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lunedì 1 maggio 2023

AUTARCHIA

Ogni volta che arriva porta con sé un certo numero di pacchi cilindrici di biscotti allo zenzero prodotti industrialmente per la catena del suo supermercato prediletto. Costano meno di mezza sterlina e sono buonissimi. Il fatto è che lei non viene spesso, o almeno non tanto spesso, quanto la nostra voglia di vederla e di mangiare i biscotti ci consentirebbe senza soffrirne. Ora, rifare lei con la frolla come nel Reuccio fatto a mano, non è cosa, ma per i biscotti ci siamo organizzati. Va da sé che la ricetta è UK e che lei li produce per i group meeting e che ci è diventata anche famosetta...


Ingredienti per mezza dose

100 gr di farina 00
40 gr di zucchero moscovado, ossia integrale (quello con i granelli che si muovono sempre un po')
50 gr di burro
2 cucchiai di golden syrup
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale 
1 cucchiaino almeno di zenzero in polvere

Accendete il forno a 180°
Mettete tutti gli ingredienti secchi in una ciotola e mischiate.
Fate scaldare il burro e il golden syrup sul fuoco basso, quando è liquido aggiungetelo alle polveri.
Mischiate quindi con le mani fate palline da 15 gr l'una e disponetele su un foglio di carta forno sulla teglia un po' a distanza.
Infornate e fate cuocere per 10 o 11 minuti.
Sfornate e sui biscotti ancora caldi fate una leggera pressione con il fondo di un bicchiere, in modo da appiattirli leggermente.
Fate freddare.



La nostalgia resta, ma almeno si mitiga un primo maggio piovoso.

Carla



domenica 26 aprile 2020


BISCOTTI E CANI DA COMPAGNIA

Niente di complicato, un frollino di provenienza francese.
La galette di Nantes, con ricetta sbagliata, ma corretta dall'esperienza, presa da un piccolo quanto prezioso e impreciso libretto di soli biscotti.
Ha aiutato me e la PP a tenerci occupate, in compagnia, nelle serate di noia, farli e poi mangiarli...




Ingredienti
50 gr di burro
75 gr di zucchero
1/4 di cucchiaino di sale
125 di farina
2 rossi d'uovo
25 gr di mandorle tritate finissime

Accendete il forno a 170°.
In una ciotola mettete il burro morbido e tagliato a tocchetti e lavoratelo con lo zucchero fino a ottenere una crema spalmabile, aggiungete il rosso d'uovo e quindi la farina un po' alla volta e otterrete un composto simile alla frolla.


Prendete un foglio di carta da forno, infilzateci due stecchi da spiedo come regoli per ottenere un'altezza uniforme dei biscotti e, poco per volta, stendete l'impasto con un matterello infarinato (o con un altro foglio di carta da forno). Con un coppa pasta o una tazzina, o un bicchiere, tagliate dei tondi che metterete a distanza sulla leccarda del forno, foderata. A questo punto con i rebbi della forchetta fate delle piccole incisioni sui biscotti, pennellateli con del rosso d'uovo e mettete sopra un po' di granella sottile di mandorle.
Infornate per una decina di minuti, finché non imbiondano.
Fateli freddare quel tanto che vi permetta di sentirne il sapore.

Carla


Noterella al margine. 
La PP è una brava cana, di intelligenza media, (quasi) perfetta (presque parfait, così la definì un bambino in Provenza, accarezzandola, e da qui il suo nome di casa: PP) prudente, pigra, prevedibile e un tantino puzzolente (le P sono parecchie). 
Alcuni suoi gesti, sebbene matematicamente ricorrenti, però, continuano a riempirmi di stupore ogni volta che li vedo. Uno su tutti: la zampa che tiene fermo un qualsiasi cartoccio per terra che vada leccato con cura.




domenica 15 marzo 2020


IL BISCOTTO ZERO

Questa storia nasce a Cipro, in un tempo disteso. E precisamente in un supermercato di Nicosia davanti allo scaffale dei biscotti.
La marca, lo dico per i cultori, è Mr. Grand.
La prima scatola è stata comprata e mangiata direttamente sul posto, la seconda è stata importata in Italia. Ed essendo un pezzo unico, è stato ricoverato, per un tempo che è parso a tutti interminabile, nel cassetto delle riserve alimentari.
Poi una sera più buia delle altre la scatola è stata aperta. 


Con la consapevolezza che ogni morso avrebbe contribuito a estinguerne il sapore e dopo un pochino anche il ricordo, è stato elaborato un piano d'attacco per sanarne la futura mancanza, del tutto prevedibile da lì a poco.
I biscotti andavano riprodotti in laboratorio.
Il piano era restareacasa con l'intento di scongiurarne la scomparsa definitiva. 
All'esame dettagliato dei pochi elementi in possesso, ovvero la scatola, si è stabilita l'impossibilità dell'acquisto in rete.
Introvabili, come molti altri oggetti, al momento. 
Quindi si è passati alla fase due, ovvero l'analisi della voce συστατικά (ingredienti) sulla scatola: un blocco di 20 righe tutto scritto a corpo 1 e rigorosamente in greco. Manco fosse cinese...Impossibile isolarli, neanche al microscopio.
Cambio di strategia.
Le misure di contrasto si sono indirizzate altrove, ovvero alla fonte di ogni sapere: la rete. Dopo un'accurata ricerca su fronti linguistici anche differenti di ricette di biscotti, cookies, biscuits, galletas, Kekse che contenessero almeno due degli ingredienti principali - avena e miele - perché immortalati artisticamente sulla confezione di cui sopra, i risultati non sono stati soddisfacenti quanto si sarebbe auspicato. 
Era un biscotto unico, apparentemente.
Cambio di strategia.
Considerata la fortunata e recente realizzazione dei biscotti TATE's provenienti dagli USA e riprodotti anch'essi su ricetta originale del libro TATE's, e considerata la loro straordinaria bontà, e considerata la loro somiglianza con i biscotti ciprioti si è pensato di procedere in modo del tutto empirico, ovvero sostituendo alcuni ingredienti dei TATE's originali con il miele e l'avena di quelli ciprioti. 
L'infaticabile lavoro di calibrare le singole componenti ha comportato ben 4 diversi protocolli, durante i quali si alzavano o abbassavano, anche in modo impercettibile (si è reso necessario l'acquisto di una bilancia di precisione da laboratorio), le percentuali degli ingredienti.


In tutte queste 4 successive procedure si avevano a disposizione solo 2 esemplari di biscotti ciprioti - tenuti rigorosamente al riparo, in una sorta di quarantena - che costituivano il biscotto zero, da cui tutto era partito.
In conclusione, ma si può parlare davvero di fine?, si è arrivati a un risultato che può considerarsi la versione più vicina al biscotto zero.
O almeno così a me piace pensarla: il biscotto uno.


Questo è dunque un biscotto inventato, nato in un tempo lento, solitario e piuttosto silenzioso. Un biscotto che è fatto di quattro ingredienti principali, avena, miele, determinazione e speranza. Per questo si chiama (sono la madre, decido io): il celafaremo.

Ingredienti:
90 gr di farina d'avena
30 gr. di farina 00
100 gr. di burro freddo
60 gr. di zucchero di canna
75 gr. di zucchero
1 uovo
50 gr. di fiocchi d'avena tritati
40 gr. di miele
6 gr. di sale
7 gr. di lievito

Accendete il forno a 160°.
Mettete in una terrina le due farine, il sale e il lievito e mescolate con cura. Montate nel frullatore il burro a tocchetti con i due tipi di zucchero finché non otterrete una crema, aggiungete l'uovo sbattuto e mettete il composto con le farine quindi aggiungete il miele e i fiocchi d'avena che avrete preventivamente frullato e ridotto in polvere grossolana.
Il composto che otterrete è molto morbido e non manovrabile con le mani. Quindi usate due cucchiaini per fare delle palline, mucchietti informi, di impasto che disporrete a distanza di almeno 4 dita le une dalle altre sul foglio di carta forno, steso sulla leccarda.
Infornate e fate cuocere per circa 16/18 minuti (i mucchietti si saranno abbassati tanto da prendere la forma di cookies sottili) finché non raggiungono un bel color biscotto.
Sfornate i celafaremo e muoveteli solo da freddi; sono molto delicati da caldi e molto croccanti da freddi.
Celafarete.

carla

domenica 9 febbraio 2020


QUANDO IL CASO E' DISPERATO....

(con aria di convegno)

Li vendono in ogni negozietto delle città dell'East Coast: sono confezionati dentro pacchetti rettangolari e riconoscibili per la loro inconfondibile carta verde (o bianca se gluten free). 
Sono rotondi, sottili, friabili. Danno assuefazione.


Nascono a Southampton, ma noi ci siamo conosciuti un po' più a nord:
a Boston e a Providence avevo imparato a vederli a grande distanza, li avevo comprati in tutte le loro varianti e me ne ero portata in Italia una considerevole scorta, pensando però che li avrei potuti comprare serenamente in rete, una volta finita la riserva. 
Ma no: carissimi, inavvicinabili. 
Il caso si fa disperato. 
Lentamente dimentico, ma inaspettatamente a Cipro riemergono nella mia memoria. Spippolo un po', ma i costi non sono cambiati. Però, però, però...Il caso vuole che, girando intorno al nome Tate's, io scopra la possibile fonte di tutto questo: il libro di ricette Tate's dei biscotti Tate's. 
A Cipro compro il libro dei biscotti di Southampton incontrati a Boston e li preparo a Roma.
Ed ecco il risultato.


Ingredienti
120 gr di farina
7 gr di lievito per dolci
7 gr di sale
115 gr di burro
75 gr di zucchero di canna
75 gr di zucchero bianco
1 uovo
40 gr di zenzero disidratato
oppure
40 gr di gocce di cioccolato
due cucchiaini di acqua


In una ciotola mescolate la farina, il lievito e il sale.
In un'altra montate lo zucchero con il burro fino a ottenere una crema morbida (io uso il frullatore e viene benissimo senza sbattezzarsi), quindi aggiungete l'uovo e montatelo insieme alla crema di burro e zucchero quindi l'acqua e aggiungete la farina e mescolate con cura.
A questo punto mettete lo zenzero sminuzzato piccolo piccolo o le gocce di cioccolato, a scelta. L'impasto che ne risulta è morbido e non maneggiabile con le mani, ma con l'aiuto di due cucchiai mettetene dei mucchietti molto distanziati tra loro sulla carta forno che fodera la leccarda.
Infornate e coucete per 12 minuti nel forno che avrete preriscaldato a 180°. Da mucchietti che erano diventano dischi sottili.
Il gioco è fatto e se chiudo gli occhi mi sembra di aver acchiappato qualcosa di molto simile agli inarrivabili e costosi biscotti americani.


 Carla

domenica 2 luglio 2017


LA SERATA È SALVA
 
Quando, verso le sette di sera, tornando a casa un po' stanca, hai la matematica sicurezza che tra le quattro mura domestiche non c'è neanche un biscotto ad attenderti, puoi fare due cose: o metti la freccia e orienti le ruote della moto in direzione del primo negozio di alimentari sulla strada e lì compri un pacco di frollini qualsiasi, oppure speri di avere un po' di fortuna e aspetti di vedere quest'oggi Piccole ricette sull'app del tuo telefono cosa ti manda. 
Non dovrebbe mancare molto: arriva alle sette, minuto più minuto meno il ding che ti avvisa.
Ding! 
Sì, biscotti morbidi alla ricotta. 
E, complice quella frasetta introduttiva, li ho prodotti in men che non si dica.
Cito, la frasetta: Ottimi da servire con il tè, sono perfetti anche con il latte e il caffè, oppure da mangiare da soli davanti alla tv: uno tira l’altro!


Ingredienti

250 g di farina 00
200 g di ricotta vaccina soda
120 g di zucchero semolato
10 g di lievito vanigliato per dolci
1 bustina di vanillina
1 uovo
1 pizzico di sale
facoltative le uvette ammorbidite nel cognac...
 

Preriscaldate il forno a 180°.
Mettete la ricotta, lo zucchero, e l'uovo in una ciotola e lavorateli con la frusta fino a farne una crema morbida. Poi aggiungete, setacciandoli assieme, la farina e il lievito e la vanillina e il sale (ed evt le uvette scolate). Amalgamate il tutto. Verrà un composto morbido e leggermente appiccicoso. Foderate la teglia con la carta forno e fate mucchietti (poco più di un cucchiaino) ben distanziati fra loro (non devono essere perfetti, perchè il lievito con il calore li arrotonderà naturalmente). Quindi infornate e fate cuocere per 12-15 minuti, finché non saranno leggermente dorati. Togliete i biscotti dal forno e fateli raffreddare completamente su una gratella adatta, prima di servirli. 
Poi preparate un tè digestivo alla salvia, mettete nel barattolo dei biscotti ormai freddi due foglioline di salvia.
L'aroma fa eco da biscotto a tè e viceversa.
Non male e la serata è salv(i)a!

Carla

domenica 11 giugno 2017


TI AVANZA UNA BANANA

Ti avanza una banana. Matura a vista d'occhio. Cosa farne, oltre a mangiarla al volo (ma no, ne ho mangiata una anche oggi a pranzo)?

Le patate dolci*
Apprendo che si tratta di una ricetta di origine russa. E' rapidissima nella confezione, un po' meno nell'approvvigionamento degli ingredienti, a meno che non siate così golosi da tenere un tubo di latte condensato sempre in frigo...
A casa mia accade anche questo.

Ingredienti
400 gr di biscotti frollini (gli Oswego Gentilini vanno benissimo, gli Oro Saiwa un po' meno)
100 gr di latte condensato
cacao amaro in polvere
1 banana matura (circa 100 gr.)
1 bicchiere di latte

Sfarinate i frollini nel frullatore con la modalità impulsi, quindi trasferiteli in una ciotola, aggiungete il latte condensato, un cucchiaino raso di cacao, la banana schiacciata e il latte. Avrete ottenuto un composto non troppo morbido né troppo farinoso. Deve essere lavorabile con le mani, magari umide. Se è necessario in questa fase potete aggiungere poche gocce di latte 
o altra farina di biscotti se appare rispettivamente troppo friabile o troppo molle.
a questo punto prendetene una quantità come quella di una polpetta e dategli la forma di una patata, insomma tondeggiante ma irregolare. A questo punto le patate dolci somigliano, per forma e soprattutto per colore a delle patate appena tolte dalla terra. Prendetele, una a una e infarinatele leggermente nel cacao amaro. Si scuriranno sembrando sempre meno patate, ma saranno più buone e soprattutto molto più manovrabili con dita umane.
Prendete un piatto e disponetele in bell'ordine perché dovranno stazionare in frigo per un'oretta, in modo da consolidarsi leggermente.
Pronte!
Ogni tanto si passa dal frigo se ne acchiapa una e la si inghiotte in due morsi. Non si fa neanche in tempo ad arrivare in corridoio che l'hai già finita...


Carla

* Piccole ricette è la fonte a cui sempre vado a dissetarmi

domenica 4 giugno 2017


IL DROGHIERE ARMENO

da La commedia umana - William Saroyan
(Marcos y marcos 2010, trad. Claudia Tarolo, Marco Zapparoli)


Poi nel negozio entrò un cliente. Era un signore che Ara non aveva mai visto. Il padrone del negozio e il cliente si scambiarono dei saluti poi l'uomo, che parlava con un accento piuttosto strano, chiese:
"Avrebbe dei biscotti?" "Biscotti?" disse il droghiere con aria compita.
"Che biscotti volere?"
Un altro cliente entrò nel negozio. Il cliente era Ulysses Macauley. Se ne stava da parte, ascoltava,guardava, aspettando il proprio turno.
"Avrebbe dei biscotti alle uvette?" disse l'uomo al droghiere.
"Biscotti con uvette?" disse il droghiere. Era un problema.
"Biscotti con uvette" ripeté quasi sospirando.
"Biscotti con uvette" disse ancora una volta il droghiere si guardò attorno.
Suo figlio intanto posò sul balcone la banana...
Nemmeno quella andava bene.
"Papà?" il padre guardò il bambino, poi disse subito:
"Vuoi mela, ti do mela. Vuoi arancia, ti do arancia. Vuoi dolcetto, ti do dolcetto. Vuoi banana, ti do banana. Cosa vorresti, adesso?"
"Biscotti."
"E che biscotti vuoi?" disse il padre al bambino senza dimenticarsi del cliente, e in effetti, rivolgendosi al cliente è contemporaneamente parlando al figlio, e a tutti quanti, tutti quelli che hanno qualcosa da chiedere.
"Biscotti con uvette" disse il bimbo...


Ingredienti
80 gr di uvette di Corinto
qualche cucchiaio di rum o Cognac
125 gr di burro morbido
125 gr di zucchero
2 uova
150 gr di farina 00
un pizzico di sale
(riveduta e corretta da Biscuits. Maison, Larousse 2011)

Mettete a rinvenire le uvette nel cognac o nel rum per un'oretta.  Accendete il forno a 200°. 
Montate lo zucchero con il burro morbido, aggiungete le uova e quindi la farina e poi le uvette e il sale. Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto molto morbido che disporrete con un cucchiaino a piccole dosi (poco più del contenuto del cucchiaino medesimo) ben distanziate l'una dall'altra sulla leccarda ricoperta di carta da forno.  
Infornate e fate cuocere per 15 minuti, finché non sono ben dorati i bordi.
That's all! 
Da gustare leggendo Saroyan.

Carla



domenica 14 maggio 2017


FARE COMUNITA'
 
Mi sto occupando di don Milani (come molti altri d'altronde). Tra i tanti meriti che gli riconosco, oltre a quelli su cui tutti battono, c'è quello di aver saputo tagliare netto. Tagliare, quasi da un giorno all'altro (la agiografia narra che la decisione di farsi prete la prese in due ore, camminando su un sentiero in montagna per raggiungere la casa di un sacerdote defunto), e cambiare vita. Ricordo con precisione e piacere, nessun rimorso, almeno tre miei tagli netti, e modestamente ammiro chi ne è capace. L'altro elemento che ha caratterizzato l'esistenza di don Lorenzo Milani è stato il perpetuo bisogno di comunità.
Lottò fino all'ultimo contro tutti quelli che cercarono di farne un uomo solo, isolato.
Mutatis mutandis, anche io patisco un po' la separazione dai gruppi temporanei che si creano intorno al mio lavoro (e lo spunto per questi biscotti anche un po' da lì arriva).
Quindi, per concludere: cambiare vita, creare comunità sono i sottili ma tenaci fili rossi che legano Milani, il cuoco anglo-italo-israeliano, Yotam Ottolenghi cui ascrivo questa ricetta, e me.
Ed eccoci qua, a intrecciare.

Ingredienti:
130 gr. di zucchero fine
150 gr.di burro a temperatura ambiente
110 gr. di tahini (pasta di sesamo)
½ cucchiaino di vanillina
25 ml di panna liquida (sostituibile con uno yogurt non acido)
270 grammi di farina 00
1 cucchiaino raso di cannella macinata


Per prima cosa lavorate il burro con lo zucchero in modo da creare un impasto morbido e cremoso. Aggiungete gli altri ingredienti, il tahini, la vanillina, la panna (o yogurt) e la farina. Impastate fino ad ottenere un composto morbido e maneggiabile. Quindi fatene della palline grandi come una noce e disponetele sul foglio di carta forno leggermente distanziate. Prendete una forchetta e con i rebbi fate una leggera pressione al centro di ogni pallina in modo che si abbassi e allarghi un pochino.. Spolverateli con cannella e metteteli nel forno a 170° che avrete preventivamente portato a temperatura.
Fatto.
Da freddi, mi accompagnano nella stesura di un ragionamento su don Lorenzo.

Carla

sabato 22 aprile 2017


I BISCOTTI DEL COLORE

A casa nostra si chiama IL COLORE ed è una tonalità precisa di verde che tutti in famiglia conoscono e individuano alla perfezione. E' una sfumatura tra il colore del petrolio e il colore della menta. Lo chiamiamo IL COLORE, come se fosse l'unico esistente, l'unico che merita tale appellativo, il supremo fra tutti.
Ecco, un giorno in una delle mie scorribande dentro Piccole ricette (che non smetterò mai di elogiare), vedo dei biscotti che hanno IL COLORE.
Visto che è cibo, fortunatamente, tende meno al colore del petrolio e più a quello della menta.
Infatti di menta sono fatti.
Facili e adatti anche per chi non ha tolleranza nei confronti della farina.


Qui gli ingredienti:

250 gr di amido di mais
125 gr di burro
90 gr di zucchero
60 ml di sciroppo di menta
1 pizzico di sale
3 gr di lievito per dolci
200 gr di cioccolata fondente
menta secca tritata (facoltativa)

Mescolate il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero fino a che diventa cremoso, quindi aggiungete lo sciroppo e continuate a mantecare il tutto poi lentamente l'amido di mais, il pizzico di sale e il lievito. Otterrete così un impasto morbido e verde. Lasciatelo riposare qualche minuto quindi stendetelo con il mattarello fra due fogli di carta forno fino a fargli raggiungere il mezzo centimetro di spessore. Con un bicchiere o un coppapasta tagliate tanti cerchi che disporrete ben distanziati sulla leccarda del forno foderata di carta forno.


Cuoceteli a 160° per 15 o 20 minuti al massimo. 
Non devono brunirsi e per questo vanno 'tenuti d'occhio'.
Una volta cotti, lasciateli freddare a dovere quindi immergeteli per metà nel cioccolato che avrete preventivamente fatto sciogliere a bagno maria.
Ridisponeteli sulla carta da forno e lasciateli freddare (eventualmente con una passata in frigo per accelerare i tempi). Se volete aggiungere aroma alla menta, decorate la parte con il cioccolato con una sfarinatura di foglie di menta secca; fatelo finché il cioccolato è ancora morbido, ovviamente.


Ecco fatto!

Carla *



*aspettando Bernardo...

sabato 4 luglio 2015


BISCOTTI AL LIMONE

Alle volte ritornano! Da noi va così....
Quando Margherita era piccola, Enrico, il professore, aveva trovato una buona ricetta di una stranissima torta al limone, una sorta di crostata ricoperta da una meringata al limone, che preparava con una certa costanza, ovvero ogni fine settimana. Poi non si sa come, né perché da un giorno all'altro questa tortina è sparita dalla nostra tavola, dalla nostra mente e, semplicemente, ha cessato di esistere. Cancellata. Tuttavia, l'altro giorno, leggendo una ricetta di biscotti al limone della tradizione americana (la fonte ispiratrice è di nuovo la mia app delle sette di sera, Piccole ricette), la vecchia tortina è tornata a vivere, nella nostra mente, sulla nostra tavola, sotto forma di biscotti. Ha cambiato leggermente aspetto, ovvero da tonda che era è diventata quadrata, ma sostanzialmente il sapore è lo stesso: un misto di burroso e friabile che si mischia con l'aspro e soffice della farcitura. Buonissima, come ai vecchi tempi.




Ingredienti:
100 gr di farina di riso (o farina 00)
30 gr di zucchero a velo
30 gr di mandorle tritate finissime
85 gr di burro a temperatura ambiente
2 uova
125 gr di zucchero 
15 gr di amido di mais
75 ml di succo di limone
la scorza grattugiata del limone
40 ml di latte
sale

Mischiate in una ciotola la farina, le mandorle, lo zucchero a velo e un pizzico di sale con il burro morbido e vi verrà una sorta di frolla senza uova. Stendetela su una teglia quadrangolare di circa 20 cm di lato precedentemente ricoperta di carta forno, facendo in modo di creare un bordo che sale per circa un centimetro. Mettetela in frigo per una mezz'ora quindi ricopritela di carta forno e di ceci o fagioli secchi: insomma fate la cottura in bianco per cuocerla a 180° per 10 minuti. Quindi completate la cottura per altri 10 minuti, dopo aver tolto carta forno superiore e ceci. A questo punto, mentre la base si raffredda, preparate la crema. Montate con le fruste elettriche le uova con lo zucchero fino ad ottenere una spuma chiara e soffice, quindi aggiungete delicatamente l'amido di mais, la scorza di limone, il succo e il latte e un pizzico di sale. Se la base è tiepida versate la crema a ricoprirla, facendo attenzione che non superi il bordo di un centimetro che ha la funzione di contenere il liquido. Infornatela di nuovo e fatela cuocere per almeno 25 minuti finché la crema non diventa marroncina e si solidifica. Quando è fredda, mettetela in frigo per almeno un'ora in modo che la crema si rassodi ben bene quindi tagliatela a strisce di due tre centimetri di larghezza e cinque o sei di lunghezza per ottenere dei biscotti rettangolari. E in ultimo zucchero a velo per decorarla.
I biscotti, se dovessero durare più di un giorno, vanno conservati in frigorifero in modo che la crema non degeneri, anzi continui a rassodarsi...

Carla

sabato 17 gennaio 2015

COMPITI DELLE VACANZE

Durante il periodo di pausa del blog durante le feste appena passate mi sono dedicata alla sperimentazione di biscotti senza glutine, grazie a un amico con celiachia che richiedeva dei dolcetti.
Il primo esperimento che vi propongo è con la farina di riso e le mandorle (polverizzate con ancora la pellicina interna). In pratica si tratta di una pasta frolla senza glutine nella quale il profumo del limone è esaltato dalle mandorle.

Ecco gli ingredienti:
175 gr di farina integrale di riso
25 gr di mandorle in polvere
100 gr di burro a temperatura ambiente
70 gr di zucchero a velo
2 tuorli
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale
marmellata di agrumi (io ho usato quella di arance)



Unite la farina di riso e quella di mandorle.
Aggiungete il burro molto morbido tagliato in piccoli pezzi fino a ottenere delle grosse briciole.
Unite la scorza di limone, lo zucchero a velo, i due tuorli e il sale lavorando velocemente il tutto fino a ottenere una palla che appiattirete leggermente.
Mettete la pasta in frigo almeno per un’ora.
Staccate delle palline.
Io le ho pesate per averle tutte uguali e ho scelto di farle fra i 13 e i 15 g ciascuna.
Appiattitele un po’ e con il manico di un cucchiaio di legno premete al centro per ottenere uno spazio dove aggiungere poca marmellata di agrumi.
Mettetele su una teglia coperta di carta da forno.
Fatele cuocere in forno a 160°C per 20 minuti.

Lulli