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mercoledì 15 marzo 2023

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

HYGGE!

Come dinosauri dopo l'asteroide, Gayle Forman (trad. Alice Casarini) 
Mondadori 2022 


NARRATIVA PER GRANDI (dai 14 anni) 

"Ira crede che i libri siano miracoli. 'Ventisei lettere' mi diceva sempre quando, seduto sulle sue ginocchia, sfogliavo albi illustrati che raccontavano storie di fratelli tassi o di piccoli bruchi mai sazi mentre lui leggeva una biografia di Lyndon Johnson o una raccolta di poesie di Matthea Harvey . 'Ventisei lettere e un po' di punteggiatura, ed ecco che hai infinite parole e infiniti mondi'. Indicava il mio libro, il suo, tutti quelli del negozio. 'Come fa a non essere un miracolo?' Non preoccuparti' lo tranquillizzo, prima di andare a sistemare il caos che c'è sul pavimento." 


Un padre e un figlio nel loro negozio di libri usati sull'orlo del fallimento e uno degli scaffali più belli e più grandi si è appena spaccato in due, rovesciando a terra una valanga di libri. 
Questo è un segno: un segno che tutto sta per finire. 
Questo è ciò che pensa Aaron, un ragazzo che ha divorato milioni di libri in passato, ma che adesso riesce a leggerne solo uno: un saggio sull'estinzione dei dinosauri. 

Sempre più convinto che lui e suo padre, di cui si prende cura come si fa con i bambini, e il loro negozio dove nessuno entra mai, siano gli ultimi dinosauri superstiti, Aaron vede solo il disfacimento intorno a sé. La morte di suo fratello, l'abbandono di sua madre, neanche più un amico. Ed è per questo che prende una decisione fatale. 
Lui è il proprietario delle mura di quella libreria sul corso di quel paesino di montagna, e quindi è l'unico che tecnicamente può venderle. Ed è esattamente quello che fa, all'insaputa del padre. Le cede in cambio di non molto denaro a una scaltra signora che possiede già mezzo villaggio. Il suo piano prevede con quei soldi di andarsene da lì con il suo buffo padre verso un luogo che sia il più lontano possibile. Al sole, al caldo. Tuttavia non ha fatto i conti con l'arrivo di Chad, di Hannah, e dei taglialegna del paese. Tutti asteroidi che però con il loro impatto non distruggeranno nulla, anzi daranno nuova vita a quello che sembrava finito. 
Questa è la storia di un ragazzo e della sua complicata corsa per non estinguersi e per diventare grande. 

Tutta la complessa storia che Gayle Forman costruisce e riempie di magnifici personaggi ruota intorno a un gigantesco non detto che però i lettori percepiscono nello stesso istante in cui ha luogo e con cui devono fare i conti fino all'ultima pagina, ossia il grande silenzio che avvolge la scelta di Aaron di vendere la libreria. Si tratta di un grande tradimento nei confronti del padre: per lui, uomo pieno di sogni e di ingenuità, quella libreria è l'ossigeno che gli permette di respirare. Suo figlio lo sa bene, ma sembra sapere altrettanto bene che quella stessa libreria rappresenta per entrambi il sasso che li porterà a fondo. E agisce di conseguenza. 
 Come nei migliori film di suspense, chi guarda sa cose che i protagonisti ignorano. 
Qui il meccanismo è lo stesso: il lettore è l'unico che come Aaron è a conoscenza di quel piccolo dettaglio. Questo pesante silenzio si espande quindi su tutta la storia e diventa ogni giorno più grande e più difficile da sostenere per le piccole spalle di Aaron. 
E i lettori patiscono con lui, in un meccanismo empatico inevitabile. L'unica forza per Aaron, lui sembra trovarla nel disfattismo che lo avvolge in qualunque direzione volga lo sguardo. 
E così, mentre si aprono diversi squarci di luce, lui pare coprirsi gli occhi per negarne l'esistenza. 
Gayle Forman tuttavia non vuole farne un nichilista, ma solo un ragazzo confuso e lievemente depresso, come è normale che sia, vista la sua situazione. 
Interessante è constatare la diversità diametrale che esiste tra padre e figlio, nei confronti dei dispiaceri che hanno colpito entrambi. Tanto il padre si è rifugiato in una dimensione di protezione, fatta di ricordi, di libri, di fiducia nel domani e nel prossimo, inconsapevolmente hyggelig, tanto Aaron è incapace di ragionare in positivo sulle cose: tutti sono potenziali nemici, tutti lo vogliono fregare, tutto sta andando a rotoli. 
E così al valore di una storia costruita su un grande silenzio che prende una china verso una inevitabile collisione, se ne aggiungono altri: primo fra tutti appunto la capacità dimostrata nel dare crescente spessore e complessità ai diversi personaggi, ottenuto con un sapiente e parco dosaggio di informazioni. Ma ancora, a mettere sul piatto un buon numero di questioni e di saperle intrecciare senza mai cadere nell'ovvio o nella didascalia. 
L'amore, la solitudine, le dipendenze, la disabilità, il lavoro di squadra, l'amicizia, la ricerca di sé, i libri, la musica, le seconde possibilità, l'abbandono, la morte, la paura, i problemi finanziari, la passione, l'ottimismo e la sfiducia. Non è poca roba. 
E tutto questo, per sapiente costruzione narrativa, trova un suo preciso posto. 
Tutto si incastra alla perfezione verso un finale che è inaspettato e pieno di futuro, circostanza che per un dinosauro sull'orlo dell'estinzione è una svolta non da poco. 
Gran bella storia.

Carla

lunedì 8 gennaio 2018

FAMMI UNA DOMANDA!


VERSO L'INFINITO E OLTRE!


Spesso ho ripetuto quanto sia avara l'editoria per ragazzi nella divulgazione per la fascia d'età della scuola media. Non posso che sottolineare, quindi, la notevole rarità di Hawking. Universo. Spazio. Tempo, di Rudiger Vaas, valente divulgatore tedesco, tradotto qui da Libreria Geografica, uno dei tanti marchi del gruppo De Agostini.
Questo testo, pensato secondo me per ragazzi e ragazze, nonché adulti digiuni, come me, di fisica, dai tredici anni in su, è un esempio di divulgazione 'alta', quella in cui, pur utilizzando una terminologia precisa e senza tradire il nocciolo delle teorie esposte, sui usa un linguaggio accessibile a tutti o quasi.
Certo è necessario un minimo background scientifico, che consenta di comprendere concetti non proprio facilissimi. Bisogna aver fatto le scuole medie o avere un proprio bagaglio personale, frutto magari di una già forte passione scientifica.


Gli argomenti trattati sono complessi e affascinanti, divisi in sette capitoli i cui titoli sono già un'interessante enunciazione di problematiche affascinanti: il mistero del big bang, spedizione nell'immaginario, trappole gravitazionali, il futuro e i viaggi nel tempo, alieni, dio e il mondo. In poche parole, viene raccontato poco più di un secolo di storia della fisica, dalla teoria della relatività, ai buchi neri, alla ricerca eterna della teoria del tutto; argomenti filtrati attraverso le ricerche di Stephen Hawking, grande scienziato, la cui vicenda umana è stata più volte raccontata anche dal cinema. Come si vede, si tratta di argomenti affascinanti, pur nella loro complessità, e con grandi ricadute su quello che noi, gente comune, pensiamo del tempo, dell'universo e del posto che vorremmo occuparvi.
Se già è meritevole anche solo l'impresa di aver raccontato tutto questo con precisione ad un pubblico giovanile, cui sono riservati quiz di verifica alla fine di ciascun capitolo, trovo ancor più meritevole lo sforzo di far comprendere le implicazioni filosofiche o anche in termini di senso comune di queste interessanti e, a volte, contraddittorie teorie. Se il mondo sia governato dal caso o se vi sia un riconoscibile disegno 'esterno', se la scienza sia solo calcolo e deduzione, o nasca anche dall'immaginazione, dalla capacità di pensare qualcosa ben prima che possa essere dimostrato, mi sembrano argomenti dalla grande potenzialità euristica, ovvero argomenti che possono a loro volta suscitare domande e pensieri 'fuori dagli schemi'.
Si tratta, quindi, di un libro ben pensato e ben scritto, con una grafica accattivante e illustrazioni che aiutano a farsi un'idea di concetti altrimenti molto astratti; può essere collocato, in libreria, nel settore ragazzi o nella divulgazione per adulti, dove in realtà si possono trovare testi che possono piacere anche a giovani lettori e lettrici.
E' però un episodio troppo isolato, in un panorama al momento povero di proposte per questa fascia d'età. Ci vorrebbero intere collane come questo libro, che trattassero anche argomenti molto diversi, dalla storia all'arte alla filosofia.


Non si vede, all'orizzonte, nessun progetto del genere, anzi, nessuna intenzione di pensare ad un progetto. I nostri editori, con le debite e ben note eccezioni, sono concentrati su una fascia d'età inferiore e su argomenti, animali in testa, di sicuro successo commerciale.
Finché le cose rimarranno così, non vedo come l'editoria che si occupa di divulgazione possa rinnovarsi, se non per singoli libri, singoli prodotti dotati di particolare efficacia e originalità.
Nel frattempo, non posso che ringraziare Libreria Geografica per il coraggio e invitare giovani lettori e lettrici con grandi domande che ronzano nella testa a dare un'occhiata a questa preziosa rarità.

Eleonora

“Hawking. Universo. Spazio. Tempo”, R. Vaas, Libreria Geografica 2017



mercoledì 8 febbraio 2017

ECCEZION FATTA!


DI LIBRI VENDUTI E LETTI 
E DI SOMARI A SCUOLA


Sono usciti in contemporanea, o quasi, due testi che inducono a una necessaria riflessione: l'annuale rapporto Aie, l'Associazione Italiana Editori, e la lettera firmata da 600 docenti universitari, che lamenta lo stato disastroso delle competenze linguistiche degli studenti universitari.
Lasciamo stare la difesa d'ufficio delle diverse categorie coinvolte, genitori, insegnanti, bibliotecari e anche librai. Vorrei provare a mettere insieme questi dati, per darne una lettura quasi coerente.
Partiamo dal rapporto Aie: la sostanza dice che aumenta il valore del mercato del libro, ma diminuiscono le copie vendute. Tradotto, vuol dire che è una crescita fittizia, dettata solo dall'aumento del prezzo unitario del singolo libro venduto. Tengono bene i lettori forti, soprattutto quelli dai 45 anni in poi, in particolare gli ultrasessantenni, quelli cioè, che sono cresciuti col mito della cultura che emancipa dalla povertà, non solo intellettuale; tengono bene i libri per ragazzi, quanto a vendite, ma la lettura nella fascia d'età 6-17 anni diminuisce, il che fa pensare male, se non malissimo, sul prossimo futuro.
Aumenta, come è logico aspettarsi, il settore dell'e-commerce e il download dei libri digitali, crolla la vendita nella grande distribuzione, aumenta nelle librerie di catena, diminuisce la presenza di librerie indipendenti. Come interpretare questi dati? La grande distribuzione non offre niente di più al cliente se non l'esposizione di una gamma limitatissima di titoli; cosa hanno in più, rispetto alle librerie indipendenti, l'e-commerce e le librerie di catena? Lo sconto: una leva ben più potente della competenza di un libraio, soprattutto in tempi di crisi e di impoverimento generalizzato.
E considerate che nei dati Aie la quota detenuta dal gigante Amazon è solo ipotizzata.
Se poi andassimo più a fondo, mi chiederei anche quanto incidano, sui dati generali, quelli relativi ai fenomeni commerciali degli youtuber, cioè quegli oggetti dalla parvenza di libri che vendono migliaia di copie senza nemmeno passare nelle librerie. Per intenderci, quelli che inutilmente sconsiglio a ragazzini e ragazzine, bambini e bambine, che per altro mi guardano con un certo disgusto. Se dunque togliessimo queste vendite, che poco hanno a che fare con la lettura, cosa resterebbe dei dati relativi ai lettori più giovani?
E' da considerare esaurito il ruolo delle librerie, specializzate o no, che basano la loro proposta sulla professionalità, sul 'consiglio' ritagliato su misura sulle esigenze dei lettori?
Non c'è davvero nulla da fare, rispetto all'efficacia dello sconto e alla comodità di un e-book? Intanto, mi verrebbe da dire, ci vorrebbe una vera legge sul libro, che impedisse la concorrenza sleale ai giganti dell'e-commerce, con uno sconto massimo al 5% e uguale per tutti i soggetti in campo, come avviene in altri paesi europei.
Cosa c'entra tutto questo con la lettera dei docenti universitari? C'entra moltissimo, perché il futuro di tutta la filiera dell'editoria, dagli autori agli editori ai librai, dipende dalla capacità complessiva di crescere generazioni nuove di lettrici e lettori, senza le quali andremmo tutti a coltivare la terra.
Il breve documento dei docenti universitari non fa che registrare un dato che è sotto gli occhi di tutti: la scarsa padronanza della lingua scritta e parlata da parte degli studenti alla fine del loro ciclo di studi. Mi sono sempre chiesta come fosse possibile che a dieci anni io fossi in grado di leggere un romanzo, mentre i bambini e le bambine di oggi tracollano di fronte alle famose 100 pagine; non solo, se sono 100 pagine di descrizioni, di introspezione, apriti cielo! Ogni giorno sento genitori che si lamentano perché l'insegnante li costringe a leggere un libro al mese (poverini!), ogni giorno sento altri genitori che serenamente mi dicono che nella classe dei figli non sono previste attività di promozione della lettura.
Non penso il problema sia nei singoli insegnanti, ma nell'impianto di una scuola che non mette al centro dei propri obbiettivi anche la competenza linguistica, la comprensione dei testi, l'aggiornamento continuo dei docenti, lasciati soli a far da sé, quando e come si può.
Se non si investe sulle biblioteche scolastiche, che dovrebbero essere presenti in ogni istituto scolastico, se non si investe sulla formazione, se non si investe sulla qualità della proposta editoriale, e qui entrano in gioco le librerie con alto grado di professionalità, continueremo a produrre povertà intellettuale di massa, nascosta da statistiche rassicuranti o quasi, il famoso analfabetismo funzionale, messo in evidenza dal rapporto Ocse, che ci pone in fondo alla graduatorie dei diversi paesi. Ci sono molti centri abitati al di sopra dei 10.000 abitanti che non hanno né biblioteche né librerie.
Dunque ancora una volta, manca una visione politica che metta al centro della famosa 'crescita' la scuola e quello che giro attorno ad essa.
Infine, un'ultima osservazione: credo proprio che sia arrivato il momento di mettere in discussione il modello educativo con cui stiamo crescendo generazioni di web-dipendenti. Se il tempo libero di bambini e ragazzi, dopo la scuola, il nuoto, pianoforte, danza, catechismo e chi più ne ha più ne metta, viene occupato strutturalmente da giochi e attività online, come pensate che possa crescere l'abitudine alla lettura, come può svilupparsi una capacità critica, un punto di vista autonomo? Come può arricchirsi il linguaggio, come si può imparare davvero ad esprimersi correttamente? Come si può venire a contatto con idee nuove, proposte e stimoli che non siano di ignota provenienza, come accade sul web?
Per fortuna, c'è la scuola, nonostante tutto.

Eleonora


















lunedì 22 giugno 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LIBRI E LIBRAI(E)

Ho letto con attenzione il libro di Grazia Gotti Ne ho vedute tante da raccontar, il cui filo conduttore è l'intreccio strettissimo fra vita personale e professionale.
L'autrice, insegnante e poi fondatrice, insieme a Simona Pomelli, Tiziana Roversi, Silvana Sola e Giampaola Tartarici, della libreria per ragazzi di Bologna, Giannino Stoppani, e poi della scuola di perfezionamento per librai e giocattolai Accademia Drosselmeier, ci racconta il suo percorso di vita e di lavoro attraverso le tappe segnate da una sorta di mappa ideale della letteratura per l'infanzia. I libri letti al figlio, i libri studiati sono i punti di riferimento di una bibliografia esistenziale, che nello stesso tempo descrive una sorta di lista di libri indispensabili.
Almeno questi, sembra suggerire l'autrice, devono diventare capisaldi nel percorso professionale di ogni buon libraio/a per ragazzi. Nel racconto della Gotti si susseguono autori come Carle e Lionni, Munari e Rodari, Sendak, Browne, Altan e molti altri, che hanno popolato l'infanzia di suo figlio di personaggi e di storie straordinari.
Questo libro, organizzato in brevi ed efficaci capitoli dedicati a un autore, a un genere letterario o a una casa editrice, è indiscutibilmente uno strumento di lavoro per chi volesse avvicinarsi al mondo dell'editoria per ragazzi e a quello delle librerie specializzate.
In tempi di approssimazione e di superficialità, questo richiamo alla professionalità e all'approfondimento mi sembra davvero importante. E' un approccio metodologico serio e appassionato, ben difficile da trovare in un mercato segnato da tutt'altri criteri.
Quello che più di tutto mi ha colpito, però, è l'intreccio profondo fra la vita professionale, di maestra e di libraia, e quella familiare, con le tante letture ad alta voce che l'hanno arricchita. Mi riconosco pienamente in questa osmosi fra una dimensione e l'altra, il leggere per il o i figli, e riportare in libreria quell'esperienza, e anche al contrario portare a casa i libri più belli per condividerli con il nostro pubblico più severo.
Si costruisce così, negli anni, una sorta di repertorio personale, ricchissimo di richiami affettivi, di grandi e piccoli capolavori, di libri, di film, di storie e di ricerche che si sono susseguite negli anni, assecondando e segnando la crescita comune, fra madre e figlio o figlia.
Sono grata a Grazia Gotti per aver condiviso il suo.
Una cosa però non riesco a condividere, l'incrollabile ottimismo verso il futuro del mondo delle librerie, almeno per come le abbiamo concepite finora.

Eleonora

“Ne ho vedute tante da raccontar. Crescere con i libri”, G. Gotti, Giunti 2015


venerdì 2 gennaio 2015

ECCEZION FATTA!

LAVORARE ONESTAMENTE
E' rivoluzionario. L'ho detto tante volte, in questi anni, da provocare fenomeni di rigetto nelle persone che mi stanno vicino. In realtà avevo ragione ben oltre le mie stesse intenzioni. E' uno slogan, mi rendo conto, e non si riferisce solo all'ovvio comandamento di non commettere scorrettezze e reati nel compiere il proprio lavoro, ma nell'espletarlo dando il meglio di sé, praticando, nei limiti del possibile, quella virtù rara che si chiama onestà intellettuale.


Poiché sono una artigiana della cultura, un'operatrice che fa sì che un libro esca dagli scaffali della libreria per essere letto da bambini e bambine, ragazze e ragazzi, l'onestà intellettuale si esprime nel non spacciare un libro per quello che non è, nel cercare di interpretare le diverse esigenze di lettura per farle convogliare su uno o più testi, nell'individuare percorsi di lettura; senza pregiudizi, se possibile, e senza il dio denaro come faro; non per un'idea romantica di purezza della cultura, che non condivido affatto, ma per la fondata convinzione che non si crescono lettrici e lettori con libri mediocri, prodotti commerciali legati a qualche idolo posticcio del momento; non lo si fa seguendo passivamente le mode, ma cercando di cogliere ogni volta il meglio che c'è. Senza stigmatizzare le scelte dei ragazzini, semmai suggerendo alternative.
E' un lavoro di lenta costruzione, di costanza e di chiarezza degli obbiettivi, che spesso incontra ostacoli e non produce risultati immediati.
Ma posso dire, con un certa soddisfazione, che hanno vita breve le maialine e le violette, mentre il topo continua a resistere nelle letterine natalizie, ma solo in quelle. E' stato un finale di anno di soddisfazioni, nonostante tutto, con tanti libri belli e bellissimi finiti sotto l'albero metaforico che riunisce tutte le nostre lettrici e i nostri lettori. Stupefacente vedere il successo di Roald Dahl, o di collane storiche come gli Oscar junior della Mondadori e le Storie e Rime della Einaudi ragazzi. Tanti gli illustrati venduti, a cominciare da Lindbergh e Mappe, Animalium, Prima e Dopo, L'incredibile viaggio di Shakleton. Perfino un libro 'difficile' come la Vita segreta delle piante ha incontrato l'interesse dei giovani scienziati. Grande successo per il secondo anno di Sono soltanto un cane e La prima volta che sono nata , nonché per l'esordiente La signorina Euforbia. La lista è ben più lunga di questi pochi titoli, ma servono comunque a sottolineare che si può, potrei dire si deve, coniugare la necessaria quantità di vendita e la qualità dei libri venduti.
Era questo l'obbiettivo e questo è un risultato ormai consolidato, e tutto questo è stato il frutto di un duro, difficile lavoro 'controcorrente', cominciato con la stagione eroica delle letture in libreria. L'immagine che riporto è la sintesi perfetta di ciò che è stato, del senso di comunità, della condivisione di un lavoro con le persone che hanno contribuito a realizzarlo, a cominciare da Carla e da Alba, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile. Ma ringrazio ancora una volta gli autori, gli editori, tutti quelli che hanno avuto la pazienza di sostenerci e di credere nel nostro lavoro.
Ma come in tutte le vere rivoluzioni, nulla è acquisito per sempre, nulla può essere dato per scontato, bisogna saper ricominciare, anche mettendosi in discussione.
Mi piacerebbe pensare che si stiano affacciando sul mercato tanti e tante giovani capaci di trasformare positivamente questo mestiere, ma le tendenze generali, negli indici di lettura dei più giovani e nella gestione delle librerie, fanno pensare a scenari difficili e complicati, in cui dovremo trovare probabilmente strumenti diversi per raggiungere e coinvolgere la generazione 2.0, quelli che considerano il libro un oggetto superato, che pensano di trovare tutto quello che è necessario nella rete. Questa, ritengo, sia la nuova frontiera che ci aspetta, su cui vorremmo progettare nuovi percorsi.
Lavorando onestamente.

Eleonora

martedì 10 giugno 2014

ECCEZION FATTA


ROMA-CANTÙ A/R
ovvero dell' Incorniciare il Bello.


Come se ce ne fosse stato bisogno, sventolava Ballata di BlexBolex come una bandiera, perché io lo riconoscessi nel viavai della stazione. Non era solo: lo accompagnava il suo amico di sempre. Un viso scavato e una faccia rotonda, vicini sono perfetti anche al solo guardarli. Condividono grandi pezzi della loro vita: sognano, inventano, costruiscono assieme. Tommaso Falzone e Giampaolo Mascheroni sono il mio lasciapassare per entrare in una dimensione che, sospettavo, si rivela di meraviglia e di familiarità allo stesso momento.
A Cantù, un capannone dalle grandi porte scorrevoli, guardato a vista da un custode zelante, nasconde un universo inaspettato. 


Oggetti, opere d'arte, libri (la maggior parte dei quali, opere d'arte essi stessi), raccolti in una vita di continua ricerca del bello, ne riempiono completamente lo spazio. Dovunque i miei occhi si orientino, non possono non stupirsi nel vedere le molteplici declinazioni della bellezza che mi circondano. Dai libri di stoffa a quelli di carta cuciti a mano uno per uno da Angela Caremi, dalle stampe 'allungate' di Toccafondo agli animali 'spiritati' di Massimo Caccia, dagli intagli su carta di Komagata a quelli di Icio Borghi. 

E dietro tutto questo c'è una bottega da corniciaio che si nasconde tutte le volte che la circostanza lo richieda. 


Tommaso Falzone incornicia. Attenti, però, che il gesto di 'incorniciare' è ben più complesso di quel che si possa credere. E' innanzi tutto un gesto di cura, di amore. Chiudere tra assicelle di legno e proteggere sotto vetro un'opera, sia essa un quadro o una scultura di fil di ferro o carta, significa, non solo proteggerla, ma anche metterla in evidenza, separandola dalla distrazione imperante sul resto. Ecco, proteggere, salvare, mettere in evidenza, sotto gli occhi di chi a voglia di vedere sono gesti che Tommaso Falzone (e Giampaolo è ancora lì al suo fianco ogni lunedì e giovedì) fa anche con i libri. Li colleziona in giro per il mondo, li salva dall'oblio e, riconoscendone il valore, in un certo senso li incornicia, ovvero li cura, li mette in evidenza per sé e per chi abbia voglia di passare per quella sua strana bottega.
Credo che questo sia un buon modo di fare cultura.
Fidatevi, andatelo a trovare a Cantù e, dopo, tutto sarà più bello.

Questo è stato lo stupore cui accennavo, ma ho detto anche di familiarità.
E su questa, invece, ha addirittura lavorato un'intera squadra che, con Tommaso capitano, mi ha riempito di affetto per farmi sentire 'a casa' nella provincia brianzola. Va da sé che ci sono riusciti: a parte il capitano, a parte Giampaolo che non ho mai visto venirmi incontro a mani vuote, penso alla Mariaelisa che mi ha ospitato, con la sua Finestra sul suo Giardino, alla maestra Antonella che ha cucinato in onore di BlexBolex, alla cuoca Barbara che mi ha aperto cuore e forno alla Cascina di Mattia, alle bibliotecarie di Figino, Chicca e Chiara, che mi hanno dato in prestito un cedro del Libano alto fino al cielo, a Valentina Pellizzoni che mi ha messo intorno un canturino ex romanista e tre ragazzi davvero 'speciali'. E poi loro, i bambini, quelli di Cantù, Figino e dintorni, che mi hanno regalato le loro insicurezze , le loro sicurezze, i loro desideri, i loro sogni e i loro pensieri.
Mi mancano già tutti, ma so che Dopo c'è Dopo, come mi ha detto il saggissimo Tobi, e così mi rassereno...


Carla

Noterella al margine: cosa facessi io a Cantù, il 7 e l'8 giugno lo potete evincere facilmente da qui.

lunedì 5 agosto 2013

ECCEZION FATTA (ovvero tutto quello che ruota intorno al libro ma libro non è)

CHE ANNO MICIDIALE!!

Stiamo, state andando in vacanza e, come sempre, la pausa estiva è foriera di riflessioni e di bilanci. Questa parte di anno si chiude direi con una certa amarezza, con il permanere delle difficoltà per molte librerie e con il trionfo commerciale dei più deteriori prodotti editoriali.
Un simbolo delle difficoltà del mercato librario è l'annunciata chiusura della libreria Feltrinelli di via del Babbuino, a Roma, la prima Feltrinelli di Roma, la mia prima vera libreria, allora diretta dal mitico Conticelli. Dal grande al piccolo, ha chiuso anche la libreria per ragazzi Il Brucalibro, delle amiche Paola e Lucilla, tante altre sono in bilico. Senza la pluralità delle proposte rischieremo di trovarci di fronte un'offerta sempre più omologata e piegata a logiche commerciali discutibili, che, per esempio, affermano sempre di più il format della libreria come luogo polifunzionale, dove si mangia, si ascolta musica, si comprano accessori per la cucina e alla fine, ma solo alla fine, si sfogliano libri. E magari si trova qualcuno in grado di selezionare, di sfoltire la gigantesca offerta editoriale. Viene da chiedersi per chi saranno stampati tutti questi libri destinati ad essere resi a velocità supersonica?
Già, perché una delle conseguenze di questo duro passaggio congiunturale è che proprio la figura del libraio, come l'abbiamo conosciuta e come l'ho personalmente vissuta, viene messa in discussione: se le piccole librerie chiudono e le librerie di catena cercano di ridurre i costi, il primo 'costo' ad essere tagliato è quello delle figure professionali più specializzate, più formate: quei librai con tutto un catalogo in testa, in grado di costruire bibliografie e formulare consigli ritagliati sulle esigenze di ciascun lettore.
Lettori che, per quanto riguarda la produzione per bambini e ragazzi, si devono essere un po' distratti, visto che anche nell'ultima settimana, la classifica del settore è integralmente dominata dalla tragica coppia Violetta/Peppa pig, di cui ho già ampiamente parlato.

Se volete disintossicare i vostri figli e e le vostre figlie dallo strapotere dei prodotti commerciali, potete scorrere i numerosi suggerimenti di lettura con cui abbiamo riempito le pagine del nostro blog. Qui vi segnalo alcuni titoli, caratterizzati da personaggi straordinari, capaci di trasmettere coraggio e speranza, di cui abbiamo molto bisogno, ma anche ironia e risate liberatorie.
A questa categoria appartiene Grosso guaio nel pollaio, con l'indimenticabile cane /Marlowe alle prese con l'immancabile pollastra. Scritti con penna leggera, capace di addolcire certi aspetti delle rispettive storie, e con protagonisti straordinari, Mio padre è un PPP e Quindici giorni senza testa.
Di grande delicatezza e sensibilità Castelli di fiammiferi, una storia meravigliosa di affetto fra due fratelli.
Infine due romanzi decisamente drammatici, L'ultima alba di guerra, secondo me il capolavoro di Dowswell, e Il pianeta di Standish, il cui protagonista è il prototipo dell'eroismo dei più deboli, di quelli da cui non ci si aspetterebbe nulla.
Per chiudere in leggerezza, consiglierei, in primo luogo a me stessa, l'illustrato Il viaggio dell'asino, sarà perché mi sento un po' asino anche io, un po' perché partirei volentieri alla ventura, naturalmente in buona compagnia.


 Eleonora