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lunedì 4 ottobre 2021

FAMMI UNA DOMANDA!

FILOSOFARE. 2


Mi ha davvero incuriosito la coincidenza dell’uscita quasi contemporanea di due testi, dedicati alla filosofia, che hanno il medesimo editore originale, la britannica Dorling Kindersley.
Nel giro di poche settimane, l’editore Gallucci ha stampato ‘Il libro della filosofia per ragazze e ragazzi. Scopri i pensatori di tutti i tempi, le loro idee e le teorie più importanti’, pubblicato nel mercato anglosassone nel 2015; Gribaudo, l’editore che pubblica la versione italiana delle collane di divulgazione della DK, propone ‘Filosofia.
 

Un’enciclopedia per ragazzi che cercano risposte alle grandi questioni della vita’. La prima osservazione riguarda i sottotitoli, aggiunti dagli editori italiani penso per avere una maggior presa sul pubblico. I sottotitoli inglesi sono molto più sobri: ‘Children’s Book of Phlilosophy’ e ‘Philosophy. A visual Encyclopedia’.
Sembrano dettagli, ma non lo sono: piuttosto che dichiarare onestamente quale sia il contenuto del libro, si preferisce evocare tematiche e suggestioni che incoraggino i genitori riluttanti ad acquistare libri ponderosi dal contenuto che può risultare ostico a tanti adulti.
Nel merito dell’esposizione, frutto di un lavoro essenzialmente redazionale il primo, prodotto da un’equipe di specialisti il secondo, in realtà i due testi hanno molti punti in comune: l’esposizione è essenzialmente tematica, espressa da grandi domande nel primo caso e nella contrapposizione di scuole di pensiero nel secondo. In entrambi i casi ha un ruolo importante l’aneddotica, sia in relazione della vita dei diversi pensatori, sia nell’esposizione di teorie complesse. Si fa riferimento a filosofie non occidentali, anche se in modo sommario. Infine l’impaginazione e l’uso delle immagini sono fondamentali per rendere più fluida la lettura e più semplice la comprensione dei passaggi più complicati.
Nel merito, se dovessi esprimere una preferenza, direi che nel secondo caso, L’Enciclopedia visuale, c’è una più chiara sistematicità, una più evidente linea del tempo, che consente una maggiore contestualizzazione, e si dà rilievo a tematiche di grande interesse: logica e linguaggio, caratteristiche della conoscenza scientifica, bioetica.
Già da queste righe si capisce qual’è la vera difficoltà: il pensiero astratto. Un conto è comprendere le problematiche che hanno dato origine alle diverse teorie, comprendere, cioè, le domande di fondo che, attraverso i secoli, hanno impegnato tanti studiosi, un altro è confrontare le risposte, i percorsi, le terminologie che hanno caratterizzato le diverse teorie.
Ragazzi e ragazze dai dodici anni in poi sono sicuramente in grado di comprendere domande, paradossi, metafore che avvicinano all’universo mentale di questo o quel pensatore; ma seguirne il pensiero, comprenderne i concetti, anche astrusi, contestualizzarli, è altra cosa.
Lontani anni luce dalle tristissime pubblicazioni dedicate a personaggi famosi, questi libri hanno un grande merito e un limite: il merito sta nell’introduzione a tematiche importanti e ad una metodologia critica che può diventare importante nella vita scolastica e non; il limite sta nella necessaria mediazione adulta, che aggiunga qualcosa nel non detto e crei collegamenti più forti con la vita reale.
Tematiche di stampo filosofico sono all’ordine del giorno: la natura dell’intelligenza artificiale, il rapporto che abbiamo con il resto del mondo naturale, il diritto alla manipolazione del codice genetico, il concetto di verità e di giustizia.
Indiscutibilmente non è sufficiente sollevare questioni e mostrare a ragazze e ragazzi di quanta incertezza sia fatto il nostro mondo: c’è bisogno di informazione e di formazione, e questi libri vanno nella giusta direzione nel soddisfare queste esigenze. Eppure, mi sembra che ancora non siamo riusciti a trovare la giusta modalità di rappresentazione della complessità, che può essere una teoria fisica o filosofica, in modo così semplice da poter essere fatta propria dai più giovani.
Siamo in tempi di sperimentazioni interessanti anche nell’ambito della divulgazione, sono certa che emergeranno altre proposte. Nel frattempo, proviamo ad insinuare qualche dubbio socratico qua e là, per preparare il campo a nuove domande.

Eleonora


“Il libro della filosofia per ragazze e ragazzi”, AA.VV., Gallucci 2021
“Filosofia. Un’enciclopedia per ragazzi che cercano risposte alle grandi questioni della vita”, AA.VV. Gribaudo 2021





lunedì 10 febbraio 2020

FAMMI UNA DOMANDA!


FATTO CON CURA


Capita, ma non è frequentissimo, di avere fra le mani un libro, in questo caso di divulgazione, che risulta quasi perfetto: ‘La magia e il mistero degli alberi’, della Dorling & Kindersley, è uno di questi. Il libro, il cui argomento è chiaro, viene tradotto in Italia da Gribaudo, marchio Feltrinelli, ed è davvero un raro esempio di cura editoriale. Per farlo, oltre all’autrice dei testi Jen Green e all’illustratrice Claire McElfatrick, ci sono volute 15 persone, fra revisori, grafici, impaginatori e così continuando, senza parlare dei consulenti esterni.
Mi verrebbe da dire, è così che si fa un buon libro di divulgazione, con la massima cura possibile per avere un testo semplice, ma corretto, e impaginazione e grafica che sostengano l’illustrazione. Nel nostro caso l’illustrazione, un mix di disegno e immagine fotografica, è sovrascritto dal testo, che risulta spezzettato in modo funzionale a una fruizione ‘leggera’, che non si appesantisca troppo in un’esposizione troppo lunga.


Non è l’unico pregio di questo libro: DK, storico marchio britannico della divulgazione, si è caratterizzato finora per l’uso dell’immagine fotografica e per un’impaginazione di grande impatto visivo. Ora approda a uno stile diverso, con un insieme di stili, fra il fotografico e il disegnato, che corrisponde maggiormente al gusto corrente, senza perdere nulla in termini di chiarezza e di precisione. Davvero significativo che un grande editore sappia modificarsi e aggiornarsi senza perdere nulla del proprio tratto distintivo.


Quanto al contenuto, è un classico libro di divulgazione impostato su una modalità sistematica, cosa che presenta molti vantaggi, come la possibilità di rintracciare i contenuti di proprio interesse più velocemente. Oltre quindi a descrivere le caratteristiche peculiari della vita degli alberi, la loro struttura, le diverse caratteristiche alle diverse latitudini, in realtà il testo si addentra nell’affascinante territorio di confine, dove le domande superano di gran lunga le risposte: ovvero parla delle più recenti ricerche, di cui ho parlato più volte, sulla vita degli alberi, in particolare sul loro modo di comunicare, attraverso le radici, di aiutarsi reciprocamente, di sviluppare strategie difensive. Un intero capitolo è dedicato ai sensi degli alberi, ovvero alle loro modalità di percepire il mondo esterno, con osservazioni che sbalordiranno parecchi lettori; la trattazione termina poi con una lunga descrizione delle interazioni fra le diverse specie di viventi all’interno dei diversi ecosistemi.
E’ quindi un libro completo, approfondito quanto basta e aggiornato agli ultimi studi, gradevole da sfogliare con illustrazioni in perfetta sintonia con il testo e in cui può sbizzarrirsi la passione per il dettaglio. Mi sembra che tutto questo sia più che sufficiente per proporlo alle letture curiose di ragazzine e ragazzini a partire dagli otto, nove anni, ma valido anche per letture più mature. E’ anche assolutamente consigliato per le biblioteche scolastiche, che di libri come questo, capaci di stimolare il desiderio di conoscenza e le curiosità dei bambini, ne dovrebbero avere a bizzeffe.

Eleonora

“La magia e il mistero degli Alberi”, J. Green e C. McElfatrick, Gribaudo 2020


venerdì 11 ottobre 2019

FAMMI UNA DOMANDA!



IL FILO DELLA STORIA



Non ne parlo spesso, eppure è una delle più importanti collane di divulgazione per ragazzi e ragazze, cioè dedicata alla fascia d’età corrispondente alla scuola media, ma utile anche dopo: si tratta della collana ‘Enciclopedie per Ragazzi’ che Gribaudo traduce dall’inglese Dorling e Kindersley, colonna britannica dell’arte della divulgazione. La collana, da pochi anni proposta sistematicamente in Italia, si caratterizza per un impianto ‘tradizionale’, con testi di discreto approfondimento e grande uso delle immagini fotografiche. Forse per questo se ne parla di meno, trattandosi di un corposo lavoro redazionale applicato ai più svariati argomenti, che riproduce un’impostazione grafica e un impianto ormai noti.
In realtà si tratta di testi validissimi, che spesso affrontano con la chiarezza propria della scuola anglosassone anche temi difficili e poco frequentati nell’editoria per ragazzi.
Di recente è uscito un volume che si segnala per l’originalità e che tratta uno degli argomenti più maltrattati dalla divulgazione, la Storia.
Alla realizzazione di questo progetto hanno contribuito due redazioni, di cui una indiana, e questo spiega alcune caratteristiche del volume, intitolato ‘La storia di tutte le cose’: la trattazione si svolge seguendo un’ideale linea del tempo in cui si succedono svariati accadimenti, dalla comparsa delle vita sulla terra ai giorni nostri. In realtà per ogni macro-fase, periodi storici decisamente lunghi, si alternano pagine che inanellano eventi ad altre di approfondimento tematico, ma tutte utilizzando una vasta estensione spaziale e temporale. Se dev’essere una storia del mondo, che lo sai realmente! E quindi si parla di civiltà lontane, dai celti alle civiltà precolombiane, dall’impero cinese ai regni africani.


Dunque una grande attenzione sia all’aspetto diacronico che a quello sincronico, per dare un’idea sia di come un aspetto si sviluppi nel tempo, sia delle contemporaneità, approccio che aiuta a collocare i singoli aspetti o eventi storici sulla linea del tempo. In questo modo si sviluppano su altrettante linee temporali anche argomenti come la storia della musica, l’invenzione della ruota, la storia della scienza per arrivare all’attualità.
Ne viene fuori più che un affresco un mosaico, ovvero un grande schema onnicomprensivo che abbraccia un numero enorme di dettagli, di aspetti particolari, dalla singola battaglia alla costruzione di un monumento.
E’, evidentemente, un libro ricchissimo di informazioni, organizzate trasversalmente all’andamento lineare della cronologia; in tanta ricchezza mi sono chiesta che uso possano farne i giovani e le giovani studiose, se per caso ci fosse un rischio di dispersione dell’informazione. Sicuramente è un testo che può essere usato in molti modi, per consultazione e per approfondimento. Per i più solidi, può essere anche letto srotolando filo per filo questa matassa ingarbugliata che è la storia dell’umanità.
Qualche argomento è più sviluppato, altri meno, ma credo che non potesse essere diversamente.
L’apparato iconografico è curato da una squadra di illustratori e grafici che rendono l’impaginazione vivace e variata, pur mantenendo la necessaria schematicità.
Direi che è un libro indispensabile per le biblioteche scolastiche e non solo.

Eleonora

“La storia di tutte le cose”, AA.VV., Gribaudo 2019





lunedì 19 dicembre 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


TEREM TEREMOK IN 'TECHNICOLOR'

La casa nel bosco, Christopher Corr (trad. Daniela Gamba)
Gribaudo 2016


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

Nel folto del bosco c'era una piccola casa di legno. Era dipinta di un bianco brillante, aveva nove belle finestre e una porta rossa. Un giorno un topo passò davanti alla casa di legno. 'Sembra il posto perfetto per un topolino come me' si disse e si intrufolò dentro.


Il topo, una volta insediatosi, la pulisce e la lustra. Da lì a poco sente bussare ed è il bel ranocchio che chiede ospitalità per sé. Il topo lo fa entrare e così ora sono in due nella piccola casa di legno. Dopo il ranocchio sono molti altri a bussare: un coniglio carino, un castoro affaccendato, una volpe, un gallo, un cervo fulvo e uno scoiattolo. Poi arrivano i pennuti, anche loro attirati dalla bellezza di quella casa nel bosco. Per tutti loro c'è posto. Vivere tutti insieme e in armonia dà grande felicità, tanto da organizzare una grande festa di inaugurazione della casa. 


Suoni e balli arrivano alle orecchie potenti dell'orso che, avvicinatosi, chiede di poter partecipare e, naturalmente, di entrare.


Come prevedibile, la sua mole non è adatta per quella piccola casa già stipata di animali di ogni forma e misura. Al suo arrivo, essa esplode in mille pezzetti. Sono due le cose possibili: o piangere tutti assieme sulla bella casa distrutta o tentare di ricostruirne un'altra che possa essere grande a sufficienza per accogliere ogni amico che lo desideri...


Fiaba della tradizione russa, Terem Teremok, appare qui in un rimaneggiamento di Christopher Corr, indiscusso maestro del colore.
La fiaba ha una struttura perfetta nel suo ripetersi di un modulo narrativo unico, fino al climax, animale dopo animale in un crescendo di dimensioni, che si raggiunge con l'orso che non riesce ad entrare e, nel tentativo di farlo, distrugge la casetta nel bosco. In una prospettiva insolita, invece di scappare tutti, sotto la guida del mortificatissimo orso, gli animali si alleano e danno vita a un nuovo cantiere per la costruzione di una dimora che si dimostri accogliente per ciascuno di loro.
Adatta a una lettura condivisa anche con i più piccoli, La casa nel bosco, dimostra un'attenzione particolare al lessico utilizzato; la maggior parte degli animali che entra in scena consta di una caratteristica distintiva: un bel ranocchio, un coniglietto carino, un castoro affaccendato e un scoiattolo fulvo; gli uccelli sono riuniti sotto l'appellativo comune di pennuti.
A questo si aggiunge l'altro elemento di una narrazione ritmata, che, come in un filastrocca, appare scandita dall'entrata susseguente di animali sempre più grandi e sempre più numerosi.
E su tutti questi elementi di godibilità di racconto si innesta un vero e proprio gioco pirotecnico rappresentato dalle illustrazioni di Christopher Corr. 


In perfetta sintonia con la sua arte 'pop' che ben si conosce, La casa nel bosco è una gioia per gli occhi fin dai risguardi che, prudentemente, Gribaudo non ha avuto il coraggio di 'profanare' con il colophon, che appare infatti in quarta di copertina.
Come di norma, Corr gioca con un segno solo apparentemente naive, affastellando figure, animali piante in un unico tappeto figurativo senza soluzione di continuità e con un discreto horror vacui. E lo fa utilizzando una gamma di colori molto anarchica, ma che contiene in sé un'armonia profonda e un continuo solletichio verso insolite scelte cromatiche, accostate tra loro per il puro gusto di creare stupore. Il rosso della porta non è il solito rosso, ma è attraversato da un tono fluo, lo stesso può dirsi per l'arancio dell'orso, o per i colori utilizzati per il bosco che solo una volta appare colorato di verde. Un insegnamento, una sorta di manifesto silenzioso, che suggerisce di utilizzare la tavolozza in base alla propria personale sensibilità, sganciandosi del tutto dall'uso convenzionale del colore che, invece, troppo spesso si pretende da pittori e pittrici in erba.

Carla

Noterella al margine. Meno di dieci minuti per una versione russa del 1971 di Terem Teremok

 

venerdì 2 settembre 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


CHI FA DA SE'...

Il principe antipatico, Jeanne Willis, Toni Ross (trad. Daniela Gamba)
Gribaudo 2016



ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Fin dal giorno della sua nascita, il Principe Antipatico si lamentava di ogni cosa.
'Voglio essere un panda, non un principe!' frignava. 'Voglio abitare in un grande palazzo d'oro' urlava 'non in questo stupido palazzetto d'argento! Non c'è abbastanza spazio per far roteare un elefante!' Dal momento in cui si svegliava a quello di andare a dormire, si lagnava."


A colazione pretendeva toast a forma di marinaio, maltrattava il maggiordomo e il cocchiere che lo portava a spasso nei giardini reali. Le sue richieste impossibili - da un unicorno a una sirena - trovarono una fine quando il giullare maltrattato dal principino disse finalmente: Poffarbacco! Me ne vado. E come accade spesso, il coraggio del primo sconfigge la fifa dei secondi; così dietro al giullare andarono via con i bagagli in mano maggiordomo, cuoco, cocchiere, governate e balia.


Insomma tutti i 'maltrattati e le maltrattate' di sempre, ad eccezione di re e regina. Essi compresero subito di essere nei guai, senza servitù: non si può regnare e contemporaneamente badare al principe!
Così il piccolino dal giorno successivo fu affidato alla amorevoli cure di...se stesso. Sui colori dell'alba non ebbe nulla da eccepire e trovò buona anche la colazione che si era preparato da solo. Imparò a vestirsi, a gironzolare e a giocare tutto da solo e lo trovò molto divertente. 


Così la sera, quando si mise il pigiama, da solo, il re gli chiese se aveva passato una buona giornata lui non si lamentò e quando la mamma gli diede il bacio della buona notte si accorse subito che davanti a lei non c'era più il Principe Antipatico, ma un Principe Simpatico, deciso a rimanere tale per l'eternità...o quasi.

Toni Ross e Jeanne Willis sono come pane e burro: perfetti insieme. Una sintonia consolidata che si basa su un medesimo registro narrativo, l'ironia - il noto humor britannico? - nel raccontare la vita, in particolare quella dei bambini e delle bambine. L'infanzia che raccontano con parole e figure non è quasi mai gentile e carina, di solito è viziata, esigente e piagnucolosa, proprio nello stile del Principe Antipatico. Quest'ultimo è talmente insopportabile nel suo caratteraccio che si è guadagnato, scritto con la maiuscola, un nome proprio che è un aggettivo che lo definisce alla perfezione. Imbronciato fin dalla copertina e dal frontespizio che lo ritrae in carrozzina, il principe cresce e pagina dopo pagina è sempre più grande, ma non migliora la sua indole. Nel suo pigiama a righe ricorda tanto la sua alter-ego la Principessina sempre imbronciata che vuole - libro dopo libro - il suo ciuccio, la sua mamma, la luce accesa, un doppio compleanno, il suo vasino e la sua pappa mentre non vuole andare a letto, oppure lavarsi le mani (Lapis, 2010-2014).
La morale che se ne ricava è che corona e vizi o pretese vanno molto d'accordo. Ma non è l'unica.
 



Carla

Noterella la margine: Il Principe Antipatico è il quarto titolo di questa collana Gribaudo, marchio Feltrinelli, che si intitola Facile! alludendo all'alta leggibilità ottenuta attraverso la font leggimi, brevettato da Sinnos nel 2006. Piccolo cartonato a un prezzo 'politico'.
Meritoria scelta.

venerdì 1 luglio 2016

FUORI DA GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


IL BUCO


Di Anna Llenas non abbiamo mai parlato: è una giovane e brillante illustratrice e grafica catalana, nota in Italia soprattutto grazie a I colori delle emozioni, versione pop up de El monstruo de colores. Il libro parla di emozioni in modo molto semplice e diretto, caratteristica che ne ha determinato il successo. 

 
Su questa lunghezza d'onda, accresciuta anche dal meritato successo del cartone animato Inside Out, una delle migliori produzioni recenti, sono usciti diversi testi sul tema 'emozioni', per la felicità di coloro che cercano libri su misura, rispondenti alle tematiche che per una ragione o per un'altra, a scuola o in famiglia, sono pressanti.
Il difetto che spesso hanno i libri 'a tema' è quello di essere essenzialmente didascalici, di voler dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, come si chiama questo o quello, senza lasciare spazio alcuno al lettore/lettrice, né, tanto meno, all'immaginazione e all'autonoma elaborazione.


Come dicevo prima, I colori delle emozioni ha rappresentato una bella eccezione. Ora la Llenas ritorna sull'argomento con un libro, Il Buco, che affronta il tema del dolore. Non un dolore qualsiasi ma quel dolore, legato ad un lutto o ad un evento traumatico, che lascia il segno, nel nostro caso un buco nella pancia della bambina protagonista della storia.
Giulia, questo è il suo nome, è stordita dalla presenza di questo buco che fa entrare il freddo e fa uscire mostri mangia-tutto. Cerca allora di cancellarlo, di chiuderlo e poi di tapparlo con tutte le cose buone o cattive che le capitano: l'affetto di un gatto, le leccornie, le infatuazioni televisive e qualche adulto da cui è meglio stare lontana.
Ma tutto è inutile. Arriva il momento in cui Giulia rinuncia, smette di cercare una soluzione.


Finché qualcuno non le suggerisce di guardare in se stessa; Giulia si accorge di avere in sé un mondo pieno di sorprese, di emozioni, pensieri, e che questo mondo che non sapeva di possedere la può avvicinare nuovamente agli altri, anche loro con un buco nella pancia, un dolore alle spalle, anche loro con un mondo da condividere.
Al di là della inevitabile semplificazione, questo libro ha il grande merito di dare un'espressione, una dicibilità a qualcosa che i bambini e le bambine ovviamente non sanno decifrare. Quando nella loro vita compare un evento così negativo da segnarli profondamente, subiscono il dolore senza poterlo guardare per quel che è. Il buco è un libro che riesce a raccontare questo stato d'animo, a renderlo in qualche modo meno oscuro; consente ai bambini di specchiarsi nella piccola protagonista.


I collages della Llenas sono come sempre molto semplici e con colori netti, la linearità dell'illustrazione rispecchia la scelta di un linguaggio elementare, che arrivi dritto allo scopo, che si comprenda facilmente.
Mi sembra che con questo albo illustrato l'autrice si sia cimentata con un argomento più complesso, più profondo: quando ci è coinvolti in una situazione difficile, magari drammatica, si può essere avvolti da sentimenti e stati d'animo di chiusura, si cerca conforto nella solitudine, ci si convince che gli altri non possano capire. Trovare il modo di parlarne con le bambine e i bambini non è facile e questo libro può essere un valido aiuto.
Lettura impegnata, per giovanissimi lettori a partire dai quattro anni, ma apprezzato anche da bambine e bambini più grandi.

Eleonora

“Il buco”, A. Llenas, Gribaudo 2016




sabato 21 marzo 2015

PLUMCAKE ALL'ARANCIA

 
La ricetta con cui mi sono presentata su questo blog era tratta dal libro di Lisa Casali Ecocucina. Azzerare gli sprechi, risparmiare ed essere felici (Gribaudo, 2012), libro che come dissi è ricco di spunti interessanti.
Mi era stato regalato e a mia volta l'ho regalato a due amiche, tra cui mia cognata Lorenza, ottima cuoca, che come me ama molto sperimentare e ogni tanto rispolvera i vari libri e prova qualcosa.
Questa volta è toccato al plumcake all'arancia, che si è rivelato un'ottima scoperta. E' facile e veloce da preparare, e in più c'è anche la soddisfazione di non buttare le bucce delle arance.
Unica accortezza è utilizzare arance che non siano state trattate sulla buccia.

Ingredienti
quel che resta dalla spremuta di due arance non trattate
200 gr di zucchero di canna grezzo
3 uova
200 gr di farina
200 gr di ricotta
1 bustina di lievito
sale/burro

Prima di preparare la spremuta lavate bene le arance. Una volta estratto il succo terrete tutto sia le calotte della buccia che la polpa che vi è rimasta sullo spremiagrumi.
Tagliate grossolanamente le mezze calotte e frullatele insieme alla polpa di scarto e lo zucchero.
Versate il composto in una ciotola e unite le uova, la farina e la ricotta, lavorando il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Imburrate o foderate di carta da forno uno stampo da plumcake da circa 24 cm e versatevi il composto.
Cuocere a 180° per 40 minuti. Anche quando sarà perfettamente cotto, la pasta rimarrà un po' umida.
Lasciate raffreddare e se vi va spolverizzate con lo zucchero a velo.

Gabriella



 


venerdì 25 gennaio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


CHE BELLA NOTIZIA! Malika Doray
Gribaudo, 2012


ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)

"Gli orsi hanno impacchettato i regali, i gufi si sono alzati, sono accorsi tutti (o quasi) i topolini, gli elefanti hanno raccolto mazzolini di fiori, i coccodrilli si sono spazzolati i denti...."

Se tra gli animali c'è così tanto fermento, ci sarà un buon motivo.
Passeri, caimani, koala, lupi, conigli, e persino i moscerini stanno tutti convergendo verso un unico luogo, dove la gioia è grande. 


A mamma e papà ranocchio è arrivato un piccolino! Una dozzina di animali diversi, per provenienza, colore e misura si riuniscono tutti intorno all'allegra famiglia di ranocchi. Chi porta fiori, chi un regalo, nessuno (o quasi) si presenta al lieto evento a mani vuote.


Questo è il sottilissimo filo che dà la trama di questo libro che ha la sua grande novità soprattutto nella forma. Sette pagine doppie su un lato e sette pagine doppie sull'altro, che da chiuse ricordano due ante di un armadio. Esse si aprono sul paginone centrale, doppio anch'esso ma in senso orizzontale per nascondere fino all'ultimo il pop-up finale, ovvero la sorpresa della famiglia felice per il nuovo nato. Grazie a una bandella posteriore che tiene le sette pagine doppie ancorate alla pagina di fondo, il libro, tenuto su un piano, non può spaginarsi. la bellezza di essere doppio lo rende leggibile con tempi e modalità differenti da due lettori contemparaneamente. Ma, se messo in verticale, su un pavimento, eccolo aprirsi e squadernarsi per diventare una fisarmonica lunga, se non ho fatto male i conti, ben cinque metri e dodici. 

 In questo libro a soffietto, da un lato ritroviamo tutta la processione verso i tre ranocchi centrali, con il breve testo che li accompagna, mentre dall'altro lato delle pagine, che a libro chiuso risultano invisibili, spariscono le parole e assistiamo a una allegra compriccola di animali che tra gli alberi del bosco, giocano, si fanno scherzi, chiacchierano e raccolgono i frutti dagli alberi, forse per fare merenda. 
Gli animali che illustrano le pagine di testo aiutano il giovanissimo lettore a concentrarsi verso il centro del libro, lo fanno con la loro postura e con lo sguardo: grandi occhi ammiccanti ci guidano fin dalla copertina. 
I diversi animali, seppure semplificati in una stilizzazione formale per niente banale, tutti vestiti sul busto che ha spesso la forma del quadrato, sono tuttavia identificabili per alcuni particolari inequivocabili: i colori dei loro manti, i musi, i becchi, i nasi allungati, le orecchie a a punta...
Da qualche mese Che bella notizia! giace sulla cima della pila dei libri e quegli occhi ammiccanti del gatto nei confronti del coniglio mi tengono spesso compagnia. Dietro quello sguardo dei due animali della copertina c'è forse un gioco di 'vorrei inseguirti ma non posso' oppure 'vorrei fuggire ma non posso': sono infatti entrambi 'bloccati' sulla copertina.Del libro avevo già avuto notizia nella sua edizione originale in francese segnalata nelle Letture di Biblioragazzi. Contenti di poter finalmente aggiungere un altro titolo allo scarno repertorio di libri di qualità per piccolissimi, vi anticipiamo che nello srotolare questi 5 metri e passa di cartoncino non è solo il ranocchio ad essere nuovo nuovo al mondo. Ora a voi scoprire chi è l'altro n(uovo) arrivato...

Carla

 

Noterella al margine: Malika Doray, giovane e brava autrice francese meriterebbe maggiore attenzione al di qua delle Alpi. Ha scritto e illustrato con grande profondità e leggerezza libri davvero interessanti.