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mercoledì 6 dicembre 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


LA VITA A COLORI DI SONIA DELAUNAY


Sonia Delaunay è un personaggio fra i più interessanti, nel movimentato inizio Novecento. Insieme al marito Robert, dà vita ad una corrente del post impressionismo detta orfismo, per il suo richiamo ai ritmi musicali.
La sua originalità sta nel concepire la pittura come un insieme di esperienze sensoriali che coinvolgono totalmente chi guarda. Ma non parliamo solo di pittura; Sonia, infatti, fino quasi agli ultimi anni della sua vita, ha prodotto tessuti, arazzi, vestiti, tutti ispirati alla sua visione del colore, basata dai contrasti simultanei, dalla vivacità irrefrenabile di una giostra sempre più astratta di forme e colori.


Complicato spiegare tutto questo ai bambini, senza dover entrare nella storia delle correnti artistiche o nei riferimenti colti. La coppia Cara Manes, per i testi, e Fatinha Ramos, per le illustrazioni, ci riesce efficacemente con un albo, prodotto dal MoMA e tradotto da Fatatrac.
Sonia Delaunay. Una vita a colori ci descrive l'universo estetico dell'artista di origine ucraina, immaginando le domande rivolte alla mamma dal figlio Charles, che trova in un cassetto una strana coperta, di tutti i colori. Da qui prende il via un viaggio nella vita e nell'arte di Sonia, fermandosi prima a Le Bal Bullier, un locale parigino dove si balla il tango, per poi volare in Portogallo, in un mercato multicolore. Infine Amsterdam, in un negozio che vende i tessuti di Sonia, per poi tornare a Parigi. Ovviamente, le tappe si riferiscono alle opere dell'artista, riviste dalla brava illustratrice, che riesce a dare un ritmo vorticoso alle immagini, così come sarebbe piaciuto alla Delaunay.


Questo illustrato appartiene a una collana, che talvolta vi ho segnalato, realizzato in collaborazione con il MoMa, uno dei più importanti musei per l'arte moderna. Ed è anche uno dei volumi più riusciti, con un testo che dà molto spazio alle immagini, le lascia parlare, rendendo chiaro intuitivamente il senso dell'originalità di queste opere d'arte. Aprire questo libro è farsi accogliere da un vortice di colori vivaci, in continuo movimento, e non è difficile immaginare un sottofondo musicale a ritmo di fox-trot.


Strumento didattico o viaggio nell'immaginario novecentesco, mi sembra un bel regalo di natale per bambine e bambini curiosi a partire dagli otto anni.

Eleonora

“Sonia Delaunay. Una vita a colori”, C. Manes e F. Ramos, Fatatrac 2017




venerdì 3 giugno 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


IMPARA L'ARTE...

Quale incipit migliore, per parlare di tavole e di cibo nell'arte, de L'Ultima Cena di Leonardo? E' da lì che Andrea Nante e Alicia Baladan fanno iniziare il loro A tavola con i Maestri, nuovo percorso nella storia dell'arte della collana PIPPO di Topipittori.



Per raccontare il Cenacolo e invitare i giovani lettori e lettrici a giocare, gli autori cominciano offrendo la 'ricetta' dei colori a tempera e spiegano con semplicità, cosa rara, i criteri della composizione, anche cromatica. Come i grandi pittori e i loro allievi di bottega fabbricassero i colori è argomento affascinante e molto divertente, se si ha l'opportunità di mettere in pratica qualche procedimento, sperimentando in questo modo il lato artigianale dell'arte. Quanto poi alla composizione, ovvero come sono disposti gli oggetti o i personaggi e come vengono 'distribuiti' i colori in un quadro, è un altro aspetto complesso che però gli autori riescono a rendere intuitivamente comprensibile.

Si prosegue poi con altri capolavori, da Veronese a Caravaggio, da Carracci a Manet, passando quindi da ricche tavole imbandite a picnic primaverili.

Questo dotto excursus viene in realtà proposto attraverso attività che smontano e rimontano le opere, scegliendone particolari, commentando a piacere nei fumetti, o proponendo interventi di varia natura nelle riproduzioni, che è poi la filosofia di questa bella, intelligente collana di divulgazione.


Monica Monachesi e Gabriel Pacheco, invece, ci conducono per mano nell'arte di Antonio Canova, il grande artista veneziano, in Le meravigliose favole di Antonio Canova.

 
Al centro di questo percorso sta il corpo, con le sue proporzioni, attraverso gli studi e i bozzetti, che riescono a rendere l'impossibile, cioè un oggetto tridimensionale attraverso una rappresentazione bidimensionale. Canova si ispirava ai modelli classici e traeva ispirazione dal patrimonio mitologico, con la grande ricchezza di storie e di favole, matrice infinita del meraviglioso. Quello che i nostri autori vogliono far vedere è soprattutto la purezza formale, la grazia, il senso del movimento e delle proporzioni. Per farlo, sottolineano, in alcune opere, la geometria segreta, le linee di forza, le torsioni e i movimenti impliciti in quello che non può che essere statico, un blocco di marmo.
E' un testo che insegna a guardare in modo diverso le opere d'arte, interpretandone l'armonia, la logica sottostante; a questo aspetto Charles Bouleau dedicò, negli anni ottanta, un testo, ora fuori commercio, illuminante: La geometria segreta dei pittori.


Anche in questo caso, l'invito rivolto ai giovani lettori e lettrici è a farsi interpreti attivi di quello che stanno imparando, invitandoli a completare, costruire, magari, una bella testa di medusa contornata dai suoi serpenti.
L'intento dichiarato è quello di fornire un approccio attivo all'arte, anche nelle sue manifestazioni più complesse, per farsi una propria personale pinacoteca, magari rivisitata, e per continuare a curiosare sul web o, ancora meglio, dal vivo.


Allenare l'occhio alla bellezza, favorire il costruirsi di un proprio senso estetico rappresenta, come non mi stancherò mai di dire, un buon antidoto alla banalità e alla bruttezza cui i bambini e le bambine, loro malgrado, sono esposti.
Eleonora

“A tavola con i Maestri”, A. Nante e A. Baladan, Topipittori 2016
“Le meravigliose favole di Antonio Canova”, M. Monachesi e G. Pacheco, Topipittori 2016


lunedì 30 novembre 2015

FAMMI UNA DOMANDA!


IMPARA L'ARTE, FACENDO


Mi è già capitato, recentemente, di raccontare un giardino, quello di Monet, nella versione data da Pia Valentinis e Giancarlo Ascari; ora, di colore in colore, approdiamo a Il Giardino di Matisse, un opera realizzata per il MoMA di New York da Samantha Friedman e Cristina Amodeo. La versione italiana è pubblicata da Fatatrac e mostra quel particolare aspetto dell'arte di Matisse rappresentato dal collage. 

Nella finzione narrativa si immagina il pittore francese alle prese con un uccello bianco ritagliato nella carta e poi accostato ad altri elementi, foglie, rami. Dalle piccole dimensioni alle grandi dimensioni, dal bianco ad una vasta gamma di colori puri, nei più vari accostamenti. Ecco che intorno al pittore si ricostruisce un giardino immaginario, multicolore, in cui le forme si sono affrancate dal realismo e costituiscono degli oggetti in sé. Per raccontare i diversi aspetti di questa tecnica, all'apparenza molto facile, nel libro si riproducono in grandi pagine otto opere di Matisse. Le illustrazioni sono realizzate tutte con la tecnica del collage.
Semplice, chiaro, direi contagioso nel rendere evidente il processo artistico che porta da una modalità all'altra, questo libro è un bell'esempio di didattica dell'arte che coniuga un buon testo divulgativo e delle immagini coinvolgenti.

Ma se si ha voglia di farsi coinvolgere, come non pensare alla mitica collana Pi.P.Po., di Topipittori, che propone, in questo scorcio di fine anno, Occhio al mosaico, di Francesca Zoboli e Marta Sironi.
Il mosaico si presta bene, nella forma appunto del papier collé, alla riproduzione didattica. Ecco, quindi, le autrici proporci frammenti, particolari, di mosaici presi ai quattro angoli del globo, alternati a pagine colorate che i bambini dovranno ridurre a tessere da accostare le une alle altre nei disegni incompleti o su disegni propri, sperimentando così il senso di profondità, le sfumature e i contrasti di colore. Bella la gamma cromatica proposta e le sfumature che si possono ottenere affiancando le diverse tessere. Come nei precedenti, mi sembra sacrosanto l'invito a utilizzare Google per vedere la riproduzione integrale delle opere citate e la visita al museo come ultimo approdo di una ricerca divertente e istruttiva, che vede come primo passo proprio il fare.

Questa collana meriterebbe una visibilità ben maggiore nelle librerie e direi l'uso obbligatorio nelle scuole.
Ma se tutto questo non vi dovesse bastare, ecco la proposta di fine anno di Franco Cosimo Panini editore: nella collana Guarda che artista!, di Patricia Geis, arriva Vincent van Gogh.

La struttura del libro appare più tradizionale: il centro della narrazione è la vita del pittore, soprattutto il periodo trascorso ad Arles, il rapporto con il fratello Theo e con Paul Gauguin, i momenti felici e la disperazione. Ma la realizzazione è, come nei titoli precedenti, estremamente accurata e ricca di sorprese, con pop up, animazioni, libretti che si aprono per approfondire un aspetto citato nel testo; alla fine è possibile costruire un modellino della famosa stanza della casa di Arles, ben raccontata da Rosetta e Margherita Loy in La cameretta di van Gogh. Il giovane lettore non si annoia mai, anzi, ogni pagina è ricca di spunti e di belle immagini.

Tre libri con approcci diversi, ma con una visione moderna, stimolante, della didattica dell'arte, costruiti con cura, con una grande qualità visiva e uno sforzo di fedeltà agli originali. Impaginazione perfetta e testi agili, ma precisi, ne fanno degli ottimi strumenti didattici, utili non solo nell'utilizzo scolastico, ma soprattutto come supporto alle sperimentazioni artistiche che tanti bambini e tante bambine amano fare.
Nutrire la loro creatività con libri belli, ben fatti, stimolanti e creativi mi sembra un buon modo per proteggerla dalla banalità delle immagini stereotipate con cui sono bombardati, anche nostro malgrado.

Eleonora

“Il Giardino di Matisse”, S. Friedman e C. Amodeo, Fatatrac 2015
“Occhio al Mosaico”, F. Zoboli e M. Sironi, Topipittori 2015
“Vincent van Gogh”, P. Geis, Franco Cosimo Panini 2015



lunedì 21 settembre 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


FUOCHI D'ARTIFICIO NELLA TESTA

Storie di quadri (a testa in giù), Bernard Friot
Il Castoro 2015

NARRATIVA PER GRANDI (dai 10 anni)

"Sala 3, Loubna si ferma sempre davanti al Cavaliere sorridente. Non a lungo, solo qualche decina di secondi perché ha il tempo contato. La sua tabella di marcia prescrive nove minuti esatti per pulire il pavimento, le maniglie delle porte e i telai delle finestre. il resto non deve toccarlo. Si ferma davanti al cavaliere e lo saluta con un cenno del capo. E lui, a modo suo, risponde. In questo modo inizia una conversazione muta..."

Tra il Cavaliere di Frans Hals e la ragazza che fa le pulizie in una sala della Wallace Collection di Londra parte un dialogo silenzioso, ma affettuoso come potrebbe essere quello tra un signore maturo, un vecchio zio, e una ragazzina, una nipotina. Lei ha un pensiero in testa: è al suo primo appuntamento con un ragazzo ed è incerta. Non sa se crederci a questo amore che sta nascendo e, come avrebbe fatto con una persona più matura e con più esperienza della vita di quanta ne abbia lei, le viene spontaneo rivolgersi al Cavaliere per un consiglio...
La risposta dell'uomo è in quel sorriso che, a lei pare, oggi sembra più ammiccante di sempre.
Questa è una delle trentasei prodigiose storie che Bernard Friot immagina legate ad altrettante opere d'arte. Da un frammento di pittura murale della Villa di Giulia Felice, ora al Louvre, alle scarpe di Antoni Tàpies, passando dallo studio di Leonardo per una mano sinistra, per arrivare a Chagall, Ensor e Mirò, Ghirlandaio, Schiele, Arcimboldo e, naturalmente, Picasso.


Una galleria di immagini importanti, ma mai fruste (siamo lontani dagli angioletti di Raffaello o dai Nottambuli di Hopper), che si susseguono sempre diverse per epoca, tecnica realizzativa, soggetto raffigurato.
Dall'affresco murale di I secolo si salta alla pittura densa del Barocco olandese, ai segni rapidi dell'informale di Tapies succede un ritratto di Domenico Ghirlandaio. Gioia per gli occhi e fuochi d'artificio nella testa. Tenendo in mano la mappa che ci viene fornita al principio di questa nostra visita, ci aggiriamo in un museo virtuale allestito per dissonanze, per salti logici, per stupori continui.


Come un collezionista decisamente imprevedibile, colto e curioso, Bernard Friot ci invita nella sua personale pinacoteca, frutto di una selezione dettata dal cuore. E mentre non finiamo di stupirci a ogni giro di pagina, non potendo immaginare chi stia per arrivare, sentiamo una narrazione che dà voce a una altrettanto varia e imprevedibile galleria di dialoghi, monologhi, poesie, riflessioni, lettere...
Ma qui entriamo in contatto con l'immaginazione di Friot e quindi lo stupore e la meraviglia del lettore si moltiplicano all'ennesima potenza.
Una magistrale prova d'autore che lo vede scegliere, con la fine sensibilità che gli è propria, tra registri sempre diversi. E con assoluta nonchalance. Ecco a voi uno scrittore di classe che usa stili e registri di volta in volta differenti, come farebbe un artista, utilizzando acquerelli, piuttosto che olio, sanguigna piuttosto che tempera...


E così Friot scrive una lettera come se fosse una fanciulla innamorata nella Francia dei Lumi che frettolosa scrive al fratello lontano, oppure un dialogo serrato tra un padre poco paziente e una bimbetta di tre o quattro anni, sul senso della morte, di fronte a tre capolavori di Picasso.
E lo fa, ripeto, con totale padronanza. Le riflessioni della modella annoiata che diventano addirittura un calligramma mettono a fuoco un ulteriore merito di questo libro: la cura grafica, che non ha sbavature o ridondanze. Efficace e intelligente.
Ma la cosa che io reputo migliore è ritrovare ancora una volta il Friot 'alto' che mi commuove, nel suo raccontare storie in cui mi riconosco, in cui l'umanità si riconosce: il microscopico che si alterna al gigantesco.
Una donna al mercato indecisa nella scelta di un cestino di fragole da offrire al nipote, o la preghiera ipocrita di due ipocriti, o la lenta presa di coscienza di una donna che si crede brutta, in un mondo di brutti...o ancora il dialogo struggente tra una madre e una figlia di fronte alla fatalità di un destino di morte.
E alla commozione si alterna lo stupore che generano le storie costruite sull'assurdo, altro genere in cui Friot eccelle: una per tutte, Sorpresa, dove il signore e la signora Rasmussen dialogano con l'ometto calvo sbucato dal terreno del loro giardino. 


Alla fine l'ometto se ne andò. Uscì dal cancello
del giardino e sparì all'angolo della strada.
"È un sognatore",
disse la signora Rasmussen.
"Un alcolizzato"
replicò il signor Rasmussen.
Si guardarono sorridendo. Poi la signora Rasmussen
aprì le braccia, le agitò vigorosamente e volò via. Andò ad
appollaiarsi sul tetto della casa di fronte...

Nel mio cuore, la signora Rasmussen soggiorna accanto alla signora Meier di Erlbruch. Ed è un posto d'onore, sappiatelo.
Geniale.


Carla
Noterella al margine. Questo libro è un pozzo di bellissime idee (io ho cercato di elencarne solo alcune) e andrebbe utilizzato con libro di testo nelle scuole, non ultimo per la sua insolita vicenda traduttiva.
Scopritela da voi. Io ho scritto già parecchio...

lunedì 30 settembre 2013

FAMMI UNA DOMANDA!

OCCHIO ALLA BELLEZZA

Per raccontare l’arte e la bellezza ai bambini ci vuole una grande abilità: il rischio di enumerare opere e concetti estetici, di perdersi negli stili e soprattutto di non comunicare l’emozione che un’opera d’arte trasmette è molto grande.
 
Fra le strategie originali nella narrazione del bello, c’è sicuramente quella intrapresa da Alain Korkos, pubblicato in Italia da L’Ippocampo junior. Due anni fa ci aveva proposto Entrate nel quadro! I piccoli enigmi nei capolavori, che pagina per pagina portava il giovane lettore a indagare sui misteri nascosti in 62 opere d’arte, scelte in un estesissimo arco temporale, a partire dalla meravigliosa copertina dedicata a Hopper e al suo misterioso bar senza uscita, immobile come un fermo immagine cinematografico.
Ora è arrivato in libreria Bambini nel quadro! I piccoli enigmi dei capolavori e anche qui ci aspetta una carrelata di immagini straordinarie, spaziando da Mantegna e Bruegel il vecchio al Veronese, Velasquez o Manet, Seurat fino ad artisti contemporanei come il cinese Zhang Xiaogang o l’africano Cheri Samba.

Cos’hanno di particolare questi libri: la domanda, che fa da titolo a ciascun capitolo, e che indirizza lo sguardo del piccolo lettore verso alcuni dettagli dell’opera rappresentata. Spesso si osservano, nei musei o nelle mostre, adulti spazientiti di fronte alle domande ‘ingenue’ dei bambini, spesso assolutamente spiazzanti, perché anche noi non sappiamo cosa sta facendo quel personaggio, perché guarda da una certa parte e perché ha in mano quell’oggetto. E invece sono proprio quelle domande le chiavi più efficaci per entrare in un quadro, capirne il contesto, coglierne almeno in parte il significato simbolico. In questi libri di Kolkos, illustrati efficacemente, con molti dettagli messi in evidenza, si segue proprio questa via, trasformando le domande ‘ingenue’ in un percorso conoscitivo che coinvolge sicuramente i ragazzi dagli 8/9 anni, ma anche gli adulti che ne vogliano accompagnare la curiosità.
 
Per quanto mi riguarda ho trovato illuminante La bambina che corre sul balcone di Balla, ovvero come spiegare l’immagine della bimbetta Lucia così come la vede il padre futurista, oppure Una giovane principessa, di Jan Gossaert, con la sua misteriosa sfera armillare, o, ancora, il Ritratto di vecchio col nipote, del Ghirlandaio, dove scopriamo i simboli nascosti nel paesaggio; infine Bagnanti ad Asniéres, di Seurat, che dà la copertina al libro e che ci spinge a immaginare il senso del gesto di un bambino, mettendoci proprio lì, immersi nell'acqua e nella luce.

 Eleonora
“Entrate nel quadro! I piccoli enigmi dei capolavori”, A. Korkos, L’Ippocampo junior 2011
“Bambini nel quadro! I piccoli enigmi dei capolavori”, A. Korkos, L’Ippocampo Junior 2013

venerdì 12 ottobre 2012

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

QUESTO SÌ CHE È RITAGLIARE!!


Che bellezza, rigirarsi fra le mani un libro in cui si creano vestiti! No, non sono impazzita e presto capirete perché…


Dame e cavalieri, di Francesca Zoboli e Marta Sironi, è a tutti gli effetti un libro in cui si tagliano carte splendide, che rimandano ai sontuosi vestiti rinascimentali, e si incollano su dei modellini di dame e cavalieri, ripresi dai capolavori dell’arte italiana, da Piero della Francesca a Masaccio, da Paolo Uccello a Pisanello. Allora si può, è stato il mio pensiero, far giocare le bambine, perché di questo parliamo, senza ricorrere alle immagini stereotipate, quando va bene, di bambolette alla moda. Si può coniugare un gioco divertente e qualche accenno all’arte, di cui questo paese abbonda e che conosciamo così poco. Se ne può parlare senza essere pedanti, divertendosi un mondo a rivestire dame e cavalieri di stoffe immaginarie che raccontano di lontane raffinatezze e di una ricchezza perduta. Si può educare l’occhio dei bimbi e delle bimbe alla bellezza e non all’esibizione volgare dei corpi.
Come dicevo, i libri della nuova collana Pippo, acronimo di Piccola Pinacoteca Portatile, sono per ora due: a quello già descritto si affianca Quadri, quadretti e animali, di Guido Scarabottolo e Marta Sironi, una vera pinacoteca personale, che può essere completata, colorata, ritagliata, reinventata, giocando con le riproduzioni di dipinti che spaziano da Sironi ad Arcimboldo, passando per Carrà e, perché no, anche da Wiligelmo. Fanno da filo conduttore gli animali che nei dipinti compaiono: ermellini, rinoceronti, cavalli in tutte le salse, e ancora idre dalle sette teste e minotauri e liocorni, fin dove l’immaginazione ci può portare. Qui la fantasia galoppa e le potenziali applicazioni sono pressoché infinite, con l’occhio sempre rivolto a quei capolavori che, secondo alcuni, sono troppo ‘difficili’ per i bambini.


Davvero un bel progetto editoriale, che può dare ai librai, ai genitori e agli insegnanti una valida e praticabile alternativa ai prodotti commerciali che spesso affollano gli scaffali. Non tutti sono da buttar via, ma avere anche questa proposta allarga e qualifica la proposta su un terreno, quello dei libri da fare, spesso poco praticato.
Come ben si capisce, questi due ‘quaderni’, prodotti da un editore che fa dell’esperienza estetica la propria cifra, sono adatti a bambini e bambine di età anche molto diverse, ma direi a partire dai sei anni.

Eleonora

Quadri, quadretti e animali”, G. Scarabottolo e M. Sironi, Topipittori 2012
Dame e cavalieri”, F. Zoboli e M. Sironi, Topipittori 2012