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lunedì 4 marzo 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

VERDE



"Dobbiamo sempre ricordare che il verde è il colore più importante del mondo"; così Nicola Davies chiude il nuovo libro di divulgazione firmato insieme all’illustratrice Emily Sutton. Il testo di questa nuova fatica è "Verde. Il mondo segreto delle piante", pubblicato da Editoriale Scienza.
Da quanto detto si evince come il tema affrontato dalla celebre coppia di autrici votate alla divulgazione, e non solo, tratti dell’argomento che riscuote maggiore interesse in questi ultimi anni, il mondo vegetale.
Con un linguaggio molto semplice, adatto a lettrici e lettori anche alle prime armi, vengono affrontati i temi principali della botanica, dalla funzione clorofilliana, all’evoluzione delle piante per finire con i problemi ecologici del mondo contemporaneo.
Il mondo vegetale, all’apparenza così statico, viene visto nella sua complessità e, in particolare, mi sono sembrati rilevanti alcuni aspetti.
In primo luogo la forza con cui viene evidenziata l’interconnessione fra mondo vegetale e animale, soprattutto per quanto riguarda il ciclo dell’ossigeno e dell’anidride carbonica, sottolineandone il delicato equilibrio. In secondo luogo, mi è sembrata chiara e incisiva la spiegazione di come e in quale misura l’utilizzo di fonti combustibili fossili alteri in modo pesante questo equilibrio. Infine, mi è sembrato utile e originale l’aver inserito il mondo marino nella descrizione dei vegetali.
Ne deriva un’immagine della complessità della realtà naturale e dell’impatto umano sugli ecosistemi terrestri, che rimanda alla necessità di un cambiamento radicale di indirizzo.
Se questi temi appaiono complessi, e lo sono!, la capacità di sintesi della Davies le consente di affrontarli con semplicità e precisione. Dire cose difficili con frasi brevi e chiare, senza mai cedere alla semplificazione, è una capacità rara che l’autrice britannica ha dimostrato spesso di avere.
D’altra parte le illustrazioni della Sutton, rigorosamente rispettose del testo, chiariscono intuitivamente la complessità del reale, aiutando i più piccoli a comprendere visivamente quello che magari non è di immediata comprensione nel testo.
L’equilibri fra testo e immagine è un punto di forza di questo libro, che consiglio caldamente a giovani naturaliste/i in erba, a partire dai sei anni.

Eleonora

“Verde. Il mondo segreto delle piante”, N. Davies e E. Sutton, Editoriale Scienza 2024


martedì 2 gennaio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!


MONDO VEGETALE



Recuperato dalla primavera del 2023, vi propongo, per iniziare il nuovo anno all’insegna della bellezza, il libro di divulgazione ‘Mondo vegetale. Un libro animato per esplorare le meraviglie della natura’, firmato da Hélène Druvert, con i testi di Juliette Einhorn; L’Ippocampo editore ce lo propone nella traduzione di Annalisa Comes, con la supervisione scientifica di Riccardo Scalera.
La Druvert è ben nota al pubblico italiano, grazie alle traduzione del medesimo editore, con titoli quali ‘Anatomia’, o ‘Oceano’ per la sua raffinata tecnica illustrativa, che arricchisce l’illustrazione con gli interventi di paper cut, effettuati con il laser. Questa tecnica consente suggestive sovrapposizioni di immagini che colpiscono il lettore per ciò che mostrano e ciò che lasciano intravedere.
Qui, in ‘Mondo vegetale’, le due autrici francesi si cimentano con un argomento che negli ultimi tempi ha caratterizzato molte pubblicazioni divulgative, il mondo delle piante e degli alberi.
I diversi punti di vista che possono essere accolti per trattare del mondo vegetale vengono qui integrati in una trattazione sintetica e precisa: si parla di anatomia e fisiologia delle piante, di ecosistemi e di tematiche più complesse, come l’interazione fra piante e fra le piante e i funghi, di ‘comunicazione’ fra gli alberi e via discorrendo.


Particolarmente interessante il focus su alcuni aspetti della vita di un ecosistema boschivo, come la decomposizione che avviene nel terreno, formando l’humus ; o la funzione ecologica fondamentale del fitoplancton, da cui dipende la produzione della metà dell’ossigeno terrestre.
Come nei libri precedenti, il testo, che usa una terminologia appropriata e precisa, è sintetico, ciascun argomento è descritto in una o due pagine, ma non per questo rinuncia ad esporre anche concetti complessi. Sarebbe stato meglio, forse, terminare il libro con un glossario, per consentire anche ai più piccoli di apprezzare fino in fondo il libro, che ha, comunque, il suo punto di forza nella bellezza delle immagini, precise e suggestive nello stesso tempo. Può essere sfogliato anche così, per il gusto di sbirciare fra le pagine intagliate o per cercare dettagli nelle immagini più descrittive.


Consiglio caldamente la lettura a giovani scienziate e scienziati in erba, a partire dagli otto, nove anni.

Eleonora

“Il mondo vegetale. Un libro animato per esplorare le meraviglie della natura”, H. Druvert e J. Einhorn, trad.A. Comes, superv. R. Scalera, L’ippocampo 2023




venerdì 9 dicembre 2022

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


NON TI SCORDAR DI ME

Viaggi nel mio giardino, Nicolas Jolivot (trad. Francesca Lazzarato)  
Orecchio acerbo editore 2022 


NARRATIVA ILLUSTRATA 

"Conoscevo poco i nomi di piante e insetti, riconoscevo a stento il canto di tre o quattro uccelli comuni. Nel corso degli anni, la mente altrove, avevo finito per non prestare più attenzione all'ambiente che più mi era vicino. Dovevo rimediare. Nel marzo seguente ho cominciato a dedicarmi al giardino, con l'obiettivo di repertoriare tutto ciò che contiene. Dopo un mese di indagine, mi sono reso conto che il moto perpetuo della natura e l'infinitezza del minuscolo rendono il compito illusorio. Ho capito che il mio giardino di trecento metri quadri, per un osservatore attento, è vasto come la Cina.

L'obiettivo si rivela immediatamente troppo alto, così l'autore decide di frequentare il proprio giardino, che appartiene alla sua famiglia da più generazioni, per due anni della sua vita e di osservarne gli abitanti, quelli vegetali e quelli animali. 
Forse complice anche una sorta di confinamento coatto, quello che avrebbe potuto essere una prigionia si trasforma in una grande opportunità: e quello che poteva essere un recinto si trasforma in una sorta di luogo di pace, un paradiso.

 
Il tempo veloce che aveva contraddistinto la sua vita di prima, vita di artista in giro per il mondo per scoprirne i luoghi, anche più remoti, per poi trasformarli e restituirli dentro le pagine di bellissimi libri illustrati (dal Giappone, alla Finlandia, dalla Cina alle foci del Nilo) ora cambia. 
Diventa un tempo lento, dove al camminare da homo erectus si sostituisce quell'andatura primordiale dell'andare a carponi, a quattro zampe come fanno ancora oggi le nostre sorelle scimmie. La ragione di questo piegare la schiena è dettata dalla volontà di osservare, per minuti, ore e giornate, piccole creature che solcano il prato o si arrampicano sui tronchi degli alberi, oppure osservare il volo e il comportamento degli uccelli. Ma anche di veder spuntare un nuovo germoglio, veder maturare un piccolo pomodoro o sbocciare un iris.


Due anni a osservare la natura che cambia, la natura che cresce, le piante che arrivano o si spostano e quelle che pare siano lì da sempre; il via vai degli animali; il dialogo con alcuni di loro, più socievoli di altri; due anni a registrare piccoli successi nel giardinaggio e nell'orticoltura e molti clamorosi fallimenti. 
Due anni di osservazione e ragionamento che dimostra l'intelligenza della natura, dai più piccoli insetti alle piante che sono in grado di scegliere, all'interno di quei trecento metri quadri, dove crescere (Stefano Mancuso docet).
Il ripetersi delle stagioni con una loro cadenza tutto sommato consueta, si intreccia con una storia che è invece lineare, anche se in costante trasformazione verso qualcosa che è sempre diverso ma che conserva, così come accade alle piante e agli animali, memoria del proprio passato. 
Si tratta della storia del luogo che questo giardino occupa. Una storia, questa ultima, che attraversa più di un secolo e che non è solo la storia di un posto, ma di varie persone e di sei generazioni di una medesima famiglia. 


La casa e il giardino di Nicolas Jolivot appartiene alla sua famiglia dal 1919. Ed è diventata poi parte importante nella sua memoria di bambino, il quale - molti anni dopo il 1919 - in quel giardino, a casa dei nonni, ha passato ore felici della sua infanzia. 
E come accade in natura, anche questo libro, questa esperienza di vita ha la capacità di ibridarsi nelle sue parti: alcune pagine sono dedicate all'osservazione del presente, del quotidiano e altre invece attraversano gli anni, un bel po' di anni e diventano il racconto di più di un secolo: dal 1821 quando il magnifico giardino attuale era solo campagna, quando poi è stato chiuso da alti muri di confine e al suo interno è nata la prima casetta, per ospitare chi lavorava la vigna appena recintata. 
A questa prima rudimentale costruzione con una sola stanza con il camino si è sostituita una casa padronale su due piani, molto austera, ma funzionale a farci abitare una famiglia. 
Persone che si avvicendano fino ad arrivare al 1936 quando il taciturno nonno di Nicolas, nonno Jacques, all'epoca un ragazzetto, viene ritratto nel suo giardino, vestito da calciatore, con l'immancabile berretto in testa che non lo avrebbe più abbandonato. 
Nel 1947 è lui a comprare da sua madre la casa, ma soprattutto il suo giardino, che per quarant'anni non smetterà di frequentare, amare e curare quotidianamente, per poi trasformarne una porzione in rigoglioso e fruttuoso orto, fino al momento che le forze glielo hanno concesso. 
Poi, negli ultimo periodo della sua vita, nel 1985, si è limitato a guardarlo dal secondo gradino della scala di accesso alla casa. 
Quando anche la nonna Jolivot morì nel 1996, Nicolas e la sua compagna decisero che quella casa, quella della sua infanzia di bambino lasciato spesso dai nonni, era perfetta per loro e il loro primo figlio.
Nella scelta a guidarlo non è stata la nostalgia, ma un sano bisogno di avere una casa del genere.
E così il cerchio si è chiuso e la lunga e grande storia e le brevi storie animali e piante sono diventate questo libro. 

Le bellezze che il libro contiene sono diverse. 


La più evidente è la qualità del disegno che, nonostante Jolivot non si ritenga un disegnatore naturalista, tuttavia colpisce e cattura lo sguardo in queste ariose pagine, brulicanti di piccoli animali, dalle larve di cetonia, alle cornacchie sul camino e ai picchi che becchettano il tronco peloso della palma. 
Ciascuno di loro è ritratto sempre tra una vegetazione che può oscillare dalla pianta invasiva (di cui Jolivot per scelta non si vuole liberare) alla spettacolare alchechengi o la esotica emerocallide citrina che arriva dalla Cina. 
Contemporaneamente una gioia per gli occhi e per l'anima, qualcosa di analogo all'incontro di Jolivot con un convolvolo in fiore, che lui stesso definisce il suo primo choc estetico.
La seconda cosa è la capacità di questo libro di tenere viva la curiosità e lo spirito di osservazione.
La terza cosa che colpisce è l'idea che ne è alla base. Intrecciare le storie: una più grande intorno a cui ne ruotano moltissime altre, molto più piccole e brevi, per fare di questo unico volume contemporaneamente quattro libri diversi: uno di storia, contenente le vicende di un luogo, di un territorio, di una famiglia; uno di botanica per naturalisti in erba - scusate il facile gioco di parole - e di giardinaggio per principianti; uno di etologia per lettori curiosi; un diario di viaggio. 
O forse sarebbe più corretto dire di viaggi. Perché qui si dimostra che a spostarsi non sono solo gli uccelli migratori, ma sono anche le piante (Stefano Mancuso docet). Viaggi di cui lui è testimone attivo, in alcuni casi addirittura vettore: i viaggi delle piante e degli insetti e degli uccelli che abitano il giardino.


Quello di Jolivot, un viaggio di esplorazione in un mondo che per i più - soprattutto coloro che non se ne occupano per professione e coloro che non superano il metro di altezza - non è di nessun interesse. Quanti sono gli adulti che notano le erbe spontanee e vagabonde, come per esempio la piantaggine o la romice, o delle minuscole cimici del nocciolo o la coccinella del melone e di quanti punti abbia sulle sue elitre? Non parliamo del distinguere un esemplare comune da una arlecchino. 
In un legame forte, fatto di attenzione e rispetto, legame stabilito con questi abitanti, ossia le piante e gli animali, Nicolas Jolivot costruisce anche qualcosa di ulteriore: un quinto libro, un piccolo saggio di filosofia dove si mettono a fuoco e si nobilitano alcune attitudini che tendiamo a dimenticare, prima fra tutte la curiosità e l'attenzione per mondi diversi e anche infinitamente più piccoli del nostro, la pazienza, la cura, la lentezza, il rispetto, la capacità di comunicare con altro da noi,  la consapevolezza di essere poca parte di qualcosa di molto più grande che ci sopravvivrà e soprattutto che non ci appartiene, se non per una manciata di anni, il nostro passaggio sulla terra. 


 Carla


lunedì 6 settembre 2021

FAMMI UNA DOMANDA!

MICROCOSMO, MACROCOSMO


‘In un seme. Manuale per piccoli collezionisti di meraviglie’, firmato da Beti Piotto e Gioia Marchegiani, per i tipi di Topipittori, è davvero un bell’esempio di come, parlando di un aspetto particolare del mondo viventi, si riesca alla fine a parlare anche di altro, di equilibri naturali, di ecosistemi, di co-evoluzione e, in generale, dell’interdipendenza all’interno della biosfera.
Ma in primo luogo questo libro è proprio quello che dice di essere: un manuale che spiega la riproduzione delle piante e la funzione dei semi, le diverse strategie riproduttive che le piante mettono in campo per continuare ad esistere: dalle piante che provvedono da sole a disperdere i propri semi, magari con una piccola esplosione, a quelle che utilizzano il vento, oppure svariate specie animali, che vengono ricompensate con adeguate quantità di nettare zuccherino, o con la polpa succosa di un frutto.
 
 
Di ogni pianta viene indicato il nome scientifico e il nome comune e non è un dettaglio: l’invito ai giovani lettori e lettrici è diventare in primo luogo dei collezionisti e poi dei tassonomisti, cioè studiosi in erba in grado di classificare, di riconoscere le peculiarità di alcune piante e alberi.
Le piante trattate sono di tutti i tipi: alberi nostrani, piante esotiche, anche comunissime erbe infestanti. E anche in questo la scelta non è banale, perché anche nel giardino dietro casa, o nel proprio terrazzo si possono riconoscere quei meccanismi naturali di cui si parla in generale.
Ci sono due punti che secondo me rimandano da questo già ricchissimo microcosmo al macrocosmo: uno riguarda proprio le sementi, così importanti nell’alimentazione umana, e la conservazione delle specie autoctone contro il monopolio delle multinazionali, tema cui ha dedicato le sue battaglie Vandana Shiva. Chi è padrone della terra, dei suoi frutti, e di tutte le ricchezze, o le povertà che ne derivano?
E l’altro tema è quello della conservazione degli ecosistemi: la consapevolezza dell’interdipendenza fra specie animali, uomo compreso, e vegetali rende cruciale la questione della salvaguardia dei delicati equilibri ecologici che, nella loro complessità, consentono la nostra stessa sopravvivenza. Un esempio chiarissimo è quello delle api, specie in difficoltà a causa dell’uso dei pesticidi, le cui criticità rischiano di ricadere pesantemente sull’agricoltura.
 

 
Dunque, da qualcosa di molto semplice, farsi una propria piccola arca dei semi, può discendere una maggiore comprensione di temi molto complessi.
 

I testi sono di una chiarezza cristallina, nella loro semplicità e precisione, e sono accompagnati dalle belle immagini di Gioia Marchegiani, dettagliate quanto è necessario, ma anche evocative entrando nel testo per esprimere quello che il testo non può dire: che questo microcosmo non solo è importante, è anche pieno di bellezza.
L’immagine forse più evocativa è quella che domina la copertina, in cui la struttura evanescente di un alchechengi è resa in tutta la sua fragilità.
Credo che questo volume sia una delle migliori uscite della notevole collana PiNO, che Topipittori dedica alla divulgazione, ma anche una delle migliori uscite, in campo no-fiction, di quest’anno.
Consiglio caldamente la lettura e l’uso di ‘In un seme’, a tutti i ragazzi e le ragazze curiose, che apprezzino la natura e la sua intrinseca bellezza.
 
Eleonora


“In un seme. Manuale per piccoli collezionisti di meraviglie”, B. Piotto e G. Marchegiani, Topipittori 2021




 

mercoledì 30 ottobre 2019

FAMMI UNA DOMANDA!


VAGANDO FRA LE STELLE


Continuo a raccontare le proposte, finalmente abbastanza variate, che riguardano l’ambito della divulgazione: pochi giorni fa abbiamo parlato di recenti novità, riguardanti la fisica quantistica e l’astrofisica, affrontati con metodologie diversissime e con intenti non coincidenti. Qui, con il ‘Piccolo libro illustrato dell’universo’ di Ella Frances Sanders, pubblicato qualche mese fa da Marcos y Marcos, abbiamo una proposta ancora differente: l’autrice tralascia del tutto la trattazione sistematica e ordinata di argomenti, così come non disdegna di unire a elementi divulgativi altri di diversa natura: storici, poetici, evocativi.
Resta l’ambizioso progetto di raccontare il mondo, inteso come insieme di tutte le cose, dalla stella più lontana al batterio che ci provoca un’infezione.
L’assenza di una esposizione sistematica è spiazzante e può mettere in difficoltà il lettore meno informato: nozioni e opinioni sono sparse a piene mani, toccando argomenti diversi, dalla geologia alla chimica, dalla botanica all’astrofisica.
Lo stile dell’autrice, incline all’ironia, rende tutto molto agevole e fa sembrare cosa da poco discettare dell’origine dell’universo o della natura del tempo; il merito di un’esposizione siffatta sta nel poter esporre con leggerezza concetti impegnativi, senza però approfondirli più di tanto. Ad esempio, nelle prime pagine, dice: ‘Sei fatto di residui di stelle. Appese come luci fatate, discrete, bizzarre e insieme intense come solo l’impossibile sa essere, sono le stelle che devi ringraziare per il tuo corpo fragile e straordinario’.
Sicuramente un linguaggio evocativo, suggestivo, che veicola un concetto preciso; ma onestamente non so se l’immagine, pur efficace, raggiunga lo scopo di fissare nell’immaginazione l’idea, straordinaria, che siamo fatti tutti della stessa materia cosmica.
Nello stesso modo, quando si parla del mondo vegetale e della crescente attenzione verso le capacità delle piante, nei confronti delle quali l’interesse è cresciuto a dismisura, le nozioni della neurobiologia delle piante vengono lasciate galleggiare nella pagina che è loro dedicata.


Nell’apprezzare un libro originale, arricchito dalle illustrazioni dell’autrice, denso di argomenti non solo interessanti, ma anche molto attuali, coinvolgenti, resta la mia perplessità rispetto all’uso che ne può fare la lettrice e il lettore giovani, dai dodici tredici anni in poi: intanto, girando in libreria lo prenderebbe in mano, lo sfoglierebbe, lo scambierebbe per un libro per bambini? E cosa ne trarrebbe?
E’ vero che un libro siffatto trova in sé le sue ragioni; si espone al giudizio del pubblico, più o meno giovane, rivendicando l’originalità della sua esistenza. Ma il mestiere di libraia mi impone di ragionare anche sul destinatario finale, quel lettore o quella lettrice a caccia di notizie interessanti, di idee, di arricchimenti. Da questo punto di vista, è proprio la trasversalità a rappresentare un limite: un lettore adulto lo troverebbe troppo semplicistico, un ragazzino o una ragazzina potrebbero smarrirsi in questo insieme un po’ caotico di stimoli.
Detto questo, e chiedo scusa per la pedanteria, non si può non notare la bella veste grafica, la cura nel rendere le immagini, la bella traduzione, anche se, onestamente avrei lasciato il titolo originale: ‘Eating The Sun’.

Eleonora

“Piccolo libro illustrato dell’Universo’, E. F. Sanders, Marcos y Marcos 2019

lunedì 18 settembre 2017

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


MA LE PIANTE PENSANO?
Ecco una nuova frontiera della scienza, un territorio ancora poco esplorato che nasconde molte sorprese. La vita delle piante è, infatti, di recente salita agli onori della cronaca grazie, soprattutto, al testo di un esperto tedesco, Peter Wohlleben che con La saggezza degli alberi ha conquistato anche i pubblico dei non addetti ai lavori.
Recentemente, è uscito un testo di uno scienziato italiano, Stefano Mancuso, Plant Revolution, pubblicato da Giunti, che con solide argomentazioni ci mette di fronte a domande imbarazzanti, quali: le piante hanno memoria? Sono un modello biologico più versatile e resistente rispetto al mondo animale? Come afferma l'autore, le piante consumano pochissima energia, hanno un'architettura modulare, un'intelligenza distribuita e nessun centro di comando: non c'è nulla di meglio sulla Terra cui ispirarsi. Il libro, leggibile anche da un profano, apre davvero orizzonti nuovi per chi era abituato ad interrogarsi sul mondo animale, che pure di sorprese ne ha presentate e ne presenta tuttora moltissime. Ma se questa è una frontiera verso cui ci spinge lo sviluppo della scienza, è forse cambiata la percezione del mondo vegetale nei libri per bambini? Ripensando al premiatissimo Il mondo segreto delle piante, direi proprio di si, così come Vagabonde  ha alimentato l'interesse per le piante più umili che ci siano, le infestanti.

Anche recentemente è uscito un nuovo testo in una collana, tradotta dall'anglosassone Templar, che meriterebbe maggiore attenzione. Nel nostro caso segnalo Come vivono le piante. Guida interattiva al mondo vegetale, pensato per lettrici e lettori dagli otto anni, un libro più semplice rispetto a quelli citati sopra, comunque un testo che insegna a guardare con curiosità alle piante, sottolineando gli aspetti più interessanti, curiosi, stimolanti: viene raccontata la fisiologia, la riproduzione, la distribuzione nel mondo, il ruolo insostituibile nel sostentamento del nostro pianeta. Le immagini sono chiare e sono accompagnate da animazioni che consentono l’interazione, dimostrando ancora una volta che un libro illustrato e animato non è necessariamente rivolto solo ai più piccoli. Certo, qui non si trova direttamente l'eco delle questioni aperte e che sono attualmente oggetto di ricerca. Ma si percepisce una cura maggiore al dettaglio, alla precisione delle informazioni, alla complessità delle relazioni fra animali e piante all'interno di un ecosistema. Mi sembra, in poche parole, che si faccia strada uno sguardo meno superficiale e più ravvicinato ad un mondo che conosciamo assai poco. Sperando sempre che saperne di più faccia crescere nuove domande ed induca ad un maggior rispetto verso il mondo naturale che ci è attorno. Dalle erbacce disegnate in Vagabonde, ai libri illustrati sugli alberi, vogliamo sperare che le generazioni future siano meno indifferenti nei confronti della natura, strana o comune, grande o piccola, esotica o nostrana. Il rispetto comincia qui e ora, dal terrazzo di casa al giardino pubblico, al parco o a quel che ne resta dopo un’estate di incendi.
Eleonora
“La saggezza degli alberi”, P. Wohlleben, Garzanti 2017 
“Plant Revolution”, S. Mancuso, Giunti 2017
 “Come vivono le piante. Guida interattiva al mondo vegetale”, Ideeali 2017

venerdì 3 ottobre 2014

FAMMI UNA DOMANDA


QUANDO SPIEGARE È UN'ARTE


Di validi libri di divulgazione ce ne sono tanti, spesso costruiti con intelligenza ed attenzione, con competenza e precisione; qualche volta, però, si va oltre e il libro che deve aprire le menti di giovani lettrici o lettori è di una tale raffinata bellezza da essere in sé un libro d'arte. È capitato con Mappe e con Zoottica e, prima, col Libro delle Terre Immaginate.
Ora accade con Il mondo segreto delle piante di Jeanne Failevic e Veronique Pellissier, con le illustrazioni di Cécile Gambini.
In realtà il mondo vegetale non gode di particolare popolarità fra ragazzi e bambini, attratti più che altro dai grandi predatori o dai fenomeni naturali più estremi. Ma è anche vero che l'offerta, in altre direzioni, è piuttosto scarsa.
Il mondo segreto delle piante, portato in Italia da Editoriale Scienza, è un libro speciale: impostato per capitoli sulle più elementari domande, se le piante hanno un sesso, mangiano, fanno la cacca, si spostano, sanno difendersi, parlano e così via, affronta con chiarezza e semplicità le nozioni fondamentali di botanica, partendo da Linneo per arrivare ai temi ecologici e ambientali più attuali. Testo e illustrazioni, davvero pregevoli e illuminanti, sono strettamente connessi, consentendo un apprendimento anche intuitivo del contenuto più difficile.
E dunque apprendiamo come si riproducono le piante, le diverse parti del fiore, 

il ruolo degli animali impollinatori, le complesse relazioni all'interno di un ecosistema, 


i nemici naturali delle piante e i loro sistemi di difesa 



Ma arriviamo a comprendere anche come le piante occupano lo spazio, come riesconono a comunicare fra loro e con gli animali, infine per quale motivo sono così indispensabili alla nostra sopravvivenza.
Davvero un bel libro, intelligente, efficace e raffinato. Forse non avrà un grandissimo successo, ma credo resterà come punto di riferimento per la migliore divulgazione.

Eleonora


Il mondo segreto delle piante. Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sui vegetali”, J. Failevic eV. Pellissier con le illustrazioni di C. Gambini, Editoriale Scienza 2014