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lunedì 28 luglio 2025

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LA GRAZIA

Il compleanno dello scoiattolo
, Toon Tellegen, Kitty Crowther 
(trad. Laura Draghi Salvadori) 
Feltrinelli Kids 2025 


NARRATIVA ILLUSTRATA PER MEDI (dai 7 anni) 

"Un po' più in là, in un angolo dove lo scoiattolo non andava quasi mai, c'era attaccato un altro biglietto, ma era così distante che lo scoiattolo lo leggeva solo una volta l'anno. Sopra c'era scritto: 'Il mio compleanno' . 
Una mattina, dopo aver letto per due volte il biglietto con la scritta 'Ghiande di faggio' e meditato davanti a quello con la scritta 'Essere allegro', lo scoiattolo rivide il terzo biglietto. 'Il mio compleanno' lesse. Allora si batté la fronte, strinse gli occhi e disse: - È vero! me n'ero quasi scordato! Il mio compleanno... Il cuore gli batteva forte. 
 Era quasi il suo compleanno." 

Per non dimenticarsi le cose Scoiattolo si appunta dei bigliettini sulle pareti di casa. Su uno c'era scritto La formica su un altro Ghiande di faggio...


Quello su cui era scritto Il mio compleanno gli fece venire in mente di organizzare una grande festa. Tutti invitati. Proprio tutti ricevettero la succinta lettera di invito scritta sulla corteccia di betulla. E tutti risposero entusiasti all'invito con un bel sì. 
A questo punto lo scoiattolo cominciò a curare l'organizzazione: preparò torte a non finire. Ognuna pensata in base ai gusti degli invitati. E lavorò alacremente e finì solo quando la festa era in procinto di iniziare. 
Nel frattempo gli invitati dalla loro parte preparavano regali: ognuno il proprio. Grandi o piccoli o minuscoli era tutti confezionati con cura. Poi passarono a pensare cosa indossare. A una festa non si può andare vestiti con ciò che si indossa ogni giorno... Tutt'al più lo si mette al rovescio! 
Poi si misero in cammino, uno dietro l'altro. 
Il primo ad arrivare (e meno male che arrivò perché lo scoiattolo era già lì che temeva di restar solo) fu l'orso che si informò delle torte... 
A ruota arrivarono tutti gli altri. 


Tutti, felici, consegnato il regalo e fatti gli auguri, mangiarono allegri e poi ballarono fino ad essere esausti, ma proprio in uno stato di grazia. 
Proprio una gran bella festa, nessuno avrebbe potuto dire il contrario. Quando si fece l'ora di tornare a casa, tutti, con i piedi stanchi, si rimisero in cammino, non prima di aver ringraziato e salutato con affetto sincero lo scoiattolo. Seduto nel silenzio sotto il faggio, sotto la luna si guardò intorno e concluse che era stata proprio una bella giornata... Poi si arrampicò sul faggio con tutti i regali che erano una pila. E poi si sedette sul tavolo con le gambe a penzoloni. Ed è proprio in questo momento, quando la notte arriva, dopo una giornata così importante, che nel cuore dello scoiattolo nasce un nuovo sentimento... 
E intanto la notte prosegue nel suo cammino. 

Un altro libro meraviglioso di Toon Tellegen, qui illustrato da Kitty Crowther. 
Si potrebbe chiedere di più? 
Pochi giorni fa, parlando con una amica, ho detto: a mio parere, tutto quello che è stato scritto finora, potrebbe essere assolutamente sufficiente per soddisfare l'intera umanità dei lettori. Per millenni si potrebbe campare di rendita. 
E lo penso davvero: a me, in tutta sincerità, basterebbero una trentina di libri del genere, di autori e autrici come questi due, per potermi sentire appagata come lettrice. Fino all'ultimo mio giorno, non credo di aver bisogno di altro. 
Forse non sono l'unica a pensarla così, visto che Feltrinelli adesso lo ripubblica, dopo averlo fatto uscire per la prima volta nel 2003. 
Toon Tellegen e Kitty Crowther, chi mi conosce lo sa, sono due stelle che hanno illuminato e guidato e ancora oggi fanno una bella luce nel mio firmamento personale. E mi indicano la rotta. 
In queste nove storie che hanno a che fare con il festeggiare e che sono abitate dai suoi magnifici animali del bosco si ritrovano i toni propri di tutti gli altri racconti di questo straordinario autore. 
Nel suo piccolo mondo brulicante di animali tra loro anche molto diversi - in cui il grande assente è l'uomo, mentre molto presenti sono i suoi sentimenti - c'è la consueta atmosfera piena di grazia. 
Ciascuno di loro ha caratteristiche proprie: ci sono i golosi, ci sono i timidi, ci sono gli affettuosi, ci sono i curiosi, ci sono i quieti e i festaioli, ci sono quelli che abitano sotto terra e quelli che si illuminano, volando. 
Ma tutti proprio tutti vivono in armonia, perché tra loro c'è comprensione e rispetto reciproco. 


Tutti sanno godere della propria gioia come di quella degli altri. 
E chi legge avverte chiara e forte la loro voglia di essere lì con gli altri, in quel preciso momento. 
Scoiattolo, uno dei personaggi di punta dell'immaginario di Tellegen, è pieno d'affetto per i suoi amici e li vuole tutti intorno a sé, prepara torte per tutti, conoscendo e assecondando i gusti di tutti. E tutti contraccambiano il piacere di stare con lui. Ognuno a modo proprio. Ed è in questo che Tellegen dà il meglio di sé: nel portare il proprio lettore in giro a vedere cosa significhi vivere bene, in una comunità, tra tanti e così diversi: una gioia leggere i differenti tipi delle torte - quelle pesanti che sprofondino all'occorrenza nel terreno, quelle di miele, quelle di erba, quelle color sangue per la zanzara. 
E ancora le varie mise che ciascun invitato sceglie per sé - dalle giacchettine rosse agli spolverini, dai berrettini lilla o verdi ai papillon gialli del tricheco. 
E ancora il confezionamento dei regali - grandi piccoli, rossi caldi o freddissimi. 
Una gioia profonda andargli dietro, pagina dopo pagina, nella costruzione di un mondo di pace e armonia... Un mondo di creaturine e creaturone, un mondo luminoso ma anche nero come la pece, di notte, un mondo assolutamente ideale per Kitty Crowther che le corrisponde fin nel profondo.
 

Insieme sono uno dei rari casi di binomio felice, oppure di assoluta perfezione raggiunta nella vicinanza: come pane e burro... 
E questa era solo la prima delle nove... 

Carla

Noterella al margine. Per saperne di più circa la mia passione per Tellegen e Crowther si può fare anche solo una ricerca qui in Lettura candita...

mercoledì 19 febbraio 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


RIPETERE NON GUASTA


Sorprendentemente, di anno in anno si moltiplicano le pubblicazioni che, sfruttando la data del 27 gennaio, raccontano in vari modi la Shoah. Tema spesso in passato affrontato con una certa svogliatezza, ora sembra essere nuovamente attuale, almeno a giudicare dalla quantità di titoli nuovi pubblicati sull’argomento. Un po’ sulla lunghezza d’onda delle polemiche provocate da un negazionismo mai sopito, un po’ per l’efficacia di testimonianze come quella di Liliana Segre, sembra davvero cresciuto il desiderio di informazione sull’argomento. E questa è una cosa buona, che fa in qualche modo da contrappeso agli episodi sempre più frequenti di antisemitismo e di rivalutazione delle figure criminali di Hitler e Mussolini.
Fra i testi usciti questo gennaio c’è anche ‘La musica del silenzio scritto da Luca Cognolato e Silvia Del Francia, già autori di un altro testo dedicato a Perlasca; in questo libro, pubblicato da Feltrinelli Kids, raccontano un episodio vero legato all’azione dell’uomo che, fingendosi prima console poi ambasciatore di Spagna, nella Budapest occupata dai nazisti, riuscì a mettere in salvo migliaia di ebrei. Raccontano la storia vera di due bambini, fratello e sorella, che nel giro di poco tempo passano da una vita agiata e gradevole alla condizione di emarginati, condizione che peggiora sensibilmente dopo l’invasione dell’Ungheria da parte dell’esercito tedesco. Non è solo la stella gialla, l’esclusione dalla vita civile, le angherie e gli insulti: essere ebreo, in quelle condizioni, fra i bombardamenti russi e l’occupazione nazista, vuol dire rischiare la vita ogni giorno. Lo sport, la musica i giochi della bimba più piccola sono solo un ricordo, mentre con l’avanzare dell’esercito russo aumenta la ferocia nazista. Comincia per i due bambini una fuga rocambolesca, con l’aiuto di persone che erano disposte a rischiare la propria vita; in questo modo i bambini raggiungono una casa protetta, che però resterà tale solo per poco. Ecco che compare in scena Perlasca, Jorge Perlasca, finto diplomatico spagnolo, che batteva le case protette per mettere in salvo gli ebrei che lì si erano nascosti.
Ai due bambini, la cui madre è stata portata via durante un rastrellamento e il cui padre è disperso, non resta che affidarsi a quest’uomo qualunque che ha saputo fare la scelta giusta nel momento più difficile.
La storia in sé ha il valore della testimonianza, il ricordo vivido dei gesti di coraggio che comunque, nel male dilagante della Seconda Guerra Mondiale, qualcuno ha avuto il coraggio di compiere. Attuale perché, di fronte a chi tenta improbabili rivalutazioni dei personaggi del regima nazi-fascista, mostra che anche nelle condizioni peggiori è possibile opporsi alla dittatura. Così come altre testimonianze, anche questa ricorda quale fosse la posta in gioco in quel conflitto e da quale parte, sia pure contraddittoriamente, stesse la ragione.
E’ una storia trattata con garbo, senza retorica, nello stile dello stesso Perlasca, che mai si vantò delle sue imprese. Una lettura scorrevole, quasi didattica per ragazzini e ragazzine dai dieci anni in poi.

Eleonora

“La musica del silenzio”, L.Cognolato e S. Del Francia, Feltrinelli kids 2020




lunedì 30 maggio 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


PERSI NELLO SPAZIO

La ormai celebre coppia Mizielinska e Mizielinski, i due autori polacchi conosciuti soprattutto per Mappe e Sottoterra. Sott'acqua, ritornano sulla scena italiana grazie a Mondadori, che ha pubblicato in questi giorni un testo di qualche anno fa. Voi siete qui! è un'impegnativa passeggiata nel cosmo che si svolge, come nei successivi titoli, mettendo insieme testo e immagine, per rendere più accessibile quello che è indiscutibilmente complesso.


Parliamo dell'universo e dei suoi confini, cominciando, per prima cosa, col definire le dimensioni del sistema solare. E già qui, se qualcuno ritiene che il nostro mondo sia metaforicamente al centro dell'universo, deve velocemente ricredersi: siamo piccoli piccoli, anche nel sistema solare non siamo certo i primi per dimensione. E poi, siamo forse soli nell'universo, argomento su cui presto torneremo, grazie ad un altro libro uscito recentemente, e siamo in grado di colonizzare altri pianeti, ricreando le condizioni di vita terrestri?


Altro argomento importante è quello dell'esplorazione dello spazio, attraverso le sonde e i satelliti, mentre le stazioni orbitanti intorno alla Terra sono degli importanti laboratori di ricerca. Ovviamente, molte pagine parlano dell'universo, dalle galassie ai buchi neri, riferendosi via via agli scienziati che ne hanno parlato: da Stephen Hawking, conosciuto al grande pubblico per i suoi affascinanti testi divulgativi, a Alan Stern, planetologo, o Freeman Dyson, fisico.


Ci sono domande filosofiche, che riguardano l'unicità della nostra esistenza, o più pratiche, se un giorno potremo sfruttare le risorse o abitare su altri pianeti.
Anche qui i due autori propongono una tipologia di testo divulgativo cui siamo poco abituati: si tratta infatti di un testo impegnativo, cento pagine dense di argomenti, proposti in modo semplice grazie all'uso delle illustrazioni, senza per questo togliere nulla alla correttezza delle informazioni. Il limite di questa edizione è data dal formato, più piccolo rispetto a quello usato nei testi successivi, dall'uso di una carta lucida, che non valorizza le immagini e da un rapporto ancora non perfetto fra testo e illustrazioni. Questo non toglie che costituisca una importante proposta per una fascia d'età poco considerata.


Ma se l'esplorazione dello spazio è un argomento affascinante per le nostre giovani lettrici e i giovani lettori, abbinerei alla lettura del testo anche il libro che Samantha Cristoforetti ha scritto insieme a Stefano Sandrelli, con le illustrazioni di Alessandro Baronciani: Nello spazio con Samantha, pubblicato da Feltrinelli.


Sulla traccia della corrispondenza della nostra popolare astronauta con una coppia di ragazzini selezionati all'uopo, il libro ricostruisce le esperienze vissute nello spazio, all'interno della Stazione Spaziale Internazionale. La corrispondenza diventa una sorta di diario, che descrive la vita di bordo, gli esercizi, gli esperimenti, affrontando, in schede di approfondimento, anche alcuni aspetti più teorici legati all'esplorazione dello spazio. Se quindi si svelano dettagli e curiosità della vita di bordo, scopriamo anche molte ricerche, svolte nelle condizioni particolari date dall'assenza di peso.


Tutto è molto scorrevole e all'apparenza naturale, quando in realtà è la descrizione di un'esperienza straordinaria.
Si tratta come si vede di testi impegnativi, che richiedono lettrici e lettori ben motivati, ma che non deluderanno gli appassionati scrutatori del cielo stellato, a partire dai dieci anni.

Eleonora

“Voi siete qui!”, A. Mizielinska e D. Mizielinski, Mondadori 2016
“Nello spazio con Samantha”, S. Cristoforetti e S. Sandrelli, Feltrinelli kids 2016


martedì 8 marzo 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LA POESIA SEI TU


Feltrinelli Kids ci regala l'ultima storia di Polleke, La poesia sei tu, dell'olandese Guus Kuijer: la ragazzina che avevamo lasciato, nella storia precedente, alle prese con la morte del nonno, ora deve fare i conti con il lutto, con il senso di vuoto che la perdita di una persona cara impone.
E' l'ultima estate prima dei tredici anni, quando cioè andrà al liceo e si separerà da tutti i suoi amici, da Consuelo a Mimun. Andare in scuole diverse non vuol dire perdersi, ma certo apre prospettive differenti, percorsi di vita che si stanno avviando in altre direzioni.
In questa storia sia Mimun che Consuelo hanno un ruolo fondamentale: Mimun, che come sempre passa l'estate in Marocco, torna con un dono, un bellissimo velo scelto insieme alla madre e con la bella notizia che non l'aspetta più un matrimonio combinato. Consuelo, che continua a mescolare spagnolo e tedesco, porta la sua cultura messicana a conforto del lutto di Polleke. Insieme vanno sula tomba del nonno e Consuelo ha portato da mangiare e da bere per i defunto: il suo punto di vista è che lui sia lì con loro e condivida quel pasto. Polleke non ha una visione religiosa e non sa come colmare il vuoto che sente, la profonda ingiustizia di aver perso una delle persone più amate. Si sente lontana dai riti della religiosità formale dei concittadini della nonna e per questo la conforta condividere con Consuelo un modo più solare di vivere la lontananza. Capisce alla fine che il miracolo non sta nel pensare il nonno vivo, intento a fare colazione con loro, ma nel conforto che i gesti di condivisione possono dare a chi resta.
Le due coppie formate da i suoi genitori separati sembrano avviate alla normalità, con tutti gli alti e bassi che questo comporta. Tutti insieme, compreso Mimun e Consuelo, vanno alla cerimonia di posa della lapide sulla tomba del nonno, ciascuno con i propri ricordi e col proprio diverso dolore. Polleke in quel momento comprende il senso della circolarità degli affetti, della condivisione anche nella diversità. Per volersi bene non è indispensabile pensarla proprio allo stesso modo, stare sotto lo stesso tetto o frequentare la stessa scuola.
Nello stesso tempo la ragazzina non smette di interrogarsi sul suo scrivere versi, strani, con la rima e senza, curiose sintesi di stati d'animo e sentimenti. Proprio quando pensa che il suo scrivere non abbia senso, arriva Walter, il nuovo compagno della madre, a rimettere a posto le cose.
Finisce l'estate, Polleke compie tredici anni e si avvia ad una svolta nella sua vita. Anche l'altra Polleke, la vitellina, è diventata una giovenca. Questo è diventare grandi, accettare che le cose, e le persone, cambino.
Con questa storia si conclude la vicenda della ragazzina meravigliosa creata da Kuijer, giustamente, con l'approssimarsi dell'adolescenza. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione di come la leggerezza possa veicolare nello stesso tempo una storia di crescita, in una vita molto vicina al vero, con le separazioni, le delusioni, l'inizio e la fine di amicizie o con la costruzione di qualcosa che resterà nel tempo. Nello stesso modo si parla di sentimenti veri, di dolori che capita di dover affrontare anche precocemente, di domande che i più giovani pongono e che gli adulti vorrebbero ignorare: se l'amore è davvero eterno, se ci si può voler bene da lontano, e poi la morte, la perdita, la fede. Tutto con una semplicità e un'immediatezza che fanno sparire gli imbarazzi e le mezze risposte.
Le storie di Polleke sono anch'esse una lettura necessaria per diventare grandi, così come lo sono per gli adulti che non sanno trovare le parole e la forza per spiegare.
Eleonora

“La poesia sei tu”, G. Kuijer, Feltrinelli Kids 2016


venerdì 5 febbraio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CORPO PRIGIONE


E' una curiosa coincidenza che mi sia capitato di leggere, a distanza di pochi giorni, due romanzi diversissimi, ma in cui il tema del corpo ha un'assoluta centralità.
Se nel romanzo della Oates, è la ricerca del corpo perfetto, contrapposto al corpo malato, a essere al centro della narrazione, in Melody, di Sharon M. Draper, tutto ruota intorno al corpo-prigione dell'undicenne, protagonista della storia, costretta su una sedia a rotelle e impossibilitata a parlare.
Passano ben undici anni della sua complicata vita, in cui dispone di rudimentali mezzi di comunicazione, perché qualcuno la doti di un sofisticato apparecchio che consente di verbalizzare i suoi pensieri.
Melody è intelligente e ha voglia di imparare, ma lo sa solo lei; lo pensano, contraddittoriamente, i suoi genitori, la signora V, cui viene affidata, e Catherine, l'ultima insegnante di sostegno capace di affiancarla nel difficile inserimento nel mondo dei 'normali'. I primi anni di scuola, infatti, li passa insieme ad altri bambini disabili, con capacità intellettive molto diverse. Poi, finalmente, questo gruppo di ragazzi viene inserito in una classe normale. Con l'aiuto della nuova 'macchina' parlante, Melody riesce finalmente a mostrare le sue capacità, tanto da essere inserita nella squadra che partecipa ad una gara a quiz per classi delle elementari.
Tutto sembra andare a meraviglia, salvo che, quando si tratta di partecipare alla finale, una serie di eventi casuali, e non, le impediscono di partecipare; non solo, un incidente mette a repentaglio la serenità della famiglia, coinvolgendo la sorellina più piccola.
Questo è lo snodo importante nel racconto: se fino a quel momento poteva sembrare una storia coronata dall'inevitabile lieto fine, ricordando da vicino Wonder, la presa d'atto che una condizione di minorità fisica non si modifica dall'oggi al domani rappresenta un solido aggancio con la realtà, quella fatta di pregiudizi, esclusioni, diffidenza, imbarazzo. Difficile fare amicizia con una bambina che a volte non controlla i propri movimenti, che sbava quando mangia, che è esteticamente 'diversa'. Bisogna essere 'speciali' per superare il muro dell'incomprensione: non a caso l'idolo di Melody è Stephen Hawking. D'altra parte, è anche comprensibile come la piccola protagonista si senta anche responsabile, colpevole degli 'incidenti' che le capitano.
L'autrice, madre di un bambino disabile, conosce bene la durezza della realtà e racconta con partecipazione cosa possa voler dire sentirsi imprigionati in un corpo che non obbedisce ai desideri, che non si muove come quello degli altri, sentendosi capace di dire moltissime cose senza essere in grado di pronunciare verbo.
Come in Wonder, anche qui i giovani lettori vengono coinvolti molto sul piano emotivo, ma il finale problematico consente anche di fare un passo indietro e di guardare a questa storia con una maggiore lucidità alle tante diversità che arricchiscono la nostra varia umanità, alle difficoltà che incontrano i disabili, alle incomprensioni di cui siamo tutti, chi più chi meno, portatori.
Lettura coinvolgente per ragazze e ragazzi a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Melody”, S.M. Drapner, Feltrinelli kids


sabato 2 gennaio 2016

ECCEZION FATTA!


Maggio 2015

Feltrinelli Kids 2001, 2015


perché...
"È, dunque, un continuo carosello di personaggi che si ripresentano con stravaganti variazioni, come se lo scrivere lettere fosse il vero senso della vita, la modalità principale con cui si allacciano relazioni, si fanno esperimenti, si risolvono problemi, in fondo ci si sente meno soli, come nel caso della talpa, che, dalle profondità delle sue gallerie sotterranee, scrive a se stessa per il piacere di trovare, di quando in quando, una lettera da leggere."




perché...
"Un equilibrato fondersi tra potenza e tenerezza, tra grandi e minuscoli attraversa l'intera storia. Il bambino e i suoi sei gatti che punteggiano le illustrazioni sono scriccioli di fronte al papà pescatore, alla spiaggia e al mare infiniti.
Tutta la storia è giocata su piccoli gesti, su sguardi che non sempre si incrociano, su atmosfere di grande suggestione, raccontate attraverso piccoli segni che il lettore può interpretare da sé. Molto di questa storia non è raccontato con le parole ma, efficacemente, attraverso la narrazione per immagini che penetra in chi legge senza fare rumore."

Giugno 2015



perché...
"Ella e i suoi amici sono personaggi indimenticabili, ingenui quanto richiede la loro età e, nello stesso tempo, fonte permanente di un allegro caos, che parte dal fraintendimento costante del significato delle parole per finire in un groviglio di azioni di cui il maestro è spettatore e vittima nello stesso tempo.La lettura è adatta a giovanissimi lettori e lettrici anche alle prime armi, ma è davvero gustosa anche per lettori più grandi. Anzi, consiglierei vivamente una lettura condivisa: i grandi sapranno godere del raffinato gusto dell'assurdo, i piccoli si divertiranno con queste storie in cui vince il pensiero bambino."



perché...
"La copertina sembra un manifesto che allude al senso più profondo della storia: nello sguardo dell'infanzia c'è un mondo fantastico. E quel lieve sorriso che è accennato sulle labbra è una sorta di marameo al mondo degli adulti, come a dire: io vedo cose che voi neanche potete immaginare...La curiosità di quel bambino e il desiderio di distinguersi dalla massa, informe e uniforme, che ingloba in se stessa ogni cosa, sono la sua energia per il tuffo. Il premio per aver avuto il coraggio di non omologarsi, di non essere ingranaggio di quel grande meccanismo, è il mondo di sotto, quel mare, profondo e senza limiti, in cui nuotano creature fantastiche e tanto colorate. Un mondo immaginario e immaginato che, ad evidenza, non è per tutti."



Luglio 2015



perché...
"Il romanzo cresce e, cammin leggendo, si irrobustisce e si articola in molti diversi intrecci che alla fine, letta l'ultima pagina, ne attestano la complessità, la profondità di analisi e la bellezza.
Insomma una storia piena di spunti interessanti in cui le mani del lettore affondano in temi tra loro molto diversi, ma sempre importanti: la morte, l'omosessualità, la violenza, l'affettività, l'accettazione di sé, l'amicizia, la lealtà, la diversità."





perché...
"Come sempre la Houdart indaga, va al cuore del tema e poi mischia le carte e ci illude. Come in una tavola di anatomia, lei ci fa conoscere la superficie e il cuore delle cose, poi tutto si intreccia: il grande con il piccolo, il giovane con il vecchio, il maschile con il femminile, tutti gli elementi si incastrano alla perfezione in una trama di oggetti e luoghi allo stesso tempo realistici, allusivi ed evocativi. Le sue immagini di grande impatto hanno la capacità di mischiare le carte in tavola, sotto gli occhi del lettore."


Agosto 2015





perché...
"L'infanzia è popolata di personaggi straordinari, del bene e del male che si combattono senza esclusione di colpi, di drammi infinitesimali che cambiano il corso della vita. Questo mondo di mezzo, fra realtà e fantasia, pieno di inquietudini, di oscurità, Neil Gaiman lo descrive con maestria: chi non ha combattuto epiche battaglie, avventure straordinarie, in compagnia dei personaggi che popolano la fantasia, non legga questo libro [...]
perché...
Diventare grandi è anche fare i conti con un desiderio che appare ancora oscuro, imbarazzante, colpevole. Ed è il confronto con un amico vero, disposto ad ascoltare l'alfabeto del silenzio, che consente di ritrovare la strada della normalità, l'affermazione di una verità liberatoria. Dunque, una grande storia di amicizia e una storia che ruota intorno al tema della paura di diventare grandi, del senso di colpa che ne deriva e del rifiuto del mondo adulto, segnato dall'inganno."



perché...
"I magnifici cinque è una storia allegra, piena di humor, di sensibilità, con risvolti inaspettati. Una storia in cui si respira l'aria dell'estate, dell'estate dei ragazzini. Quell'aria fatta di stupori, super poteri e, soprattutto, di gioco di squadra che sono i tre elementi che mi auguro siano presenti nell'estate di ogni ragazzino."

[continua]

mercoledì 14 ottobre 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


NUNCA MAS


La storia ci dice che Nunca Mas, mai più, fu il titolo della relazione della commissione ufficiale, La Comisiòn Sabato, sui crimini commessi dalla dittatura argentina negli anni fra il il 1976 e il 1983. Quella commissione indagò sui trentamila desaparecidos, sui voli della morte, sulle torture, sui bambini rapiti e venduti a famiglie benestanti.
Questo è lo sfondo di Carta Forbice Sasso, il gioco che si fa con le mani e che dà il titolo a questo sorprendente romanzo. Che è, a tutti gli effetti, un romanzo d'amore.
La storia inizia qualche anno prima dell'affermazione della giunta militare e fotografa l'amicizia fra tre giovani: Alma, la protagonista che ci racconta la storia in prima persona, e i suoi più cari amici, Carmen e il fratello Marito. Passano i fine settimana nelle case in riva al Paranà de las Palmas, un fiume della provincia di Buenos Aires. Sono tre ragazzini, appena alle soglie dell'adolescenza e, anche se appartengono a ceti sociali diversi, condividono tutto, i giochi, le esplorazioni, le scoperte.
Crescendo, i loro destini si dividono: Alma è costretta a frequentare ragazze di 'buona famiglia', Carmen si innamora di un ragazzo, Emil, e passa molto tempo con lui. Marito va in città a cercare lavoro. Alma si rende conto di amarlo e di esserne ricambiata, anche se non sa ancora dare un nome e un corpo ai sentimenti confusi che prova. Si vergogna della sua amicizia con Carmen, perché dozzinale agli occhi delle sue nuove amiche, e la tradisce più per inerzia che per convinzione. Per questo non viene a sapere delle attività che Carmen ed Emil svolgono nelle favelas per aiutare i bambini, per insegnargli a leggere e scrivere.
Nella vita della protagonista ricompare Marito, anche lui pieno di segreti; l'amore non fa in tempo a sbocciare che la realtà, quella dei rastrellamenti, delle sparizioni, delle intimidazioni, prende il sopravvento. Marito scompare, Carmen, incinta, scompare. Lo zio viene ucciso per strada e così tanti altri. Ad Alma resta il ricordo, il dovere della memoria, la consolazione di rivedere Marito negli occhi di Ariel, il figlio di Carmen, rintracciato, come tanti altri, anni dopo grazie alle attività delle abuelas de Plaza de Mayo.
E' un bel romanzo, intenso, che riesce ad accordare il racconto di una giovinezza come tante alla tragedia di un'intera generazione, falcidiata dalla ferocia del regime militare, che si è accanito proprio contro i giovani insegnanti, gli studenti, quella che chiameremmo la meglio gioventù.
L'autrice, Inés Garland, giornalista argentina, è riuscita a portarci le immagini di questa giovinezza spensierata, della libertà, delle curiosità, dell'intimità di questi tre ragazzi, con la leggerezza e il profumo di tanta narrativa sudamericana.
Riesce a descrivere i sentimenti, l'amicizia, l'amore, la scoperta del sesso con sensibilità; con la stessa sensibilità e misura racconta l'indicibile, quel precipizio di orrore che ha attraversato l'Argentina negli anni Ottanta.
Vale la pena leggerlo, questo romanzo, e farlo leggere, non solo alle ragazze, facendo scendere la nostra meglio gioventù dall'empireo del mondo virtuale alla cruda realtà della storia. Vale la pena ricordare anche agli adulti smemorati o indifferenti che tutti siamo stati testimoni di questa vicenda; i ragazzi di quegli anni meritano il nostro ricordo, affinché quell'orrore non si ripeta più. Nunca mas.
Nell'epilogo c'è una citazione del Subcomandante Marcos, vale la pena di leggere anche quella.

Eleonora

Carta Forbice Sasso”, I. Garland, Feltrinelli kids 2015

mercoledì 20 maggio 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


ANCORA EPISTOLARI STRAVAGANTI


Se le lettere, molto ironiche, della volpe alla gallina vi hanno fatto sorridere, continuerete a farlo con le Lettere dello scoiattolo alla formica, di Toon Tellegen, con le illustrazioni del magico Axel Scheffler, ripubblicato in formato grande da Feltrinelli kids. La prima edizione è del 2001 e qui ne vediamo un'edizione rinnovata.
Dunque, c'è una comunità di animali, presi tutti da due grandi passioni: scrivere lettere e mangiare torte.


Il grafomane più stravagante è senza dubbio lo scoiattolo, che scrive alla formica: carissima formica, formica formica formica formica e così discorrendo per qualche riga. Non contento, scrive una lettera proprio alla lettera, non sapendo però se la lettera riuscirà a leggersi e come.


Poi c'è un elefante con la fissazione di arrampicarsi sugli alberi o sui tetti delle case, per farsi sentire meglio o perché in alto è più bello; un orso ossessionato dalle torte, che piacciono, però, anche alla formica e al rinoceronte. C'è chi le chiede per lettera e chi si autoinvita alle feste di compleanno, oppure chi scrive su lettere di panna e castagne, decorate col miele.
È, dunque, un continuo carosello di personaggi che si ripresentano con stravaganti variazioni, come se lo scrivere lettere fosse il vero senso della vita, la modalità principale con cui si allacciano relazioni, si fanno esperimenti, si risolvono problemi, in fondo ci si sente meno soli, come nel caso della talpa, che, dalle profondità delle sue gallerie sotterranee, scrive a se stessa per il piacere di trovare, di quando in quando, una lettera da leggere.


I personaggi di Tellegen scrivono su lettere di ogni dimensione, stropicciate o piccolissime, il pinguino scrive sulla neve, ma c'è lo scoiattolo che scrive sulla pancia dell'elefante, ci sono lettere che si mangiano, lettere che si lanciano con la certezza che il vento le porterà a destinazione. E poi torte e torte, simbolo di ogni festa, pretesto per cercare o ritrovare amici, occasione per incontrarsi e abbuffarsi, e questa è la specialità di orso.


Toon Tellegen, autore olandese molto versatile, ha scritto queste storie nel 1996 e sono state a più riprese illustrate; qui vediamo l'interpretazione che ne dà Axel Sheffler, il papà del Gruffalò.
Se l'autore ama il piacere dell'assurdo e dello stravagante, Scheffler aggiunge ironia a ironia, assurdo ad assurdo, regalandoci una nuova galleria di personaggi buffi, dallo sguardo stralunato, persi in imprese inverosimili.
Lettura esilarante e un po' anarchica, dedicata a bambine e bambini dai sette anni in poi.

Eleonora

Lettere dello scoiattolo alla formica”, T. Tellegen e A. Scheffler, Feltrinelli Kids 2001, 2015



mercoledì 4 marzo 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SHERLOCK E' DIVENTATO GRANDE?


Ecco il terzo episodio dedicato al giovane Sherlock Holmes ad opera di Shane Peacock, lo scrittore e giornalista canadese che negli ultimi anni ha indirizzato la sua attività di scrittore proprio nel settore chiamato, con grande approssimazione, dei 'giovani adulti'.
Come nei due romanzi precedenti, il tratto peculiare della narrativa di Peacock consiste nella capacità di mimesi, di adesione allo stile di scrittura, alle ambientazioni e ai personaggi di Sherlock Holmes; non è il primo ad affrontare questa sfida, riattualizzare la figura del detective creato da Conan Doyle, ma la sua capacità di entrare nelle atmosfere della Londra vittoriana è indiscutibile.
In questo romanzo, La ragazza scomparsa, si delinea ancora di più la personalità del protagonista, dilaniato dalle contrastanti passioni di un'ambizione smisurata e dell'attrazione per la giovane Irene Doyle. Se nel primo romanzo, L'occhio del corvo, anche il suo rapporto con Malefactor e la sua banda di ragazzini di strada era segnato dall'ambiguità, ora il conflitto è esplicito, anche a causa dell'ambivalente attrazione che Irene prova per lui.
Chiave di questo romanzo ancora una volta è lo stridente contrasto fra il gelido mondo aristocratico, quello della famiglia di Lord Rathbone, un mondo chiuso, privo di autentici affetti, e quello dei miserabili che popolano le strade più malfamate di Londra. Fra questi un bambino, che sta diventando cieco e che ha una strana somiglianza con Lady Rathbone; il piccolo miserabile, che sembra svolgere un ruolo marginale nella narrazione, si rivelerà come un personaggio chiave per comprendere cosa stia realmente accadendo.
Dietro al rapimento della giovane figlia di questa ricca e potente famiglia, infatti, c'è molto più di quel che sembra e solo l'intuito geniale di Sherlock, aiutato dall'amico farmacista Bell, e la sua capacità di deduzione consentiranno di sbrogliare una intricata matassa fatta di amori clandestini, vendette e complicità inconfessabili. Ancora una volta non è il giovane detective a prendersi il merito dell'esito positivo della vicenda, dovrà ancora aspettare per l'agognata gloria.
L'aspetto più interessante del romanzo sta proprio nel seguire l'evoluzione psicologica del protagonista, combattuto fra i legami affettivi, il desiderio di essere accettato e un'immensa ambizione, la consapevolezza che la realizzazione dei suoi sogni di gloria impongono una assoluta solitudine. In fondo, Sherlock si prepara ad essere il personaggio che tutti conosciamo.
L'intreccio complesso, ma appassionante, l'ambientazione misteriosa, popolata di case abitate da oscure presenze,il ritmo via via più incalzante saranno sicuramente apprezzati da giovani lettrici e lettori già avvezzi a letture impegnative, direi a partire dai dodici anni.

Eleonora

“La ragazza scomparsa”, S. Peacock, Feltrinelli kids 2015


lunedì 16 febbraio 2015

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

RACCONTARE I RAGAZZINI

Raccontare i ragazzini quasi adolescenti non è facile, se si esclude la via della narrativa 'di genere'. Vi racconterò qui di due storie e di due approcci narrativi molto diversi.  
 

Con il vento verso il mare, di Kuijer è la nuova avventura di Polleke. Con la consueta delicatezza, leggerezza, ironia e nello stesso tempo capacità di cogliere nel profondo l'animo dei ragazzini, Kuijer questa volta ci racconta una Polleke che ha ritrovato il padre, salvato dalla droga dall'incontro con una religione orientale; della pace faticosamente raggiunta con l'amica Caro; del rinnovato 'amore' per Mimun; della differenza fra gambe molli e nervi frolli, della malattia del nonno. Ma, prima di tutto ci racconta il suo esplorare il mondo dei sentimenti, le prove che deve affrontare crescendo, così come quelle che ha già superato. E' la capacità dell'autore di andare all'essenziale e dire con semplicità che ci sono affetti che sopravvivono alla scomparsa delle persone, che c'è una grande differenza fra riconoscersi nell'anima di un altro (Skip, il papà, direbbe rispecchiarsi nel suo Sé) dal provare un abbozzo di attrazione fisica. E poi la fede, credere, non credere e in che cosa. E cosa mai ci mette tutti insieme nell'universo affettivo di chi amiamo, a prescindere dal vestito, dal modo di parlare e di pensare. Cosa è davvero importante e ci consente di andare oltre la gelosia, la rabbia, la paura di perdere qualcuno.
Capita spesso che mi chiedano testi che aiutino ad affrontare situazioni difficili, le separazioni, il lutto. Ecco, secondo me le storie di Polleke, nel raccontare in fondo una storia come tante, con le separazioni, le incomprensioni, la fragilità del mondo adulto, che è direi un tratto distintivo dei nostri tempi, riescono ad andare in profondità, a dare voce a sentimenti autentici, ad aprire il cuore ad un messaggio di speranza, che è la speranza nella capacità di farcela, di cui sono inconsapevoli portatori i ragazzini e le ragazzine, e dell'importanza di quella sfera di affetto vero, nutrimento necessario ed indispensabile di ogni crescita; una circolarità affettiva che comprende persone diverse, ma tutte coinvolte in una trama solidale.


Un altro romanzo attraversa il terreno accidentato del rapporto fra ragazzi/e e genitori:La cosa più incredibile di Christian Frascella, bisogna dirlo, non è un romanzo pensato per essere letto essenzialmente da preadolescenti, anche se i personaggi delle sua storia attraversano proprio quella fase della vita. Questo sicuramente ampia la fascia dei potenziali lettori, ma nello stesso tempo costringe a un linguaggio e a una struttura narrativa diversa.
A Ivan, che racconta in un compito in classe la sua incredibile storia, e ai suoi amici più cari succede qualcosa di assolutamente impensabile: si avvera uno dei desideri più frequenti e inconfessabili, fra i ragazzini, in quella fase della vita in cui l'esplosione del desiderio e l'aspirazione alla libertà cozzano inevitabilmente contro il muro dei divieti, che spariscano i genitori con tutte le loro regole e le loro idiosincrasie. Il tutto ad opera di due personaggi misteriosi, oscuri manovratori di una prova di sopravvivenza che costringe il gruppo di amici ad inventarsi un modo per stare al mondo da soli. Chi non ha mai pensato, in un momento di rabbia adolescenziale, quanto sarebbe stato meglio non avere fra i piedi quei rompiscatole di genitori; da questo assunto parte tutto l'intreccio narrativo, che mette di fronte il giovane lettore alla dura realtà di una vita senza appoggi, senza mezzi di sussistenza, senza sicurezze di alcun genere.
Il linguaggio, le situazioni, la descrizione delle relazioni sono aderenti al mondo dei giovanissimi di oggi, e posso immaginare che la storia possa attrarre i ragazzi e le ragazze con tendenze un po' ribelli. Ma il tema della rabbia impotente degli adolescenti, in realtà materiale narrativo incandescente, viene in qualche modo neutralizzato. E una struttura narrativa non agilissima rendono la lettura un po' faticosa per i lettori e le lettrici meno allenati.

Eleonora

“Con il vento contro il mare”, G. Kuijer, Feltrinelli kids 2015
“La cosa più incredibile”, C. Frascella, Salani 2015