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mercoledì 8 giugno 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

GIRO DEL MONDO CULINARIO


In effetti non è il primo libro che abbia come oggetto gli usi e costumi culinari dei diversi popoli del mondo, ma gli autori, Alexandra Mizielinska, Daniel Mizielinski e Natalia Baranowska, sono dei veri specialisti della divulgazione ‘illustrata’.
Il libro ‘Dai un morso. Ghiotte storie sui cibi del mondo’, pubblicato questa primavera da L’Ippocampo, ha molti punti in comune con i precedenti lavori di questi autori, ma anche alcune significative differenze.
Il formato è il consueto, il testo ci guida attraverso il mondo, cominciando dal Medio Oriente, con la chiave di lettura delle abitudini alimentari, le ricette, i piatti tipici dei diversi paesi. Ciascuno di questi prende due doppie pagine, la prima che riporta cenni storici, le caratteristiche generali dell’alimentazione e una ricetta tipica; la seconda doppia pagina approfondisce temi riguardanti ingredienti particolari, coltivazioni, tradizioni. In entrambi i casi la doppia pagina vien percepita come un tutt’uno, grazie alla fascia che occupa la parte superiore della tavola, che illustra, con poco testo, alcuni aspetti della storia e della vita del popolo in oggetto.


Se dunque c’è una strettissima correlazione fra testo e immagine, le parti di testo sono quantitativamente e qualitativamente più rilevanti di quanto non fossero in ‘Mappe’. Ci sono molti approfondimenti, che riguardano la storia dei singoli alimenti, l’evoluzione del loro uso, la relazione fra credo religiosi e regole alimentari e così discorrendo.
Il materiale è davvero ricchissimo, e la schiera di consulenti attesta la rigorosa ricerca che sottende una tale quantità di informazioni.
Ma non abbiamo di fronte, ovviamente, un trattato di antropologia culturale; infatti moltissimi aneddoti arricchiscono il racconto e le spiegazioni sono non solo chiare, ma anche molto concrete, fornendo un’idea precisa della vita di popoli anche molto lontani, nel tempo e nello spazio.
Di particolare interesse sono i racconti riguardanti le trasformazioni di alcuni alimenti, come il cacao e il caffè; oppure le curiose fermentazioni che rendono digeribile la soia; oppure il sistema d’impollinazione dei fichi e tante altre curiosità.


Grande attenzione viene data soprattutto all’area mediterranea, al Medio Oriente, all’Asia e al Sud America, mentre dell’Africa vengono citati sono tre paesi, ma devo dire che che sono pagine piene di sorprese. La quantità di alimenti citati e spiegati è veramente notevole e va ben oltre le ricette più note, e oramai internazionali, come il sushi o il kebab.
Il libro si apre con una cartina mondiale, che costituisce anche l’indice dei capitoli; e finisce con una tavola cronologica, che consente di collocare ‘cosa’ ‘dove’.
Ancora una volta il team polacco ci ha consegnato un libro di divulgazione ineccepibile per le informazioni contenute e gradevolissimo da sfogliare, nell’ordine che si preferisce.



Non è un libro in cui l’immagine sostituisce il testo e quindi non è sufficiente un approccio intuitivo; qui il testo è indispensabile e richiede lettrici e lettori curiosi che abbiano almeno otto, nove anni. Perfetto da utilizzare a scuola, per gli approcci interdisciplinari che suggerisce.

Eleonora

“Dai un morso. Ghiotte storie sui cibi del mondo’, A. Mizielinski, D, Mizielinski, A. Baranowska, L’Ippocampo edizioni 2022



mercoledì 4 settembre 2019

FAMMI UNA DOMANDA!

LE OCHE DELL’HIMALAYA E ALTRE CREATURE SELVATICHE


James Chesmire è un grafico e Oliver Uberti è un cartografo e geografo e hanno messo insieme le loro competenze per dare vita a un libro originale, molto originale: si tratta de ‘L’Atlante della Vita Selvaggia’, nell’edizione originale stampato dalla Penguin Books, tradotto in italiano dalla Mondadori.
E’ un libro di mappe che registrano le abitudini e gli spostamenti di diverse specie animali, ai quattro angoli del pianeta. Le mappe nascono dalla collaborazione con tanti istituti di ricerca, singoli scienziati, naturalisti e così via, un lavoro collettivo che ha consentito ai due autori di realizzare qualcosa di speciale.
Cos’ha di assolutamente inconsueto questo libro? L’aver raccolto una mole impressionante di dati, ottenuti con i più moderni sistemi di rilevazione, e averli trasformati visivamente in una serie di mappe. Non solo le rotte migratorie di questo o quel volatile, ma anche le abitudini alimentari, le strategie difensive fino a quello che mi è sembrata un’intuizione straordinaria, cioè la rappresentazione grafica delle modalità decisionali in un gruppo di babbuini.
Guardare le cose un po’ più da lontano, come consentono le moderne strumentazioni, consente di capire molti aspetti del comportamento animale che non risultano evidenti. E così scopriamo che in quel gruppo di babbuini la nuova direzione di marcia non viene decisa dagli esemplari ‘alpha’, ma da anonimi componenti del gruppo. Sorpresa, la leadership riguarda solo alcuni aspetti, per altro decisivi, della vita in comune.


Si scoprono molte altre cose, che talvolta consentono di individuare strategie di conservazione più efficaci. Affinare gli strumenti d’indagine e, spesso, cambiare anche il punto di vista, amplia gli orizzonti e mostra le infinite lacune del nostro approccio al mondo naturale.
L’aver ridotto il testo al minimo indispensabile e l’aver tradotto le informazioni in dettagliate mappe rende la lettura accessibile anche ai non addetti ai lavori, che si misurano con storie relative a specie ben note, come gli elefanti e le giraffe, così come creature meno note, come, appunto, le oche dell’Himalaya. Così si scoprono le rotte oceaniche delle orche, le abitudini dei bombi della città di Amburgo, il viaggio estenuante delle sterne; e si scopre anche che la gerarchia dei formicai non è poi così rigida, oppure che molti uccelli migratori sono in grado di percepire a chilometri di distanza l’arrivo di un tornado.
E tutto in un colpo d’occhio, seguendo puntini e linee colorati in terra, in mare e in cielo.
Mi sono chiesta a lungo se questo bel libro, così ricco di informazioni e di curiosità, potesse essere proposto anche a ragazze e ragazzi. 

Sicuramente è un libro trasversale, che può piacere ad addetti ai lavori, come a semplici curiosi del mondo naturale. Contiene comunque informazioni non semplicissime, ma lo consiglio in ogni caso a ragazze e ragazzi dai dodici anni in poi, che abbiano un sincero interesse per il mondo naturale. Lo consiglio non solo perché è un libro stimolante, intelligente, ricco di idee nuove e nello stesso tempo con un eccellente impianto grafico che valorizza queste bellissime mappe.
Lo consiglio anche perché risponde alla nuova sensibilità verso il mondo animale, così come viene espressa da Carl Safina in ‘Al di là delle parole’: un approccio finalmente più aperto alle diverse espressioni delle intelligenze animali, alle complesse individualità che esprimono, agli interrogativi anche etici che ne derivano. Conoscere più approfonditamente il mondo naturale, riconoscendone la grande ricchezza, per tutelarlo con maggiore efficacia e maggior rispetto. Viviamo in un secolo che rischia di vedere una grande ondata di estinzioni di specie animali e vegetali.
Pensare di far crescere una generazione di giovani scienziate e scienziati, e di cittadini consapevoli, in grado di invertire la tendenza è un modo concreto di fare la nostra parte.

Eleonora

“L’atlante della vita selvaggia”, J. Cheshire e O. Uberti, Mondadori 2019





martedì 23 aprile 2019

FAMMI UNA DOMANDA!

AI CONFINI DEL MONDO



Ha vinto il premio, nella categoria non fiction, all’ultima Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna (e a breve uscirà in Italia con Donzelli), è un libro illustrato, di grande formato, che non può passare certo inosservato: si tratta di ‘Atlas das viagens e dos exploradores’, di Isabel Minhos Martins e Bernardo P. Carvalho, pubblicato da Planeta Tangerina. Ancora una volta questo editore dimostra una grande capacità d’innovazione nel proporre testi divulgativi, coniugando testi consistenti con un apparato iconografico di grande impatto.


Qui, come si capisce dal titolo, parliamo di viaggi ed esplorazioni, con una carrellata che parte dall’antichità per arrivare all’Ottocento.
Si inizia con una interessante introduzione al tema dei viaggi, non sempre spinti da umana curiosità: in alcuni casi, gli esploratori avevano finalità pratiche, per esempio la ricerca di risorse, oppure militari, quando si trattava di conoscere meglio un potenziale nemico. Al primo caso appartiene Pitea, un esploratore greco che nel IV secolo avanti Cristo si spinse oltre le colonne d’Ercole fino alla Britannia alla ricerca di piombo; all’altra tipologia appartiene il frate francescano Giovanni da Pian del Carpine, mandato dal Papa ad esplorare usi, costumi e potenza militare dei Tartari.


Mi sembra anche importante, in un testo destinato ai ragazzi, che si sottolinei il diverso approccio culturale che ha caratterizzato le esplorazioni e poi le conquiste di territori su cui abitavano popolazioni indigene. Lontanissime le accortezze e le sensibilità culturali nei confronti delle popolazioni autoctone che potevano non avere alcun valore agli occhi degli esploratori, oppure essere considerati primitivi o arretrati. Per non parlare di rispetto dell’ambiente, un concetto che faticosamente si sta facendo strada in questi ultimi decenni; d’altra parte se scopo di alcuni di questi viaggi era proprio lo sfruttamento delle risorse naturali, è facile capire che ci fosse ben poco interesse rispetto alle conseguenze di tale condotta.
In ultimo, l’attenzione per le donne esploratrici, obbiettivamente in minoranza, ma che pure sono esistite: qui vengono citate la francese Jeanne Baret, la prima donna a compiere la circumnavigazione del globo, e l’inglese Mary Henrietta Kingsley, geografa ed etnologa che esplorò l’Africa alla fine dell’Ottocento.


Le descrizioni dei viaggi sono affiancate da mappe che ne descrivono il percorso e da tavole che illustrano i dettagli, in bianco e nero; più episodicamente ci sono delle grandi tavole, dai colori squillanti, che più che descrivere, evocano l’idea del viaggio, della vastità dei territori, degli orizzonti lontani e sconosciuti. Tanto dell’approccio al viaggio è fatto di immaginazione, di aspettative, di leggende ed è importante conservare il fascino del viaggio e della scoperta nel raccontare a ragazze e ragazzi queste grandi avventure.
Non è un libro facilissimo per i più piccoli, qualche nozione di storia e di geografia bisogna averla per orientarsi in queste antiche mappe. E’ sicuramente un libro affascinante per lettrici e lettori dai nove, dieci anni in poi.

Eleonora

“Atlas das viagens e dos exploradores”, I. Minhos Martins e B. Carvalho, Planeta Tangerina 2018




lunedì 8 gennaio 2018

FAMMI UNA DOMANDA!


VERSO L'INFINITO E OLTRE!


Spesso ho ripetuto quanto sia avara l'editoria per ragazzi nella divulgazione per la fascia d'età della scuola media. Non posso che sottolineare, quindi, la notevole rarità di Hawking. Universo. Spazio. Tempo, di Rudiger Vaas, valente divulgatore tedesco, tradotto qui da Libreria Geografica, uno dei tanti marchi del gruppo De Agostini.
Questo testo, pensato secondo me per ragazzi e ragazze, nonché adulti digiuni, come me, di fisica, dai tredici anni in su, è un esempio di divulgazione 'alta', quella in cui, pur utilizzando una terminologia precisa e senza tradire il nocciolo delle teorie esposte, sui usa un linguaggio accessibile a tutti o quasi.
Certo è necessario un minimo background scientifico, che consenta di comprendere concetti non proprio facilissimi. Bisogna aver fatto le scuole medie o avere un proprio bagaglio personale, frutto magari di una già forte passione scientifica.


Gli argomenti trattati sono complessi e affascinanti, divisi in sette capitoli i cui titoli sono già un'interessante enunciazione di problematiche affascinanti: il mistero del big bang, spedizione nell'immaginario, trappole gravitazionali, il futuro e i viaggi nel tempo, alieni, dio e il mondo. In poche parole, viene raccontato poco più di un secolo di storia della fisica, dalla teoria della relatività, ai buchi neri, alla ricerca eterna della teoria del tutto; argomenti filtrati attraverso le ricerche di Stephen Hawking, grande scienziato, la cui vicenda umana è stata più volte raccontata anche dal cinema. Come si vede, si tratta di argomenti affascinanti, pur nella loro complessità, e con grandi ricadute su quello che noi, gente comune, pensiamo del tempo, dell'universo e del posto che vorremmo occuparvi.
Se già è meritevole anche solo l'impresa di aver raccontato tutto questo con precisione ad un pubblico giovanile, cui sono riservati quiz di verifica alla fine di ciascun capitolo, trovo ancor più meritevole lo sforzo di far comprendere le implicazioni filosofiche o anche in termini di senso comune di queste interessanti e, a volte, contraddittorie teorie. Se il mondo sia governato dal caso o se vi sia un riconoscibile disegno 'esterno', se la scienza sia solo calcolo e deduzione, o nasca anche dall'immaginazione, dalla capacità di pensare qualcosa ben prima che possa essere dimostrato, mi sembrano argomenti dalla grande potenzialità euristica, ovvero argomenti che possono a loro volta suscitare domande e pensieri 'fuori dagli schemi'.
Si tratta, quindi, di un libro ben pensato e ben scritto, con una grafica accattivante e illustrazioni che aiutano a farsi un'idea di concetti altrimenti molto astratti; può essere collocato, in libreria, nel settore ragazzi o nella divulgazione per adulti, dove in realtà si possono trovare testi che possono piacere anche a giovani lettori e lettrici.
E' però un episodio troppo isolato, in un panorama al momento povero di proposte per questa fascia d'età. Ci vorrebbero intere collane come questo libro, che trattassero anche argomenti molto diversi, dalla storia all'arte alla filosofia.


Non si vede, all'orizzonte, nessun progetto del genere, anzi, nessuna intenzione di pensare ad un progetto. I nostri editori, con le debite e ben note eccezioni, sono concentrati su una fascia d'età inferiore e su argomenti, animali in testa, di sicuro successo commerciale.
Finché le cose rimarranno così, non vedo come l'editoria che si occupa di divulgazione possa rinnovarsi, se non per singoli libri, singoli prodotti dotati di particolare efficacia e originalità.
Nel frattempo, non posso che ringraziare Libreria Geografica per il coraggio e invitare giovani lettori e lettrici con grandi domande che ronzano nella testa a dare un'occhiata a questa preziosa rarità.

Eleonora

“Hawking. Universo. Spazio. Tempo”, R. Vaas, Libreria Geografica 2017



mercoledì 27 settembre 2017

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

CARTOLINE DALLA TERRA

Metropolis, Benoit Tardif (trad. Tommaso Gurreri)
Clichy 2017


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"ROMA popolazione dell'area urbana: 4,3 milioni; lingue più parlate: italiano; paese : Italia.
gelato Colosseo secondo la leggenda, la bocca della verità morde la mano ai bugiardi lambretta Pantheon vigile fontana di Trevi pizza margherita utilitaria caffè basilica di San Pietro papa piazza del Popolo obelisco."


Il giro del mondo in trentadue tappe importanti - le città più significative, talvolta le capitali - che prende l'avvio da Montreal, città dell'autore Benoit Tardif e poi gira per il globo da nord a sud e in senso rotatorio (non si può dire da Est a Ovest perché entrambi i punti cardinali si spostano con il girare lungo la superficie della Terra).
Per poi concludersi a Sud, all'estremo opposto del Canada: la Nuova Zelanda con Auckland.


Per ogni tappa due grandi pagine con alcune costanti: il numero approssimativo degli abitanti dell'area costruita, la lingua parlata e lo stato di appartenenza. Per ogni metropoli, Benoit Tardif costruisce una sorta di collage di cartoline di luoghi, persone e contesti, come pure di attrattive imprescindibili (il gelato a Roma) che hanno l'obiettivo di dare una visione d'insieme che non privilegi nulla rispetto al tutto,che renda equivalenti monumenti importanti e venditori ambulanti. Come farebbe un bambino.
Le cartoline si affiancano secondo nessi inaspettati, come le collegherebbe in bambino: accanto a Rembrandt, Van Gogh e Vermeer al Rijksmuseum c'è una bici-taxi e appena sotto il ritratto di Gullit, una celebrità olandese con il pallone ai piedi, a cui qualcuno sta offrendo, dalla cartolina successiva, un cartoccio di patatine fritte con maionese, salsa di arachidi e cipolle.


Un libro che non può passare inosservato, come nulla di quello che esce dalle mani di Benoit Tardif. In perfetta sintonia con il segno che contraddistingue le sue copertine, i suoi poster anche in Metropolis ritroviamo il medesimo gusto per i colori forti, piatti, serigrafici e per un segno potentemente grafico. Come altrove, anche qui lo spazio a disposizione viene sfruttato fino all'ultimo millimetro libero, creando qualcosa che ricorda l'effetto di una tessitura astratta.


Benoit Tardif, oggi a capo di una interessante operazione editoriale, la casa editrice De ta Mère che ha appena festeggiato i suoi primi undici anni (!), racconta del suo modo di costruire le figure: dopo aver disegnato con cura il contorno nero ricalca le parti con il colore per poi scansionarle e comporle con Photoshop. Molto diversamente che nelle immagini per giornali e pubblicità, sulle copertine dei libri o anche nelle immagini interne lui si mette alla ricerca di un mood comune che rispecchi alla perfezione il tono del libro, senza mai tradirlo. Tuttavia, ammette lui stesso, non tutti i libri sono adatti a questo stile. Temi ricorrenti, e anche in Metropolis, sono il cibo e certi personaggi disegnati in modo infantile che però hanno un quid di immediatamente chiaro e comunicativo. Tutto appare leggibile, anche in quasi totale assenza di parole.


Lo spazio che invece si concede in qualità di autore e che mi solletica indagare è dato punte di ironia qua e là e soprattutto dall'assoluta libertà di accostamento dei singoli elementi distintivi delle diverse città. Non credo di sbagliarmi se noto che nell'accostamento è possibile cogliere al meglio la sensibilità, l'immaginario, il gusto di questo autore finora mai pubblicato in l'Italia. Nella griglia di ogni pagina esistono solo 11 cartoline e nella dura selezione che deve aver necessariamente fatto mi pare si annidi uno dei valori di questo strano libro.
Vado a cercare le città su cui posso ricorrere al mio personale repertorio di ricordi: Berlino, per esempio, offre tratti di autenticità interessanti anche se apparentemente trasversali o addirittura marginali: il venditore di kebab può davvero essere elemento tipico di quella città? certamente sì, accanto alla Bode Insel dei musei! La porta di Brandeburgo e l'orso come icone di una città. L'omino del semaforo (così tanto reiterato in magliette, borse, e copertine di quaderni) accanto al musicista tecno e per chiudere il Muro con i suoi graffiti. Non c'è tutto, ma c'è molto e pochi gli stereotipi. C'è quel che serve a incuriosire ragazzini e ragazzine.


Dulcis in fundo, non posso non condividere quasi in blocco tutte le scelte che attengono al cibo, espressione importante di ogni cultura e ricordo irrinunciabile dopo ogni viaggio: i loukum a Istanbul, il tè alla menta a Fes, i blini a Mosca, le tapas di Barcellona, la baguette di Parigi...
Ma Copenaghen con il suo smorrenbrod dov'è?

Carla

lunedì 30 gennaio 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


FRONTIERE

Quella che propongo oggi è una breve carrellata su due 'frontiere' della divulgazione che, non casualmente, usano linguaggi del tutto differenti. Da un lato raffinati testi divulgativi destinati ai più piccoli, dall'altro approfonditi atlanti per lettori e lettrici sopra i dieci anni.
Comincio da due testi, usciti nel 2016 e che ancora non hanno incontrato una versione italiana. Il più interessante, Secrets of animal camouflage, di Carron Brown & Wesley Robins, pubblicato da Ivy Kids, affronta un tema abbastanza frequentato dai libri per bambini: il mimetismo animale.


Gli autori, entrambi illustratori e divulgatori, nella collana di cui questo libro fa parte, operano una scelta stilistica precisa: immagini raffinate, un gioco di sfumature, di forme intraviste che invita la lettrice e il lettore, a partire dai cinque anni, ad aguzzare la vista per individuare nell'immagine l'animale di cui si sta parlando; e spesso è necessario anche illuminare la pagina per vedere, ad esempio, un ragno ben nascosto nel fogliame. 


La precisione e la bellezza vanno a braccetto per consegnare ai bambini e alle bambine un libro pieno di sorprese a ogni pagina; ci si avvicina, così, con grande divertimento a uno dei temi, riguardanti gli animali, di maggior fascino.


L'altro è Because of an acorn, di Lola e Adam Schaefer, con le illustrazioni di Frann Preston-Gannon, interessante illustratrice inglese, allieva di Sendak. Questo testo, pubblicato da Chronicle Books, prova a far capire il nesso che lega tutti i viventi di un ecosistema: dalla ghianda all'albero, ai fiori ai frutti agli uccelli che se ne nutrono e poi ai serpenti che catturano gli uccelli e al rapace che cattura i serpenti e così via. 
Da una ghianda alla foresta.
Pochissimo testo, parole semplici, chiarezza e bellezza delle immagini catturano l'attenzione dei più piccoli introducendo un tema complesso come quello dell'interdipendenza degli organismi all'interno di un ecosistema.


Entrambi questi libri puntano su due aspetti fondamentali: la correttezza del contenuto, espresso con un linguaggio semplice e chiaro, e la raffinatezza dell'illustrazione, che non ha niente da invidiare a molti albi illustrati; tutto ad altezza di bambino, cioè divertente e stimolante anche per i più piccoli. Se anche molti editori italiani si sono mossi in questa direzione, devo dire che c'è ancora moltissimo da fare, prendendo spunto anche dalla ricca produzione internazionale.
L'altra frontiera riguarda una fascia d'età molto superiore, cioè il pubblico di lettrici e lettori che frequentano le scuole medie; qui troviamo due proposte interessanti, e rare, sempre provenienti dall'editoria inglese, ma che questa volta hanno trovato traduzione italiana con Touring junior: si tratta di un atlante storico e di un atlante di geografia economica, pensati proprio per una fascia d'età sostanzialmente dimenticata dai nostri editori. Come in qualsiasi atlante di questo genere, pensato quindi come fonte di approfondimenti e informazioni ulteriori, il testo è ridotto al minimo e le illustrazioni, che richiamano la grafica 3D, esplicitano con chiarezza schematica contenuti davvero interessanti. 




In Cosa e Quando nel Mondo, l'atlante storico, oltre alle più classiche cartine che spiegano l'espansione di un popolo o una grande battaglia, si mostra, per esempio, il dilagare della famosa epidemia di peste, la Morte Nera, della metà del XIV secolo, oppure il dispiegamento di armamenti durante la Guerra Fredda.

Nell'altro altante, Cosa e Dove nel Mondo, si affrontano tematiche economiche, ambientali, sociali, come la diffusione delle malattie e dell'analfabetismo. Una vera miniera, insomma, di stimoli interessanti relativi ad argomenti di cui si può sentire parlare superficialmente, senza che ci siano strumenti di approfondimento adeguati all'età. Al di là di copertine discutibili, ma che riprendono fedelmente l'originale anglosassone della Dorling Kindersley, sono due testi che finalmente forniscono delle proposte qualificate per la fascia d'età dei lettori e lettrici delle scuole medie, per i quali, a quanto pare, c'è assai poco interesse. Forse, perché si ritiene, a torto, che gli strumenti di approfondimenti si possano trovare solo sul web.

Eleonora

“Secrets of Animal Camouflage”, C. Brown & W. Robins, Ivy Kids 2016
“Becauseof an Acorn”, L. e A. Schaefer, F. Preston-Gannon, Chronicle Books 2016
“Cosa e Dove nel Mondo", Touring junior 2015
“Cosa e Quando nel Mondo”, Touring junior 2016

lunedì 21 novembre 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


 FARE FILO'


'Fare filò' è un'espressione dialettale che viene dalla tradizione contadina, veneta ed emiliana: descrive il raccontare storie davanti al fuoco, o nelle stalle, nelle lunghe sere d'inverno. I grandi raccontano ai piccini storie vere e fantastiche, di quelle che fanno trattenere il fiato.
Il ritorno dei Cantalamappa, dei magici Wu Ming, con le illustrazioni di Daniele Castellano, mi ha ricordato proprio questo, così come me lo raccontava mio padre quand'ero piccola. Gli episodi di questo nuovo viaggio fantastico ai quattro angoli del pianeta sono in parte veri, con documentata fonte storica, in parte un po' romanzati e c'è sempre qualcosa di inventato per il gusto di stupire il pubblico di ragazzine e ragazzini, del tutto ignari degli episodi di cui si va parlando, veri o fantasiosi che siano.


Vero l'episodio dell'isola Ferdinandea, emersa nel 1831 al largo della Sicilia, per poi sprofondare nuovamente negli abissi marini. Vero l'incredibile episodio dell'Arbez Hotel, collocato a metà fra il territorio francese e quello svizzero, salvezza di un partigiano in fuga, durante la Seconda Guerra Mondiale, e di chissà di quanti altri inseguiti dai Biechi Bruni.
Veri ed emozionanti gli episodi ambientati in America Latina, in particolare quello che si riferisce alla cosiddetta 'guerra dell'acqua', in Bolivia, dove un nugolo di ragazzini, a capo di un ben più minaccioso branco di cani randagi, è riuscito a mettere in fuga l'esercito mandato a reprimere una rivolta popolare contro il potere di una multinazionale dell'acqua.


Dunque si parla di leggende, di animali estinti, di cattivi veri come i Biechi Bruni e i Biechi Neri, o la SuperBanca InterMondiale, di popoli oppressi e animali dimenticati; di occidentali creduloni e di aborigeni discriminati.
Con penna leggera e molta ironia Wu Ming  riesce ad aprire molte finestre sul mondo e sulla storia, dimostrando che quello che è avvenuto e che avviene magari qualche chilometro più in là può essere importante anche per noi.
Procedendo fra realtà e finzione, con i nomi trasfigurati e qualche avventura messa lì a dare più sapore al racconto, il nostro inesauribile collettivo di scrittori dimostra la propria capacità di proporre uno stile narrativo efficace ed intellettualmente onesto, dichiarando sempre da quale parte del mondo ci si schiera e non è certo la parte dei biechi bruni di qualsiasi latitudine e nemmeno di una multinazionale pronta a vendere a caro prezzo l'acqua ai contadini.

 
Come nel precedente, Cantalamappa, la cornice narrativa è costituita dai racconti di un'anziana coppia di viaggiatori, che nei brevi passaggi in quella che considerano casa raccontano al simpatico vicino, l'io narrante della storia, le avventure che hanno vissuto e gli strani personaggi incontrati. Ciascuno dei diversi episodi può essere lo spunto interessante per approfondire e per capire meglio il mondo in cui viviamo, provando a leggerlo dalla parte dei più deboli, con intelligenza e curiosità, e con un pizzico di necessaria indignazione.
Lettura piacevole e stimolante, per ragazze e ragazzi combattivi, a partire dai dieci anni.

Eleonora

“Il ritorno dei Cantalamappa”, Wu Ming, Electa kids 2016



venerdì 20 marzo 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SOVVERSIVI MOLTO SERI


Bella, sorprendente novità, da pochissimo arrivata in libreria: Cantalamappa. Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose, del mitico gruppo di scrittori che va sotto il nome di Wu Ming. Collettivo nato da una costola del gruppo Luther Blisset, ha firmato libri come Q, Manituana, Altai e così via.
E ora, fra lo stupore generale, ecco una storia per ragazzi: sicuramente apprezzabile già dagli otto/nove anni, ma credo si possa dire che la fruibilità aumenta con l'età ed è godibilissima anche dal pubblico adulto.
Il pretesto narrativo che fa da cornice ai singoli racconti è dato dalle storie di viaggio di due anziani giramondo, i Cantalamappa, appunto; a raccontare le loro mirabolanti storie un amico, custode temporaneo del Librone dei Viaggi, da cui emergono appunti, mappe, cartoline. Ad una prima lettura gli episodi sembrano la raccolta di episodi storici bizzarri, camuffati appena un po' per rendere il tutto un po' più esotico e per confondere le acque.



Alcuni episodi sono facilmente identificabili, come la storia dell'eresia dolciniana, o il disastro del Vajont; altri sono ben conosciuti, penso alla fuga sul monte Kenya di due prigionieri italiani detenuti dagli inglesi, durante la seconda guerra mondiale. Infine altri sono veramente strani e il dubbio sulla loro veridicità resta. Ogni storia è accompagnata dalla sua mappa, disegnata da Paolo Domeniconi.
Sono racconti brevi in cui la Storia entra sotto forma aneddotica, divertente, paradossale, una corsa spaziotemporale che sembra smarrirsi un po'; ma il filo conduttore c'è e si vede bene, nelle gustose parodie di Benito Mascellone e i Biechi Neri, o del conte Cinovolpe de Smisuratis, costruttore improvvido della diga del Vajont; spesso dati storici e fantasia si mescolano, ma anche questo ha la sua ragion d'essere, con l'invito finale, con tanto di dati cartografici, di andare a vedere, a verificare l'effettiva esistenza dei luoghi nominati.


Gli episodi raccontati non sono certo quelli che si incontrano nei libri di storia, se non per qualche accenno, e, vi assicuro sono tutti interessanti, divertenti il più delle volte, altre drammatici, ma sono sempre spunto di sottolineature e riflessioni che denunciano le ingiustizie, palesano i veri fini di tante avventure, invitano a guardare al passato con l'occhio al mondo di oggi.
Si spazia molto in queste storie, dall'antichità dell'isola di Pasqua, i cui abitanti si sono autodistrutti, al presente dell'isola di plastica, l'ammasso di rifiuti galleggiante che ammorba una grande area dell'Oceano Pacifico.
Anche questo libro per ragazzi e ragazze è un libro 'militante', che dichiara apertamente da che parte sta ed è un bell'esempio di onestà intellettuale e di letteratura civile, di cui, credo, abbiamo tutti un gran bisogno.

Eleonora

Cantalamappa. Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose”, Wu Ming, Electa kids 2015


martedì 12 novembre 2013

FAMMI UNA DOMANDA


CHE COSA C'E' SOTTO
Divulgazione per giovanissimi esploratori o inventori: due bei libri del gruppo denominato Okido, che comprende illustratori, grafici e divulgatori, diretti dalla Dr. Sophie Dauvois e dall'illustratrice Rachel Ortas. In Gran Bretagna sono spesso pubblicati dalla casa editrice Thames & Hudson. Sono specializzati nella divulgazione per quella difficile fascia d'età, compresa fra i 5 e i 7 anni, costituita da lettori ancora non avvezzi agli approfondimenti, ma con una dotazione di domande di tutto rispetto. Qui vi propongo due titoli, tradotti in questi mesi dall'editore Gallucci.
Nel primo, Scopri il mondo, si affronta il tema della geografia partendo proprio dai fondamentali: lo spazio occupato dal nostro stesso corpo, per poi allargarsi alla famiglia alla casa, alla città, via via allargando lo sguardo per arrivare al cielo e alle stelle. Ogni argomento non occupa più di una pagina, con un’impostazione grafica molto chiara. 
Chiarezza di immagini e percorso didattico lineare ne fanno un ottimo strumento per introdurre concetti altrimenti noiosamente astratti. Vengono poi proposte diverse attività legate agli argomenti, dal fare biscotti con la forma della luna, a raccogliere e riconoscere le foglie dei diversi tipi di alberi.
  Il secondo è ancora più divertente: Com’è fatto? Si dirà ecco il solito libro che parla di macchine e trattori; no, qui si indaga con lo stesso metodo gli oggetti più disparati, dal trattore al terreno, al corpo umano: una pagina rappresenta l'aspetto esterno, la pagina successiva indaga su quello che si nasconde sotto la superficie. 

Quindi si passa con naturalezza da un argomento meccanico, come è fatto un orologio, ad un altro di tipo naturalistico, per esempio, cosa c'è sotto terra, fino ad arrivare a concetti più complessi, come cercare di rappresentare il contenuto della nostra testa.


Il grande merito di questi libri sta nell'avere una grande chiarezza e semplicità, date dal testo che si integra perfettamente con le immagini che, in questo caso, servono proprio a fornire evidenza intuitiva alle informazioni proposte. Quindi poche descrizioni verbali, ma l'immagine come fonte diretta ed immediata di comprensione. Uno strumento divertente, da leggere insieme con mamma e papà, ma adatto anche all'uso didattico.
Eleonora

“Scopri il mondo”, a cura di Okido, Gallucci 2013
“Com’è fatto?”, a cura di Okido, Gallucci 2013