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domenica 31 maggio 2015


LIMONI AL TONNO

Io mi ritengo una Piccola cuoca. E da un po' di tempo trovo ispirazione in un'app che si chiama Piccole ricette. Di solito arriva la sera, con un breve scampanellio nel cellulare, la ricetta del giorno. La leggo, di solito a quell'ora sono al parco con la cagnotta, e verifico se mi può piacere: 98 volte su 100 è sì. Verifico quindi se ho tutti gli ingredienti richiesti: 98 volte su 100 è no, sfioro la stellina sulla schermata che si arrossa e automaticamente quella ricetta entra tra le mie preferite. Si può desumere da ciò che ce ne siano un bel tot.
Questa è una di quelle stelline rosse.

Ingredienti
2 limoni
150 gr di tonno in scatola sgocciolato ben bene
50 ml di acqua
1 cucchiaino di aceto
4-6 gr di colla di pesce
120 ml di latte
10 gr di burro
10 gr amido di mais
1/4 di dado
succo di mezzo limone.

Per prima cosa mettete i fogli di colla di pesce ad ammorbidirsi in una ciotola d'acqua. Quindi scaldate 50 ml di acqua con l'aceto. Passati dieci minuti aggiungeteci la colla di pesce ben strizzata. E lasciate lì. Passate a fare una besciamelle con il burro, l'amido di mais e il latte e il dado. Fatela cuocere per 5 minuti e lasciate lì.
Prendete il tonno sgocciolato e frullatelo per bene e poi aggiungetelo alla besciamelle e alla colla di pesce e lasciate lì.
Prendete due limoni grandi o tre piccoli, non trattati, sciacquateli con cura e tagliateli a metà, quindi svuotateli con le dita della loro polpa e, con le unghie, grattate via un po' di bianco (si chiama albedo).
Riempiteli con il composto e per tenerli in piedi metteteli dentro ciotoline o tazzine, mettete in frigo e lasciate lì.


Dopo 12 ore, il tempo che il composto si rassodi per bene, prendete i limoni e tagliateli a fette sottili 7/8 millimetri. Disponeteli con ordine sul piatto e mangiate lì.
La ricetta di Piccole ricette è stata pubblicata da Valentina. Una che ci sa fare.

Carla

Noterella al margine. Per vedere il risultato finale dovete aspettare 12 ore. Domani mattina ci sarà l'immagine a ricetta conclusa. 








venerdì 9 settembre 2011

MANGIARE CON GLI OCCHI


Penso che la bellezza sia una caratteristica importante di ciò che mangiamo. La bellezza, che è poi anche bontà, nasce dalla cura con cui un piatto è stato preparato, dall’attenzione con cui sono stati scelti gli ingredienti e anche dalla maniera in cui viene presentato.
Per questo oggi ho preparato il pesto e l’ho utilizzato per riempire dei pomodori di Pachino di tipo ciliegino. Li ho messi dentro i pirottini che si usano per cioccolatini e pasticcini (tutti rigorosamente ‘ini’).
Prima di tutto affrontiamo l’annoso argomento della materia prima: abito a Roma e il basilico di Prà (basilico genovese a denominazione di origine protetta) non lo trovo. Ogni volta che vado a Genova compro al Mercato orientale questa meravigliosa erba aromatica di color verde tenue, dalle foglioline ovali il cui profumo è delicato e senza tracce di menta. Oltre ad avere queste caratteristiche fisiche, in Liguria del basilico si raccoglie la pianta intera quando è piccola e assolutamente senza fiori. Infatti viene venduto in mazzetti con le delicate radici ancora ricoperte dalla terra che ne protegge l’umidità e avvolte in carta velina.
A Genova Prà esiste anche il Parco del basilico che dal 2006 si trova all’interno di Villa Doria-Podestà (http://www.parco-basilico.it/).

Per la prima volta mi ritrovo a scrivere le dosi del pesto: l’ho sempre preparato a occhio assaggiando via via la salsa durante la preparazione.
Oggi invece ho pesato tutto!
Ho usato:
190 gr di foglie di basilico (già pulite dai rametti)
150 gr di parmigiano reggiano grattugiato
30 gr di pecorino grattugiato
70 gr di pinoli
1 spicchio d’aglio piccolo
olio extra vergine di oliva ligure (dal sapore delicato in maniera da non coprire troppo quello del basilico) sufficiente ad amalgamare il tutto



Altra questione: il mortaio di marmo e il pestello. Tempo fa ho provato a usarlo iniziando con l’aglio, aggiungendo poi il basilico e tutto il resto ma sono riuscita a preparare il pesto per condire al massimo le trenette di due persone, non di più. Mi riservo, però, di dedicare un intero post al pesto  - che bel gioco di parole - con il mortaio, perché lo merita!
Quindi uso il mixer con l’accortezza di mettere il bicchiere e la lama nel congelatore qualche ora prima di usarlo in maniera che la salsa non si scaldi troppo
Nel mixer, quindi, metto in sequenza: l’aglio, le foglie, parmigiano e pecorino, i pinoli e infine l’olio.
É fondamentale assaggiare per sentire se è necessario aggiungere altro parmigiano o altri pinoli per renderlo più dolce (soprattutto in mancanza del basilico di Prà).
Ho svuotato i pomodorini dai semi, li ho lasciati riposare capovolti sullo scolapasta e poi li ho riempiti.
Eccoli, sono bellissimi.

Lulli