Visualizzazione post con etichetta enciclopedie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta enciclopedie. Mostra tutti i post

mercoledì 20 agosto 2025

FAMMI UNA DOMANDA!

LE PAROLE SONO IMPORTANTI 


C’è una caratteristica immediata, di pancia, nei libri di Taro Gomi: sono gioiosi. E voi direte ma sai quanti libri per bambini sono gioiosi! Sì ma quelli di Taro hanno qualcosa di più, che li rende unici, unici come lo è un ricordo d’infanzia quando emerge prepotente da un particolare insignificante: la saponetta sulla vasca a ricordare i bagni infiniti, un pezzetto di lego a ricordare i pomeriggi passati coi propri fratelli a giocare. 
Il libro è uscito nel 2013 e viene pubblicato per la prima volta in Italia da Kira Kira, un editore che si occupa principalmente di autori ed illustratori giapponesi.  
Come dice il titolo, il libro è una piccola enciclopedia alla Gomi, divisa in due parti: “Nomi” e “Parole della vita quotidiana”. Segue un ordine alfabetico? No! Stiamo parlando di Taro Gomi! Segue delle associazioni impreviste. 
Parte dalle cose ovvie e facili, ossia il VISO. 


 


Ma nella pagina successiva appare una MUCCA, animale che ama rappresentare.  
La prima doppia pagina apre con un Bambino-Taro: visetto tondo, carnagione scura, capelli neri, sereno e sorridente. 
La seconda invece rappresenta una mucca con lo sguardo da mucca e in attesa trepidante di finire di posare per scappare al pascolo. 
La prima caratteristica a saltare all’occhio è infatti questa mescolanza di persone, animali, cose e concetti. Cosa accomuna tutto questo mondo? Il fatto che siano cose nominabili, la parola è il fondamento. Le parole nominano non solo cose che si vedono, ma anche cose che non si vedono. 


Taro Gomi è uno degli illustratori/autori preferiti da Jon Klassen. Con lui ha in comune la semplicità del tratto e la miracolosa capacità di fare emergere tantissimi particolari con pochissimi dettagli, diciamo due autori minimalisti, dove la scarsità arriva dritta dritta all’essenza.  
Solo una mano esperta può descrivere aria-vento-gas con quella grazia, rappresentando semplicemente un primo piano di un signore con la cravatta, su sfondo bianco. E nella pagina successiva il bambino-Taro prende il suo posto, a rappresentare delle emozioni (tristezza, risentimento, etc..) o una postura (sogno, pensiero, etc…).  
Penso che su questa doppia pagina i bambini possano starci ore, e anche io ci sto, a dire la verità. Il capitolo termina con una carrellata di volti di bambini di ogni tipo e genere e, naturalmente, con i loro nomi. Che per un bambino il nome è quella cosa lì principalmente, il nome della mamma, del papà, dei fratelli, dei migliori amici. 


La seconda parte del libro dal titolo “Parole della vita quotidiana” scende a scandagliare le modalità con cui le parole fanno stare nel mondo le persone. Le parole aiutano a fare cose, le cose si possono fare in diversi modi e quindi si possono usare diverse parole per farle: alcune parole spiegano, altre lodano, altre ancora rifiutano, alcune addirittura consolano: 


Questa illustrazione che procede nella pagina successiva è emblematica del lavoro di Taro Gomi: tutti possono consolare, a modo loro e con parole proprie a loro, perfino un bebé consola, sovvertendo il paradigma per cui i piccoli vanno spesso consolati. 
Le espressioni dei sei personaggi rappresentati, così diverse l’una dall’altra, ci dicono che anche uno sguardo in apparenza duro (quello del medico? scienziato? professore?) in realtà è in funzione di un aiuto: vuole spronarci, vuole scrollarci per dirci: ehi, avanti così!  
Così come l’espressione del signore alto è così empatica che io mi immagino stia lì accanto a noi, con poche parole in mano, ma molta presenza. Gomi lavora così, attraverso i bianchi: lascia spazi, non copre il mondo di etichette, ma usa le etichette per scoprire altre cose. E mentre scorriamo incantati tra le immagini, ci viene voglia di sorridere, perché riconosciamo una gioia vivace che cresce in ogni pagina.
 
Valentina 

 “L’Enciclopedia di Taro Gomi - Nomi e parole della vita quotidiana” di Taro Gomi, trad. Roberta Tiberi, Kira Kira ed. 2025


venerdì 11 ottobre 2019

FAMMI UNA DOMANDA!



IL FILO DELLA STORIA



Non ne parlo spesso, eppure è una delle più importanti collane di divulgazione per ragazzi e ragazze, cioè dedicata alla fascia d’età corrispondente alla scuola media, ma utile anche dopo: si tratta della collana ‘Enciclopedie per Ragazzi’ che Gribaudo traduce dall’inglese Dorling e Kindersley, colonna britannica dell’arte della divulgazione. La collana, da pochi anni proposta sistematicamente in Italia, si caratterizza per un impianto ‘tradizionale’, con testi di discreto approfondimento e grande uso delle immagini fotografiche. Forse per questo se ne parla di meno, trattandosi di un corposo lavoro redazionale applicato ai più svariati argomenti, che riproduce un’impostazione grafica e un impianto ormai noti.
In realtà si tratta di testi validissimi, che spesso affrontano con la chiarezza propria della scuola anglosassone anche temi difficili e poco frequentati nell’editoria per ragazzi.
Di recente è uscito un volume che si segnala per l’originalità e che tratta uno degli argomenti più maltrattati dalla divulgazione, la Storia.
Alla realizzazione di questo progetto hanno contribuito due redazioni, di cui una indiana, e questo spiega alcune caratteristiche del volume, intitolato ‘La storia di tutte le cose’: la trattazione si svolge seguendo un’ideale linea del tempo in cui si succedono svariati accadimenti, dalla comparsa delle vita sulla terra ai giorni nostri. In realtà per ogni macro-fase, periodi storici decisamente lunghi, si alternano pagine che inanellano eventi ad altre di approfondimento tematico, ma tutte utilizzando una vasta estensione spaziale e temporale. Se dev’essere una storia del mondo, che lo sai realmente! E quindi si parla di civiltà lontane, dai celti alle civiltà precolombiane, dall’impero cinese ai regni africani.


Dunque una grande attenzione sia all’aspetto diacronico che a quello sincronico, per dare un’idea sia di come un aspetto si sviluppi nel tempo, sia delle contemporaneità, approccio che aiuta a collocare i singoli aspetti o eventi storici sulla linea del tempo. In questo modo si sviluppano su altrettante linee temporali anche argomenti come la storia della musica, l’invenzione della ruota, la storia della scienza per arrivare all’attualità.
Ne viene fuori più che un affresco un mosaico, ovvero un grande schema onnicomprensivo che abbraccia un numero enorme di dettagli, di aspetti particolari, dalla singola battaglia alla costruzione di un monumento.
E’, evidentemente, un libro ricchissimo di informazioni, organizzate trasversalmente all’andamento lineare della cronologia; in tanta ricchezza mi sono chiesta che uso possano farne i giovani e le giovani studiose, se per caso ci fosse un rischio di dispersione dell’informazione. Sicuramente è un testo che può essere usato in molti modi, per consultazione e per approfondimento. Per i più solidi, può essere anche letto srotolando filo per filo questa matassa ingarbugliata che è la storia dell’umanità.
Qualche argomento è più sviluppato, altri meno, ma credo che non potesse essere diversamente.
L’apparato iconografico è curato da una squadra di illustratori e grafici che rendono l’impaginazione vivace e variata, pur mantenendo la necessaria schematicità.
Direi che è un libro indispensabile per le biblioteche scolastiche e non solo.

Eleonora

“La storia di tutte le cose”, AA.VV., Gribaudo 2019





martedì 19 marzo 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

FRA ORSI E ROBOT

L’editore Salani propone sempre con grande efficacia testi per la fascia d’età fra i dieci e i quattordici anni, fascia d’età contesa ad altri grandi editori, Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori.
In prossimità della Fiera di Bologna sono usciti e stanno uscendo diversi titoli di rilievo: qui ve ne segnaliamo due, con registri molto diversi tra loro. 

Il primo, Il passaggio dell’orso di Giuseppe Festa, è un romanzo d’avventura pura: ambientato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, racconta della movimentata estate di due giovanissimi volontari che affiancano i guardaparco nella difesa del Parco e della sua biodiversità; in particolare sono impegnati nella difficile lotta ai bracconieri a caccia di orsi, nell’eterna lotta fra interessi economici e difesa dei valori ambientali, naturalistici, paesaggistici. Appostamenti, trappole, radio collari per difendere la popolazione di orsi marsicani, amati/odiati protagonisti del parco abruzzese. Una storia, dunque, con evidente scopo didascalico, ma che scorre via piacevolmente, portandoci dritti nella vita montanara di chi vive quotidianamente a contatto con la fauna selvatica. Qualche ingenuità di troppo, ma niente che distolga dal ritmo incalzante e dall’indiscutibile amore per la natura. Potrebbe magari far nascere, a qualche giovane naturalista, l’idea di fare questa bella esperienza a un passo da casa.


Il secondo, La meravigliosa macchina di Pietro Corvo di Guido Quarzo, si muove su registri molto diversi e qui di retro pensieri ce ne sono tanti: la storia è ambientata nel ‘700 ed ha come protagonista il giovane aiutante di un maestro orologiaio, ossessionato dall’idea di realizzare un automa che riproduca le fattezze di una nobildonna di cui si è perdutamente innamorato.
Qui forse s’incontra una certa difficoltà nella lettura del testo, perché tanti sono i riferimenti alla cultura soprattutto francese, del ‘700: il concepire il corpo come una macchina costituita da un insieme di raffinati congegni, l’anima come soffio vitale, l’ardito sperimentalismo e la libertà di pensiero che porterà all’Encyplopedie. Periodo affascinante, diviso fra modernità e oscurantismo, in cui era effettivamente frequente la costruzione di congegni meccanici meravigliosi che riproducevano il movimento naturale. Il libro di Quarzo, scritto con la maggior semplicità possibile, nasce per raccontare l’effettivo ritrovamento di un automa con sembianze umane, nelle vicinanze di Torino. Sono tante le suggestioni e gli interrogativi che può far nascere questa storia, ma ho l’impressione che i ragazzini facciano una grande fatica a calarsi in contesti storici lontani, di cui spesso hanno nozioni superficiali e sommarie.
Peccato, di automi e robot, dei paradossi che queste ‘macchine’ generano, si potrebbe parlare a lungo.

Eleonora

“Il passaggio dell’orso”. G. Festa, Salani 2013
“La meravigliosa macchina di Pietro Corvo”, G. Quarzo, Salani 2013