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domenica 21 giugno 2020


ESSER ZUCCHINE

Ho imparato che chi ama le melanzane di solito non ama le zucchine. Ho anche appreso che chi coltiva le zucchine cerca di venderle o regalarle in giro, ma a tavola le ignora, se non addirittura le detesta. Terza cosa che so sulle zucchine è che quando si fa il loro momento, non ce n'è per nessuno, o meglio ce n'è per tutti: le piante ne fanno, ne fanno e ne fanno.
Ultima cosa che so su di loro è quella che le devi cucinare entro 48 ore dal loro raccolto. Il soggiorno in frigo nuoce alla loro dolcezza/insipienza iniziale per trasformarsi in un amaro sottile, subdolo e di certo indelebile.


Io continuo a comprarle ma vivo con un amante delle melanzane che guarda sempre con sufficienza il mio sacchetto di zucchine. Tranne quando gli si prospetta lo sformato di zucchine.
Carpita la ricetta in rete (Sapori dal mondo), trasformata a sufficienza per poterla pubblicare con una certa disinvoltura quest'oggi.
Di semplicità disarmante!

Ingredienti
4 etti di zucchine romanesche
120 gr di farina
2 uova
100 ml di latte
50 ml di olio extravergine di oliva
7,5 gr di lievito per cose salate
200 gr di provolone piccante grattugiato tranne un pugnetto fatto a tocchetti
25 gr di parmigiano grattugiato
noce moscata
pepe, sale
pan grattato

Accendete il forno a 180°.
In una ciotola grattate alla julienne le zucchine.


In un'altra ciotola mettete i liquidi e le polveri e poi con la frusta mischiate. Aggiungete il parmigiano e il provolone grattugiati e mischiate. A questo punto versate le zucchine e continuate a mischiare. Aggiungete, la noce moscata, il pepe e il sale.
Prendete una teglia abbastanza alta, ungetela e poi mettete il pan grattato a grana grossa (se lo avete) in modo da fare uno strato uniforme, quindi versate
il composto. Sulla superficie date un'altra grattatina di parmigiano, spargete in modo uniforme i tocchetti di provolone e spolverate con un altro pochettino di pan grattato. Poco.


Infornate e fate cuocere per circa 40 minuti, poi abbassate a 160 e cuocete per altri 10 minuti.
Fatto! Riposata, dà il meglio di sé (come tutti d'altronde).

Carla

domenica 10 settembre 2017


LA 'QUASI' BACIOCCA

Era ancora l'estate, quella secca e calda, ed eravamo chiusi di sera tardi nel pastificio del cugino ad aspettare che le crostate cuocessero e si parlava di Baciocca.
Mai sentita e con un bel nome.
Eppure è la torta di cui tutta la val d'Aveto va fiera. La descrizione fatta dal cugino, e la presenza di taluni ingredienti a me cari, patate e pancetta, me l'hanno resa subito amica. Le crostate nel frattempo si sono cotte e siamo tornati a casa a cercare in rete la ricetta della Baciocca.
La vera Baciocca, apprendo nell'Internet, prevede la sfoglia come base. Particolare che il cugino aveva omesso o che io, inavvertitamente, non avevo colto. No, tirare la sfoglia con questo caldo non è cosa.
Fortunatamente viviamo in un paese creativo dove, per ogni cosa, si produce il suo 'quasi'. Ed ecco una quasi Baciocca senza sfoglia.



Ingredienti:
un chilo abbondante di patate
cipolla
olio
ciccioli un po'
parmigiano un po'
pangrattato un po'

Sbucciate le patate e mettetele a lessare in acqua salata. In un padellino fatte un soffritto di cipolla e ciccioli. Quando le patate saranno cotte, scolatele e nella stessa pentola o in una ciotola schiacciate a mano (guai il passapatate!!) con un pestello da pesto (se non lo avete usate il manico rotondo del matterello. Funziona a meraviglia).
Rotte le patate, aggiungete il soffritto e una manciata abbondante di parmigiano. Mescolate il tutto fino a ottenere un impasto poco uniforme (piccole scaglie di patate lo rendono tale) e piuttosto colloso (ah, l'amido...). Prendete la teglia più bassa e più grande che avete (io ho usato quella di rame da farinata), ma anche la leccarda del forno va bene, ungetela per bene e poi spolveratela di pangrattato. A questo punto, una manata dopo l'altra, spianate il composto di patate in modo uniforme e sottile il più possibile - al massimo un centimetro. Poi, con i rebbi della forchetta, tracciate delle righe perché la superficie resti scabra, mettetela in forno scaldato a 180° o 200° finchè non si sia dorata ben bene.
Buona subito ma anche tiepida.

Carla

domenica 27 agosto 2017


LA SBRISOLONA DA NANNI 
(che senza il contributo di Walter non ci sarebbe stata)

Nanni (al secolo Vittorio) ha diverse passioni e numerosi talenti, spesso legati tra loro. Un gran pollice verde, una considerevole competenza botanica (viene interpellato anche a distanza) e una capacità riconosciuta nel comporre con garbo fiori e foglie a scopo decorativo. Una passione e una curiosità per il cibo, un talento in cucina, anche questo legato all'innata capacità di composizione armoniosa di cibi.
Dimostra anche una considerevole attitudine ad aiutare il prossimo (deformazione professionale o inesauribile pazienza?) e questa estate fatta di poco si è illuminata più volte, guardandolo all'opera.
Ed è anche un capace e volenteroso arredatore di legnaie.


Nel suo giardino ho mangiato questa 'sbrisolona' di zucchine.

Ingredienti
1 kg di zucchine
1 cipolla
600 gr farina 00
100 gr parmigiano
2 uova
300 gr di mozzarella
1 bustina di lievito per torte salate
200 gr di olio di mais

Per prima cosa tagliate a dadi grandi le zucchine e fatele cuocere con una cipolla affettata per circa 5 minuti. Quando sono ancora al dente spegnete.
Mescolate in una grande ciotola la farina con il lievito e il parmigiano grattugiato quindi aggiungete le uova e l'olio poco alla volta e cominciate a sbriciolare il composto.
Accendete il forno a 180°, tagliate a dadini la mozzarella. Prendete una leccarda e ungetela o ricopritela di carta forno, quindi sbriciolate sopra metà del composto farinoso e compattatelo leggermente con la mano.
A questo punto versateci sopra le zucchine trifolate e la mozzarella a dadini e poi ricoprite il tutto con la seconda metà del composto farinoso.
Infornate e cuocete per circa mezz'ora fino a che la superficie della sbrisolona non sia ben dorata.


Se non lo volete utilizzare la leccarda del forno, ma una teglia più piccola, basterà dimezzare le dosi.
Et voilà.

Carla







domenica 20 novembre 2016

DOLCE O SALATO? DOLCESALATO


Mentre stavo preparando un crostata riflettevo sulla pasta frolla. Esistono varie scuole di pensiero su come deve essere e io appartengo allo schieramento che la vuole rigorosamente senza lievito e portata in cottura fino a dorare molto (e forse ho anche già espresso questo concetto in questo blog).
Tornando alla frolla, pensavo proprio che la crostata che stavo per sfornare aveva una consistenza di pasta che mi sarebbe piaciuto avere anche in una torta salata, ma proseguendo nelle mie speculazioni ho anche realizzato che quella consistenza derivava dal portarne la cottura fino al punto in cui lo zucchero contenuto nella pasta inizia a caramellare.
A questo punto però mi era ovvio che una pasta salata non ci poteva arrivare.
Mentre tutto questo avveniva, a fianco a me mia madre stava cucinando in padella delle zucchine e casualmente io avevo anche avanzato un pezzettino di frolla.
Senza rifletterci più di tanto ho steso la pasta in una piccola terrina, ho rubato un po' di zucchine dalla padella della mamma, le ho mescolate con un cucchiaino di marmellata di limoni e ho infilato il tutto in forno, domandandomi cosa diavolo ne sarebbe venuto fuori.
Ne è venuta fuori un piacevolissimo dolcesalato. E benché prevalessero le parti dolci il tortino è da inserire nei piatti salati.
Ovviamente, visto il risultato, ho ripetuto la preparazione, e anche senza la fortuna del principiante o forse meglio della beata incoscienza, la formula funziona.

Ingredienti
Per la pasta frolla
300 gr di farina
120 gr di burro
100 gr di zucchero
2 uova
Sale

Per la farcia
2/3 zucchine
1 scalogno
Olio, sale
1 cucchiaio di marmellata di limoni

Questo blog è pieno di ricette che prevedono la pasta frolla, ma dato il caso aggiungo anche la mia.
In una terrina versate la farina, lo zucchero, il sale e il burro tagliato a pezzetti e con le mani sbriciolatelo insieme agli altri ingredienti. Quando sarà ridotto a piccoli pezzettini aggiungete le uova (nella lista degli ingredienti ne ho segnate 2, ma dipende dalla dimensione, potrebbe bastarne anche uno. Deve consentirvi di amalgamare la pasta). Impastate quanto basta per ottenere una palla liscia con cui fodererete, con le mani, gli stampini da crostatina. Non serve imburrarli.
Tagliate finemente lo scalogno e le zucchine a rondelle. Mettete in padella un goccio di olio, fate rosolare un poco lo scalogno e quando inizia a dorare aggiungete le zucchine. Salare a piacere e cuocere a fuoco medio, girando spesso in modo da far rosolare uniformemente le zucchine senza farle annerire. Lasciate raffreddare un poco e unite la marmellata di limoni.
Disponete le zucchine nelle crostatine, decorate con qualche strisciolina di pasta che spennellerete con un po' di marmellata diluita con un goccio d'acqua.

Infornare a 180 gradi fino a che saranno  ben dorate.


Gabriella

domenica 6 novembre 2016


PROVE PER UN CATERING

Nella vita occorre saper far cose. Forse anche un catering, ma non un catering per la festa di compleanno di un figlio, ma un catering per un aperitivo per un centinaio di persone che festeggiano la conclusione di una bella esperienza legata alla lettura. 
Il cimento non è da poco.
Io mi occupo essenzialmente di libri - come attesta questo blog - ma ogni tanto, per non prendermi troppo sul serio, vado in cucina a preparare semplici ricette e poi, se mi convincono, le pubblico.
Ed è forse per questo motivo che il catering in questione è arrivato fino a me.
E così son qui che faccio prove.
Il primo esperimento è dedicato ai

Salatini al gouda e alle mandorle

La fonte è l'inesauribile libro di Popina (Isidora Popovic, Al forno, Logos 2010), con qualche variante di ingrediente.


Ingredienti
(per circa 50 pezzi)

140 gr di farina
70 gr di burro freddo a cubetti
70 gr di gouda grattugiato oppure parmigiano
35 gr di nocciole oppure mandorle
mezzo cucchiaino di lievito per torte salate
1 pizzico di sale
2 o 3 cucchiai di acqua fredda

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore, ad eccezione dell'acqua. Frullate il tutto con la modalità ad impulsi finché non otterrete un impasto sabbioso e non coeso. Dovete controllare che le mandorle siano sminuzzate a dovere.
A questo punto versate all'interno del frullatore i cucchiai di acqua fredda e frullate nuovamente fino al momento in cui MIRACOLOSAMENTE l'impasto sabbioso si aggregherà, diventando una morbida palla dalla consistenza solida ed elastica.


A questo punto togliete l'impasto e dividetelo in tre parti, formando con ciascuna un cilindro del diametro di circa 3 centimetri. Avvolgete i cilindretti nella plastica da alimenti e mettete in frigo per una notte.
Al mattino successivo, accendete il forno a 150°, togliete i rotolini dal frigo, eliminate la plastica che li avvolge e tagliateli a rotelle di altezza 1 cm.
Disponeteli quindi a una certa distanza (aumentano leggermente di volume) sulla leccarda ricoperta di carta da forno e infornate.
Devono cuocere circa 20 minuti, ovvero fino a quando si dorano. Eventualmente a metà cottura girateli in modo che la doratura sia da entrambi i lati. 


Fatto.

Carla



domenica 2 agosto 2015


TASCA MULTIUSO

Come già detto in alcuni dei passati post, ritengo che nel cucinare si debba prestare cura non solo alla qualità organolettica del preparato ma anche a come si presenta. Ed è questo il motivo che fa sì che a volte venga colpita da immagini di ricette. Anche questo, già detto.
Vengo al punto. Ho trovato in rete, un modo di chiudere una tasca di pasta sfoglia davvero intrigante, che si adatta bene a tutti quei ripieni, sia dolci sia salati, che non sono troppo liquidi e che nel forno non aumentano di volume (da escludere perciò quelli contenenti uova).
Qui sotto trovate il sistema di chiusura, un pieno dolce (quello della ricetta trovata) e un pieno salato, frutto di vari mix.

Per la tasca
Ingredienti
Un rotolo di pasta sfoglia rettangolare

Per la buona riuscita del tutto è bene lavorare con la pasta più fredda possibile, quindi in questi giorni di gran caldo tenetela in frigorifero fino all'ultimo momento.
Stendere il foglio di pasta sulla sua carta da forno e idealmente dividetela in tre parti uguali. Con un coltello appuntito incidete le due fasce laterali realizzando strisce da circa 3 centimetri.


Disponete il composto di ripieno sulla fascia centrale livellandolo uniformemente e lasciando libera una fascia di circa 1 centimetro sopra e sotto.
Adesso viene il 'trucco'. Prendete la prima striscia laterale, a destra o a sinistra non importa, e appoggiatela sulla parte centrale parallela al bordo, premendo leggermente in modo da chiudere la tasca.
Ora prendete la prima striscia in alto dall'altro lato appoggiandola sulla parte centrale un poco inclinata in modo da lasciare scoperto un triangolino superiore.
Proseguite alternando le strisce di destra con quelle di sinistra ponendole sempre inclinate in modo da realizzare una sorta di treccia, fino all'ultima in basso che chiuderete, parallela al bordo, premendola un po'.
È possibile che un pochino del ripieno fuoriesca dall'angolino che si crea tra due strisce sul lato della tasca. Se accade, levate delicatamente l'esubero.
A seconda del contenuto spennellate la parte superiore della tasca per farla dorare in cottura.

Versione dolce, velocissima: Crema al limone
Ingredienti 
100 gr di lemon curd
120 gr di formaggio fresco spalmabile o in alternativa anche ricotta, più leggera, ma meno saporita poi la crema

In una ciotola unite il tutto mescolando fino a che gli ingredienti non si sono amalgamati completamente.
In questa versione spennellare la tasca chiusa con del lemon curd reso più liquido con un goccino d'acqua.
Cuocete a 180 gradi per circa 15 minuti, fino a che la sfoglia si è gonfiata e dorata.
Togliete dal forno, lasciare raffreddare e tenere in frigorifero fino al momento di gustarla.


Versione salata, un po' meno veloce: Crema di porri al limone
Ingredienti 
2 porri medi
70 gr di formaggio fresco spalmabile
70 gr di ricotta fresca
la buccia di un limone medio non trattato
olio, sale

Lavate e mondate i porri e tagliateli a fettine sottili. Metteteli in padella con olio e sale e lasciateli cuocere a fuoco non troppo alto, per non farli scurire, aggiungendo man mano acqua quanto basta.
Spegnete  quando i porri sono cotti e il liquido si è asciugato, e lasciate raffreddare un po'.
Nel frattempo in una ciotola, unite i formaggi con la buccia grattugiata del limone, un po' d'olio e sale.
Riempite la tasca e spennellare con olio e , se c'è l'avete sotto mano, un cucchiaino di lemon curd.
Cuocete come nella versione dolce e servire tiepida.



Gabriella

sabato 15 novembre 2014


ERBAZZONE, O QUASI

Quando ormai più di vent'anni fa sono venuta ad abitare in Emilia Romagna, tra le prime nuove conoscenze culinarie c'è stato l'erbazzone, una torta salata tipica del territorio reggiano a base di bietole o spinaci e tanto parmigiano reggiano. Torta che a volte si trova tagliata a tranci come la pizza o la focaccia dai panettieri. Ottimo.
Il suo nome, che in dialetto è scarpasòun, deve la sua origine al fatto che nella sua preparazione, le famiglie contadine usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa, della bietola.
Ovviamente ne esistono varie versioni e derivati, ma la ricetta tradizionale prevede tra gli ingredienti anche una decisa presenza di pancetta.
Fino a poco fa mi ero limitata a gustare quello che trovavo già preparato, ma poi ho deciso di provare a farlo e dato che, per motivi vari più o meno salutistici, non frequento più la pancetta, ho adattato la ricetta al mio gusto, con anche come vedrete anche un piccolo azzardo.


Ingredienti

Per la pasta
400 gr di farina
50 gr di burro
acqua

Per il ripieno
1200 gr di spinaci e/o bietole
80 gr di parmigiano grattugiato
2 spicchi di aglio
2 scalogni
un mazzetto di prezzemolo
olio, sale e pepe

Per rifinire
un cucchiaino di lemon curd o un uovo

Iniziate preparando il ripieno. Gli spinaci o le bietole (potete utilizzare anche quelli surgelati, in questo caso ne bastano 800 gr.) vanno fatti appassire in acqua bollente, dopodiché lasciati raffreddare e strizzati. In una padella mettete un po' di olio, i due spicchi d'aglio interi e lasciate rosolare i due scalogni tagliati sottili. Quando iniziano a dorarsi aggiungete gli spinaci, sale e pepe a piacere. Poco prima di concludere la cottura, togliete l'aglio e aggiungete il prezzemolo tritato, e quando l'insieme non è più bollente aggiungere il parmigiano grattugiato.

Mentre il ripieno si raffredda preparate la pasta mescolando il burro tagliato a pezzetti alla farina lavorando il tutto con le mani aggiungendo acqua quanto basta per ottenere una pasta liscia ed elastica che potrete tirare subito. Le ricette danno indicazione di usare acqua gassata che penso renda la pasta più soffice. Non avendone io ho utilizzato quella liscia.
Vi serviranno due dischi di circa 3/4 mm di spessore, uno abbastanza grande per foderare la teglia (unta o con carta da forno) lasciando un po' di risvolto e uno più piccolo con cui chiuderete la torta dopo aver distribuito il ripieno. Con una forchetta forare la parte superiore in modo da lasciar fuoriuscire il vapore che si svilupperà in cottura.
A questo punto se entra in gioco il mio piccolo azzardo. Se vi piace l'abbinamento di un sapore dolce con quelli salati potete fare quello che ho fatto io, e cioè spennellare la pasta con un cucchiaino di lemon curd diluito in un dito d'acqua (ovviamente più lo diluite meno ne avvertirete il sapore) oppure se siete più legati ai sapori classici potete utilizzare del bianco o rosso d'uovo.
Cuocere a 180° per circa 40 minuti, la pasta deve essere dorata e asciutta.
Il lemon curd lascia un leggero sapore dolce con una piccola punta di limone solo sulla superficie della torta che si sposa benissimo con il tono deciso del ripieno dato dal parmigiano. 

Gabriella

 
Noterella al margine: dato che è quasi impossibile fare due dischi perfetti di pasta senza avere neanche un po' di sfridi, con quelli che avrete potete fare dei dolcettini. Reimpastateli velocemente, tirate di nuovo la pasta a 3 o 4 millimetri, tagliatela a striscioline di circa 2x10 cm che spalmarete di lemon curd o marmellata molto solida e cospargerete di zucchero di canna. Arrotolatele su se stesse senza stringere e mettetele in forno insieme alla torta per circa 20 minuti.






domenica 29 giugno 2014


TRE ANNI DI NOTEVOLE PORTATA

Sono passati tre anni di Lettura candita...
Ho scritto in maniera intermittente: prima pensavo di mettere insieme un post soltanto se nasceva da un ricordo o da un accadimento che incidentalmente riguarda il cibo. Non mi andava di scrivere tutte le settimane la ricetta della settimana. C’è stato un lungo intervallo durante il quale mi sembrava che non avesse più un significato, anche perché l’interazione con chi legge non esiste, nonostante Carla mi dica che ci siete e leggete.
Poi, da l’anno scorso il blog è diventato un esercizio di cucina, ho scritto con regolarità perché mi aiuta a provare ogni settimana (o quasi) un piatto nuovo. E soprattutto la fotografia è diventata la parte più divertente del mettere insieme il post. La costruzione dell’inquadratura mi impegna e mette in moto la mia fantasia anche se quasi mai i risultati mi soddisfano.



La proposta di oggi è molto semplice: una torta salata con le zucchine romanesche (quelle con il fiore, piccole e di colore verde chiaro che maturano in estate).

Ingredienti:

per la pasta brisée:

250 gr di farina (io uso quella tipo 0)
125 gr di burro
mezzo bicchiere di acqua molto fredda
un pizzico di sale

per il ripieno:

800 gr di zucchine
1 grossa cipolla rossa di Tropea
2 uova
250 gr di panna
50 gr di parmigiano
olio extra vergine di oliva
sale

Preparate la pasta mettendo in una ciotola la farina con il burro morbido tagliato a cubetti. Con le mani uniteli facendo tante briciole. Unite il sale e fate una buchetta al centro dello sbriciolamento dove mettere l’acqua freddissima. Lavorate il tutto velocemente con la punta delle dita fino a ottenere una palla che infarinerete. Ricopritela di pellicola trasparente e mettetela in frigo per almeno un paio di ore. Se la fate la sera prima è ancora meglio.

Con la mandolina tagliate a rondelle sottili le zucchine. Affettate la cipolla.
In una padella mettete la cipolla e fatela stufare con un paio di cucchiai di olio. Se necessario aggiungete un po’ di acqua. Aggiungete le zucchine e fatele cuocere per una quarto d’ora senza girarle molto in maniera che le rondelle non si disfino. Una volta cotte, fatele raffreddare e poi mettete da parte parecchie rondelle per la decorazione.
Sbattete le uova con la panna, unite le zucchine, il sale e il parmigiano.
Foderate una tortiere di 24 cm di diametro con la pasta brisée stesa sottilmente con il matterello.
Versate il composto e decorate la superficie con le rondelle.
Infornate a 190°C per 40 minuti.

Lulli

domenica 1 dicembre 2013



ESERCIZI SALATI

Questo fine settimana è dedicato agli esercizi per utilizzare con destrezza (nei limiti del possibile) il sac à poche, quel sacchetto, monouso o lavabile, al quale si aggiunge una bocchetta con forme differenti.
Durante il corso di pasticceria abbiamo realizzato anche alcuni cibi salati e fra questi la frolla salata per ottenere dei bocconcini buonissimi.
In questo caso la pasta si monta in maniera che diventi morbida e spumosa per poterla inserire nel sac à poche.

Ecco gli ingredienti:
250 gr di burro
100 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di farina di mandorle
3 uova
150 gr di farina
100 gr di fecola di patate
semi di papavero
La ricetta prevede anche 15 gr di sale ma io non l'ho messo perché, secondo me, il parmigiano stagionato rende il composto molto saporito.

Ho montato con le fruste elettriche il burro e il parmigiano e la farina di mandorle.
Ho unito una alla volta le uova, e infine la farina e la fecola setacciate.
Ho messo al sac à poche una bocchetta rigata e l'ho riempito con un terzo del composto ed è iniziato il divertimento...
Avevo preparato la teglia ricoprendola di carta da forno e piano piano ho fatto scendere l'impasto formando dei pasticcini salati.
Ovviamente quelli che ho fotografato sono i più belli.



Lulli

domenica 30 giugno 2013

BUON COMPLEANNO!

BUREK & FLITTATA DI FLUTTA FLESCA

'Cucinare insieme è una della cose che mi piace di più fare'...questo lo diceva mentre tagliava ciliege e io di fronte a lei spennellavo fillopasta....e mentre le lo diceva io lo pensavo...vorrà pur dire qualcosa, tutto questa comunanza...
La cuciniera Gabriella e la lettrice pubblica Carla sono stranamente insieme nell'angusta cucina e preparano la cena di compleanno di Lettura candita (e di Eleonora).




Menu:
Insalata di farro e pomodorini al pesto (no recipe)
Burek di formaggio
pomodorini al forno (no recipe)
frittata di frutta fresca

Burek di formaggio
ingredienti
1 confezione di  fillopasta
250 gr di ricotta
80 gr di feta
300 gr di yogurt greco magro
2 uova
olio evo



Mischiate in una ciotolona la feta, la ricotta e lo yogurt e amalgamate il tutto, quindi aggiungete le uova precedentemente sbattute
Prendete un foglio di fillo pasta, spennelatelo con olio e ripiegatelo a metà: lungo il bordo del lato lungo ponete un po' dell'impasto cremoso quindi cominciate ad arrotolare. Ad ogni arrotolamento successivo spennellate il cannolo di pasta fillo per tutta la lunghezza quindi arrotolate ancora un po' e spennellate nuovamente e procedete così fino ad averlo arrotolato tutto. Con precauzione disponetelo in tondo, lungo il bordo di una teglia circolare abbondamentemente oliata.

 
Ricominciate con un secondo rotolo che metterete in sequenza nella teglia a formare una sorta di spirale che si chiude verso il centro della teglia. Quindi oliate il sopra con il pennello e infornate a forno caldo (180°) per mezz'ora o quaranta minuti. Sarà cotto quando si brunirà e si sarà gonfiato a dovere.

Carla


Frittata di frutta fresca
la ricetta originale viene da uno dei vari allegati settimali ai quotidiani,ma come sempre è stata modificata un po'.




ingredienti
500 gr di frutta (quella usata in questo caso erano pesche, susine nere e ciliegie, ma il bello di questo tipo di ricette è che ci puoi mettere un po' quello che vuoi, o anche quello che va consumato rapidamente perchè sta sfiorendo)
4 uova
3 cucchiai di farina di mandorle o nocciole (se non l'avete in casa potete macinare in un mixer direttamente le nocciole o le madorle, ovviamente non ottenerete una farina sottile come quella che vendono già macinata, ma la diasparità di grana e i granellini più grossi daranno un risultato anche migliore)
3 cucchiai abbondanti di zucchero di canna tipo mascobado
4 cucchiai di panna fresca
2 cucchiai di rhum (quello vero, non utilizzate l'aroma al rhum che nei supermercati trovate vicino al lievito e complementi vari dei dolci, perchè ha un sapore decisamente diverso e, permettetemi, peggiore)
buccia di un limone piccolo non trattato
cannella q.b.
una noce di burro



Iniziate tagliando la frutta a pezzi, piccole fettine o spicchi, non troppo piccoli perchè si devono vedere e riconoscere. Mescolateli in una ciotola con un cucchiao e mezzo di zucchero e il rhum. Lasciate insaporire per almeno 10 minuti.
Nel frattempo sbattete con una frusta le uova con la panna, la farina, la buccia di limone e la cannella (che doserete a vostro gusto ma comunque non meno di un cucchiaino intero).
Unite i due composti girando bene in modo che la frutta venga completamente ricoperta.
Per la cottura dovete utilizzare una padella che possiate mettere sia sul fuoco che nel forno, che ungerete, ben ee abbondantemente, a freddo con la noce di burro.


Versatevi il composto e pareggiatelo delicatamente in modo che emerga un po' di frutta.
Mettetelo su un fuoco medio di dimensioni, ma basso di fiamma, meglio se con una retina spargifiamma, e lasciatela cuocera coperta fino a che vi rendete conto che inizia a staccarsi dalla padella e la parte superficiale a essere meno liquida (ci vorrà più o meno un quartoi d'ora). A questo punto passatela nel forno già caldo a 180° e lasciatela cuocere senza coperchio fino a che la parte superiore è tutta solidificata.
Attenzione a non farla cuocere troppo perchè deve rimanere morbida e un pochino umida.

Lasciate raffreddare e servitela cosparsa di zucchero a velo.

Gabriella 

Noterella al margine:
la fotografa e inventrice del nome flittata di flutta flesca