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venerdì 24 maggio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

CHIAMIAMOLO BLOB!


Davvero curioso dedicare un libro illustrato ad una creatura microscopica, ma visibile anche a occhio nudo, il cui nome comune è melma policefala. Si tratta di una muffa unicellulare denominata Physarum polycephalum, cui Giovanni Colaneri dedica un albo, pubblicato da Hopi Edizioni.
L’autore decide di dargli un nome, ‘Blob’, che è anche il titolo del libro, ispirandosi ad un famoso film di fantascienza del 1958.
Veniamo al nostro Blob, creatura antichissima, classificata come appartenente al Regno dei Protisti, quindi non Vegetale, non Animale né Fungo: si sposta, si nutre crescendo a dismisura, e, incredibilmente, ha memoria dei luoghi in cui ha mangiato. Già nel 2012 uscirono articoli sulle riviste scientifiche che descrivevano l’incredibile capacità del nostro Blob di orientarsi in un labirinto. Alcuni ricercatori dimostrarono come questo organismo così semplice ‘segnasse’ il territorio visitato con una secrezione.
Tutto questo è abbastanza incredibile, se consideriamo che il nostro Blob non ha nemmeno un neurone. Questi esperimenti hanno dimostrato l’esistenza di una sorta di memoria spaziale esterna, una sorta di primo feedback dall’ambiente.
Che altro fa il nostro Blob? Colonizza gli ambienti umidi e ombrosi e si sposta quando trova delle fonti di cibo, talvolta si unisce ad un proprio simile, anche se i ricercatori non hanno ancora capito come si differenzino maschi e femmine.
Quando le condizioni esterne sono sfavorevoli, Blob si ‘secca’, in attesa di tempi migliori.
Colaneri traduce questa interessante serie di informazioni scientifiche in divertenti scenette che rappresentano Blob nelle diverse situazioni, a studiare la mappa della metropolitana di Tokyo, o seduto a tavola con commensali umani, lui giallino con gli occhiali da sole, o in felice relax nel sottobosco.
Naturalmente, la scoperta di possibilità di apprendimento in una creatura così semplice , oltre ad avere ricadute tecnologiche, costringe a riflettere su quello che consideriamo ‘comportamento intelligente’.
In realtà, sappiamo bene come la nostra epoca, se si va oltre l’apparenza, è densa di ripensamenti radicali: animali, piante, organismi unicellulari si sono proposti al nostro sguardo in modo nuovo.
Questa diversa sensibilità si sta via via imponendo; Colaneri coglie perfettamente questo nuovo ‘sentire’ e lo trasforma in immagini coloratissime, divertenti, ironiche, ma non per questo meno serie. Riesce a rendere comprensibile, anche nelle sue implicazioni più profonde, l’importanza di un esserino minuscolo a bambini e bambine che sappiano pensare fuori dagli schemi.
Bell’esperimento di un albo felicemente a metà strada fra racconto e divulgazione. Consiglio caldamente la lettura a partire dai sei anni.

Eleonora

“Blob”, G. Colangeli, Hopi Edizioni 2023



lunedì 4 dicembre 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


DALLA SCALA NATURAE ALL’ALBERO DELLA VITA


Il libro di cui sto per parlarvi è un classico libro di tassonomia, per la felicità di tutti quei giovani naturalisti che apprezzano le classificazioni.
Se l’impostazione gerarchica e fissista che ha in Linneo il suo più moderno rappresentante fotografava la realtà naturale inserendola in una gerarchia dal più semplice al più complesso, per culminare poi nella perfezione umana, centro della Creazione, la tassonomia contemporanea non può che rappresentare la complessità. L’immagine dell’albero, usata per rappresentare la varietà dei viventi, implica che da un unico antenato comune, L.U.C.A. in inglese, si sono presentate diverse diramazioni. Ad identificare le ‘parentele’ non sono più solo caratteri morfologici, ma anche genetici.
Orientarsi nella complessità non è semplice e quindi ben venga il testo pubblicato da L’Ippocampo ‘L’albero della vita. Alla scoperta della biodiversità’, con i testi di Isabel Thomas e le illustrazioni di Sarah Gillingham. In apertura del libro, di più di 200 pagine, vengono indicati i testi di riferimento utilizzati nella stesura del libro.


La prima rappresentazione che incontriamo nella lettura è un ventaglio che rappresenta l’insieme dei viventi divisi in tre domini: Batteri, Archèi, Eucarioti. Questi ultimi sono divisi in Piante e alghe, Animali e funghi, Eucarioti microscopici.
Seguono molteplici doppie pagine che affrontano diversi ‘rami’ dei domini presi in esame. In ciascuna scheda sono presenti informazioni generali, tratti caratteristici, e la valutazione del rapporto con noi umani. Nella pagina di destra è riportata un’immagine che occupa quasi tutta le pagina e che rappresenta alcune specie caratteristiche di quel gruppo, con relativa legenda.
Quindi uno schema a suo modo classico, come per altro richiede la tassonomia, che individua cosa hanno in comune un certo gruppo di viventi, o clade, con un antenato in comune, e in che cosa si distinguono dagli altri.


Se l’impostazione logica è evidente, le sorprese non mancano nel merito dei contenuti. Ad esempio la collocazione dei funghi nel medesimo raggruppamento degli animali, oppure, per parlare sempre di funghi, l’annotazione che l’organismo vivente più grande è il fungo del miele, con le sue estesissime ramificazioni delle ife sotterranee. E così per tanti altri dettagli riportati nella descrizione dei singoli viventi, fra curiosità e nuove scoperte.
C’è un’altra grande questione riguardante i virus, che non sono considerati come viventi: sono considerati tali solo gli organismi costituiti da una o più cellule, mentre i virus sono costituiti da filamenti di DNA, racchiusi in un involucro. Questa è un’affermazione contro intuitiva, ma coerente con la definizione di partenza.


Pur nella schematicità con cui il testo si presenta, accompagnato dalle brillanti tavole di Sarah Gillingham, che qui utilizza uno stile infografico, nell’insieme il libro è caratterizzato da una certa complessità, per la quantità e la qualità delle informazioni contenute.
Perfetto per soddisfare i più attenti fra i giovani lettori e lettrici, indispensabile per le biblioteche scolastiche per la chiarezza dell’esposizione e per l’attendibilità del testo.
Lo consiglio caldamente, come uno dei migliori libri di divulgazione scientifica usciti quest’anno, a naturalisti in erba che abbiano almeno dieci anni.

Eleonora

“L’albero della vita. Alla scoperta della biodiversità”, I. Thomas, ill. S. Ghillingham, L’Ippocampo 2023

mercoledì 15 novembre 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


SPIEGARE LA VITA


Guillaume Duprat non è autore che si spaventi di fronte alla complessità, che così bene ha affrontato nei suoi precedenti lavori, da ‘Il libro delle terre immaginate’ a ‘Zoottica’, a ‘Universi’.
Questa volta, con un approccio più semplice, affronta ‘Le meraviglie della vita’, tradotto da Annalisa Comes, con la revisione scientifica di Marco Granata, per i tipi de L’Ippocampo.
Un libro illustrato, con numerosi inserti di cartotecnica, che affronta uno dei temi più complessi e affascinanti del nostro tempo.


Tutti i viventi hanno in comune cinque chiavi: nascere, crescere, nutrirsi, riprodursi e morire. Questo ciclo vitale accomuna amebe e pangolini, rododendri e scimpanzé.
Ma se questo appare semplice, tutto il resto non lo è: come si definisce la vita, cosa distingue i viventi dal mondo inanimato e poi, per approfondire ulteriormente il tema, che risposta danno religione e scienza al grande quesito sull’origine della vita.
Con grande equità vengono esposte le diverse teorie che fanno discendere l’atto creativo da un dio o da più divinità, così come da piante o animali.
Nello stesso modo, in modo molto semplice Duprat espone le teorie più recenti sull’origine della vita sulla Terra a partire dagli atomi che costituiscono la materia dell’Universo; l’autore non manca di sottolineare quanto ancora si debba scoprire per rispondere a questa domanda.
Viene poi raccontata la vita degli organismi unicellulari e poi, a seguire, degli organismi pluricellulari.
Macroscopicamente, l’albero della vita è costituito da tre rami: gli eucarioti, ovvero gli organismi pluricellulari e i procarioti, divisi in batteri e archei.


Se l’origine della vita ha ancora degli aspetti oscuri, l’evoluzione dei viventi e la selezione naturale sono concetti ormai acquisiti dalla maggioranza delle persone, ma Duprat non manca di ricordare che l’evoluzionismo ha una lunga storia e molti nemici.
La continuità della vita è garantita dalla riproduzione, di cui vediamo i diversi aspetti nel mondo animale e vegetale; l’ereditarietà dei caratteri e le loro variazioni sono invece espressione del codice genetico, studiato in termini biochimici a partire dagli anni Cinquanta.
Una caratteristica peculiare della vita terrestre è la sua caducità: ogni organismo vivente, con pochissime eccezioni, è destinato a morire, ma anche la morte può essere vista come quel processo di trasformazione che coinvolge tutto il reale, così come aveva detto Eraclito e come ha dimostrato il primo principio della termodinamica in relazione all’energia dell’Universo, che, trasformandosi, resta costante.
La vita come la conosciamo, e molti viventi ci sono ancora ignoti, si regge su un equilibrio dinamico con l’ambiente di cui fa parte e questo equilibrio fragile viene messo in discussione soprattutto dalle attività umane.


Per chiudere questa carrellata sui diversi aspetti della vita sulla Terra, Duprat ci sorprende con una domanda inconsueta, che riguarda il senso della vita, inteso come finalità della biosfera, che la scienza nega, a differenza da un approccio religioso, ma inteso anche come visione soggettiva, come significato che ciascuno attribuisce alla propria vita, nella sua fragilità e finitezza.
Come sempre un testo denso, anche se in questo libro espresso con un linguaggio semplice, corredato dal necessario glossario, comprensibile anche da lettori e lettrici più giovani; un viaggio sintetico ed essenziale attraverso tematiche scientifiche e antropologiche, con lo sguardo multidisciplinare tipico dell’autore francese. Una sfida non indifferente nel coniugare semplicità e correttezza dei temi trattati.
Le immagini che accolgono il testo, che spesso appare in forma di didascalia, sono suggestive e coinvolgenti, fedeli compagne del testo; portano il lettore e la lettrice dal microcosmo al macrocosmo con leggerezza e immancabile precisione.


Consiglio caldamente la lettura a giovani scienziati e scienziate, a partire dai nove anni.

Eleonora

“Le meraviglie della vita”, G. Duprat, trad. A. Comes, rev. M. Granata, L’Ippocampo 2023





 






mercoledì 22 marzo 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


L’INFINITO E TANTE ALTRE COSE


Barbara Gallavotti è una nota giornalista divulgatrice, che da anni lavora in numerose trasmissioni televisive ed è ora ideatrice e conduttrice di una nuova trasmissione dedicata alle tematiche della scienza. Ha scritto diversi libri su tematiche scottanti, come quello delle epidemie, e approda ora alla divulgazione rivolta a ragazze e ragazzi.
Il testo che ci propone, pubblicato da De Agostini, s’intitola ‘L’infinito dentro di me’ ed è un coraggioso percorso che partendo, molto sinteticamente, dalla descrizione delle particelle elementari che costituiscono la materia, approda al cuore della trattazione, gli organismi viventi.
Nell’arco di circa duecento pagine affronta, con un linguaggio semplice e preciso, tematiche come l’origine della vita; l’universo rappresentato dagli organismi microscopici, batteri e virus; le caratteristiche del mondo vegetale e animale; il DNA e l’evoluzione; l’adattamento; l’evoluzione umana; i problemi legati al cambiamento climatico, che affliggono il nostro presente.
Tantissimi argomenti, proposti a lettrici e lettori voraci, trattati in modo sintetico, ma mai approssimativo, con un linguaggio ‘leggero’, colloquiale, che non banalizza mai gli argomenti presi in esame. Sottolineo questo aspetto proprio perché è decisivo, se si vuole fare buona divulgazione: semplificare, rendere comprensibile non è mai banalizzare, semmai è un attento lavoro di traduzione di una terminologia tecnica nel linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
L’altro aspetto interessante è rappresentato dalla capacità di mettere in fila gli argomenti, collegandoli efficacemente, mostrando quanto, nelle scienze della vita, sia interconnesso; in questo modo lettori e lettrici possono costruirsi una visione d’insieme, che può aiutarli a comprendere la complessità dei temi.
Lateralmente alle questioni principali, vengono affrontati temi particolarmente sentiti, come quello delle epidemie e i modi per fermarle; oppure la confutazione scientifica delle presunte basi genetiche delle ‘razze’. Non sfugge l’attenzione dedicata alla scienziata Rosalind Franklin, scopritrice del DNA insieme a Watson e Crick, ma mai premiata con il Nobel.
Ne emerge un’immagine della scienza tutt’altro che lontana dai problemi che la società affronta, spesso con scarsi strumenti e tanta disinformazione.
Una visione così limpida e razionale è un ottimo antidoto al veleno delle fake news, dei complottismi, del negazionismo irrazionale.
La quantità di informazione è notevole e richiede lettrici e lettori motivati, che abbiamo almeno dodici anni; è un testo che può essere utile anche a quegli adulti che vogliano ripassare i principali argomenti della biologia e farsi un’idea delle tematiche più scottanti del nostro presente.

Eleonora

“L’infinito dentro di me”, B. Gallavotti, De Agostini 2023







 

venerdì 27 gennaio 2023

FAMMI UNA DOMANDA!

BIOMIMETICA


Un originale, interessante libro illustrato dedicato ad una disciplina poco conosciuta e molto trasversale: la biomimetica, ovvero la creazione di oggetti, tecnologici o di design, a partire dalle caratteristiche di un oggetto naturale. A tentare l’impresa sono Emmanuelle Walker, che ha ottenuto la menzione come opera prima alla Bologna Children’s Book Fair nel 2016, e Séraphine Menu: insieme firmano un libro dal titolo ‘Biomimetica. La natura come modello’, pubblicato da Il Gatto Verde editore, dall’edizione originale della canadese La Pastèque.


L’argomento in sé è interessante e capace di stimolare la curiosità inventiva dei bambini, che sanno trasformare l’uso degli oggetti e inventare aspetti fantastici di ogni cosa e di ogni vivente. Ma il libro non prende questa piega, al contrario è una rassegna di come già la tecnologia si sia appropriata di spunti ‘naturali’ per la realizzazione di nuovi oggetti e materiali: dopo una lunga introduzione, le autrici entrano nel dettaglio di alcune invenzioni tecnologiche che si sono ispirate alla natura. Un esempio per tutti, il radar, ispirato agli ultrasuoni emessi dai pipistrelli. Dalla biomimetica hanno tratto idee innovative anche la medicina, che ha preso spunto dal sistema cardiaco delle balene per ideare il pacemaker l’architettura, che ha copiato il sistema di termoregolazione dei termitai; e ancora la produzione dei tessuti e la moda.

La materia è quanto mai interessante anche dal punto di vista storico, basti pensare alle invenzioni di Leonardo da Vinci.
Le illustrazioni di Emmanuelle Walker si ispirano all’infografica: il testo si inserisce direttamente nell’immagine, che prende tutta la pagina, o la doppia pagina; tuttavia il testo ha un ruolo essenziale, senza il quale non si potrebbe comprendere l’immagine; i margini netti, i colori definiti e squillanti rendono queste pagine accattivanti per lettori anche alle prime armi, anche se poi, nel dettaglio, alcune informazioni richiedono almeno otto anni.
Il Gatto Verde editore, nato da poco, mostra già uno spiccato interesse per la divulgazione: è in corso di pubblicazione il titolo che ha vinto l’anno scorso a Bologna per la categoria no fiction, dedicato ai vulcani: il titolo italiano è ‘Mostri sacri’. Mi sembra un progetto editoriale di sicuro interesse, una bella novità nel settore della divulgazione.
Spero proprio che i genitori non si spaventino per l’argomento inconsueto e che regalino questo libro a bambine e bambini dalla curiosità insaziabile.

Eleonora

“Biomimetica, E. Walker e S. Menu, Il Gatto Verde edizioni 2023




mercoledì 6 aprile 2022

FAMMI UNA DOMANDA!




In questi due anni di pandemia ci siamo immersi nel mondo di virologi e di epidemiologi, disorientati dall’improvvisa fragilità rivelata dalla specie umana.
Diversi scienziati si sono prodigati anche nella divulgazione per bambine e bambini, con lo scopo dichiarato di rendere comprensibile quella nuova vita che veniva loro imposta, con tutta una serie di regole e divieti prima inesistenti.
‘I microbi’ di Sheddad Kaid-Ferrón e Eduard Altarriba, pubblicato dall’editore Erickson, tenta di fare molto di più, partendo proprio dalle basi della microbiologia.
Il libro è calibrato su un lettore già un po’ informato, anche se, meritoriamente, ogni parola ‘difficile’ viene adeguatamente spiegata.
L’impostazione è di una linearità assoluta, fondata sulle definizioni degli oggetti di studio, classificati secondo le diverse tipologie: quindi si distinguono i microrganismi cellulari, procarioti ed eucarioti, da quelli acellulari, ovvero i virus.
Poi si passa ad analizzare i singoli organismi cellulari, batteri, archei, alghe e funghi.
Nella parte successiva gli autori descrivono le infezioni e raccontano le imprese di chi le ha studiate: da Pasteur a Fleming, fino a Dorothy Hodgkin, che riuscì a sintetizzare la penicillina in modo da poterla produrre su vasta scala.
Si arriva, alla fine, ai virus e alle loro peculiarità, consistente nell’essere parassiti che necessitano di un ospite per nutrirsi e riprodursi, Semplicissimi ed altrettanto efficienti.
Il libro non può che chiudersi con la descrizione dei meccanismi di crescita di un’epidemia, con diretti riferimenti a quello che abbiamo vissuto e tuttora stiamo vivendo. Leggendo queste pagine si è consapevoli della nostra fragilità di fronte a microrganismi, virus o batteri che siano, che hanno la capacità di mutare velocemente e di sviluppare difese contro i farmaci, vedi ad esempio i batteri super resistenti; nello stesso tempo ci si stupisce anche della velocità con cui la scienza contemporanea abbia affrontato questa sfida: basta paragonare l’impotenza della medicina di fronte alla epidemia di ‘spagnola’, l’epidemia influenzale che fra il 1918 e il 1920 uccise nel mondo 40 milioni di persone.
Oppure come la conquista delle Americhe sia stata combattuta anche dalle epidemie provocate nelle popolazioni native che non erano mai venute a contatto con i microrganismi portati dai conquistatori. Diamond insegna.
Quello che soprattutto capiamo, leggendo questo libro, è che viviamo in un mondo che conosciamo a malapena: siamo circondati, immersi in un mondo di microrganismi che sono dentro e fuori di noi, ma ne siamo ben poco consapevoli.
Sheddad Kaid-Salah Ferrón e Eduard Altarriba fanno un ottimo lavoro di squadra, il primo per i testi, il secondo per le illustrazioni che prendono spesso tutta la pagina, virando qualche volta nell’infografica, ma in sostanza esplicitando il contenuto del testo, che certo non è immediatamente intuitivo.
La lettrice e il lettore ideali per questo tipo di libro, ricordiamo che i due autori hanno già firmato altri testi del genere, sono ragazzi e ragazzi motivati e informati, con almeno 10 anni, magari accompagnati nella lettura da adulti curiosi quanto loro. C’è molto da imparare fra queste pagine, molto da riflettere su temi di grande attualità.
Direi che è un testo indispensabile nelle biblioteche scolastiche, utile a casa anche come libro di consultazione e ricerca di argomenti specifici.

Eleonora

“I microbi”, S. Kaid-Salah Ferrón e E. Altarriba, Erickson 2020



lunedì 14 febbraio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

VIVA DARWIN (PARTE PRIMA)


Ho già segnalato la collana di biografie ‘irriverenti’ dal titolo invitante ‘Losche storie’, pubblicata da Franco Cosimo Panini. L’ultimo volume, pubblicato da poco, è dedicato a Darwin: ‘Charles Darwin. Viziato Ipocondriaco Rivoluzionario’ è sicuramente una delle migliori biografie dedicate a questo straordinario personaggio della storia della scienza.
Intanto è molto curata la ricostruzione d’ambiente, l’Inghilterra vittoriana, l’agiata famiglia d’origine, la cui ricchezza consentì al giovane svogliato Darwin di portare avanti le sue ricerche e di finanziare il viaggio sulla Beagle. In secondo luogo, emerge un ritratto dello scienziato sfrondato dalla consueta agiografia, che spesso caratterizza i testi dedicati ai ragazzi. Infine, coglie a pieno quella portata rivoluzionaria che la teoria dell’evoluzione ancora esprime.
Vediamo i singoli punti: per comprendere l’eccezionalità del pensiero darwiniano bisogna comprendere come i cosiddetti ‘filosofi naturalisti’ inglesi all’inizio dell’Ottocento fossero permeati dalla cultura cristiana espressa dalla chiesa anglicana. Che la natura fosse espressione dell’intento creatore di Dio era fuori discussione. Le evidenze che mettevano in discussione l’interpretazione letterale della Bibbia, con un unico atto creatore, il diluvio universale e la perfezione umana come atto finale del processo creativo, erano in qualche modo trasformate per non contraddire il verbo biblico. Esisteva il problema dei fossili e delle estinzioni, esisteva il problema del tempo della Terra, delle ere geologiche e degli sconvolgimenti, di cui si trovavano molte tracce, che ne avevano modificato l’aspetto: cosa ci poteva fare una conchiglia fossile in mezzo alla campagna inglese?
Era dunque il tempo per vedere le cose in un modo diverso.
A seguire il percorso di vita e di studi del giovane Darwin si stenta a credere che sia stato lui il grande pensatore che ha rivoluzionato la biologia. Da ragazzo non era stato uno studente modello, preferiva di gran lunga la caccia e la ricerca di coleotteri, di cui era appassionato collezionista.
Destinato a proseguire il lavoro del padre, medico di grande fama, lasciò gli studi dopo due anni, disposto anche ad accettare la carriera di diacono piuttosto che continuare gli studi di medicina. La proposta di imbarcarsi sul brigantino Beagle lo tolse dall’impiccio di doversi dedicare agli studi di teologia; il viaggio di cinque anni, dal dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, lo portò a fare un lunghissimo viaggio di esplorazione che toccò Sud america, Africa, Polinesia, Australia.
Non mi soffermo su questo aspetto della sua vita, già ampiamente trattato da altri interessanti testi. Qui emergono due aspetti attinenti al lavoro dello scienziato: la paziente, metodica raccolta e catalogazione dei reperti, un lavoro di raccolta di dati senza il quale non esiste ricerca attendibile; e poi la gestazione del nuovo punto di vista, quello destinato a cambiare il mondo, che non si afferma come una subitanea illuminazione, ma è il frutto di riflessione, confronto e anche reticenza ad ammettere qualcosa che può cambiare il modo di pensare di tutti. Mentre il racconto del viaggio sulla Beagle, ‘Viaggio di un naturalista intorno al mondo’, ebbe grande successo, ‘L’origine delle specie’, che Darwin concepiva come un primo approccio ad una nuova teoria della vita, fu pubblicata nel 1859 e suscitò un vespaio. Nel frattempo anche un altro naturalista, Wallace, era arrivato alle stesse conclusioni.
Ed ecco il terzo aspetto, la portata rivoluzionaria dell’evoluzionismo: il mondo dei viventi, oggi la chiameremmo la biosfera, non è più il frutto di singoli atti creatori, ma il frutto di un processo naturale fatto di ereditarietà dei caratteri, variazioni casuali e selezione naturale. Il principio creatore esce di scena, l’uomo perde definitivamente la sua centralità.
Ma il bello di questa collana, curata dalla brava Paola Cantatore, che è anche autrice di questo testo, è mettere insieme serietà e ironia, fornita dalle pungenti incursioni di Alessandro Vicenzi. A completare la cura editoriale ci sono le illustrazioni di Federico Manzone.
Ottima proposta di divulgazione intelligente, puntuale e divertente nello stesso tempo.
Consiglio caldamente la lettura a ragazze e ragazzi curiosi, ma anche a chi vuole farsi un’idea più precisa della scienza e della sua storia, a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Charles Darwin. Viziato Ipocondriaco Rivoluzionario”, P. Cantatore e A. Vicenzi, ill. F. Manzone, Franco Cosimo Panini 2022



martedì 6 aprile 2021

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

FRA MENZOGNE E VERITA’

Non so quanto appassionino i giovani lettori e le giovani lettrici, ma le questioni che sto per trattare mi appassionano da tempi immemorabili. E’ possibile distinguere fra verità, per quanto relativizzate, e menzogne, si tratti di ‘fake’ che girano sul web o antiche credenze popolari? Ha senso seminare spirito critico e metodo scientifico, in un mondo che sembra dominato dal prevalere del ‘senso comune’, in qualsiasi modo, anche fraudolento, esso si determini?
Alla nobile schiera dei paladini della verità si annoverano gli autori dei libri che vi propongo, Graziano Ciocca e Daniele Aristarco.


Il primo, biologo e divulgatore, è autore di ‘Bufale Bestiali. Perché gli animali non sono quello che crediamo’, pubblicato da De Agostini, nella collana di divulgazione dedicata a lettrici e lettori dai dodici anni in poi.
Di cosa parla questo libro, arricchito dalle vignette del fumettista Lorenzo De Felici? Di una serie di luoghi comuni e credenze relative agli animali, dal suicidio di massa dei lemming al cimitero degli elefanti per arrivare ai super-poteri ‘bestiali’ dei supereroi. Il libro, che affronta numerosi argomenti, smonta le affermazioni fallaci, raccontandone la genesi e dimostrandone l’assenza di basi reali: un po’ per tradizione, molto per la tendenza a trovare risposte semplici a questioni complesse, spesso e volentieri ci accontentiamo dei luoghi comuni per spiegare alcuni comportamenti animali. Un esempio su tutti: lo struzzo che per nascondersi da un predatore, nasconde la testa nel terreno. Non falso, falsissimo: in realtà lo struzzo, il maschio a guardia del nido, si china per occuparsi delle uova, mentre può tranquillamente affrontare un predatore, essendo velocissimo e anche agguerrito. Di esempi di questo genere ce ne sono moltissimi.
Quello che trovo interessante, oltre la capacità di sostenere un testo abbastanza lungo con uno stile ironico e preciso allo stesso tempo, è l’individuare la linea di demarcazione fra una convinzione nata dal senso comune, o dalla tradizione, o anche dal patrimonio fiabesco, ed una derivante da osservazione e metodo, cioè dal confronto di dati. Quello che sappiamo oggi, ed è ‘provvisoriamente vero’, come dice l’autore citando un testo di fisica, nasce dal paziente lavoro di osservazione, catalogazione e interpretazione svolto dai tanti biologi, specialisti nelle diverse branche.



Alla disanima delle ‘bufale’, è anche dedicato il libro di Daniele Aristarco, con le illustrazioni di Giancarlo Ascari e Pia Valentinis, ‘Fake. Non è vero ma ci credo. Il libro, pubblicato da Einaudi ragazzi nel 2018, analizza il meccanismo di costruzione delle ‘false notizie’, come nascono e con quali strumenti vengono fatte accettare da chi è in grado di manipolare i mass media. 


Gli esempi sono tanti: il finto attacco alla radio di una cittadina tedesca ad opera di soldati polacchi, in realtà agenti segreti nazisti, che diede il via all’occupazione della Polonia e, di fatto, alla Seconda Guerra Mondiale; la gigantesca burla dei cerchi nel grano, opera di due pensionati americani, che ha dato il via ad una delle più durature ‘fake’ sulla presenza di extra-terrestri sul nostro pianeta; per finire con la gigantesca frottola sulla presunta cospirazione dietro al ‘finto’ sbarco sulla luna; la serie di false notizie relative ai migranti, che hanno sostenuto le campagne elettorali di alcuni partiti. In ultimo, ma non meno importante, la dimostrazione di come i cosiddetti cookies, espressione della pubblicità comportamentale, cerchino di trasformarci nel consumatore perfetto.
Importantissimo insegnare ai lettori e alle lettrici più giovani il metodo per smascherare le false notizie: la ricerca sulle fonti, il confronto con siti e personalità autorevoli e con opinioni differenti. Tutto quello che non ha a che fare con reazioni emotive o con l’adesione acritica a opinioni che non fanno che confermare quello di cui siamo già convinti, ma si fondano sull’analisi razionale, nei limiti del possibile, dei fatti.
Abbiamo ben visto, durante la pandemia, lo scontro fra chi proponeva opinioni (compreso ‘coviddi non ce n’è’) e chi tentava un approccio scientifico con tutti i limiti della scienza di fronte a qualcosa di sconosciuto.
Questo mi sembra il punto cruciale: non uno scontro fra ‘fedi’, fra credenze e opinioni contrapposti, ma fra metodi di conoscenza, fra chi si accontenta del senso comune e chi cerca le ragioni delle cose.
La ragione scientifica è fatta di domande e di risposte approssimative, di dubbi e di nuove risposte, che magari non rassicurano quanto potrebbe fare una clamorosa ‘bufala’; è fatta di ricerca continua e di infinita curiosità per un mondo che continua a meravigliare , e a spaventare, di quando in quando.
Letture consigliate caldamente, dai dodici ai novantanove anni, a quei ragazzi e quelle ragazze che vogliono vivere con gli occhi ben aperti.

Eleonora


“Bufale bestiali. Perché gli animali non sono quelli che crediamo”, G. Ciocca, Ill. L. De Felici, De Agostini 2021

“Fake. Non è vero ma ci credo”, D. Aristarco, Ill . G. Ascari e P. Valentinis, Einaudi Ragazzi 2018