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lunedì 7 settembre 2020

FAMMI UNA DOMANDA!


NELLA GIUNGLA URBANA


Nell’immaginario collettivo, vivere avventure a contatto con gli animali selvatici equivale a pensare a mete esotiche e lontane; quanto meno a quello che è rimasto degli ambienti naturali nostrani, mentre sono poche le persone che hanno fermato lo sguardo sugli animali con cui condividiamo l’ambiente urbano.
A questo scopo, ecco una guida pensata proprio per i lettori e le lettrici più giovani: ‘Animali in città’, scritto dal biologo Bruno Cignini, con le illustrazioni di Andrea Antinori, per le edizioni Lapis.
Molti degli animali descritti fanno parte del nostro quotidiano: gabbiani, cornacchie, parrocchetti chiassosi e, purtroppo, anche ratti. Ma, per prima cosa, scopriamo che dalle nostre parti, stiamo parlando in particolare di Roma, dove vive anche il nostro autore, di specie di ratti ce ne sono due: il rattus norvegicus, che vive nelle fogne e che dimora dalle nostre parti dall’antichità, e il rattus rattus, o surmolotto, arrivato in Europa dall’Asia nel XVII secolo, che vive soprattutto sugli alberi.
Decisamente odiati, questi animali hanno trovato nelle città un ambiente estremamente favorevole, tanto che a Roma si sostiene ci sia almeno un ratto (ma forse due, o anche tre) per ogni abitante.
Ci sono naturalmente presenze più simpatiche, come le volpi, che dimorano in quasi tutti i parchi e le ville della capitale, o affascinanti, come i rapaci notturni, che ogni tanto si annunciano con i caratteristici richiami. Di quasi tutte le specie più visibili, quindi di vertebrati, è possibile ricostruire la storia, il momento in cui è cominciata la colonizzazione.
Una presenza antica e poco conosciuta è quella del granchio di fiume, che già dall’epoca romana si è stabilito in una consistente colonia, nella zona della colonna Traiana, favorito dalla presenza di acque sotterranee, di cui Roma è ricchissima.
Non poche sono le presenze esotiche di recente ‘immigrazione’, come i parrocchetti, anche questi di due specie diverse, o le nutrie, che hanno cominciato a colonizzare il Tevere negli anni ‘70.
Cignini ci descrive queste variegate popolazioni animali con precisione, ma anche con molta ironia; direi soprattutto con grande interesse e rispetto per forme di vita molto diverse, spesso particolarmente intelligenti, come le cornacchie grigie, ma comunque interessanti per chi voglia vedere l’ambiente cittadino come un complesso ecosistema in cui hanno posto tantissimi soggetti diversi. Un invito prima di tutto a conoscere e rispettare, ma anche a evitare quei comportamenti che danno occasione di crescita proprio a quegli animali che consideriamo molesti: esempio lampante, l’incuria con cui trattiamo i rifiuti, che alimentano ratti, gabbiani, cornacchie, piccioni e chi più ne ha più ne metta; la più recente apparizione, nella fauna urbana, sono i cinghiali, anche loro attratti dalla ‘monnezza’.


Se la descrizione dell’ambiente urbano dal punto di vista zoologico può incuriosire anche i più piccoli, c’è anche un altro libro che ci può illuminare: ‘Roma selvatica’, di Antonio Canu, pubblicato da Laterza. L’autore, ambientalista e dirigente del WWF, descrive con attenzione l’ecosistema Roma, ecosistema costituito in gran parte dai parchi, dalle ville storiche, dal verde cittadino così ricco e differenziato. Non dimentica, poi, una popolazione fondamentale anche dal punto di vista paesaggistico: quella felina. E aggiunge, alla lista di specie infestanti che negli anni recenti si sono inserite nel panorama, anche le testuggini d’acqua dolce, le simpatiche tartarughine che arrivano dagli acquari domestici agli specchi d’acqua della città.
Nel consigliare questi libri, estremamente accurati e ricchi di informazioni, a tutti quei ragazzi e quelle ragazze, dai dieci anni in poi, curiosi di natura, mi permetto di chiudere citando Antonio Canu: ‘..Roma, va detto, è davvero un caso particolare. Quantità e qualità delle specie a parte, ogni città ha un cuore selvatico. Sta a noi scoprirlo, o riscoprirlo. Ci sentiremo meno soli, meno poveri, meno tristi. Nel caso di Roma, è un’altra pagina della sua grande bellezza.’

Eleonora

“Animali in città”, B. Cignini, A. Antinori, Lapis 2019
“Roma selvatica”, A. Canu, Laterza 2015

mercoledì 11 luglio 2018

FAMMI UNA DOMANDA!



IL VIAGGIO DEL BEAGLE


Dopo una lunga pausa, ricompare in libreria la collana Celacanto, che l’editore Laterza dedica ai ragazzi e alle ragazze curiose. Titoli importanti, e ne cito solo alcuni, come ‘Spartaco’  , ‘Portico d’Ottavia’ , e ‘Lisette e La scoperta dei dinosauri’  hanno segnato una significativa innovazione nei libri di divulgazione storica, sposando l’intento divulgativo con la forza espressiva dell’illustrato.
Questa sperimentazione ha incontrato una certa resistenza nel pubblico, abituato a separare i due ambiti. La collana ha poi cambiato formato e costo, mantendeno però le sue caratteristiche.
Ora arriva in libreria ‘Il viaggio di Darwin’, di Giacomo Scarpelli, già coautore di ‘Lisette’, con le illustrazioni di Maurizio Quarello.
Quale tema più affascinante del viaggio compiuto da Darwin a bordo del brigantino Beagle?
L’autore, storico e filosofo della scienza, si mette nei panni di Simon Covington, detto Syms, il mozzo addetto all’assistenza del viaggiatore, il naturalista Charles Darwin. Siamo nel 1831 e le spedizioni scientifiche hanno una grande importanza non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche geografico, ridefinendo dettagliatamente i confini del mondo conosciuto. Darwin era all’epoca poco più che ventenne, ma già animato da molteplici quesiti riguardanti la variabilità del mondo naturale. Nei cinque anni di viaggio intorno al mondo, dalle coste del Sud America alle Galapagos, all’Oceania e poi all’Asia e all’Africa, raccoglie moltissimo materiale e scrive il reportage conosciuto come ‘Viaggio di un naturalista intorno al mondo’. Nel 1859, proprio partendo dalle osservazioni compiute in quel viaggio, pubblica ‘L’origine delle specie’, il testo fondamentale dell’evoluzionismo, che segnava la fine del mondo linneano della fissità delle specie, così come Dio le aveva create, e della scala naturae, che poneva al vertice di tutta la natura l’essere umano.


Stiamo dunque parlando di qualcosa di fondamentale non solo nella storia della scienza, ma anche nella percezione che l’umanità ha di se stessa e del suo posto nel mondo. Per questo motivo è stato così discussa da risultare, per alcune religioni, ancora oggi inaccettabile.
Con un peso così ponderoso, la storia del viaggio del Beagle viene invece affrontata col tono leggero dell’avventura, focalizzando solo alcuni passaggi chiave, come la visita delle isole Galapagos, popolate da animali presenti solo in determinate nicchie ambientali. Ad esempio, in isole poste a poca distanza l'una dall'altra esistono specie di fringuelli diverse.
Da qui l’intuizione della variabilità delle specie in natura, poi sottoposte alla selezione naturale, che consente la sopravvivenza solo del più adatto. E Syms, in tutto questo? Il ragazzo segue con curiosità ed aiuta il giovane naturalista a raccogliere ed ordinare i reperti, in compagnia di un piccolo armadillo, raccolto nella pampa sudamericana. E, d'altra parte, questo è un aspetto affascinante della storia della scienza, del suo lavoro anche 'artigianale', fatto di raccolte di reperti, comparazioni meticolose e disegni, per altro di rara bellezza.
Quarello segue passo passo la spedizione, mostrandoci l’avventura, ma anche il paziente lavoro di classificazione e mostrando alla fine quello che è il nocciolo scandaloso della teoria evoluzionistica: siamo anche noi animali e condividiamo molto con i nostri parenti più prossimi, le scimmie antropomorfe.
Può essere questa l'occasione, con un testo stimolante e avventuroso, per riproporre una collana che non ha incontrato la fortuna che meritava.

Eleonora

“Il viaggio di Darwin”, G. Scarpelli, M. Quarello, Laterza 2018




venerdì 1 gennaio 2016

ECCEZION FATTA!

I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
E PER FARE FESTA


Il meglio di...
un anno di libri, un anno di ragionamenti,
un anno di recensioni su Lettura candita
Per ogni libro, il nostro perché

(BUM!)


Gennaio 2015


perché....
"Basterebbero sei pagine (da 168 a 173) per dire che questo è davvero un gran libro, ma fortunatamente ce ne sono almeno altre duecento che meritano un applauso.
Un libro così profondamente divertente e così scanzonatamente profondo non mi era capitato mai di leggerlo."


 perché....
"La figura dell'eroe, figura tragica che porta in sé il segno della gloriosa sconfitta, che si trasforma in emblema, in simbolo eterno dell'anelito alla libertà, forte abbastanza da essere vivo ancora nel Novecento.
Potenti le immagini di Paolo d'Altan, che riprende l'iconografia classica che vuole i traci dotati di chiome ramate e di occhi blu: ci racconta le battaglie, la fierezza di genti mai completamente domate, il potere arrogante dei romani, la solitudine dell'eroe."

Febbraio 2015


perché....
"E' una storia coinvolgente, forse con un'inclinazione troppo sottolineata verso il lieto fine, ma in fondo è giusto così, è un messaggio forte e chiaro di fiducia nella possibilità di salvarsi, di rinascere, di ricominciare grazie alla rete di relazioni, non formali, non naturali, che possono accogliere ciascuno di noi. I lettori e le lettrici, dai dodici anni in poi, con tutta probabilità apprezzeranno."


perché....
"E' chiaro, autentico e rigoroso, sonoro, ripetitivo, ma anche allusivo quanto basta, e soprattutto crudelmente divertente: questo è un libro in puro stile Minibombo. Ed è prevedibile che i bambini sapranno apprezzarlo -come molti loro titoli, primo fra tutti l'illustre Orso,buco! (2013)- perché contiene ingredienti di cui loro sono ghiotti."

Marzo 2015


perché...
"E' un esercizio di pazienza, è un esercizio di fantasia, perché all'osservatore tenace è anche richiesto di scoprire ed inventare, perché no, i nessi, le storie, le relazioni, per poi ricominciare da capo.
Davvero una gioia per gli occhi e per la mente di acuti osservatori di tutte le età, dotati di grande pazienza e di grande senso estetico."


perché....
"Questo è un raffinato linguaggio che conosciamo per albi illustrati pensati per bambini più grandi che qui, invece, è proposto a lettori che -gli esperti ci dicono- preferiscano la mimesi totale tra rappresentazione della realtà e realtà medesima. Ma gli azzardi, se consapevoli e ben gestiti, spesso ci fanno fare strada."

Aprile 2015


perché....
"Tutto può cambiare ci restituisce un ritratto inquietante, e molto calzante, del nostro presente. Ma fornisce anche un quadro storico impietoso degli ultimi anni del regime sovietico. Bello, poi, il ritratto della nonna di Zenja, che con grande saggezza sa distinguere il bello e il brutto del passato e del presente.
La scrittura è scorrevole, l'impianto del racconto è coinvolgente e la storia è, finalmente, originale, fuori dai consueti canoni."


perché....
"E' una storia di fratelli: c'è l'emulazione, la protezione, la complicità, l'indifferenza, la perfidia, la lotta, la prevaricazione, l'inesperienza e l'esperienza. Ma soprattutto c'è un indissolubile legame che li tiene insieme, nonostante tutto. È una storia d'estate, ovvero di quella meravigliosa porzione dell'anno in cui ai ragazzini è dato modo di assaporare il proprio tempo e la propria libertà. Ci sono i colori, il gusto, la luce, l'atmosfera di quella stagione.
Ma è anche e soprattutto una storia di infanzia: un inno all'immaginario sconfinato che è nella testa dei piccoli e a cui quel grande e unico occhio in copertina si rivolge. È l'occhio di Shaun Tan."

[continua]





venerdì 11 dicembre 2015

ECCEZION FATTA!


LIBRI PER CONOSCERE IL MONDO

Nel corso della Fiera della Piccola e Media editoria, Più Libri Più Liberi, si sono svolti degli incontri con alcuni dei membri del comitato scientifico del Premio Biblioteche di Roma. All'interno di questa serie, mi è stata data l'opportunità di parlare di quella parte dei libri 'non fiction' concernenti la divulgazione.
Tralasciando dunque i libri gioco, i libri fatti ad arte, o i libri da fare, vediamo come la produzione editoriale in materia di divulgazione sia percepita come una sorta di cenerentola, un ramo minore su cui non è necessario soffermarsi più di tanto.
Ma. C'è un'obiezione gigantesca: i bambini e le bambine sono portatori primari di domande di grandissimo impatto, della meraviglia che consente di interrogarsi su cose grandi e piccole, in un susseguirsi inesauribile di perché. Saper tenere vivo in loro e in noi il senso dello stupore, ci rende individui aperti al cambiamento di prospettiva, alla visione nuova e rivoluzionaria, approccio necessario alla crescita del sapere.
Fornire ai bambini e alle bambine strumenti idonei, stimolanti, aggiornati, creativi è quindi indispensabile, non un orpello o un di più inessenziale rispetto al contenuto nudo e crudo delle nozioni. Va detto anche che, nonostante tutto ciò che teoricamente si afferma, sul terreno dei libri di divulgazione si operano spesso, da parte dei fruitori adulti, delle inutili discriminazioni nei confronti delle bambine, considerate poco interessate agli argomenti che non coincidano con il senso estetico o l'insorgente maternage.
Sono spesso le mamme, le amiche delle mamme, le nonne che ci oppongono rifiuti perplessi di fronte al suggerimento dell'acquisto di un libro di scienza o di storia. Quanto poco questo corrisponda al mondo infantile è facile dimostrarlo, parlando con le dirette interessate, le bambine e le ragazzine che, come i coetanei maschi, hanno la testa piena di curiosità.


Fino a pochi anni fa, quando si parlava di divulgazione venivano in mente soprattutto i grandi editori di lingua inglese, come la Dorling & Kindersley o la Quarto Publishing, che tuttora producono testi divulgativi di grande livello, accurati, aggiornati, dotati di un valido apparato iconografico. Recentemente, si sono affermate, però, anche nuove tipologie di testi divulgativi, in cui l'immagine non è solo ancillare rispetto al testo, ma contiene percorsi esplicativi, attraverso didascalie, finestrelle, animazioni, che possono mutare ogni volta che si sfoglia il libro, unendo approccio intuitivo e approfondimento: sono così Mappe, Sotto terra. Sott'acqua, Il libro delle Terre immaginate, Zoottica, portati in Italia da Electa Kids e L'Ippocampo junior.


Lo stesso discorso si può fare per Il Mondo segreto delle piante, tradotto e pubblicato da Editoriale Scienza, il nostro più valido editore specializzato in divulgazione per ragazzi, cui va il merito di avere individuato il meglio della produzione internazionale e di aver promosso delle valide collane di divulgazione quali Lampi di Genio, di Luca Novelli, Teste toste, di Federico Taddia, Donne nella scienza, in cui sono uscite delle belle biografie di scienziate, fra cui Siate gentili con le mucche, scritto da Beatrice Masini.



Nell'ambito delle biografie, va segnalato anche l'ottimo Primati, pubblicato da Il Castoro: un testo che coniuga l'originalità del linguaggio, la graphic novel, con l'attenzione sulla vita e gli studi di tre grandi primatologe, Jane Goodal, Dian Fossey e Biruté Galdikas, che hanno contribuito a modificare la visone dell'uomo nell'ambito della storia evolutiva. 



Anche l'editore romano Lapis ha dedicato diverse collane alla divulgazione, dalle guide archeologiche, alla collana Ah, saperlo!, alle biografie romanzate di grandi personaggi, nonché l'imperdibile Geniale...anche tu!, che cerca proprio di spiegare quali meccanismi, quali circostanze, quali metodologie e quali azzardi e follie abbiano guidato i più grandi geni dell'umanità.
Appunto, la divulgazione non è solo scienza: non possiamo infatti dimenticare la nutrita produzione riguardante le arti, di cui o avuto spesso modo di parlare; sulla didattica dell'arte si sono spesi soprattutto Artebambini e Lapis, con alcune incursioni di altri editori, come Gallucci, con la bella collana di testi di Rosetta e Margherita Loy. Mentre per la parte di biografie storiche non possiamo non segnalare la nuova collana che ha segnato l'ingresso di un grande editore, Laterza, nel mondo dell'editoria per ragazzi: la collana Celacanto, che ha avuto fortune alterne, anche per un format, grande libro illustrato con un testo impegnativo dedicato alla fascia d'età fra i nove e gli undici anni, non immediatamente compreso. Ed è proprio nell'ambito storico che si sono viste delle belle novità, come il libro di Pommeaux, Siamo noi la storia, pubblicato da Babalibri e, per esempio, Al tempo dei primi uomini di Editoriale Scienza.


Da i pochi elementi che qui ho riassunto, e mi scuso con tutti gli editori e gli autori colpevolmente non citati, si vede come vi sia un panorama ricco di novità e di sorprese, di grandi potenzialità, in cui l'editoria italiana crede ancora poco. Se guardiamo la ricchezza della produzione anglosassone o francese, emerge con chiarezza la scarsa fiducia e lo scarso coraggio che gli editori italiani ripongono in un settore importante della produzione editoriale, rifugiandosi nel noto, come fanno i grandi editori, da Mondadori a De Agostini a Giunti, e investendo ben poco nella sperimentazione e nella scoperta delle nuove tendenze, o limitandosi a cogliere il meglio dell'editoria straniera, ma tralasciando moltissimi testi. Bisogna riconoscere anche una certa disattenzione da parte della critica, e anche una notevole lentezza del mercato ad accogliere nuove proposte. Ma il caso di Mappe dimostra quanto siano grandi le potenzialità anche commerciali. 




Molti bambini e bambine vivono il loro primo approccio con il mondo del libro attraverso, per esempio, un libro sugli animali o sui dinosauri: che sia un bel libro, capace di aprire universi, di stimolare nuove domande, agile, informato, interattivo, o che sia la noiosa ripetizione del già visto fa una differenza grande come il futuro di generazioni di pargoli alla conquista del mondo.

Eleonora


mercoledì 13 maggio 2015

FAMMI UNA DOMANDA!

LE MAREE, 
OVVERO LA FISICA SPIEGATA AI BAMBINI



Ancora una volta incontriamo la collana Celacanto dell'editore Laterza, che continua la sperimentazione in un territorio poco esplorato finora, quello che unisce il linguaggio dell'illustrato a testi con un contenuto divulgativo. In realtà ci sono validissimi esempi nel recente passato della produzione editoriale, ma rappresentano in effetti delle eccezioni.

Marco Malvaldi, noto autore dei best seller ambientati al BarLume, nonché chimico, per spiegare i misteri dell'universo parte da molto lontano. In Leonardo e la marea, scritto in collaborazione con Samantha Bruzzone e illustrato da Desideria Guicciardini, parte da un bambino di cinque anni, Leonardo, e della sua curiosa domanda: perché il mare di notte lascia sulla spiaggia tanti detriti? La mamma, e poi il papà, pensano di cavarsela con una romantica storia d'amore fra il mare e la luna; ma la spiegazione fiabesca non tiene.
Ed ecco i nostri autori addentrarsi magistralmente nel concetto di gravità.




Si parte da Newton e dalla sua mela per spiegare come due corpi si attraggano in proporzione alla loro massa e, inversamente, alla loro distanza; e che questo vale per tutti i corpi dell'universo mondo. Legge di gravitazione universale. Che, fra le tante cose, spiega anche le maree, cioè la deformazione della superficie marina in base alla vicinanza della luna. Dalla poesia di un amore impossibile alla prosa di una spiegazione scientifica?


No, questo racconto è decisamente di più e, se chiarisce che spiegazione razionale dell'amore non c'è e forse non va nemmeno cercata, spiega anche come una buona risposta scientifica a dei dati osservabili spesso spalanca la porta a una serie di nuove domande. Le amichette del nostro protagonista, cui il ragazzino confida le sue acquisizioni, gli fanno infatti una domanda davvero imbarazzante: perché c'è la gravità?
Ed eccoci immersi nel cuore dei dilemmi della fisica contemporanea: quella spasmodica ricerca di una legge, una sola,  che unifichi tutti gli aspetti della fisica terrestre e celeste, dal microcosmo al macrocosmo. La teoria del tutto.



Insieme a Leonardo siamo sull'orlo di un precipizio, o, se vogliamo, di fronte allo spettacolo immenso dell'universo, di cui comprendiamo forse una piccola parte. Il desiderio di sapere passa da una generazione all'altra, alla ricerca di una perfezione che non si raggiungerà mai.
Troppo per dei bambini? Penso proprio di no. E' proprio questo, il continuo porsi domande anche radicali, anche assurde, che accomuna l'infanzia con le menti dei più grandi scienziati: pensare l'impensabile, o quello che fino a quel momento è considerato tale.
Già sento le oliate rotelline dei nostri ragazzi e ragazze, dai nove anni in poi, mettersi vorticosamente in movimento. Non fermatele, non banalizzate, non sfuggite alle domande anche impossibili, meglio ammettere di non sapere che sminuire la curiosità dei più giovani. La cosa migliore che possiamo fare è indicare la via per una ricerca, che ciascuno di loro a suo modo intraprenderà, e che non avrà fine. E anche questo è il sale della vita.
 

Eleonora

“Leonardo e le maree”, M. Malvaldi e S. Bruzzone,ill. D. Guicciardini, Laterza 2015

venerdì 6 marzo 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


A CERCAR OSSA...



Nuova uscita della collana Celacanto, dedicata ad uno dei momenti più affascinanti della storia della scienza, quando cioè il ripetuto ritrovamento di fossili giganteschi fece compiere una straordianria svolta nel nostro modo di concepire il tempo e le trasformazioni dei viventi.
La storia di Lisette e la scoperta dei dinosauri, raccontata da Valeria Conti e Giacomo Scarpelli, con le illustrazioni di Lucia Scuderi, ha per protagonista uno scienziato francese del primo Ottocento, Cuvier, e la sua assistente Lisette. Quest'ultima entra in contatto con lo scienziato da bambina, perché abituata a scavare nelle grotte sotto Montmartre, che contengono le ossa gigantesche di animali misteriosi, forse draghi? L'incontro con lo scienziato riporta Lisette ad una realtà meno favolosa, ma non per questo meno affascinante. Cuvier, infatti, insieme ad altri suoi colleghi sparsi per il mondo, cerca di ricomporre gli scheletri di questi animali misteriosi, basandosi sul concetto di un piano organico che contraddistingue ciascun gruppo animale. Facendo questo, però, si trova davanti ad una serie di enigmi: cosa erano veramente questi animali giganteschi, che fine avevano fatto e che relazione avevano con quelli esistenti? La risposta, lo sappiamo, arriverà diversi decenni dopo grazie alla sintesi proposta da Charles Darwin con L'origine delle specie. Lisette dunque segue il maestro nei suoi viaggi, alla ricerca di nuovi fossili da ricomporre, come in un gigantesco rompicapo; così vengono ricostruite le fattezze, per esempio, dello pterodattilo. La vediamo alla fine, ormai anziana, emozionarsi nel ricevere in dono il libro rivoluzionario, pubblicato da Darwin nel 1859, che ha cambiato radicalmente il nostro modo di pensare.


Sembrano considerazioni ovvie, ma la scoperta delle ossa dei dinosauri ha contribuito in modo importante ad indicare la strada che poi ha portato all'evoluzionismo: dilatando il tempo storico, ha messo in ombra l'interpretazione letterale dei testi biblici. Il fatto di ritrovare i resti di animali estinti, poi, ha messo fine all'idea della scala naturale, al cui vertice c'era l'uomo. E cosa spiegava le estinzioni di massa? Cuvier pensava che ci fossero stati nel passato più eventi catastrofici, di cui il diluvio universale era l'ultimo esempio. E poi, come si è arrivati dalle forme preistoriche a quelle moderne?
Come ben si vede, questa piccola storia allude ad un radicale cambiamento di visione, che ha portato l'essere umano dal centro della creazione ad essere uno dei tanti successi evolutivi della vita sulla terra.
Piccola storia, è vero, ma grandi e stimolanti significati da propore a giovani scienziati e scienziate a partire dai nove anni: paleontologi, paleozoologi, archeologi, biologi e, perché no, soltanto curiosi.

Eleonora

“Lisette e la scoperta dei dinosauri”, V. Conti, G. Scarpelli e L. Scuderi, Laterza 2015


lunedì 2 febbraio 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


IMPROBABILE TESORO


Parliamo ancora della collana Celacanto dell'editore Laterza, un notevole investimento editoriale tendente ad innestare la grande tradizione nella saggistica in un terreno, quello dell'editoria per ragazzi, precedentemente visitato solo in modo occasionale.
Questa volta vi propongo Milo e il segreto del Karakorum, scritto da Enrico Brizzi e illustrato da Luca Caimmi: è il racconto del tentativo di una spedizione italiana, guidata del Duca D'Abruzzi, di espugnare la vetta del k2, nel massiccio del Karakorum.

 
L'autore immagina un ragazzino, Milo, nipote di uno dei partecipanti, Achille Libecci, partecipare alla grande spedizione italiana organizzata da Luigi Amedeo di Savoia nel 1909.
Siamo dunque all'inizio del Novecento, quando parte del mondo era ancora inespugnato e le esplorazione erano avvolte da un manto di romantica avventura.
Il protagonista, un ragazzino della buona società, viene trasportato dalla normalità della vita borghese alle difficoltà e al fascino di una grande spedizione, di cui sono raccontate le tappe, in un'India ancora profondamente coloniale, i dettagli, gli usi e i costumi dei popoli incontrati nel lungo percorso. C'è anche un pizzico di mistero, grazie alla leggenda che vuole che Alessandro Magno abbia lasciato il suo tesoro proprio in quelle minacciose montagne. 

 
Arrivata alle pendici del K2, la spedizione lascia Milo al campo base, dove passa giornate di noiosa attesa; così, insieme al suo amico Jampalì, anche lui esplora a suo modo il mistero di quelle montagne, in groppa ad uno yak dal pelo chiaro; nel corso di queste scorribande i due ragazzini trovano il famoso tesoro, ma forse è un sogno, un delirio dettato dall'altitudine. O forse è vero, come testimonia una moneta riportata a casa; in ogni caso i due ragazzi non fanno parola del ritrovamento, dimostrando una grande saggezza e preservando i popoli da infinite e sanguinose contese.


Il racconto di Brizzi ha il gusto dell'avventura, fa respirare atmosfere salgariane, descrivendo paesi e popoli meravigliosi e misteriosi. Le illustrazioni accompagnano con sapienza il racconto, illuminandone i dettagli, come un repertorio fotografico ritrovato in un vecchio baule: gli abiti esotici dei popoli incontrati, i paesaggi montani, le 'foto' ricordo di una grande spedizione.
Come ben vedete questi testi, validissimi, possono essere letti facilmente a partire dei nove anni, ma hanno un grande fascino anche per lettori più allenati.
Una bella dimostrazione di come si possa attraversare i campi del sapere con curiosità e leggerezza.


 Eleonora

Milo e il segreto del Karakorum”, E. Brizi, L. Caimmi, Laterza 2014



martedì 27 gennaio 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


16 OTTOBRE '43


Roma, 16 ottobre '43, il rastrellamento del ghetto: nella mia memoria c'è il racconto dell'omonimo resoconto scritto da Giacomo Debenedetti nel '44. Mi è rimasto impresso di quella lettura la presenza di un velo di leggenda, sovrapposto al resoconto veritiero di quello che è successo.
Ora Anna Foa, storica molto conosciuta, ci racconta proprio quel giorno in Portico d'Ottavia, pubblicato da Laterza nella collana Celacanto. Anche qui un'atmosfera sospesa fra la realtà della ricostruzione storica e l'immaginazione.


Tutto si svolge in un palazzo del Portico d'Ottavia, conosciutissima via del ghetto romano; lei ora ci vive e immagina di vederlo come era, come ci si viveva negli anni della guerra. Le si presenta una bambina, sembra un fantasma, che, come una sorta di Virgilio, la accompagna di casa in casa, racconta della solidarietà di quelle famiglie, di come si industriavano per sopravvivere al tempo delle leggi razziali, sembra di sentire le voci delle donne e dei bambini che giocano in cortile.
L'armistizio di Badoglio e l'occupazione nazista cambiano velocemente le cose, gira la voce che presto ci saranno dei rastrellamenti.


Addirittura un fantasma mette in guardia i giudei, ma anche voci di strada diffondono l'allarme; all'alba del 16 ottobre i nazisti si presentano al ghetto, facendosi beffe dell'oro versato dagli ebrei per conquitarsi la salvezza: chi può, aiutato dai vicini affacciati alle finestre, che li guidano dall'alto, scappa sui tetti, nei vicoli, si rifugia nelle chiese, nei conventi; chi non ci ha creduto, chi non fa in tempo, viene catturato. Sono circa mille gli ebrei romani rastrellati quel giorno e solo in sedici hanno fatto ritorno.

Chi ha condotto Anna Foa per mano nella rievocazione di quel giorno drammatico è Costanza, una di quelle che son riuscite fortunosamente a scappare e a rifugiarsi nella chiesa di San Benedetto.
Sembra una favola, una storia leggendaria ed invece è andata proprio così; questa città, in cui si mescolano cinismo e generosità, questa città che sembra digerire ogni tragedia, in cui sembra esistere solo olimpica indifferenza, ha visto anche questo, è stata lo scenario di una giornata tragica, in quegli stessi luoghi in cui ora piacevolmente si passeggia.
Efficaci le immagini di Matteo Berton, le diverse prospettive che raccontano il palazzo, le sue scale, i tetti su cui fuggono i più fortunati, in questo grigio scuro di un'alba piovosa, e poi l'incedere marziale delle SS, dalle cupe uniformi, gli stivali che colpiscono le porte, i fucili ben in vista. Il grigio e il rosso romano, il bianco delle lenzuola stese, emblema di vite interrotte, spezzate.


Anna Foa è davvero brava nel coniugare la fedele ricostruzione storica e una narrazione 'leggera', una sorta di favola triste ed emblematica.
Anche questo episodio è una parte importante della storia millenaria della nostra città: raccontare, far vedere, ricordare è rendere giustizia a chi ha subito questo orrore e a quella parte di città che ha saputo comportarsi con umanità.


Eleonora

“Portico d'Ottavia”, A. Foa, M. Berton, Laterza 2015