chiude il libro, Libri e bambini, sempre vicini!, è il nostro obiettivo di sempre. Chissà che qualcuno se ne sia accorto...


Carla

martedì 9 dicembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


ANCORA RISTAMPE


Dovremmo, forse, ringraziare i produttori cinematografici che lanciano sul mercato film ispirati a libri per ragazzi, testi che in questo modo rinascono a nuova vita, lasciando gli archivi polverosi e uscendo con nuove edizioni con fascetta d'ordinanza.
Capita anche per l'autore di lingua tedesca Preussler, già tradotto nei decenni passati e con qualche titolo ancora in catalogo sia nella Salani che in Nord Sud.
Ristampa di quest'anno de Il piccolo fantasma, pubblicato per la prima volta nel 1966 e tradotto nel lontano 1991. L'edizione attuale, che rispetta, per fortuna, la precedente è legata all'uscita del film tratto da questo divertente libretto, dedicato ai lettori dai sette otto anni. Ma la ristampa si è anche portata dietro quella di un altro volume di un certo successo, Il mulino dei dodici corvi, dedicato a ragazzini e ragazzine decisamente più grandi.


La storia è semplice: un fantasmino che occupa da secoli il castello di Roccacivetta, esce ogni notte con un mazzo di chiavi che gli fa aprire tutte le porte. A svegliarlo è l'orologio del municipio di Montecivetta: alla mezzanotte il fantasmino, bianco come la neve, si diverte a girare per le stanze e a conversare con Gufo Ciufo.
Certo vorrebbe vedere con'è il mondo di giorno, ma inesorabilmante all'alba si addormenta; a realizzare il suo desiderio e a provocare una serie di imprevedibili conseguenze ci pensano du addetti alla manutenzione dell'orologio, che ne spostano le lancette di 12 ore, invertendo mezzogiorno e mezzanotte. Per alcuni giorni il piccolo ectoplasma si sveglia dunque di giorno, diventando viola per il contatto con la luce del sole e provocando un gran subbuglio nella comunità. Particolarmente improvvide le sue apparizioni durante il corteo storico che rievoca la cacciata del famoso generale
svedese Torstenson.


Inutile dire che tutto tornerà a posto, a partire dall'orologio galeotto, e anche il fantasmino tornerà a mostrarsi, come si conviene, solo la notte.
Storia piccina, tutta centrata sulle malefatte del fantasma bambino, ansioso di scoprire il mondo e piuttosto imprudente; grande il gusto dello scherzo, della situazione grottesca, delle piccole malefatte del tutto prive di malizia.
Bene ha fatto l'editore a riproporre l'edizione tradizionale, con le illustrazioni di Tripp. E' una storia dalla trama molto semplice, così come lo sono i sentimenti e le emozioni senza zone d'ombra. Ma è in questo il suo punto di forza, proponendo una lettura appena più complessa delle primissime affrontate dai bambini, dalla comprensione immediata.
Immagino che chi passerà dalla facilità della fruizione cinematografica alla lettura del libro, qualche difficoltà la incontrerà. Servisse a far capire che cos'è un libro, sarebbe già un buon risultato.

Eleonora

Il piccolo fantasma”, O. Preussler, Nord-Sud edizioni 2014.



venerdì 14 novembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


DORMIRE IN UN BOSCO
 
La casa nel bosco, Yoko Maruyama
Nord-Sud Edizioni 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

"In mezzo a un grande bosco c'era una piccola casa. Un giorno scese dalle montagne un orso...stomp, stomp, stomp e arrivò alla casetta.
Una bambina uscì dalla porta e disse: 'Shhh! Silenzio!'
Poco dopo dal fondo del bosco spuntò qualcun altro...hop hop hop."

Anche al cerbiatto fu chiesto di fare silenzio. Lo stesso capitò alla volpe che frusciava fra l'erba e anche al picchio che becchettava la corteccia di un albero. E in ultimo persino al piccolo scoiattolo che sfrecciava tra i mughetti si chiese il silenzio. Tutti insieme, i quattro animali, seguirono quella bimbetta dal vestito scarlatto per vedere quale era il motivo della sua ripetuta richiesta di quiete. Ed eccoli lì, tutti affacciati ai bordi di una cestina di vimini a guardarne il contenuto, con i musi inteneriti....E noi con loro. Noi, che ben sappiamo quanto sia prezioso il sonno di un neonato. Sopra ogni cosa va tutelato.


Una bambina vestita di rosso con un dito sulle labbra, a chiedere il silenzio di chi le sta di fronte: noi. Si affaccia per tre quarti dietro un pesante portone di legno, che nasconde qualcosa: ecco a voi una copertina ben riuscita che cattura la curiosità del lettore, all'istante. Siamo già lì tutti alla porta a cercare di sbirciare al di là.
Apriamo quindi il libro, la nostra porta virtuale. E la storia comincia. Costruita su un'iterazione, come le migliori fiabe per i più piccoli, la storia è fatta di nulla eppure è perfetta. Cadenza, equilibrio, sapienza prospettica, rigore contribuiscono a farne un buon libro.


Quattro animali che arrivano dal fondo, un fondo verde continuo, misterioso e lussureggiante. Ad ogni nuovo arrivo l'animale si rivela più piccolo rispetto al precedente (anche questa sequenza attinge dalla tradizione fiabesca classica) e ogni volta si preannuncia con un suono diverso, dando il tempo al piccolo lettore, prima di girare pagina, di prevedere di che animale si tratti. I pesanti passi dell'orso fanno stomp, i saltelli del cerbiatto fanno hop, la volpe fa frrr e il picchio fa pic (no, purtroppo fa pik).


Le onomatopee sonore, e gli animali bellissimi che riempiono la pagina e creano un ritmo cadenzato intorno al grande mistero che si svela solo all'ultimo, affondano le radici in uno dei più classici picture book: a Caccia dell'orso, di cui riprende non solo ritmo e tipo di segno, ma anche il gioco dei suoni, sebbene nel libro di Michael Rosen ed Helen Oxembury, Chiara Carminati abbia saputo tradurli, a mio avviso, in chiave più felicemente musicale. E a proposito dei suoni, penso anche ad altri antecedenti illustri, quali Torniamo a casa, piccolo orso? di Martin Waddel e Chi me l'ha fatta in testa? di Wolf Erlbruch, dove rispettivamente Luigi Spagnol e Donatella Ziliotto furono, anch'essi, traduttori felici.
Sconcertante è la vicinanza di segno tra Yoko Maruyama e Freya Blackwood. Dipenderà dalla loro appartenenza al medesimo emisfero?

Carla


Noterella al margine: andando a spigolare per sapere qualcosa in più su questa illustratrice giapponese mi sono imbattuta nel sito Nord-Sud e, vincendo la repulsione verso ciò che compare in home page, ho scoperto che questo libro non risulta in catalogo. Troppo ben fatto per metterlo accanto ai puffi e ai barbapapà?

mercoledì 20 agosto 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LEGGERE È COSA BUONA E GIUSTA
 
Un libro per Orso, Bonny Becker, Kady MacDonald Denton
Nord-Sud Edizioni 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Orso non era mai stato in biblioteca. In casa aveva già sette libri: tre parlavano di re e di regine, tre parlavano delle api e uno era sui cetrioli. Orso era certo di avere tutti i libri di cui aveva bisogno."


Ma un giorno sentì bussare alla sua porta (circostanza che lo irritava sempre molto). Era il topolino, quello conosciuto quattro libri fa, come sempre piccolo, grigio e con gli occhi sfavillanti. In progetto c'è una visita alla biblioteca ma Orso, lunatico come sempre, fa il ritroso. Ma una promessa è una promessa.


Per Orso tutti quei libri sono davvero troppi ma il topolino si impegna a trovare un libro interessante per lui: un libro che parli di cetrioli. Ma quell'orso ha davvero un caratteraccio e tutto si complica. Così accade che con uno dei suoi proverbiali urlacci dia fastidio al gruppetto di piccoli lettori che stanno ascoltando la bibliotecaria che legge loro una storia: sta disturbando il momento del racconto.
I libri muti sugli scaffali non interessano Orso, ma una voce gentile che legge una bella storia su un orso, un tesoro di cetrioli d'oro e diamanti è tutt'altra cosa...


Dal finale si deduce quanto segue:
1) che la lettura ad alta voce è un meraviglioso modo per trascorrere tempo assieme
2) che ognuno ha bisogno di un libro adatto a sé
3) che le brave bibliotecarie di solito la sanno lunga
È uscita la quinta storia di Orso con il fedele topolino. Li abbiamo conosciuti in occasione del loro incontro, Un topolino per amico (Nord-Sud, 2009), il più bello dei cinque titoli in catalogo. E in quel contesto abbiamo capito che tipi sono: un orso bisbetico e un topolino un po' invadente. Li abbiamo visti passare una notte insieme, come cari amici in Buona notte, Orso! (Nord-Sud, 2010) e abbiamo scoperto che Orso, oltre al caratteraccio, è anche fifone. A distanza di un anno, abbiamo festeggiato con loro il compleanno con Buon compleanno, Orso! (Nord-Sud, 2012) e quindi li abbiamo visti con un problema di salute in Che raffreddore, Orso! (Nord-Sud, 2012) e ora li vediamo, per la prima volta, in azione fuori dalle quattro mura domestiche.
Questo Orso è simpatico ed è facile che i piccoli lettori si siano affezionati a lui e al topo insistente. Di certo amano ritrovare ogni volta nella lettura situazioni e frasi ricorrenti. Tuttavia, nonostante il tema del libro che è funzionale a se stesso, ad ogni nuova uscita della serie di Orso e topolino, le storie perdono un po' della loro freschezza e della potenza.
Il ritmo tra testo e immagini che era perfetto in Un topolino per amico è andato via via diminuendo. Lo stesso direi per la forza dei singoli racconti. In quest'ultimo, in particolare, mi pare che tutto sia troppo subordinato alla finalità del libro: leggere è cosa buona e giusta. Si mantiene, invece, sempre molto alta la qualità dell'illustrazione, bistrattata dal testo che scambia un procione per un panda!


È contro i nostri principi recensire libri che non ci hanno convinto del tutto, tuttavia qui facciamo una eccezione per onorare il glorioso passato di questa serie di albi illustrati che abbiamo amato.

Carla


Noterella al margine: per chi volesse assaporare l'atmosfera da biblioteca pubblica americana, qui già molto ben descritta, consigliamo la lettura di un altro bellissimo albo illustrato sul tema, decisamente meno didascalico di questo: Un leone in biblioteca di Michelle Knudsen e Kevin Hawkes (Nord-Sud, 2007)