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martedì 16 agosto 2011

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


DIO E IL BRICOLAGE

Questa volta parliamo di dio (non a caso con la minuscola) e della genesi, attraverso due libri che amano descriverla divertendosi molto.
Se pensiamo alla tradizionale descrizione della creazione, sarà capitato a tutti di chiedersi il perché dell’esistenza di questa o quella creatura. I nostri autori, Dendooven e Silei, se la prendono rispettivamente con il maialino e con l’ornitorinco e descrivono l’atto creativo che ne ha determinato la nascita immaginandosi il creatore come un distratto bricoleur.
Dunque , come ha ben descritto Carla nella sua recensione di Tutto rosa, nel libro della Dendooven abbiamo a che fare con il creatore, sollecitato da un angelo in ciabatte, che lo spinge a dare colore e nome a ciascun animale. Il creatore nicchia non poco, anche a causa della imminente puntata della sua soap opera, e, in fretta e furia, sistema alla meglio il mondo animale; il povero maialino, che arriva tardi, si vede costretto ad accettare una misera 'messa in piega' di coda e orecchie. 

L’altro creatore, quello di Silei (www.artebambini.it), prepara ordinatamente le parti dei suoi animali e le colora, animale per animale, in modo diverso, in modo che i suoi aiutanti angioletti non si sbaglino nell’assemblaggio; ma gli angioletti sono dei veri birboni e rimescolano tutto, formando il CanFanDrillo o il CoccOrsIale (al lettore immaginarsi lo strano mix zoologico); inutile dire che tutto verrà rimesso a posto, con l’unica eccezione dell’ornitorinco, curioso animale che depone le uova e allatta i piccoli. Forse l’ornitorinco è davvero il frutto di uno scherzo 'divino'?
Entrambi i libri giocano con il tema della creazione e forniscono spunti per creare, a proprio piacimento, disegni e/o oggetti ispirati a questa fanta-zoologia.
Il punto è che la domanda sottesa, perché mai esiste questo o quell’animale e perché mai quel buffo animale è fatto così, è una domanda serissima e sfido tanti genitori e insegnanti a dare una risposta semplice e chiara. Potrei, a questo punto, parlarvi del libro di biologia evoluzionistica che mi sono letta questa estate, letto tanto per non perdere l’allenamento, ma vi risparmio. Mi limito a dire che, secondo me, quello che davvero difficile non è tanto trovare lì per lì una risposta accettabile, quanto far comprendere ai bambini che certezze assolute non le abbiamo e che, forse, il bello è proprio lì, nel viaggio che non finisce mai, nella domanda che domani ne porterà un’altra e un’altra ancora. Il che non significa che non possiamo dare risposte, ma che, almeno su questi grandi argomenti, ci dobbiamo accontentare di risposte provvisorie, parziali.

Mi sembra sia lo spirito con cui Erlbruch ha scritto La grande domanda (www.edizioni e/o.it), citato da Carla nella recensione di Com’era all’inizio; la grande domanda è 'io perché ci sono' e l’autore risponde con grande intelligenza con una serie di risposte, tutte valide, espresse dal punto di vista di soggetti diversi, invitando il bambino, e l’adulto che lo accompagna, a darsi le proprie risposte. Dice il marinaio: “Per navigare su tutti i mari”, il cieco: “Per avere fiducia”; la morte: “Sei qui per amare la vita”.
E’ un libro imperdibile, di quei pochi che con levità riescono a dire e suggerire discorsi importanti, quelli difficili da dire, ma importanti da mettere in comune con i bambini.
Eleonora

Invenzione dell’ornotorinco”, F. Silei, Artebambini 2011
Tutto rosa”, G. Dendooven, Comma 22, 2011
La grande domanda”, W. Erlbruch, E/O, 2004

giovedì 14 luglio 2011

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

AL REPARTO DEGLI ANIMALI C'E' QUALCOSA CHE NON VA...

TUTTO ROSA. Come fu che il maialino si ritrovò con la coda riccia
Gerda Dendooven, Comma 22, 2011

ILLUSTRATO PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Animali con la coda e animali senza. Animali piccoli e grandi, selvatici e domestici. Ma tutti senza piume, o squame, o pelliccia a strisce. Ce n'erano a due, quattro o senza zampe,ma tutti avevano solo pelle, pelle nuda. Non c'era proprio niente da accarezzare. Non avevano neanche un nome ed era facile confonderli.
Il Nostro Buon Padre non ha fatto bene il suo lavoro, pensava Gabriele. Non ha finito quello che ha cominciato."

Gabriele, un vecchio angelo un po' in disarmo, si è accorto che 'qualcosa' è mancato nella fase 'creativa' che ha riguardato il mondo. Effettivamente, a ben guardarli, questi animaletti tutti rosa pelle, rugosi e un tantino spaesati, sono bruttini. Senza contare che, in assenza di pelliccia, durante l'inverno come faranno a sopravvivere al grande freddo?
Gabriele decide che il Buon Padre deve porre rimedio a questa mancanza. Va da Dio e, con delicatezza e diplomazia angelica, gli sottopone il problema. Il Vecchio, scorbutico ed egocentrico, nonché distratto e piuttosto anaffettivo nei confronti delle sue creature, decide di tornare sulla Terra e, con mezzi di fortuna, comincia svogliatamente a distribuire mantelli e pellicce e a dare nomi. Finito l'immane lavoro, non resta che ricaricare delle molte carabattole utilizzate (dal casco asciugacapelli ai bigodini) la nuvola trasportatrice e riprendere l'attività interrotta, ovvero guardarsi in pace l'ultima puntata della sit com del momento. Ma, c'è un ma, ma...iale (che non sa ancora di esserlo) che è arrivato in ritardo e vorrebbe tanto avere le ali....
Il porcello purtroppo resta rosa pelle ma Dio, con un colpo da Maestro, lo dota di una coda a ricciolo e di due grandi orecchie che, se agitate a dovere, gli permetteranno di sollevarsi da terra...basta crederci.
Questo libro contiene due temi a me cari: storie di creazione e storie di maiali. 
Da Kipling in poi, passando per Moravia, Erlbruch, fino ad arrivare all'ultimo libro di Fabrizio Silei (L'invenzione dell'ornitorinco, Artebambini 2011) mi sono sempre molto appassionata alle storie che raccontano di come andò che all'elefante sia toccato un naso così lungo o del perché le zebre siano a righe. So per esperienza che anche ai bambini piacciono molto questi racconti perché l'invenzione, la creazione, l'immaginazione sono serbatoi per loro naturali, cui attingere ogni momento. 
Ai bambini piace molto anche immaginarsi Dio e quello di questo libro, così distratto, frettoloso e bisbetico, così umano, gli piacerà ancora di più, vedendolo abbigliato in completo rosa (anche lui!?) e mocassini pelosi...Anche l'altra passione, le storie di maiali, la condivido con i ragazzini: i maiali sono maltrattati da tutti, tenuti a distanza (salvo poi, amarli quando sono ormai salsiccia): sono, accanto ai ragni (in coppia produssero un libro straordinario: La tela di Carlotta di E.B. White), agli ultimi posti nella classifica dei beniamini. E invece, tra gli illustrati, ci sono fior di storie popolate da maiali (Maurizio Quarello, Ciccio, il maiale quadrato, Falzea 2006 oppure Dan Yaccarino, Il maialino un po' bravo un po' no, Mondadori 2004 o la bellissima rilettura della fiaba dei tre porcellini di David Wiesner, The three pigs, che ha ricevuto la Caldecott Medal nel 2001).
Questo libro, però, ha anche una cosa che non mi piace: a poche pagine dalla fine il racconto si interrompe e compare una pagina dove sono disegnate le silhouette degli animali e si chiede al lettore di completarle con colori e nomi. Questo genere di 'ganci' per l'attenzione dei piccoli lettori si incontrano talvolta, purtroppo, ma fortunatamente, solo di rado interrompono il flusso narrativo, come avviene in questo caso. Non ne capisco l'utilità...Ma tant'è.  
Torniamo alle cose piacevoli del libro.
Le cifre stilistiche di Gerda Dendooven, illustratrice fiamminga, sono l'ironia che si coglie in molti dettagli del disegno e del testo e la tecnica illustrativa dai colori tenui con tagli e prospettive insolite. Mi pare di riconoscere, soprattutto nei tratti umani, una bella discendenza da Erlbruch ma non vorrei spingermi troppo in là...
Il libro, rielaborazione di un racconto popolare, è davvero divertente, spiritoso e sottilmente ironico, ma nel contempo tenero. La figura di Dio, così pieno di difetti umani, genera il sorriso ma anche tenerezza, al pari di Gabriele che, oltre a saper trattare con i potenti, svolge lo scomodo ruolo del tramite tra Cielo e Terra (d'altronde, se non ricordo male, a questo servono gli angeli, no?). Gli animali, anche loro, sono ritratti come un po' spaesati, indifesi e poco amati. In fondo la pelliccia cui anelano non serve solo a difenderli dal freddo, ma attirerebbe inevitabilmente anche una carezza...
Carla