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lunedì 30 dicembre 2024

ECCEZION FATTA!

I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
CHE SPARIAMO NELL'ETERE
PER FARE LUCE 
PER FARE RUMORE 
 PER FARE MERAVIGLIA 
 
Il meglio di... un anno di libri, 
un anno di ragionamenti, 
 un anno di recensioni su Lettura candita. 
 Per ogni libro, il nostro perché 
(BUM!) 



gennaio 2024


Grande, bro!, Jenny Jägerfeld (trad. Laura Cangemi) Iperborea 2024 

perché 

"Centoventi pagine che, come sempre è successo con i libri italiani della Jägerfeld, si bevono a grandi sorsate. A libro chiuso, si percepisce la stessa sensazione di appagamento che si prova quando si ha tanta sete e si manda giù dell'acqua. Ma la grandezza della Jägerfeld non sta solo nello spessore delle questioni che pone, ma anche nella leggerezza della sua architettura per raccontarle." 


L'altalena, Britta Teckentrup (trad. Sante Bandirali) Uovonero 2023 

 perché 

"Il volo è interdetto a chi non è progettato per farlo... E quindi poterlo avvicinare con tanta immediatezza e semplicità non è roba da poco, che si scorda facilmente. Ragione per la quale, molto spesso ai giardini - spesso fuori orario - sulle altalene ci sono i ragazzetti che ne fanno usi 'sperimentali', oppure gli adulti che ci si dondolano per svuotare o riempirsi la testa e qualche nonna più ardimentosa di altre che, accennando con le gambette solo all'abbrivio del movimento, riesce a rievocare quanto fosse emozionante, all'epoca dondolarsi con tutta l'energia. Credo di non allontanarmi dalla verità sostenendo che la stragrande maggioranza delle persone ha un proprio personale immaginario sulle altalene."

febbraio 2024 


Un mondo di isole, S. Quarello, C. Tasin Bertoldi, Editoriale Scienza 2024 
 
perché 
 
"È piuttosto difficile mettere insieme isole come la Groenlandia con isole molto più piccole, poco più di un insieme di scogli, ma Serenella Quarello riesce nell’intento di proporre un filo conduttore comune che non ha la pretesa della sistematicità, ma risponde alla curiosità del lettore, affrontando di capitolo in capitolo punti di vista differenti."


Kosmos, Matteo Meschiari, Roger Olmos  #Logosedizioni 2023  

perché 

"Il valore profetico - e quindi in qualche modo salvifico - di questa parabola ti aggancia e non ti molla fino alla fine.  Un lungo racconto illustrato, o un breve romanzo, che mette insieme una sequenza di belle idee che, attraverso una altrettanto bella scrittura per parole e immagini, costruisce uno scenario complesso e articolato, che implica un bel po' di ragionamenti.  Su tutto questo però si impone un ulteriore elemento, particolarmente interessante.  Esiste, fin dalla prima pagina, un doppio valore della narrazioni, sia iconica sia testuale: da una parte si tratta di pura letteratura, pura finzione, ma dall'altra il lettore è messo di fronte a una riflessione antropologica alla quale non può sottrarsi. Toccando corde profonde, aggiunge in chi legge e in chi guarda inquietudine alla propria inquietudine." 

marzo 2024 



Il tuo nido, il mondo, Carl Norac, Anne Herbauts (trad. Silvia Vecchini)  Topipittori 2023  

perché 

"Ancora prima che tutto cominci a suonare, vale la pena vedere Carl Norac che si infila le scarpe, se le allaccia e, spinto da una farfalla sulla testa, esce di corsa con la sua sciarpa al vento, attraversa un boschetto e poi quelle scarpe se le ritoglie per infilare nell'acqua di un lago prima le dita dei piedi (sarà fredda?) e poi tutto se stesso e godersela tra lontre e pesci."  



Alfred e la gogna, Jesper Wung-Sung (trad. Eva Valvo)  Uovonero 2024  

perché 

"Un contesto decisamente insolito, un'epoca passata non definita con precisione, che potrebbe oscillare tra il Medioevo, in cui la gogna era in grande voga (prima citazione nel Salterio di Utrecht nel IX secolo), fino all'Ottocento, quando venne in larga parte abolita. E uno spazio, per converso, limitatissimo. Tutto il racconto ruota intorno a un metro quadro di spazio, che è l'area di azione o non azione di Alfred. E degli altri che ronzano là attorno."

aprile 2024 



Parenti serpenti, Teresa Porcella, Roberta Balestrucci, Marianna Balducci  
Rizzoli 2024  

perché 

"Tutte e tre le autrici condividono il senso ultimo del progetto, come pure lo sguardo divertito che hanno nel raccontarlo, con tre linguaggi diversi, ma accordati tra loro.  Ecco. Qui c'è forse il primo merito di Parenti serpenti, in questa regolare e molto armonica cadenza, un passo da montanare (nonostante le loro orgini), che va avanti per 21 volte con 21 diverse tipologie di parenti: quando una delle tre rallenta le altre due la prendono per mano e la tirano in avanti, con l'intento di arrivare insieme in cima: a libro ben fatto."



The Kissing Game. Short Stories, Aidan Chambers (trad. Marta Barone)  Equilibri 2024  

perché 

"Chambers è un autore necessario.  Ragion per cui in casa Equilibri, forse i più devoti apostoli del chambersianesimo, non si perde occasione di diffondere la sua poetica e soprattutto i suoi pensieri e le sue pratiche intorno alla letteratura: dalla 'rilettura' del diario di Anne Frank in una prospettiva ancora ulteriore che possa servire a una riflessione sull'adolescenza tout court, ai suoi 'manuali' su come far radicare in modo efficace e duraturo la letteratura di qualità nelle terre dove pascolano i lettori difficili."  

maggio 2024 



La maestra è scomparsa!, Harry Allard, James Marshall (trad. Sergio Ruzzier)  Lupoguido 2024  

perché 

"Tanto Marshall, come illustratore preferito di Allard, quanto soprattutto Allard, in quanto scrittore d'elezione di Marshall, con Ungerer hanno condiviso la stessa visione di un'infanzia che sa essere anche molto scorretta, con Ungerer hanno condiviso il coraggio di non fermarsi in nome del politicamente corretto, ma di proseguire per la propria strada, raccontando e disegnando adulti stupidi che fanno cose stupide, oppure brutti e severi, oppure ancora carini, ma bugiardi e lievemente disonesti e anche un filino omertosi..."



Papera, Coniglio e Grande Orso, Nadine Brun-Cosme, Olivier Tallec  
(trad. Tommaso Gurrieri)  Edizioni Clichy 2024  

perché 

"Dote rara, la loro, quella di saper cogliere il nocciolo di una questione, mai banale e mai trita, e di riassumerla in pochi segni, in poche parole che mettono in bocca a qualcuno che è terzo rispetto a noi lettori, ma che - proprio per questa sua apparente estraneità - può diventare emblematico. A quei due riesce facile come disegnare un lupo senza mai staccare la matita dal foglio in poco meno di due secondi, o come racchiudere in un puntino nell'occhio un'espressione inconfondibile, facile come definire il sentiero "lungo e tortuoso" o solleticare in una frase Se solo i miei amici potessero vederlo! il ricordo di quello che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha pensato, scoprendo in totale solitudine qualcosa di magnifico."

giugno 2024 


Stardust. Polvere di stelle,  H. Arnesen, trad. L Cangemi, Orecchio Acerbo 2024  

perché 

"è un libro importante e ambizioso, perché si muove su un terreno molto battuto recentemente e pretende di farlo con una forma e un linguaggio tutt’altro che comune.  Si potrebbe sintetizzare l’argomento affermando che Stardust parla di cambiamento climatico.  Ma come tutte le sintesi, anche questa rischierebbe di essere limitativa, banalizzante e in parte fuorviante.  Perché il tema invece è complesso e perché il libro rifugge dal tentativo di ridurlo a poche frasi ad effetto.  Trattandosi di un libro illustrato che possiede una parte informativa, ma una ben più ampia narrativa e in versi, l’autrice avrebbe potuto procedere soltanto sul sentiero dell’aggancio empatico: le sue immagini molto forti lo avrebbero permesso e lei ne sarebbe venuta fuori sicuramente molto bene.  E invece sceglie di parlare al lettore in modo differente, di chiamarlo direttamente in causa, di rivolgersi a lui e alla sua storia."


Il lupo, Saša Stanišić, Regina Kehn (trad. Claudia Valentini) Iperborea 2024 

perché 

"A parte la sottile ironia che lo attraversa, nella voce del protagonista sempre pronto a definire come precisi e stereotipati i contorni di certi personaggi, salvo poi doverne ammettere complessità ben diverse, mi sembra divertente il ripetuto passaggio dal piano di realtà e quello dell' immaginazione che attraversa la storia: gli dà il titolo e offre divertenti spunti alla bravissima Regina Kehn che, tra cervi e lupi, racconta la sua versione dei fatti."

[continua]

lunedì 15 aprile 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

LUPI ITALIANI

Finanziato dal progetto europeo Life Wolfalps Eu, esce il bel libro dedicato ai lupi, ‘I lupi delle Alpi’, scritto da Laura Scillitani, con le illustrazioni di Irene Penazzi e la revisione scientifica di Francesca Marucco. L’editore è Editoriale Scienza, che, come sempre, propone libri di grande rigore e attendibilità.
In Fiera di libri di divulgazione ne ho visti diversi: belli, affascinanti, intriganti, divertenti, talvolta anche superficiali e poco curati. Ne parlerò nelle prossime settimane. ‘I lupi delle Alpi’ è un bel libro, preciso nella descrizione del lupo e del suo habitat alpino; è un bel libro anche perché affronta la questione più spinosa, quella della coabitazione fra umani e selvatici, con il giusto equilibrio, respingendo un approccio romantico, e mistificatorio, a uno degli animali più affascinanti e, nello stesso tempo, coinvolgendo il giovane lettore e la giovane lettrice in una prospettiva di nuova convivenza fra natura selvatica e uomo.
Il libro, ampiamente illustrato, descrive le caratteristiche biologiche e comportamentali del lupo; in particolare sottolinea la struttura sociale a base familiare. Ogni branco, infatti, è costituito da una coppia di riproduttori e dai loro figli; il branco non diviene mai troppo numeroso e i giovani adulti sono via via indotti ad allontanarsi dal branco. Questo momento, detto della dispersione, è il più pericoloso per i giovani lupi, che devono affrontare percorsi accidentati fra strade, città, fiumi, terreni coltivati e così via. Quando incontrano un altro individuo isolato, di sesso opposto, possono formare un nuovo branco. Ed è proprio questa la storia di una coppia di lupi divenuta celebre: Slavc, maschio proveniente dalla Slovenia, e Giulietta, lupa italiana nella zona dei Monti Lessini.
La loro è una bella storia, sono rimasti insieme una decina d’anni, dando vita a ben quarantadue cuccioli che speriamo popolino ancora la zona delle Alpi Venete (alla faccia di cacciatori e amministrazioni locali ostili).
Questo infatti è un altro tema scottante: nonostante l’espansione del lupo sia un fenomeno naturale, in molti nel Nord Italia sostengono che debba cessare le legislazione a protezione del lupo, rendendolo di nuovo cacciabile.
Fra interessi economici reali, soprattutto di allevatori, e pressioni di una delle lobby più potenti d’Italia, quella dei cacciatori, il destino del lupo europeo è sempre appeso ad un filo.
Per questo progetti come quello che ha dato vita anche a questo libro, con il contenuto di informazione corretta e approfondita che lo distingue, sono indispensabili affinché non si facciano altri passi indietro nella conservazione di aree di natura selvatica e della fauna che le abita.
Per quanto sia difficile pensarlo nel prossimo futuro, la conservazione non può che passare dal rispetto della selvaticità, dal riconoscimento della alterità di ambienti e animali che non possono ridursi agli ambienti antropizzati.
Speriamo che le prossime generazioni, grazie anche a libri come questo, facciano tesoro di questa consapevolezza.
Consiglio caldamente la lettura di questo libro a bambini e bambine a partire dagli otto anni.

Eleonora

“I lupi delle Alpi”, l. Scillitani, ill. I. Penazzi, Editoriale Scienza 2024



lunedì 18 marzo 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

ROSSO


Preceduto da ‘Blu’, è in libreria da pochi mesi ‘Rosso’, scritto ed illustrato da Cristiana Valentini e pubblicato da Editoriale Scienza.
Il libro esprime un approccio multidisciplinare al tema della storia dei colori: c’è una spiegazione squisitamente tecnica, ma per niente noiosa, che racconta l’evoluzione dei pigmenti utilizzati per realizzare il colore, c’è la storia della simbologia legata al suo uso, c’è qualche accenno di storia dell’arte.
Il ‘rosso’, nella forma delle terre argillose, è il primo colore utilizzato nella preistoria e rappresenta una costante nello sviluppo delle civiltà: spesso simbolo di potere, o di fortuna e prosperità, è arrivato fino ai giorni nostri, acquisendo valore politico, simbolo delle rivoluzioni socialiste, o commerciale, trasformando il Babbo Natale dai molti colori nell’omone vestito di rosso, grazie a una pubblicità degli anni ‘30.
Oltre a un approccio storico, e antropologico, è molto interessante il racconto dell’evoluzione dei pigmenti utilizzati nella produzione delle diverse sfumature di rosso: dal cremisi, o scarlatto, prodotto dai Greci e dai Romani a partire dalla femmina di cocciniglia, al porpora, sempre di derivazione animale, usato dai fenici, al rosso carminio, derivato dalla lavorazione delle uova di cocciniglia, tipica del Messico, al cinabro, o vermiglione, pigmento di origine minerale usato da Cinesi, Greci e Romani. Fino ad arrivare alla rivoluzione della chimica, che nell’Ottocento ha consentito di produrre svariati pigmenti di sintesi.
Al ‘rosso’ sono state attribuite valenze diverse: simbolo di potere e di status, colore augurale in Oriente, è stato in realtà anche associato al male, all’inferno con le sue fiamme.
L’autrice utilizza una sequenza di doppie pagine che esauriscono ciascuna un argomento, collocando il testo, stampato a caratteri di diversa dimensione, all’interno della grande tavola che lo ospita. Nonostante la terminologia sia precisa e in parte specialistica, non si intravedono particolari difficoltà di lettura, tutto viene spiegato in modo chiaro e lineare. Lettrici e lettori più piccoli possono divertirsi nello scoprire usi e costumi delle diverse epoche storiche, i più grandi possono approfondire anche gli aspetti tecnici. Non guasta, in ciascuna tavola, la presenza di un discreto cerca-trova, che invita lettrici e lettori a guardare con attenzione le immagini.
Pensato per curiosi appassionati di storia e di arte, a partire dai dieci anni, il libro si presta, con una lettura guidata, a essere utilizzato anche dai bambine e bambini un po’ più piccoli.

Eleonora

“Rosso”, C. Valentini, Editoriale Scienza 2024



 

lunedì 4 marzo 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

VERDE



"Dobbiamo sempre ricordare che il verde è il colore più importante del mondo"; così Nicola Davies chiude il nuovo libro di divulgazione firmato insieme all’illustratrice Emily Sutton. Il testo di questa nuova fatica è "Verde. Il mondo segreto delle piante", pubblicato da Editoriale Scienza.
Da quanto detto si evince come il tema affrontato dalla celebre coppia di autrici votate alla divulgazione, e non solo, tratti dell’argomento che riscuote maggiore interesse in questi ultimi anni, il mondo vegetale.
Con un linguaggio molto semplice, adatto a lettrici e lettori anche alle prime armi, vengono affrontati i temi principali della botanica, dalla funzione clorofilliana, all’evoluzione delle piante per finire con i problemi ecologici del mondo contemporaneo.
Il mondo vegetale, all’apparenza così statico, viene visto nella sua complessità e, in particolare, mi sono sembrati rilevanti alcuni aspetti.
In primo luogo la forza con cui viene evidenziata l’interconnessione fra mondo vegetale e animale, soprattutto per quanto riguarda il ciclo dell’ossigeno e dell’anidride carbonica, sottolineandone il delicato equilibrio. In secondo luogo, mi è sembrata chiara e incisiva la spiegazione di come e in quale misura l’utilizzo di fonti combustibili fossili alteri in modo pesante questo equilibrio. Infine, mi è sembrato utile e originale l’aver inserito il mondo marino nella descrizione dei vegetali.
Ne deriva un’immagine della complessità della realtà naturale e dell’impatto umano sugli ecosistemi terrestri, che rimanda alla necessità di un cambiamento radicale di indirizzo.
Se questi temi appaiono complessi, e lo sono!, la capacità di sintesi della Davies le consente di affrontarli con semplicità e precisione. Dire cose difficili con frasi brevi e chiare, senza mai cedere alla semplificazione, è una capacità rara che l’autrice britannica ha dimostrato spesso di avere.
D’altra parte le illustrazioni della Sutton, rigorosamente rispettose del testo, chiariscono intuitivamente la complessità del reale, aiutando i più piccoli a comprendere visivamente quello che magari non è di immediata comprensione nel testo.
L’equilibri fra testo e immagine è un punto di forza di questo libro, che consiglio caldamente a giovani naturaliste/i in erba, a partire dai sei anni.

Eleonora

“Verde. Il mondo segreto delle piante”, N. Davies e E. Sutton, Editoriale Scienza 2024


mercoledì 28 febbraio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

ISOLE!


‘Un mondo di isole’, scritto da Serenella Quarello e illustrato da Camilla Tasin Bertoldi e pubblicato da Editoriale Scienza, è un vasto, approfondito, affascinante repertorio di quelle entità geografiche che chiamiamo, appunto, isole.
I punti di vista con cui guardare a queste realtà grandi e piccole sono diversi: squisitamente geografico, geologico, biologico, storico, letterario.
È piuttosto difficile mettere insieme isole come la Groenlandia con isole molto più piccole, poco più di un insieme di scogli, ma Serenella Quarello riesce nell’intento di proporre un filo conduttore comune che non ha la pretesa della sistematicità, ma risponde alla curiosità del lettore, affrontando di capitolo in capitolo punti di vista differenti.
Un aspetto sicuramente interessante, e importante dal punto di vista della storia della scienza, è quello biologico ed ecologico: le isole rappresentano infatti ecosistemi relativamente chiusi, in cui le specie possono evolvere e differenziarsi anche in aree geografiche ristrette; oltre alle celeberrime Galapagos, che tanto hanno ispirato le ricerche di Charles Darwin, va ricordato, ad esempio, il Madagascar con i suoi lemuri.
Un altro aspetto interessante, e a lungo misterioso, è legato al ciclo vitale delle anguille, che, nella fase riproduttiva migrano verso le isole galleggianti costituite da alghe nel Mar dei Sargassi. Per molto tempo questo viaggio incredibile che porta dei pesci di acqua dolce a traversare l’oceano Atlantico è rimasto sconosciuto, tanto che nell’antichità si credeva che le anguille si generassero spontaneamente dal fango.
Ma non è certo meno interessante l’aspetto storico, che lega alcune isole alle vicende di pirati e corsari, con tanto di mappe, per lo più sbagliate, e tesori nascosti. Ci sono poi isole misteriose, che appaiono e scompaiono nella nebbia, oppure che si spostano; isole leggendarie e isole letterarie, come Indian Island, in cui è ambientato ‘10 piccoli indiani’, oppure Lincoln Island, dove si svolge l’azione de ‘L’isola misteriosa’. All’elenco breve, ma molto divertente, redatto dall’autrice, avrei aggiunto ‘Alla fine del mondo’, scritto dalla McCaughrean e ambientato nell’ostile arcipelago di Saint Kilda, in Scozia.
Ci sono anche molti riferimenti all’attualità, dall’incombere dell’innalzamento del livello dei mari dovuto al riscaldamento globale, con l’inevitabile tragico impatto sulle popolazioni più esposte, come gli abitanti dell’arcipelago di Tuvalu; oppure il proliferare di isole di plastica, costituite dalle tonnellate di rifiuti non degradabili che stanno soffocando il mare.
C’è molto su cui riflettere, ma anche moltissime curiosità, notizie che possono allargare gli orizzonti di lettrici e lettori curiosi. L’impaginazione vivace, le illustrazioni realistiche, ma suggestive, rendono la lettura stimolante, divertente, densa di spunti che chi vuole può approfondire.
Alla fine del libro il necessario glossario e la mappa delle isole.
Consiglio caldamente la lettura, a partire dagli otto anni, a tutti quelli che si immaginano esploratori, a chi ama la natura e la geografia, a chi sogna di vivere le avventure di Robinson Crusoe. Buona lettura!

Eleonora

“Un mondo di isole”, S. Quarello, C. Tasin Bertoldi, Editoriale Scienza 2024


mercoledì 14 febbraio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

LA NATURA E I NUMERI


Distanti dalle biografie storiche che si sono moltiplicate nell’editoria per ragazzi, dopo il successo, piuttosto effimero, delle ‘Storie della buonanotte per bambine ribelli’, Guido Quarzo e Anna Vivarelli firmano insieme diversi romanzi storici che si contraddistinguono per l’accuratezza storica e la forma narrativa avvincente.
Nel 2023 hanno pubblicato, per i tipi di Editoriale Scienza, ‘Il mio nome è Tartaglia’, dedicato al matematico bresciano vissuto nel ‘500.
La storia di Nicolò Fontana, più tardi chiamato Tartaglia, è drammatica: durante il sacco di Brescia, operato dalle truppe francesi nel 1512, il ragazzino viene colpito in pieno viso da un colpo di spada, che lo farà sentire a lungo deforme e provocherà i difetti di pronuncia che lo segnarono per tutta la vita. Di famiglia povera, Nicolò accede agli studi già quattordicenne, ma le sue capacità straordinarie gli consentono di recuperare velocemente e di imparare a leggere correntemente anche in latino.
La frequentazione con un artigiano locale, che conserva un automa costruito sulla base dei disegni di Leonardo, la Comare Pettegola, poi la frequentazione con un ricco notaio dotato di una fornitissima biblioteca matematica, gli aprono la via verso sia le ricerche matematiche che quelle applicate, che svolgerà soprattutto fra Verona e Venezia.
Finalmente appagata la sua sete di sapere, Nicolò può dedicarsi anche all’insegnamento, coronando il suo sogno di riscatto. Nel romanzo si conclude anche la vicenda del vile soldato, un italiano passato ai francesi, colpevole della sua infermità: viene infatti ucciso, diversi anni dopo, mentre tenta la fuga.
Il nome di Tartaglia è legato alla soluzione delle equazioni di terzo grado, al triangolo di Tartaglia e alle traduzioni in italiano delle opere di Euclide e Archimede, è quindi uno dei personaggi più significativi della matematica italiana di quel periodo.
L’impostazione data da Quarzo e Vivarelli al racconto della vita già di per sé affascinante del matematico è interessante per diversi motivi, principalmente perché pone l’accento su due aspetti importanti della scienza moderna: la visione per cui i numeri sono immanenti alle cose e la matematica diventa il linguaggio con cui esprimere l’essenza numerica della natura; e l’interesse, che sarà sempre più crescente, per gli automi e il loro uso in ambito militare. Nel Codice Atlantico di Leonardo sono stati rinvenuti, in effetti, diversi disegni che si possono far risalire a un progetto di ‘soldato meccanico’; studi di questo genere rientravano in generale nella ricerca di nuove armi, sempre più potenti.
Il primo aspetto ha evidenti implicazioni filosofiche, che ritrovano le loro radici nel pensiero pitagorico e platonico; il secondo traccia un indirizzo di ricerca che troverà la sua maggiore espressione nel ‘700.
Questioni, quindi, molto importanti, che gli autori riescono efficacemente a calare in un romanzo che non si perde mai in digressioni didascaliche; anzi il ritmo sostenuto e lo stile stringato con cui sono narrate le vicende di Nicolò aiutano anche il lettore digiuno di matematica a immergersi con piacere in questo racconto.
Consiglio la lettura, a partire dai dodici anni, a tutti quei lettori e quelle lettrici che nelle storie cercano suggestioni impegnative, che abbiano curiosità per le cose del mondo e per le scienze che, a vario modo, le descrivono.

Eleonora

“Il mio nome è Tartaglia”, G. Quarzo e A. Vivarelli, Editoriale Scienza 2023


venerdì 30 dicembre 2022

ECCEZION FATTA!

 I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 

CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
 
Il meglio di... un anno di libri, un anno di ragionamenti,   
un anno di recensioni su Lettura candita 
Per ogni libro, il nostro perché
(BUM!) 


Gennaio 2022



perché
il risultato è un bel libro, pensato per suscitare curiosità e meraviglia per qualcosa che non è immediatamente percepibile, stimolante e divertente per lettrici e lettori a partire dai sette anni. Non sfugge all’occhio adulto la presenza preponderante di soggetti femminili nei ruoli di scienziate e ricercatrici. Jess Wade, giovane e brillante fisica britannica, è autrice di numerose pagine di Wikipedia dedicate a scienziate e studiose, attività volta ad incoraggiare le ragazze ad intraprendere la carriera scientifica. Evviva!


Ellen e il leone, Crockett Johnson (trad. Sara Saorin) 


perché
se in Harold il ruolo di demiurgo di quel bambino in pigiamino è subito evidente, qui la questione è più sottile e rimbalza di continuo fra un fuori e un dentro la storia che lascia senza fiato per 'intelligenza emotiva' dell'autore. 


                                                                    Febbraio 2022




perché
come nei suoi romanzi precedenti, di cui secondo me ‘L’estate del coniglio nero’ è il migliore, Brooks costruisce la sua trama con precisione, incastrando i pezzi di questa notte disperata con geometrica sapienza, portando il lettore e la lettrice verso la scena finale con il cuore in gola.


La casa del contrabbandiere, Annet Huizing (trad. Anna Patrucco Becchi) 


perché
la qualità di un plot che si dimostra robustissimo. Come vuole un'altra regola d'oro, anche qui tutto nasce da un contrasto, da qualcosa che non va come dovrebbe andare. Pieno di colpi di scena e fili narrativi, anche frutto di una accurata documentazione da parte dell'autrice, che poi vanno a tessersi l'uno con l'altro per comporre un tessuto di grande efficacia e spessore letterario. Su tutto, un grande mistero da svelare. Un vero giallo in cui i tasselli che lei sparge qua e là poi vanno a ricomporsi in coda. 


  Marzo 2022



perché
nell’assoluta, serena leggerezza, questo fumetto racconta anche il senso del volersi bene anche se diversi, l’importanza dell’amicizia nell’affrontare i problemi grandi e piccoli che ogni giorno ci si presentano; Fox non sarebbe pienamente Fox se non ci fosse Rabbit e il coniglietto resterebbe ancorato alle sue paure e ai suoi dubbi se non ci fosse Fox a spronarlo.

Il rammendo, Isol (trad. Mirta Cimmino) 


perché
come tutti i migliori libri che Isol fa, anche Il rammendo mette insieme diversi e stratificati pensieri. Qui, forse complice lo spunto di partenza, si intrecciano anche i suoi diversi stili e voci. Il primo che si incontra è quello che più si conosce di lei: un dialogo serrato tra una madre e una figlia. Già dalle prime battute si ritrova la sua ironia, i suoi bambini, anzi bambine, volitive e propositive, anche se sotto scacco.
Ma già dalla pagina successiva si entra in qualcosa di molto diverso: torna il grande nero di un tessuto fatto a telaio, una porzione di stoffa con un ricamo che - si apprende - è uno di quelli tradizionali palestinesi e che è la decorazione di uno scialle dalle lunghe frange nere che la stessa Isol indossa in una immagine a chiusura del libro. 

Aprile 2022



perché
in ‘Estintopedia’ non ritroviamo un approccio sistematico al tema, quanto una articolata e complessa carrellata di specie strane, o meno strane, che hanno sfiorato l’esistenza umana e sono più o meno velocemente scomparse.
Una sorta di Wunderkammer, di gabinetto delle meraviglie che raccoglie esemplari di tutti i tipi, dall’immensamente grande all’incredibilmente piccolo.

Avrei voluto, Olivier Tallec (trad. Maria Pia Secciani) 


perché
di Tallec non ce n'è mai abbastanza. Molte cose sul suo modo di concepire le storie sono state già dette nel corso degli anni. Basta digitare Tallec come chiave di ricerca in questo stesso blog e si può passare un piacevole pomeriggio a leggere tutto il bene che ne penso. 
Undici post dedicati ai suoi libri.
Forse qui val la pena mettere a fuoco qualcosa di ancora non detto: la sua capacità di lavorare sul dettaglio e di renderlo 'parlante' per il pubblico dei più grandi. 
Non c'è nulla di riprovevole o furbetto a cercare di piacere, di entrare in dialogo con un pubblico di adulti e di farlo in un contesto a loro estraneo - almeno formalmente - ovvero un libro per bambini. 
Au contraire

Maggio 2022



perché
quello che ancora una volta si conferma qui è l’originale stile divulgativo dell’autore, che riesce a parlare di complessità anche ai più piccoli con libri divertenti, ben impaginati, dalle illustrazioni illuminanti. Per i bambini e le bambine intorno ai sei, sette anni, questa stretta connessione fra testo e immagine è indispensabile per comprendere anche intuitivamente quello che di complicato c’è nel mondo. E non è poco.




perché
una qualità estetica altissima che ha il dono di racchiudere in sé anche una bella storia. E di averlo saputo fare quasi in silenzio. Sulla riva di un fiume. 
Tutti i libri Ronald Curchod, che non sono poi molti e si contano sulle dita di una mano, hanno questa caratteristica: una storia lieve, raccontata con pochissime parole, che però custodisce al suo interno un nucleo di senso che la rende universale e, attraverso la forza delle immagini, diventa indimenticabile. 
Le poche frasi che mandano avanti il racconto hanno la capacità di incidersi nella mente, così come le tavole di saturare lo sguardo. 

Giugno 2022



perché
se dunque c’è una strettissima correlazione fra testo e immagine, le parti di testo sono quantitativamente e qualitativamente più rilevanti di quanto non fossero in ‘Mappe’. Ci sono molti approfondimenti, che riguardano la storia dei singoli alimenti, l’evoluzione del loro uso, la relazione fra credo religiosi e regole alimentari e così discorrendo.



perché
di rado capita di leggere libri che siano così pieni e al tempo stesso così lievi,  così esatti, libri che contengano un racconto complesso a tal punto da rivelarsi capace di toccare il profondo di chiunque li legga, libri che mostrino anche nella forma una raffinatezza e un'armonia, che spuntano da ogni suo angolino più recondito. 
Di rado capitano libri perfetti. Beh, questo lo è.  A tal punto, che risulta difficile trovare un punto per prendere l'avvio e raccontarne. 

[continua]